Fake news e frodi on line: arriva l’analista di Intelligenza artificiale “virtuale”

Ogni anno bruciati 5mila mld di dollari a causa delle truffe: Deephound lancia Artificial Intelligence Analyst


Un analista di Intelligenza artificiale “virtuale” – con un livello di automazione del 75% – in grado di velocizzare le operazioni di analisi e aiutare gli utenti alle prese con operazioni economico/finanziarie online a prendere decisioni in tutta sicurezza e minimizzare i rischi di frode.

Si chiama Artificial Intelligence Analyst la piattaforma di intelligenza artificiale che unisce l’Open Source Intelligence, cioè la capacità di analizzare fonti e verificare informazioni a partire dalle risorse disponibili al pubblico che devono essere accessibili senza violare nessuna legge sul copyright o sulla privacy, con quelle del Deep Insight, ovvero le procedure intuitive proprie delle scelte umane, in modo tale da offrire gli strumenti e le tecnologie per svolgere, in autonomia, tutte le attività dell’analista di Intelligence. Ad annunciare l’arrivo della piattaforma è Deephound, tech company italo-inglese fondata nel 2018 da tre ragazzi romani, Alessia Gianaroli, Rosbeh Zakikhani e Marco Menichelli, con sede a Londra e – da pochissimo – sbarcata anche nella Capitale.

“Deephound nasce come laboratorio di analisi sulle fake news – racconta Rosbeh Zakikhani, founder della società – ma ben presto ci siamo accorti che il mercato non era ancora pronto per considerare il fact-checking come servizio e ad acquistarlo in quanto tale, quindi abbiamo deciso di spostarci sulla business intelligence”. Un’intuizione vincente, se si pensa che ogni anno nel mondo si perdono circa 5 mila miliardi di dollari a causa di frodi e che, tra pochi anni, il 98% delle informazioni viaggerà sul web. Su internet circolano miliardi di informazioni e contenuti provenienti da varie fonti: la capacità di valutare l’affidabilità di queste ultime, di ciò che veicolano e quindi individuare i relativi autori è una delle principali attività dell’analista di intelligence.

Grazie alla nuova piattaforma, l’analista artificiale sarà in grado di automatizzare al 75% il lavoro umano, senza sostituirsi a quest’ultimo ma, al contrario, riuscendo a minimizzare la mole di dati da analizzare e lasciare all’analista “umano” la fase di controllo e verifica delle informazioni e dei risultati. Questo strumento è utile, in particolare, nei casi di operazioni finanziarie, di equity crowdfunding e manovre finanziarie online, cresciute enormemente soprattutto nel periodo di lockdown. Grazie alla piattaforma è possibile infatti velocizzare le azioni di fast screening e di individuazione delle false informazioni nelle fasi di raccolta dei capitali, garantendo così una maggiore accuratezza dei dati a disposizione, tempi più rapidi e costi ridotti.“Abbiamo progettato questa piattaforma con l’obiettivo di superare i fattori che limitano le attività dell’analista esperto – conclude Rosbeh – ma al tempo stesso prendendone a modello le migliori qualità come la competenza, la metodologia e la capacità autonoma di apprendimento”.

Parte la Corporate Academy del Gruppo Ebano. Trenta le borse di studio erogate dall’Università del Piemonte Orientale

Tutte le sessioni saranno svolte in modalità Fad (formazione a distanza) utilizzando la piattaforma per le aziende che vede Ebano tra i leader di mercato in Italia. 

Al via la prima sessione per la formazione di Consiglieri Didattici. A chi supera l’esame finale sarà offerto un contratto di collaborazione. Carlo Robiglio: “Conoscenza e competenza al centro della moderna società digitale. Il focus sulle competenze è di portata totalmente diversa rispetto al passato”

Parte la Corporate Academy del Gruppo Ebano (http://www.gruppoebano.com), la realtà imprenditoriale fondata e guidata da Carlo Robiglio Presidente di Piccola Industria di Confindustria, con la formazione di trenta corsisti. Tutte le sessioni saranno svolte in modalità Fad (formazione a distanza) usando la piattaforma per le aziende che vede Ebano tra i leader di mercato in Italia. I partecipanti, selezionati da tutta l’Italia e in prevalenza donne, riceveranno una apposita borsa di studio erogata dall’Università del Piemonte Orientale (Dipartimento di Studi per l’Economia e l’Impresa). Il Gruppo Ebano ha infatti stipulato con l’Ateneo una convenzione di ampio respiro per un progetto di ricerca in materia di “riconoscimento della formazione professionale e-learning erogato da imprese private”. Nel quadro delle attività definite dall’intesa, l’Università del Piemonte Orientale svolge il ruolo di partner di processo e certificatore della qualità formativa del percorso sviluppato da Ebano per la creazione dei consiglieri didattici.

Ai borsisti risultati idonei all’esame finale sarà offerto un contratto di collaborazione all’interno di una delle società del Gruppo Ebano. Tutti i corsisti riceveranno un attestato di partecipazione con certificazione delle competenze acquisite.

“Abbiamo da sempre messo la persona al centro del nostro sistema valoriale” dichiara Carlo Robiglio. “Con Ebano Corporate Academy realizziamo una struttura ad hoc allo scopo di generare forti professionalità, competenze e valore aggiunto, consapevoli dell’importanza strategica della conoscenza e della competenza per le dinamiche di sviluppo della moderna società digitale.
 
“L’Academy- dichiara il direttore generale del Gruppo Ebano Silvano Mottura-  parte con l’avvio di un primo corso quadrimestrale per formare una figura professionale innovativa rispetto al passato per percorso di ingaggio, modalità di apprendimento (incluso training on the job) e focus sulle competenze: i consiglieri didattici. Si tratta di soggetti qualificati che gestiscono attività di consulenza telefonica di orientamento e di vendita di corsi di formazione professionale, svolta in modalità smartworking.

Il Gruppo Ebano
La realtà imprenditoriale fondata da Robiglio opera in settori complementari tra loro: dall’editoria al marketing, dall’e-commerce alla formazione a distanza. Ed è proprio quest’ultima uno dei punti di forza, grazie alla controllata Cef Publishing, leader di mercato nella realizzazione e nell’erogazione di corsi professionali per il mercato consumer, con più di 50 mila iscritti negli ultimi undici anni.
Il Gruppo Ebano, con 9 società controllate, 15 partnership produttive, più di 250 dipendenti e collaboratori, tramite la controllata Cef Publishing, è anche certificata dal programma Elite di Borsa Italiana per i requisiti di affidabilità e trasparenza richiesti dai principali investitori istituzionali e ha vinto quest’anno per la seconda volta consecutiva il “Best Managed Companies”, iniziativa promossa da Deloitte per supportare e premiare le aziende italiane eccellenti per capacità organizzativa, strategia e performance.

Il Gruppo è fortemente impegnato nel sociale e nella sostenibilità. La politica aziendale di Ebano, volta a perseguire alti standard in termini di sostenibilità e impatto sociale, ha permesso, attraverso la partecipata Cef Publishing, di ottenere la Certificazione b Corp®, rilasciata dalla B Corporation, l’ente non-profit americano.
La sede principale del Gruppo si trova a Novara, mentre le società partecipate hanno sede anche in Piemonte, Puglia e Lombardia.
Accanto a queste attività primarie, alcune società del Gruppo Ebano operano in ambito comunicazione, business intelligence, direct marketing e in iniziative legate a startup innovative rivolte al mondo della sharing economy, con particolare attenzione al digital marketing.
Il Gruppo si pone, nell’immediato futuro, l’obiettivo di sviluppare costantemente, ma in maniera armonica e sostenibile, la propria presenza nei settori elencati e in altri contigui ritenuti strategici e complementari al proprio progetto di crescita. Particolare attenzione è dedicata, a tal fine, agli investimenti in Ricerca & Innovazione che rappresentano, unitamente alla Formazione continua, i pilastri strategici sui quali sono poste le fondamenta del gruppo Ebano.

Bitesp Digital 2020: Fiera Digitale dedicata al Turismo Esperienziale

Bitesp Digital 2020 Borsa Internazionale del Turismo Esperienziale, quest’anno sarà in formato digitale

E’ cominciato il countdown per la 3^ edizione della Bitesp di Venezia, la Borsa Internazionale del Turismo Esperienziale che si svolgerà dal 23 al 30 novembre prossimo.

L’edizione 2020 di quest’anno, a causa delle limitazioni imposte dalla pandemia, abbiamo deciso di trasformarla in una fiera digitale. E’ nata così Bitesp Digital, una manifestazione innovativa che utilizza i canali e gli strumenti più efficaci per la promo-commercializzazione turistica, i buyer, il web, i social media e i video esperienziali.

Grazie all’utilizzo della piattaforma digitale si potrà contattare un grande numero di potenziali clienti, allargando il target di riferimento dell’attività promozionale oltre che agli operatori professionali, anche al grande pubblico del web e dei social media, offrendo ai visitatori una completa esperienza immersiva e coinvolgente.

Bitesp Digital 2020 prevede tre distinte Aree:

L’Area Espositiva Virtuale, sezione strategica di Bitesp Digital, realizzata per promuovere le offerte turistiche degli Espositori alle migliaia di visitatori della manifestazione, formati dal grande pubblico degli utenti web e dei social media e da tutti gli operatori turistici che non partecipano al workshop.

L’Area Workshop tra Buyer e Seller organizzata con appuntamenti prefissati per incontrare in videoconferenza i Buyer e gli operatori accreditati per concordare intese commerciali.

Il Travel Experience Festival prevede un video contest organizzato sui canali social per promuovere i video esperienziali; il video più votati dagli utenti web saranno premiati con i Travel Experience Awards.

Bitesp Digital sarà interamente dedicata all’innovazione del prodotto turistico, alle vacanze esperienziali e all’incoming, un connubio vincente e un’occasione importante per il rilancio del turismo italiano nel 2021.
Una piattaforma digitale, semplice e funzionale che consente collegamenti live in video conferenza e fa dialogare tra loro buyers, sellers e visitatori, fornendo a tutti la possibilità di incontrarsi e fare business, risparmiando i costi aggiuntivi degli spostamenti.

Come in una fiera dal vivo, l’area espositiva virtuale darà la possibilità alle migliaia di visitatori web di vedere le offerte turistiche promosse dagli espositori. Nella sezione Travel Academy si potrà partecipare ai seminari, ai convegni e agli step formativi dedicati alle tematiche dello sviluppo del turismo esperienziale.

Il tutto stando comodamente seduti alla propria scrivania, in collegamento visivo, Inoltre, essendo un evento internazionale, i partecipanti potranno usufruire di finanziamenti agevolati, con fondo perduto dell 40%.

E’ un progetto molto ambizioso, per certi aspetti futuristico, sicuramente con grandi potenzialità, sia per quanto riguarda la possibilità di sviluppare business, sia in riferimento all’ampiezza della comunicazione.
Una soluzione strategica che apre nuovi orizzonti per la promo-commercializzazione turistica che deve assolutamente trovare nuove soluzioni e nuovi strumenti comunicativi per favorire lo sviluppo commerciale del settore, dopo la grave crisi sanitaria.

Il format innovativo di Bitesp Digital fornirà agli operatori turistici la possibilità di incontrarsi, ricercare nuovi accordi commerciali e fare networking in tutta sicurezza, senza alcuna limitazione. Quest’anno oltre ai Buyer internazionali, grande spazio sarà concesso anche ai Buyers italiani, ai Cral aziendali e alle Associazioni, ai turisti privati e agli utenti web, per incentivare le opportunità commerciali del mercato nazionale e incrementare il turismo di prossimità.

Bitesp Digital si terrà dal 23 al 30 novembre 2020. Maggiori informazioni sul sito: www.bitesp.it.

 

Poggi (Deloitte): Investire su start-up promettenti e abilitare imprese e istituzioni al digitale

Dopo il Covid-19 ci aspetta l’era dell’innovazione antropocentrica

Secondo l’Innovation leader di Deloitte NSE, Andrea Poggi, il Covid-19 ha dimostrato che l’innovazione dovrà essere sempre più antropocentrica, ovvero centrata sui bisogni delle persone, che si aspettano esperienze digitali fluide e personalizzate. Per arrivare a questo obiettivo bisogna investire sulle start-up più innovative e abilitare imprese e istituzioni a una piena digitalizzazione.

«Da quando il mondo è stato sconvolto dall’arrivo del nuovo Coronavirus, l’innovazione è stata un’impareggiabile alleata nella gestione della pandemia. È stata e sarà sempre più importante per cittadini e imprese, ma soprattutto per le istituzioni, che si trovano a gestire una fase di trasformazione della società epocale. Dallo scenario socio-economico, a quello geo-politico, passando per gli equilibri demografici e ambientali: tutto nello scenario attuale è in mutamento. E l’innovazione tecnologica è uno dei fattori critici che determineranno gli sviluppi futuri di questo complesso quadro». A scriverlo oggi è Andrea Poggi, Innovation Leader di Deloitte Italia e North-South Europe, nel blog di Deloitte.
«Come abbiamo sperimentato tutti in questi mesi, la massiccia digitalizzazione di comunicazioni e servizi ha permesso a tutte le aziende di continuare a operare anche nei momenti più critici. Un’accelerazione tecnologica senza precedenti che ha generato opportunità e sfide: su tutte, quella di riuscire a mettere l’innovazione al servizio dei nuovi bisogni delle persone. E andare sempre più nella direzione di umanesimo digitale, basato su un’innovazione antropocentrica», ha scritto Poggi, sottolineando come l’impatto della pandemia abbia già modificato comportamenti e aspettative.
Nel breve periodo, infatti, gli effetti sui consumi si sono già fatti sentire: il calo di reddito medio delle famiglie, unito ai timori legati al persistere della pandemia, ha fatto scendere i consumi sensibilmente. E nonostante un vero e proprio boom dell’e-commerce – che ha registrato un +55% su base annua – non si può dire che tutti i consumi si siano spostati on-line. In previsione di una possibile seconda ondata, molti hanno deciso di risparmiare: un trend che incide non solo sui flussi di cassa delle imprese, già a corto di liquidità, ma anche sugli umori degli investitori in borsa.
L’impatto sulle imprese, poi, non si limita al mercato interno. Con la chiusura delle frontiere e i lockdown non sincronizzati in diverse parti del globo, l’export italiano ha molto sofferto. Non solo perché gli effetti del Covid-19 si sono trasmessi lungo le supply chain globali, rallentando la produzione industriali in molti settori, ma anche perché, esattamente come è avvenuto in Italia, in molti Paesi del mondo i consumatori sono molto più cauti e timorosi. Risultato: nei primi 6 mesi del 2020 il calo dell’export in Italia è stato del 20%.
«In questo quadro complicatissimo, la tecnologia ha aiutato in maniera straordinaria ad affrontare l’emergenza Covid-19, contribuendo a superare l’obbligo del distanziamento fisico e a ridurre il senso di isolamento.  E-commerce, telemedicina, smartworking sono solo alcuni degli esempi di come l’innovazione abbia profondamente cambiato la nostra capacità di risposta a un evento drammatico come una pandemia. Fenomeni che, però, hanno anche fatto riscoprire a molti l’importanza del contatto umano in tutte le interazioni», ha sottolineato Poggi.
«È per questo che, oggi più di ieri, dobbiamo puntare a una “innovazione antropocentrica”. Un’innovazione, cioè, caratterizzata da modelli di business ibridi e iperconvergenti, alimentati da processi fortemente digitali ma in grado di fornire un’esperienza fluida e personalizzata al fruitore finale. Per arrivare a questo obiettivo bisognerà concentrare i processi di innovazione su poche ma fondamentali soluzioni e adottare una logica di open innovation, facendo leva su start-up promettenti e sull’imprenditoria 4.0. Così, puntando su asset tecnologici innovativi, capaci di abilitare la trasformazione delle aziende e della società, potremo trasformare il mondo attorno a noi e adattarci a quella che, già oggi, va delineandosi come nuova normalità», conclude l’Innovation leader di Deloitte. 

Ombre silenziose abbracciate alla loro piccola tecnologia

La comunicazione tramite messaggi vocali o messaggi in chat non è una comunicazione: è la distruzione del linguaggio

Di Anna Maria Antoniazza

Pensiamo spesso a chi ci ha fatto del male e soprassediamo invece al pensiero più bella della nostra vita che è quello legato alle persone che ci hanno voluto bene veramente.

Trascorriamo anni magari perdendo tempo dietro a chi non ci dà valore, è incapace di farci crescere, privo di stimoli, da cui finiamo per dipendere solo in virtù dell’abitudine di un aperitivo o di un incontro al bar vicino casa.

Chi ci ha voluto bene veramente spesso non rappresenta una presenza costante della nostra vita. Sono le persone con cui non scambiamo in continuazione messaggi su whatsapp: le chiamiamo direttamente come ai vecchi tempi in cui i social network non invadevano così tanto le nostre vite, in un esibizionismo inutile e poco riflessivo.

La comunicazione tramite messaggi vocali o messaggi in chat non è una comunicazione: è la distruzione del linguaggio, l’uso della parola nella sua continuità, nell’ascolto dei silenzi altrui, nell’improvvisazione di un ricordo, in un abbraccio emotivo che tutto unisce e solidifica.

Torniamo a parlarci, non a scriverci. E se proprio dobbiamo scrivere qualcosa limitiamoci ad inviare la nostra posizione alla persona che dobbiamo incontrare.

Non abusiamo di questi strumenti di tortura del linguaggio, che uccidono parole e modi di dire: non vanifichiamo la nostra lingua, le straordinarie conversazioni che possiamo avere in virtù di mezzi elettronici che spezzano la continuità del pensiero e dell’interazione umana, che lasciano troppa sospensione, che separano senza mai unire veramente.

Siamo fatti per parlarci, per guardarci negli occhi: non per scriverci. Abbiamo una forza nella parola pronunciata, dalla semplice chiacchera occasionale al grande ritrovo di chi non vedi da tempo che ancora dobbiamo riscoprirne il valore.

Siamo fatti per abbracciarci, per vivere momenti insieme, nella realtà del quotidiano, non nelle chat o in stupidi messaggi vocali che commentano una vita priva di un vero contatto con il prossimo, con l’Altro.

Le persone quando cammino per strada neanche si guardano più: sono ombre silenziose abbracciate alla loro piccola tecnologia che li illumina di un tetro fantasma. Quello della solitudine incombente, dell’assenza di sguardi, di attenzioni, dell’isolamento sociale. E mai come ora abbiamo bisogno di tornare ad avere un contatto umano, quello che si respira quando ci si incontra e non si guarda in continuazione il cellulare rimanendo vittime inconsapevoli di alert, notifiche e click buttati a caso.

Abbiamo tutti una vita che vale molto di più e che solo l’intimità di due persone che si incontrano è in grado di santificare.

Del resto “Che maledetto vizio ha l’infinito. Ha tutto l’universo a disposizione e va a nascondersi dentro uno sguardo.” (cit. F. Caramagna)

Covid19: Innovaway lancia Fever Pass per il controllo anticontagio nel rispetto della Privacy 

Sistema innovativo per la rilevazione della temperatura messo a punto da Bitsolution, società del  Gruppo napoletano Innovaway


E’ la soluzione ideale per la gestione in sicurezza dello screening della temperatura corporea, consente di aumentare le attività di monitoraggio preventive come previsto dal DPCM del 26 aprile 2020 e del DL34/2020, nel rispetto della privacy, può essere utilizzato dal sistema dei trasporti , delle prestazioni sanitarie, di tanti altri pubblici servizi.
Si chiama Fever Pass, ed è stata messa a punto da Bitsolution, società napoletana del Gruppo Innovaway, realtà leader nel settore Ict.
Fever Pass consente l’autoscansione della temperatura presso un ‘Totem’ (Fever Pass point). La misurazione è effettuata con l’ausilio di un sensore con una densità di rilevazione di 1024 punti diversi del viso e degli occhi, coadiuvato da un software, basato sull’Intelligenza Artificiale, che normalizza la lettura della temperatura rispetto ai parametri ambientali.

Il sistema invia notifica del risultato direttamente all’interessato tramite l’App nel rispetto del GDPR (il Regolamento generale UE sulla protezione dei dati entrato in vigore nel 2018).
L’utente in piena riservatezza verifica dal proprio smartphone la temperatura rilevata dal Fever Pass.
Il certificato ottenuto ha una durata temporale prefissata in base alle indicazioni dell’autorità competente e risiede solo sullo smartphone dell’utente, non conservando il sistema alcuna traccia di informazione personale.

“L’utente – spiega Lorenzo Tornatore, uno dei due founder di Bitsolution insieme a Mario Baiano, – effettua lo screening in modo autonomo per dotarsi di un Pass elettronico che permetta l’apertura di varchi, tornelli, porte, attraverso lettura QRcode presente nel certificato rilasciato.
Il sistema supera la necessità di operatori addetti al controllo, eliminando i rischi di contagio cui sono esposti. In caso di verifica degli organi di controllo sarà comunque sufficiente esibire il Fever Pass memorizzato sullo smartphone (la foto rilevata in fase di misurazione, il valore della temperatura, la data e l’ora). La verifica della validità del certificato è assicurata attraverso un processo proprietario di sicurezza del dato o con Blockchain”. 

Con la soluzione ideata dal Gruppo Innovaway non occorrono più controlli multipli durante la giornata, si risparmia tempo e aumenta la sicurezza personale e collettiva. Velocità e rigorosa precisione di Fever Pass consentono di incrementare, a parità di tempo, la percentuale dei soggetti monitorati, e di individuare precocemente i possibili focolai infettivi.

Bitsolution
Bitsolution è stata acquisita dal Il Gruppo Innovaway nel 2018, con  questa l’acquisizione Innovaway ha rafforzato la sua presenza nel mondo IOT e dell’Intelligenza artificiale offrendo oltre a Fever Pass diverse soluzioni innovative in particolare al mondo della Pubblica Amministrazione, tra queste segnaliamo la soluzione MOBILE CONTROL per la distribuzione di servizi IoT nelle SMART CITY integrata con la Suite TALOS per la sicurezza nel settore mobility.

Il Gruppo Innovaway
Il Gruppo Innovaway offre soluzioni e servizi ICT innovativi, sviluppati con tecnologie all’avanguardia; annovera tra i 150 clienti realtà internazionali nei settori dell’industria, finanza, retail, luxury, trasporti, servizi e P.A. I dipendenti (60% laureati) sono il punto di forza del Gruppo, attivo in 8 sedi, che eroga i servizi in 27 lingue e svolge attività in tutto il mondo.
La mission del Gruppo è supportare i propri clienti nella digital transformation, con i servizi ITSM, gestisce da remoto e on-site problematiche informatiche su pc, smartphone, tablet, cassa e su infrastrutture tecnologiche complesse, 24h e 7/7.
L’offerta IT conta su  un team con oltre 100 certificazioni che lavorano nell’ambito della system integration, con una Software Factory e una Test Factory. Innovaway ha competenze altamente specializzate in SAP con altra società del gruppo: P&A Solutions, nello sviluppo di tecnologie IoT e capacità consulenziali ad alto valore aggiunto.
L’azienda ha i suoi quartieri generali a Napoli e Milano e sedi a Torino, Roma, Bari, Catanzaro, Cosenza e in Albania a Tirana.

COVID19: con FEVER PASS nasce il controllo anticontagio autodeterminato

Un sistema innovativo per la rilevazione della temperatura messo a punto da Bitsolution, società del  Gruppo Innovaway


E’ la soluzione ideale per la gestione in sicurezza dello screening della temperatura corporea, consente di aumentare le attività di monitoraggio preventive come previsto dal DPCM del 26 aprile 2020 e del DL34/2020, nel rispetto della privacy, può essere utilizzato dal sistema dei trasporti , delle prestazioni sanitarie, di tanti altri pubblici servizi.
Si chiama Fever Pass, ed è stata messa a punto da Bitsolution, società del Gruppo Innovaway, leader nel settore Ict.
Fever Pass consente l’autoscansione della temperatura presso un ‘Totem’ (Fever Pass point). La misurazione è effettuata con l’ausilio di un sensore con una densità di rilevazione di 1024 punti diversi del viso e degli occhi, coadiuvato da un software, basato sull’Intelligenza Artificiale, che normalizza la lettura della temperatura rispetto ai parametri ambientali.

Il sistema invia notifica del risultato direttamente all’interessato tramite l’App nel rispetto del GDPR (il Regolamento generale UE sulla protezione dei dati entrato in vigore nel 2018).
L’utente in piena riservatezza verifica dal proprio smartphone la temperatura rilevata dal Fever Pass.
Il certificato ottenuto ha una durata temporale prefissata in base alle indicazioni dell’autorità competente e risiede solo sullo smartphone dell’utente, non conservando il sistema alcuna traccia di informazione personale.

“L’utente – spiega Lorenzo Tornatore, uno dei due founder di Bitsolution insieme a Mario Baiano, – effettua lo screening in modo autonomo per dotarsi di un Pass elettronico che permetta l’apertura di varchi, tornelli, porte, attraverso lettura QRcode presente nel certificato rilasciato.
Il sistema supera la necessità di operatori addetti al controllo, eliminando i rischi di contagio cui sono esposti. In caso di verifica degli organi di controllo sarà comunque sufficiente esibire il Fever Pass memorizzato sullo smartphone (la foto rilevata in fase di misurazione, il valore della temperatura, la data e l’ora). La verifica della validità del certificato è assicurata attraverso un processo proprietario di sicurezza del dato o con Blockchain”. 

Con la soluzione ideata dal Gruppo Innovaway non occorrono più controlli multipli durante la giornata, si risparmia tempo e aumenta la sicurezza personale e collettiva. Velocità e rigorosa precisione di Fever Pass consentono di incrementare, a parità di tempo, la percentuale dei soggetti monitorati, e di individuare precocemente i possibili focolai infettivi.

Bitsolution
Bitsolution è stata acquisita dal Il Gruppo Innovaway nel 2018, con  questa l’acquisizione Innovaway ha rafforzato la sua presenza nel mondo IOT e dell’Intelligenza artificiale offrendo oltre a Fever Pass diverse soluzioni innovative in particolare al mondo della Pubblica Amministrazione, tra queste segnaliamo la soluzione MOBILE CONTROL per la distribuzione di servizi IoT nelle SMART CITY integrata con la Suite TALOS per la sicurezza nel settore mobility.

Il Gruppo Innovaway
Il Gruppo Innovaway offre soluzioni e servizi ICT innovativi, sviluppati con tecnologie all’avanguardia; annovera tra i 150 clienti realtà internazionali nei settori dell’industria, finanza, retail, luxury, trasporti, servizi e P.A. I dipendenti (60% laureati) sono il punto di forza del Gruppo, attivo in 8 sedi, che eroga i servizi in 27 lingue e svolge attività in tutto il mondo.
La mission del Gruppo è supportare i propri clienti nella digital transformation, con i servizi ITSM, gestisce da remoto e on-site problematiche informatiche su pc, smartphone, tablet, cassa e su infrastrutture tecnologiche complesse, 24h e 7/7.
L’offerta IT conta su  un team con oltre 100 certificazioni che lavorano nell’ambito della system integration, con una Software Factory e una Test Factory. Innovaway ha competenze altamente specializzate in SAP con altra società del gruppo: P&A Solutions, nello sviluppo di tecnologie IoT e capacità consulenziali ad alto valore aggiunto.
L’azienda ha i suoi quartieri generali a Napoli e Milano e sedi a Torino, Roma, Bari, Catanzaro, Cosenza e in Albania a Tirana.

Tecno al fianco del Teatro San Carlo per la ripresa della stagione Lirica a Piazza Plebiscito con la Tosca di Puccini e l’Aida di Verdi

L’azienda, fondata da Giovanni Lombardi, negli ultimi tre anni con il suo “Progetto cultura” ha finanziato con più di 350 mila euro progetti in arte, cultura e social responsability

Tecno (www.tecnosrl.it) conferma il suo impegno per la cultura supportando il Teatro San Carlo per la ripresa, a Piazza Plebiscito, della stagione lirica dopo la brusca interruzione dovuta all’emergenza Covid-19. La lirica riparte a Napoli con l’esecuzione della Tosca di Puccini e dell’Aida di Verdi, questa sera con la prima serata aperta al pubblico, dopo il successo della prova aperta da sold out di Tosca dedicata a medici, infermieri e personale sanitario in prima linea contro l’emergenza.

Il supporto al Teatro San Carlo rientra in una strategia articolata di Tecno che vede il gruppo con il suo “Progetto cultura” supportare alcune delle più importanti Istituzioni culturali italiane e che ha visto l’azienda già al fianco del San Carlo per l’acquisto dell’innovativo tappeto da danza ammortizzante ‘Harlequin’.

L’azienda, fondata da Giovanni Lombardi nel 1999, negli ultimi tre anni ha finanziato, con più di 350 mila euro progetti in arte, cultura e social responsability. Tecno è un gruppo industriale leader nei servizi alle imprese per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale, conta oltre 3000 aziende clienti in tutti i settori industriali; nel 2005 Tecno è stata una delle prime aziende italiane a conseguire la qualifica di ESCo – Energy Service Company – accreditandosi presso l’AEEG (Autorità Energia Elettrica e Gas), per certificare gli interventi energetici.
L’azienda ha il suo quartier generale a Napoli alla Riviera di Chiaia in Palazzo Ischitella, e sedi a Milano, Bologna, Berlino e Parigi, ed è molto attenta al mondo delle arti con il suo “Progetto Cultura”.
All’interno del Progetto anche il supporto al Museo e Real Bosco di Capodimonte, di cui Lombardi è presidente dell’Advisory Board e al Progetto di Borsa Italiana “Rivelazioni – Finance for Fine Arts”, che promuove la collaborazione pubblico-privato per la raccolta di risorse destinate al restauro e alla digitalizzazione di opere d’arte dei più importanti musei italiani.  

“E’ una grande emozione- continua Lombardi- supportare la ripresa della stagione lirica del Teatro San Carlo, uno dei simboli più forti della nostra città. Siamo orgogliosi che il Teatro San Carlo torni a far emozionare i suoi innumerevoli estimatori, con le sue opere, la sua musica, il suo coro, e riprenda a promuovere la cultura, la bellezza, e noi come Gruppo siamo sempre al fianco delle realtà del nostro territorio, che educano al bello e alle arti”.

L’azienda nel 2019 ha ricevuto, tra gli altri, il premio internazionale EBA National Winner 2019, promosso da European Business Awards; il Gruppo ha vinto per la seconda volta il premio Best Managed Companies di Deloitte ed ha conseguito la certificazione di Elite, il programma di Borsa Italiana per le aziende ad alto potenziale.

ISTAT: Pompei (Deloitte)Istruzione leva strategica per rilancio.

L’Italia usi i soldi del Recovery Plan anche per investire in formazione STEM

«I dati di Istat su istruzione e occupazione pubblicati oggi sono un campanello di allarme: un Paese con tassi di istruzione così bassi è un Paese che non cresce e non innova. Dobbiamo invertire questo trend, cogliere al volo le opportunità che il Next Generation Plan della Commissione Europea ci offre e usare i fondi del Recovery Plan anche per investire in formazione, con particolare attenzione a quella STEM», lo dichiara Fabio Pompei, Ceo di Deloitte Italia, commentando i dati dell’Istat sui Livelli di istruzione e ritorni occupazionali nel 2019. «Le partite strategiche dei prossimi anni passano proprio dalla capacità di imprese e Stati di innovare: se perdiamo questo treno, perdiamo un’occasione storica».

Secondo i dati Istat, in Italia, nel 2019, la quota di popolazione che possiede almeno un titolo di studio secondario superiore è pari a 62,2%: un valore decisamente inferiore a quello medio europeo (78,7% nell’UE a 28). Non meno ampio è il divario rispetto alla quota di popolazione laureata: in Italia, si tratta del 19,6%, contro un valore medio europeo pari a un terzo (33,2%). Per quanto riguarda i laureati STEM, nel 2019 essi rappresentano appena il 24,6% dei laureati (25-34enni) e il divario di genere rimane molto forte: il 37,3% degli uomini ha una laurea STEM contro il 16,2% delle donne. 

I ragazzi italiani che si sentono a loro agio con le materie tecnico-scientifiche e le scelgono per le loro carriere universitarie sono troppo pochi. La ricerca Deloitte ha cercato di capire i motivi di questo fenomeno: anche se da anni i profili professionali STEM sono sempre più importanti, in Italia è difficile trovarli. Un vero e proprio paradosso, se si considera che, nel 2019, il tasso di occupazione della popolazione laureata raggiunge il livello più alto proprio per l’area medico-sanitaria e farmaceutica (86,8%) e per le lauree STEM (83,6%).

«I dati Istat confermano quello che, come Fondazione Deloitte, abbiamo denunciato: siamo un Paese che spreca talenti e che deve invertire la rotta sul fronte degli investimenti in istruzione e ricerca», aggiunge Paolo Gibello, Presidente della Fondazione Deloitte. «Il nostro impegno per rendere l’Italia più competitiva anche dal punto di vista della formazione e della ricerca non deve fermarsi. Migliorare la qualità del nostro capitale umano significa migliorare l’intero sistema Paese e per questo, come Fondazione, proseguiremo con il nostro impegno su questo fronte. Ma lo sforzo deve diventare collettivo, se vogliamo modernizzare l’Italia e assicurare un futuro migliore alle giovani generazioni».

Profili STEM cercasi: il 16 luglio la presentazione dello studio del primo Osservatorio della Fondazione Deloitte

Giovedì 16 luglio presentazione dello studio dell’“Osservatorio Fondazione Deloitte – RiGeneration STEM. Le competenze del futuro passano da scienza e tecnologia”.

L’educazione e la formazione in ambito “STEM” – Science, Technology, Engineering e Mathematics – sono temi di grande rilevanza sia a livello nazionale, che internazionale. L’evoluzione e l’innovazione tecnologica stanno rivoluzionando il mercato del lavoro e, di conseguenza, anche le competenze richieste al mondo scolastico e universitario, portando a una sempre maggior domanda di risorse con background di carattere scientifico e informatico.  
 
Consapevole dell’importanza del tema, la Fondazione Deloitte ha avviato un Osservatorio dedicato all’educazione e alla formazione STEM in Italia, con l’obiettivo di produrre ricadute concrete a livello Paese, ponendosi come interlocutore privilegiato al centro di una rete di stakeholder (Università, Governo, Istituzioni, aziende, ecc.).   

Il primo passo è uno studio, svolto in collaborazione con SWG, volto ad analizzare il contesto formativo nazionale. L’analisi ha raccolto il punto di vista dei principali stakelholder del sistema di istruzione, partendo da studenti e giovani occupati e non, ma anche docenti e mondo imprenditoriale.  

I risultati della ricerca saranno presentati giovedì 16 luglio dalle 11 alle 13, in formato digitale, durante l’evento “Osservatorio Fondazione Deloitte – RiGeneration STEM. Le competenze del futuro passano da scienza e tecnologia”.
L’evento vedrà la partecipazione di importanti ospiti che porteranno il loro autorevole punto di vista sul tema: Giovanni Brugnoli, Vice Presidente per il Capitale Umano di Confindustria, Silvia Candiani, Amministratore Delegato di Microsoft Italia, Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione Digitale del Comune di Milano, Vittorio Colao, Senior executive-advisor, General Atlantic, Unilever, Verizon, Università Bocconi, Luciano Fontana, Direttore del Corriere della Sera, Paolo Gibello, Presidente Fondazione Deloitte, Gaetano Manfredi , Ministro dell’Università e della Ricerca, Stefania Papa, People & Purpose Leader, Deloitte Italy e Deloitte Central Mediterranean, Fabio Pompei, CEO Deloitte Italy e Deloitte Central Mediterranean, Maria Pregnolato, Assistant Professor in Ingegneria Civile presso l’Università di Bristol, Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano e Gianmario Verona, Rettore dell’Università Bocconi di Milano.

L’evento è aperto al pubblico. È possibile iscriversi tramite questo link: http://cloud.marcom.deloitte.it/osservatoriofondazionedeloittestem

Per maggiori informazioni sull’evento scrivere a [email protected]  

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