Yari Cecere: i nuovi progetti green dell’imprenditore inserito da Forbes tra i 30 Under 30 Europe

Tra il 2012 e il 2013, nel pieno della crisi economica, a soli 18 anni costituì la holding Cecere Management e, nei mesi a seguire, iniziò ad acquisire competenze in tutta la filiera immobiliare.

 Il giovane promettente imprenditore italiano, Nunzio Yari Cecere, si lancia in nuovi progetti immobiliari. Recentemente la figura di Cecere è venuta alla ribalta dopo essere stato inserito da Forbes tra i 30 Under 30 Europe nel 2019 e da Forbes Italia tra i 100 Under 30 del 2019.

Tra il 2012 e il 2013, nel pieno della crisi economica, a soli 18 anni costituì la holding Cecere Management e, nei mesi a seguire, iniziò ad acquisire competenze in tutta la filiera immobiliare.

Originario della provincia di Caserta, classe 1994, Nunzio trascorre ad Aversa tutta la sua infanzia.

Nel 2012 si trasferisce nella capitale e si iscrive presso la LUISS Guido Carli University, dove consegue la laurea triennale in Economia e Management e la laurea magistrale in Economia e Direzione delle Imprese, completando gli studi all’età di soli 22 anni.

Dopo alcuni mesi partecipa al corso di specializzazione in Marketing Immobiliare presso la SDA Bocconi di Milano, con indirizzo.

Nel 2018 partecipa nella categoria “Real Estate” al Good Energy Award con il contributo di Bosch.

L’anno successivo, nel mese di febbraio, la rivista statunitense Forbes lo indica tra i 30 under 30 che stanno rivoluzionando il mondo per la categoria manufacturing and energy; molte testate nazionali parlano di lui.

Nello stesso anno l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale lo inserisce nel “Future Leaders”, un programma che si rivolge a 50 giovani talenti con meno di 40 anni, destinati a ricoprire ruoli chiave all’interno di imprese, enti culturali e istituzioni.

La holding Cecere Management oggi opera nel mercato dello sviluppo immobiliare ecosostenibile, che punta alla rigenerazione urbana, attraverso lo sviluppo di complessi residenziali che pongono al centro il benessere delle famiglie e la tutela del pianeta.

Nel 2019 è stato lanciato anche il brand Nunziare: segno distintivo dei complessi immobiliari è quello di offrire le migliori prestazioni di sostenibilità ambientale, con elevati standard di benessere ai suoi residenti, per un’inedita esperienza di personalizzazione della propria casa che pone i clienti al centro dei progetti.

Lo scopo delle green buildings del gruppo è quello di non danneggiare l’ambiente, riducendo in maniera significativa, o eliminando, l’impatto negativo degli edifici sull’ambiente e sugli occupanti la costruzione, armonizzandosi con il contesto.

Oggi Yari Cecere punta a portare il gruppo ad operare nelle principali capitali mondali del Luxury Real Estate.

https://www.yaricecere.com

IT per la Sanità: “Pronto qui è il Pascale”, al Numero Verde 11mila chiamate in 2 mesi

Dalla settimana prossima il servizio, gestito da Innovaway, raddoppia supportando anche i pazienti dell’Ospedale Ascalesi


Nato in piena fase 1 dell’emergenza Coronavirus, per supportare i pazienti da remoto e rendere quindi ancor più efficienti i sistemi di prenotazione, l’organizzazione delle visite mediche e la richiesta di informazioni, il numero Verde 800180718 dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS – Fondazione G. Pascale di Napoli in due mesi ha toccato quota 11mila telefonate e dalla prossima settimana raddoppia estendendosi anche all’Ospedale Ascalesi.

Il servizio, affidato lo scorso aprile ad Innovaway, una delle principali realtà europee specializzata anche nella Sanità Digitale, ha messo in campo un team di dieci persone dedicate che in due mesi hanno risposto a undici mila chiamate, 5mila richieste di informazioni e 6mila per prenotazioni di visite. Il Gruppo Innovaway, con oltre mille dipendenti tra Milano, Torino, Roma, Napoli, Bari e Tirana opera nel settore ICT e offre soluzioni personalizzate in diversi settori, quali finance, retail e luxury e public sector.
È questa attività a segnare una tappa importante del Competence Center Healthcare di Innovaway, azienda napoletana che raccoglie competenze distintive per il mondo della sanità e che opera per promuovere iniziative e soluzioni tecnologiche presso tutte le strutture sanitarie, in prima linea in questo difficile momento per il Paese.

Il numero verde del Pascale è visibile sulla home page del sito dell’Istituto www.istitutotumori.na.it

“Abbiamo pensato di istituire il numero verde – ha sottolineato nel presentare il servizio il Direttore Generale del Pascale Attilio Bianchi – per potenziare le linee telefoniche del centralino ed incrementare il livello del contatto con i nostri pazienti. Il personale del call center è stato formato all’interno dell’azienda e laddove le richieste fossero specifiche sarà premura dell’operatore chiedere il numero cellulare del paziente e richiamarlo”.
 
“Innovaway-  ha dichiarato il Direttore Generale Antonio Burinato – lavora da anni al fianco del mondo della Sanità in diversi contesti, ma alla nascita dell’emergenza Covid-19 è aumentato il nostro impegno e abbiamo scelto di mettere le nostre competenze a disposizione. Il servizio realizzato per l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS – Fondazione G. Pascale di Napoli nasce dalla necessità di rispondere ai forti flussi di contatti generati dal Covid-19 e in contemporanea di incrementare il livello di rapporto con i pazienti oncologici. Noi siamo stati capaci di rispondere con assoluta tempestività, confidenti che il nostro servizio possa aiutare i cittadini della Regione Campania, che comunque presentano patologie importanti, anche se diverse dal Covid-19. Peraltro non si tratta di un’iniziativa isolata, perché il nostro team è da diversi mesi impegnato in un importante progetto di innovazione e trasformazione digitale della Sanità Regionale della Campania che sta iniziando a produrre i primi risultati tangibili.”

Il Sappe scende in piazza e protesta in via Arenula contro il ministro Bonafede

In difesa del corpo di Polizia Penitenziaria anche la Consolidal romana presieduta da Serenella Pesarin socio-psico-terapeuta ed esperta sui temi della detenzione per essere stata Direttore generale del Dipartimento della Giustizia Minorile

“Abbiamo 4mila uomini in meno, facciamo turni di lavoro massacranti ed il ministro Bonafede coccola i detenuti e non si preoccupa degli agenti aggrediti e denunciati” – così Donato Capece segretario generale del Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria, stamane durante la manifestazione della categoria in via Arenula a Roma di fronte il Ministero della Giustizia – “Noi confidiamo nella magistratura, ma è inaccettabile che passi il concetto che le carceri italiane siano luoghi oscuri dove accade di tutto e di più”. E poi ancora: “Ministro Bonafede hai fallito su tutto!”

Niccolò Rocco di Torrepadula

La protesta fa seguito al sit-in davanti al carcere di Santa Maria Capua Vetere e, giovedì scorso a Roma, davanti alla sede del  Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, in largo Luigi Daga. “Non v’è dubbio che l’emergenza sanitaria per covid19 ha messo a nudo tutte le carenze del nostro sistema penitenziario, – spiega Niccolò Rocco di Torrepadula – Ma quanto successo a Santa Maria Capua Vetere dove 44 agenti hanno ricevuto sulla pubblica via gli avvisi di garanzia per i procedimenti a loro carico aperti da Magistrati che poco conoscono del mondo del carcere, è semplicemente scandaloso. Delegittimare in questa maniera una Forza di Polizia merita un solo commento: Vergogna!!!”. Il duro commento di Niccolò Rocco di Torrepadula volontario nelle carceri ex art. 17 e 78 per oltre 10 anni nasce dalla sua profonda conoscenza della vita all’interno degli istituti di pena e dall’aver assistito al duro lavoro della Polizia Penitenziaria che, sottodimensionata nei numeri, “ svolge da sempre un compito durissimo e pericoloso, il loro impegno ed i rischi che corrono sono decuplicati in questo periodo dato che, per la impossibilità di accedere agli Istituti Penitenziari da parte di congiunti e parenti dei detenuti, la popolazione carceraria è particolarmente ‘agitata’ e frequenti sono le aggressioni agli agenti e le rivolte domate con molti feriti fra gli agenti, quanto scritto vale sia per gli Istituti dove sono reclusi i maggiorenni sia, e soprattutto, per gli istituti dove sono reclusi i minori spesso dimenticati da tutti”.

“Lascia basiti quanto successo a Santa Maria Capua Vetere,” – commenta Serenella Pesarin già Direttore generale del Dipartimento della Giustizia Minorile nazionale e oggi presidente di Consolidal – Roma – “le modalità con cui questi angeli del penale sono stati trattati, e tutto di fronte ai familiari dei detenuti. Non ci sono parole per esprime il dissenso di quanto avvenuto”.

“La polizia penitenziaria svolge un ruolo delicatissimo sia nelle strutture penali per gli adulti che per i minori – specifica con autorevolezza la Pesarin – sono loro che vivono giorno e notte con le persone ristrette, che coniugano sicurezza e trattamento, un binomio non semplice e che richiede alta professionalità esercitata senza riflettori, senza neanche il dovuto riconoscimento da parte dell’opinione pubblica che sa molto poco di questa realtà”.

“Ci si aspetta che la Magistratura faccia piena luce sui dolorosi accadimenti nell’Istituto di Pena di Santa Maria Capua Vetere, perché così la verità ancora una volta potrà trionfare e dare il dovuto riconoscimento agli operatori di Polizia Penitenziaria che rappresentano un corpo di polizia con prerogative complesse e che svolgono un lavoro molto delicato a contatto con un universo di fragilità dove spesso gli ultimi, i dimenticati dal mondo, trovano solo in loro ascolto” conclude Serenella Pesarin

COVID-19: iniziativa del Presidente dell’Azerbaigian sostenuta da 130 paesi membri dell’ONU

Mentre la lotta contro la pandemia da Covid-19 e’ ancora in corso, la Repubblica dell’Azerbaigian conferma il suo impegno per rafforzare la solidarietà internazionale nella lotta contro il virus a livello regionale e globale.

In aprile si è tenuto un vertice straordinario dei Capi di Stato e di Governo del Consiglio di cooperazione degli Stati di lingua turca, su iniziativa del presidente Ilham Aliyev, in qualita’ di presidente dell’organizzazione. Il Consiglio turco ha rappresentato la prima organizzazione internazionale a tenere un vertice sulla lotta contro COVID-19.

Successivamente, il 4 maggio, si è svolto un vertice online del Gruppo di Contatto del Movimento dei paesi non allineati, in risposta alla pandemia di COVID-19. All’evento hanno partecipato non solo membri del movimento non allineato, ma anche il segretario generale delle Nazioni Unite, il presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, rappresentanti di alto livello di organizzazioni internazionali come l’Unione Europea e l’Unione Africana. 

Tra le azioni di solidarietà, la Repubblica dell’Azerbaigian ha compiuto una donazione all’Organizzazione mondiale della sanità per la lotta contro il COVID-19 e ha anche fornito assistenza umanitaria a oltre 30 paesi.

Nelle sue osservazioni al vertice online del Movimento dei paesi non allineati, il Presidente Ilham Aliyev ha suggerito di svolgere una video conferenza speciale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a livello di Capi di Stato e di Governo, in riferimento alla Carta delle Nazioni Unite. 

L’iniziativa del presidente Ilham Aliyev ha ottenuto il sostegno di circa  130 Stati membri delle Nazioni Unite, come ulteriore manifestazione della fiducia nell’Azerbaigian da parte della comunità internazionale, e nei prossimi giorni, il segretario generale delle Nazioni Unite dovrebbe informare ufficialmente gli Stati membri. La Repubblica dell’Azerbaigian è aperta alla cooperazione con tutti gli Stati membri per determinare il formato e le modalità per l’organizzazione della sessione speciale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sul controllo pandemico a livello di capi di Stato e di governo nel formato di videoconferenza, in modo da massimizzarne i risultati per una sempre più efficace lotta contro la pandemia in corso, che necessita di una risposta condivisa e globale.

L’italianità della “generazione saltata” – Italians in Argentina, Developments

di emigrazione e di matrimoni

L’italianità della “generazione saltata”

L’arrivo della quarantena causata dalla pandemia del covid-19 non è riuscita ad arrestare l’attività italiana in Argentina, specialmente dopo un 2019 dalla dinamica complessa e vertiginosa.

Siamo stati molto lieti di ricevere questo articolo di Paolo Cinarelli in Argentina. Recentemente abbiamo scambiato messaggi regolarmente e abbiamo anche fatto una chat via Skype durante la quale ha spiegato molti aspetti degli italiani in Argentina che non solo non sapevo ma mi hanno lasciato stupito perché hanno rivelato una profondità alla loro storia che noi in Italia non conosciamo.

Vogliamo far conoscere questa storia, non solo in Italia ma anche in tutte le altre comunità italiane nel mondo e speriamo che questo sia l’inizio di una lunga e prospera collaborazione tra lui e il giornale.

Allo stesso tempo, invitiamo i nostri lettori a inviare le loro storie e articoli, non solo dall’Argentina ma da tutti i paesi perché noi di Thedailycases.com non abbiamo il minimo dubbio che la storia degli italiani nel mondo sia molto più grande e affascinante di ciò che molti pensano e invitiamo i nostri lettori a inviarli a: gianni.pezzano@thedailcases.com

Gianni Pezzano

L’arrivo della quarantena causata dalla pandemia del covid-19 non è riuscita ad arrestare l’attività italiana in Argentina, specialmente dopo un 2019 dalla dinamica complessa e vertiginosa. Se ci soffermiamo soprattutto nel secondo semestre dell’anno scorso, abbiamo almeno tre elementi che in quantità e in qualità hanno visto affermarsi la collettività italiana in Argentina come la più grande al mondo.

Così in ordine cronologico abbiamo:
1) l’83esimo Congresso mondiale della Società Dante Alighieri tenutosi a Buenos Aires dal 18 al 20 luglio 2019, primo nella storia a celebrarsi fuori dall’Italia;

poi l’annuncio che
2) gli iscritti AIRE hanno superato il milione di cittadini italiani residenti in Argentina;

e, infine
3) il 18° congresso della Federazione delle Associazioni Italiane in Argentina tenutosi a Mar del Plata il 12 e 13 ottobre.

L’ esplosione demografica di cittadini italiani residenti in Argentina segue una dinamica a sé e non trova spiegazione nell’esigua nuova migrazione d’italiani registrata tra i due primi decenni del secolo XXI, bensì nelle richieste di cittadinanza italiana da parte di cittadini argentini di ceppo italiano che crescono esponenzialmente dalla crisi argentina del 2001. “Se gli argentini in grado di fare richiesta di cittadinanza italiana si dovessero mettere in fila arriverebbero fino a Ushuaia” aveva detto l’allora l’ambasciatore Nigido.

Come si spiega allora la corsa alla cittadinanza italiana? Almeno tre motivi spuntano da soli:

1) La crisi dell’Argentina, prima politica fino alla metà degli anni ’80, divenuta poi crisi economica;

2) la condizione di cittadino italiano in possesso di passaporto UE permette possibilità di viaggio e condizioni di residenza in paesi occidentali che non si hanno con un passaporto locale;

3) il fenomeno della seconda generazione.

Lo scenario attuale di richieste di cittadinanza italiana da parte di cittadini argentini post crisi 2001 era prevedibile secondo quanto si era già visto appena dieci anni prima con l’esplosione di richieste dovuta alla crisi economica dell’ “hiperinflación” nel 1989. Andando indietro nel tempo, ma neanche tanto, le prime richieste di cittadinanza datano dall’epoca dell’ultima dittatura militare argentina tra gli anni ‘70 e gli ’80, quando avere un passaporto italiano apriva lo spiraglio per una partenza che poteva significare una garanzia di vita. Nel 2014 l’introduzione della tassa di 300 euro per ogni pratica di richiesta di  cittadinanza presentata all’estero ha contenuto le richieste per nemmeno un mese, dopo è arrivata una nuova esplosione.

Chi invece vive in Italia non bada a questioni che sembrano scontate, varcare la frontiera non richiede altro documento che la Carta d’Identità, e il Passaporto si deve fare solo per i destini extra UE, visto agevolato in alcuni casi e per gli USA un semplice formulario online. Il passaporto blu è vantaggioso nel caso di viaggi in Russia e per i paesi arabi ma quello comunitario è il più ambito da una popolazione dinamica e qualificata, che punta decisamente all’occidente.

Il terzo motivo è spiegato dal fenomeno della seconda generazione ovvero la “generazione saltata”, per cui i nipoti s’identificano emotivamente con la figura dei nonni, che spesso sono quegli immigrati da cui ereditano la cittadinanza. L’elemento emotivo si spiega nel vincolo di complicità che unisce nonni e i nipoti in contrapposizione al ruolo dell’autorità svolto dai genitori. Questa dinamica affettiva riscatta la figura del migrante che spesso era sminuita in passato e ora invece viene valorizzata. Rivendicare l’origine dell’antenato umile ma lavoratore, che ha varcato l’oceano, non è più un motivo di vergogna ma di orgoglio.

 

di emigrazione e di matrimoni

 Italians in Argentina, Developments

The arrival of the lockdown caused by the covid-19 pandemic did not stop Italian activity in Argentina, especially after a dynamically complex and frenetic 2019

We were very pleased to receive this article by Paolo Cinarelli in Argentina. Recently we have been swapping messages regularly and we also had a chat via Skype during which he explained many aspects of the Italians in Argentina that not only I did not know but they left me amazed because they revealed a depth to their history that we in Italy do not know.

We want to make this history known, not only in Italy but also in all the other Italian communities around the world and we hope that this will be the start of a long and prosperous collaboration between him and the paper.

At the same time we invite our readers to send in their stories and articles, not only from Argentina but from all the countries because we of the Thedailycases.com do not have the slightest doubt that the history of the Italians around the world is much greater and fascinating that what many think and we invite our readers to send them to: gianni.pezzano@thedailcases.com

Gianni Pezzano

Italians in Argentina, Developments

Paolo Cinarelli

The arrival of the lockdown caused by the covid-19 pandemic did not stop Italian activity in Argentina, especially after a dynamically complex and frenetic 2019. If we stop to consider the second half of last year, we had at least three elements that in quantity and quality saw the Italian collective in Argentina establish itself as the biggest in the world.

And so, in chronological order we had:

The 83rd World Congress of the Dante Alighieri Society held in Buenos Aires from July 18 to 20, 2019, the first to be held outside Italy and then;

The people registered in the AIRE (the Register of Italians Resident Overseas in each consular zone) exceeded one million Italian citizens resident in Argentina, and finally;

The 18th Congress of the Federation of Italian Associations in Argentina held in Mar del Plata on October 12 and 13.

The demographic explosion of Italian citizens resident in Argentina follows its own dynamics and cannot be explained by the low level of new Italian migration recorded in the first two decades of the 21st century but instead is explained by the requests for Italian citizenship by Argentinean citizens of Italian origin that has grown exponentially since the 2001 crisis in Argentina. “If the Argentinians able to request Italian citizenship were to form a queue they would reach Ushuaia,” stated then Ambassador Nigido.

So, how do we explain this race for Italian citizenship? At least three reasons pop up on their own:

1) The crisis in Argentina, the first political up to the mid-1980s which then became a financial crisis;

2) The condition of Italian citizen possessing an EU passport allows the possibility to travel and take up residency in Western countries to those without a local passport;

3) The phenomenon of the second generation.

The current scenario of requests for Italian citizenship by Argentinean citizens post 2001 was predictable according to what we had already seen barely ten years before with the explosion of requests due to the “hiperinflación” financial crisis in 1989. Going back in time, and not far back, the first requests for citizenship date back to the period of the last military dictatorship in Argentina between the ‘70s and ‘80s when having an Italian passport opened the door for a departure that could have meant saving your life. The introduction of the 300 Euro tax in 2014 for every application for Italian citizenship presented overseas limited the requests for less than a month and then a new explosion came.

Those who instead live in Italy do not pay attention to matters that seem obvious because crossing the border only requires an identity card and you have to have a passport only for destinations outside the EU, there is easy access to a visa for some countries and there is a simple online form for the USA. The blue Argentinean passport has advantages in the case of trips to Russia and for some Arab countries but the EU passport is more sought after by a dynamic and trained population that definitely aims at the West.

The third reason is explained by the phenomenon of the second generation, in other words, the “skipped generation”, for the grandchildren who identify themselves emotionally with the grandparents who are often the migrants from whom they inherited the citizenship. The emotional element is explained by the bond of complicity that united the grandparents and grandchildren as opposed to the authoritative role held by the parents. This emotional dynamic redeems the figure of the migrant who was often belittled in the past but now is valued. Laying claim to the origin of the humble but hardworking forefather who crossed the ocean is no longer a reason for shame but for pride.

Musica, MiBACT è partito il tavolo tecnico con gli addetti ai lavori del settore

Il tavolo è stato istituito per rafforzare le tutele di lavoratori autonomi e intermittenti ed estendere i fondi emergenziali ai soggetti che producono e promuovono la musica dal vivo. L’appuntamento per la riforma del settore è con Gli Stati Generali della Musica

Dopo il flash mob del 21 giugno in piazza Duomo a Milano, in seguito alle campagne #senzamusica e #iolavoroconlamusica e a un primo tavolo di confronto con una delegazione di artisti, su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, si è tenuta ieri mattina una riunione tecnica con gli artisti Manuel Agnelli e Diodato e i delegati del coordinamento La Musica Che Gira, Fondazione Centro Studi Doc e KeepOn Live (Associazione di categoria Live Club e Festival) aderenti al Forum Arte e Spettacolo per un confronto sugli strumenti atti a garantire sostegno al settore musicale.
 
Nel corso dell’incontro – che ha visto la  partecipazione del Segretario Generale del MiBACT, Salvatore Nastasi, del capo di Gabinetto, Lorenzo Casini e del Direttore Generale per lo Spettacolo dal Vivo, Onofrio Cutaia – sono state presentate le proposte per garantire ed estendere le tutele sociali, supportare le attività imprenditoriali della musica dal vivo e stimolare una riforma organica del settore.
 
Il MiBACT ha ribadito l’impegno a risolvere la situazione dei lavoratori intermittenti dello spettacolo ancora senza tutele già nel corso dell’esame parlamentare del decreto Rilancio e a rafforzare le misure di ristoro per il settore con provvedimenti dedicati da presentare in tempi brevi che includano anche i soggetti che promuovono la musica dal vivo, i live club e i festival, realtà che stanno conoscendo tempi più lunghi per la ripresa, anche a causa delle misure cautelative ancora in essere.
 
Una volta superata la fase emergenziale, il MiBACT si è impegnato a  proseguire il dialogo allargandolo alle altre realtà del settore per mettere in campo misure di riforma strutturale, con una forte attenzione al lavoro, alle forme contrattuali e alle tutele sociali. Per queste finalità è stata accolta la proposta della delegazione ricevuta ieri 26 giugno e il Mibact indirà dopo l’estate gli Stati Generali della Musica.
Nel dettaglio gli argomenti esposti dalla delegazione al primo tavolo tecnico con  il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo sono stati: la necessità di un definitiva e reale mappatura dell’intero settore, il ritardo nel saldo delle indennità stabilite per gli intermittenti, il prolungamento dell’indennità fino alla piena ripresa delle attività, l’adeguamento del sistema Naspi al momento emergenziale, la revisione dei criteri di accesso all’indennità di malattia, il riconoscimento giuridico dei live club, la creazione di codici Ateco specifici per il settore, la creazione di un nuovo bando extra-fus specifico per i club, i festival, le imprese profit e no profit della musica, la defiscalizzazione del lavoro e la sospensione di imposte dirette e indirette per facilitare i processi di ripartenza, la detrazione fiscale sugli acquisti di prodotti e consumi culturali della musica, dell’ArtBonus sul modello cinema e del Tax Credit per le imprese.

Isole Eolie, la Guardia Costiera impegnata nella tutela della fauna marina e nel contrasto alla pesca illegale

Soccorso un capodoglio intrappolato in una rete da pesca

Nella mattinata del 26 giugno scorso, la Guardia Costiera di Lipari è stata allertata dalle biologhe del centro recupero tartarughe dell’isola di Filicudi della presenza di un esemplare di capodoglio in evidente stato di difficoltà nelle acque dell’Arcipelago eoliano.
Le quattro donne erano in navigazione verso l’isola di Stromboli, quando, a circa sei miglia a nord-est dell’isola di Salina, hanno avvistato in superficie un capodoglio maschio della lunghezza di circa dieci metri con la pinna codale completamente avvolta in una rete da pesca.
La Guardia Costiera di Lipari ha così inviato in zona la motovedetta CP 322, che, verificate le condizioni critiche del cetaceo, ha attuato tutte le procedure utili a mettere in sicurezza il mammifero.
Sul posto è poi giunta, a bordo di un battello della Guardia Costiera, una squadra di subacquei locali che dopo un’ora di duro lavoro a circa due metri di profondità, è riuscita a rimuovere totalmente la rete dalla pinna codale dell’animale lasciandolo libero di muoversi. 
Terminate le operazioni di liberazione del cetaceo, il capodoglio è stato monitorato dalla Guardia Costiera al fine di verificare eventuali comportamenti anomali e lasciato libero di ricongiungersi ad altri tre esemplari che per tutto il tempo lo avevano atteso a distanza. 
La rete da pesca recuperata a bordo dell’unità della Guardia Costiera è stata confiscata, in quanto attrezzo da pesca illegale.

Nell’arcipelago delle isole Eolie, la stessa giornata è stata segnata da un’ulteriore importante attività di tutela ambientale e, in particolare, di contrato della pesca illegale. 
Grazie ad un’attività congiunta condotta con i propri mezzi aerei e navali, la Guardia Costiera ha intercettato a 12 miglia a Sud di Alicudi, un motopesca intento a recuperare 2500 metri di rete derivante illegale con un’apertura della maglia di 45 cm. Al comandante del peschereccio è stata contestata una sanzione amministrativa di diverse migliaia di euro e la rete illegale rivenuta è stata sequestrata e trasbordata sulla motovedetta CP322, che alle prime luci dell’alba ha fatto rientro nel porto di Lipari.

Alex Zanardi, simbolo dell’Italia che vorremmo

La velocità è stata la sua costante e non solo a bordo di una vettura da corsa, ma anche di un pensiero al servizio della rinascita, dimostrando di essere un esempio di inestimabile ispirazione per tanti sportivi e non

Di Andrea Cavazzini

La vita può essere così effimera che se ne va senza che ce ne accorgiamo. Trascorrere le proprie giornate al limite, alla massima velocità e sentire il rischio ad ogni curva a volte non è sufficiente per sapere che hai superato tutto.

Guardare la paura negli occhi fino a quando non si vince la battaglia è solo per superare il primo passo di una guerra che non finisce mai, perché il gusto per l’adrenalina ti spinge sempre a desiderare di più. Qualcosa del genere Alex Zanardi lo deve aver pensato molte volte, sempre coinvolto in battaglie che ti portano al limite mentre ora sta combattendo la sua battaglia più difficile dopo l’incidente che lo ha visto protagonista suo malgrado, lo scorso 19 giugno, su quel maledetto tratto della statale 146 nella provincia senese, una lotta con la morte, una rivale che Alex conosce bene ma non per questo meno temuta.

Pilota automobilistico, pilota di handbike, imprenditore, paratleta straordinario e appassionato di velocità, Alex Zanardi è un combattente instancabile. E se il destino pensava di distruggere la sua vita, avrebbe fatto i conti senza di lui.

La handbike” è stata la rinascita di una persona che non si è mai fermata, che dopo aver subito il terribile incidente nel 2001 a Lausitzring in Germania mentre disputava una gara di Formula Cart, ha deciso di reinventarsi per continuare a competere e vincere.

Quella tragedia subita da Alex è stata un punto di svolta della sua vita. Lungi dal rinunciare e dall’affondare, ha deciso di continuare a combattere, alzarsi e lottare per creare una delle storie più incredibili e belle di questo sport. Il recupero è durato per più di 2 anni, ma la combattività mostrata dal pilota bolognese ha toccato limiti quasi sconosciuti. Più di 24 mesi dopo, Zanardi è tornato a salire su una auto da corsa per tornare a fare ciò che gli piaceva di più, guidare.

Dopo questo ultimo incidente, si potrebbe dire che il “terzo”, Zanardi ha davanti a sé una nuova battaglia, forse la più difficile di tutta la sua vita, quella vita che è più in gioco che mai per una persona che sa cosa significa sentire il limite dell’esistenza a più di 300 chilometri all’ora; affermazione tanto pericolosa quanto potente.

Alex Zanardi è sempre stato appassionato di sport motoristici dimostrando un talento speciale per la guida. La sua vita è stata la velocità, l’adrenalina, cercando di guadagnare un decimo di secondo ad ogni giro per essere sempre il migliore, essere il più veloce, arrivare primo al traguardo per vedere la bandiera a scacchi sventolare.

La velocità è stata la sua costante e non solo a bordo di una vettura da corsa, ma anche di un pensiero al servizio della rinascita, dimostrando di essere un esempio di inestimabile ispirazione per tanti sportivi e non.  Autentico spot vivente contro i limiti, ore e ore di allenamento di dura preparazione riuscendo a diventare un’atleta professionista in quella che era già la sua nuova vita. Con quattro settimane di allenamento, nel 2007 è riuscito a finire quarto nella Maratona di New York. In questo modo, risorgendo ancora e ancora di fronte alle avversità più difficili della vita, ecco come Alex Zanardi ha cercato di cambiare il mondo. Subire due incidenti molto gravi, essere un vincitore nel mondo dei motori, passare a una disciplina paralimpica e vincere sei medaglie tra oro e argento ai Giochi paralimpici di Londra e Rio de Janeiro, sono il risultato di grande personalità e di lavoro inarrestabile.

Questi risultati hanno fatto sì che venisse riconosciuto come un esempio positivo,  un esempio di auto-miglioramento e impegno, una grande personalità per tutti noi. Ma la vita di Zanardi deve rappresentare soprattutto un messaggio  di incoraggiamento e di speranza per tutti coloro che in tutto il mondo hanno sofferto durante questa terribile pandemia, l’esempio del Paese che vorremmo, che lotta e che non molla mai.

La futura scuola in tempo di covid, fra dubbi e speranze in vista di settembre

 

Tre giorni fa la Ministra Lucia Azzolina ha finalmente reso nota la bozza con tutti i provvedimenti e i dettagli per la prossima apertura delle scuole, prevista per il 14 settembre.

Tre giorni fa la Ministra Lucia Azzolina ha finalmente reso nota la bozza con tutti i provvedimenti e i dettagli per la prossima apertura delle scuole, prevista per il 14 settembre. Tale bozza, concordata con le Regioni, prevede quindi che gli ingressi in aula saranno scaglionati per gli studenti delle Superiori fino alle 10 con file ordinate e distanziate, mentre dai 6 anni in su saranno necessarie mascherine e i banchi saranno singoli.
Nonostante i dubbi, le proteste e le obiezioni su un periodo del quale è ancora impossibile prevedere la situazione a livello sanitario, il capo della task force del Miur Patrizio Bianchi ha espresso la propria soddisfazione parlando di bozza “ispirata ai principi di autonomia, flessibilità e semplificazione”.
Saranno i presidi a decidere come pianificare il lavoro e a cercare di garantire un valido ritorno allo studio, pianificando lezioni in aula, online e persino negli spazi esterni alle classi, il tutto sulla base di turni che dipenderanno esclusivamente dalla struttura delle scuole e degli ambienti insiti in esse.

I problemi di sempre amplificati dal covid

Tali ambienti, soprattutto per quanto riguarda gli istituti comprensivi pubblici, sono spesso fatiscenti e bisognosi di lavori di mantenimento che i molteplici tagli all’istruzione hanno reso impossibili in troppe realtà già da parecchi anni. Spetterà agli enti di volontariato e alle associazioni che già lavorano con i ragazzi mettere a disposizione spazi nuovi, in attesa (si spera, a questo punto), di farli rientrare in delle scuole finalmente degne di accoglierli prima di tutto sotto un profilo numerico.
In modo particolare quest’ultimo aspetto, che introduce nuovamente la drammatica realtà delle “classi-pollaio”, è senza dubbio una delle conseguenze più vergognose della tragica situazione economica in cui è relegata la scuola italiana: nell’impossibilità di assumere nuovi docenti (i quali per altro non mancherebbero di certo), visto il basso numero di strutture e spesso anche di sezioni in esse, i ragazzi di qualsiasi grado scolastico sono assembrati (è proprio il caso di dirlo) in numeri complessi da gestire per qualsiasi insegnante, trattandosi spesso di non meno di 27 alunni per classe.
Più che mai in contesti simili è impensabile mantenere l’ormai famigerato distanziamento sociale di un metro, così che una riconfigurazione del gruppo classe in più gruppi di apprendimento potrebbe finalmente far riflettere le istituzioni sull’importanza di una nuova, radicale politica in ambito scolastico, che metta al primo posto l’esigenza dell’apprendimento in un contesto numericamente più gestibile perché più ordinato, contenuto e attento alle necessità umane, esistenziali e cognitive di ciascuno studente.

Le principali novità di settembre

Nel testo si parla anche di “un’aggregazione delle discipline in aree e ambiti disciplinari”, quindi materie (anche) laboratoriali come la musica e l’inglese o come l’arte e la letteratura potrebbero essere unite in interessanti progetti di apprendimento su un tema specifico, coinvolgendo ancora di più il gruppo classe. A fronte di ciò è prevista l’apertura straordinaria di molte scuole il sabato, su delibera degli Organi collegiali competenti.
Infine, sarà contemplata la frequenza scolastica in turni differenziati “variando l’applicazione delle soluzioni in relazione alle fasce di età degli alunni e degli studenti nei diversi gradi scolastici”, mentre “per le scuole secondarie di II grado verrà prevista una fruizione per gli studenti opportunamente pianificata di attività didattica in presenza e didattica digitale integrata, ove le opportunità tecnologiche, l’età e le competenze degli studenti lo consentano”.
Ancor più interessante poi l’opportunità, dall’1 settembre, di coinvolgere in percorsi di valorizzazione e potenziamento gli alunni che, pur non essendo stati rimandati, “siano positivamente orientati al consolidamento dei contenuti didattici e delle competenze maturate nel corso dell’a.s. 2019-2020”.

Una scuola per un futuro migliore?

La nuova scuola, così presentata e almeno per il momento, si preannuncia ricca di proposte (anzi, oserei dire di “sogni”) che potrebbero anche sancire l’inizio di un futuro migliore per studenti e docenti, all’insegna dei progressi auspicati da anni.
Vedremo dunque se tutto questo sarà concretizzato in una realtà (magari in parte) permanente o se la sua applicazione si realizzerà parzialmente e solo per un breve periodo di tempo, mantenendo intatte le gravi problematiche di un settore che dovrebbe essere prioritario per il futuro di ogni paese.

Innovaway punta sulla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e acquisisce il ramo d’azienda di Archidata

L’azienda punta a fatturare 50 milioni nel 2020.

L’acquisizione rientra nella strategia di sviluppo del Gruppo e segue quella che si è conclusa nel pieno dell’emergenza Covid, relativa al ramo d’azienda Business Unit Banking & Insurance di Olisistem Start con la quale la società ha ampliato il proprio portafoglio d’offerta con servizi ICT dedicati al mercato bancario e assicurativo

Reingegnerizzare e standardizzare i procedimenti amministrativi. Con questo obiettivo il Gruppo Innovaway ha acquisito il ramo d’azienda Pa di Archidata, realtà storica della consulenza italiana che da anni vanta una consolidata esperienza nell’assistenza tecnica alle pubbliche amministrazioni per garantire efficienza e qualità nella gestione dei Fondi strutturali.
L’acquisizione segue quella, avvenuta nel pieno dell’emergenza Covid, del ramo d’azienda Banking & Insurance di Olisistem Start, Business Unit con più di 300 dipendenti e un fatturato superiore a 15 milioni di euro,  fornitrice di servizi IT di supporto infrastrutturale e servizi di gestione clienti a valore aggiunto.
Grazie a queste operazioni, Innovaway, che oggi ha sedi a Milano, Torino, Roma, Napoli, Bari, Catanzaro, Cosenza e in Albania a Tirana, punta a realizzare un fatturato aggregato di circa 50 milioni di euro nel 2020, proseguendo un percorso di ampliamento della propria offerta con l’aggiunta di servizi dedicati a banche e assicurazioni, e crescendo anche attraverso lo sviluppo di linee esterne.

“Con queste acquisizioni – dichiara il ceo di Innovaway Antonio Giacomini-  consolidiamo il nostro posizionamento di gruppo leader  nel settore dei servizi ICT. L’acquisizione è focalizzata su un ramo di azienda particolarmente innovativo, ossia quello, nello specifico, avente ad oggetto lo svolgimento dell’attività di reingegnerizzazione e standardizzazione dei procedimenti amministrativi.”

Nel mercato della Pubblica Amministrazione, il Gruppo Innovaway annovera tra i suoi principali clienti la Provincia Autonoma di Bolzano e Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Per la Provincia Autonoma di Bolzano, Innovaway dal 2015 svolge un servizio in italiano e tedesco di Help Desk rivolto ai dipendenti,  con volumi gestiti di più di 10 mila contatti al mese.
Per Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Innovaway dal 2018 svolge un servizio di supporto delle postazioni di lavoro distribuite sul territorio nazionale presso i comuni italiani per l’emissione di Carta di Identità Elettronica (CIE)

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