Connect with us

Attualità

Christmas World: l’innovativa mostra esponenziale dell’Auditorium Parco della Musica di Roma

Pubblicato

il

Tempo di lettura: 3 minuti

In un’area di 25.000 mq sarà possibile vivere le atmosfere natalizie di numerose capitali europee, quali Londra, Parigi, Berlino, fino a giungere a New York e, poi, in Lapponia, al Polo Nord, dove si potrà visitare il Regno di Santa Claus, entrando nella sua casa per scattare una foto con lui…

di Damiana Cicconetti  

Il 4 dicembre si è inaugurato il Christmas World, la  straordinaria mostra esponenziale che ci terrà compagnia durante tutte le Feste di Natale, fino al 9 gennaio del 2022 presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma.

In un’area di 25.000 mq sarà possibile vivere le atmosfere natalizie di numerose capitali europee, quali Londra, Parigi, Berlino, fino a giungere a New York e, poi, in Lapponia, al Polo Nord, dove si potrà visitare il Regno di Santa Claus, entrando nella sua casa per scattare una foto con lui, seduto ad attenderci davanti a un bel camino acceso, su uno sfavillante trono realizzato con maestria da valenti scenografi italiani.

Un museo che, a cielo aperto e nel pieno rispetto delle regole anti-corona virus, permetterà ai visitatori di conoscere usi e costumi di vari popoli del mondo, oltre ai monumenti più noti, realizzati con iconiche costruzioni da sapienti artigiani nostrani: affascinante la Tour Eiffel; straordinario Tower Bridge; a dir poco suggestivo il Big Ben.

Indimenticabile l’incontro con le Guardie Reali inglesi, sempre disponibili ad uno scatto e, ancora, l’enorme pista di pattinaggio ispirata al Rockfeller Center di New York.

Un museo da visitare ma, prima ancora, vivere, perché al suo interno sarà possibile viaggiare e persino gustare cibi locali nei numerosi food-market; oppure acquistare i prodotti che si vendono durante il Natale in ognuna delle città rappresentate ma non solo: cibi italiani e, più in particolare, siciliani ma, finanche, poke, sushi…

Durante il percorso si potranno assaggiare panettoni e pandori dai gusti più vari, quali cioccolato e rhum, cioccolato e pera. Mentre nei bellissimi stand, interamente addobbati con luminarie, si avrà modo di ristorarsi con bevande calde nei bistrot parigini o londinesi, città in cui nel periodo natalizio le temperature sono rigide quanto quelle che vive ora la nostra capitale.

E come dimenticare gli spettacoli culturali in lingua originale, organizzati per promuovere le differenze che impreziosiscono ciascuna cultura: allegre canzoni natalizie, elfi che ballano e coinvolgono piccoli e grandi, tra alberi e decori di ogni tipo, dislocati ovunque.

Non mancherà l’incontro con i workshop, organizzati per i più piccini.

E quando penseremo di aver visto tutto, ci apparirà un tunnel di luci che sarà davvero suggestivo attraversare e, ancora, uno spazio dedicato ad enormi animali interamente realizzati con sfavillanti luminarie.

E se non vi è dubbio che, anche quest’anno, spostamenti e viaggi continueranno ad essere limitati o, in ogni caso, condizionati dalla presenza del Corona virus, è ancor più vero che questa mostra permetterà di assaporare le atmosfere di quelle città che avevamo in programma di visitare in un periodo sì magico, o che avremmo avuto il piacere di vedere nuovamente durante il Natale.

Dunque, una mostra che simboleggia rinascita. Tanto più in considerazione delle rigide restrizioni vigenti appena un anno or sono e che hanno costretto tutti a restare chiusi in casa.

Un evento a cui non hanno potuto non presenziare i vip, accompagnati delle loro famiglie, tra cui Can Yaman, Adriana Volpe, Alessia Marcuzzi.  

E, per rafforzare ancor di più lo spirito natalizio – qualora ve ne fosse ancora bisogno! – vi sarà il saluto affettuoso di Babbo Natale, che passerà a bordo di un fascinoso trenino rosso, in un’atmosfera magica che non potrà non coinvolgere tutti. 

Una mostra esponenziale da non perdere se ci si trova a trascorrere qualche giorno a Roma e – perché no! – anche se si è romani, perché si avrà modo di vivere la città in modo diverso, rilassandosi e gustando appieno la sua consueta multi-culturalità, anch’essa perduta – ma non certo dimenticata – in tempo di Covid.              

Print Friendly, PDF & Email