Europa. L’Unione non fa la forza!

Ma l’Europa esiste ancora?

di Andrea Cavazzini

In piena emergenza coronavirus, l’Europa fatica ancora a trovare una voce comune. Al contrario, la crisi del virus continua a mettere sotto gli occhi di tutti noi, le eterne divisioni tra i 27 stati dell’UE con le inevitabili controversie di questo o quel politico di turno. E la domanda legittima sorge spontanea è “Ma l’Europa esiste ancora?”

Non c’è dubbio che il nostro Paese nell’ambito di tutto il continente cifre alla mano, è quello più colpito dal Covid-19, con oltre 11000 morti e a rendere ulteriormente complicata la situazione e la difficolta di non poter contare sul sostegno degli altri “partner” europei. Come ulteriore simbolo di questa disunità la difficoltà di reperire dispositivi di protezione, soprattutto per coloro che sono esposti in prima linea contro il nemico invisibile, come il personale sanitario esposto pesantemente al pericolo di contagio.  Cina e poi a seguire Cuba e la Russia, e ultima l’Albania, sono i paesi che prima degli altri si sono mossi per intervenire in nostro aiuto, inviando anche team di specialisti a supporto del personale così pesantemente provato da turni estenuanti.

La compagnia cinese Xiaomi ha annunciato su Facebook il 5 marzo scorso che decine di migliaia di maschere FFP2 e FFP3  verranno inviate in Italia. “Siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino”, rispolverando un antico messaggio di fratellanza di Seneca, ha affermato la direzione del colosso cinese leader nella produzione di cellulari e suv. 

Al contrario, diversi stati europei come Germania, Repubblica Ceca e Francia hanno deciso di non esportare i loro dispositivi di protezione. “Dobbiamo essere uniti nella distribuzione di maschere protettive. Un blocco delle esportazioni tra gli Stati membri non rientra nello spirito dell’Unione Europea”, ha dichiarato il ministro della sanità belga Maggie De Block su Twitter la scorsa settimana.

Al contrario le dichiarazioni del portavoce del governo francese hanno anche suscitato polemiche sui social network. “L’Italia ha preso provvedimenti che non hanno fermato l’epidemia”, ha detto Sibeth Ndiaye. Commenti denunciati con una certa indignazione in particolare dalla filosofa ed ex deputata del centro sinistra Michela Marzano. “Come osi? Sapevi che l’OMS raccomanda alla Francia di prendere ad esempio le misure adottate dall’Italia?”

Il coronavirus ha anche alimentato le tensioni tra Italia e Austria dopo la decisione di chiudere virtualmente i confini.

“Qual è il concetto tanto affermato di “solidarietà europea” quando la Ue non è in grado di aiutare l’Italia e la Grecia? ” Marine Le Pen ha reagito su Twitter, sottolineando anche la mancanza di collaborazione.

Dopo diversi giorni di silenzio, il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha infine adottato misure per coordinare la risposta alla diffusione della malattia, compresa la flessibilità delle norme dell’UE in materia di aiuti. Ha dichiarato infatti la possibilità di mobilitare fino a 25 miliardi di euro di liquidità destinata ai sistemi sanitari, alle piccole e medie imprese e ai settori maggiormente colpiti nell’UE.

La Banca centrale europea a sua volta ha elaborato misure per far fronte all’epidemia per mantenere buone condizioni finanziarie per le famiglie, le imprese e le banche, nonostante le successive e incaute dichiarazioni di Madame Lagarde plenipotenziaria della BCE, che ancora risuonano sinistre (o destre) nelle nostre orecchie: “Non credo che nessuno dovrebbe aspettarsi che le banche centrali siano in prima linea nella risposta che ha agitato “la compiacenza e la lentezza” dei governi”.

 Non solo economia. Il virus dovrebbe convincere tutti a un deciso cambio di passo che riguardi la sanità, le infrastrutture a difesa della salute, il degrado ambientale: nessuno può farcela da solo.

Covid-19. Ma esiste il PROTOCOLLO X?

Oppure le Nazioni sono governate da totali incapaci presi dal panico!

di Paolo Buralli Manfredi. Melbourne – Australia

È da due mesi che osserviamo attentamente l’evolversi della situazione nelle varie Nazioni del mondo, la pandemia che qualche settimana fa è stata ufficialmente dichiarata dall’OMS, continua ad espandersi con moltiplicatori impressionanti arrivando ad oggi a più di 600.000 infettati nel mondo, numero che noi riteniamo infinitamente basso, visto che esistono realtà al mondo prive di strumenti per diagnosticare il covid19.

Ripercorrendo la storia più recente, ci siamo accordi che il comportamento dei Capi di Stato è simile in tutte i modi di agire degli stessi, per capire meglio dunque, rivediamo i passaggi da quando è apparso covid19.

Nel gennaio del 2020 in una città cinese Wuhan poco più di 11 milioni di abitanti, viene scoperto il primo focolaio di covid19. Le autorità cinesi dopo qualche tempo avvisano il mondo della possibile diffusione di un virus, chiamato covid19, che infetta rapidamente migliaia e migliaia di persone, tant’è che il Governo cinese impone la quarantena a più di 50 milioni di abitanti per cercare di fermare il contagio.

Tutti i Capi di Stato quindi, sono informati, in quel preciso momento, del fatto che il covid19 è aggressivo e si espande in modo rapido e soprattutto sanno, visto lo storico cinese, che l’unica azione possibile per fermarlo è l’isolamento delle singole persone, come i dati cinesi dimostrano fin dall’inizio della quarantena.

Nonostante ciò tutti i Capi di Stato ignorano quell’insegnamento che arriva dalla gestione di coloro che hanno gestito il primo focolaio e si comportano tutti allo stesso modo, come se applicassero un protocollo, che nel nostro titolo abbiamo chiamato “ PROTOCOLLO X ”

E, in effetti, osservando le procedure adottate dai Capi di Stato, notiamo che hanno evitato tutti di seguire il modello cinese per le prime settimane, quasi come se esistesse un protocollo da seguire per creare un numero x d’infettati, prima di arrivare ad usare il metodo della quarantena, ancora oggi non drastica come quella usata in Cina, dove si è arrivati al successo del “contagio 0”.

Proviamo dunque ad immaginare quale siano, se esistesse veramente, gli obiettivi del “ Protocollo X”.

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Noi crediamo che in un modo, dove il castello dell’economia mondiale si stava frantumando giorno dopo giorno e dove la globalizzazione aveva portato i libri in tribunale dichiarando fallimento se Europa e Stati Uniti in testa, avessero immesso nel mercato ormai in coma profondo miliardi di dollari e di euro senza un motivo che fosse al di fuori del sistema economico mondiale, il castello già pericolante sarebbe crollato definitivamente.

I comandanti del castello sarebbero falliti e deposti da quel Dragone cinese che continua ad avanzare nel mondo a colpi di PIL a due cifre, ecco allora, che il covid19 è arrivato come per miracolo a trasformare quei falliti in eroi e Trump, nel totale silenzio dei mercati, inietta 2 mila miliardi di dollari per sostenere la Nazione in questo momento di difficoltà, non causata da un sistema economico ormai fallito ma, per colpa di questo minuscolo virus.

Lo segue a ruota l’UE che prepara un piano miliardario e guarda un po’, dopo la richiesta del Ministro dell’Economia tedesco di cancellare il patto di stabilità, grazie a questo benedetto virus, saltano magicamente tutti i parametri, tutti i trattati, insomma dopo la dichiarazione di pandemia da parte dell’OMS, i Capi di Stato possono fare quello che vogliono, ma soprattutto, possono nascondere i loro fallimenti e diventare eroi!

Chiudiamo sperando che quanto scritto qui sopra non sia solo una riflessione, ma speriamo che sia la verità, cioè, che esista veramente il “ PROTOCOLLO X”, lo speriamo vivamente perché, altrimenti, il mondo è governato da degli incapaci totali.

Coronavirus. Quarantena a quattro zampe

I consigli degli esperti per occuparsi al meglio del proprio cane durante il lockdown nazionale imposto dall’emergenza sanitaria

 Le restrizioni nella libertà di movimento imposte agli italiani dai recenti decreti del governo e il conseguente confinamento in casa, a eccezione di alcuni casi come portare i cani a passeggio, hanno scaturito migliaia di brillanti meme online su persone che portano a spasso animali di peluche o altri oggetti assurdi al guinzaglio, così come i video di cani nascosti perché stanchi di uscire per la strada così tante volte…

La verità è che anche i cani soffrono delle conseguenze di questa crisi sanitaria senza precedenti e dovuta al coronavirus. Daniela Leal, a capo del team dei veterinari di Barkyn, ci fornisce alcuni consigli utili per mantenere i nostri animali domestici attivi da casa e nella migliore salute possibile durante la quarantena.

Attenzione quando usciamo

Sebbene sia consentito portarli fuori, tutte le istituzioni competenti, dal Ministero della Salute alla Protezione Civile, raccomandano che queste passeggiate siano le più brevi possibili ovvero entro 200 metri dalla propria abitazione. “La cosa più importante in questi casi è stare estremamente attenti a non entrare in contatto con altre persone o cani durante la breve passeggiata, né noi né il nostro animale domestico. Si raccomanda inoltre di portare una bottiglia d’acqua con detergente per pulire l’urina e, come sempre, sacchetti per le feci. Quando torniamo dalla camminata è importante pulirsi le gambe con un panno o, meglio ancora, lavarle completamente”, raccomanda Leal. Infine potrebbe essere utile stimolarlo con una pallina per alleviare la sua (e la nostra) frustrazione di non poter passare più tempo in strada.

Mantenerli sempre in forma

Le sporadiche uscite che stiamo facendo in questi giorni per loro non sono sufficienti, pertanto è normale trovarli più irrequieti e stressati del solito: non possono rilasciare tutta la loro energia in strada. Pertanto è importante mantenere alto il loro livello di attività. Prosegue la veterinaria, “oltre a non smettere di portarli a fare una passeggiata, mentre siamo a casa possiamo continuare a giocare con loro: lanciando loro una palla, usando per esempio i giocattoli Kong (quelli in plastica in cui poter nascondere oggetti o premi) per attivarne la stimolazione mentale oppure usando semplicemente una corda, allungandola e tirandola”.

Intrattenimento, una necessità

Uscire e giocare resta sempre la cosa più divertente da fare, ma per passare del tempo possiamo anche fare cose al chiuso. “Ora che avete più tempo da dedicargli, approfittatene per rivedere alcuni comandi, come sedersi o sdraiarsi, magari insegnargliene loro di nuovi. Se avete abbastanza spazio in casa, inseguire di corsa o farsi inseguire dai nostri animali domestici è un gioco divertente che consumerà a entrambi parecchia energia”, spiega la veterinaria.

Un occhio al comportamento

Le dinamiche di tutti stanno cambiando in questi giorni, ci stiamo adattando a nuove circostanze nella nostra vita quotidiana. Gli esseri umani si sentono incerti su questa nuova situazione e l’angoscia dovuta all’isolamento che se ne può scaturire si fa notare dai nostri cani. Pertanto essi possono “sentirsi strani e più irrequieti”. Così come per le persone, affinché il loro comportamento non ne venga influenzato negativamente è importante fare tutto il possibile per intrattenerli e mantenere la normalità.

Alimentazione corretta, sempre

Secondo l’esperta, la dieta dovrebbe essere sempre la stessa, ma allo stesso tempo se l’attività del cane viene ridotta possiamo ridurre la quantità di cibo che gli diamo. “L’alimentazione dei cani deve essere adattata alle loro esigenze particolari con il massimo beneficio e in supporto al loro sistema immunitario. D’altra parte, poiché il fatto di uscire all’aperto è limitato, in questo caso, ordinare cibo online è un’alternativa più sicura”. Tra l’altro questa è anche una buona occasione per tirare fuori il ‘Masterchef’ che è in noi per preparare alcune ricette fatte in casa, apposta per loro. Ovviamente povere di grassi.

Essere consapevoli del proprio stato di salute

Dato che possiamo andare dal veterinario solo in caso di emergenza, possiamo sempre fare un rapido controllo a casa. “Possiamo vedere se il suo umore è cambiato o se ha il pelo sano, cioè uniforme e senza eccessive perdite. Un altro parametro che possiamo verificare è il suo respiro, che dovrebbe essere di 10-30 respiri al minuto mentre è a riposo. Dovremmo anche esaminare i denti, le gengive e la lingua aprendo la bocca per rilevare eventuale placca o infezioni”.

Dubbi e domande frequenti

Il coronavirus ha cambiato il nostro modo di vivere e così sarà per un po’ di tempo. L’accesso al mondo sanitario per tutti i membri della famiglia, compresi i cani, è stato radicalmente modificato dalla situazione in cui ci troviamo. Al fine di aiutare e fornire maggiore tranquillità, Barkyn ha aperto una linea telefonica per ridurre al minimo l’impatto del virus sulle famiglie con animali domestici, in modo che possano risolvere tutti i loro dubbi di tipo veterinario senza dover uscire di casa. La linea, di solito disponibile solo per gli utenti di Barkyn, oggi è aperta a tutti per poter dare delle risposte a tutte le domande di chi vive in casa con animali domestici. “In questi giorni le persone chiedono spesso se COVID-19 colpisce i cani e la risposta è che non ci sono prove per dimostrarlo. I cani non trasmettono né possono contrarre il virus. In molti chiamano inoltre per nuovi sintomi che hanno notato nei loro animali, come il prurito che prima non avevano o altri dubbi in generale, come se dovessero essere vaccinati”.

Per un supporto veterinario gratuito da parte dei professionisti di Barkyn è possibile chiamare il numero 331 872 7553, fino al 31 marzo, dalle 10 alle 20, oppure contattare [email protected]. (www.barkyn.it)

Barkyn

Nato dall’amore per i cani, dalla convinzione che essi siano parte della famiglia e che meritano solo il meglio, il miglior cibo e i migliori consigli per la loro salute, Barkyn è un servizio personalizzato che offre alimenti creati sulla base delle preferenze del proprio cane, oltre a un veterinario assegnato che gli utenti possono contattare 24 ore su 24. Per maggiori informazioni visitate www.barkyn.it

 

In California muore di covid-19 un 17enne. Non aveva assicurazione sanitaria

In Usa aumentano a dismisura i casi di coronavirus. La morte del giovane 17enne evidenzia le incongruenze di una Sanità in mano ai privati e alle assicurazioni

di Ilaria Carlino

E’ accaduto a Lancaster, cittadina dello stato della California negli USA. Un adolescente di soli 17 anni ha perso la vita a causa del virus Covid-19 che purtroppo si è diffuso rapidamente negli Stati Uniti nel corso degli ultimi giorni. Il ragazzo, pur essendo risultato positivo al test non ha potuto procedere con le cure necessarie in una struttura medica dello stato della California a causa della mancanza di assicurazione sanitaria particolarmente costosa e obbligatoria in tutti i 50 Stati americani. 

L’adolescente sembra che avesse cominciato ad accusare dei sintomi venerdì 25 marzo, e il mercoledì successivo in seguito a peggioramenti si era recato presso l’ospedale californiano da cui poi è stato respinto.

I medici dello stesso gli avevano consigliato di recarsi presso una struttura pubblica locale, cosa che ormai era diventata inevitabile: il ragazzo è in seguito deceduto proprio nel momento in cui avveniva lo spostamento a causa di un arresto cardiaco. I paramedici hanno tentato di tenerlo in vita per ore, ma inutilmente. Quando l’adolescente è arrivato nel secondo ospedale era già troppo tardi.

A dare la notizia, il sindaco di Lancaster, Rex Parris, attraverso un video su Youtube. Il sindaco dichiara: “Il venerdì prima della sua morte, era in salute. Mercoledì è morto, non aveva un’assicurazione medica, quindi non lo hanno curato”.

“Una volta pensavamo che COVID-19 non fosse una minaccia per i nostri figli, ma la prima morte nella nostra comunità a causa di questo virus è stata quella di un minore. È fondamentale che la prendiamo sul serio. Non possiamo più far morire bambini a causa di questo virus. Per proteggere i nostri piccoli e la nostra comunità, dobbiamo rimanere a casa il più possibile. I nostri parchi sono chiusi. Le attività non essenziali sono chiuse. Per favore, seguite questi avvertimenti e restate a casa”, continua il sindaco. 

Negli Stati Uniti, il costo delle assicurazioni sanitarie è talmente elevato da rendere ancora più drammatica la situazione determinata dalla pandemia. Una situazione differente in Italia, paese che consente a tutti di poter ricevere le cure mediche di cui hanno bisogno grazie al diritto alla cura sancito dall’art.32 della Costituzione, nonostante i reparti di terapia intensiva siano sovraccarichi e fatichino ad accogliere nuovi pazienti.  Non si tratta infatti della prima giovane vittima del Coronavirus che negli Stati Uniti perde la vita per l’impossibilità di accedere alle cure mediche.

Si stima che circa 27,5 milioni di cittadini americani sono privi di copertura sanitaria. Mentre sale il numero di casi di Coronavirus negli Usa.

Dalla Russia un farmaco per il trattamento del coronavirus

La Federal Biomedical Agency ha introdotto un farmaco per il trattamento dell’infezione da coronavirus. Si tratta del farmaco antimalarico meflochina. Lo ha riferito il servizio stampa dell’agenzia RIA.

Il rapporto rileva che il centro di ricerca e produzione Pharmzashchita ha sviluppato un regime di trattamento che tiene conto dell’esperienza cinese e francese. “Il farmaco ad alta selettività blocca l’effetto citopatico del coronavirus nella coltura cellulare e ne inibisce la replicazione, e l’effetto immunosoppressivo della meflochina previene l’attivazione della risposta infiammatoria causata dal virus. L’aggiunta di antibiotici macrolidi e penicilline sintetiche non solo impedisce la formazione di una sindrome batterica-virale secondaria, ma aumenta anche la concentrazione di un agente antivirale nel plasma sanguigno e nei polmoni “, ha detto il capo dell’FMBA (Federal Biomedical Agency) Veronika Skvortsova.

Tutto questo evidenzia un trattamento efficace per i pazienti con COVID-19 di gravità variabile.

Inoltre, è stato sviluppato un sistema efficace e sicuro per la prevenzione del coronavirus basato sulla meflochina, che per curare la malaria agisce uccidendo il parassita che la provoca, come riporta l’agenzia di stampa.

La ricerca condotta diventerà parte delle linee guida del Ministero della Salute. In particolare, è stata aggiornata la sezione sulla diagnostica di laboratorio per il COVID-19 e sono stati ampliati i regimi di trattamento farmacologico. Quindi, i medici hanno catalogato diversi farmaci che sono stati usati per trattare la SARS e che si consiglia di utilizzare in combinazione nel trattamento di questa nuova infezione.

Si tratta di lopinavir + ritonavir, clorochina, idrossiclorochina e interferone. Inoltre, umifenovir, remdesivir, favipiravir sono attualmente in fase di sperimentazione clinica per il COVID-19

Già dall’11 marzo l’Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato una pandemia da coronavirus COVID-19, che si è diffusa dalla Cina.

Secondo le statistiche della Johns Hopkins University, sono quasi 600 mila le persone contagiate da Covid-19 nel mondo, più di 27mila i decessi e 131 mila le guarigioni. I primi tre paesi in termini di decessi sono Italia, Spagna e Cina.

In Russia, il numero totale di casi di coronavirus è di 1264 persone (817 delle quali a Mosca), 49 persone guarite e quattro sono morte.

Gli ultimi dati sulla situazione con COVID-19 in Russia e nel mondo sono presentati sul portale stopkoronavirus.ru.28 marzo – Notizie RIA. 

Covid-19. E se ci fossimo sbagliati tutti?

Se chi ha pensato al complotto Usa avesse sbagliato bersaglio, sarebbe in grado di rivedere le sue posizioni o sarebbe troppo tardi?

di Paolo Buralli Manfredi e Giuseppe Cossari. Melbourne – Australia

Anche noi abbiamo rovistato nelle varie situazioni che si sono susseguite trovando delle cose vere, che naturalmente non fanno una verità assoluta, dunque, oggi come allora cerchiamo di riflettere su quello che sta succedendo negli ultimi giorni nelle varie Nazioni in guerra, col covid19 s’intende, che stanno affrontando settimane difficili.

La prima cosa che salta all’occhio è che l’Italia ha subìto un violento attacco da parte dell’Unione Europea ed un totale disinteresse dei paesi occidentali, Usa in testa, che non hanno mosso un dito in suo favore ma anzi hanno cercato solo di preservare il loro benessere e le loro Nazioni, in pratica, hanno dimostrato che l’Europa non esiste e che come gli Usa, sono tutti Paesi guidati da politici più vicini al nazionalismo che all’unione tra i popoli come volevano far credere.

Un’altra cosa ben chiara ed evidente è che l’Italia ha mostrato due blocchi ben distinti: il blocco delle bandiere rosse Cina, Cuba, Russia, Venezuela ed il blocco NATO e dell’alleanza Atlantica.

La firma dell’adesione dell’Italia alla nuova “Via della Seta”, ci ha reso partner della Cina e di altri paesi aderenti ad essa, e chiaramente ha spostato l’asse geopolitico della Penisola un po’ più ad Est. Una situazione che ci ha avvicinato a quel gruppo di Nazioni che sono contrapposte agli Usa che sino ad oggi sono stati il motore ed i gestori e guardiani del mondo.

Oggi dunque le grandi potenze ed i suoi alleati vengono a sostenerci ed aiutarci in questa dura battaglia, e come vediamo gli Antonov continuano ad atterrare con materiale di sostegno e medici specialistici che andranno ad aiutare i nostri medici, Antonov contrastati dall’Europa e costretti a tragitti più lunghi per arrivare in Italia.

Lo stesso vale per la Repubblica Popolare Cinese che continua ad inviare macchinari e materiale, compreso esperti sanitari che aiuteranno i nostri in questa fase.

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Da notare però che, da quando sono arrivati gli specialisti cinesi, meno di quindici giorni fa, la curva in Lombardia per la prima volta sta scendendo, notizia di oggi. Ma perché in così pochi giorni dall’arrivo dei Cinesi la curva sta cambiando?

Perché in Russia i casi sino a pochi giorni fa non superavano la decina e quando qualcuno ha notato questo andamento, in pratica nullo, i dati sono cambiati al rialzo?

Cosa intendeva il Ministro degli Esteri Russo un paio di mesi fa con l’affermazione”La Russia reagirà all’esercizio militare degli Stati Uniti ed i suoi alleati dal nome Defender Europe 2020 prevista per marzo, ma lo farà in modo da escludere rischi inutili.” E continua… “non possiamo ignorare queste esercitazioni che destano per noi grande preoccupazione”, da noi riportata in un altro articolo precedente. Intendeva forse che avrebbero trovato il modo di ridimensionare quelle esercitazioni magari creando insieme ai partner Cinesi, quello che è successo col covid19 che ha costretto gli Usa ad inviare un numero di soldati inferiore a quello programmato, e ad ottenere la rinuncia di qualche Paese a quelle esercitazioni, ad esempio la Norvegia?

Chiudiamo ovviamente dicendo che sono solo riflessioni che non portano a nessuna verità, quindi vanno prese per quello che sono, certo è che questa corsa verso l’accaparramento dell’amico situato al centro del Mediterraneo, l’Italia, da parte dell’alleanza Russo-Cinese e l’acquisto degli Usa delle basi e porti della Grecia, ci fa pensare che forse è in atto un cambio geopolitico che potrebbe cambiare il mondo per come lo conosciamo oggi.

COVID-19: reciproco incoraggiamento tra Cori e Betlemme, prossime città gemelle

Scambio di e-mail informali tra i due Sindaci, per esprimersi sostegno, vicinanza e solidarietà nella comune lotta contro il coronavirus.

Il Sindaco di Betlemme Anton Salman ha inviato al Sindaco di Cori Mauro De Lillis una e-mail informale – perché al tempo del coronavirus si opera ovunque in remoto, da casa – in cui esprime – a nome del suo popolo – sostegno e incoraggiamento alla popolazione di Cori e Giulianello, impegnata con il resto mondo ad arginare la diffusione del COVID-19.

La pandemia non ha risparmiato neppure il luogo di nascita di Gesù, interrompendo anche la vita dei betlemiti, in quarantena da una decina di giorni, a seguito del registrarsi di 10 casi infetti – racconta il Sindaco di Betlemme – Pure lì, medici, infermieri, ricercatori, forze dell’ordine, cittadini – con coraggio, generosità, competenza – sono uniti nel fronteggiare il virus, in attesa di una cura che ponga fine all’emergenza.

Il Sindaco di Cori – con messaggio di posta elettronica – ha ringraziato e ricambiato la vicinanza al popolo palestinese di tutti i coresi e giulianesi, dando conto della criticità della situazione locale, ma confidando nel senso di responsabilità di ciascuno per superare la difficile contingenza – “che ci fa riflettere sui valori di solidarietà, pietas e rispetto dell’altro che accomuna le nostre comunità. Sono convinto che supereremo questo momento e potremo riabbracciarci con maggiore consapevolezza del valore dell’amicizia”.

E poi dal suo profilo Facebook ha commentato – “Un gesto di grande sensibilità e amicizia dalla città di Betlemme, con la quale stiamo formalizzando il patto di gemellaggio, ma come questo gesto dimostra, SIAMO GIÀ GEMELLATI. Anche se dobbiamo ancora STARE A CASA, NON SIAMO SOLI!”.

Pandemia da covid-19, il mondo si chiude in casa. Ma i conti non tornano

Un vaccino  sperimentale dagli USA già in fase di test su esseri umani, una percentuale di morti superiore in Italia rispetto alla Cina…qualcosa non torna

Dalle nostre pagine avevamo descritto uno scenario inquietante già il 20 febbraio con un articolo di Paolo Buralli Manfredi che spiegava : “I laboratori BLS, sono dei laboratori che trattano e studiano virus letali per gli esseri umani, questi laboratori vengono classificati su quattro livelli dal meno pericolosi ai più pericolosi, BSL1, BSL2, BSL3, BSL4, (Bio Sefity Level)

Il laboratorio da dove  è scaturita l’epidemia di Coronavirus si trova in Hubei una regione cinese che conta più di sessanta milioni di abitanti, ed il laboratorio in questione venne costruito nel 2014 con un progetto Franco-Cinese che prevedeva anche l’accesso di funzionari e ricercatori legati a doppio filo all’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanita’) ma, la cosa che è veramente particolare è il tipo di laboratorio,  perché il laboratorio di Wuhan è classificato come BLS4, cioè un laboratorio che maneggia virus altamente letali per l’uomo” (leggi) .

Ad oggi in Italia ci sono più contagiati e più morti che in Cina e considerato che quest’ultima ha quasi un miliardo e mezzo di abitanti mentre in Italia siamo circa 65milioni di persone i conti non tornano, anche perché i tempi di isolamento delle zone colpite, circa due settimane dai rispettivi primi pazienti deceduti in entrambi i paesi, sono pressoché identici. Quindi o noi stiamo esagerando o la Cina ha omesso qualcosa, sicuramente ha avvisato troppo tardi il mondo di quello che stava accadendo al suo interno e forse il numero di morti non è quello divulgato.

Allo stesso tempo uno studio clinico di fase 1 che valuta un vaccino sperimentale progettato per proteggere contro la malattia di coronavirus 2019 (COVID-19), è iniziato al Kaiser Permanente Washington Health Research Institute (KPWHRI) di Seattle (USA). Lo studio è andato così veloce che è già nella fase della sperimentazione umana con l’arruolamento di 45 volontari adulti sani dai 18 ai 55 anni per circa 6 settimane.  Il primo partecipante ha già ricevuto il vaccino sperimentale. Come riferisce un articolo che ne descrive l’azione, il vaccino sperimentale è stato sviluppato utilizzando una piattaforma genetica chiamata mRNA (RNA messaggero). Il vaccino sperimentale dirige le cellule del corpo ad esprimere una proteina virale che si spera possa suscitare una risposta immunitaria. Il vaccino mRNA-1273 ha mostrato risultati promettenti in modelli animali.

Sappiamo dalla scienza che per arrivare ad un vaccino i tempi sono molto lunghi, si parla di anni di lavoro, ma guarda caso i ricercatori americani in realtà stavano già lavorando ad un vaccino e sono stati in grado di sviluppare rapidamente mRNA-1273 a causa di precedenti studi di coronavirus correlati che causavano la sindrome respiratoria acuta grave (SARS) e la sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS). 

In attesa di scoprire se sarà la ricerca americana a fare centro nella scoperta del vaccino che salverà l’umanità colpita dal coronavirus su cui ancora oggi non è chiaro a chi attribuire la responsabilità della diffusione, è lecito avere dubbi sull’origine del virus, sulle modalità con cui si è diffuso, e se un qualche esperimento può averlo fatto sfuggire dalle maglie della sicurezza di un laboratorio, che doveva subìre i controlli dell’Oms, come ipotizzato nell’articolo del 20 febbraio scorso. Un vero thriller dove non si riesce a mettere nel giusto ordine tutti i tasselli che lo hanno provocato. E intanto il mondo intero si chiude a casa e l’economia muore di coronavirus. Chissà se restando in quarantena ognuno comincerà a ragionare con la propria testa uscendo dalle logiche distruttive della globalizzazione!

Israele adotta nuove misure volte a ridurre al minimo la diffusione del coronavirus

Le misure sono fondamentali per garantire che le infezioni, sebbene sia chiaro che continueranno, siano il più lente e graduali possibili e non un focolaio incontrollabile

Il primo ministro Biniamin Netanyahu ha appena dichiarato che il paese sta entrando in una nuova fase, che la popolazione dovrà adottare una nuova routine che può durare settimane o mesi.

“Stiamo combattendo un nemico invisibile, il virus, e insieme possiamo sconfiggerlo, ma per questo, la disciplina e la responsabilità pubblica sono fondamentali”, ha detto Netanyahu primo ministro israeliano.

In particolare, le nuove misure appena annunciate, oggi sabato 14 marzo 2020:

– Tutti i luoghi di intrattenimento sono assolutamente chiusi: ristoranti, caffè, centri commerciali, teatri, cinema, sale da concerto.

– Sono stati aggiunti pochi giorni dopo l’annuncio della chiusura di scuole, scuole superiori e università, asili e scuole materne. Vengono inoltre classificate le classi per bambini e ragazzi con bisogni speciali.

– Riunioni di oltre 10 persone vietate.

– Tutte le aziende, le società, i vari uffici sono incoraggiati a ridurre al minimo il numero di funzionari sul lavoro e ad organizzarsi in modo che tutti lavorino da casa.

– In ogni incontro viene sottolineata la necessità di mantenere una distanza di 2 metri tra una persona e l’altra.

– Viene ribadita la necessità di mantenere l’igiene personale, di lavarsi le mani dopo aver toccato le superfici dove potrebbe stazionare il virus.

– Per ora, il trasporto pubblico è mantenuto, ma si sta prendendo in considerazione la possibilità di interromperlo.

-La popolazione è incoraggiata ad allontanarsi da casa solo per ciò che è essenziale.

È una nuova tappa. Difficile senza dubbio. Ma la cosa principale è capire che le misure sono fondamentali per garantire che le infezioni, sebbene sia chiaro che continueranno, siano il più lente e graduali possibili e non un focolaio incontrollabile, al fine di consentire al sistema sanitario pubblico di riuscire a servire tutti coloro che ne hanno bisogno e non vadano in tilt, il che aumenterebbe la mortalità a causa dell’incapacità di servire tutti.

 

La Via della Seta

O forse, via dalla via della seta!

di Paolo Buralli Manfredi e Giuseppe Cossari. Melbourne – Australia

Dalla terra dei Kangaroo, continuiamo a scrutare questo pazzo mondo che, per posizione geografica, ci rende spettatori distaccati e razionali che osservano il tutto seduti comodamente sulle spiagge dell’isola che non c’è.

Il percorso che sta facendo il coronavirus, le imposizioni da una parte e le negazioni dall’altra.

Stiamo parlando dei divieti di approvvigionamento ed accesso ai farmaci all’Iran con tanto di gaffe di un importante dirigente dell’amministrazione Trump: “il corona virus in Iran sta avendo più successo dell’embargo che da anni abbiamo imposto a loro”.

Stiamo parlando, secondo noi, del cavallo di Troia che gli Stati Uniti hanno piazzato al comando della Banca Centrale Europea la Signora Lagarde, che ha praticamente negato l’aiuto ad uno Stato fondatore, l’Italia, di questa falsa Unione Europea.

Ed infine, stiamo parlando dell’affermazione, di fatto accusa, che la Cina ha lanciato contro gli Stati Uniti sulla possibilità che il virus sia una loro invenzione, confermando la nostra idea, espressa in un altro nostro articolo, dove sostentavamo che il corona virus, probabilmente, era un invenzione americana a danni della Cina ed a tutti quei paesi che in qualche modo fanno parte di quel imponente progetto, Belt and Road “ La Nuova Via della Seta” che prevede centinaia di miliardi di investimenti e che, una volta terminato, quasi certamente ridimensionerà la supremazia commerciale degli Usa nel mondo.

Ed allora, per ora, se guardiamo l’escalation dei contagi e dei morti che sta producendo il corona virus, notiamo che i Paesi più colpiti, sono i Paesi che sono sulla rotta più importante della Nuova Via della Seta e forse quella firma in solitaria del nostro Ministro degli Esteri Luigi di Maio che ci ha fatto entrare ufficialmente nell’imponente progetto cinese e che ha come obiettivo una rivoluzione  commerciale, probabilmente la stiamo pagando ora a suon di morti da corona virus e con gli attacchi dei nostri partner, si fa per dire, europei che hanno dimostrato con le affermazioni della Lagarde e la negazione da parte della Merkel dei prodotti farmaceutici che, l’Unione Europea non è altro che una cellula cancerogena del sistema Americano che decide di punire chi non è in linea col pensiero statunitense.

Chiudiamo come nell’ultimo articolo ricordando a tutti gli Italiani di riporre anche queste due ultime cattiverie europee della Merkel e della Lagarde, nel File del cervello intitolato: “Cose da non dimenticare” quando i lupi torneranno vestiti da pecorelle!

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