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Diritti umani

Confermata condanna per omicidio Alessio e Simone, i due cuginetti di Vittoria

Benedetta Parretta

Pubblicato

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In appello confermata la pena di nove anni per Rosario Greco. Troppo poco la condanna secondo le associazioni di tutela delle vittime di reato “la vita di due bambini innocenti non può essere così irrisoria”

Nove anni totali di carcere per la morte di Alessio e Simone d’Antonio: è questa la condanna inflitta a Rosario Greco, in secondo grado.

Una scelta che conferma la pena decisa nel primo grado.

Rosario Greco è stato condannato a 9 anni per il duplice omicidio dei cuginetti D’Antonio di Vittoria e due per un tentato omicidio.

‘9 anni sono pochi, ora bisogna cambiare la legge’ tuonano le associazioni che tutelano le vittime di reato

Il pm Fabio D’Anna aveva chiesto 10 anni. A Greco è stata pure confiscata l’auto. Il risarcimento per il Comune di Vittoria che si era costituito parte civile avverrà invece in separata sede con un nuovo giudizio civile.

Rosario Greco al momento della sentenza non era in aula, dove erano presenti invece i genitori dei due bambini Alessio e Simone D’Antonio e gli zii. L’imputato era accusato di omicidio stradale plurimo aggravato dall’alterazione psicofisica dovuta all’utilizzo di sostanze alcoliche e stupefacenti.

L’uomo per aver scelto il rito abbreviato, ha potuto contare su una riduzione della pena che in base alla sentenza del Gup del Tribunale di Ragusa è partita da una condanna di 13 anni e sei mesi per arrivare alla pronuncia finale di nove anni.

La dinamica del dramma

La tragedia avvenne la sera dell’11 luglio del 2019. Greco, 37 anni, si trovava alla guida della sua vettura in una stradina della città del Ragusano. A bordo con lui c’erano degli amici. Il conducente aveva bevuto e aveva fatto uso di stupefacenti. La sua auto, scartando a velocità nella strada, aveva travolto i due bambini, di undici e dodici anni, figli di fratelli, inseparabili compagni di gioco. Stavano seduti su un gradino davanti alla porta di casa. L’auto falciò a entrambi le gambe. Alessio morì la sera stessa. Simone si spense dopo qualche giorno di agonia e la notizia della sua morte arrivò a Vittoria proprio mentre in una chiesa gremita si celebravano i funerali del cuginetto.

“Dal punto di vista giudiziario sono soddisfatto del rigetto dell’appello proposto della difesa – Commenta Daniele Scrofani, legale delle famiglie dei due bambini -. Sotto il profilo umano registro il dolore inconsolabile delle due famiglie. È ovvio che la pena comminata al responsabile non può lenire le ferite inflitte ai D’Antonio, ma la conferma della sentenza di primo grado perlomeno non aggiunge ulteriore dolore a quello che ogni giorno provano le due famiglie”.

“Ma come si fa a dare una condanna del genere, sono sempre più convinta che la giustizia non ci protegge. Questi signori che danno queste condanne si facessero un esame di coscienza” esclama dopo la sentenza la presidente di Libere Donne, Caterina Villirillo, in prima linea al fianco della Lidu onlus in tutela delle vittime di reato.

“Nessuno potrà ridare la vita ai due piccoli. Nessuno potrà consolare i loro genitori. Nessuno potrà dargli la Giustizia che meriterebbero. Ma almeno impediamo che altri piccoli come Alessio e Simone, perdano la vita. E permettiamo ad Alessio e Simone di vivere per sempre, con una legge che si ispiri al loro caso drammatico. Ed i delinquenti paghino il proprio debito con la Giustizia”.

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