Italiani nel Mondo

Cercando le tue origini italiane – Looking for your Italian origins

By 2 Gennaio 2020 1 Febbraio, 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Cercando le tue origini italiane

Ognuno di noi ha avuto un periodo in cui ci siamo chiesti chi eravamo e da dove siamo venuti.

Questa ricerca è facile per chi nasce in una famiglia che da molte generazioni vive nella stessa città o paesino. Basta andare al cimitero e fare le ricerche al comune per vedere con i propri occhi il passaggio del tempo.

Ma per i discendenti degli emigrati, soprattutto oltre la seconda generazione nata nel nuovo paese di residenza, questa voglia naturale diventa sempre più difficile da soddisfare per motivi che non sembrano ovvi all’inizio del percorso, ma il tempo dimostra che quel che cerchiamo non sempre è proprio quel che immaginavamo quando ci siamo chiesti per la prima volta “Chi sono io?”.


Per la prima generazione nata all’estero, soprattutto nei casi dove c’erano anche i nonni, i racconti dei genitori e nonni ci danno dettagli facili, come il paese o paesi d’origine, il nome della nave, magari l’anno dell’arrivo. Questi sono i dettagli che iniziano il percorso di scoperta del proprio passato.

Però, in un certo numero di casi, e bisogna fare ricerche su questo perché non sappiamo quanti, la strada verso il passato riserva sorprese che molti non potevano immaginare. A volte le sorprese sono belle, ma dai commenti dei social, sappiamo che per alcuni le scoperte non erano affatto quel che aspettavano e alcuni hanno dovuto affrontare situazioni, o anche casi storici, che non pensavano mai di incontrare nella propria vita, tantomeno legati alla propria famiglia.

La memoria inesistente

 Vogliamo indirizzare questo articolo verso coloro che non hanno mai conosciuto gli avi immigrati, oppure che erano così giovani quando questi sono deceduti che ricordano solo vagamente frasi e commenti che nel corso del tempo, come accade in qualsiasi essere normale, cambiano e/o diventano vaghi.

Quelle famiglie che hanno conservato i documenti dei nonni o bisnonni hanno già una base solida da dove iniziare la ricerca delle origini. Loro hanno i nomi precisi, date e luoghi di nascita che sono i prerequisiti per continuare, ma, come vedremo sotto, spesso questi dettagli non bastano da soli.

Per coloro che non hanno queste documenti i falli della memoria e la mancanza di dettagli creano problemi che possono essere difficili da superare.

Città o provincia?

 Ogni giorno sulle pagine di Facebook degli italo-americani vediamo qualcuno chiedere chi conosce la famiglia “tal dei tali” a Palermo/Napoli/Roma, ecc., ecc. Inevitabilmente sono di quarta, quinta e oltre generazioni, che non sanno da dove iniziare la loro ricerca. Questo dimostra chiaramente che sanno poco delle loro origini, come dimostra che sanno poco della realtà dei nonni.

Molti emigrati italiani, particolarmente del sud d’Italia, utilizzano il nome della grande città più vicina per evitare di dover spiegare ripetutamente da dove vengono. In Australia abbiamo conosciuto molti emigrati di Benevento e Avellino, città poco conosciute all’estero, che dicono che vengono da Napoli, la metropoli più vicina. Ci vuole poco per capire che cercare a Napoli è un conto e cercare nella città vera d’origine è tutt’altra cosa, o in un altro luogo nella provincia di Napoli…

Naturalmente questo vuol dire che nella maggioranza dei casi i nipoti e pronipoti non sanno esattamente da dove iniziare. Per questi l’inizio viene dalla documentazione dei loro paesi di nascita. Tramite l’anagrafe locale possono controllare gli archivi dei matrimoni, nascite e decessi per risalire ai nomi degli avi e, se sono fortunati, il luogo d’arrivo e di partenza per il loro nuovo mondo.

Questo non è sempre facile. Il caso di Ellis Island a New York da un esempio delle difficoltà di queste ricerche. È ben noto che nomi e cognomi, come anche luoghi d’origine, sono stati cambiati da burocrati al loro arrivo, e questo già crea un altro livello di difficoltà per i discendenti che vogliono sapere da dove vengono. Purtroppo, in un numero di casi che nessuno oggigiorno può calcolare con precisione, questi dettagli sono stati cambiati dagli immigrati stessi per molti motivi che discuteremo.

Tradizioni

Una volta identificato il luogo d’origine le ricerche si fanno poi in Italia, ma anche qui quel che sembra una ricerca semplice ha delle barriere, create dalla Storia e dalla tradizione.

Nel caso della Storia, come paese in guerra nel corso dei secoli, compreso otto decenni fa, l’anagrafe di molti comuni a volte è incompleta o mancante del tutto per i danni bellici. A volte le parrocchie possono dare dettagli, come anche una ricerca nei cimiteri locali, ma queste tragedie del passato possono creare problemi insuperabili.

Però, l’ostacolo più difficile da snodare viene da una tradizione italiana, particolarmente nelle regioni del sud. Quella di dare i nome dei nonni ai nipotini, quindi in molti paesi esistono molti omonimi che sono difficili da differenziare senza sapere i dettagli precisi di ciascuno. La cugina di mia madre ha trovato questa barriera nella ricerca dell’albero genealogico. Per poterlo completare lei e suo marito sono andati in Australia specificamente per parlare con mia madre e suo fratello che hanno potuto identificare quali omonimi erano parenti stretti, quali di altri rami e quali non parenti affatto. Purtroppo, questo non sempre è possibile per tutti grazie alla crudeltà del tempo.

Non per questo è impossibile trovare le radici, ma spiega benissimo perché queste ricerche sono costose e che non bisogna fidarsi di ricerche veloci online, oppure di agenzie non sempre affidabili che promettono prezzi “ragionevoli”. Il prezzo ragionevole non vale niente se poi i parenti trovati non sono quelli veri

Sorprese inattese

 Ieri su Facebook un giovane italo-americano ha chiesto online aiuto per trovare parenti. Quel che ha reso la sua domanda unica era l’ammissione a una risposta che i nonni diedero alla famiglia di “non cercare di rintracciare le origini”. Infatti, qualche mese fa un altro utente ha avvisato un altro che aveva difficoltà nel rintracciare la sua famiglia scrivendo che “quando fai le ricerche non sempre sai quel che troverai”.

Benché nella grande maggioranza dei casi gli emigrati erano onesti, non possiamo negare che questo sia sempre il caso. È facile pensare ai componenti della malavita che si trasferivano all’estero, ma i casi possono essere molti. Sappiamo chi ha lasciato l’Italia per fuggire da un matrimonio infelice quando non c’era il divorzio nel paese, chi è sfuggito da una faida (oppure responsabile di una faida…), chi in seguito a scandali finanziari, debiti, ecc., persino chi è emigrato perché la ragazza era incinta.

Oggigiorno i moderni passaporti e tecnologie renderebbero fughe del genere difficili se non impossibili, ma prima del 1924 quando i passaporti erano semplici documenti con timbri senza foto, sarebbe stato facile ottenere un passaporto falso, oppure appena arrivato nel paese nuovo cambiare nome e semplicemente “sparire nel nulla”. Per questi motivi bisogna pensare che non tutti coloro che hanno avuto cambi di nomi a Ellis Island siano stati casuali, ma decisioni intenzionali da parte del nuovo emigrato.

Senza dimenticare casi specifici dopo la Seconda Guerra Mondiale di ex fascisti che sono sfuggiti all’estero per non dover subire le reazioni delle vittime delle repressioni della dittatura. Con l’amnistia di Togliatti questi reati furono condonati ma ovviamente i genitori/nonni non hanno mai spiegato questo ai loro figli/nipotini.

E a pagare il prezzo di questi comportamenti sono i discendenti che possono trovarsi a riscoprire episodi del passato che i nonni e bisnonni avevano offuscato decenni prima.

Accoglienza famigliare

 Infine, quando il discendente si trova in Italia e finalmente bussa alla porta del parente l’accoglienza non è sempre quella attesa. Naturalmente molti di loro hanno avuto accoglienze calorosissime da chi non si sentiva dall’estero per tanti anni.

Tristemente molti hanno avuto accoglienze fredde, a volte per il motivo dell’emigrazione come abbiamo appena spiegato, oppure per motivi di eredità, a volta già divise senza preavviso ai parenti all’estero, oppure ancora da compiere e si trovano con parenti nuovi che non conoscevano con diritto alla proprietà.

Trovare la famiglia è una cosa bella e molti discendenti vogliono intraprendere quella strada e incoraggiamo loro di farlo. Ma, allo stesso tempo, devono capire che per molti di loro sarà un viaggio verso un passato ignoto a loro, e non sempre quel che troveranno è quel che pensavano il giorno che hanno sfogliato per la prima volta i documenti per trovare la loro famiglia persa.

Ma non per questo non devono fare il tentativo.

E anche queste sono storie che dobbiamo sapere, e perciò ripetiamo il nostro invito ai lettori di inviarci le loro esperienze personali per far capire al mondo la realtà dell’Emigrazione Italiana in giro per il mondo. Inviate le vostre storie a: [email protected]

di emigrazione e di matrimoni

Looking for your Italian origins

Each one of us has had a time in which we asked ourselves who we were and from where we came.

This search is easy for those born into a family that has lived in the same city or town for many generations. They only have to go to the cemetery and to do the research in the registry office to see the passage of time with their own eyes.

But for the descendants of migrants, especially those after the second generation born in the new country of residence, this natural desire becomes more and more difficult for reasons that are not obvious when starting on the path but time shows that what we are looking for is not always exactly what we imagined when we asked ourselves for the first time “Who am I?”.

For the first generation born overseas, especially those who also had the grandparents, the stories from the parents and grandparents gave us easy details, such as the town or towns of origins, the name of the ship and maybe the year of arrival. These are the details that start the path to discover our past.

However, in a certain number of cases, and we need to carry out research on this because we do not know how many, the road to the past reserves surprises that many could not imagine. Sometimes the surprises are beautiful but from the comments on the social media we know that for some the discoveries were not at all what they expected and some had to deal with situations, or even episodes of history, that they never thought they would encounter in their lives, least of all linked to their family.

The inexistent memory

We want to aim this article at those who have never known their forebears, or they were so young when they passed away that they only remember vague phrases and comments that over time, as happens with any normal human being, change and/or become vague.

Those families that preserved the documents of the grandparents or great grandparents already have a solid foundation for which to start the search for the origins. They have the exact names, dates and places of birth that are the prerequisites for continuing but, as we will see below, often these details are not enough on their own.

For those who have not these documents the holes in the memory and the lack of details create problems what can be hard to overcome.

City or province?

Every day on the Facebook pages of the Italian Americans we see someone ask for people who know the “so and so” family from Palermo/Naples/Rome, etc., etc. Inevitably they are of the fourth, fifth or more generation who do not know from where they have to begin their search. This clearly shows that they know little of their origins, just as this also shows that they know little of their grandparents’ reality.

Many Italian migrants, especially from Italy’s south, use the name of the closest big city to avoid having to repeatedly explain from where they come. In Australia we knew many migrants from Benevento and Avellino, cities that are little known overseas, who say they came from Naples, the closest big city. It takes little to understand that looking in Naples is one thing and looking for the true city of origin or another place in the province of Naples is another…

Naturally this means that in the majority of cases the grandchildren and great grandchildren do not know exactly from where to start. One beginning comes from checking the documentation in their country of birth. They can check the weddings, births and deaths registers to go back to the names of the forebears and, if they are lucky, the places of arrival and departure for the new world.

This is not always easy. The case of Ellis Island in New York gives an example of the difficulty of this sort of research. It is well known that names and surnames, as well as the place of origin, were changed by the bureaucrats on their arrival and this already creates another level of difficulty for the descendants who want to know from where they came. Unfortunately, in a number of cases that nobody today can calculate precisely, these details were changed by the migrants themselves for reasons we will discuss later.

Traditions

Once the place of origin has been identified the research then goes to Italy but here too what seems simple research has barriers created by history and tradition.

In the case of history, as a country at war over the centuries, including only eight decades ago, the local council registry offices are sometimes incomplete or totally missing due to damage in wartime. Sometimes the local parishes can give details, as well as a search of the local cemeteries, but these tragedies from the past can cause problems that can be insuperable.

However, the biggest knot to unravel comes from an Italian tradition, especially in Italy’s southern regions. The tradition of giving the grandparents’ surnames to the grandchildren means that in a lot of towns there are many people with the same name and it is hard to differentiate between them without exact details of each one. My mother’s cousin found this barrier when researching our family tree. In order to complete the work she had to go to Australia to specifically to talk with my mother and her brother who were able to identify which people with the same names were close relatives, which came from other branches and which were not related at all. Unfortunately, this is not always possible for everyone thanks to the cruelty of time.

This does not mean it is impossible to find the roots but it explains very well why this research is very expensive and that we must not trust quick online searches or agencies that are not always reliable which promise “reasonable” prices. The reasonable price is worth nothing if the relatives we find are not the real ones.

Unexpected surprises

Yesterday on Facebook a young Italian American asked for help to find relatives. What made his request unique was the admission in a reply that the grandparents told the family “never to try and trace back”. In fact, a few months before another user told a lady who had difficulty in tracing her past that “when you do the research you do not always know what you will find”. 

Although the great majority of migrants were honest, we cannot deny that this is not always the case. It is easy to think of members of crime gangs who moved overseas but the cases can be many. We know of people who left Italy to escape from unhappy marriages when there was no divorce in Italy, those who ran away from faide (blood feuds normally in the South) or those who were responsible for them or following financial scandals, debts, etc, and even who migrated because the girlfriend was pregnant.

Today modern passports and technology would make these escapes difficult if not impossible but before 1924 when the passports were simple stamped documents with no photo it would have been easy to obtain a false passport or, as soon as he or she arrived in the country to change name and simply “disappear from sight”. For these reasons we must understand that not all the changes of names at Ellis Island were random but deliberate decisions on the part of the new migrant.

Without forgetting the specific cases after World War Two of ex-fascists who fled overseas to avoid suffering the reactions of their victims for the repression under the dictatorship. With the amnesty of then Justice Minster Togliatti these crimes were pardoned but obviously the parents/grandparents never told this to their children/grandchildren.

And the ones who pay the price for this behaviour are the descendants who can find themselves rediscovering episodes from the past that the grandparents and the great grandparents had hidden decades before.

Family welcome

In the end, when the descendant is in Italy and finally knocks on the relative’s door the welcome is not always what was expected. Naturally many of them had very warm welcomes from those they had not heard form for many years.

Sadly many others had cold receptions, sometimes due to the reason for the migration as we just explained or for reasons of inheritance that at times were already divided without advising the relatives overseas or that were still to be divided and they now find themselves with new relatives with rights to the property they did not know about. 

Finding the family is beautiful and many descendants want to undertake this road and we encourage them to do so. But, at the same time, they must understand that for many of them it will a journey into a past that they do not know and not always what they find is what they expected the day they first leafed through the documents to find their lost family.

But this is not the reason they should not make the attempt.

And these too are stories that we must know and therefore we repeat our invitation to readers to send us their personal experiences to let the world understand the reality of Italian Migration around the world. Send your stories to: [email protected]

Lascia un commento

Scrivi alla Redazione

Siamo felici di valutare ogni tua segnalazione e pubblicare articoli che pensi possano essere di interesse pubblico

Per qualsiasi segnalazione scrivi a
[email protected]