Nasce la Corporate Academy  del Gruppo Ebano 

Parte in collaborazione con l’Università degli Studi del Piemonte Orientale uno studio per il riconoscimento formale della FAD, la formazione a distanza

Creare le competenze professionali necessarie alla crescita del gruppo e all’affermazione della FAD, la formazione a distanza, nel mercato italiano. E’ questa la missione assegnata a Ebano Corporate Academy, la nuova iniziativa promossa dal Gruppo Ebano, fondato e presieduto da Carlo Robiglio, Presidente di Piccola Industria Confindustria e Vice Presidente della Confederazione di Viale dell’Astronomia.
Ebano Corporate Academy, grazie alla convenzione con l’Università degli Studi del Piemonte Orientale (Dipartimento di Studi per l’Economia e l’Impresa) collaborerà per lo sviluppo di ricerche comuni per studiare il tema della formazione professionale in modalità e-learning erogata da imprese private. In particolare sarà realizzato un progetto di ricerca della durata di un anno (ottobre 2020-ottobre 2021) orientato allo studio di soluzioni che possano portare verso forme di riconoscimento formale della cosiddetta Fad, ovvero la formazione a distanza.  

La realtà imprenditoriale fondata da Robiglio opera in settori complementari tra loro: dall’editoria al marketing, dall’e-commerce alla formazione a distanza. Ed è proprio quest’ultima uno dei punti di forza, grazie alla controllata Cef Publishing, leader di mercato nella realizzazione e nell’erogazione di corsi professionali per il mercato consumer, con più di 50 mila iscritti negli ultimi undici anni.
Il Gruppo Ebano, con 9 società controllate, 15 partnership produttive, più di 250 dipendenti e collaboratori, tramite la controllata Cef Publishing, è anche certificata dal programma Elite di Borsa Italiana per i requisiti di affidabilità e trasparenza richiesti dai principali investitori istituzionali e ha vinto quest’anno per la seconda volta consecutiva il “Best Managed Companies”, iniziativa promossa da Deloitte per supportare e premiare le aziende italiane eccellenti per capacità organizzativa, strategia e performance.

Il Gruppo è fortemente impegnato nel sociale e nella sostenibilità. La politica aziendale di Ebano, volta a perseguire alti standard in termini di sostenibilità e impatto sociale, ha permesso, attraverso la partecipata Cef Publishing, di ottenere la Certificazione b Corp®, rilasciata dalla B Corporation, l’ente non-profit americano.

“Ebano Corporate Academy– spiega Robiglio – nasce dalla consapevolezza che la persona è sempre più al centro delle strategie di crescita delle aziende, a maggior ragione quando la formazione è il core business di un gruppo imprenditoriale. Proprio l’investimento in formazione rappresenta la tappa fondamentale di un percorso finalizzato a creare conoscenza e competenza, beni intangibili che arricchiscono l’impresa in ogni fase del suo ciclo di vita, rinnovandola attraverso nuovi ingressi e apporti professionali ma anche con un processo di continuo apprendimento delle persone che ne fanno già parte. In tal senso l’Academy aziendale sarà il cuore strategico della learning organization, spazio fisico e virtuale in cui le persone saranno non solo destinatarie di interventi formativi, ma anche e soprattutto soggetti attivi dello sviluppo e condivisione, attraverso  le nuove tecnologie digitali, di competenze, capacità, cultura aziendale”.

Covid e mal di scuola: dal primo ottobre è partito il Pronto Soccorso Psicologico Scolastico

Oltre il Covid: dalla paura alla promozione del benessere nella scuola, l’importanza di un supporto psicologico

La scuola ha paura del Covid. Si, ha paura e teme il peggio, perché la situazione scolastica nel nostro paese è da molti considerata ad alto rischio per diverse patologie pregresse e, come alcune categorie di persone, la scuola si configura come “soggetto fragile”.

La scuola non gode di buona salute. I sintomi e gli indicatori del malessere sono sempre più evidenti e ulteriormente amplificati dall’impatto dell’emergenza sanitaria nei contesti educativi: c’è bisogno di un pronto soccorso con specialisti in grado di fornire adeguato aiuto.

L’ antidoto, inedito ed efficace, a disposizione di chiunque ne abbia bisogno, c’è ed è il primo servizio di pronto soccorso psicologico-scolastico.

L’ iniziativa nasce dalla consapevolezza che in questo nuovo anno scolastico, segnato dallo stravolgimento di sedimentate e rassicuranti modalità di lavoro da parte del personale scolastico, è di particolare rilevanza garantire alle scuole supporto e consulenza non solo medico-sanitaria, ma anche psicologica e didattico-educativa, sopperendo all’assenza di equipe psico-pedagogiche.

In Italia, diversamente da altri paesi europei, mancano nella scuola equipe psico-pedagogiche e servizi specifici di supporto alla professionalità. Eppure, dai Ricercatori del Censis e dai dati diffusi dall’Osservatorio Nazionale Salute e Benessere degli Insegnanti (ONSBI – Università LUMSA di Roma), a seguito di indagini svolte nel 2018, sembra emergere un quadro allarmante relativamente allo stato di salute psicofisica dei docenti e dei dirigenti scolastici.

Difatti, il 40% dei dirigenti, presenta sintomi di burnout professionale e il 29% prova forte stress a causa del lavoro e delle eccessive richieste per le quali non sempre avverte sufficienti energie e mezzi per fronteggiarle.

Per i docenti la situazione è ancora più preoccupante in quanto addirittura il 67% soffre della sindrome da burnout.
Questa rilevazione e le conseguenti riflessioni portano ad una più marcata messa a fuoco della attuale situazione scolastica che l’emergenza Covid-19 ha reso molto più complessa e difficoltosa, conducendo inevitabilmente ad un incremento significativo dei livelli di stress correlato.

“Da queste premesse l’idea di individuare un antidoto efficace, per aiutare le persone a star bene a scuola, si è concretizzata con l’attivazione di questo sportello di ascolto, che attraverso un approccio olistico, si propone di offrire ai professionisti dell’educazione (docenti e dirigenti) e agli studenti, una articolata consulenza specialistica. L’intento è quello di promuovere benessere a livello psicologico e didattico-gestionale, orientando alla definizione di mirate strategie e metodologie funzionali alla risoluzione delle problematiche scolastiche ” dice Gianni Lanari, psicoterapeuta coordinatore del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est” (www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it).

Grande e lodevole attenzione è stata riservata alla definizione di una profilassi antivirus da attuare per evitare contagi, manca tuttavia, una altrettanto importante e necessaria profilassi per la gestione dello stress, dell’ansia, delle paure e delle inevitabili frustrazioni che serpeggiano più o meno manifeste tra il personale scolastico, inquinando di vissuti emozionali inadeguati il fondamentale impegno professionale.

Tutti catapultati all’improvviso in situazioni lavorative inedite e complesse che fanno emergere evidenti stati di allerta per la perdita di rassicuranti certezze e routine sedimentate nel corso degli anni.
Tutti alle prese con partenze per rotte incerte e senza dotazione alcuna di adeguati supporti.
Tutti sprovvisti di un idoneo salvagente emotivo necessario per affrontare il nuovo viaggio didattico-educativo che si prefigura alquanto complicato e difficoltoso.

Lo scenario non è rassicurante, i paesaggi sono offuscati dalla nebbia dell’ incertezza.
Non è più una scelta correre ai ripari, ma un dovere etico, un imperativo: c’è bisogno di rispondere con interventi concreti e qualificati.

La dr.ssa Rita Cavallo, esperta in problematiche scolastiche inerenti l’ambito didattico-gestionale afferma che “l’obiettivo prioritario è, pertanto, quello di dare ai docenti e ai dirigenti i mezzi necessari affinché non si sentano più soli, ma accompagnati e supportati nell’individuare idonee strategie psicologiche e metodologico-didattiche per superare i tanti problemi che affliggono la scuola di oggi, potenziando efficacemente la loro resilienza”.

Gli interventi saranno finalizzati a promuovere e sostenere la prevenzione del disagio e la promozione del benessere psicologico di chi vive il mondo della scuola, nello specifico si tratterà di :
– potenziare la capacità di gestione degli aspetti legati all’ansia e alla incertezza nelle situazioni più problematiche;
– fornire supporto nella individuazione di risposte comportamentali e metodologiche efficaci per la gestione delle problematiche afferenti l’area affettivo-relazionale;
– fornire supporto per la definizione di idonee strategie didattico-educative per la gestione delle dinamiche di classe;
– sviluppare e potenziare le strategie di problem solving;
– sviluppare e potenziare le competenze organizzativo-gestionali;
– potenziare le competenze comunicativo-relazionali con le famiglie e gli studenti.

“Potrà esserci ‘buona scuola’ solo se i professionisti dell’educazione si sentono in condizioni psico-fisiche ottimali.
Insegnare, lo sappiamo bene, non è una cosa facile. Dirigere una scuola, è ancora più difficile e, oggi più che mai, si configura come un lavoro di grande complessità correlato ad una molteplicità di enormi incombenze e responsabilità.
Ed è proprio l’aumento progressivo dell’altissima usura psicofisica dei docenti e dei dirigenti, incrementata dall’emergenza Covid, in tutti i livelli d’insegnamento e in tutti gli assetti gestionali, che ha reso più allarmante una situazione già segnalata come particolarmente critica”, aggiunge la dr.ssa Rita Cavallo .

È un dato di fatto che l’emergenza sanitaria, in brevissimo tempo ha raso al suolo ogni possibilità di pervenire a pianificazioni e programmazioni certe e stabili, costringendo la scuola a ripensarsi e reinventarsi con una mole enorme di responsabilità che pesa su tutti i professionisti dell’educazione, incrementando in modo significativo il rischio di burnout.

Purtroppo, all’interno della scuola, manca un sostegno psicologico diffuso e organizzato.
Eppure la scuola di qualità, che nell’immaginario collettivo si traduce in sana utopia da perseguire, è la scuola in cui i docenti si recano con il piacere di insegnare e gli alunni con il piacere di apprendere. Una scuola in cui si respirano climi di lavoro sereni e stimolanti.

Questo obiettivo ambizioso, continua a rimanere stabile anche in questi nostri giorni in cui tutto sembra vacillare, richiedendo di essere empaticamente e operativamente molto più attenzionato.
Non possiamo e non dobbiamo permettere che l’entusiasmo per l’insegnamento lasci il posto all’ansia.

Offrire alla scuola un servizio di Pronto Soccorso Psicologico-Scolastico per “Guarire il mal di scuola”, significa perseguire efficacemente quell’obiettivo, prendendosi cura di quelle persone che hanno un ruolo determinante per qualificare il servizio educativo.

Significa rispondere ad un bisogno ormai non più latente.
Si dice che il futuro del mondo dipende in gran parte dall’educazione, anche noi ne siamo convinti e per questo vogliamo intervenire e consentire a tutti coloro che giorno dopo giorno lavorano in questo “laboratorio del futuro” di non sentirsi più soli e spaventati di fronte a situazioni che generano disagio, destabilizzano e minano il senso di autoefficacia.

Ci sarà questo servizio a fare da scoglio alle possibili alte maree e sarà un servizio di grande utilità proprio perché pensato in modo mirato per tutti coloro che vivono nel contesto scuola.
Il servizio di Pronto Soccorso Psicologico-Scolastico è curato da una rete di 196 professionisti presenti su tutto il territorio nazionale e non solo.

E’ uno spazio di ascolto emotivo e cognitivo che aiuta a rafforzare la consapevolezza della propria condizione di vita e del proprio modo di agire nel quale è possibile rileggere degli accadimenti e formulare delle ipotesi in merito a situazioni problematiche che creano disagio o preoccupazione, siano esse riconducibili a malesseri individuali o a situazioni dinamiche relazionali createsi.

Il servizio è operativo  dal primo  Ottobre 2020 e sarà aperto a tutti coloro che vivono nel “mondo scuola”.

Per contattare il Pronto Soccorso Psicologico-Scolastico “Roma Est” telefonare:
– al n. 0622796355 per richiedere consulenza psicologica;
– al n. 3280696922 per richiedere consulenza didattica e organizzativo-gestionale

Per ulteriori approfondimenti consultare il sito del Pronto Soccorso Psicologico www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it.

Italia sempre più colpita da alluvioni e trombe d’aria 

Il cambiamento climatico travolge anche il nostro Paese. E’ urgente correre ai ripari 

di Alessandro Cammareri

Nelle ultime settimane abbiamo potuto vedere  in alcune regioni del sud Italia, e ora anche del nord, quali siano  stati i problemi creati dalla forte ondata di maltempo che ha colpito il nostro paese. In molte regioni, come per esempio in Campania, ci sono state violente trombe d’aria e alluvioni che hanno provocato gravi danni ai residenti delle zone colpite. Come anche in Liguria e Piemonte in questi ultimi giorni. In tutto questo ci si interroga sul fatto che tutti questi strani fenomeni ambientali non siano causati dal cambiamento climatico.

In tutto il Sud Europa, Italia inclusa, ricorda l’Iss ( l’Istituto Superiore di Sanità), i cambiamenti climatici stanno causando un aumento degli eventi meteorologici estremi con ondate di calore, piogge intense alluvioni e allagamenti costieri. A questi si associa un peggioramento della qualità dell’aria e il rischio incendi aggravato dalla siccità.

Il cambiamento climatico infatti è già in atto ed è destinato a continuare: le temperature sono in aumento, l’andamento delle precipitazioni sta variando, ghiaccio e neve si stanno sciogliendo e il livello medio del mare si sta innalzando a livello globale. È molto probabile che il riscaldamento sia, per la maggior parte, dovuto all’aumento delle concentrazioni di gas a effetto serra nell’atmosfera dovuto alle emissioni antropogeniche. I cambiamenti climatici inoltre stanno già avendo un impatto anche sulla nostra società soprattutto a livello economico: i danni alle case, alle infrastrutture e alla salute umana impongono elevati costi alla società e all’economia dei nostri paesi, a partire dalle ingenti perdite per i settori trainanti del nostro paese che dipendono fortemente dalle temperature e dai livelli precipitazionali come l’agricoltura, la silvicoltura, l’energia e il turismo che risultano particolarmente colpiti. Oltre questo si osservano già alcuni cambiamenti nella distribuzione di determinate malattie trasmesse dall’acqua e dai vettori di malattie e la ricomparsa di agenti infettivi precedentemente endemici (tra i quali il poliovirus, presente in paesi limitrofi e il bacillo della tubercolosi) e l’arrivo di nuove malattie esotiche trasmissibili come Dengue, Chikungunya, Zika, Febbre del Congo-Crimea.

Il cambiamento climatico è probabilmente la più grande sfida che l’umanità deve affrontare, con effetti profondi e drammatici su persone, ambiente ed economia. Ma cosa può accadere senza le opportune azioni correttive da attuarsi nell’immediato? L’agricoltura potrebbe perdere il 30% del suo valore entro il 2050. 500 milioni di piccole imprese agricole ne pagherebbero le gravi conseguenze; il numero di persone a cui mancherà l’acqua almeno un mese all’ anno salirà da 3,6 miliardi a 5 miliardi nel 2050;  la crescita del livello del mare e l’aumento di violente tempeste, forzerà lo spostamento di centinaia di milioni di persone verso l’interno, con costo stimato in più di 1000 miliardi di dollari ogni anno, solo per il periodo da oggi fino al 2050;  più di 100 milioni di persone scenderanno sotto il livello di povertà già entro il 2030. È chiaro quindi quanto sia importante affrontare nel presente il tema dei cambiamenti climatici sia dal punto di vista sociale che economico riducendo in maniera drastica tutte le attività dell’uomo in particolar modo la combustione di carbone, gas e petrolio che sono la causa principale dell’inquinamento ambientale.

“Junk food? No grazie!”, il libro che spiega come alimentarci nel rispetto del nostro organismo

Disponibile su Amazon, il testo curato dal dott. Lorenzo Anelli unisce consigli per una corretta alimentazione ad una serie di ghiotte ricette semplici da realizzare, perché mangiare sano non vuol dire privarsi dei sapori

È finalmente disponibile su Amazon il libro “Junk food? No grazie!”, scritto da Lorenzo Anelli, medico ed alimentarista, un libro contenente una parte didattica e molte ricette per colazione, pranzo e cena senza utilizzo di zucchero, cereali raffinati e junk food.

Anelli, che è impegnato nel sociale anche come presidente della commissione Salute della Lidu onlus ( Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo) svela nel testo, pubblicato da pochi giorni, i segreti della sana alimentazione, spiegando i benefici di alcuni alimenti e i danni derivanti dall’uso del cibo spazzatura. Soprattutto quando si parla di cibo sano si è portati a pensare che per stare bene bisogna mangiare solo carote e lattuga. Niente di più falso, in realtà leggendo il libro di Lorenzo Anelli si scoprono molte possibilità che la grande distribuzione ed il cibo pronto ci ha fatto dimenticare, con una vasta scelta di ricette semplici e gustose

Le donne che hanno scritto le ricette cucinano per passione e si sono avvicinate nel tempo ad uno stile di vita salutare.

Tutti i proventi del libro saranno devoluti all’associazione Promosalus per progetti riguardanti bimbi affetti da qualsiasi forma di disturbo del neurosviluppo, tra cui autismo.

Potete acquistare il libro su Amazon contribuendo al progetto al seguente link: https://amzn.to/33UlNQO

Alzata di scudi di Cisl Medici Lazio contro vaccini antinfluenzali inoculati in farmacia

“La Regione Lazio ritiri l’ordinanza e utilizzi al meglio la rete dei medici di famiglia, dei pediatri di libera scelta, degli specialisti ambulatoriali, dei distretti sanitari e dei dipartimenti di prevenzione delle Asl per ottimizzare l’adesione alla campagna vaccinale antinfluenzale per quanti vorranno usufruirne”

“Bene ha fatto il presidente della FNOMCEO – secondo la Cisl Medici – a rappresentare la contrarietà dei medici su quella parte del provvedimento adottato dalla Regione Lazio che prevede la somministrazione e inoculazione dei vaccini antinfluenzali nelle farmacie senza – si legge nella nota Fnomceo – nessun accenno a interpellare i medici”.

“C’è aria di ricorsi – prosegue la nota a firma di Luciano Cifaldi, segretario della Cisl Medici Lazio, e di Benedetto Magliozzi, segretario della Cisl Medici di Roma Capitale/Rieti.- Evidentemente non è bastata la sentenza del Tribunale Amministrativo del Lazio che ha annullato l’ordinanza della Ragione Lazio che stabiliva l’obbligo di vaccinazione antinfluenzale e pneumococcica per tutto il personale sanitario, pena la temporanea inidoneità al lavoro per il personale sanitario.

Già da tempo la Cisl Medici aveva evidenziato come nei mesi scorsi l’ordinanza regionale era giunta all’improvviso senza consultare in alcun modo le organizzazioni sindacali dei lavoratori della sanità. Il sindacato ritiene che sia non concepibile l’esclusione dei medici, unici legittimati a porre in essere atti clinici sul paziente, che non sono mai stati coinvolti su decisioni che riguardano non solo le competenze della  professione ma anche la salute stessa dei cittadini”.

“Ci dispiacerebbe – conclude la nota della Cisl Medici – che questo ulteriore attacco alla professione medica possa essere poi derubricato ad una semplice provocazione. I cittadini e gli operatori sanitari non hanno bisogno di improvvide fughe in avanti per quanto riguarda la tutela della salute pubblica.

La Regione Lazio ritiri l’ordinanza e utilizzi al meglio la rete dei medici di famiglia, dei pediatri di libera scelta, degli specialisti ambulatoriali, dei distretti sanitari e dei dipartimenti di prevenzione delle Asl per ottimizzare l’adesione alla campagna vaccinale antinfluenzale per quanti vorranno usufruirne”

La reazione di Cisl Medici Lazio fa seguito alla nuova ordinanza di ieri venerdì 2 ottobre, che il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha emesso con oggetto “Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19”.

Oltre all’uso obbligatorio delle mascherine  all’aperto, Zingaretti interviene anche sul modus operandi in tema di vaccinazioni antinfluenzale.
Nell’ordinanza si legge infatti che “allo scopo di perseguire in modo efficace l’obiettivo di generale copertura vaccinale e di assicurare che il sistema sanitario regionale possa fronteggiare l’aumento di domanda anche per le persone di età compresa tra 18-59 anni (residuali rispetto a quelle bersaglio e servite da MMG/PLS)”, viene disposto che “una quota di 100.000 dosi vaccini, o ulteriore, sia resa disponibile alle farmacie per garantire l’acquisto con oneri a carico del cittadino, secondo un prezzo uniforme di partecipazione che verrà all’uopo individuato, e previo rimborso alla Regione del costo sostenuto, e consentire loro, in presenza dei requisiti e secondo modalità definite dalla Direzione Salute, oltre che la vendita, anche l’organizzazione di un servizio di somministrazione/inoculazione del vaccino con conseguente assunzione di responsabilità.”

Considerato il delicato tema della salute pubblica e le correlate responsabilità dei medici di famiglia che sono delegati a seguire il paziente passo dopo passo, risulta quanto mai doverosa l’alzata di scudi di Cisl Medici Lazio su tale emblematica ordinanza. La complessità dell’equilibrio fisico di ogni singolo paziente è prerogativa dei medici di base, pediatri o Asl di riferimento, quali competenze può avere il farmacista?

La Guardia costiera al  60° Salone Nautico di Genova  

Il Bilancio della stagione estiva 2020

“Un sacrificio, quello del nostro Aurelio, che racchiude, nella sua intensa e preziosa esistenza, ciò che di più caro e sentito guida e ispira ogni giorno il lavoro dei militari della Guardia Costiera: la generosità, il coraggio, l’umanità”.

Con queste parole, intervenendo alla 60ma edizione del Salone Nautico, il Comandante Generale delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera ha ricordato oggi, a Genova, il 2° C° Aurelio Visalli volendo dedicare questo momento a lui e a tutto il personale della Guardia Costiera che per tutta l’estate ha lavorato per consentire a milioni di persone di trascorrere in mare e sulle spiagge, la propria estate in sicurezza. 

Dopo la cerimonia di inaugurazione, avvenuta alla presenza della Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti On. Paola De Micheli, che ha voluto salutare personalmente gli uomini e le donne del Corpo presenti nello stand istituzionale, la Guardia Costiera ha presentato un bilancio dell’attività operativa e delle azioni intraprese durante la stagione estiva a tutela dei cittadini e dell’ambiente marino.

Alla presenza dell’Ammiraglio Giovanni Pettorino e del Direttore Marittimo della Liguria, Ammiraglio Nicola Carlone, il Capo Ufficio Comunicazione Capitano di Vascello Cosimo Nicastro, ha presentato i risultati ufficiali dell’operazione Mare Sicuro 2020 che quest’estate ha compiuto 30 anni. Un’attività che ha visto impegnati 3.000 uomini e donne del Corpo, 300 mezzi navali e 15 mezzi aerei dislocati lungo gli 8.000 km di coste del Paese, sul Lago di Garda e sul Lago Maggiore, per la sicurezza in mare di bagnanti e diportisti, come pure per vigilare sul regolare svolgimento delle attività ricreative, commerciali e a tutela dell’ecosistema marino.

Un anno molto impegnativo che, per diversi comandi territoriali, ha visto affiancare alla consueta attività operativa, la partecipazione dei militari del Corpo, ai dispositivi di pubblica sicurezza per la vigilanza sulle norme di contenimento del Covid19, al fianco delle Forze di Polizia.

Nel corso della presentazione, sono stati illustrati i dati relativi alle campagne Spiagge Libere e Acque Libere – incardinate nella più ampia operazione Mare Sicuro – svolte a garanzia della pubblica fruizione di litorali e specchi acquei da parte dei cittadini.

“Anche quest’anno” ha commentato il Comandante Nicastro, “abbiamo salvaguardato milioni di persone per dare completa serenità e sicurezza a chi ha deciso di godere delle nostre spiagge e dei nostri mari. Un impegno, il nostro,” ha proseguito il Comandante “reso più intenso dall’emergenza sanitaria ancora in corso”.

Di seguito alcuni dati:

  • 2.566 persone salvate;
  • 754 unità da diporto soccorse;
  • 227.134 mq, tra spiagge e specchi acquei, restituiti alla libera fruizione dei cittadini.

 

Da un raffronto con gli anni precedenti, si evidenzia una diminuzione del numero di incidenti gravi (nr. 5 nel 2020 rispetto ai nr. 29 del 2019) e del numero complessivo di persone che hanno perso la vita (nr. 116 nel 2020, 28% in meno rispetto al 2019), segno che l’attività di informazione e prevenzione gioca un ruolo chiave nell’ambito della sicurezza in mare. Si registra, inoltre, una diminuzione dell’illegalità in mare e sulle coste. Mentre resta  alto il numero dei “Bollini Blu” rilasciati, circa 4.406, che hanno evitato un’inutile duplicazione degli accertamenti in mare.

Di rilievo anche i dati circa la sicurezza della navigazione. Grazie, infatti, all’attività svolta dal 6° Reparto “Sicurezza della Navigazione” del Comando Generale del Corpo, i trasporti marittimi, nonostante le difficoltà legate all’emergenza sanitaria da Covid-19, non hanno mai interrotto la loro attività, mentre il comparto crocieristico, dopo uno stop iniziale, è tornato ad operare regolarmente.

L’evento è poi proseguito con la presentazione delle principali attività ambientali svolte durante quest’anno dal Corpo come, l’operazione “Reti fantasma”, svolta su mandato del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare. Ad oggi, sono oltre 6 le tonnellate di reti abbandonate sui fondali marini rimosse dai nuclei sub della Guardia Costiera, pari a circa 200mila bottiglie di plastica. Un risultato importante se pensiamo che le reti fantasma sono responsabili dell’alterazione dell’ecosistema marino per la dispersione nell’ambiente delle micro-particelle sintetiche delle quali sono composte.

Camera di commercio di Reggio Calabria: € 230.000 di contributi  a fondo perduto a beneficio delle imprese della Città metropolitana

Un impegno economico per digitalizzazione, internazionalizzazione e valorizzazione della filiera turistica e delle produzioni agroalimentari.

Dopo i € 2.000.000 del fondo per l’abbattimento degli interessi sui finanziamenti contratti dalle imprese per far fronte all’emergenza Covid-19 e i € 129.000 stanziati per investimenti in innovazione orientati alla qualità e alla sostenibilità e per la crescita occupazionale nel territorio della Città Metropolitana, la Camera di commercio di Reggio Calabria destina ulteriori risorse, pari a complessivi € 230.000, per contributi a fondo perduto in favore delle micro, piccole e medie imprese reggine che realizzano investimenti legati alla digitalizzazione, all’internazionalizzazione ed alla valorizzazione del binomio turismo ed enogastronomia.

Come dichiarato dal Presidente dell’Ente camerale Antonino Tramontana: “L’obiettivo che ci poniamo con questi 3 nuovi bandi è continuare a sostenere economicamente lo sviluppo e l’accrescimento della competitività delle nostre imprese, in questo caso sul fronte della digitalizzazione, dell’internazionalizzazione e della valorizzazione della filiera turistica e delle produzioni agroalimentari,  attraverso azioni di immediato supporto sotto forma di contributi a copertura parziale delle spese sostenute per l’acquisizione di beni e servizi”.

Con il Bando Voucher digitali I4.0 – anno 2020, l’Ente camerale mette a disposizione € 95.000 per sostenere economicamente le iniziative di digitalizzazione, anche finalizzate ad approcci green oriented del tessuto produttivo. I contributi saranno erogati sotto forma di voucher a copertura di una percentuale dei costi ammissibili pari al 70%. L’importo massimo del voucher ottenibile non potrà superare l’importo di € 7.000,00. Sono ammesse le spese per:
a)      servizi di consulenza e/o formazione relativi ad una o più tecnologie tra quelle previste dall’art. 2, comma 2 del Bando;

  1. b)      acquisto di beni e servizi strumentali, funzionali all’acquisizione delle tecnologie abilitanti di cui all’art. 2, comma 2 del Bando.

Con il Bando Internazionalizzazione – anno 2020, l’Ente camerale mette a disposizione € 50.000 per sostenere l’acquisizione di servizi per favorire l’avvio o lo sviluppo del commercio internazionale, anche attraverso un più diffuso utilizzo di strumenti innovativi, utilizzando la leva delle tecnologie digitali. I contributi saranno erogati a copertura di una percentuale dei costi ammissibili pari al 70%. L’importo massimo del contributo ottenibile non potrà superare l’importo di € 3.500,00. Sono ammesse le spese per:

  1. a) servizi di consulenza e/o formazione relativi a uno o più ambiti di attività a sostegno del commercio internazionale tra quelli previsti all’art. 2, comma 2 del Bando;
  2. b) acquisto o noleggio di beni e servizi strumentali strettamente funzionali allo sviluppo delle iniziative di cui all’art. 2, comma 2 del Bando;
  3. c) realizzazione di spazi espositivi (virtuali o, laddove possibili, fisici, compreso il noleggio e l’eventuale allestimento, nonché l’interpretariato e il servizio di hostess) e incontri d’affari, comprendendo anche la quota di partecipazione/iscrizione e le spese per l’eventuale trasporto dei prodotti (compresa l’assicurazione).

Le domande potranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica con firma digitale, sul sito http://webtelemaco.infocamere.it., a partire dalle ore 10:00 di giovedì 8 ottobre 2020 alle ore 19:00 di mercoledì 28 ottobre 2020.

Di imminente pubblicazione il Bando Voucher per le imprese turistiche “a Km 0”, che mette a disposizione € 85.000,00 di risorse economiche sotto forma di contributi, per sostenere economicamente le imprese reggine della filiera turistica che, promuovendo il binomio turismo ed enogastronomia, si riforniscono da aziende del territorio di produzione dei prodotti agroalimentari valorizzando le stesse produzioni, le tradizioni enogastronomiche del territorio metropolitano di Reggio Calabria, nonché la qualificazione dell’offerta turistica territoriale. L’importo del contributo è determinato nella misura del 30% dell’ammontare degli acquisti compresi tra 2.000 a 5.000 euro. Sono ammesse le spese per l’acquisto di prodotti agroalimentari del territorio “a km 0”.

Le domande potranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica con firma digitale, sul sito http://webtelemaco.infocamere.it., a partire dalle ore 10:00 di venerdì 9 ottobre 2020 alle ore 19:00 di venerdì 6 novembre 2020.

Gli aiuti previsti dai 3 nuovi Bandi sono concessi in regime “de minimis” ed è stata stabilita in aggiunta al contributo una premialità pari a € 200,00 per le imprese in possesso del rating di legalità.

Si ricorda, infine, che è ancora possibile presentare domanda per i seguenti Bandi:

Bando “Premi per l’innovazione”: scadenza ore 19.00 del 15 ottobre 2020;

Bando per la “Concessione di contributi a fondo perduto per la realizzazione della diagnosi energetica o l’adozione della norma iso 50001”: scadenza ore 19.00 del 15 ottobre 2020;

Bando per l’“Erogazione di bonus a sostegno dell’occupazione”: scadenza ore 19.00 del 31 ottobre 2020.

Tutte le informazioni sui Bandi e la relativa documentazione sono disponibili sul sito camerale www.rc.camcom.gov.it.

 

A ‘Ether, il quinto elemento’,  la donna  e  la memoria del confine orientale nella scrittura di Rosanna Turcinovich  Giuricin

L’incontro di ‘Ether, il quinto elemento’, nato da un’idea di Isabel Russinova, con Rosanna Turcinovich Giuricin, riporta alla memoria un pezzo di storia italiana ormai nell’oblio: l’Istria e la sua svendita al termine del secondo conflitto mondiale

di Macri Martinelli Carraresi  

La donna, la memoria e la storia e le storie del confine orientale italiano, raccontate da Rosanna Turcinovich Giuricin, giornalista e scrittrice rovignese, sono protagoniste del nuovo appuntamento di Ether il quinto elemento, il podcast di intrattenimento culturale tutto al femminile su canale you tube, ‘Ether il quinto elemento’.  La giustizia secondo Maria, Una raffica all’ improvviso, Maddalena ha gli occhi viola, Occhi Mediterranei, queste alcune delle pubblicazioni della scrittrice e corrispondente del quotidiano La voce del popolo, dove, con toccante sensibilità, vengono descritte vicende che hanno scosso il confine orientale italiano, come la tragedia che ha colpito la comunità ebraica e italiana, giuliano-dalmata durante la seconda guerra mondiale o quella che ha interessato gli esuli, la cui memoria è protetta anche nel CDM, centro documentazione multimediale della cultura giuliano, istriana, fiumana e dalmata di Trieste, dove Rosanna Turcinovich Giuricic è responsabile  dell’ ufficio stampa.

Molte sono anche le figure femminili, legate alla storia, di cui l’autrice si è occupata fissandone il ricordo come, ad esempio la controversa vita di Maria Pasquinelli che, dopo gli accordi di Parigi del 1947, che penalizzarono la sua terra, sparò tre colpi di pistola al generale Robert Winton.  Innamorata della sua terra, la scrittrice è inoltre sempre protesa a valorizzare la bellezza della natura e del mare delle coste adriatiche, Una raffica all’ improvviso, ad esempio, che descrive un viaggio in barca a vela  da Trieste ad Arbe, lungo le coste dell’ Istria e del Quarnaro, diventa pretesto per raccontare la sua terra attraverso leggende, aneddoti, curiosità.   Sempre imbevuti di intelligenza, passione e amore per il femminile e la memoria, sono i nuovi progetti in cui è impegnata la scrittrice e di cui parla nell’ incontro di ‘Ether, il quinto elemento’ sempre condotto da Isabel Russinova, Tiziana Primozich  e Macri Martinelli Carraresi.

Lo Spid è entrato in azione oggi 1 ottobre. Lo sapevate? 

Il Pin va in pensione e da oggi solo lo Spid ci farà accedere ai servizi Inps e non solo. Un passo rilevante per la digitalizzazione e l’ammodernamento del Paese, che non è stato preceduto da un’adeguata campagna di informazione e formazione 

Di Tiziana Primozich e Serenella Pesarin (psicologa e sociologa)

Mentre da dieci se non più giorni si discute su tutti gli organi di stampa e sui social dello stipendio, peraltro da fame, di Tridico presidente dell’Inps, una inconsapevole popolazione italiana assiste all’entrata dell’uso dello Spid per accedere a qualsivoglia sevizio Inps, oggi 1 ottobre 2020. Ma chi sa cos’è lo Spid? E soprattutto chi ha informato gli italiani di questo nuovo strumento imprescindibile, con una adeguata campagna di informazione e sensibilizzazione oltre che formazione al nuovo dispositivo telematico? 

Lo Spid è il nuovo sistema unico di accesso con identità digitale a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione italiana e dei privati aderenti nei rispettivi portali web: cittadini e imprese possono così accedere a tali servizi con un’identità digitale unica che ne permette l’accesso e la fruizione da qualsiasi dispositivo. In poche parole, si potrà accedere ad esempio al sito Inps solo con lo Spid, unica deroga la concessione di un breve periodo di tempo in cui si può accedere ancora con il Pin ormai destinato anche lui al pensionamento.   

E’ certamente un salto di qualità verso la tanto attesa digitalizzazione del Paese che ci renderà la vita più facile ed al passo con la modernità, basti pensare alle mille difficoltà di accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione durante il lockdown determinato dalla pandemia da covid19 della scorsa primavera. Ora ogni cittadino potrà con un semplice account digitale accedere a una svariata categoria di servizi online seguendo alcuni piccoli passi, anche se impegnato per lavoro o altro fuori dalla propria usuale residenza. 

Certamente questo strumento sarà anche uno strumento di condivisione intergenerazionale, perché saranno i più giovani che aiuteranno coloro che già in terza o quarta età hanno meno capacità in questo senso all’interno delle famiglie. Cosicchè questo strumento tecnologico potrà diventare anche una risorsa sociale con un interscambio comunicativo che consentirà una relazione tra mondo dei giovani e dei non più giovani. Va rilevato infatti, in un mondo che corre a grande velocità, che i giovani sono la futura risorsa per le trasformazioni digitali, mentre gli anziani rappresentano il serbatoio della saggezza. Accade così che il giovane sentendosi utile e importante nel trasferire le sue competenze all’anziano, restituisce valore identitario alla sua appartenenza ad un determinato nucleo famigliare, colmando finalmente un gap generazionale che apparentemente rende distante il mondo dei giovani e giovanissimi da quello dei senior. 

Ma se certamente l’avvento dello Spid offre enormi spunti di positività sia sul piano della resa in efficienza della macchina burocratica, come anche dal punto di vista dello scambio tra diverse generazioni per età e capacità professionali, non v’è dubbio che questa rivoluzione digitale andava accompagnata da un’adeguata campagna di informazione, di cui lo stesso istituto INPS avrebbe dovuto farsi carico ricordando che la popolazione italiana si caratterizza allo stato attuale con un alto tasso di persone over 60 anni, quasi mai preparate a così radicali cambiamenti.

Tra i provider autorizzati come da bando pubblico, emerge Poste Italiane che con semplici spiegazioni fornite dai propri sportelli aperti al pubblico, saprà indicare la via telematica per entrare in possesso del proprio Spid. Un banco di prova che ci si augura non faccia la stessa pessima figura della piattaforma Inps attivata durante il lockdown per le richieste di redditi di emergenza e casse integrazione, che andò in tilt per presunti attacchi hacker denunciati da Tridico e di cui non si è saputo più nulla. Se il nostro Paese si dirige in velocità verso cambiamenti tecnologici utili alla popolazione, è il caso di ricordarlo, forse è cosa buona e giusta pensare anche di preparare adeguatamente la popolazione spendendo qualche soldo per farlo, e soprattutto cercare di rendere agevole il cambiamento perché in Italia non tutti possiedono un pc, e lo abbiamo visto durante il lockdown anche a svantaggio di un congruo numero di scolari, e non tutti hanno le competenze per essere pienamente partecipi di questo cambiamento a causa dell’età avanzata o della scarsa preparazione nel complesso mondo virtuale.

Qui di seguito le informazioni base per richiedere lo Spid, che ricordiamo sostituisce il vecchio Pin ed è necessario anche per partecipare a concorsi pubblici

Per richiedere e ottenere le tue credenziali SPID devi esser maggiorenne e avrai bisogno di:

un indirizzo e-mail

il numero di telefono del cellulare che usi normalmente

un documento di identità valido (uno tra: carta di identità, passaporto, patente)

la tua tessera sanitaria con il codice fiscale

E’ necessario inoltrare la richiesta utilizzando un Identity Provider autorizzato

Ad ogni Governo la sua Croce

E la croce di questo Governo sarà il MES

di Paolo Buralli Manfredi

Tutti i governi che si sono susseguiti in Italia hanno dovuto portare una croce che poi, come sempre, è la stessa croce con cui sono stati crocifissi. E la croce che crocifiggerà questo Governo ha un nome ben preciso: “MES”.

Dall’inizio della pandemia intorno a febbraio abbiamo assistito alla presa di potere del governo Conte tramite la dichiarazione dello stato d’emergenza ( va ricordato il 30 gennaio scorso) che ha dato allo stesso la possibilità di procedere con i ben noti a tutti DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) che si utilizzano in casi d’emergenza e che possono essere presi senza discussione Parlamentare.

Il Presidente del Consiglio dunque, con l’applicazione dello stato d’emergenza ha, di fatto, assunto una sorta di pieni poteri e si è caricato di tutte le responsabilità che deriveranno dalle sue decisioni; purtroppo però il Presidente del Consiglio non ha un suo partito e dunque la sua permanenza sulla poltrona più importante del Governo è legata ad equilibri sottilissimi, che devono prevedere la gestione di concessioni a coloro che lo sostengono e sono collegati a partiti politici, PD, M5S, Italia Viva, Leu in primis e queste continue negoziazioni interminabili hanno e logorano l’Esecutivo giorno dopo giorno.

Ed è ormai chiaro che le scelte fatte anche per quanto riguarda gli investimenti a sostegno di un sistema economico-finanziario e sociale completamente distrutto dalla crisi globale e dalle conseguenze della pandemia ne sono la prova provata. Sì perché, come tutti avrete notato, in Italia la visione politica è il bonus di turno, ed il bonus di turno è lo strumento classico che viene utilizzato per dare un colpo al cerchio ed un colpo alla botte, accontentando così, tutte le richieste degli attori sopra citati, ma è altrettanto chiaro che questo modus operandi non potrà essere utilizzato per i miliardi concordati e legati al Recovery Fund.

Allora, quale sarà la croce su cui Giuseppe Conte verrà inevitabilmente crocifisso? Sarà il MES, e lo sarà perché la Commissione Europea, non potrà consegnare più di 209 miliardi di euro ad un Presidente del Consiglio che, di fatto, è ostaggio di forze politiche che hanno dimostrato di non avere a cuore l’interesse Nazionale, ma si muovono solo su interessi partitici senza avere nessuna visione politica; per questo il Quirinale probabilmente entro la fine dell’anno potrebbe far riflettere tutti su un eventuale ristrutturazione dell’Esecutivo e quindi, sull’uscita di scena dell’Avvocato degli Italiani.

Tutto ciò però, non potrà accadere prima che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte faccia la richiesta ufficiale per ottenere il MES che, non potrebbe mai essere chiesto dal prossimo Presidente del Consiglio che arriverà per gestire quell’enorme somma di denaro, e che deve essere utilizzata per ristrutturare il sistema Italia che ormai fa acqua da tutte le parti e che non potrebbe mai essere ristrutturato da coloro che hanno visioni partitiche e non politiche.

E se osserviamo come si sta muovendo lo scacchiere europeo, notiamo che la prima pedina posizionata dalla Commissione Europea tramite l’OMS per la gestione del comparto sanitario, Mario Monti, fa supporre che per la parte economico-finanziaria il nome più garantista per la stessa non può essere che Mario Draghi uomo dei poteri forti che si dichiara Social-Liberal-Democratico e che non è legato a nessun partito politico italiano.

Questa lettura delle cose nasce dal fatto che in più di un’occasione anche il Presidente della Repubblica ha non detto, dicendo, che il Governo non sta gestendo al meglio le opportunità che gli sono state concesse con la possibilità di aumentare il proprio debito sforando, di molto, i parametri europei.

La riflessione dunque, non può che chiudersi con l’auspicio che l’opposizione faccia realmente l’opposizione e crei le condizioni di poter andare al voto per dare la parola agli Italiani. Ma, purtroppo, sino ad ora l’impressione è che come al solito le ristrutturazioni lacrime e sangue siano destinate ai soliti governi di transito creati dalle istituzioni interne ed esterne al Paese, Quirinale e Commissione Europea, proprio perché la maturità politica degli attori in campo e quella degli Italiani non prevede la consapevolezza che bisogna, oggi più che mai, prendere atto che se non si procede facendo esattamente quello che bisogna fare, cioè senza promettere l’improponibile, le cose in Italia non cambieranno mai; dunque accomodiamoci alla finestra e vediamo cosa succederà nei prossimi mesi, e soprattutto se questo Esecutivo riceverà a Natale 2020 doni o carbone.

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