“Sicilia si cura” l’app per monitorare a distanza i contagi da Covid-19

Un’applicazione digitale dal nome “Sicilia si cura”, messa a punto dalla Regione Sicilia e l’assessorato della Salute e Protezione civile regionale per monitorare il numero dei contagi, avere sotto controllo lo stato di salute delle persone in quarantena ed il flusso degli asintomatici.

La tecnologia, in questi giorni di emergenza da Covid-19, è lo strumento che sta mostrando il suo lato positivo e rivoluzionario, dallo smart working ai corsi di formazione on line, fino a diventare uno strumento di supporto e presidio per la sicurezza. Questo è accaduto in Sicilia, con l’app “Sicilia si cura”, soluzione digitale per: monitorare i contagiati da coronavirus, dialogare con chi è in quarantena e ad avere un maggiore controllo degli asintomatici. Per poter usufruire del servizio messo in atto dalla Regione Sicilia insieme all’assessorato della Salute e Protezione civile regionale, basta effettuare la registrazione attraverso i canali messi a disposizione dalle autorità sanitarie, come il sito www.siciliacoronavirus.it, dopodiché saranno inviati un sms e una mail all’utente contenente username ed un link per la creazione della password da inserire nel proprio smartphone o tablet, con geolocalizzazione attiva nel territorio della Regione Siciliana. Nell’Isola attualmente, secondo quanto riportato dai dati della Regione Sicilia, è stato registrato il numero di 60 casi guariti, 57 decessi ed identificata Catania come la città con il maggior numero di contagi, per questo, l’obiettivo di “Sicilia si cura” è quello di poter creare un processo informativo in cui l’utente ha un ruolo fondamentale, indicando il luogo da cui sta trascorrendo la quarantena, mettere a conoscenza sullo stato di salute fino a due volte al giorno e definire i contatti avuti con altre persone, tutto nel rispetto della privacy.

CORONAVIRUS. Tutto si ferma, il 5G no – Everything stops except the 5G

di emigrazione e di matrimoni

CORONAVIRUS – Tutto si ferma, il 5G no

Il mondo è nel panico, crollano le borse e il prezzo del greggio, tutti bloccati nelle abitazioni, a chi giova? L’Italia “appestata” di Coronavirus, eppure il 23 marzo l’Istituto Superiore della Sanità (ISS) conferma solo 12 casi di decesso per Covid-19 su un campione di 300 già esaminati con un totale di decessi di circa 7 mila persone, in poche parole meno dell’1% sono morti di coronavirus. La strategia del terrore è uno dei metodi coercitivi più utilizzati, durante ogni emergenza reale o inventata si colpevolizzano le persone, per ottenere dalle stesse l’interiorizzazione della narrazione dominante su ciò che accade, al fine di evitare qualsiasi tentativo di ribellione. Il terrorismo, l’impatto ambientale, la guerra atomica, la corea del nord, Iran, lo spread, il crollo finanziario, tutto estremizzato come adesso l’impatto del COD19. Milioni di contagiati di influenza Asiatica, migliaia di morti, ma il mondo non si era fermato, prima ancora l’influenza “Spagnola” milioni di morti e il mondo non si era fermato. Ci sono diverse teorie su questa pandemia e una più di tutte accreditata da studi, depistamenti e che non fa presagire nulla di buono da parte dei soliti idioti planetari, e io non sono un amante della teoria del complotto, anche perché da studioso dei sistemi adattivi complessi so le cose vengono influenzate e tendono a sfuggire di mano a “mutare” nel tempo.

Ma lasciamo le cospirazioni, le dietrologie e concertiamoci sull’adesso. Se c’è una cosa che questa crisi ha messo in evidenza è il bisogno di connettività, così di colpo cadono tutte le remore, tutte le difese e ci si offre impauriti e confusi nelle fauci di una digitalizzazione che si fa sempre più minacciosa e spietata. Chi non è d’accordo scompare, viene emarginato, tagliato fuori dal sistema, lo stesso sistema che decide chi legge i tuoi post, chi può comprare i tuoi libri, raggiungere il tuo sito, che ti fa diventare influencer o ti atomizza nell’universo infinito di un internet sempre meno democratico e più invasivo, non a caso l’autorità Europea ha di fatto abrogato la legge sulla privacy aprendo la strada all’utilizzo di programmi per la tracciabilità dei singoli individui sul modello usato dalla Corea. La quale ha ammesso di aver tracciato le persone sospettate di essere positive al Cod19 attraverso i cellulari, documenti, spese elettroniche e telecamere biometriche. Lo ha fatto per il bene del mondo, per il loro bene, e siamo felici li l’epidemia sia stata circoscritta in breve tempo. Ma il dubbio rimane: dove finiscono tutti i nostri dati? Chi ci garantisce che non verranno utilizzati per altri scopi?  In un mondo senza più regole ed etica i presidenti delle nazioni parlano su Twitter e Facebook, la diplomazia è il vessillo di un mondo scomparso che metteva gli uomini al centro di una società e in cui c’era margine di manovra, scambio, comprensione, crescita, contrasto. Il tutto non era ridotto al sensazionalismo edonico, non era una questione di click, di “like” di numero di contagi e morti, e non importa se le cifre sono inattendibili perchè generate da sistemi diversi di calcolo e gestione, l’importante è esserci, fare scalpore.

Il “politically correct” impone cordoglio e rispetto, nessuno esca dalle righe e si faccia domande, c’è gente che soffre c’è gente che muore! La domanda però è, che valore ha sopravvivere in un mondo imbavagliato, oppresso, schiavo, incoerente e irreale? In questa schizofrenica fiera del nulla internet ha dato voce a tutti non ascoltando nessuno. Tutti sono schedati, registrati seguiti. Cosa siamo dunque disposti a diventare e a cosa rinunciamo pur di sopravvivere? La domanda non è retorica è molto seria e ha a che fare con il senso della vita quel senso che a volte sa ridefinire gli orizzonti e fa vincere sfide impossibili. Quel coraggio e determinazione che i più sembrano aver perso o di averlo barattato per un nuovo smart phone. Caso strano mentre tutto si ferma il 5G si afferma, contro il parere e volere di migliaia di persone, scienziati, medici, diventa realtà in 120 comuni d’Italia. Il mondo trasformato dallo stato di crisi in isole collegate dalle reti cellulari, si scopre accondiscendente ad una tecnologia pericolosa e invasiva di cui non conosciamo neanche fino in fondo la pericolosità, non solo a livello biologico ma anche in termini di sicurezza di protocolli e operativa. Il futuro non si ferma qualcuno inneggia, ma questo non è futuro è speculazione e ancora una volta ci troveremo a pagarne danni chiedendoci come sia stato possibile non accorgersi prima di quello che alcuni tramavano alle nostre spalle per mero profitto e sogni di vanagloria. Forse questa crisi servirà a svegliare le coscienze e noi speriamo a costruire un futuro migliore, dove si possa tornare a difendere gli uomini e i loro diritti inalienabili e non solo i profitti di grandi potentati.

di emigrazione e di matrimoni

CORONAVIRUS – everything stops except the 5G

The world is panicking, the collapse of the stock markets and the price of crude oil, we are all stuck in our houses, to whom benefit? Italy “plagued” by Coronavirus, and yet on March 23rd, the Higher Institute of Health confirms only 12 cases of death for Covid-19 out of a sample of 300 already examined with a total of about 7 thousand deaths. The strategy of terror is one of the most used coercive methods, during every real or invented emergency people are blamed, to obtain from them the internalization of the dominant narrative about what happens, in order to avoid any attempt of rebellion. Terrorism, the environmental impact, the atomic war, North Korea, Iran, the economic spread, the financial collapse, all sectionalized for one reason only as now the impact of the COD19. Millions where infected when the “Asians flu” hit, thousands of deaths, but the world did not stop, before the that the “Spanish flu” millions of deaths and the world did not stop. There are several theories about this Cod19 pandemic and one more than all of them accredited by studies, misdirection’s, and that does not bode well for the usual planetary idiots, and I am not a lover of conspiracy theory, also because as a scholar of complex adaptive systems I know things are affected and tend to get out of hand to “change” over time. But let’s leave the conspiracies, the behind-the-scenes.

If there’s one thing that this crisis has highlighted is the need for connectivity, then suddenly all the qualms, all the defences fall away and you offer yourself frightened and confused in the jaws of a digitization that is becoming increasingly threatening and ruthless. Those who disagree disappear, are marginalized, cut off from the system, the same system that decides who reads your posts, who can buy your books, who can reach your site, who makes you become an influencer or atomizes you in the infinite universe of an increasingly less democratic and more invasive internet. It is no coincidence that the European authority has in fact repealed the privacy law paving the way for the use of individual tracking programs on the model used by Korea. As a matter of fact South Korea has admitted of having tracked the people suspected of being positive for Cod19 through their cell phones, documents, electronic expenses and biometric cameras, but it did so for the good of the world, for their own good, and we are happy there the epidemic was quickly circumscribed there. In a world without rules and ethics where the presidents of nations speak on Twitter and Facebook, diplomacy is the banner of a disappeared world that puts humans and their relations at the center of a society, where there was room to manoeuvre, exchange, understanding, growth, contrast. The whole process of socialization was not reduced to a hedonic sensationalism, it was not a matter of clicks, or “likes” the number of contagions and deaths. It does not matter if the figures are unreliable because are generated by different systems of calculation and management, the important thing is to be there is to impress. The “politically correct” imposes respect, no one goes out of line and asks questions, there are people who suffer, there are people who die! But what is the value of surviving in a world that is gagged, oppressed, enslaved, incoherent and unreal? In this schizophrenic fair of the internet nothingness everyone can talk no one is heard. But everyone’s on record, followed. So, what are we willing to become and what have we ready to give up in order to survive? The question is not rhetoric, it is very serious and has to do with the meaning of life, that sense that sometimes redefines the horizons and makes us overcome impossible challenges. That courage and determination that most people seem to have lost or to have bartered for a new smart phone.

While everything stops 5G is affirmed, against the opinion and will of thousands of people, scientists, doctors the 5G network is coming to place with hundreds of satellites and thousands of new antennas and devices ready to start experimentation and service in many territories, in Italy becomes reality in 120 municipalities. The world transformed by the state of crisis into islands connected by cellular networks, we find ourselves condescending to a dangerous and invasive technology of which we do not even fully know the danger not only at the biological level but also in terms of protocol and operational safety. The future does not stop someone praises, but this is not future is speculation and once again we will find ourselves paying for it wondering how it was possible not to notice beforehand what some people were plotting behind our backs for mere profit and dreams of vainglory. Perhaps this crisis will serve to awaken consciences let’s hope so.  Let’s hope we will be able to return to defend human rights.

A Pavia la robotica è (anche) al femminile

La robotica si può coniugare al femminile? All’Università di Pavia sembra proprio di sì. Guidato da una docente di robotica – e da uno di Intelligenza artificiale – e coordinato da una giovane dottoranda, il team che ha vinto il concorso internazionale di robotica indetto da Epson ha ribaltato il paradigma, dimostrando che STEM è (anche) donna.

 Due ingegneri donna e un docente di intelligenza artificiale uomo: le quote rosa raggiungono i due terzi nel team dell’Università di Pavia che si è aggiudicato, con un progetto innovativo e ambizioso, il concorso internazionale di robotica organizzato da Epson, così per questa volta STEM si coniuga al femminile.

Si tratta di Antonella Ferrara (Professore Ordinario di Automatica e docente di Robot Control) e Bianca Sangiovanni (Dottoranda in Ing. Elettronica, Informatica ed Elettrica, XXXIII Ciclo) che, insieme a Marco Piastra (Docente di Artificial Intelligence), hanno sviluppato e presentato un progetto che presenta un approccio molto innovativo nell’ambito della cooperazione uomo-robot o robot-robot perché prevede che il robot apprenda “in autonomia” dai propri errori sino a capire in che modo muoversi in un ambiente circoscritto per non entrare in collisione con uomini o altre macchine.

Spiega la professoressa Ferrara: “Ho deciso di proporre come capogruppo la mia dottoranda Bianca Sangiovanni perché è molto competente e volevo permetterle di cimentarsi con la conduzione di un progetto importante e innovativo, con tante difficoltà da risolvere.”

Non a caso la professoressa Ferrara ha scelto un giovane ingegnere donna per guidare e coordinare lo sviluppo del progetto. “Le donne hanno caratteristiche che ritengo particolarmente adatte per l’ambito scientifico: sono di solito molto precise, tenaci, attente allo svolgimento della ricerca”. La difficoltà per loro è spesso l’eccessiva umiltà. “La mia pluriennale esperienza con ricercatori di entrambi i sessi mi porta a dire che spesso le donne sembrano meno sicure di sé per una forma atavica di umiltà, molto presente fra le giovanissime ricercatrici, anche quando hanno le stesse capacità dei loro colleghi uomini.”

Donne, università, STEM e carriere

Continua la professoressa Ferrara: “Se andiamo a vedere le statistiche del Ministero, le donne sono oltre la metà degli iscritti ai corsi di laurea (55,5%), del totale dei laureati (57,6%), degli iscritti a corsi di dottorato (50%) e del totale dei dottori di ricerca (51,8%), ma questa presenza femminile diminuisce drasticamente con il salire nella scala gerarchica, fino al 23% medio tra i professori ordinari e a un misero 6% in area STEM. Così come si riduce il numero di iscrizioni femminili in funzione dell’ambito di studio: infatti a fronte del 55,5% medio, nell’area lettere e arti le studentesse sono la stragrande maggioranza con un 77,6% che scende al 48,1% in Scienze Agrarie e Veterinarie, fino a scemare al 27,4% nelle discipline STEM.”

“Ciò che colpisce – conclude Ferrara – è che, in tutti gli ambiti di studio inclusa l’area STEM, la percentuale di laureati rispetto al numero di iscritti è maggiore fra le donne, che quindi completano con maggior successo la formazione universitaria, ma poi non riescono – o non possono – continuare a crescere.”

Il progetto vincente: come insegnare a un robot a muoversi in un ambiente sconosciuto

Il titolo esatto del progetto è “Deep Learning for Safe Physical Human-Robot Interaction” e l’obiettivo finale è di far convivere robot e umani, un’esigenza sempre più sentita nel mondo industriale, ma che ha appena iniziato la sua strada. L’idea innovativa portata avanti all’Università di Pavia è stata di coniugare tecniche di machine learning basate sull’intelligenza artificiale con tecniche classiche di controllo dei robot. L’altro elemento caratterizzante è che il team ha deciso di utilizzare un robot industriale, che per natura non nasce per operare a stretto contatto con gli umani, ma viene anzi confinato all’interno di zone appositamente predisposte, circondate da gabbie dotate di molti sensori, necessari a garantire la sicurezza dei lavoratori.

“Il nostro lavoro – riferisce Bianca Sangiovanni – permetterà di introdurre il robot in un ambiente non necessariamente noto a priori, con enormi vantaggi per le aziende che, in questo caso, riusciranno a predisporre ambienti con umani, robot o altri tipi di macchinari. Il grosso sforzo per me e per tutti noi è spiegare e far capire alle aziende, agli studenti e in generale a un pubblico più ampio possibile l’impatto che questo tipo di tecnologie ha e avrà sulla vita di tutti i giorni.”

Gruppo Epson

Epson è leader mondiale nell’innovazione con soluzioni pensate per connettere persone, cose e informazioni con tecnologie proprietarie che garantiscono efficienza, affidabilità e precisione. Con una gamma di prodotti che comprende stampanti inkjet, sistemi di stampa digitale, videoproiettori 3LCD, così come orologi e robot industriali, Epson ha come obiettivo primario promuovere l’innovazione e superare le aspettative dei clienti in vari settori, tra cui: stampa inkjet, comunicazione visiva, tecnologia indossabile e robotica. Con capogruppo Seiko Epson Corporation, che ha sede in Giappone, il Gruppo Epson conta oltre 76.000 dipendenti in 87 società nel mondo e partecipa attivamente allo sviluppo delle comunità locali in cui opera, continuando a lavorare per ridurre l’impatto ambientale.

http://global.epson.com

Epson Europe

Epson Europe B.V., con sede ad Amsterdam, è il quartier generale regionale del Gruppo per Europa, Medio Oriente, Russia e Africa. Con una forza lavoro di 1.830 dipendenti, le vendite di Epson Europa, per l’anno fiscale 2017, hanno raggiunto i 1.700 milioni di euro. http://www.epson.eu

Environmental Vision 2050  

http://eco.epson.com/

Epson Italia
Epson Italia, sales company nazionale, per l’anno fiscale 2018 (aprile 2018 – marzo 2019) ha registrato un fatturato di oltre 237 milioni di Euro e impiega circa 215 persone.

La Blockchain week 2020 arriva a Roma dal 17 al 21 marzo

Nella Capitale uno dei più grandi eventi europei su blockchain e criptovalute

Dal 17 al 21 marzo presso l’Hotel Mercure Roma West torna la Blockchain Week, l’evento che riunisce gli esperti del settore, i creatori di startup e i manager di importanti aziende internazionali che stanno investendo nella blockchain, nelle criptovalute e nella  finanza decentralizzata. Per questa seconda edizione, dedicata alla rivoluzione Bitcoin, ospiti provenienti da tutto il mondo e dalla community italiana daranno vita a una serie di panel, di conferenze e di occasioni dal carattere informativo e divulgativo. Saranno presenti tra gli altri: Paolo Ardoino, CTO di Bitfinex e CTO di Tether, due delle più importanti realtà crypto al mondo; Giacomo Zucco, noto maximalist ed esperto di Bitcoin; Gian Luca Comandini, membro della Task Force Blockchain del MiSE; Marco Monaco, Blockchain Competence Center Leader di PwC; Massimo Chiriatti, CTO Blockchain & Digital Currencies di IBM; Alexander Filatov, Co-founder e CEO di TON Labs; Marcello Minenna, Direttore Ufficio Analisi Quantitative di Consob; Federico Tenga, co-founder di Chainside e molti altri.

Trent’anni fa la rete era vista come una tecnologia in declino incapace di mantenere le promesse rivoluzionarie dei suoi protagonisti. Oggi, invece, sette delle dieci aziende più ricche al mondo sono colossi di Internet e della tecnologia in generale. La blockchain è una nuova invitante frontiera, considerata la più grande rivoluzione dopo Internet e le valute digitali insieme alle criptovalute vengono definite come il futuro del denaro. La Blockchain Week Rome permetterà di avere una visione di ciò che accadrà nel prossimo decennio e comprendere i passi che è necessario fare oggi per non restare indietro nel mondo della finanza, nella la gestione dei dati, dei trasporti e dei pagamenti.

Sarà un’occasione per approfondire l’impatto di questa tecnologia dati anche in altri comparti, come il lusso, l’alta moda e il food che otterranno maggiore valorizzazione, massima tracciabilità e nuovi strumenti per la tutela del made in Italy e della filiera di produzione e distribuzione, il tutto grazie alla serie di complessi algoritmi a garanzia dell’integrità e della sicurezza.

In pochi anni il prezzo delle criptovalute, i Bitcoin in particolare, è aumentato a dismisura: quali sono oggi le regole per investire in modo sicuro in questo ambiente? Come si fa a distinguere una proposta seria da una  che nasconde insidie o peggio ancora vere e proprie truffe? La Blockchain Week Rome permetterà di approfondire l’argomento e rispondere alle tante domande di chi vuole conoscere un fenomeno che vive ancora una fase di sperimentazione, ma che appare destinato a porre le basi per soluzioni capaci di trasformare radicalmente l’attuale sistema economico.

In costante crescita.

Gli investimenti nel settore di grandi aziende globali (Facebook, JPMorgan, Microsoft, Shopify, Tesla, Telegram, IBM), ma anche di governi come quello cinese, hanno contribuito in maniera decisiva allo sviluppo del settore criptovalute. Si calcola che i bancomat ATM che cambiano i bitcoin crescano di 11 unità al giorno.  Secondo il Rapporto annuale di CoinGecko relativo al 2019, l’intera capitalizzazione del mercato delle criptovalute è aumentata del 44,1%, guadagnando 60 miliardi di dollari dall’inizio del 2019 e chiudendo l’anno a 180 miliardi di dollari. Il volume degli scambi del mercato basato sulla tecnologia blockchain è aumentato del 600% nel 2019 e continua a crescere. Con una capitalizzazione di mercato superiore ai 150 miliardi di dollari, non sorprende che Bitcoin (BTC) sia stata la “risorsa” più performante del 2019. Dopo il suo lancio nel 2009, è diventata la criptovaluta più popolare al mondo e da allora domina il mercato, mentre al secondo posto troviamo Ethereum (con una capitalizzazione di 17,50 miliardi di dollari), nata nel 2015. Ricerche e sondaggi di istituzioni come il World Economic Forum, Deloitte o McKinsey calcolano che fino al 10% del Pil globale (10 trilioni di dollari su un totale di 100 trilioni di dollari) sarà gestito mediante l’aiuto della tecnologia blockchain entro il 2027. Numeri che aiutano a capire la prospettiva e il potenziale della rivoluzione blockchain.

“In un futuro in costante e rapida trasformazione è importantissimo che anche l’Italia faccia la sua parte e si affacci da leader nel settore fintech anche nel panorama globale. Per questo eventi di respiro internazionale come la Blockchain Week Rome non fanno altro che rafforzare l’ottimo lavoro che tanti esperti italiani stanno già facendo nel mondo. Ormai, banche, governi e multinazionali stanno adattando le proprie infrastrutture monetarie a nuovi concetti di crittografia e decentralizzazione, è un punto di non ritorno. Prepariamoci ad assistere nel prossimo decennio al collasso di tanti sistemi intermediari che hanno causato fin troppe crisi e problemi globali e ad accogliere nel bene e nel male una nuova era di decentralizzazione. Ciò impatterà su tutto, non solo sul nostro sistema economico e monetario che tuttavia è il primo ad essere rivoluzionato. Speriamo solo che la gente decida di utilizzare bitcoin e non altre tipe di monete pseudo-decentralizzate.”, dichiara Gian Luca Comandini, professore di Blockchain presso l’Università “Guglielmo Marconi” di Roma e fondatore di Blockchain Core.

Gli italiani chiedono tecnologie coinvolgenti: il 69% non vuole solo guardare, ma vivere esperienze immersive

La domanda di esperienze e partecipazione diretta è in aumento: più è giovane il pubblico che le aziende vogliono raggiungere e maggiore è la possibilità di ottenere buoni risultati con un coinvolgimento esperienziale.

La tecnologia sta inaugurando un nuovo ed entusiasmante modo per consentire alle aziende di interagire con il pubblico e nuove ricerche rivelano che offrire un coinvolgimento esperienziale è la via che porta al cuore dei consumatori. Il 69% degli italiani (quasi 7 su 10) vuole partecipare fisicamente agli eventi e non essere solo spettatore.

Una nuova ricerca europea, commissionata da Epson e intitolata “The Experiential Future”, ha evidenziato l’atteggiamento dei consumatori nei confronti della partecipazione ad eventi e attrazioni. La ricerca ha analizzato i punti di vista sull’uso delle tecnologie immersive in eventi e attrazioni dove si utilizzano proiezioni su larga scala, display interattivi, ologrammi, realtà virtuale e aumentata.

I Millennial – i nati fra il 1980 e il 1993 – sono i più attratti da questo tipo di eventi: il 73% degli intervistati in questa fascia d’età ha partecipato negli ultimi 12 mesi a un evento o a un’attrazione in cui è stato coinvolto in un’esperienza diretta, mentre più della metà degli stessi (66%) ritiene che la tecnologia immersiva non sia utilizzata a sufficienza in occasione di eventi. Il 35% della Generazione Z – i nati fra il 1994 e il 2003 – e il 26% dei Baby Boomer – nati dal 1946 al 1964 – invece hanno partecipato a eventi con un forte coinvolgimento diretto e personale persino al di fuori del loro paese d’origine, contro il 23% della Generazione X – nati tra il 1965 e il 1979 – e il 17% dei Millennial. Ciò dimostra che le imprese che utilizzano questi elementi possono ottenere chiari vantaggi economici, evidenziando al tempo stesso come anche il turismo in generale possa trarne vantaggio. Il 70% della Generazione X concorda inoltre sul fatto che preferisce eventi o attrazioni che includono un elemento esperienziale, seguita dai Millennial (67%), dalla Generazione Z (61%) e dai Baby Boomer (58%). In sintesi: più è giovane il pubblico che si vuole raggiungere e maggiore è la possibilità di ottenere buoni risultati con un coinvolgimento esperienziale.

Per i locali e le aziende alberghiere, un’esperienza di visita che suscita emozioni e crea una forte connessione non solo è cruciale per attrarre nuovi consumatori, ma anche per incoraggiare i clienti a ritornare. Il 74% dei Millennial vorrebbe rivivere l’esperienza fatta, così come il 68% delle Generazioni X e Z e il 60% dei Baby Boomer, dimostrando che le tecnologie esperienziali aiutano a stimolare il coinvolgimento di visitatori e clienti per nuove visite.

Neil Colquhoun, Vice Presidente CISMEA e Professional Displays, Epson Europe B.V commenta: “Le nuove tecnologie stanno cambiando drasticamente la natura delle attrazioni e degli eventi; questi risultati dimostrano che le aziende devono sfruttare il potere degli elementi esperienziali per aumentare la partecipazione del pubblico. Millennial, Baby Boomer e coloro che fanno parte della Generazione Z vogliono eventi e attrazioni coinvolgenti: ora spetta alle organizzazioni soddisfare queste aspettative.”

Per ulteriori informazioni, il report “The Experiential Future” è disponibile per il download al seguente link: http://www.epson.eu/proav

Metodologia di ricerca

Arlington Research ha condotto una ricerca di mercato in 26 paesi su un totale di 9.750 adulti di età compresa tra i 16 e i 65 anni che hanno partecipato a un evento o a un’attrazione negli ultimi 12 mesi. I paesi intervistati includono: Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Spagna, Portogallo, Repubblica d’Irlanda, Paesi Bassi, Belgio, Turchia, Grecia, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Svezia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Estonia, Polonia, Slovenia, Bosnia Erzegovina, Croazia, Montenegro, Israele, Emirati Arabi Uniti, Marocco. La ricerca è rappresentativa a livello nazionale degli adulti di età compresa tra i 16 e i 65 anni in ogni paese intervistato.

Epson nel mercato della proiezione

Epson è leader mondiale nel mercato della videoproiezione, una posizione che ricopre da 19 anni consecutivi. Oggi è il principale produttore di videoproiettori leader in EMEAR e CIS sia in termini di volume che di valore della quota di mercato1. Il successo di Epson nella videoproiezione è dato dall’esclusiva tecnologia di proiezione laser 3LCD 4k enhanced, unica nel suo genere e ultra luminosa, che riflette l’impegno dell’azienda nello sviluppo di soluzioni innovative e pratiche in risposta alle opinioni e ai commenti dei clienti. I videoproiettori Epson sono utilizzati in un’ampia gamma di mercati: eventi immersivi su larga scala, attrazioni turistiche, aule didattiche, spazi per riunioni aziendali, ospitality e punti vendita.

1 Per proiettori superiori a 6.000 lumen che coprono grandi spazi, installazione fissa e mercato a noleggio, escluso il cinema digitale, secondo Futuresource Consulting Limited – Projectors Market Insights – WorldWide Analyser FY 2019 Q4

Gruppo Epson

Epson è leader mondiale nell’innovazione con soluzioni pensate per connettere persone, cose e informazioni con tecnologie proprietarie che garantiscono efficienza, affidabilità e precisione. Con una gamma di prodotti che comprende stampanti inkjet, sistemi di stampa digitale, videoproiettori 3LCD, così come orologi e robot industriali, Epson ha come obiettivo primario promuovere l’innovazione e superare le aspettative dei clienti in vari settori, tra cui: stampa inkjet, comunicazione visiva, tecnologia indossabile e robotica. Epson è impegnata nella realizzazione di una società sostenibile e nel perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Con capogruppo Seiko Epson Corporation, che ha sede in Giappone, il Gruppo Epson genera un fatturato annuo di oltre 10 miliardi di dollari.

http://global.epson.com

Environmental Vision 2050  

Il tappeto mobile più lungo del mondo nell’aeroporto di Perth – Australia

130 metri di lunghezza per trasportare 7.300 passeggeri all’ora all’interno dello Skybridge che collegherà l’aeroporto di Perth con la vicina stazione. L’imponente installazione è di Thyssenkrupp Elevator   

Thyssenkrupp Elevator presenta il tappeto mobile più lungo del mondo: 130 metri di lunghezza pensati per accompagnare i turisti e i viaggiatori all’interno dello Skybridge, la passerella panoramica di collegamento tra l’aeroporto australiano di Perth e la nuova stazione ferroviaria in costruzione. Il progetto, che sarà inaugurato a breve, prevede l’installazione di 2 coppie di tappeti: ciascuna coppia sarà formata da un tappeto della lunghezza di 92 metri e uno della lunghezza di 38 metri.

Con una capacità di trasporto pari a 7.300 passeggeri all’ora, gli iwalk, i tappeti mobili firmati Thyssenkrupp Elevator, si caratterizzano per un peso inferiore del 30% rispetto alle soluzioni convenzionali e sono stati pensati per sostenere i 20.000 viaggi al giorno che interesseranno, a partire dal 2021, il collegamento Forrestfield-Aeroporto.

Oltre al progetto di Perth, Thyssenkrupp Elevator sta lavorando anche all’installazione di quattro tappeti mobili all’interno dell’aeroporto di Melbourne. Due passerelle sono state trasportate dalla Spagna in Australia e consegnate in meno di 20 settimane dalla data di ricezione dell’ordine così da renderle operative già nel periodo natalizio. Le due restanti entreranno, invece, in funzione dal marzo 2020.

L’implementazione di tappeti mobili sempre più efficienti e in grado di trasportare un numero crescente di passeggeri va nella direzione scelta dall’Azienda tedesca di investire sul miglioramento della mobilità all’interno degli aeroporti e dell’esperienza dei viaggiatori. A livello globale, Thyssenkrupp Elevator ogni anno muove 1,8 miliardi di persone attraverso i suoi ponti di imbarco passeggeri, realizza oltre 5.000 soluzioni di gate globali in circa 370 aeroporti e si occupa della gestione e manutenzione di oltre 1000 ponti d’imbarco passeggeri in tutto il mondo.

Il 2020 sarà davvero l’anno dei robot

Lo afferma SpeedDate.it, portale che offre ai single il modo più veloce per trovare nuovi potenziali partner. I progressi dell’IA (intelligenza artificiale) permetteranno nel 2020 ai club per single ed alle agenzie viaggi di assistere la clientela più rapidamente e con più efficacia

Apprendiamo da Francesco Semprini su «La Stampa» che l’ex sindaco di New York Michael Bloomberg, undicesimo uomo più ricco del mondo, dice alle dipendenti: «in futuro i computer faranno tutto, incluso il sesso orale, e questo potrebbe tagliare fuori dal lavoro molte di voi». È questo il futuro che ci aspetta?

Tra analisi dei big data per creare offerte su misura, chatbot per curare le richieste in tempo reale e wearable per gestire i biofeedback è proprio questo è il futuro imminente del 2020. A metterlo in evidenza è SpeedDate.it, il portale che offre ai single il modo più veloce e divertente per incontrare nella vita reale gente nuova e nuovi potenziali partner.

«La nuova intelligenza artificiale non solo è in grado di comprendere il significato del linguaggio umano ma è anche in grado di considerare e valutare in tempo reale il contesto della conversazione per garantire un dialogo rilevante» spiega Giuseppe Gambardella, fondatore di SpeedDate.it, e di SpeedVacanze.it, portale quest’ultimo che per primo ha introdotto in Italia l’esclusiva formula dei viaggi e delle crociere di gruppo per single.

«E già ormai da anni lo sviluppo tecnologico di Internet ad alta velocità e la conseguente possibilità di navigare agevolmente via smartphone ha modificato profondamente le abitudini dei consumatori» aggiunge Roberto Sberna, direttore generale di SpeedDate.it.

L’analisi dei big data permetterà nel 2020 di creare offerte altamente personalizzate ma anche di fornire suggerimenti durante la fruizione di un servizio, l’utilizzo dei chatbot, gli assistenti virtuali, permetterà di gestire le richieste 24 ore su 24 in tempo reale ed i dispositivi wearable consentiranno di monitorare e gestire i biofeedback. Questo il nuovo scenario degli incontri e dei viaggi secondo gli analisti di SpeedDate.it.

«Anche noi ci stiamo attrezzando in tal senso, ma saranno sempre persone in carne ed ossa i professionisti che si occupano dei nostri iscritti e di abbinare i loro profili con l’obiettivo di aiutarli a divertirsi, facilitare nuove amicizie e -perché no- riuscire a trovare loro il partner ideale» assicura Roberto Sberna.

Niente algoritmi dunque perché per trovare l’amore vale molto di più l’istinto dell’essere umano e quello dei professionisti funziona davvero: lo dimostra il fatto che le coppie che si formano durante un evento o una vacanza sono tantissime, con un tasso di riuscita che è dell’86%.

La dittatura dei dati – The Dictatorship of Data

di emigrazione e di matrimoni

La dittatura dei dati

Le foto che caricate, i messaggi che inviate e ricevete, cosa comprate, che carta di credito usate, dove, siete o state andando, tutto contiene metadati, tutto traccia un’immagine del vostro io digitale sempre più contigua al vostro io fisico.

Il mondo è in fermento o almeno una parte di esso. La promessa di un internet democratico, di un luogo di convivenza e scambio si è realizzata solo in parte a discapito di etica, e della stessa democrazia che prometteva. Il sistema si alimenta e si mantiene ad un prezzo molto alto, la vostra privacy è alla mercé di tutti, i vostri dati vengono venduti, scambiati, esposti. Qualcuno dice che siamo ancora in tempo per raccogliere i frammenti di queste democrazie e ricomporre un’immagine migliore, altri pensano che non ci sia più possibilità. Il danno portato a segno da Facebook, Cambridge analitica, dal big data, dall’NSA e dalle miriadi di agenzie IT private che lavorano come mercenarie più o meno direttamente per i vari governi e apparati è immenso e ha atomizzato il tessuto sociale e dei governi. Il libro della Kaiser, definita la talpa di Cambridge analitica “La dittatura dei dati” ci dà un’immagine ancora una volta sconcertante dell’influenza che una società privata ha avuto nella geopolitica globale, non solo in UK o USA, ma nelle Americhe e nel continente africano.  Un business da milioni di dollari, che si intreccia con la politica, con le ONG, con le università e associazioni non profit, ma anche con l’imprenditoria e le grandi multinazionali. Facciamo un passo indietro e capiamo come funziona questa potente macchina della sorveglianza.

Da dove arriva tutta questa mole di dati e dove vanno? Provate ad utilizzare il programma Lightbeam per capire in quanti vi stanno tracciando attraverso i cookie, difficilmente saranno meno di una quarantina. Qualunque cosa stiate facendo, viene monitorata, cosa leggete, per quanto tempo, a che ora, con che strumento. Le foto che caricate, i messaggi che inviate e ricevete, cosa comprate, che carta di credito usate, dove, siete o state andando, tutto contiene metadati, tutto traccia un’immagine del vostro io digitale sempre più contigua al vostro io fisico. Tutto questo costante flusso di dati viene archiviato, estrapolato, venduto. Non esiste più nulla di voi che non sia possibile predire, o almeno così dicono. Migliaia di server sparsi nel mondo trasportano e duplicano il vostro io digitale, server che costituiscono il big data. Li attingono e si nutrono di algoritmi predittivi, che hanno il compito di consigliarvi e “guidarvi” con l’uso dell’intelligenza artificiale e incrociando tutti questi dati si può dire cosa comprerete e chi voterete e perché. Non preoccupatevi troppo delle vostre scelte, c’è già chi lo fa per voi.

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The Dictatorship of Data

The photos you upload, the messages you send and receive, what you buy, what credit card you use, where you are or are going, everything contains metadata, everything traces an image of your digital self, more and more contiguous to your physical self.

The world is in turmoil or at least a part of it. The promise of a democratic internet, of a place of coexistence and exchange has only partly come true at the expense of ethics, and of the very democracy that it promised. The system is fed and maintained at a very high price, your privacy is at the mercy of all, your data is sold, exchanged, displayed. Some say that there is still time to collect the fragments of these democracies and reassemble a better image, others think that there is no longer any possibility. The damage done by Facebook, Cambridge Analytica, big data, NSA and the myriad of private IT agencies working as mercenaries for various governments and apparatuses is immense and has atomized the social fabric and the institutions. Kaiser’s book, called Cambridge’s analytical mole “The Dictatorship of Data” gives us a once more a disconcerting picture of the influence that a private company has had in global geopolitics, not only in the UK or USA, but in the Americas and the African continent.  A million-dollar business, which is intertwined with politics, NGOs, universities and non-profit associations, but also with business and large multinationals. Let’s take a step back and understand how this powerful surveillance machine works. Where does all this data come from and where does it go? Try to use the Lightbeam program to understand how many people are tracking you through cookies, they are unlikely to be less than forty.

Whatever you are doing, it is monitored, what you read, for how long, at what time, with what tool. The photos you upload, the messages you send and receive, what you buy, what credit card you use, where you are or are going, everything contains metadata, everything traces an image of your digital self, more and more contiguous to your physical self. All this constant flow of data is stored, extrapolated and sold. There is nothing more of you that cannot be predicted, or so they say. Thousands of servers around the world carry and duplicate your digital self, servers that make up the big data. In this immense warehouse of data draw and feed predictive algorithms, which have the task of advising and “guiding” you. Through the use of artificial intelligence and crossing all these data they can tell what you will buy and who you will vote and why. Don’t worry too much about your choices, there are already those who do it for you.

Una battaglia globale – Global war

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Una battaglia globale

Internet etico? Una irrealizzabile utopia

di Gabriele Andreoli

Volevo scrivere un editoriale sull’internet etico, su nuovi modelli di business, ma è come tentare di progettare campi di pomodori tra le trincee martoriate di un conflitto. Non faccio a tempo a fermarmi, le notizie si moltiplicano. LycaMobile (operatore telefonico) è l’ultima vittima, rubate 2.2 Giga di informazioni riguardanti l’azienda e i clienti: documenti, passaporti, indirizzi, numeri di telefono ecc. ecc. e messi in rete a disposizione di tutti. In queste condizioni è futile parlare di privacy o di sicurezza privata o nazionale. Folle pensare all’utilizzo della rete 5G, io credo invece che dovremo cominciare con il gestire quello che abbiamo. Arrivano nuove informazioni su come hakerare i terminali “smart Speakers” di Alexia, Siri, Google Smart attraverso segnali laser, tutto questo da remoto senza nessun intervento fisico sui dispositivi.

 Così i “nostri” assistenti già colpevoli di strane connessioni, di back door e di una condotta non proprio etica adesso aprono al mondo intero lasciandosi docilmente manipolare. Dal 2014 la banca Unicredit ha subito diversi attacchi che hanno esposto i dati sensibili di migliaia di clienti, con oltre 2 Bilioni spesi nel 2016 e nel 2017 qualcuno è tornato a “bucare il sistema”. Il problema si spande a macchia d’olio, e con la capacità di immagazzinare mole sempre maggiori di dati e di metterli in relazione, le organizzazioni più potenti tengono sotto scacco non solo i singoli ma le democrazie, le istituzioni, i governi. Non smetterò mai di ripetere che in questi termini non può esserci nessun sistema democratico ma solo tecnocrazie. Tutti gli stati spendono bilioni di soldi pubblici per gestire una situazione ingestibile, che continua a concentrare ricchezza nelle mani di pochi e lascia i singoli sfruttati e senza difese.

Questo è il vostro modello di democrazia globale? In cui gli Stati Uniti d’America sono i proprietari di oltre il 95% dei software, delle strutture fisiche, degli hardware utilizzati nel mondo per far funzionare internet, uno stato dominante. Con un Budget che supera gli 80 bilioni di dollari l’anno per mantenere una rete di mercenari tecnologici piazzati ovunque, molte testimonianze e documenti parlano della creazione da parte della CIA e dell’NSA del più grande database (illegale) di sorveglianza mondiale. Qualcuno vorrebbe farci credere che in questi termini si possano difendere i diritti umani, difendere le sovranità nazionali dei singoli stati, difendere l’innovazione, che si possa ancora parlare di segreti industriali? Di Brevetti? Di Copyright?

Credo che sia arrivato il momento di ritrovare un equilibrio, di chiedere il rispetto delle sovranità nazionali, di promuovere lo sviluppo di tecnologie condivise ed etiche e smettere di accettare passivamente modelli di business come quelli di GOOGLE e Facebook. I soldi si guadagnavano anche prima di questo orrendo banchetto che sta devastando e inaridendo il globo. I costi per mantenere queste micidiali architetture diventano sempre più salati e ricadono sempre sull’anello più debole, sui contribuenti. Coloro che vogliono lavorare non possono rifiutare di farsi usare e abusare dal sistema, sempre più elettronico, virtuale, invasivo pericoloso. Credo fermamente ci siano alternative e che vadano attuate, ritrovare il coraggio di agire, di riconquistare il futuro.

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Global War

Internet ethics? Unachievable utopia

By Gabriele Andreoli

I wanted to write an editorial on the ethical internet, on new business models, but it’s like trying to design tomato fields in the tortured trenches of a conflict. I do not have time to stop the news multiply. LycaMobile (telephone operator) is the latest victim, stolen 2.2 Giga of information regarding the company and customers, documents, passports, addresses, telephone numbers etc. etc. In these conditions it is futile to talk about privacy or national security. In these conditions some speak of the 5G network, I believe instead that we will have to start by managing what we have. New information arrives on how to hack Alexia’s “Smart Speakers” terminals, Siri, Google Smart through laser signals, all this remotely without any physical intervention on the devices. Thus “our” assistants already guilty of strange connections, back doors and conduct that is not exactly ethical now open up to the whole world, allowing themselves to be meekly manipulated. Since 2014, the Unicredit bank has suffered several attacks that have exposed the sensitive data of thousands of customers, with over 2 Billion spent in 2016 and in 2017 someone has returned to “pierce the system”.

The problem spreads like wildfire, and with the ability to store ever greater amounts of data and to relate them, the most powerful organizations keep under control not only individuals but democracies, institutions, governments. I will never stop repeating that in these terms there can be no democratic system but only technocracies. All states spend billions of public money to manage an unmanageable situation, which continues to concentrate wealth in the hands of a few and leaves individuals exploited and defenseless. Is this your model of global democracy? In which the United States of America are the owners of over 95% of software, of physical structures, of the hardware used in the world to make the internet work, a dominant state. With a budget that exceeds 80 billion dollars a year to maintain a network of technological mercenaries placed everywhere, many testimonies and documents speak of the creation by the CIA and the NSA of the largest (illegal) worldwide surveillance database.

Would anyone want us to believe that in these terms we can defend the human rights of individuals, defend the national sovereignty of individual states, defend innovation, that we can still talk about industrial secrets? Patents? Copyright? I believe that the time has come to find a balance, to demand respect for national sovereignties, to promote the development of shared and ethical technologies and stop passively accepting business models like those of GOOGLE and Face book. The money was earned even before this horrendous banquet that is devastating and drying up the globe. The costs to maintain these deadly architectures become increasingly salty and always fall on the weakest link on taxpayers. Those who want to work cannot refuse to be used and abused by the system, increasingly electronic, virtual, invasive dangerous. I firmly believe there are alternatives and that we should peruse them, rediscover the courage to act to regain our future.

Palermo, il progetto “Test your breast” per la prevenzione del tumore al seno compete a Parigi.

All’Innovation day di Palermo, vince un gruppo di studenti universitari con il progetto: “Test your breast”, basato su un piccolo dispositivo collegato ad una app in grado di effettuare la diagnosi precoce e facilitare la prevenzione del tumore al seno. Il primo dicembre la sua presentazione alla gara di Parigi per eleggere il progetto vincente.

Un’applicazione mobile dedicata a smartphone e tablet come valido aiuto insieme ad un piccolo dispositivo, non per monitorare le abitudini alimentari ed i parametri vitali cui, gli utenti da anni sono ormai abituati, ma per la diagnosi precoce e la prevenzione della neoplasia con maggiore incidenza nella popolazione femminile: il tumore al seno. Secondo il rapporto annuale stilato da Aiom-Airtum, in Italia nel 2019 sono ben 52.800 le donne e circa 500 gli uomini colpiti dal tumore alla mammella. Questi dati allarmanti hanno spinto un numero di studenti dell’Università di Palermo ad agire, con la realizzazione del progetto “Test your breast”, vincitore all’Innovation day organizzato il 28 ottobre dal Consorzio Arca (attivo per l’applicazione della ricerca e la creazione di aziende innovative) in partnership con l’Imperial College di Londra e Eit Health (Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia). Un grande traguardo raggiunto dal gruppo di sei studenti palermitani, selezionati tra 47 partecipanti, composto da: Matteo Procopio, del corso di laurea in Ingegneria chimica e biochimica; Enrico Tornatore e Alice Schirru, studenti del corso di laurea in Biotecnologie; Sara Volpes, Lucia Ambra Capici e Federica Ceraulo, studentesse del corso di laurea magistrale in Biologia molecolare e della salute. L’appuntamento, per questi ragazzi, è per il primo dicembre a Parigi dove, sarà scelto il gruppo, meritevole di avviare un percorso di start up per la realizzazione del proprio progetto. Grande, la soddisfazione da parte di Fiammetta Pantò, coordinatrice del Ris Hub Eit Health del Consorzio Arca, nel vedere i ragazzi mettersi alla prova con entusiasmo alle sfide proposte per renderli protagonisti del cambiamento della propria terra.

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