Lazio. “MEDICINA A KM 0” da domani sera…

Tutto ciò che vogliamo sapere sulla Sanità italiana in 20 puntate su Lazio TV. Un programma condotto da Vanessa Seffer e prodotto dalla Cisl Medici Lazio

Parte domani sera domenica 26 gennaio la trasmissione televisiva “Medicina a Km 0 ” su Lazio TV, dalle ore 20.30 circa, sul canale 12 del digitale terrestre. Prodotta dalla Cisl Medici Lazio, le 20 puntate previste puntano a rispondere a tutto ciò che vorremmo sapere sulla Sanità italiana e soprattutto del Lazio, per approfondire alcuni temi scottanti quali la sicurezza negli ospedali, la carenza numerica dei medici, le aggressioni ai medici e al personale sanitario, le liste d’attesa, il welfare, le problematiche legate al SSN, gli errori giudiziari, le fake news, i problemi legati alla disabilità, alla depressione e al suicidio, allo sport-salute, all’emergenza in Pronto Soccorso e molto altro ancora.

Risponderanno ospiti illustri del sindacato della Cisl Medici Lazio, del mondo medico, politico e giornalistico ed interverranno personalità del mondo dello sport e dello spettacolo.

Il programma, condotto da Vanessa Seffer, viene trasmesso dagli Studi di Gold TV presso il Tecnopolo Tiburtino di Roma. La regia è di Giuseppe Morelli.

@vanessaseffer

Spirulina: come e dove viene prodotto il superfood ”Made in Italy”

Tutto sulla spirulina, il superfood Made in Italy

In questi ultimi anni in Italia si sente molto parlare della spirulina, una piccola microalga d’acqua dolce che può essere assunta come integratore alimentare naturale. La spirulina viene etichettata come superfood grazie al suo eccellente contenuto nutrizionale e ai numerosi benefici per la salute.

Questa preziosa micro alga è conosciuta fin dall’antichità. I primi utilizzatori sono stati gli Aztechi che la chiamarono “il cibo degli dei”. Negli anni 70 è stata riscoperta attirando l’attenzione non solo della comunità scientifica ma anche da vari enti internazionali come OMS, ONU, NASA ed UNESCO, per il suo un elevato contenuto proteico e vitaminico unico nel suo genere.

I benefici della spirulina

Le ricerche hanno dimostrato che la spirulina ha proprietà antiossidanti e antinfiammatorie oltre la capacità di regolare il sistema immunitario, e un profilo nutrizionale eccellente ed unico. Infatti può essere assunta per integrare proteine e vitamine nella dieta senza effetti collaterali. Un cucchiaino che corrisponde a circa 4 grammi corrispondono a 20 calorie, 4,02 grammi di proteine, 1,60 grammi di carboidrati, 0,54 g di grassi, 2 mg di ferro, 8 mg di calcio, 14mg di magnesio, 8mg di fosforo, 95mg di potassio, 0,7 mg di vitamina C. Inoltre contiene, tiamina, riboflavina, niacina, acido folico e vitamine B-6, A e K. Assumere spirulina nell’ambito di una dieta equilibrata può aiutare quindi una persona a rimanere ben nutrita.

In studi recenti (2016 – Effects of spirulina consumption on body weight, blood pressure, and endothelial function in overweight hypertensive Caucasians: a double-blind, placebo-controlled, randomized trial.) è stato dimostrato inoltre che la spirulina può aiutare a perdere peso aiutando a migliorare l’indice di massa corporea.

Grazie a queste sue proprietà la spirulina migliora la salute intestinale, preservando la flora batterica, ha effetti positivi sulla glicemia, aiuta a ridurre il colesterolo (LDL), riduce la pressione sanguigna, ha effetti anti infiammatori e antiossidanti, aumenta il metabolismo e riduce gli effetti delle allergie.

Come può essere introdotta nella dieta la spirulina

La spirulina è disponibile in diverse forme, a spaghettini frantumati, a  scaglie, in polvere, in compresse, in pastiglie e può arricchire vari alimenti come pasta, biscotti, dolci, ecc. Il modo ottimale per assumerla è attraverso la forma pura e può essere aggiunto a un frullato, a una bevanda calda, sulle insalate, nello yogurt oppure nelle zuppe,

Da dove proviene e come viene coltivata la spirulina

Fino a qualche anno fa la spirulina era un prodotto unicamente importato dall’estero (extra-EU) ma sono diversi anni che in Italia è iniziata la produzione diretta. Tra prime aziende italiane a coltivare e produrre la spirulina nel sud Italia, in provincia di Salerno, nel Cilento, troviamo la AlghePAM che si è  contraddistinta per aver adottato sin dal suo nascere, nel 2016, un metodo di produzione, innovativo e biologico basato sui fotobioreatori, che ha puntato tutto sulla qualità del prodotto finale.

Come viene prodotta la spirulina

La spirulina può essere prodotta in due modi: il primo fa uso di vasche molto lunghe, dove l’acqua viene fatta circolare attraverso delle pale e l’impianto, spesso vasto, viene costruito sotto serra. Il secondo metodo si basa sull’uso dei fotobioreattori, ovvero strutture trasparenti chiuse che isolano la coltura dall’ambiente esterno. Quest’ultimo sistema risulta versatile e molto dinamico.

La AlghePAM utilizza ad esempio un sistema innovativo e a circuito chiuso e il processo di coltivazione si sviluppa da marzo a novembre. Avviata la produzione, il raccolto è svolto da due a quattro volte a settimana, attraverso un opportuno filtro. La biomassa viene raccolta, estrusa in sottili spaghetti ed essiccata a bassa temperatura. Dopo di che, Il prodotto è pronto per la vendita. Il tutto accade nell’arco di una singola giornata.

La spirulina importata proviene nella maggior parte dei casi dai principali paesi produttori come la Cina. Viene venduto in farmacia, nel supermercato e in erboristeria. L’acquisto va fatto con attenzione  leggendo “l’origine della materia prima” perché nel 90% dei casi il prodotto è importato.

In Italia la presentazione della spirulina avviene a danno del “Made in Italy” e del consumatore. La legge consente che sulle etichette si usi il termine “prodotto” anche quando la spirulina, proveniente dall’estero viene solo importata e confezionata. In questo modo il consumatore non viene informato correttamente compromettendo la sua conoscenza del prodotto e la sua facoltà di scelta.

La produzione della spirulina è però molto importante. Deve evitare che la coltivazione sia esposta agli inquinanti esterni come smog e polveri sottili, e a quelli  trasportati dal vento perché possono alterare la qualità del prodotto. E’ anche importante la localizzazione dell’azienda che coltiva e produce spirulina. Ad esempio la AlghePAM è ubicata nel cuore del Cilento, ad Acciaroli, è ben lontana da fonti di inquinamento e utilizza i fotobioreattori che garantiscono l’isolamento della micro alga durante tutto il processo di crescita.

Quando si sceglie di acquistare la spirulina è quindi opportuno leggere attentamente l’etichetta, accertarsi se la vendita si sta effettuando direttamente dal diretto produttore, con informazioni sul sistema di coltivazione e dove è ubicata l’azienda produttrice.

Per maggiori informazioni sulla spirulina visitare il sito internet www.alghepam.bio/benefici-proprieta-spirulina.

ALZHEIMER: 52 milioni di malati nel mondo nel 2020.La previsione sono oltre 160 milioni per il 2050

Il Rotary lancia l’allarme sull’aumento esponenziale di questa grave forma di demenza. Se ne parlerà venerdì 24 gennaio 2020 presso il Senato della Repubblica Italiana nel convegno intitolato «Invecchiare in salute: quali percorsi?» organizzato dal Rotary Club Roma Capitale 

Secondo le previsioni del Rotary, il numero delle persone con demenza di Alzheimer è destinato a triplicarsi, superando a livello globale i 160 milioni di casi nel 2050.

Esaminando i trend attuali, rispetto ai 49 milioni di malati del 2019, già entro il 2020 questo numero salirà a 52 milioni, comportando un costo annuo della demenza che a livello mondiale supera i mille miliardi di dollari, cifra destinata a raddoppiare già entro i prossimi 10 anni.

In Italia il costo medio annuo per malato è pari a 71 mila euro, comprensivo delle spese a carico del Servizio Sanitario Nazionale e dei costi indiretti che ricadono sulle famiglie o sulle organizzazioni di sostegno.

«Moltiplicando questo costo per gli attuali 1,2 milioni di italiani malati di Alzheimer, si può capire quale sia il gigantesco impatto economico di questa malattia che nel nostro Paese rappresenta dunque una spesa di oltre 85 miliardi di euro annui» sostengono gli analisti del Rotary Club Roma Capitale.

Una cifra che è 8 volte superiore rispetto al dato ufficiale riferito ai costi diretti -di cui il 73% a carico delle famiglie- che ufficialmente ammontano a circa 11 miliardi di euro.

Come è noto, poi, la prevalenza di questa patologia aumenta con l’età, risultando maggiore nelle donne, con percentuali che che vanno dall’1% per la classe di età dai 65 ai 69 anni fino al 24% per le ultra-novantenni, rispetto agli uomini i cui valori variano rispettivamente dallo 0,6% al 18%.

«Considerando che l’Italia è il Paese più longevo d’Europa con 13,4 milioni di ultra-sessantenni, pari al 22% della popolazione, questo problema ci riguarda molto da vicino. Per questo, ci proponiamo di fare con l’Alzheimer lo stesso che abbiamo fatto con la poliomelite, con un impegno economico di circa 2 miliardi di dollari da parte dei soci rotariani di tutto il mondo che ha consentito di vaccinare 2,5 miliardi di bambini in 122 Paesi e di eradicare quasi del tutto questa malattia» commenta il dottor Pier Luigi  Di Giorgio presidente del Rotary Club Roma Capitale.

«Bisogna trovare molti più fondi per finanziare la ricerca e di questo possiamo farci carico noi rotariani, proprio come abbiamo fatto per la poliomelite» sostiene il dottor Renato Boccia, portavoce e responsabile -insieme al consocio Claudio Pernazza- del Progetto Alzheimer del Rotary Club Roma Capitale, che -per sensibilizzare l’opinione pubblica ed i media- lancia ora il convegno intitolato «Invecchiare in salute: quali percorsi?».

Il convegno-evento, realizzato grazie alla fattiva collaborazione della senatrice Paola Binetti, è organizzato dal Rotary Club Roma Capitale (distretto 2080) con la partecipazione di 20 differenti club appartenenti a 5 diversi distretti italiani del Rotary International e si terrà venerdì 24 gennaio 2020, dalle 14,30 alle 19.00, presso la Sala Zuccari del Senato della Repubblica a Palazzo Giustiniani a Roma in Via Dogana Vecchia 29.

«Non è un convegno medico-scientifico a favore di qualche casa farmaceutica, ma è un convegno “rotariano”» puntualizza il responsabile e portavoce del Progetto Alzheimer del Rotary Club Roma Capitale. E con ciò il dottor Renato Boccia intende dire che il convegno si occuperà di un problema attuale di grande interesse sociale per il quale il Rotary è in grado di fornire una lettura del problema alla luce dei valori che propugna, quali il «servire al di sopra di ogni interesse personale».  (AJ-Com.Net)

Ostacoli imprevisti nei percorsi di cura: la rabbia

La Fondazione per la Medicina Personalizzata FMP, ha promosso una campagna di informazione, che nasce dall’osservazione della pratica clinica sulla rabbia nei pazienti oncologici

La Fondazione per la Medicina Personalizzata FMP, ha promosso una campagna di informazione, che nasce dall’osservazione della pratica clinica sulla rabbia nei pazienti oncologici. Per il prof. Paolo Marchetti – Presidente della Fondazione per la Medicina Personalizzata e direttore dell’ Oncologia Medica B Policlinico Umberto I, professore ordinario di Oncologia Medica alla Sapienza e già direttore del reparto di Oncologia Medica dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma – gli ostacoli presenti nei percorsi di cura rappresentano dei muri spesso insormontabili, la diagnosi di una malattia oncologica influenza in molti modi la vita di una persona, annulla in un momento il progetto di vita. Tra le reazioni più comuni ci sono shock, negazione, depressione, ansia e rabbia. Quest’ultima si declina in molteplici forme, la rabbia verso sé stessi, la rabbia verso una malattia che “non deve colpire” me, la rabbia verso i medici curanti che sono presi come la conferma del fallimento terapeutico, la rabbia verso il mondo intero. In questa società in cui sono predominanti i temi della bellezza e dell’immortalità, se c’è un’imminenza di morte, sicuramente la colpa deve essere di qualcuno e quindi ecco che scatta la rabbia verso il medico, verso la struttura che cura perché non ha saputo superare il limite della morte.  Ma la rabbia non è solo quella del paziente, la rabbia è anche quella dei familiari nei confronti dei medici, ma soprattutto la rabbia come momento di frattura con quello che abbiamo intorno è maggiore quanto più siamo stati lontano dalle persone care.

Gli attacchi più violenti, subiti dal prof. Paolo Marchetti, sono stati quelli da parte dei familiari, che non sono mai comparsi nel lungo percorso di malattia, e che si sono accorti, arrivando, all’ultima settimana di vita del loro caro, che si era giunti al capolinea. E poi c’è la rabbia dei medici, perché hanno il rammarico, forse, di non aver prestato attenzione ad un particolare, ad un sintomo che è sfuggito; la rabbia dovuta al non avere ancora a disposizione la capacità di guarire qualcuno a cui si è particolarmente legati, con cui si è condiviso un lungo percorso, con cui si è gioito per i tanti successi avuti insieme.  I medici si sentono impotenti perché tutto quello che la medicina gli ha insegnato, fino a quel momento, non gli consente la gioia più grande, quella di guarire un paziente. E’ essenziale per il prof. Paolo Marchetti non essere depressi e sfruttare la rabbia come momento di costruzione dell’alleanza con il medico.

Secondo lo psichiatra Vittorino Andreoli il tema della rabbia sta prendendo sempre più dimensione nelle attività mediche in generale. Viviamo nell’età della rabbia, in una società difficile che genera stimoli continui e frustrazioni, dove i criteri sono quelli del successo, del benessere, dell’essere in forma.

In questo quadro esistenziale si inserisce una diagnosi di neoplasia, che, per quanti termini scientifici si possano usare, è una diagnosi, che non solo spaventa, ma che porta di fronte alla percezione della morte. Non dobbiamo considerare la rabbia un sintomo negativo, bisogna fare in modo che la rabbia sia gestita in senso positivo. Come si reagisce di fronte alla rivelazione della malattia? In diversi modi, con la negazione della malattia, con la depressione intesa come ritiro dall’esistenza, di rinuncia, in un momento in cui è fondamentale invece lottare, con l’angoscia e poi c’è la rabbia: una reazione vitale, una rivolta, si vuole combattere il nemico. La comunicazione è l’elemento cardine e fondamentale, non solo nei rapporti umani, ma soprattutto nei momenti critici tra professionisti e pazienti. Per Alberto Castelvecchi, esperto in comunicazione e docente alla Luiss, è molto importante l’empatia tra medico e paziente, in modo da trasformare la rabbia, in volontà di combattere, il medico come alleato.  Bisogna quindi formare i medici  lavorando sulla gestione dell’aggressività. Il prof Paolo Marchetti insieme a Claudia Sebastiani di Fmp e alla dott.ssa Eva Mazzotti, hanno curato il progetto di ricerca sulla rabbia, con l’obiettivo, in sintesi, di studiare in maniera sistematica il fenomeno della rabbia nel suo complesso. Lo studio ha interessato circa 300 pazienti che accedono al Day – Hospital (DH) Oncologico – Istituto Dermopatico dell’IDI – equamente divisi tra uomini e donne, la cui età media è di 64 anni. Sono stati utilizzati 3 questionari, al fine di misurare la rabbia, l’ansia e la depressione, la qualità di vita e la percezione che il paziente ha della gravità e della curabilità della sua malattia oncologica. In sintesi, dai dati emersi dalla ricerca, possiamo dire che i nostri pazienti provano tanta rabbia, la controllano molto e la esternano poco. C’è una forte prevalenza di sofferenza psicologica nel paziente oncologico e c’è ancora poca attenzione nel rilevarla.

Sessualità: i cibi che non devono mai mancare a tavola

I cibi che non devono mai mancare a tavola per migliorare le prestazioni sessuali: ce li svela l’andrologo Andrea Militello

Solitamente quando si parla di sesso la domanda classica degli uomini è: il cibo può aiutarci a dare prestazioni migliori a letto? Cosa possiamo o dobbiamo mangiare per vivere al meglio le nostre esperienze con il partner?

È comunemente percepito che gli alimenti che assomigliano a parti del corpo umano possano aumentare il desiderio sessuale. Ma c’è molto di più oltre il comune sentire.

Ad aiutarci a svelare la verità che si cela dietro alla relazione alimenti-sesso il dottor Andrea Militello, Andrologo e Urologo romano, che ci rivela i cibi che possono realmente migliorare la libido degli uomini.

“Innanzitutto è bene dire che qualsiasi cibo sano fa bene al sesso. Tuttavia, ci sono alcuni elementi particolarmente utili che possono aiutare l’uomo, come ad esempio le noci, fragole, avocado, angurie e mandorle. Mentre al contrario l’alcol fa male a una vita sessuale sana, perché aumenta il desiderio ma diminuisce le prestazioni” ci dice il Dottor Militello.

Vediamo ora insieme nel dettaglio perché questi cibi possono aiutare l’uomo ad avere rapporti sessuali migliori.

Noci

Le noci migliorano la qualità del liquido seminale e possono migliorare migliorare la forma, il movimento e la vitalità dello spermatozoo. Per questo soprattutto gli uomini che puntano ad una gravidanza devono inserire le noci nella dieta, per migliorare la fertilità.

Fragole e Lamponi

I semi di questi frutti sono carichi di zinco, essenziale per la potenza sessuale sia di uomini che donne. Se le donne hanno alti livelli di zinco, vi è una maggior produzione di testosterone e aumento della libido. Negli uomini, lo zinco controlla il livello di testosterone che è responsabile della produzione di liquido seminale. È importante per questo che gli uomini facciano scorte di zinco poiché i loro livelli si riducono durante il rapporto sessuale.

Avocado

L’acido folico e la vitamina B6 sono entrambi necessari per un desiderio sessuale sano. L’acido folico migliora la circolazione di sangue anche nei corpi cavernosi, mentre la vitamina B6 stabilizza gli ormoni.

Anguria

L’anguria migliora l’erezione e aumenta la libido. Questo perché contiene la citrullina che rilascia aminoacidi e arginina nel corpo. Arginina che è responsabile della salute vascolare.

Mandorle

Le mandorle contengono arginina che migliora la circolazione e rilassa i vasi sanguigni. Questo aminoacido presente nelle mandorle aiuta quindi a mantenere l’erezione.

Cioccolato

Il cioccolato fondente rilascia serotonina ed endorfine che migliorano l’umore. Non migliora la libido ma è in grado di trasmettere benessere.

Uova

È necessario consumare le uova per avere un’erezione sana. Le uova contengono infatti l’aminoacido L-arginina, che può aiutare nella disfunzione erettile.

Pesche

La vitamina C presente nelle pesche migliora il numero degli spermatozoi e la qualità dello sperma. Questo perché le pesche contengono alti livelli di vitamina C, ottima per contrastare l’infertilità.

Caffè

Il caffè è uno stimolante, quindi può aiutarci a stimolare il cervello ad aumentare l’eccitazione e il desiderio sessuale.

Zafferano

Lo zafferano è un afrodisiaco naturale e dovrebbe essere consumato per migliorare il desiderio sessuale e le prestazioni a letto. Lo zafferano è capace anche di aumentare la resistenza e l’energia a nostra disposizione.

Bistecca

La bistecca è un ottimo ingrediente per stimolare il desiderio sessuale: contiene zinco, vitamina B, ferro e proteine, cioè composti essenziali, sia per uomini che donne, per migliorare la libido.

Per avere una felice vita sessuale non facciamo quindi mai mancare questi cibi nelle nostre tavole e non dimentichiamo che il movimento e l’attività fisica sono alla base del nostro benessere psico-fisico, e quindi anche sessuale.

Dolore pelvico: le novità per star meglio

 Si è da poco concluso a Roma il 4o congresso nazionale AINPU dedicato al dolore pelvico cronico e alla sindrome del pudendo.

Il dolore pelvico cronico è una sindrome, quindi un insieme di sintomi, che colpisce indistintamente uomini e donne ed èresponsabile spesso di gravi disagi sociali e lavorativi a causa deldolore che quotidianamente perseguita la persona che ne è affetta.

La persona colpita dal dolore pelvico cronico riferisce dolori al perineo, dolori inguinali talvolta estesi anche alla coscia e al sacro, dolori sovrapubici e fastidi spesso a carico degli organi del bacino (vescica e retto), spesso disagi nella sfera sessuale .

Non sempre la diagnosi è immediata e talvolta il paziente viene trattato come paziente urologico o ginecologico o proctologicosenza una vera e propria diagnosi; alla base del dolore vi è spesso una contrazione o meglio ancora un ipertono della muscolatura del piano perineale responsabile di fattori ischemici locali e quindi di conseguenza la liberazione di sostanze infiammatorie e algogeneossia stimolanti il dolore.

L’uomo spesso riferisce disturbi urinari quali urgenza e flusso ridotto con scarso svuotamento vescicale.

Ma ci sono state importanti novità anche dal punto di vista delle terapie, come ad esempio con la TECAR, terapia endocavitaria

Una terapia usata dal Dottor Andrea Militello, urologo andrologo, relatore al congresso AINPU, dove ha esposto la sua personale esperienza nel trattamento del dolore pelvico cronico nell’uomo, affetto quindi da prostatite cronica non batterica, con la terapia endocavitaria TECAR.

“È stata per me un’esperienza interessante sia dal punto di vista scientifico che umano. Insieme al gruppo Eur Pelvic Care Center con cui collaboro in qualità di urologo, neuro-urologo (insieme al Dr Natale Ursino e alla Dottoressa Stefania Napoli) abbiamo introdotto un trattamento endocavitario di TECAR terapia, tecnica già da tempo adottata in fisioterapia e osteopatia per il trattamento delle tensioni muscolari e dei dolori osteo-articolari” racconta il Dottor Militello.

“Il problema era mettere a contatto il manipolo con la ghiandola prostatica, continua l’urologo andrologo Militello che lavora anche nella città di Avezzano, ma questo è stato risolto con l’utilizzo di una sonda endocavitaria, di un manipolo endocavitario, che permette quindi di trattare il paziente affetto da dolore pelvico cronico anche per via interna.

Uno degli obiettivi della TECAR terapia è anche quello di lenire il dolore e la contrattura della muscolatura.

Al momento i risultati ottenuti sono estremamente interessanti ed entusiasmanti dando la speranza di aver trovato una possibilità terapeutica nei confronti di questa patologia estremamente insidiosa e debilitante”, conclude l’andrologo romano.

Si è concluso con successo il 2° Congresso di Oncologia dei Castelli Romani

Si è svolto a Frascati il 2° Congresso di Oncologia dei Castelli Romani organizzato da A.di.m.o Onlus e Dieta Mediterranea e non solo. 

Una due giorni che ha visto la partecipazione di professori impegnati nella lotta, nelle cure e nella ricerca contro il cancro.

L’apertura del congresso il 29 ottobre è avvenuta alla presenza dell’assessore ai servizi sociali Alessia De Carli, che ha evidenziato l’importanza della sinergia tra azienda ospedaliera territoriale ed amministrazione comunale, mentre il consigliere comunale Mattia Ambrosio, ha auspicato una riforma sanitaria che possa porre fine ai continui tagli alla Sanità che portano a carenza di personale medico e disagi per i pazienti, in particolar modo nei territori periferici. Secondo alcuni studi, il cancro è la seconda causa di morte in Italia e ogni anno si registrano ben 365 mila casi, con considerevole incremento nella fascia di età tra i 30 ed i 40 anni.

Direttore scientifico del congresso il Prof. Francesco Cammareri che da molti anni con A.di.m.o Onlus si prodiga a favore dei molteplici bisogni dei pazienti oncologici. I Particolari nel servizio.

Lidu onlus, commissione Salute: il convegno Alimentazione bio e salute

Si è svolto il 27 novembre presso la sede della Lidu onlus a Roma in piazza Ara Coeli il convegno Alimentazione bio e salute, organizzato da Lorenzo Anelli presidente della commissione salute con l’importante intervento del dott. Andrea Bottaro

Si è svolto il 27 novembre presso la sede della Lidu onlus a Roma in piazza Ara Coeli il convegno Alimentazione bio e salute. L’incontro si inserisce in un ciclo di seminari sul diritto alla salute organizzati e promossi da Lorenzo Anelli presidente della commissione Salute della storica organizzazione. La sana alimentazione è uno dei diritti umani imprescindibili, perché i pericoli per la salute prodotti da cibo malsano portano all’incremento di malattie severe come il diabete, con una ricaduta in costi sociali che coinvolge tutto il nostro sistema. La natura va assecondata e non violentata, ha spiegato in apertura del convegno il presidente nazionale Lidu onlus Eugenio Ficorilli.

“L’argomento di oggi non è solo un problema di alimentazione, ma di tutela dell’ambiente, – ha spiegato Andrea Bottaro già Presidente nazionale dei Periti agrari , – Per ogni prodotto che la natura ci regala dobbiamo usare le dovute azioni di tutela. Ad esempio, il pomodoro fa benissimo ma è pericolosissimo oggi, perché per farlo diventare quello che arriva sulle nostre tavole, lo riempiamo di antibiotici”.  Ma non è il solo prodotto a rispondere alle regole del mercato e non a quelle della nostra salute. Ed in effetti l’esperienza della mucca pazza e dell’aviaria sono il risultato di una cattiva gestione dell’uomo sui prodotti della natura. “Siamo una società più interessata alla vendita di telefoni cellulari che a quella di zucchine o prodotti della terra, – dice ancora Bottaro, –  ma in realtà in questo modo ci stiamo preoccupando molto poco della nostra sopravvivenza come esseri umani sul nostro pianeta, la Terra”. Pochi di noi conoscono l’esistenza di pomodori bianchi, molto utili per alcune patologie come il diabete o il colesterolo alto, al pari di tanti altri prodotti naturali. “Ma i pomodori bianchi fruttano solo 70 quintali a ettaro di coltivazione contro i 400 quintali ad ettaro di quelli che noi normalmente utilizziamo. Ci sono prodotti della natura che curano le nostre patologie, i nostri avi non avevano medicine, si curavano con quello che la natura produceva. Oggi compriamo con gli occhi ma siamo poco informati sulla filiera di provenienza di quello che acquistiamo”. Eppure basta leggere le etichette, risultato di regole ferree nella legislazione europea, che vede l’Italia paese con il più alto indice di rigidità in materia ed ispiratore della Ue in materia di controllo alimentare.

Nel video l’intervista al dott. Andrea Bottaro, già Presidente nazionale dei Periti agrari, su l’importanza della prevenzione indirizzando corrette scelte sui cibi con un’adeguata informazione.

2° Congresso di Oncologia dei Castelli Romani, malattia cancerosa è emergenza sociale

Quali sono i traguardi raggiunti dalla ricerca nella cura del cancro? Le risposte a questa domanda sono racchiuse nelle relazioni di alto profilo scientifico del 2° Congresso di Oncologia dei Castelli Romani che si è aperto stamane a Frascati. Tra le misure di prevenzione la dieta mediterranea ed il cibo salutare

Il cancro è diventato la seconda causa di morte in Italia con 365mila nuovi casi l’anno, mille ogni giorno di cui 30 sotto i 40 anni d’età. E’ questo il dato allarmante messo in evidenza dal prof. Francesco Cammareri in apertura del 2° Congresso di Oncologia dei Castelli Romani, che ha preso il via stamane presso l’Hotel Flora di Frascati. L’incontro, organizzato da A.Di.M.O. onlus e associazione Dieta Mediterranea e non solo, è stato inaugurato da A.  De Carli, assessore ai Servizi Sociali del comune di Frascati, che ha stigmatizzato l’importanza della collaborazione tra azienda ospedaliera territoriale e amministrazione comunale in attuazione del piano sociale regionale. Con lei anche il consigliere Mattia Ambrosio che ha auspicato una riforma del comparto sanitario, spiegando come l’eccesso di tagli nel settore abbia determinato una carenza consistente di personale medico che ha determinato forti disagi per i pazienti, soprattutto in territori periferici come i comuni del Castelli Romani.

In rappresentanza della categoria dei medici ha portato il suo saluto Giuseppe Lavra, segretario regionale del Cimo Lazio, che ha spiegato come l’attuale momento storico possa essere definito ‘era oncologica’ per l’alta incidenza di malattia tumorale nella popolazione, tanto da mettere al centro delle cure di secondo livello proprio le cure oncologiche. Un’emergenza sociale che richiede una rivisitazione del ruolo del medico e della deontologia anche alla luce di una crisi profonda della gestione dell’universo sanità, che da molti anni ormai vede il ruolo di chi effettua le cure ai propri pazienti, confondersi con il piano politico-burocratico, creando confusione e danno al paziente stesso.

Al centro del dibattito la prevenzione che secondo Francesco Cammareri comincia dalla dieta e dal cibo che giornalmente ingeriamo. Preferenza dunque per la dieta mediterranea con grande attenzione al condimento: poco sale ma soprattutto privilegiare l’uso di olio extravergine d’oliva. Frutta e verdura in quantità, con preferenza per quelli con grande contenuto di molecole benefiche quali la quercetina (asparagi, capperi, cioccolato fondente, cipolle e lattuga); resveratrolo presente nell’uva; curcumina; anticianine (arance rosse, cavoli cappucci rossi, ciliegie, frutti di bosco, melanzane, patate viola, prugne nere, radicchio e uva nera); epigallocatechingallato del tè verde e nero, fisetina (cachi, fragole e mele); capsaicina( paprica piccante e peperoncino).   Ma anche legumi ed alimenti integrali, poco zucchero e molta acqua. Indicazioni alimentari che nascono da studi approfonditi sull’influenza del microbiota, presente nel nostro intestino, sull’insorgenza o meno di una malattia tumorale.

Alla prima giornata del congresso hanno partecipato:

  1. V. Iaffaioli : Eubiosi e disbiosi una rivoluzione in medicina guidata dal microbiota
  2. Treggiani : Novità in tema di trattamento chirurgico delle metastasi polmonari nei principali tumori solidi

La prima sessione si è dedicata al “PIANETA DONNA CARCINOMA DELLA MAMMELLA”, Presidente: S.Tomao; Moderatori: M. Verrico – M. Raffaele

Gli argomenti trattati: Microabambiete intestinale e carcinoma della mammella: quali aspetti fisio-patologici coinvolti V. Quagliariello; Test genetico come biomarker terapeutico nel carcinoma mammario F. Tomao; Immunoterapia nelle pazienti triplo negative S. Tomao; Nuovi schemi in neoadiuvante M. Verrico; La terapia delle pazienti luminali Her2 NEG R. Sarmiento; Scenario Clinico: Neoadiuvante F. Buzzacchino; Scenario Clinico: Adiuvante F. Di Lisa; Target Therapy e ormonoterapia nella malattia ormonosensibile M. Raffaele;

“TUMORI GINECOLOGICI”, titolo della seconda sessione, Presidente: F. Cammareri. Moderatori: M. Cammarota – F. Barletta.  

Gli argomenti trattati: La strategia terapeutica del carcinoma dell’ovaio F. Barletta; Parp inibitor: update e prospettive future P. Malaguti; Selezione delle pazienti da sottoporre a test genetico M. Cammarota

La terza Sessione si è concentrata su “AGGIORNAMENTI SUGLI STUDI NAZIONALI E INTERNAZIONALI”, Presidente: G. Lanzetta; Moderatori: N. Salesi – D. Gattuso

Argomenti trattati: Lettura Magistrale e Integrazione chemio-ormono di I e II linea nel carcinoma della prostata P. Carlini; Il carcinoma prostatico: quale sequenza dei farmaci nei tumori ormono-resistenti G. Lanzetta; RCC – Quale I linea di trattamento D. Gattuso; Immunoterapia: carcinoma renale e vescicale quali novita’ N. Salesi; Terapia di supporto: nausea e vomito indotti dalla chemioterapia; endocrinopatie, fatigue e neuropatie causate dell’immunoterapia G. Cristina

Il congresso continuerà per tutta la mattina di domani 30 ottobre 2019 con termine alle 13.00

La Dieta Mediterranea al centro del 2° Congresso di Oncologia dei Castelli Romani

Le associazioni A.di.m.o Onlus (Associazione per la Tutela dei Malati Oncologici) e ‘Dieta Mediterranea e non solo’ protagoniste del 2° Congresso di Oncologia dei Castelli Romani che si terrà a Frascati il prossimo 29-30 Novembre

‘L’approccio multidisciplinare al cancro oramai costituisce un aspetto preminente della moderna medicina oncologica, con l’intento di sviluppare piani di trattamento individuali basati sulla “best clinical practice” e si prefigge lo scopo di considerare il trattamento come una decisione collegiale che si concentri sui bisogni psicofisici della persona con diagnosi di cancro’. Lo afferma il prof. Francesco Cammareri, dirigente oncologo dell’ospedale di Frascati e fondatore di A.di.m.o Onlus (Associazione per la Tutela dei Malati Oncologici) che insieme a Dieta Mediterranea e non solo, anche quest’anno ha in programma 2° Congresso di Oncologia dei Castelli Romani che si terrà a Frascati, presso l’hotel Flora, il prossimo 29-30 Novembre. Un incontro che intende valorizzare i benefici della dieta mediterranea rispondendo ad un semplice quesito: quanto incidono le abitudini alimentari sul rischio di sviluppare un tumore? Ed in effetti gli studi sul microbiota evidenziano l’azione di quest’ultimo anche su un maggiore successo della moderna immunoterapia in alcune tipologie di cancro.

Il Congresso prenderà in esame il trattamento combinato delle principali neoplasie solide, tenendo presente la multidisciplinarietà come metodologia imprescindibile nella fase diagnostica e per la strategia terapeutica in oncologia, mantenendo come prerogativa la centralità del paziente. Inoltre verrà dato ampio risalto alle nuove tecniche di imaging per la valutazione della risposta dopo l’impiego di farmaci bio-molecolari. La struttura formativa è orientata al confronto con tutti i partecipanti ed il ruolo dei mediatori sarà quello di mettere in risalto il valore dei diversi specialisti nella medicina oncologica.

Il Congresso è accreditato presso la Commissione Nazionale della Formazione Continua in Medicina con 11 crediti formativi a medici, specialisti in Oncologia, Radioterapia, Chirurgia Generale, Urologia, Radiodiagnostica, Medicina Nucleare, Ginecologia ed Ostetricia, Medicina Interna, Scienza dell’Alimentazione e Dietetica, Igiene degli Alimenti e della Nutrizione, Medicina Generale, e personale infermieristico.

Programma delle 5 sessioni

1° Sessione: Pianeta Donna, Carcinoma della Mammella
2° Sessione: Tumori Ginecologici
3° Sessione: Aggiornamenti sugli Studi Nazionali ed Internazionali
4° Sessione: Carcinoma Polmonare NSCLC
5° Sessione: Colon –Retto

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