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Attualità

Colombia.Bogotà è la città col più alto numero di stupri nel mondo

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Nel 2018 oltre 20.000 denunce per reati sessuali, ma le vittime potrebbero essere molte di più. Ogni anno novemila casi di violenze domestiche.

di Vito Nicola Lacerenza

Secondo un’indagine svolta dall’associazione per i diritti umani Plan International, la capitale colombiana Bogotà è la città con il più alto tasso di violenze sessuali al mondo nei confronti delle donne. Nel 2017 si sono verificati oltre 4.000 casi di abuso sessuale a danno di donne, con una media di 11 al  giorno. Quest’anno 20.000 colombiane si sono rivolte alle autorità riferendo di essere state aggredite, minacciate o stuprate. Si tratta di una cifra considerevole, ma gli esperti ritengono che il numero possa essere più alto, dal momento che molte vittime decidono di non sporgere denuncia per paura di ritorsioni. Durante un’inchiesta svolta da Plan International,  numerose donne hanno dichiarato di sentirsi minacciate in qualunque ora del giorno, soprattutto nei luoghi pubblici, in cui avvengono la maggior parte dei reati sessuali.

La presenza dei passanti non spaventa gli stupratori o gli aggressori,  i quali attuano impunemente ritenendo le autorità incapaci di rendere giustizia alle vittime. Un caso eclatante è stato quello della giornalista 26enne colombiana Paola Noreña. L’anno scorso a Bogotà la giovane professionista è stata colpita con un fendente alla gola dal suo ex fidanzato mentre tornava dal lavoro. La giovane giornalista è sopravvissuta ma l’assalitore è ancora in libertà. Nonostante fosse ancora giorno e diverse persone abbiano assistito al crimine, i giudici non sono riusciti a condannare l’aggressore. L’impunità è ormai una costante nella capitale colombiana, specie per quanto riguarda le vittime di “violenza intrafamiliare”, ovvero gli abusi che avvengono all’interno del nucleo familiare, i cui componenti spesso abusano sessualmente dei loro parenti più giovani. Si stima che  ogni anno a Bogotà 9.000 persone subiscano diversi tipi di violenza all’interno delle mura domestiche. L’85% delle vittime sono minori di età tra i 3 e i 10 anni.

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