UNICEF: ogni anno più di 2milioni di bambini in Asia meridionale muoiono ‏ prima di aver compiuto 5 anni

L’Asia meridionale continua ad essere uno dei luoghi più a rischio nel mondo per  affrontare una gravidanza o per partorire, con il secondo più alto numero di mortalità materna

campagna-acqua-e-sanita-dell-UNICEF_mainstory1Roma, 12 settembre – “Ogni anno più di 2 milioni di bambini in  Asia meridionale muoiono per cause prevenibili prima di aver compiuto 5 anni e più del 35% dei bambini della regione soffre di malnutrizione cronica”, ha detto Karin Hulshof, Direttore Regionale UNICEF per l’Asia Meridionale nel presentare il nuovo rapporto “Improving Children’s Lives, Transforming the Future – 25 years old child rights in South Asia”.

Questi i principali dati del Rapporto:

Circa 8 milioni di bambini con meno di 1 anno non sono  stati vaccinati.

  • Più del 45% delle ragazze si sposa prima dei 18 anni; il 18% prima dei 15 anni.
  • In Asia Meridionale vive il più grande numero di bambini malnutriti al mondo.
  • Circa 700 milioni di persone sono costrette a defecare all’aperto.
  • Circa 100 milioni di bambini sotto i 5 anni non sono stati registrati alla nascita.

Secondo il nuovo rapporto lanciato dall’UNICEF negli ultimi 25 anni sono stati fatti  progressi in campo sanitario e per il benessere dei bambini in Asia Meridionale, ma restano ancora evidenti diseguaglianze. “L’Asia meridionale continua ad essere uno dei luoghi più a rischio nel mondo per  affrontare una gravidanza o per partorire, con il secondo più alto numero di mortalità materna”, ha continuato Hulshof. “Troppi bambini sono sposati e troppe bambine non sono mai nate. Ma insieme possiamo invertire questa tendenza”. Il rapporto  è stato pubblicato per celebrare i 25 anni della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC).  Tutti i paesi dell’Asia meridionale hanno incluso aspetti della Convenzione nella legislazione nazionale e hanno organizzato Ministeri e istituzioni di controllo dedicate alle questioni dell’infanzia. In molti paesi sono state emanate legislazioni progressiste, che stabiliscono i diritti dei bambini applicabili al campo della salute, dell’istruzione, della protezione e della partecipazione. La povertà intensa e le disparità impediscono a milioni di bambini in Asia meridionale di vivere in condizioni dignitose, di sviluppare il proprio potenziale  e di operare scelte sul loro futuro. “Per il 25° anniversario della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza dobbiamo assicurare ai bambini e alle madri l’accesso ai servizi sanitari, buona nutrizione e bagni privati. Abbiamo anche bisogno di provvedere ad un’istruzione di qualità e di creare opportunità per i bambini. La buona notizia è che abbiamo le conoscenze e approcci innovativi per realizzare un cambiamento positivo per le vite dei bambini in Asia meridionale”, ha detto Hulshof. L’UNICEF Asia meridionale per i 25 anni della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza lancia “Generation@25”,  una campagna per i diritti dei bambini con l’obiettivo di migliorare l’istruzione per le ragazze in Afghanistan, di prevenire la malnutrizione in India, porre fine alle defecazioni all’aperto in Nepal e assicurare a tutti i bambini in  Bangladesh la registrazione alla nascita.

Ebola: Unicef invia in Sierra Leone 48 tonnellate di aiuti

 

Da agosto sono in totale 402 tonnellate di aiuti  inviati in Africa occidentale

NYHQ2014-0427Roma, 5 settembre  Un aereo cargo con forniture mediche dell’UNICEF (come  attrezzature di protezione e medicine di base) è appena atterrato in Sierra Leone, comeparte del flusso costante di aiuti che l’UNICEF sta inviando per affrontare l’epidemia di Ebola nell’Africa occidentale. 
 Le 48 tonnellate di rifornimenti – che comprendono: guanti in lattice, sacchi, tubi per via endovenosa, antibiotici e altri farmaci essenziali e tute di protezione per gli operatori, saranno distribuiti ai team sanitari, tra cui quelli del Ministero della Salute e delle organizzazioni non governative che lavorano per contenere l’epidemia. 
Quest’ ultimo ponte aereo porta a 402 le tonnellate di aiuti che l’UNICEF – con 32 spedizioni dall’inizio di agosto –  ha inviato ai tre paesi più colpiti dall’Ebola: 70,6  tonnellate sono state distribuite in Guinea, 213,8 in Liberia e 117,7 in Sierra Leone.

La prossima settimana l’UNICEF invierà 50.000 kit di protezione da utilizzare in casa in Liberia. I kit sono destinati alle famiglie che devono prendersi cura dei propri cari a casa e contengono una serie di articoli come spray, cloro, guanti e sacchetti per la spazzatura.

Continueranno i rifornimenti aerei d’emergenza e anche via mare. Con il grave collasso dei servizi sanitari, scolastici e il numero altissimo di infezioni tra le donne, l’UNICEF teme che l’impatto dell’epidemia sui 4,5 milioni di bambini che vivono nelle aree colpite dall’Ebola ed oltre supererà il contenimento del virus.

L’UNICEF è sul campo e collabora con le comunità e i leader religiosi, le organizzazioni  giovanili e altre per contrastare il diffondersi di false credenze sulla malattia e per informare sempre più persone sulle pratiche igieniche utili. L’UNICEF sta anche supportando le comunità colpite con acqua e servizi igienici.

UNICEF-OMS: in Iraq 3,75 milioni di bambini vaccinati con anti polio

La campagna per debellare la polio è durata 5 giorni, tra il 10 e il 14 agosto, ed è stata organizzata dal Ministro Iracheno della Salute con il supporto dell’UNICEF e dell’OMS

08-11-2014Polio_CampaignRoma, 2 settembre  –In Iraq 3, 5 milioni di bambini su 4 sotto i 5 anni di età sono stati raggiunti in tutto il paese con una  campagna di vaccinazioni di massa anti polio.  La campagna durata 5 giorni, tenutasi tra il 10 e il 14 agosto, è stato organizzata dal Ministro Iracheno della Salute con il supporto dell’UNICEF e dell’OMS, ed era parte della  risposta nazionale alla nuova emergenza per la  polio scoppiata in Iraq all’inizio dell’anno. La campagna è arrivata nel momento in cui il numero dei bambini sfollati è continuato a crescere su base giornaliera. Solo nel Governatorato Curdo di Duhok, sono stati vaccinati circa 65.000 bambini sfollati interni. “Siamo davvero soddisfatti dell’esito della campagna”, ha dichiarato Marzio Babille, Rappresentante UNICEF in Iraq. ”L’impegno dei team medici coinvolti – che spesso hanno lavorato in circostanze di incredibile difficoltà – è stato veramente straordinario.” La campagna, che aveva l’obiettivo di raggiungere i bambini in 14 Direzioni Sanitarie in 12 Governatorati dell’Iraq, è stata particolarmente impegnativa a causa degli  1,8 milioni di persone sfollate dall’inizio dell’anno. Di queste la metà si stima siano bambini. Le autorità sanitarie hanno  utilizzato i vaccini e altre scorte per assicurare ad un grande numero di bambini di essere raggiunti. La conferma di due casi di polio in Iraq nei mesi di febbraio e di aprile di quest’anno ha messo fine ad un periodo di 14 anni durante il quale nel paese non sono stati registrati casi di polio. Con un numero relativamente alto di bambini non vaccinati a causa delle difficoltà riscontrate nell’accesso alle famiglie e ai bambini, soprattutto nelle zone di conflitto, secondo gli esperti l’Iraq è ora  diventato  un paese vulnerabile ad un’epidemia più ampia di questa malattia incurabile e paralizzante.

Unicef per emergenza Ebola: inviate in Liberia 68 tonnellate di aiuti

Al 20 agosto sono stati oltre 1.000 i casi confermati o sospetti di Ebola in Liberia, con 613 decessi. Da Unicef aiuti urgenti e necessari a combattere la peggiore epidemia di Ebola nella storia.

ebola unicef 2_0Roma, 24 agosto  – Un aereo cargo con 68 tonnellate di forniture sanitarie e igieniche dell’UNICEF è atterrato a Monrovia ieri mattina, per portare aiuti urgenti e necessari a combattere la peggiore epidemia di Ebola nella storia. Il carico, partito dal Centro UNICEF mondiale di aiuti di Copenaghen, conteneva aiuti e indumenti di emergenza di base utili agli operatori sanitari impegnati in prima linea a proteggere loro stessi e a prevenire la diffusione dell’infezione. Gli aiuti includono: 27 tonnellate di cloro concentrato per disinfettare e depurare l’acqua, 450.000 paia di guanti in lattice, sali per la reidratazione orale e kit per cibo terapeutico per nutrire i pazienti sottoposti a trattamento. Al 20 agosto sono stati oltre 1.000 i casi confermati o sospetti di Ebola in Liberia, con 613 decessi. In parte la rapida diffusione della malattia è dovuta all’indebolimento del sistema sanitario del paese, che è stato gravemente danneggiato da anni di guerra civile. “L’UNICEF sta lavorando su più fronti dall’inizio dell’epidemia per fornire gli approvvigionamenti d’emergenza necessari, nonché per sensibilizzare le comunità con le informazioni utili per fermare la diffusione della malattia. Questo carico completerà i nostri  sforzi con una nuova ondata di forniture per equipaggiare le strutture sanitarie, sostenere il controllo delle infezioni e proteggere i lavoratori sanitari in prima linea”, ha detto Sheldon Yett, Rappresentante UNICEF in Liberia. L’UNICEF ha già fornito aiuti per più di 2 milioni di dollari, che comprendono: forniture sanitarie, indumenti di protezione per gli operatori sanitari, cloro, spray e altre attrezzature per l’acqua e i servizi igienici per controllare le infezioni; motocicli e altro supporto logistico per consentire agli operatori sanitari comunitari e agli altri partner di potersi spostare tra le varie comunità. L’UNICEF sta inoltre implementando squadre di comunicatori tradizionali per diffondere messaggi di prevenzione nelle comunità in tutta Liberia, sta realizzando materiali informativi e programmando attività nelle radio per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla diffusione della malattia.

UNICEF: aiuti per gli iracheni sfollati

L’UNICEF e il Governatorato di Dahuk hanno firmato un accordo per 5 milioni di dollari USA per aiutare direttamente le famiglie irachene sfollate.

iraq fotoRoma, 22 agosto  – In risposta alla crisi umanitaria in Iraq, dal 2 agosto, l’UNICEF ha inviato 89 camion, con più di 60 tonnellate di aiuti umanitari, che comprendono: acqua potabile per 162.000 sfollati, cibo supplementare (come biscotti ad alto contenuto proteico) per 92.000 persone, kit sanitari di emergenza per 100.000 persone. Nei prossimi cinque giorni, l’UNICEF riceverà quasi 200 tonnellate di aiuti aggiuntivi tramite ponte aereo e via mare. L’UNICEF e il Governatorato di Dahuk hanno firmato un accordo per 5 milioni di dollari USA per aiutare direttamente – attraverso assistenza in denaro diretta erogata una sola volta – le famiglie sfollate e vulnerabili nel Governatorato.
“Ho parlato con gli sfollati a Bajet Kandala, Zakho e Khanke” ha detto Marzio Babille, Rappresentante UNICEF in Iraq. “Ho visto famiglie che attraversavano il ponte a Peshkabour. Mentre stiamo massicciamente portando avanti le attività di assistenza, questo contributo in denaro nelle mani permetterà immediatamente alle famiglie di far fronte alle necessità di base dei propri figli, laddove sarà possibile accedere ai beni primari”.
L’iniziativa dell’assistenza in denaro vedrà l’UNICEF contribuire con 5 milioni di dollari in questo sforzo congiunto, che il Governatorato poi distribuirà alle famiglie sfollate come aiuto una tantum senza condizioni, per fornire loro i mezzi per acquistare beni di base sul mercato locale. Questi fondi  permetteranno alle famiglie di stabilire le proprie priorità e anche di contribuire direttamente a sostenere l’economia delle comunità ospitanti.

Per donazioni: sito-web: www.unicef.it

UNICEF: aiuto ai bambini di Gaza durante il cessate il fuoco

‘Solo nel solo mese di luglio oltre 4.500 bambini sono nati a Gaza’

 

bambini-gazaRoma 16 agosto  – Una pausa nel combattimento ha consentito all’UNICEF di  portare aiuti salva-vita per i bambini di Gaza, ma una pace duratura è necessaria per raggiungere centinaia di migliaia di bambini che hanno un disperato bisogno di sostegno per ricostruire le proprie vite. “Questo conflitto  ha avuto un impatto devastante sui bambini, che costituiscono la metà della popolazione di Gaza. Insieme ai partner stiamo fornendo assistenza di base e sostegno, ma i bisogni dei bambini sono immensi”, ha detto il Vicedirettore generale dell’UNICEF Yoka Brandt. Più di 450 bambini di Gaza sono stati uccisi negli ultimi attacchi aerei e bombardamenti. Più di 2.900 bambini sono stati feriti e più di 50.000 sono senza tetto. Brandt ha detto che il cessate il fuoco ha permesso a squadre di tecnici sostenuti dall’UNICEF di  iniziare a riparare le infrastrutture critiche danneggiate da attacchi aerei e bombardamenti, compresi acquedotti e sistemi sanitari. Fino a 110.000 persone sono state dotate: di acqua potabile e kit per l’igiene, gli ospedali e le strutture sanitarie sono state rifornite di medicine e attrezzature. In sei rifugi per gli sfollati sono stati creati spazi sicuri a misura di bambino e circa 6.000 bambini, affetti da profonda angoscia, hanno ricevuto aiuto psicologico. Brandt  ha compiuto una missione a Gaza all’inizio di questa settimana insieme a Maria Calivis, Direttore regionale UNICEF per il Medio Oriente e Nord Africa, e June Kunugi, Rappresentante UNICEF, per incontrare i 16 membri del Field Office UNICEF di Gaza. Hanno incontrato i bambini sfollati e feriti a Gaza e hanno parlato con i bambini a Sderot, nel sud di Israele. “L’UNICEF, insieme ai nostri partner, è impegnato a raggiungere il maggior numero di bambini. E possiamo farlo se gli operatori umanitari possono ottenere lo spazio umanitario di  cui abbiamo bisogno”, ha dichiarato Maria Calivis, Direttore regionale UNICEF per il Medio Oriente e Nord Africa. “Solo nel mese di luglio oltre 4.500 bambini sono nati a Gaza. Per il bene di questi bambini e per il bene di tutti i bambini, esortiamo tutte le parti in conflitto a proteggere i bambini da ulteriori violenze, e  a trovare modi per raggiungere una pace duratura – una pace che protegga l’infanzia”, ha detto Calivis. L’UNICEF ha lanciato un appello per 13,7 milioni dollari per raggiungere i bambini e le loro famiglie a Gaza. Finora sono stati raccolti meno di un quarto di questi fondi.

 

“Emergenza Gaza: salviamo i bambini ora”: è possibile effettuare donazioni tramite il sito:www.unicef.it

 

Emergenza Gaza, enorme in perdite umane il prezzo del conflitto

UNICEF, 429 bambini morti, 2.744 feriti; 65.000 persone senza tetto. 400.000 bambini mostrano sintomi di disagio

Israel_gaza__14_sm_2968891k-680x365Roma, 8 agosto – Secondo i dati più recenti verificati dall’UNICEF, almeno 429 bambini a Gaza sono stati uccisi nell’ultimo mese a causa di attacchi aerei e bombardamenti. Dal momento dell’inizio del cessate il fuoco, entrato in vigore lunedi mattina, non sono stati registrati ulteriori decessi di bambini. Almeno 2.744 bambini sono stati feriti. Alcune delle giovani vittime, che hanno subito lesioni debilitanti per i quali nessun trattamento è disponibile a Gaza, devono essere curate al di fuori dell’enclave costiera. Mentre il cessate il fuoco di tre giorni a Gaza volge al termine, le famiglie stanno lottando per far fronte alle conseguenze di 28 giorni di violenza e distruzione che ha lasciato circa 65.000 persone senza tetto. “Degli ultimi tre conflitti a Gaza, questo è stato il più lungo, il più letale e distruttivo”, ha detto June Kunugi, Rappresentante UNICEF per lo Stato della Palestina. “Il costo umano e materiale va oltre le parole”.   Più di un quarto dei residenti di Gaza sono sfollati durante l’ultimo conflitto. I tre giorni di cessate il fuoco hanno permesso alle famiglie di visitare le loro case, ma molti hanno dovuto tornare nei rifugi collettivi, quando la piena portata dei danni alle loro case è diventata evidente. Il sovraffollamento dei rifugi gestiti dell’ONU, molti dei quali scuole, sta rendendo difficile fornire a queste famiglie i bisogni di base e avere condizioni di pulizia per prevenire la diffusione di malattie. Diarrea e malattie della pelle tra i bambini sono in aumento. I servizi di base sono gravemente danneggiati. L’accesso all’acqua è limitato per 1,5 milioni di persone e la mancanza di elettricità sta colpendo i servizi di distribuzione di acqua e i servizi igienico-sanitari e sanitari. Circa 400.000 bambini mostrano sintomi di disagio, come bagnare il letto, stare sempre attaccarsi ai genitori e avere incubi e hanno bisogno di sostegno psicosociale. La metà degli 1,8 milioni di persone di Gaza sono bambini sotto i 18 anni. Fin dai primi giorni della crisi, squadre psicosociali sostenute dall’UNICEF sono state dispiegate per fornire sostegno psicologico ai bambini colpiti, raggiungendo finora 1.870 bambini in tutta la Striscia di Gaza.   Per migliorare le condizioni nei rifugi collettivi, l’UNICEF, in collaborazione con la Mezzaluna Rossa Palestinese, ha distribuito 1.500 kit igienici per adulti, 1.000 kit per i bambini, 1.388 taniche e 4.000 coperte. Si sta organizzando la distribuzione di 24.000 vestiti per bambini e donne. “La lotta in salita per guarire le ferite fisiche e psicologiche dei bambini e per ripristinare le infrastrutture distrutte di Gaza sono un compito gigantesco”, ha detto Kunugi.

 

L’UNICEF è operativo a Gaza fin dai primi anni ’90, lavorando per aiutare i bambini e le famiglie ad avere accesso ai servizi di base, tra cui l’acqua, l’educazione igienico-sanitaria, la salute e formazione contro il pericolo delle mine. L’UNICEF ha bisogno di circa $ 14 milioni per rispondere ai bisogni umanitari di montaggio causati da questa nuova escalation.

 

“Emergenza Gaza: salviamo i bambini ora”: è possibile effettuare donazioni tramite il sito:www.unicef.it.

 

 

Unicef, sconcerto e allarme per morte 40 bambini a Sinjar – Iraq

Dichiarazione di  Marzio Babille, Rappresentante UNICEF in Iraq

Israeli air strike in Al Sheikh Redwan area in the north of Gaza cityRoma, 5 agosto– “Le notizie sulla morte di 40 bambini appartenenti a gruppi di minoranze sfollate dalla città di Sinjar sono di grande  preoccupazione. Secondo i rapporti ufficiali ricevuti dall’UNICEF, questi bambini della minoranza Yazidi sono morti come diretta conseguenza di violenze, fughe, e per disidratazione negli ultimi due giorni. Le famiglie che sono fuggite hanno bisogno immediato di assistenza, tra cui fino a 25.000 bambini, che ora sono bloccati nelle montagne circostanti Sinjar e che hanno un disperato bisogno di aiuti umanitari, compresi acqua potabile e servizi igienico-sanitari. Sinjar, un distretto di Ninive nel nord-ovest dell’Iraq, con una popolazione di almeno 150.000 bambini – tra cui molti che sono sfollati – domenica è stato preso sotto il controllo dello Stato Islamico (precedentemente noto come ISIS). I bambini sono particolarmente vulnerabili e sono i più colpiti dalla ripetute violenze, dagli spostamenti e dagli scontri in Iraq. L’UNICEF ribadisce il suo appello urgente per tutti i bambini che hanno bisogno di essere protetti e che devono ricevere immediatamente aiuti salvavita per evitare ulteriori perdite di vite. L’UNICEF esorta tutti coloro che hanno influenza a concedere immediatamente a bambini e a donne libero e sicuro accesso alle aree di rifugio e a rispettare la protezione speciale concessa ai bambini dal diritto internazionale umanitario e dai diritti umani”.

Unicef, i bambini vittime del cambio del clima

Nuovo rapporto  sui cambiamenti climatici e diritti dell’infanzia: a rischio 175 milioni di bambini

Save_the_Children-Haiti_child_waterRoma, 31 luglio  – L’Ufficio di Ricerca Innocenti dell’UNICEF ha lanciato la pubblicazione The Challenges of climate change. Children on the front line per ampliare e approfondire il tema dei diritti dell’infanzia nell’ambito dei cambiamenti climatici. Si stima che nei prossimi dieci anni, solo in Asia meridionale e in Africa, 175 milioni di bambini saranno colpiti da disastri legati al clima che potrebbero causare la morte di 250.000 bambini in più ogni anno. “Dal momento che gli effetti del cambiamento climatico diventano sempre più grandi e visibili, è probabile che colpiscano le vite dei bambini e dei giovani in tutto il mondo, “ ha dichiarato Anthony Lake, Direttore generale dell’UNICEF. “Oltre il 99% delle morti già attribuibili ai cambiamenti climatici si verificano nei paesi in via di sviluppo – e i bambini costituiscono l’80% di queste morti”. La pubblicazione, realizzata con il contributo di 40 esperti – scienziati, esperti di sviluppo e specialisti nella salute, nutrizione e diritti dell’infanzia – analizza come i decessi dei bambini legati ai cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo siano causati dal cambiamento dei modelli dei principali vettori di malattie e calamità naturali, dall’insicurezza alimentare alla mancanza di accesso all’acqua potabile e alle strutture igienico-sanitarie. Il rapporto sottolinea la necessità di un coinvolgimento consapevole dei bambini e dei giovani, non solo per il loro diritto alla partecipazione, ma perché potrebbero essere gli unici a sostenere l’attenzione delle loro comunità e delle loro nazioni sul problema, rispetto agli adulti che hanno ripetutamente rinviato decisioni politiche che rappresentavano delle sfide. “I bambini e i giovani oggi costituiscono la generazione che dovrà affrontare le conseguenze del cambiamento climatico e che dovrà compiere i tagli sulle emissioni di gas serra, essenziali per le decadi future”, ha dichiarato Marie Claude Martin, Direttore dell’Ufficio di Ricerca Innocenti UNICEF. “La sfida del cambiamento climatico è enorme” – ha continuato Lake. “Richiede una risposta urgente da tutte le generazioni – e i bambini che erediteranno la terra sono le ultime persone che dovrebbero essere escluse”.

 

 

Italia del vino: al via “Italia in Cina”

Per la prima volta nel nostro paese 45 delegati “Top” da Cina e Hong Kong

 cina_italiaRoma, 13 luglio –  I 45 top wine influencer di Cina e Hong Kong sbarcano per la prima volta in Italia, dal 6 al 15 luglio, per “Italia in Cina”, la sei giorni itinerante promossa dai due più grandi consorzi privati per la promozione all’estero – Istituto Grandi Marchi e Italia del Vino – nell’ambito del piano triennale per conquistare il mercato del celeste impero. Obiettivo dell’educational tour: creare i futuri ambasciatori del vino made in Italy in Cina attraverso l’esperienza sul campo, le visite in azienda e la conoscenza diretta dei produttori. Tra i 45 delegati presenti, oltre a opinion leader e esperti, anche autorevoli wine maker – come il vice segretario generale di China Wine Association e professore associato del collegio di agricoltura di Pechino, Li Demei – e giornalisti come Yingjie Chen, senior editor del magazine Wine, la più importante rivista specializzata della Cina. Tre sono i tour previsti, che partiranno dalla Lombardia (Ca’ del Bosco) per poi toccare le cantine di Piemonte (Michele Chiarlo, Gaja, Marchesi di Barolo, Pio Cesare), Toscana (Antinori, Banfi, Biondi Santi, Castello d’Albola, Ambrogio e Giovanni Folonari, Fattoria Machiavelli), Emilia Romagna (Medici Ermete) Veneto (Bolla, Masi, Zonin, Sartori, Santa Margherita) Umbria (Lungarotti) e Trentino Alto Adige (Lageder, Ferrari Fratelli Lunelli). Per i presidenti dei due consorzi, Piero Antinori e Ettore Nicoletto: “Il progetto ‘Italia in Cina’ si inserisce nell’ambito di un preciso programma di azioni di formazione diretta sugli operatori di Cina e Hong Kong. Due mercati che, dopo il calo delle importazioni del 2013, si confermano fortemente selettivi anche nel 2014. Ma questa situazione di stallo può diventare un’opportunità per l’Italia per recuperare posizioni rispetto ai suoi competitor, attraverso una promozione più unitaria. L’obiettivo di questa operazione è infatti fornire ai potenziali “ambasciatori” cinesi gli strumenti per comprendere la varietà e la complessità della nostra realtà vitivinicola, visitando i tanti territori, conoscendo i produttori, vedendo come nasce un grande vino italiano. Soltanto così potranno poi convincere in patria i propri clienti”. ‘Italia in Cina’ fa parte del piano triennale d’intervento sul mercato cinese promosso da Italia del Vino e Istituto Grandi Marchi che complessivamente, rappresentano 32 imprese italiane del comparto vino (20mila ettari coltivati in tredici regioni italiane e 3mila addetti) per un fatturato complessivo di 1,4 miliardi di euro, di cui ben 750 milioni rappresentati dalle esportazioni, pari al 20% dell’export complessivo italiano di settore. Nei primi 3 mesi del 2014 le importazioni di vino in Cina confermano il riassestamento intravisto nel 2013, con un calo di circa il 20% sia a volume (-62 milioni di litri) che a valore (-312 milioni di dollari). Ad essere penalizzati soprattutto la Francia (-28,2% in volume e -29,7% in valore) ma anche Australia e Usa, mentre si difende il Cile grazie alle sue politiche aggressive sul fronte dei prezzi. L’Italia e la Spagna si trovano invece in una sorta di limbo, rispettivamente con un -2% in valore (grazie a un +5% dei prezzi medi delle bottiglie esportate) e un -4% (dati UIV).

 

 

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