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Italiani nel Mondo

Che Patrimonio lasceranno i circoli italiani in Australia e non solo? – What heritage will the Italian clubs in Australia and not only leave?

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Tempo di lettura: 8 minuti
di emigrazione e di matrimoni

Che Patrimonio lasceranno i circoli italiani in Australia e non solo? 

L’articolo di oggi tratta un tema che bisogna affrontare perché, come in molte cose, noi italiani, partendo dai nostri politici, abbiamo il vizio di pensare solo all’immediato futuro e questo vale ovunque ci siano italiani. Perciò oggi vogliamo fare un pensiero su come potremo lasciare un patrimonio prezioso per le future generazioni di discendenti di emigrati italiani che andranno in cerca delle loro origini. 

In oltre trent’anni di attività in seno alla comunità italiana in Adelaide – Australia, ho avuto molte interazioni con circoli italiani di ogni tipo. Per la maggior parte questi circoli sono composti da gruppi di paesani che vorrebbero riunirsi regolarmente, persino di circoli di frazioni di comuni in Italia e anche di circoli e associazioni dedicate alla Madonna e i Santi Patroni di paesi. 

Nel corso del tempo molti di questi gruppi hanno comprato/costruito sedi dove non solo fanno le loro attività, molto spesso queste strutture forniscono anche servizi di catering che hanno permesso di continuare le loro attività originali. Ma nel realizzare questi progetti, spesso dimenticano che il tempo è crudele, e ora vediamo circoli italiani che cominciano a capire che le nuove generazioni non hanno gli stessi interessi dei nonni e quindi queste sedi, ecc., ora hanno un futuro limitato che i loro fondatori non avevano previsto. 

Circa vent’anni fa il dott. Carmine De Pasquale, uno psicologo italiano e un grande esponente della comunità italiana di Adelaide come uno dei fondatori dell’allora Italian Village per gli anziani italiani della città, ha cominciato a parlare di questo futuro, suggerendo che i circoli italiani cambiassero i loro statuti per assicurare che nel caso di eventuali vendite di queste strutture, per cui attualmente si prevede che il ricavato di vada a gruppi di beneficenza come la Croce Rossa, che questi fondi vengano utilizzati per il bene della comunità italiana. Il dott. De Pasquale è stato duramente criticato da molti dirigenti dei circoli italiani locali, al punto d’essere ingiustamente considerato uno “sciacallo” da alcuni che pensavano che avesse voluto il loro fallimento. Ma questo non cambia il fatto che aveva previsto bene, e la chiusura della sede del Veneto Club di Adelaide ne è la prova, anche se al momento il circolo esiste ancora formalmente. 

Questo futuro sta arrivando velocemente e dobbiamo porre una domanda scomoda: che patrimonio lasceranno i circoli italiani ad Adelaide e ovunque ci siano circoli italiani nel mondo? 

I soldi per acquistare queste sedi sono stati raccolti dalla comunità italiana locale e perciò è giusto che questi fondi rimangano all’interno della comunità, ma allo stesso tempo assicurandosi che la comunità ne avrà i benefici il più a lungo possibile e, per rispondere a quella domanda, dobbiamo dire quel che ora NON c’è in quella città per avere un’idea di cosa potremmo fare nel futuro come comunità italiana. 

Malgrado periodi brevi nel passato, la comunità italiana di Adelaide NON ha un centro culturale, un cinema, un teatro, oppure una biblioteca di libri, film, musica, ecc., in italiano. E non abbiamo dubbi che, con poche eccezioni, queste mancanze esistono anche in molti centri in tutto il mondo con comunità italiane. 

Quindi, da ex esponente attivo della comunità italiana locale vorrei dare dei suggerimenti ai miei ex colleghi ad Adelaide, che vorrei estendere ai nostri parenti amici e amici in giro per il mondo quando si troveranno a dover decidere cosa fare per il futuro, quando i loro circoli non potranno più continuare la normale attività. 

Chiedetevi: che Patrimonio volete lasciare alle future generazioni oltre i ricordi delle serate di allegria che hanno illuminato le vostre sedi fino ad ora? 

Ed in tutta onestà, vorrei rispettosamente suggerire che il miglior modo sarebbe di investire i vostri eventuali fondi in un centro davvero comunitario che prima di tutto fornisca i servizi per insegnare non solo la lingua italiana e la nostra cultura ai nostri nipoti e pronipoti, ma anche conservi i documenti ed i ricordi di quel che la nostra comunità ha fatto in questi decenni passati che terranno vivi i ricordi dei circoli i cui fondi avevano fornito il finanziamento base dell’iniziativa. 

Inoltre, per poter fare questo, qualsiasi iniziativa dovrà anche comprendere un fondo perpetuo, magari in collaborazione con le relative cattedre universitarie locali, per istituire borse di studio per incoraggiare figli, nipoti e pronipoti di immigrati italiani a fare studi e ricerche per raccogliere la Storia delle varie comunità locali, e anche le biografie di importanti esponenti che hanno dedicato decenni della loro vita per i loro compaesani e altri italiani.

Mi immagino già le critiche di alcuni a questi suggerimenti, come fecero al dott DePasquale all’epoca, ma rispondo semplicemente che il nostro dovere deve essere anche di assicurare che i ricordi e le imprese dei moltissimi italiani di Adelaide (e di tutte le altre città) siano conservati e non solo con lapidi nei cimiteri.  

E che miglior modo se non un lascito tale da creare una struttura con biblioteca, cinema, teatro e altri servizi dedicati non solo per conservare i ricordi, ma anche per insegnare la nostra Cultura, la nostra lingua, la nostra Storia ai nostri discendenti, per fare capire loro d’avere un patrimonio Culturale davvero imparagonabile?  

Questo è un appello che viene dal cuore e che rivolgo a tutti gli italiani nel mondo perché ogni giorno, quando faccio il giro delle pagine social degli italiani all’estero, vedo moltissime domande di discendenti che vogliono sapere come rintracciare le loro famiglie/radici in Italia, di chi vuole semplicemente sapere qualcosa del paese di origine degli avi e molti di loro non si sono ancora resi conto che in effetti sono in cerca della parte italiana della loro identità. 

E quale miglior regalo potremo fare se non di dare loro una possibilità concreta per conoscere il proprio passato? Una possibilità che esiste solo ora e che sparirà nel prossimo futuro se non agiremo insieme il più presto possibile… 

 

What heritage will the Italian clubs in Australia and not only leave?

 

di emigrazione e di matrimoni

Today’s article deals with an issue that needs to be addressed because, like in many things, we Italians, starting with our politicians, have the bad habit of thinking only of the immediate future and this is true wherever there are Italians. Therefore today we want to spare a thought on how we can leave a precious heritage for future generations of descendants of Italian migrants who will go looking for their origins.

In more than 30 years of activity within the Italian community of Adelaide, Australia I have had many interactions with Italian clubs of all sorts. For the most part these clubs are made up of people from the same towns who would like to get together, even of clubs of hamlets of towns in Italy and also of clubs and associations dedicated to Madonnas and Patron Saints of towns.

Over time many of these groups have bought/built premises where they carry out not only their activities, very often these structures also provide catering services that allow them to continue their original activities. But in carrying out these projects they often forget that time is cruel and we are now seeing Italian clubs that are starting to understand that the new generations do not have the same interests as the grandparents and therefore these premises, etc, now have a limited future that their founders had not foreseen.

About 20 years ago Dr. Carmine De Pasquale, an Italian psychologist and a great exponent of Adelaide’s Italian community as one of founders of the Italian Village for the city’s Italian elderly began to talk about this future by suggesting that the Italian clubs change their constitutions to ensure that in the future any sales of these structures, which currently require that the funds from these sales should go to charity groups such as the Red Cross and that these funds be used for the good of the Italian community. Dr. De Pasquale was harshly criticized by many administrators of local Italian clubs to the point that he was unjustly considered a “plunderer” by some who thought he wanted them to fail. But this does not change the fact he had foreseen the future well and the closure of the premises of the Veneto Club in Adelaide is proof of this, even though at the present time the club still exists formally.

This future is coming fast and we must ask an uncomfortable question: what heritage will the Italian clubs in Adelaide, and wherever there are Italian clubs anywhere in the world, leave?

The money for purchasing these premises were collected by the local Italian community and therefore it is right that these funds remain within the community but at the same time ensuring that the community will enjoy the benefits for as long as possible and, in response to that question, we must say what there is NOT in that city now to get an idea of what we could do in the future as an Italian community.

Despite short periods in the past Adelaide’s Italian community does NOT have a cultural centre, a cinema, a theatre or a library with books, films, music, etc. in Italian. And we have no doubts that, with few exceptions, these shortcomings also exist in many centres around the world with Italian communities.

Therefore, as a former exponent of the local Italian community I would like to make some suggestions to my former colleagues in Adelaide that I would like to extend to our relatives and friends around the world who when they find themselves having to decide what to do in the future when their clubs will no longer be able to continue their normal activities.

Ask yourselves: what heritage do you want to leave for the future generations in addition to the memories of joyful evenings that have lit up their club rooms up till now?

And, in all honesty, I would respectfully suggest that the best way would be to invest any eventual funds into a truly community centre that will first of all provide services to teach the Italian language and our culture to our grandchildren and great grandchildren but will also keep the documents and memories of what our community has done in these past decades that will keep alive the memories of the clubs whose funds had provided the core funding of the initiative.  

Moreover, in order to do this, any initiative must also include a perpetual fund, maybe in collaboration with the relative faculties of local universities, to set up scholarships to encourage the children, grandchildren and great grandchildren of Italian migrants to do studies and research to collect the history of the various local communities and also the biographies of major exponents who have dedicated decades of their lives to the people of their hometowns and other Italians.

I can already imagine the criticism of some people to these suggestions, as they did to Dr. De Pasquale at the time, but I respond simply that our duty must also be to ensure that the memories and the deeds of the many Italians in Adelaide (and all the other cities) be preserved and not only with headstones in cemeteries.

And what better way if not by leaving a legacy to create a structure with a library, cinema, theatre and other services dedicated not only to preserving the memories but also to teach our Culture, our language and our history to our descendants in order to make them understand they have a truly incomparable Cultural heritage?

This is an appeal that comes from the heart and that I address to all Italians around the world because every day when I do the rounds of the social media pages dedicated to Italians overseas I see a lot of questions from descendants who want to know how to trace their family/roots in Italy by those who simply want to know something about the country of origin of their forefathers and many of them have not yet realized that in fact they are looking for the Italian part of their identity.

And what better gift can we give them if not to give them a real chance to know their own past? A possibility that exists only now and will disappear in the near future if we do not act together as soon as possible…