Interni, gli Iman nel mirino del Viminale

Sono un centinaio i nomi a rischio espulsione dall’Italia, molti in età compresa tra i 20 e i 35 anni, un dato inquietante che dimostra che ‘integrazione’ è una parola priva di significato quando è l’estremismo a dettare legge

imagesRoma, 18 gennaio – Il Viminale in queste ore starebbe vagliando la posizione di diversi Imam al fine di stabilirne l’espulsione dall’Italia per ‘motivi di sicurezza nazionale’. Lo svela lHuffington Post anche se il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha ribadito che l’intelligence italiana non ha alcun motivo di temere “minacce in fase di progettualità”. In particolare nel mirino del Viminale ci sono 12 nomi che, ha spiegato una fonte all’Huffpost  “ Sono persone, diciamo pure predicatori, nei cui confronti non ci sono gli estremi per procedere all’arresto o ad altre forme di interdizione e di cui però è dimostrata l’attività di proselitismo in chiave integralista e anti occidentale”. Tra gli ‘attenzionati’ figurano anche un centinaio di nomi di giovani stranieri, per lo più magrebini, di età compresa tra i 20 e i 35 anni. Nord africani con passaporto italiano ben inseriti nel nostro tessuto sociale che si stanno radicalizzando e mostrano interesse per l’Isis senza mai essere stati in Siria o Iraq. Un dato ancor più inquietante perché rivela che la parola ‘integrazione’ così tanto invocata da alcune parti politiche nel nostro Paese, è rimasta lettera morta, dimostrando che l’estremismo islamico è impossibile da gestire anche quando ci si muove con le migliori intenzioni. A questo proposito vale la pena di ricordare le innumerevoli manifestazioni pacifiche che in Italia ed in Europa si sono svolte a difesa dei diritti di individui perseguitati a vario titolo nel mondo arabo,  tra le più significative quelle a favore di Malala Yousafzai. Mentre al contrario l’orribile strage perpetrata a Parigi pochi giorni fa presso la sede del Charlie Hebdo non ha provocato alcuno sdegno, se non qualche commento degli islamici ‘moderati’, termine con cui si autodefiniscono per differenziarsi dagli estremisti. Nessuna manifestazione pacifica di massa è stata messa in atto dai tanti musulmani che nel nostro Paese trovano accoglienza, lavoro, libertà di esprimere il loro credo anche all’interno delle loro moschee, appositamente costruite in nome dell’integrazione. Inoltre secondo fonti dell’intelligence europea sentite dalla Cnn, in Europa ci potrebbero essere fino a 20 cellule dormienti pronte ad agire in Francia, Germania, Belgio e Olanda. La ‘mappa’ delle cellule in sonno è stata messa a punto da servizi segreti e di sicurezza europei e mediorientali sulla base delle numerose informazioni raccolte nelle ultime settimane. Informazioni che indicano in particolare come l’Isis abbia dato direttive ben precise agli estremisti di ritorno nei loro Paesi d’origine da Siria e Iraq, che chiedono di lanciare attacchi terroristici contro obiettivi specifici.

 

Reggio Calabria, Camera di Commercio ed associazioni insieme a tutela della legalità

La Camera di Commercio di Reggio Calabria ha avviato il progetto La rete per la legalità: un percorso condiviso per la crescita socio-economica del territorio”.

 

camera-commercioReggio Calabria, 13 gennaio – Nell’ambito delle attività volte a dare concreta attuazione al proprio impegno affinché alla criminalità ed illegalità diffusa si contrapponga la legalità partecipata, la Camera di Commercio di Reggio Calabria ha avviato il progetto “La rete per la legalità: un percorso condiviso per la crescita socio-economica del territorio”. Un percorso, finalizzato a creare ed a consolidare una rete generatrice di crescita sociale e sviluppo economico del territorio per affermare la supremazia della cultura della legalità in opposizione alla cultura criminale, che la Camera ha messo in campo grazie alla preziosa e fattiva collaborazione di cinque Associazioni operanti sul territorio provinciale: Confesercenti, A.L.I.L.A.C.C.O. – S.O.S Impresa, Associazione Antiracket di Taurianova, Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti”, Osservatorio sulla ndrangheta. Il primo fondamentale passo è stato compiuto dalla Giunta della Camera di Commercio che, il 30 giugno 2014, ha promosso e approvato il del Protocollo Istitutivo della “Rete per la legalità”, assegnando alla Camera una funzione di coordinamento e di “messa a sistema” tra le iniziative sul territorio, al fine di massimizzarne l’efficacia e l’impatto comunicativo, rendere più proficuo il rapporto e l’impegno tra le parti sui temi della legalità, in una prospettiva di consolidamento delle attività di collaborazione per la promozione di iniziative volte a contenere la diffusione dei fenomeni criminali e, nel contempo, favorire la sensibilizzazione ai principi della legalità e della leale concorrenza. Il fitto programma delle iniziative, che prenderanno avvio già in questa settimana e si concluderanno entro il mese di gennaio, si rivolge ad imprese, famiglie, consumatori, studenti e docenti, che saranno direttamente ed attivamente coinvolti in campagne di sensibilizzazione su media, web e social network; diffusione di newsletter; distribuzione di manuali e vademecum; seminari informativi; laboratori didattici; incontri presso le scuole della provincia di Reggio Calabria;  visite guidate presso le imprese vittime di fenomeni di illegalità; convegni istituzionali. Ciascuna delle cinque Associazioni ha incentrato il proprio piano di azione su aspetti peculiari legati al tema della legalità (racket e usura, indebitamento e gioco d’azzardo), ideando un programma differenziato ma integrato, contraddistinto da slogan identificativi: “Informati della legalità per non fermarti” a cura della Confesercenti; “Conoscere per non essere soli” a cura di A.L.I.L.A.C.C.O. – S.O.S Impresa; “R-esistiamo – Uniti per la legalità” a cura dell’Associazione Antiracket di Taurianova; “Informare per resistere” a cura del Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti”; “Cu disperatu campa disperatu mori” a cura dell’ Osservatorio sulla ndrangheta. La Camera di Commercio ha programmato anche la realizzazione di un ciclo di seminari rivolto principalmente alle imprese, ai consumatori, agli studenti delle scuole superiori, in materia di sicurezza e contraffazione dei prodotti di largo consumo, con particolare riferimento agli strumenti di tutela disponibili e alle problematiche collegate al consumo e alla produzione di beni contraffatti, perché la legalità è anche rispetto delle regole di mercato. A conclusione del programma di tutti gli eventi e iniziative, le Associazioni racconteranno e condivideranno esperienze ed esiti delle iniziative messe in campo, in un incontro coordinato dalla Camera di Commercio, che si terrà giovedì 29 gennaio p.v. alle ore 10,30 presso la sede camerale.

 

Reggio Calabria, nota del presidente di Unioncamere Calabria

Comunicato di Lucio Dattola :“I bilanci delle Camere di Commercio, sia preventivo che consuntivo, vengono annualmente inviati ai rispettivi Ministeri per i necessari controlli e verifiche”.

lucio dattolaRoma, 7 gennaio – “A seguito degli articoli dei giorni scorsi riguardanti le Camere di Commercio calabresi, ed a seguito della nota della CGIL Calabria, occorre, per amor di verità, precisare quanto segue: Le CCIAA italiane, e        quindi anche quelle calabresi, sono enti pubblici. In quanto tali, ed essendo dotati di autonomia funzionale, sono sottoposte a vigilanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero dello Sviluppo Economico. I Segretari Generali delle CCIAA, sono nominati dal Ministro dello Sviluppo Economico a conclusione di procedure pubbliche su designazione delle Giunte Camerali e le loro retribuzioni vengono fissate in base a CCNN e sulla base di una metodologia elaborata da Unioncamere Nazionale, per le 105 Camere di Commercio italiane in base alla sostenibilità finanziaria dell’Ente ed alla complessità organizzativa. I Revisori dei Conti delle Camere di Commercio vengono invece nominati dalla Regione, dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che indica anche il Presidente del Collegio. I bilanci delle Camere di Commercio, sia preventivo che consuntivo, vengono annualmente inviati ai rispettivi Ministeri per i necessari controlli e verifiche. Le Camere di Commercio sono sottoposte a periodici ed accurati controlli da parte di ispettori del Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato effettuato presso la Camera di Commercio di Reggio Calabria a novembre 2014. Appare quindi evidente che tutto quanto riguarda la politica economica e programmatica delle Camere di Commercio è accuratamente sottoposto a controllo e verifica da parte non solo dei revisori dei conti di nomina ministeriale ma anche dai Ministeri interessati ai quali vengono inviate le documentazioni di controllo. Giova anche ricordare che all’interno dei Consigli Camerali è riservato un seggio per le organizzazioni sindacali. Il seggio viene attribuito al sindacato maggiormente rappresentativo per numero di addetti. Presso la CCIAA di Reggio e quella di Catanzaro, in atto tale seggio è detenuto dalla CISL. È evidente quindi che il sindacato, come le associazioni dei consumatori, le associazioni imprenditoriali, la Consulta degli Ordini Professionali ecc., partecipi ai lavori delle Camere di Commercio condividendone strategie politiche e di indirizzo, approvando quindi i relativi bilanci. Qualunque ulteriore informazione sulle Camere di Commercio quindi, i simpatici sindacalisti della CGIL, potrebbero tranquillamente richiederla ai loro colleghi sindacalisti che siedono all’interno dei Consigli Camerali o, per loro ulteriore tranquillità, direttamente ai Revisori dei Conti che, essendo di nomina ministeriale, come puntualmente relazionano ai Ministeri di competenza, potranno loro fornire dirimenti informazioni sulla assoluta trasparenza e moralità degli organi dirigenziali e politici delle Camere di Commercio calabresi”.

 

 

Reggio Calabria, nello scorso anno calo delle esportazioni dell’agroalimentare

La bilancia commerciale reggina suscita profondo allarme per il crollo delle esportazioni dell’agro-alimentare

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Reggio Calabria, 3 gennaio – Tra aprile e giugno 2014 la provincia di Reggio Calabria mostra un nuovo deficit della bilancia commerciale, con un valore complessivamente esportato pari a 33,8 milioni di euro, inferiore rispetto al valore importato, pari a  38,7 milioni. È ormai da cinque anni che il saldo commerciale reggino è costantemente negativo. Tuttavia, la differenza tra export e import mostra un modesto miglioramento rispetto al primo trimestre (da -5,3 a -4,9 milioni di euro),  grazie ad un aumento delle vendite oltreconfine (+11,9%), più pronunciato rispetto alla crescita degli acquisti dall’estero (+9,1%). La dinamica reggina è in buona misura allineata a quella osservata a livello nazionale ma in controtendenza con il dato regionale: la Calabria tra giugno 2013 e giugno 2014 registra una dinamica negativa con un calo delle esportazioni (-3,6%) e un contestuale incremento delle importazioni (+1,2) All’uscita dei dati Istat sul commercio estero, il Dr. Lucio Dattola, Presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, afferma: “ E’ veramente preoccupante questo crollo delle esportazioni dell’agro-alimentare.  Il nostro punto di forza rappresentato dall’olio d’oliva e dagli altri ottimi prodotti del nostro territorio sta subendo un vero e proprio tracollo di vendite all’estero. Questo incide pesantemente anche sulla nostra ricchezza interna e deve farci capire che se non si apprestano immediatamente politiche serie e definitive di rilancio corriamo il rischio di distruggere definitivamente l’unico comparto che ad oggi garantiva occupazione e guadagno”. La provincia di Reggio Calabria esporta principalmente prodotti chimici e alimentari: con un giro di affari di 14,3 milioni di euro, nel secondo trimestre 2014 l’industria chimica incide per il 43,8% sul totale delle esportazioni manifatturiere provinciali, mentre l’industria alimentare, che esporta merci per un valore di 11,5 milioni, assorbe un altro 35,4%. Rispetto al secondo trimestre del 2013, la chimica registra  un +16,6% mentre nel comparto alimentare si riscontra una flessione non trascurabile (-15,6%). Poco meno di metà delle vendite all’estero della provincia trova sbocco nell’Unione Europea (43,4%). Significativa è poi la quota di esportazioni diretta nel Nord America (18,3%), come quella destinata al Nord Africa (18,4%). Le merci importate, invece, provengono principalmente dall’Unione Europea (57,7%), dall’America Settentrionale (15,3%) e dall’Asia Orientale (13%).

 

 

È Trento la città con la migliore qualità di vita per il 2014

Per il quinto anno consecutivo Trento conquista il primato in ‘qualità della vita’, lo attesta un’indagine condotta dall’Università La Sapienza di Roma per Italia Oggi. 

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Roma, 28 dicembre – E’ Trento la città con la migliore qualità di vita nel 2014, un primato che arriva per il quinto anno consecutivo. E’ quanto emerge da uno studio condotto dall’università La Sapienza di Roma per Italia Oggi, 16esima edizione sulla qualità di vita in Italia. L’indagine, che divide idealmente il territorio nazionale in quattro macroregioni che si differenziano per qualità di vita in buona, accettabile, scarsa e insufficiente, vede la città capoluogo del Trentino nel nord est del Paese collocarsi al primo posto su ben 7 dei nove settori in esame (affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, tempo libero). Trento resta nel secondo gruppo, cioè qualità accettabile, solo per tenore di vita e nel terzo (scarsa) per la salute. Dopo Trento in classifica segue Bolzano, Mantova, Treviso, Pordenone, Reggio Emilia, Vicenza, Parma e Verona, a testimonianza che nel nord-est del Paese si vive meglio.  Dallo studio emerge anche che nel 2014 sono 55 su 110 le province nelle quali la qualità della vita è buona o accettabile contro le 59 dello scorso anno. A subire un peggioramento i grandi centri urbani e le città del Mezzogiorno giudicate in generale insufficienti soprattutto a causa della crisi e della conseguente disoccupazione. Ultima classificata è la provincia di Carbonia-Iglesias mentre al sud la migliore è Teramo che si piazza al 27esimo posto in classifica. L’indagine mette a fuoco in linea più generale un lieve peggioramento rispetto al 2013 con il 52,6%, pari a 31 milioni 699 mila residenti, che vive in province con una qualità della vita scarsa o insufficiente.

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A Roma ‘Les Etoiles’, Galà Internazionale di danza

Presso l’ Auditorium della Conciliazione, Roma – 10 e 11 gennaio 2015, a cura di Daniele Cipriani

bo-sleeping-beauty-svetlana-zakharova-pointe_1000Roma, 28 dicembre – E’ la ballerina più richiesta in tutto il mondo: Svetlana Zakharova, étoile del Teatro Bolscioi di Mosca e de La Scala di Milano, regina dei palcoscenici di tutto il mondo… insieme ad altre étoile provenienti da tre grandissime compagnie di danza, sarà a Roma per solo due sere – il 10 e l’11 gennaio –all’Auditorium della Conciliazione, in un gala internazionale d’eccezione: Les Étoiles, a cura diDaniele Cipriani. Sempre dal Bolscioi, dunque, arrivano i russi Mikhail Lobukhin, Anastasia Stashkevich eVyacheslav Lopatin, dal Royal Ballet di Londra i sudamericani Marianela Nuñez e Thiago Soares(argentina lei, brasiliano lui, marito e moglie nella vita) e, infine, dal Hamburg Ballet Silvia Azzoni eOleksandr Ryabko (anch’essi marito e moglie, italiana lei, ucraino – come la Zakharova – lui). Un cast stellare, ce lo dice già il nome di questo gala, in un ricco programma di brillanti virtuosismi e momenti di struggente lirismo: amatissimi brani tratti dal repertorio classico, come i celebri passi a due – firmati interamente, o parzialmente, dal demiurgo del balletto ottocentesco, Marius Petipa – tratti da lavori conosciuti ed amati che non hanno bisogno di presentazione, come Lo Schiaccianoci, Il Lago dei Cigni, Don Chisciotte e Il Corsaro, ma con l’aggiunta di una “chicca” meno nota in Occidente, come il passo a due tratto da Il Talismano, balletto dall’ambientazione esotica creato da Petipa al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo nel 1889.   Zakharova e Lobukhin entusiasmeranno il pubblico con i virtuosismi del passo a due del Corsaro, alla coppia Stashkevich/Lopatin spettano i brani de Lo Schiaccianoci e Il Talismano, mentre al temperamento latino di Nuñez e Soares sono affidate le “spagnolerie” del Don Chisciotte, ma anche la purezza di linee e la poesia del passo a due del “Cigno Bianco”. Questi sono alcuni dei brani che il pubblico romano potrà vedere. Con una panoramica a 360° del balletto classico di oggi, il programma di Les Étoiles propone però anche passi a due tratti dal repertorio contemporaneo più raffinato, tra cui anche due brani dell’americano John Neumeier, direttore del Hamburg Ballet e demiurgo del balletto dei nostri tempi, e uno dell’acclamata coreografa giapponese Motoko Hirayama. Di quest’ultima Zakharova, con la sua tecnica cristallina, interpreta l’assoloRevelation, mentre Azzoni e Ryabko presentano due lavori del loro direttore molto diversi tra di loro:Shall We Dance? sulle allegri note di Gershwin e ispirato alle atmosfere del musical americano eAdagietto su musica di Gustav Mahler che nell’immaginario collettivo è associata al celeberrimo film di viscontiana memoria, Morte a Venezia. Le stelle, si sa, sono tante e diverse. La Danza tuttavia, quella con la D maiuscola, è una. Molteplici nazionalità, stili e personalità: con i loro diversi accenti artistici, Les Étoiles mostreranno la grande Danza al pubblico romano nelle sue più belle declinazioni.

Confsal, Politiche attive del lavoro e Jobs Act

Sinergia tra Agenzia Nazionale Occupazione e fondi interprofessionali, la proposta CIFA e CONFSAL

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Roma, 19 dicembre – Il Decreto Lavoro è legge. Ma la sua applicazione viene demandata, su tanti aspetti, ai decreti ministeriali di attuazione, compito assolutamente non facile, perché è proprio nella qualità dei decreti attuativi che si gioca il successo della riforma. Il Decreto, tra l’altro, prevede la creazione di un’Agenzia Nazionale per l’Occupazione, con l’obiettivo di migliorare le dinamiche ingessate dell’attuale mercato del lavoro, cercando di ottimizzare l’incontro tra domanda e offerta, e di rendere più efficiente la gestione degli strumenti di politica attiva del lavoro. Ottima idea, che tende a riorganizzare e a razionalizzare il futuro del sistema nazionale di gestione degli strumenti di politica attiva del lavoro.  Solo qualche giorno fa, in occasione del Consiglio Nazionale della Confederazione CIFA a Roma, il presidente Andrea Cafà aveva lanciato l’idea che sia possibile una proficua collaborazione con i fondi interprofessionali attraverso l’integrazione di servizi e competenze: “La nostra Confederazione propone un innovativo approccio di collaborazione con l’Agenzia che attivi un sistema integrato di servizi con i fondi interprofessionali nella fase di gestione degli strumenti di politica attiva del lavoro. Consideriamo da sempre la formazione un primario strumento di questa politica e, allora, perché non creiamo le condizioni affinché i fondi interprofessionali – gli unici organismi che hanno dimostrato di essere efficienti nel gestire il rapporto con le imprese, assicurando formazione e riqualificazione ai lavoratori – possano finanziare i necessari interventi formativi, intervenendo quando le imprese hanno individuato, attraverso l’Agenzia, il soggetto da occupare?”.  Andrea Cafà prosegue: “Nella sinergia tra l’Agenzia nazionale e il sistema dei fondi interprofessionali, che alle spalle ha le componenti datoriali e sindacali più rappresentative del paese, vi sono, a mio parere, competenze e capacità tali da migliorare in breve tempo l’occupabilità, con grandi benefici per le imprese. Noi di CIFA siamo disponibili. Parliamone”. Il segretario generale della confederazione autonoma CONFSAL, Marco Paolo Nigi, esprime il proprio sostegno “per tutte le iniziative che assicurino ai cittadini migliori condizioni di accesso al mercato del lavoro, che ha bisogno di un soggetto forte e autorevole come l’Agenzia Nazionale per l’Occupazione per ridurre l’attuale scollamento tra domanda e offerta. Ma il successo delle politiche attive per il lavoro dipenderà dalla capacità di tutte le componenti sociali di essere coinvolte attivamente nell’operatività dell’Agenzia, anche attraverso l’integrazione di servizi che facilitano l’incontro tra imprese e lavoratori”.

Roma, nasce un osservatorio presso l’Anpi

Un nuovo organismo per difendere e valorizzare la Costituzione repubblicana e gli stessi fondamenti della democrazia

osservatorio-anpiRoma, 18 dicembre – Su richiesta di diverse Associazioni ed a seguito di una immediata manifestazione di disponibilità da parte della Presidenza dell’ANPI, si è costituito – il 10 dicembre – presso la sede nazionale dell’ANPI, in Roma, un “Osservatorio” sulla materia delle riforme costituzionali, della legge elettorale e della rappresentanza dei cittadini, con la presenza di numerosi rappresentanti di Associazioni e di diversi soggetti, partecipanti a titolo personale. E’ stata chiarita, anzitutto, la ragione della scelta di creare un ”Osservatorio” presso l’ANPI, nel senso che i promotori ed i presenti hanno concordato sul valore anche simbolico di ritrovarsi in una sede in cui i valori ed i princìpi costituzionali sono al primo posto, non solo per la tradizione storica dell’Associazione, ma anche perché essi fanno parte delle stesse indicazioni statutarie dell’ANPI, che naturalmente non pretende di avere l’esclusiva in materia, ma la considera tra le più rilevanti delle proprie finalità ed è dunque la sede più idonea a costituire un punto di incontro per tutti coloro che assumono come bussola i valori della Costituzione.
In secondo luogo, si è cercato di precisare i contenuti, le finalità, e le modalità di azione dell’”Osservatorio”, concordando che gli aspetti “organizzativi” saranno meglio definiti in prosieguo, anche in via sperimentale, partendo peraltro dal presupposto della necessità di disporre, per quanti credono nei valori della Costituzione e della coerenza interna delle scelte in essa espressa, di una sede di ricerca, di confronto, di riflessione e, occorrendo, di iniziative, che attualmente manca, con la conseguenza che ciascuno assume le posizioni che ritiene giuste e opportune, ma, senza un valido e continuo confronto e senza un coordinamento con altre posizioni, riflessioni ed iniziative.
D’altronde, è stato rilevato da tutti, che la riforma del Senato, così come quella della legge elettorale stanno procedendo in modo discontinuo, anche con improvvise accelerazioni, mentre gran parte dei cittadini è distratta da altre vicende, assai rilevanti in un periodo di grave crisi economica, politica e morale, e poco si conosce di quanto sta avvenendo nel contesto istituzionale. Da ciò la necessità non solo di fornire informazioni precise, ma anche di approfondire le delicate e complesse questioni in discussione, anche al fine di assumere posizioni precise e, per quanto possibile, concordanti. Convinzione comune e diffusa, dei partecipanti alla riunione e degli aderenti, è che siano in gioco problemi di portata rilevantissima, che riguardano in definitiva e prima di ogni altra cosa, gli spazi di democrazia di cui devono godere i cittadini e le stesse modalità e possibilità di esercizio della sovranità popolare.
All’”Osservatorio” hanno dato finora la propria adesione Associazioni come: Associazione per la democrazia Costituzionale, i Comitati Dossetti, La rete per la Costituzione, Art. 21, Magistratura democratica, Iniziativa 21 giugno (Lib Lab), l’Associazione Giuristi democratici, l’Associazione per il rinnovamento della sinistra, il Manifesto in rete, “Agire politicamente” (coordinamento cristiano democratico). C’è la disponibilità manifestata dalla CGIL, particolarmente in relazione alla legge elettorale; aderiscono – fra l’altro – diversi componenti della presidenza di Libertà e Giustizia, a partire dal prof Gustavo Zagrebelsky, Sandra Bonsanti, Costanza Firrao, Sandro Materia; costituzionalisti come il prof. Villone, il prof. Azzariti e il prof. Pace, studiosi e personalità come Nadia Urbinati, Corrado Stajano, l’avv. Antonio Caputo, difensore civico del Piemonte, Raniero La Valle , Francesco Baicchi, Alfiero Grandi, Domenico Gallo, Carlo De Chiara, Anna Falcone, Felice Besostri, Vincenzo Vita, Valdo Spini (Presidente Fondazione Rosselli) e molti altri, non meno significativi, che sarebbe difficile elencare, in questa sede, oltre al Presidente nazionale dell’ANPI, prof. Carlo Smuraglia.
Molti degli aderenti erano presenti anche alla riunione del 10 dicembre; altri, non potendo materialmente intervenire, avevano comunque manifestato la loro adesione.
Il nuovo organismo,di cui verranno nel prosieguo meglio definiti gli aspetti organizzativi e le modalità d’incontro ed iniziativa, nasce dunque sotto i migliori auspici, rifiutando – come tale – qualunque collocazione e appartenenza politica e qualunque pregiudiziale a favore o contro ma concordando sulla assoluta necessità di operare nell’interesse del Paese, per difendere e valorizzare la Costituzione repubblicana e gli stessi fondamenti della democrazia.
Naturalmente si tratta di un organismo aperto all’adesione di quanti si riconoscono nei suoi obiettivi e nei valori di fondo cui si ispira.

Reggio Calabria,Cciaa: promuovere politiche a favore di formazione e sviluppo aziendale

11° Forum Manfredo Golfieri il 19 dicembre per individuare le strategie che valorizzano la capacità competitiva di una impresa

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Reggio Calabria, 17 dicembre – Nell’economia post-industriale contemporanea la qualità del capitale umano costituisce uno dei principali driver per la costruzione, il mantenimento e l’ampliamento del vantaggio competitivo aziendale. L’elevata pressione competitiva presente sui mercati di sbocco delle produzioni richiede da parte del management aziendale un costante impegno nella definizione di nuovi prodotti/servizi, realizzati con nuovi materiali ed adottando nuove tecnologie. Tutti fattori produttivi che reclamano la disponibilità di risorse umane con skill elevate.

La capacità competitiva di una impresa, ma anche in termini più ampi di un intero territorio, dipenderà sempre più dal patrimonio di “abilità profonde” insite nelle risorse umane e dalla capacità di trasferire parte della conoscenza individuale e cumulata, istituzionalizzandola nell’organizzazione aziendale, facendola diventare esperienza collettiva e quindi cultura aziendale.

È necessario attuare politiche che tendano a favorire la formazione e lo sviluppo del capitale intellettuale aziendale. Politiche che devono mirare – attraverso lo sviluppo delle competenze, la condivisione delle informazioni, la valorizzazione ed il riconoscimento, il coinvolgimento dei lavoratori nell’assunzione delle decisioni, l’implementazione di un sistema di comunicazione interna efficace, la motivazione e l’identificazione aziendale – allo sviluppo del capitale umano, della cultura aziendale e della propensione all’innovazione.

Sono questi i temi dell’11° Forum europeo Manfredo Golfieri organizzato dalla Camera di Commercio di Reggio Calabria e dalla sua Azienda Speciale IN.FORM.A., che si terrà venerdì 19 dicembre nel Salone dell’Ente camerale, a partire dalle ore 10 .

L’incontro, che sarà aperto da Lucio Dattola, presidente della Camera di Commercio, Natina Crea, direttore Azienda Speciale IN.FOR.MA., e Santo Marcello Zimbone, direttore generale dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha i seguenti obiettivi: illustrare il ruolo dell’innovazione organizzativa nella incentivazione e valorizzazione della creatività del personale aziendale; definire il ruolo del capitale umano, quale motore dell’innovazione e della competitività dell’impresa; porre le basi per l’attivazione di progetti che prevedano la ridefinizione della centralità delle risorse umane in azienda; ridefinire le modalità di accompagnamento e sviluppo del capitale umano in azienda attraverso la formazione.

Il Forum sarà un momento di incontro fra esperti, imprese e rappresentanti istituzionali, durante il quale si discuterà sulla necessità di innovazione degli attuali modelli di organizzazione aziendale e di valorizzazione delle risorse umane al fine di migliorare la competitività del Paese e della provincia di Reggio Calabria.

I presepi del mondo riuniti a Roma

Sono 212 ed arrivano da tutto il mondo i presepi esposti presso la Sala del Bramante della Basilica di Santa Maria del Popolo, un consuetudine nella capitale che si rinnova ogni anno

                 

Di Francesca Rossetti

100-presepi-2014-a-Roma-mostra-internazionale-al-Bramante-di-piazza-del-Popolo-620x229Roma, 13 dicembre – Da sempre la Mostra dei Presepi, organizzata ogni anno a Roma dalla Rivista delle Nazioni presso la Sala del Bramante della Basilica di Santa Maria del Popolo, rappresenta un momento di incontro e di scambio culturale grazie alle bellissime creazioni provenienti da tutto il mondo. Quest’anno sui 3500 presepi arrivati da parte di privati e associazioni onlus  ne sono stati selezionati 212 di tutti i tipi che colpiscono per la loro bellezza e le loro caratteristiche: a cominciare da quello della Repubblica Ceca, passando per Equador, Belgio, Germania, si può ammirare la grande capacità degli artigiani che li hanno confezionati utilizzando legno, terracotta, fili e cotone, per arrivare poi al ferro per la Croazia. Appesi lungo le pareti vari quadri e rappresentazioni della Sacra Famiglia che utilizzano il ricamo, ed ecco la terracotta, porcellana e resine multicolori accanto a vari presepi privati realizzati da veri e propri artisti, autentici capolavori di splendore e tradizione. Mentre ero in sosta davanti alla teca con la bellissima creazione proveniente dal Giappone ho notato un bagliore luminoso ed ecco il presepe in cristallo, accanto a quello realizzato con calzanti e stringhe per le scarpe, un’autentica meraviglia, mentre il Messico ha fatto le cose in grande con le statue a misura d’uomo. Continuando il percorso di nuovo alcuni quadri originali: una pirografia a base di polvere di caffè ottenuta utilizzando un puntello rovente, una xilografia incisa su legno mentre Maurizio Rossi (Lazio) ha realizzato un presepe in miniatura all’interno di un orologio da polso, uno dentro un casco da motociclista e l’ultimo dentro una chitarra, con luci ed arbusti lungo il manico. Splendida la creazione di Giulietta Cavallo, specializzata in presepi del ‘700 siciliani con pupi e carrozze, mentre un’intera sezione è stata dedicata alle opere in corallo provenienti da Torre del Greco(Na) in collaborazione con Assocoral. Fanno parte della mostra presepi in legno d’ulivo e faggio scolpito a mano, polistirolo, gesso e cartone, sughero e sabbia. Addirittura uno è nato utilizzando i contenitori del latte e  bottiglie con il cotone per i fiocchi di neve, mentre un altro è a base di pongo e das, la classica plastilina manuale. Fra i presepi nati da  oggetti riciclati , quello con i tappi di plastica e le capsule del caffè accanto a quello con i personaggi in gommapiuma, bottoni e stoffa. Dalla Puglia spettacolare il presepe di Giuseppe Altamura, realizzato con 20 kg tra 25 varietà di pasta e riso e completamente illuminato, mentre l’Associazione Italiana Amici del Presepe ha inviato quello con i bambolotti per bambini. E’  poi il turno del presepe artistico, a base di vernici e tempere, per finire con quelli di stucco e muschio, elemento natalizio tradizionale assieme al vischio e alla cartapesta e paglia, insomma, un’autentica galleria per tutti i gusti e in cui ogni artista ha dato un tocco unico alla propria opera, rendendola un capolavoro straordinario.  Ogni anno i presepi selezionati cambiano ed il più bello vince una coppa  e quest’anno è stata introdotta un’importante novità: nel laboratorio “Il Presepe come Gioco” i bambini che hanno partecipato hanno realizzato uno dei personaggi con la tecnica dell’origami grazie all’aiuto della signora Su Chuo – Ying, invitata dall’Ambasciata della Repubblica Cinese di Roma presso la Santa Sede.

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