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Attualità

Ci lascia David Maria Sassoli, presidente del Parlamento europeo: un italiano al servizio dell’Europa

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Impossibile non apprezzarne le doti: da parte di qualsiasi politico, indipendentemente dal pensiero. Venerdì si terranno i funerali di Stato, mentre bandiere a mezz’asta si sono già alzate a Bruxelles e a Roma.

di Damiana Cicconetti

 L’11 gennaio, è morto David Maria Sassoli, presidente del Parlamento europeo fin dall’anno 2019, nonché giornalista di lunga carriera per la rete ammiraglia Rai, ove è stato conduttore e vice-presidente del TG1.

David Sassoli si è spento ad Aviano, presso l’ospedale di Pordenone, a causa di una polmonite dovuta al batterio della legionella che ha comportato gravi disfunzioni al suo sistema immunitario.

Venerdì si terranno i funerali di Stato, mentre bandiere a mezz’asta si sono già alzate a Bruxelles e a Roma.

Sassoli aveva 65 anni; fiorentino di nascita ma romano di adozione, ha lasciato una moglie e due figli, dopo aver vissuto la vita tra giornalismo e politica; dapprima entrando nelle fila del Partito Democratico come europarlamentare; poi continuando a dedicare energie ed impegno nel ruolo di presidente del Parlamento Europeo. Fino all’ultimo e finanche a dispetto della sua stessa malattia.

Il mondo della politica e del giornalismo non ha potuto non commuoversi per la prematura scomparsa.

Impossibile non apprezzarne le doti: da parte di qualsiasi politico, indipendentemente dal pensiero.

Un uomo, David Maria Sassoli, al servizio della collettività e che ha sempre dimostrato grande passione costruttiva dell’Europa, attraverso la promozione di valori europei.

Un individuo eccezionale che ha saputo rendere la politica sorridente ma ferma, dimostrando la possibilità di creare un’Europa più giusta, dedita a combattere le disuguaglianze ed a proteggere i più vulnerabili.

Perché David Maria Sassoli si è sempre contraddistinto per il profilo europeista, ponendosi al servizio dei cittadini e delle Istituzioni, oltre a ridare dignità alla politica; un italiano al servizio dell’Europa… Un’Europa sociale e che, perciò, non può non occuparsi di temi sociali. 

Sassoli, in effetti, si è sempre battuto nella difesa dei diritti umani e civili, impegnandosi per la tutela dei più piccoli e lottando contro ogni forma di ingiustizia: dalla pena di morte alla gestione del cambiamento climatico. A non dimenticare il salvataggio delle persone in mare, così mostrando l’umanità dell’Europa, in tutti i continenti. E persino fuori dallo spazio europeo.

Dunque un alfiere delle lotte a tutte le disuguaglianze, con la sua intelligenza, il garbo, la passione, la sincerità e l’autenticità.

Da sempre convinto che il dialogo e il confronto rappresentino il metodo per la ricerca e l’ottenimento del bene comune, perché, a suo dire, “vi sono politici che fanno politica accompagnando il corso della storia ed altri che fanno politica cambiandone il corso…”. E Davide Sassoli rientra senza alcun dubbio tra questi ultimi, per l’umanità, oltre che per la capacità di saper coinvolgere sia leader che persone semplici.

Un uomo, prima ancora che un politico, da sempre certo di poter sperare nel futuro e, così, costruire un’Europa nuova: non con guerre, ma col dialogo, tenendo comunque conto dei drammi del passato ma solo per costruire un futuro nuovo.

Un politico fin troppo conscio che “è molto difficile costruire la democrazia ma è, al tempo stesso, facile perderla se non se ne ha costantemente cura…”.

Un cittadino che aveva compreso che i principi della democrazia europea si devono basare su istituzioni democratiche e che, perciò, si è mostrato a tutti orgoglioso mentre picconava il muro di Berlino.

Un giornalista di valore e di valori e che non avrebbe esitato a picconare altri muri, sì invisibili eppure altrettanto ardui da abbattere. Invero esistenti ancor oggi, nostro malgrado…

Un figlio ed un padre davvero ammirevole: si è definito “figlio di un uomo che vent’anni fa ha combattuto contro altri europei… Oramai certo che questa storia è la storia di molte altre famiglie e che, se mettessimo insieme tutte le storie, non diremmo che siamo figli di un incidente della storia ma che essa è scritta sul dolore, sull’ansia di giustizia e sul desiderio di fraternità e libertà... Pertanto l’Unione Europea è un mondo nuovo, che rispetta le persone e la natura…”.

Ed è proprio questo l’insegnamento dato ai suoi figli ma, al contempo, a noi giovani: “Tutelare i diritti umani: di ogni europeo ma, invero, non solo; fare in modo che non si viva più nella precarietà: condizione disumana. Anzi, incivile… Combattere la disuguaglianza, perché è intollerabile, inaccettabile… Non tenere più nascosta la povertà, bensì combatterla. E, infine, debellarla…”.

Per tutto questo si è battuto Sassoli: finanche nell’ultimo discorso di Natale, a pochi giorni dalla scomparsa.

Perché in Europa nessuno può tappare la bocca agli oppositori, in quanto i nostri governi e le nostre Istituzioni sono il frutto della democrazia… Una democrazia che non permette a nessun europeo di essere umiliato, emarginato; di contro, consente a ragazzi e ragazze di viaggiare, studiare, amare senza costrizioni, senza discriminazioni, magari basate sull’orientamento sessuale…”.

Questo l’ultimo discorso di David Maria Sassoli, qualche giorno prima di Natale, in occasione di una nascita, ovvero di una speranza: “Quella di non chiudere più gli occhi davanti a chi ha bisogno e di non alzare più muri ai nostri confini, non consentendo ad alcun governo di uccidere ancora…”.

Un augurio di speranza donatoci da un italiano europeista la cui memoria merita di essere preservata.

Del resto, Sassoli docet: “La speranza siamo noi e non si tratta certo di una considerazione banale…”.

E noi, a tal punto, non possiamo non essere grati al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, per avere deciso di dare il suo nome alla Sala dei Trattati Europei della Farnesina.              

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