La prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale al centro di Informiamici. Gli studenti vincitori

Vincitori assoluti dell’iniziativa Informiamici anche quest’anno sono la pillola del giorno dopo e il preservativo!

Si è svolta a Roma, presso lo Spazio Eventi di piazzale Guglielmo Marconi 15, la premiazione della terza edizione del progetto di comunicazione originale proposti dal format INFORMIAMICI Master ADV e dagli studenti dei licei artistici di tutta Italia. Temi della campagna sono stati come sempre le   infezioni a trasmissione sessuale, la contraccezione e la contraccezione d’emergenza. L’attenzione dei ragazzi si è concentrata sul preservativo, che diventa persino super eroe o meglio “supercondom” e la pillola del giorno dopo che “fa miracoli” o è “l’uscita di emergenza” o diventa “la luce divina che accompagna il preservativo”. 

In linea con l’esigenza dei ragazzi di ricevere un’informazione sicura e affidabile, la società medica SMIC e l’Associazione Culturale LaScelta hanno pensato di informare direttamente i ragazzi che divengono promotori della corretta informazione rivolta ai proprio coetanei. “Prevenire è meglio che cullare” ci dicono i ragazzi, non è un caso quindi che il preservativo sia il soggetto ricorrente di tutti i progetti finalisti. E accanto al preservativo c’è sempre la nuova pillola del giorno dopo, quella a base di ulipristal acetato (nome commerciale ellaOne) che se usata “fa miracoli” e ci “salva” dalle gravidanze indesiderate.

Da ben 4 anni, è sempre opportuno ricordarlo, per facilitare l’assunzione più rapida possibile del contraccettivo d’emergenza, in caso di necessità, la legge consente alle donne maggiorenni di acquistare sia la nuova pillola del giorno dopo che la vecchia direttamente in farmacia e parafarmacia senza ricetta medica (l’obbligo di ricetta è invece rimasto solo per le ragazze minorenni).

Il progetto vincitore dell’iniziativa Informiamici – ovvero il progetto che, oltre ad aver avuto più di 12000 like sui social network, è stato il più votato dalla giuria dei pari -, è il progetto #Usalafamiracoli dell’Istituto Giorgi-Woolf di Roma, realizzato da uno dei gruppi coordinati per quest’attività dalla prof.ssa Alessandra Pedonesi
Questo progetto affronta il tema della contraccezione d’emergenza con molto humor immaginando l’arcangelo Gabriele, dipinto dal Botticelli davanti a Maria, ma invece dell’Annunciazione, le porge ellaOne accompagnandola con la frase “Usala, fa miracoli” . Molto originale anche il secondo progetto del gruppo che inserisce nell’opera di Tiziano Vecellio ‘’Adamo ed Eva’’ il preservativo – al posto della mela – e il serpente, nel porgerlo dice a Eva “prendilo non è peccato”. 

Il progetto #justuseit del Liceo Caravaggio di Roma ha ricevuto, all’unanimità dalla giuria tecnica, il premio alla creatività, mentre il progetto #pefallodadio anch’esso del Liceo Caravaggio di Roma ha ricevuto, il premio speciale della giuria.

Al gruppo vincitore assoluto, alla presenza del Prof. Emilio Arisi presidente SMIC (Società Medica Italiana per la Contraccezione) e della curatrice dell’iniziativa dott.ssa Maria Luisa Barbarulo, è stata conferita una borsa di studio del valore di €1.000 per ogni partecipante, cifra da spendere almeno per il 50% in formazione. Il gruppo premiato per la creatività ha vinto un premio complessivo di €500, così come il gruppo premiato con il premio speciale della giuria.

Visto il successo dell’iniziativa, si sta valutando se ripartire a settembre con la IV edizione, sempre in collaborazione con i licei che hanno già partecipato negli anni precedenti e rivolta ugualmente a tutti gli altri licei artistici presenti sul territorio nazionale.

10 semplici step per fare apparire i vostri occhi più grandi!

10 semplici step per fare apparire i vostri occhi più grandi!

di Federica Valtolina

Ciao ragazze oggi volevo svelarvi alcuni dei miei segreti per far apparire i miei occhi più grandi, un make che richiede pochi prodotti molto facile che stà tutto nel perfetto posizionamento degli ombretti.

Ecco i miei 10 semplici steps:

1) applicate un correttore sulla vostra palpebra, dall’angolo interno fino all’ arcata sopracciliare, preferibilmente un mezzo tono più chiaro della vostra pelle cosi da creare un colore uniforme.

2) Per fissare il vostro correttore usate un ombretto bianco opaco o di un colore molto simile alla vostra pelle soprattuto se avete una carnagione più scura o olivastra.

3) Per dare profondità al vostro occhio usate un ombretto marrone neutro opaco ed applicatelo leggermente sopra la vostra piega palpebrale se avete bisogno di più precisione applicate l’ombretto con un pennello a penna e poi prendete un pennello piccolo da sfumatura e sfumate cosi da intensificare la vostra naturale ombra dell’occhio

4) Nella rima inferiore del vostro occhio applicate lo stesso ombretto nella palpebra superiore o un colore leggermente più scuro della vostra pelle, dovete applicarlo esattamente dove vedete la piega del vostro occhio, così da Dare immediatamente l’illusione di un occhio molto più grande

5) Intensificate la rima cigliare superiore con un ombretto nero o marrone scuro con un pennello da eyeliner e sfumate delicatamente rimanendo il più possibile attaccate alla linea delle vostre ciglia, portate leggermente questo ombretto anche sotto solo all’esterno sulla nuova linea che avete creato precedentemente con l’altro ombretto

6) Applicate una matita bianca o color burro nella rima cigliare inferiore cosi da dare un effetto immediato di occhio più sveglio

7) Se I vostri occhi sono molto vicini o ad una distanza normale applicate un po’ di illuminante all’interno dell occhio e se avete una palpebra visibile applicatelo anche al centro della vostra palpebra mobile. Se i vostri occhi sono distanti utilizzate una matita nera o marrone scuro all’interno dell’occhio nella parte superiore fino all’angolo interno così da dare l’illusione di avere gli occhi più vicini.

8) Utilizzate un primer per le ciglia o delle fibre per dare più corpo e volume alle vostre ciglia

9) Lavorate bene il mascara nelle vostre ciglia, per avere l’effetto di ingrandimento dell’occhio un mascara volumizzante è preferibile ma ovviamente potete usare ciò che più preferite. Applicate il mascara anche sotto ma soltanto sulle punte mi raccomando non applicatelo sulle radici

10) Ultimo step facoltativo è di aggiungere, con il nero o il marrone scuro una codina all’insù per fare un po’ effetto lifting.

Per questo look è tutto e spero vi sia piaciuto! Un
bacio grande!
Federica

A Varese la Convention AGUAV 2019 “Sentire la Vita”

Domenica 9 giugno 2019 – ore 9:00 presso Villa Cagnola – Gazzada Schianno (Varese) sarà presentato il Rapporto annuale e divulgazione delle informazioni scientifiche tese a far conoscere le possibilità per ripristinare la funzionalità uditiva, utile ad una serena e sicura “normovivibilità” sia dei bambini che degli adulti.

Il 9 giugno 2019, a partire dalle ore 9:00, AGUAV (Associazione Genitori e Utenti Audiovestibologia di Varese), impegnata da anni a sostenere il Dipartimento di Audiovestibologia di Varese che permette a bambini e adulti di far riacquisire loro l’udito grazie a protesi acustiche e impianti cocleari, si riunisce con i membri di altre associazioni di utenti e con medici, logopedisti e audioprotesisti, per presentare i rapporti annuali di questo mondo poco conosciuto e per prospettare alla collettività le numerose possibilità di cura e assistenza. 

Sfatando i troppi luoghi comuni sulla sordità, è ora possibile dimostrare  che le protesi acustiche e gli impianti cocleari consentono di riabilitare il cervello alle capacità uditive, permettendo così agli utenti di trascorrere una vita al pari degli altri. In particolare si sottolinea l’importanza dell’attenzione che deve essere rivolta ai bambini in quanto per loro è fondamentale che possano “sentire” quanto prima possibile e quindi apprendere e sviluppare normalmente tutte le funzioni vitali nei primissimi anni di esistenza. Fortunatamente, al giorno d’oggi, grazie agli oltre 220.000 impianti cocleari installati in Europa, è possibile vedere bambini a scuola al fianco di loro compagni normo-udenti, o adulti in contesti lavorativi al fianco di loro colleghi. 

Per queste ragioni AGUAV è in prima linea in Italia a sostenere e a promuovere le attività mediche del Centro di Audiovestibologia di Varese, ritenuto un’eccellenza italiana ed europea, all’interno del quale opera un’equipe medica di grande esperienza diretta dalla Dott.ssa Cristofari.

Il programma di domenica 9 giugno, nella parte della conferenza, durante la quale verranno forniti i dati raccolti e prospettati i programmi del Centro di Audiovestibologia, coinvolgerà i membri del Direttivo AGUAV, Beatrice Cusmai responsabile delle relazioni  con l’associazione europea EURO-CIU, l’intera equipe del Centro Audiovestibologia di Varese ed i rappresentanti di altre associazioni di utenti. Nella parte relativa ai bambini e ai ragazzi, invece, verranno dedicati spazi di intrattenimento educativo e di condivisione giocosa delle esperienze comuni, facendoli divertire grazie ad uno staff di animazione che sarà presente fino al pomeriggio. 

Inoltre, grazie all’interessamento di alcuni genitori, questo anno avremo come ospiti il disegnatore-fumettista Fabio Piacentini (Martin Mystère, Winx, Star Wars e, oltre a tanti altri fumetti, la collana della Newton Compton sulla storia a fumetti delle squadre di calcio) che farà giocare i bambini con le sue matite ed il portavoce ufficiale della famiglia di Luigi Tenco l’editore Michele Piacentini che testimonierà le doti del “sentire le melodie” che ognuno di noi può avere innate e quindi del “Sentire la vita” da cui prende spunto il titolo della Convention del 9 giugno prossimo.

A loro si aggiungeranno personaggi del mondo dello spettacolo, dei quali verrà data notizia durante i prossimi giorni, che compatibilmente ai loro impegni e a titolo gratuito hanno accettato di testimoniare le esperienze e le speranze di tutti questi ragazzi.

PANORAMICA DATI:

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in allerta l’intera popolazione mondiale fornendo dati piuttosto preoccupanti: nel 2018 i sordi risultano essere circa 466 milioni, nel 2030 prevede che saranno circa 630 milioni e nel 2050 stima un’escalation fino a circa 900 milioni.

Considerato lo stato di salute delle strutture ospedaliere classiche ed in virtù dei dati diffusi dall’O.M.S., quasi tutte le associazioni italiane di questo ambito si stanno unendo e smobilitando per proteggere i centri ospedalieri cosiddetti di terzo livello che, al momento, risultano essere gli unici in grado di garantire risultati d’eccellenza.

Promuovere questi centri d’eccellenza di terzo livello significa anche consentire che si possano adeguatamente formare gli operatori sanitari che si occupano della tecnologia e della riabilitazione dei pazienti, oltre che tutelare nel migliore dei modi coloro che hanno bisogno di assistenza per la riacquisizione dell’udito.

Sostenere la riabilitazione uditiva anziché l’uso della lingua dei segni, laddove è possibile (i casi non curabili sono meno dell’ 1% della popolazione sorda), è prioritario affinché non avvenga la “riorganizzazione crossmodale” (quando la parte del cervello deputata a sentire viene occupata a guardare). Per questo motivo si sottolinea che il miglior risultato nella cura della sordità giunge quando si interviene tempestivamente.

Italia in sovrappeso, la mappa di UPDA: un italiano su dieci è obeso

Secondo i dati eleborati dall’Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche (UPDA) basandosi su fonti ISS ed ISTAT, in Italia una persona su 10 è obesa e quasi la metà della popolazione adulta è in sovrappeso, con un gap tra Nord e Sud: dal 26% del Trentino-Alto Adige si arriva al 53% della Basilicata.

Sono 24 milioni gli italiani in sovrappeso. Praticamente ha la pancetta quasi un cittadino su 2 del Belpaese. Addirittura 6 milioni di persone sono affette da obesità (un italiano su 10) e più di un connazionale su 20 è diabetico (5,4%). A snocciolare i dati, basandosi su dati dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Istat, è l’Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche (www.upda.it), unica istituzione professionalizzante che oggi forma gli «analogisti» in Italia.

Complessivamente, il 40% dei maggiorenni è in sovrappeso, soprattutto gli uomini (44%) ma anche le donne (36%), con differenze sul territorio che confermano un gap Nord-Sud, in cui le regioni meridionali presentano la prevalenza più alta di persone in sovrappeso (Basilicata 53%, Campania 48% e Sicilia 47%) oppure obese (Molise 15%, Puglia 14% e Abruzzo 13%).

Nel Nord Italia, invece, la situazione è diversa, soprattutto in Trentino-Alto Adige, dove ad essere in sovrappeso è solo il 26% della popolazione e gli obesi sono appena il 7%. Ed è ottima la situazione anche in Valle d’Aosta dove il sovrappeso riguarda solo il 29% dei cittadini e in Lombardia dove gli obesi sono fermi all’8%.

Ma i dati sono comunque allarmanti. «E, per di più, le diete dimagranti senza la necessaria forza di volontà sono risultate essere fallimentari nel contrastare il problema» puntualizza Samuela Stano, presidente dell’Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche.

Nel 90% dei casi, infatti, i soggetti che si sottopongono ad una dieta riprendono nell’arco di appena 6 mesi il peso che avevano precedentemente perso. Per questo si spiega ora il boom che, con l’avvicinarsi dell’estate e della «prova costume», stanno riscontrando le Discipline Analogiche. «Attraverso di esse si può imparare a pensare diversamente su come e cosa si mangia e riuscire a separare il cibo dalle emozioni» spiega Samuela Stano.

Le Discipline Analogiche aiutano a ripristinare il benessere psicofisico, consolidano la forza di volontà e consentono di scegliere alimenti più sani senza rinunciare al buon cibo. Questi i motivi principali per cui sempre più italiani per dimagrire si affidano agli «analogisti», i nuovi operatori del benessere, formati nelle Discipline Analogiche, il cui obiettivo primario è quello di migliorare la qualità della vita delle persone, lavorando sui meccanismi che regolano l’inconscio e l’emotività dell’individuo.

«Tramite queste tecniche, legate anche all’ipnosi, si può riacquisire una reale possibilità di scelta di ciò che si mangia» puntualizza lo psicologo Stefano Benemeglio (www.stefanobenemeglio.com), padre delle Discipline Analogiche.

Altrimenti le diete non funzionano. E, dopo il boom degli anni passati, fanno flop anche le palestre e i centri estetici. Inutile perfino il «fai da te» con i fanghi e gli altri prodotti dimagranti che erano così in auge nel passato, ma che hanno sempre dimostrato una scarsità di risultati.

Invece, quando si opta per una «dieta ipnotica», come viene definita la dieta basata sulle Discipline Analogiche, non si può fallire: un esperto di ipnosi si siede insieme alla persona per capire le sue abitudini alimentari e gli inneschi mentaliche generano gli impulsi verso il cibo. Il professionista fa quindi uso di tecniche di comunicazione analogica per creare un programma personalizzato attraverso il quale è possibile imparare a guardare al cibo in un modo diverso.

Quindi la miglior dieta dell’estate 2019 è quella ipnotica? «Sarebbe più appropriato chiamarla dieta analogica, perché l’ipnosi è solo uno degli strumenti che abbiamo a disposizione. L’infallibilità del metodo risiede invece proprio nelle discipline analogiche, che abbiamo sviluppato basandoci su 54 anni di studi, ricerche ed esperimenti del fondatore di queste discipline, lo psicologo Stefano Benemeglio» risponde Samuela Stano.

«I nostri analogisti -prosegue la dottoressa Stano- possono aiutare chiunque a riprogrammare le abitudini alimentari al fine di non sentire il bisogno di cibo in determinate circostanze». Attraverso una «consulenza analogica» è infatti possibile imparare a pensare diversamente su come e cosa si mangia, riuscendo così a separare il cibo dalle emozioni.

«E lo stesso si può fare per il fumo, per chi vuole essere aiutato ad uscire dalla schiavitù delle sigarette» conclude il presidente dell’Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche

Caltanissetta, all’ospedale Sant’Elia il farmaco rivoluzionario contro la Sclerosi Multipla

Ottima qualità della vita da garantire ai pazienti affetti da Sclerosi Multipla con la somministrazione del farmaco Ocrelizumab, avvenuta a Caltanissetta all’ospedale Sant’Elia, tra i primi in Sicilia ad utilizzare la molecola su tre persone affette dalla malattia neurodegenerativa e che ne interesserà altri affetti dalle forme primariamente e secondariamente progressiva, non trattabili con farmaci specifici fino a poco tempo fa.

Una patologia complessa, le cui cause sono ancora non del tutto conosciute e che, secondo quanto riportato da studi scientifici potrebbe essere in parte determinata da fattori ambientali e genetici, classificanta nel gruppo delle malattie multifattoriali é la Sclerosi Multipla. Nel mondo sono circa 2,3 milioni le persone che soffrono di questa malattia neurodegenerativa che può esordire a ogni età con una perdita o danno di mielina (materia bianca del cervello, cervelletto e midollo spinale), di cui 600.000 in Europa e oltre 122.000 in Italia. Come combattere contro le lesioni a carico del sistema nervoso centrale? A Caltanissetta, nella Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla dal 25 maggio al 2 giugno, arriva una buona notizia: già da due settimane viene somministrato al reparto di Neurologia dell’ospedale di Sant’Elia, centro Hub di riferimento della patologia, un nuovo farmaco di ultima generazione, l’Ocrelizumab. Tre i pazienti sottoposti al trattamento e ne interesserà altri con due diversi tipi di Sclerosi Multipla fino a poco tempo fa non trattabile con farmaci specifici: la forma primariamente progressiva e quella secondariamente progressiva. Ad annunciare l’avvio del trattamento Michele Vecchio, presidente regionale della Società italiana di neurologia, al congresso «Highlights in Neurology» tenutosi a Pantelleria il 20 maggio: «É un farmaco che garantisce efficacia, sicurezza – spiega Vecchio – e consente anche un’ottima qualità della vita dei pazienti. Passiamo infatti dalle terapie iniettive che si facevano ogni giorno, o tre volte alla settimana, a questo farmaco che viene somministrato una volta ogni sei mesi. Siamo stati tra i primi in Sicilia, questo grazie anche alla sensibilità del direttore generale dell’Asp di Caltanissetta Alessandro Caltagirone, visto che è un farmaco molto costoso che incide parecchio sul bilancio. Questo trattamento investe due categorie di pazienti per le quali fino ad oggi non vi era alcun tipo di trattamento».

Oggi, di questa malattia non si muore, l’obiettivo è di evitare che essa progredisca, che non si arrivi alla disabilità e l’Ocrelizumab è in grado di fornire un prezioso aiuto. Si tratta di una molecola approvata dall’ AIFA(Agenzia italiana del Farmaco) il cui utilizzo in Italia è stato possibile grazie al percorso di studi e di sperimentazioni che ne hanno dimostrato il potenziale terapeutico ed in seguito all’approvazione da parte dell’EMA(Agenzia Europea per i Medicinali) nel gennaio 2018, ne hanno riconosciuto i benefici . Sulla base di studi clinici è stato osservato che il farmaco progettato per agire in maniera selettiva nei confronti delle cellule B CD20+, un tipo specifico di cellule immunitarie considerate tra le principali responsabili del danno alla mielina, si lega alle proteine della superficie cellulare CD20, espresse su alcune cellule B, ma non sulle cellule staminali o sulle plasmacellule, consentendo così di preservare importanti funzioni del sistema immunitario.

Il tatuaggio con finalità mediche lo può eseguire solo chi esercita una professione sanitaria. Un dramma nel dramma

Al bando gli esperti di dermopigmentazione,  anche se con alta qualifica e formatori di personale medico. Il Ministero della Salute ha emesso un provvedimento che vieta a questi ‘professionisti della bellezza’, dopo trattamenti oncologici, la possibilità di intervenire. Non potranno più disegnare con maestria quello che viene amputato per malattia grave

Desta scalpore e pone mille quesiti la decisione presa con provvedimento del 15 maggio scorso da parte del Ministero della Salute, riguardo l’attività degli esperi di dermopigmentazione svolta a favore del post oncologico, soprattutto a favore di donne mastectomizzate a seguito di cancro alla mammella. Questo il provvedimento che reca la firma del Direttore generale  Dott. Claudio D’AMARIO( http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2019&codLeg=69248&parte=1%20&serie=null)

‘Oggetto: Nota circolare sui tatuaggi con finalità medica; chiarimenti in merito alla pigmentazione dell’areola-capezzolo.

 Il tatuaggio con finalità medica è eseguito su persone che hanno subito modifiche nell’aspetto cutaneo quali esito di traumi, interventi chirurgici o patologie; consiste nell’introduzione di inchiostro nel derma al fine di coprire alterazioni della pigmentazione cutanea e di ripristinare l’aspetto di una cute sana, anche come complemento agli interventi di chirurgia ricostruttiva. Tra i tatuaggi con finalità medica rientra il tatuaggio del complesso areola-capezzolo, che è inserito nei Livelli essenziali di assistenza (LEA allegato 4, codice 86.02.3 “tatuaggio per pigmentazione del complesso areola –capezzolo”) La scrivente Direzione Generale, a seguito di specifiche richieste formulate da alcune regioni, previo parere dell’Ufficio Legislativo sentita altresì la Direzione Generale delle Professioni Sanitarie e delle Risorse Umane del Servizio Sanitario Nazionale, comunica quanto segue. La prestazione “pigmentazione dell’areola – capezzolo” deve essere eseguita esclusivamente da chi eserciti una professione sanitaria, in ambulatorio accreditato o autorizzato a seconda che venga o non venga eseguita a carico del Servizio Sanitario Nazionale: non può essere eseguita in strutture non sanitarie e da personale non sanitario. Da ciò consegue che attività formative, in tali ambiti, non possono essere rivolte agli operatori che svolgono le attività previste dalla legge 1/1990 per la figura artigianale dell’estetista, bensì 0014138-15/05/2019-DGPRE-MDS-P Assessorati alla Sanità Regioni Statuto Ordinario e Speciale posta PEC Assessorati alla Sanità Provincie Autonome Trento e Bolzano posta PEC Per il successivo inoltro alle Aziende Sanitarie e ai Direttori dei Dipartimenti di Prevenzione Sanitaria per conoscenza Comando Carabinieri Per la Tutela della Salute [email protected] esclusivamente ai professionisti sanitari, tramite specifici corsi di formazione da istituire presso i Dipartimenti e le Facoltà di Medicina e Chirurgia degli Atenei. Si evidenzia infatti che corsi concernenti tale pratica rivolti ad estetisti sarebbero in contrasto con le vigenti norme che regolamentano l’esercizio delle professioni sanitarie, sanzionabili ai sensi dell’art 12 della legge n 3/2018 che prevede e punisce l’esercizio abusivo di professione sanitaria’.

Una lunga battaglia, a quanto riferisce Angela Terlizzi dermopigmentatrice tanto esperta da essere docente di medici all’Università di Roma- Tor Vergata, sfociata in una sconfitta delle pazienti. “ Il Ministero della salute ha deciso che il tatuaggio dell’areola debba essere eseguito solo da personale medico. – denuncia dal suo profilo Fb la Terlizzi –  Per carità ….non mi toglie lavoro perché le areole le eseguo in regime di volontariato per cui mi riposero’ un po di più ma è vergognoso. Una nota fatta con i piedi: non è stato fatto divieto di trattare un seno ricostruito a seguito di mastectomia (sarebbe stato più coerente), in qualità di tatuatore posso tatuare un fiorellino, un cuore e persino un teschio sul seno ricostruito ma ahimè non posso tatuare un’areola”.

E qui sta il paradosso di questo provvedimento che vieta ai dermopigmentatori solo di tatuare l’areola e non altro. A questo bisogna aggiungere che tra le professioni sanitarie in elenco al ministero figurano anche podologi, fisioterapisti, infermieri come anche farmacisti o veterinari. Insomma, chiunque di loro con all’attivo un corso di formazione può effettuare questo genere di tatuaggi, utili a restituire dignità fisica e psicologica a donne che hanno subito amputazioni per malattia cancerosa. Il problema è in realtà molto più profondo ed economico come sempre accade. Il motivo del contendere sta nel riconoscimento del  SSN di questi ‘tatuaggi’ all’interno del percorso di ricostruzione della o delle mammelle mastectomizzate, a volte sono entrambe, , al fine di restituire alle donne vittime di malattia oncologica una vita quasi normale. Si tratta dunque di un riconoscimento economico di rimborso per il quale il Ministero della Salute ha deciso di tagliare fuori gli esperti del settore, unici fino ad oggi a prestarsi il più delle volte gratuitamente a questo scopo.

Come Angela Terlizzi che  lavora nel settore della dermopigmentazione da circa dieci anni, che in Usa si specializza nella Micropigmentazione correttiva para medicale e nei quattro anni vissuti negli Stati Uniti si perfeziona, e intraprende anche l’insegnamento, facendo molto volontariato e aiutando le donne sottoposte a chemioterapia a sentirsi più belle con il trucco, e a ritrovare la propria immagine con la ricostruzione dell’areola mammaria qualora sottoposte a mastectomia, o grandi ustionati con la ricostruzione delle sopracciglia, della mucosa labiale e la copertura di cicatrici, per diventare rientrata in Italia docente AIME di dermopigmentazione all’Università di Roma Tor Vergata. Ma quindi il podologo, l’infermiere, il veterinario, che ruolo hanno in un lavoro così delicato? Probabilmente la circolare diramata ha delle carenze espressive, risultando quantomeno poco chiara al di là dei veti imposti. E soprattutto, se la Terlizzi è docente di questa materia all’università di  Tor Vergata, perché lei stessa che insegna tecniche e modus operandi, perché viene privata della possibilità di operare su pazienti nel post oncologico?

Io che scrivo ho conosciuto Angela Terlizzi dopo un cancro al seno, sono stata operata di mastectomia unilaterale al Policlinico Umberto I e successivamente ho avuto l’opportunità, consentita dalla nostra legislazione in materia, di una ricostruzione mammaria effettuata dal prof. Massimo Vergine, lo stesso che mi inviò da Angela Terlizzi per completare il lavoro: il tatuaggio dell’areola. Angela Terlizzi mi accolse con grande solidarietà e non pagai nulla per il suo intervento. Mi spiegò che al di là del suo lavoro giornaliero, questo costituiva una missione per lei. Tutto vanificato da una circolare del Ministero della Salute.  

10 Maggio – GIORNATA MONDIALE del LUPUS

Medici e pazienti uniti per combattere il Les

Il 10 maggio, come da 16 anni a questa parte, ricorre il World Lupus Day. Sull’onda dello slogan internazionale “Let’s join together to fight Lupus – Uniamoci per combattere il Lupus”, si celebrerà la giornata mondiale di sensibilizzazione verso questa malattia cronica e autoimmune che colpisce bambini (5 su 1milione) e adulti di tutto il Pianeta, in prevalenza donne (il rapporto femmine/maschi è di 9 a 1), unendo in questa battaglia medici e pazienti. Anche quest’anno, infatti, il Gruppo LES Italiano è presente all’appuntamento mondiale del 10 maggio con iniziative su tutto il territorio. «L’obiettivo è quello di sensibilizzare tutta la popolazione e le istituzioni verso questa malattia, che interessa 60.000 persone solo in Italia, perché uno dei problemi che maggiormente viene riscontrato è la diagnosi tardiva», sostiene Augusta Canzona, Presidente del Gruppo LES: «Con i momenti di incontri medici-pazienti, i banchetti informativi sulla patologia nelle piazze, nelle farmacie e negli ospedali e anche attraverso i pranzi sociali, le feste, gli spettacoli musicali e teatrali, e gli eventi sportivi vogliamo far conoscere che cos’è il LES, raccogliere fondi per continuare nella ricerca e dire che se la malattia è diagnostica per tempo si può tenere a bada», aggiunge la Presidente del Gruppo LES.

Ma che cos’è il LES? «Si tratta di una malattia cronica autoimmune, sistemica – interessa più organi – che presenta una serie di anomalie immunologiche. Vale a dire che il sistema immunitario produce auto-anticorpi atti ad aggredire e distruggere l’organismo. Questo provoca una serie di infiammazioni generalizzate. Non si conoscono le cause, ma si pensa siano implicati fattori genetici e ambientali», spiega Stefano Stisi, Direttore della Reumatologia dell’AO San Pio, Presidio Gaetano Rummo di Benevento e Past President del Collegio Reumatologi Italiano (CReI). E come si manifesta? «Può presentarsi sia in età pediatrica che adulta. Ma, in genere, interessa le donne perlopiù tra la seconda e la quarta decade, in età fertile. Di solito, il dolore che riferiscono i pazienti, la stanchezza generalizzata, l’inappetenza, la perdita di peso e le febbricole sono sintomi che fanno richiedere approfondimenti allo specialista reumatologo. Altri segni che possono essere presenti si manifestano sulla cute con eritemi a farfalla o chiazze sul corpo, alopecia, o fenomeno di Raynaud. In genere, l’esposizione al sole può causare peggioramenti dei sintomi», continua Stefano Stisi, ricordando che dal 16 al 18 maggio si apriranno le porte del XXII Congresso Nazionale CReI presso l’NH Villa Carpegna di Roma e che il LES sarà uno degli argomenti di una delle tavole rotonde a cui si siederanno gli esperti reumatologi provenienti da tutta Italia.

Come mai molti pazienti riferiscono che servono anni per arrivare a una diagnosi? «Questa è una delle testimonianze che ascoltiamo più di frequente», fa notare Augusta Canzona. «Sappiamo che se non diagnosticato precocemente, il LES può condurre a esiti molto gravi e a volte a un coinvolgimento irreversibile degli organi. A volte, ci sono aggravamenti improvvisi e la necessità di cure più intense, estese e costose sotto diversi profili. La qualità della vita, quindi, può decadere drasticamente», afferma la Presidente del Gruppo LES. Ecco perché è importante parlare ancora di malattie reumatiche, tra cui il Lupus Erimatoso Sistemico, sfatando il mito che interessino solo le persone avanti con gli anni e che la loro comparsa sia “normale”. Non è così. «Spesso, l’esordio caratteristico della malattia non evidenzia moltissimi dei sintomi che fanno immediatamente pensare al LES. Di solito, l’evoluzione della patologia è lenta e graduale e può servire anche diverso tempo prima di arrivare agli esperti reumatologi e/o immunologi clinici che si faranno carico della persona malata. Molte volte, succede che il paziente viene inviato da altri specialisti per fare altri tipi di accertamento. Sulle malattie reumatiche e, dunque, anche sul LES c’è ancora molta strada da fare. Dovremmo lavorare ancora di più con i medici di medicina generale per offrire loro ancora più strumenti per diagnosticarle in modo sempre più tempestivo», sostiene Stefano Stisi.

Quali sono le cure a oggi conosciute per il LES? «Abbiamo diverse terapie mutuate da altre branche della medicina: cortisonici, immunosoppressori che vengono utilizzati anche nelle cure oncologiche, e antimalarici di sintesi. Da pochissimi anni è stato messo in commercio il primo farmaco per il LES, il cui principio attivo è il belimumab, un anticorpo monoclonale», spiega Stefano Stisi. Questi trattamenti farmacologici possono compromettere o impedire una gravidanza, dato che la malattia si manifesta perlopiù nelle donne in età fertile? «Oggi, assolutamente no.Dobbiamo sfatare questo falso mito, e ricordare che è importante non sospendere i farmaci autonomamente e che si comunichi al medico il desiderio di avere un figlio in modo da adeguare le terapie. In alcuni casi, a seconda della situazione individuale, si possono fare anche trattamenti per prevenire alcune complicanze o per gestirle insieme a un’équipe di medici nel caso si dovessero presentare. È bene però dire che i fattori di rischio sono più alti che in una donna che non ha questa patologia e che la possibilità di aborto spontaneo è più frequente», conclude Stefano Stisi.

Roma, al via il progetto Pimos-Federcontribuenti per una medicina ed odontoiatria sociale

Mission del progetto:  coprire quegli spazi vuoti poco rappresentati o mal rappresentati dal SSN  profondendo energie a tutela del cittadino

di Romolo Martelloni

Oggi a Roma  un incontro per il lancio del Progetto Italiano di Medicina ed Odontoiatria Sociale (Pimos) del prof. Filippo Fordellone che e’ anche responsabile ”Sanita’ e Sociale” di Federcontribuenti. Ne da’ notizia un comunicato dell’ associazione dei consumatori e contribuenti italiani. All’ incontro oltre il prof. Fordellone, sara’ presente il Presidente di Federcontribuenti Marco Paccagnella, esponenti del mondo scientifico, sociale, economico e del terzo settore. ”L’incontro – spiega il prof. Fordellone – vuole essere un confronto e mettere  in evidenza le prospettive il lancio e il rafforzamento dell’ attivita’ mutualistica di Pimos in sinergia con Federcontribuenti. L’incontro intende fare il punto delle iniziative da mettere in campo, non solo per gli iscritti Pimos e Federcontribuenti, ma qualcosa di piu’ in quanto e’ una sinergia che ci ha visto e ci vedra’ protagonisti ancora, al fianco della tutela del cittadino tutela che negli ultimi anni e’ stata messa da parte dal servizio sanitario nazionale”. Il nostro intento, fa presente il presidente di Pimos ”e’ quello di sopperire queste carenze, queste mancanze, non con uno strumento antagonista ma con uno strumento sinergico e complementare. Infatti e’ nostra intenzione e missione  coprire quegli spazi vuoti poco rappresentati o mal rappresentati dal SSN  profondendo energie a tutela del cittadino. E’ questo lo spirito dell’incontro con il quale auspico che tutte le energie profuse finora e quelle che dovranno ancora essere messe in campo siano ottimizzate – conclude Fordellone –  con il solo scopo della salvaguardia della salute del cittadino-utente”. 

Il makeup ideale per valorizzare lo sguardo sotto gli occhiali

Il makeup ideale per valorizzare lo sguardo sotto gli occhiali

Ciao ragazze oggi vi propongo un make semplice ed effettivo per mettere in risalto gli occhi sotto gli occhiali!

Gli occhiali per alcune di noi sono necessari ma a volte alcune montature nascondono ciò che si trova la di sotto.
Ci sono due punti chiave da tenere a mente quando ci si trucca e si indossano gli occhiali : luminosità e definizione.

Per un look più semplice il mio suggerimento è:
– usate un ombretto in crema molto luminoso di un colore molto simile al vostro tono di pelle, che potete applicare con un pennello piatto o semplicemente con le dita
– Usate un marrone neutro nella piega del occhio e al disotto per poter dare dimensione alla vostra palpebra applicate e sfumate con un pennello morbido da sfumatura
– Usate un illuminante intenso nell’ angolo interno dell’occhio per dare luce al vostro sguardo con un pennello piccolo per avere più precisione
– Applicate una matita nera nella rima cigliare superiore cosi da creare ciglia più folte
– Applicate il mascara focalizzandovi soprattutto sulla parte esterna delle ciglia

Mi raccomando: se usate fondotinta non usate molto prodotto sul naso poiché portando gli occhiali è il primo punto che svanisce. Il poco che applicate incipriatelo bene con un pennello piccolo da precisione e vi consiglio di portare la cipria con voi cosi da potervi controllare ogni momento!
Per chi si sentisse più a suo agio e fosse più esperta una bella linea di eyeliner anche un po’ spessa è ideale da portare sotto gli occhiali, la forma che più gradite e che si adatta maggiormente alla forma dei vostri occhi.

Per rendere questo look più intenso, magari da utilizzare la sera, se non vi sentite a vostro agio con l’ eyeliner liquido, utilizzate una matita e sfumatela per dare profondità allo sguardo.
Per quanto riguarda le labbra… sbizzarritevi, giocate e osate senza farvi nessun problema!!
Spero vi sia piaciuto e vi mando un bacio grandissimo.

Osservatorio Nazionale Amianto per la Giornata Mondiale delle Vittime

La fibra killer provoca in Italia 6 mila morti all’anno, urge guerra alle lobby per messa a bando globale

Si è svolta due giorni fa ufficialmente la “Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto” che coinvolge, nel nostro Paese, circa 125 milioni i lavoratoriancora oggi esposti alla fibra killerche provoca non meno di 107.000 decessi ogni anno (stime OMS), di cui circa 6.000 solo in Italia.

Ma la guerra al killer silenzioso non può essere vinta senza il coinvolgimento di tutti i Paesi del mondo, come la Cina, in assoluto il paese maggiore consumatore di amianto, seguito da Russia, India, Kazakhstan,Brasile, Indonesia, Tailandia, Vietnam, e Ucraina.

Le lobby sono state così influenti da impedire la messa al bando globale dell’amianto che è rimasta una semplice raccomandazione, un auspicio inascoltato delle Nazioni Unite, pur con l’evidenza di una strage annunciata, silenziosa ed evitabile, che purtroppo proseguirà anche nei prossimi decenni.

Nonostante sia stato messo al bando nel 1992 l’amianto continua ad uccidere, perché si trasforma in fibre invisibili che, inalate ed ingerite, causano con assoluta certezza scientifica mesotelioma, tumore del polmone, tumore della laringe, dello stomaco e del colon. Per non parlare dei danni respiratori che causa, anche quando non insorge il cancro (placche pleuriche, ispessimenti pleurici, asbestosi e complicanze cardiocircolatorie): 1.900 di Mesotelioma; 600 per Asbestosi; 3.600 per Tumori polmonari. L’amianto provoca, inoltre, anche altre patologie neoplastiche (tumore della faringe, della laringe, dello stomaco, delle ovaie e del colon retto).

Spesso possono bastare anche esposizioni non elevate per provocare l’insorgenza del mesotelioma e delle altre patologie tumorali asbesto correlate.

Il picco di mesoteliomi e di altre patologie asbesto correlate si verificherà tra il 2025 e il 2030 e poi inizierà una lenta decrescita. In Italia, ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, di cui 33 milionicompatto e 8 milioni friabile. Ci sono un milione di siti contaminati, di cui almeno 50mila industriali, e 40mila siti di interesse nazionale. L’ONA ha segnalato la presenza di amianto in 2.400 scuole (stima 2012 per difetto perché tiene conto solo di quelle censite da ONA in quel contesto – la stima è stata confermata dal CENSIS – 31.05.2014). Esposti più di 352.000 alunni e 50.000 del personale docente e non docente; 1.000 biblioteche ed edifici culturali (stima per difetto perché è ancora in corso di ultimazione da parte di ONA); 250 ospedali (stima per difetto perché la mappatura ONA è ancora in corso). La nostra rete idrica rivela presenza di amianto per ben 300.000 km di tubature (stima ONA), inclusi gli allacciamenti, con presenza di materiale contenenti amianto rispetto ai 500.000 totali (tenendo conto che la maggior parte sono stati realizzati prima del 1992, quando l’amianto veniva utilizzato in tutte le attività edili e costruttive).

Per evitare nuove esposizioni alla fibra killer e quindi il rischio di incidenza per nuovi cittadini vittime potenziali urgeavviare una bonifica globalecon la messa in sicurezza di tutti i siti contaminati, un piano di prevenzione primaria, la sorveglianza sanitaria con dei controlli periodici, e la ricerca scientifica, per una maggiore efficacia delle terapie e cure (prevenzione secondaria). Devono essere intensificate anche le tutele previdenziali e risarcitorie (prevenzione terziaria), per permettere, oltre al ristoro dei danni, anche di valutare l’esatta portata di questa strage. L’Osservatorio Nazionale Amianto, presente in tutte le regioni di Italia con sedi territoriali, ha costituito uno sportello amianto online cui si può accedere dal sito www.osservatorioamianto.comattraverso il quale chiedere l’assistenza tecnica (per le bonifiche), medica (per la diagnosi, prevenzione e cura delle patologie asbesto correlate) e legale, per ottenere il riconoscimento delle prestazioni previdenziali INPS (prepensionamento), INAIL (rendita diretta e di reversibilità) e per i militari e i dipendenti del comparto sicurezza il riconoscimento di causa di servizio e vittima del dovere, e il risarcimento dei danni.

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