Condoglianze per la scomparsa del Presidente della Regione Calabria

Il dolore dei calabresi d’Australia per l’improvvisa scomparsa della Presidente Jole Santelli

di Giuseppe Cossari CTIM (Comitato Tricolore Italiani nel Mondo Australia), FDI Australia

I Calabresi in Australia apprendono con dolore la peggiore delle notizie, la morte improvvisa della Presidente Jole Santinelli, notizia arrivata qui dall’altro lato del mondo poco fa, notizia che ci coglie di sorpresa perché prematura ed ingiusta.

Noi Calabresi in Australia ci aspettavamo tanto da lei che, come prima Donna alla guida della nostra Regione avrebbe sicuramente avuto una visione innovativa e differente per aiutare noi Calabresi in Australia e nel mondo.

Porgiamo dunque le nostre più sentite condoglianze ai Suoi Famigliari ed a tutti i Calabresi.

Covid19, che fine hanno fatto le altre malattie?

Esistono patologie di base che possono agevolare l’azione del Covid19 in pazienti defedati portandoli alla morte. Ma nel rispetto per le persone decedute, e verso medici ed infermieri, non si deve scrivere “morto per Covid” se non se ne ha l’assoluta certezza.

di Luciano Cifaldi, oncologo, Segretario generale Cisl Medici Lazio.

Quando una infezione batterica o virale colpisce persone per lo più anziane affette da patologie croniche quali il diabete, l’insufficienza renale, la cardiopatia ischemica, l’ipertensione, il quadro clinico, spesso già precario, tende a complicarsi e ne può derivare la morte del soggetto.

Che ci siano queste patologie di base poco conta perché non fanno titolo sui giornali. Ma il rispetto per queste persone decedute, e anche il rispetto che si deve a medici ed infermieri, fa sì che non si debba scrivere “morto per Covid” se non se ne ha l’assoluta certezza. E’ chiaro che se non fosse subentrato questo virus ad indebolire quel corpo umano le varie malattie concomitanti, la comorbidità, avrebbero magari pur consentito a quella persona un ulteriore periodo di vita con indefinibile durata. Ma il Covid ha fatto precipitare un equilibrio forse non troppo stabile. E da qui il titolo sui giornali, la battuta ad effetto del tuttologo di turno, l’interpretazione del dato che viene stiracchiato da una parte o dall’altra a seconda della posizione che si vuole rappresentare o, peggio, a seconda degli interessi in campo. Interessi che ogni giorno che passa si scoprono essere non trascurabili visto l’uso e consumo quotidiano di mascherine nella popolazione, guanti, dispositivi di sicurezza, test strumentali, prezzi elevati e chi ne ha più ne metta, appalti e gare comprese.

Quante volte abbiamo letto un titolo sul giornale “morto in ospedale per infezione da Escherichiacoli”? o Klebsiella pneumoniae, o Enterobacter, o Citrobacter freundii, o Pseudomonas aeruginosa, o Acinetobacter? Forse abbiamo letto della Legionella, termine sconosciuto ai più, e il titolo sul giornale è nato perché magari è arrivata una ispezione dei carabinieri del NAS per vederci chiaro.

Eppure le infezioni ospedaliere causano ogni anno in Italia decine di migliaia di decessi. Il dato in sé è clamoroso. L’infezione sembra originarsi, il più delle volte, perché negli anni è stata ridotta anche la spesa per l’igiene negli ospedali. Logica conseguenza l’aumento dei batteri resistenti, anche per l’eccessivo uso di antibiotici, ed il peggioramento delle condizioni degli ospedali che è un dato questo sotto gli occhi di tutti.

Nei capitolati di gara le frequenze sono previste quasi sempre solo per blocchi operatori e terapie intensive e non per i poliambulatori o le radiologie dove passano diverse centinaia di pazienti ospedalizzati e di utenti esterni al giorno.

Abbiamo perso il concetto di base contro le malattie infettive che è l’igiene personale sia degli operatori sia dei pazienti. In una settimana di ricovero quante volte viene fatto il bagno ai pazienti? Quante volte gli cambiamo le lenzuola? In un anno quante volte vengono lavati e sanificati i materassi?

Ma soprattutto in un turno di 8 ore il medico ed il personale sanitario quante volte si lavano le mani? Il personale indossa correttamente la divisa? Il copricapo è diventato un optional e magari siamo convinti che siccome indossiamo i guanti possiamo toccare tutto e tutti senza lavarci le mani.

Noi medici per decenni siamo stati convinti che sant’Antibiotico ci avrebbe salvato da tutte le infezioni ed invece ora per una broncopolmonite dobbiamo usare la bomba atomica perché gli antibiotici che abbiamo a disposizione troppo spesso servono a poco.
Va ripensata la formazione dei medici e dei cittadini, soprattutto delle mamme che per un semplice mal di gola o raffreddore riempiono i piccoli figli di antibiotici: in Italia l’automedicazione è molto spinta e le cause le conosciamo ma non interveniamo ne’ a livello centrale ne’ periferico.

In Italia serve come il pane un centro nazionale per il trattamento dei pazienti antibiotico resistenti.
Infatti secondo il Rapporto Osservasalute 2018, la mortalità causata dalle infezioni ospedaliere è passata dai 18.668 decessi del 2003 a 49.301 del 2016. L’Italia conta il 30% di tutte le morti per sepsi nei 28 Paesi della Unione Europea.
Eppure non si parla altro che di Covid. E intanto si allungano le liste di attesa, le Asl dispongono il blocco dei ricoveri ospedalieri in elezione. Il cancro non va in vacanza e continua a colpire le persone che però vedono ristretta la possibilità di un adeguato accesso alle cure in termini di tempistica. E non vanno in vacanza neanche le altre malattie.

Eppure, lo ripetiamo con il massimo rispetto per chi ci ha lasciato, si parla quasi solo di morte “per Covid”. Forse gli interessi in campo sono tali che neanche riusciamo ad immaginarli.

Quando anche per gli studenti profughi Istriani c’era la maturità

Un po’ di storia fiumana dell’Esodo. Oggi per i Maturandi e Diplomandi c’è da tirar su l’Italia in ginocchio dal covid19. Per noi – circa 600 giuliani e dalmati del “Tommaseo” – era l’Italia in macerie e sapemmo dare il nostro apporto importante.

di Rodolfo Decleva

Per noi studenti sotto l’occupazione di Tito c’era il problema della validità che avrebbero potuto avere in Italia i nostri corsi di studio, cioè nessuna. Perciò sorse per le nostre famiglie il problema di come farci arrivare in Italia con i confini chiusi. Si sapeva che in Italia c’erano dei Collegi e Convitti che lo Stato aveva aperto gratuitamente per gli studenti profughi, ma come arrivarci?

Reneo Lenski e Agostino Sirolla si nascosero in un camion, altri attraversarono i confini dai monti, e altri ancora cercarono aiuto dai ferrovieri. La strada che avrei dovuto seguire io la stava studiando un amico del mio papà Signor Vittorio Muhvich, Messo Esattoriale al Comune. Dovevo trovarmi nei pressi del confine travestito da locale con una pala in mano, e mi veniva la termarella al solo pensarci.

Fortunatamente per me, nel Natale 1946 Argeo Monti e Elio Chiavuzzo rientrarono incautamente a Fiume da Brindisi – dal Collegio “Tommaseo” creato per interessamento di Padre Rocchi, del mio Prof. allo Scientifico Pietro Troili, del Cap. fiumano Giuseppe Doldo e di Padre Tamburini di Brescia – e non riuscirono più a ripartire perché i documenti degli Alleati che erano loro serviti per entrare non erano più considerati validi per tornare in Italia.

E cosi’ furono bloccati ma trovarono subito la soluzione: la Propusniza che veniva emessa dal Comune in 24 ore per cacciare persone indegne dalla città. Immediatamente mio padre mise in moto il Signor Muhvich con due foto e in due giorni riacquistai anch’io la libertà insieme al mio vicino di casa Umberto (Toti) Smoquina. Era il 1° Febbraio 1947.

Andammo a Roma sicuri di essere inviati a Brindisi ma i Collegi erano ormai tutti pieni e c’era da attendere per una una soluzione che doveva essere trovata in un Convitto di Lodi. E così restammo a Roma dormendo sui vagoni in sosta a Termini, mangiando con i buoni dell’assistenza comunale e pontificia, aiutati infine da una generosa famiglia fiumana di Boico Oscar con i figli Edo e Liliana, ospitati nel Campo Profughi di Trastevere.

Miracolosamente una mattina – mentre vendevo per Corso Umberto il settimanale “Difesa Adriatica” aiutando l’appena costituito Comitato Giuliano di cui era Segretario il zaratino Silvano Drago – incontrai il mio Prof. Troili, Rettore del “Tommaseo” di Brindisi, che ci fece entrambi e immediatamente mandare a Brindisi.

Così ripresi la mia Quinta Scientifico che era metà Marzo del 1947.

Il posto in Collegio era per 250 Allievi, ma con me e Toti eravamo in 322 e quindi la “boba” era assai scarsa. Ma il problema era lo studio non la pancia.

Ricordo che negli ultimi giorni prima della Maturità studiavamo nelle aule sino alle 4 del mattino perché l’esame verteva su tutte le materie e non con i privilegi di oggi. Faceva un caldo infernale anche di notte e tenevamo le finestre aperte per la delizia delle zanzare e la nostra sofferenza per noi adolescenti, distratti dall’orchestrina del vicino Casale che suonava “Brasil”. Al mattino eravamo stralunati: Carlo Paul ci chiedeva che materia avessimo studiato la sera prima e tutti eravamo sgomenti se ce l’avremmo fatta. C’è da dire che poi nei fatti eravamo dei cannoni rispetto allo standard di preparazione dei locali. Io me la cavai con tre materie a settembre poi felicemente superate.

Oggi per i Maturandi e Diplomandi c’è da tirar su l’Italia in ginocchio dal virus. Per noi – circa 600 giuliani e dalmati del “Tommaseo” – era l’Italia in macerie e sapemmo dare il nostro apporto importante. Peccato che mai nessuna Associazione abbia tentato di fare una Raccolta scegliendo tra i vari Collegi e Convitti. Mi ci provo io per il “Tommaseo”..

Il primo posto lo assegno a Antonio (Tonci) VARISCO, Tenente dell’Arma, Medaglia d’Oro alla Memoria vittima delle Brigate Rosse, e aggiungo anche il mo compagno di Classe Danilo MIGLIORI, precipitato mentre pilotava uno di quei nuovi aerei americani F-104 della nostra Difesa chiamati “Bare volanti”.

Egone RATZENBERGER, fiumano, Ambasciatore d’Italia in Slovacchia e Uruguay. Per i suoi Meriti speciali resi alla Nazione, fa parte dell’OMRI, che è il più alto degli Ordini al Merito della Repubblica Italiana.

Celio VALLONE di Fiume: fisico nucleare. Capo di Spedizione per l’Esplorazione italiana in Antartide delle prime due esplorazioni, giunte oggi alla XXXV edizione.

Ervio DOBOSZ, fiumano: Dirigente uomo d’affari alla guida di imprese nazionali del settore della pesca, in questa sua qualità è stato capace di emergere a livello nazionale al punto di essere eletto Presidente della Federpesca italiana e da qui Presidente della Europesca per 16 anni, cioè di tutto il settore che sedeva al tavolo della Commissione Europea di Bruxelles.

Alberto MONTI, di S. Domenica di Albona in Istria dove cinque membri della sua famiglia, padre incluso, furono infoibati dai partigiani di Tito nel 1943. Alberto era Direttore Produttore negli Stati Uniti e in questa sua veste ha partecipato nella costruzione del modulo lunare LEM (Lunar Excursion Module chiamato “Eagle”) che ha permesso a Neil Amstrong e Buzz Aldrin ad atterrare, esplorare e far ritorno nel Command Module Columbia di Apollo 11, dove li attendeva Michael Collins per trasportarli a casa nel nostro pianeta. Era il 20 luglio 1969.

Eligio CLAPCICH, fiumano, già Presidente dei Fiumani nel Mondo del New Jersey: Manager collegato con 200 ingegneri sparsi nei vari continenti, Matematico ed Ingegnere elettronico, intrapprese la collaborazione tecnica con il settore militare USA. Collaborò col Pentagono all’epoca della guerra fredda con compiti di applicazioni della criptografia. Poi passò alla NASA in Florida apportando le sue conoscenze nelle fibre ottiche, satelliti, protocolli digitali. Conferenziere in molte Università tra cui Cambridge in Gran Bretagna.

Franco BETTIN, fiumano: Generale Corpo d’Armata, Comandante dell’Esercito del Nord-Est.

Mario CERVINO, fiumano: Cap. di Vascello dell’Aeronautica e Istruttore di Volo.

Ottavio MATTIASSI, di Pisino: Maggiore Genrale della “Folgore”.

Giulio SCALA, fiumano: Commissario di Bordo nel Lloyd, Public Relation Man in “Alitalia” Francoforte e poi Responsabile di Area Europa per le spedizioni di automobili verso il mercato americano per conto di Grimaldi Group di Napoli.

Claudio CLEMENTE, fiumano: al Comando di navi del Lloyd, Funzionario PANAM Airways, organizzò per la multinazionale USA del vetro “Pennitalia” la rete commerciale di vendita in Italia ed Europa con sede a Genova.

Sergio ENDRIGO, di Pola: Star mondiale di poesia e canzoni intramontabili tra cui la nostra “1947”.

Donato FINO, fiumano, che da Comandante al primo imbarco ebbe la disgrazia di un incendio a Gela. Egli donò la vita nel tentativo di soccorrere due suoi uomini periti. Partecipai al suo funerale a Rio Maggiore nelle 5 Terre.

Seguono a questi eccezionali i nostri Muli che hanno realizzato significativi successi nella loro carriera professionale come Primari, Professori, Comandanti di nave, Ingegneri, Bancari, Direttori di Macchina, Avvocati, Funzionari, etc.

Concludo con il nostro storico Ennio MILANESE, che ha scritto ben 6 libri sulla storia dei Muli del Tommaseo seguento il primo “Fotone” di base, realizzato da Mario (Ighel) PILLEPICH e Umberto (Toti) SMOQUINA con l’aiuto di Franco BETTIN.

‘Ether, il quinto elemento’, incontra Lamberto Vallarino Gancia

Lamberto Vallarino Gancia  si racconta esaltando il messaggio dell’arte ma anche la cultura del mondo imprenditoriale italiano

Di Macrì Martinelli Carraresi

Ambiente, cultura, tradizioni ed eccellenza made in Italy sono alcuni degli argomenti sviluppati nel corso dell’incontro con Lamberto Vallarino Gangia proposto dal Podcast d’intrattenimento culturale ‘Ether il quinto elemento’ sull’omonimo canale.  Lamberto Vallarino Gancia,  tra l’altro già vicepresidente di Federalimentare e membro del comitato di Confindustria, di Centromarca, presidente di Federvini, oggi  presidente onorario di Comitè vin, Accademico onorario  dell’ Accademia Agricoltura, della vite e del vino, membro scientifico Agrinnova, Presidente della cantina ideale, esponente di una delle più emblematiche famiglie italiane che, con la loro storia, tradizione, capacità rappresentano l’eccellenza nel nostro paese nel mondo, porta avanti  con stile, competenza ed ecletticità un percorso che vuole valorizzare bellezza, cultura e tradizione  dividendosi   tra  l’attività di enologo e consulente di grandi marchi, l‘impegno volto alla memoria e continuità del marchio di famiglia e quello di presidente del Teatro Stabile di Torino.  

“Ogni giorno bisogna trovare qualcosa di bello e pensare a chi vuoi bene, al lavoro che ti appassiona, agli amici, la mia priorità è essere positivo” e ancora  “La fede  è una componente fondamentale per la struttura interiore di ogni persona” questi alcuni dei principi che animano il pensiero di Lamberto Vallarino Gancia  e, proprio la sua  energia e positività che ha  coinvolto e convinto  Torino ad affidargli ancora, per un secondo mandato, la presidenza al Teatro Stabile premiando la sua visione che spazia dall’ internazionalizzazione, alla cura e  riscoperta  delle tradizioni, all’ innovazione. 

Ricco e diversificato il cartellone e le proposte dello Stabile, come ricca e originale è la sua ottica che guarda all’industria del settore vinicolo che unisce rispetto e difesa dell’ambiente, sostenibilità, innovazione e coraggio per esaltare  il made in Italy. Questo e molto altro nel nuovo incontro di ‘Ether, il quinto elemento’, ideato e condotto da Isabel Russinova in collaborazione con il web magazine Daily Cases diretto da Tiziana Primozich.   

Raccolta delle olive, per il Capol l’olio sarà poco ma buono

“Problemi atmosferici provocati dai cambiamenti climatici degli ultimi anni hanno provocato danni alle produzioni – spiega l’agronomo Alberto Bono.

Annata difficile per l’olivicoltura della provincia di Latina, infatti la campagna che sta iniziando presenta un netto calo -60% con una previsione di poco più di 90.000 quintali di olive per una produzione di 13.000 quintali di olio e circa olive da tavola 8.000 quintali.
Gli oliveti pontini rappresentati per lo più dalla cultivar itrana si trovano prevalentemente nella fascia di territorio pedemontano e collinare che si estende con continuità ed omogeneità alle spalle dell’agro pontino, dal comune di Rocca Massima a quello di Minturno, con la caratteristica di svilupparsi parallelamente al mare, da Nord a Sud della provincia, mediante i sistemi contigui dei monti Lepini, Ausoni ed Aurunci. Il sistema orografico-geografico, con una giacitura ed esposizione predominante ad ovest–sud/ovest, seguendo il percorso della via Appia, costituisce una terrazza inclinata verso il mare lungo 100 Km. I numeri del comparto olivicolo pontino sono rilevanti: 11.728 produttori distribuiti su 10.314 ettari che coltivano circa 2.500.000 di piante, soprattutto della varietà Itrana (circa il 70%).
“Problemi atmosferici provocati dai cambiamenti climatici degli ultimi anni hanno provocato danni alle produzioni – spiega l’agronomo Alberto Bono.
L’olivicoltura, grazie alle condizioni di clima asciutto e soleggiato dei mesi da febbraio ad aprile, nonché da una generalizzata e abbondante fioritura faceva presagire una buona annata. Purtroppo però le allegagioni non sono state buone, a causa delle piogge, umidità e forti scirocchi nel mese di maggio che hanno creato un ambiente sfavorevole per lo sviluppo di numerosi fitofagi, in particolare l’occhio di pavone che ha provocato il disseccamento delle mignole e la cercosporiosi che ha danneggiato le foglie che ingialliscono, che hanno compromesso la produzione. Sicuramente l’aspetto fitosanitario sulle produzioni è dipeso anche dalle difficoltà che hanno dovuto affrontare gli olivicoltori (per lo più part-time) per l’emergenza Covid 19 nei primi mesi dell’epidemia non potevano raggiungere gli oliveti.
A fine giugno il caldo ha provocato una cascola dove c’è stata la fioritura tardiva.
Il forte caldo estivo, al di sopra delle medie stagionali, anche se ha ridotto notevolmente l’attacco della mosca olearia, ha causato un raggrinzimento delle olive con la conseguente cascola specie nelle aree più siccitose della provincia. La nostra varietà itrana, sta risentendo notevolmente l’aumento delle temperature in quanto è una pianta che per produrre vuole essere stimolata con temperature fredde prima della ripresa vegetativa”.
“L’olio pontino, anche se poco, sarà quest’anno di ottimo livello – secondo Luigi Centauri presidente del Capol, che aggiunge – ma bisogna fare attenzione agli attacchi della mosca olearia di questi giorni.
L’associazione sarà impegnata a monitorare i campioni di olio dei produttori per analizzare nel corso della campagna olearia nelle varie epoche di raccolta con l’obiettivo di definire il livello di qualità del prodotto nei diversi periodi dell’anno. Ciò consentirà di valutare dal punto di vista organolettico gli oli nel corso dell’anno 2021 presso la sala panel della Camera di Commercio di Latina e la nuova sala panel presso il Centro servizi del Consorzio per lo Sviluppo Industriale Roma – Latina.
Attenzione però alle conseguenze delle mancate produzioni di questi ultimi anni, che stanno provocando in alcune zone delle nostre colline la presenza di oliveti abbandonati e trascurati. Il recupero di queste zone deve diventare una delle priorità, sia per la valorizzazione idrogeologica e paesaggistica delle nostre colline, sia per la richiesta in continuo aumento da parte dei consumatori di olio extra vergine d’oliva di qualità”.

Guardia Costiera: fermo amministrativo della nave Alan Kurdi

Ieri ispettori della Guardia Costiera, specializzati in sicurezza della navigazione, hanno sottoposto la nave ALAN KURDI – di bandiera tedesca – ad un’ispezione volta a verificare l’ottemperanza alle norme di sicurezza della navigazione e di tutela ambientale ad essa applicabili.

Le ispezioni effettuate dagli uomini della Guardia Costiera rispondono ad una precisa direttiva comunitaria (2009/16/EC) recepita dall’Italia nel 2011 e che riguarda tutte le navi straniere che approdano nei nostri porti e ancoraggi. Ispezioni ordinarie sono svolte in base ad una periodicità definita da un “profilo di rischio” della nave e ispezioni “supplementari” vengono invece disposte, quando ne ricorrano i presupposti, per esempio, nel caso in cui una nave sia coinvolta in un sinistro marittimo. 

La ALAN KURDI è attraccata nei giorni scorsi nel porto di Olbia ove ha sbarcato i migranti presenti a bordo e svolto il previsto periodo di quarantena; la nave è stata sottoposta ad un’ispezione supplementare in ragione di una consistenza dei mezzi collettivi ed individuali di salvataggio, certificati dallo Stato di bandiera, per 20 persone, a fronte di un numero notevolmente superiore di persone recuperate a bordo durante la sistematica attività di “ricerca e soccorso” svolta nel Mar Mediterraneo.

L’ispezione ha evidenziato ulteriori irregolarità di natura tecnica tali da compromettere non solo la sicurezza degli equipaggi ma anche delle persone che sono state e che potrebbero essere recuperate a bordo, nel corso del servizio di assistenza svolto. 

La nave è stata quindi sottoposta a “fermo amministrativo” fino alla rettifica delle irregolarità rilevate in sede ispettiva.

La ALAN KURDI era già stata ispezionata nel porto di Palermo nel Maggio del 2020 e sottoposta a “fermo amministrativo” per analoghe irregolarità, per le quali era stato consentito un viaggio verso un cantiere di riparazione in Spagna. Irregolarità che alla  luce dell’ispezione odierna non risultano ancora rettificate.

Calcio A5, Cavallari (IV): Al via partite via social grazie a intelligenza artificiale

Partirà sabato 14 novembre il “Social Match Event”, la trasmissione in diretta streaming sui canali social dell’LND (Lega Nazionale dilettanti) – Comitato regionale Lazio con una gara del campionato di serie C1 maschile e una di serie C femminile di Calcio A5.

“Partite di Calcio A5 via social, attraverso l’impiego di intelligenza artificiale, per sostenere una pratica sportiva, e le tante società coinvolte a livello dilettantistico, messe a dura prova dall’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus.
Partirà sabato 14 novembre il “Social Match Event”, la trasmissione in diretta streaming sui canali social dell’LND (Lega Nazionale dilettanti) – Comitato regionale Lazio con una gara del campionato di serie C1 maschile e una di serie C femminile di Calcio A5.
Si tratta della prima iniziativa, all’interno di un programma, affinché nessuna disciplina sportiva resti indietro e anche il Futsal abbia la sua opportunità per continuare a guardare al futuro con coraggio, nonostante il Covid-19”.
Così, in una nota, il capogruppo consigliere regionale del Lazio di Italia Viva, Enrico Cavallari, a margine della presentazione del progetto sportivo presso la sede del Comitato regionale di Roma.
“Durante il campionato saranno privilegiati gli impianti al chiuso affinché, anche in condizioni di pioggia o maltempo, possano essere garantite le dirette – aggiunge Cavallari – La novità prevede, infatti, l’utilizzo di intelligenza artificiale, senza l’impiego di cameramen o registi, gestita interamente da remoto.
Un’occasione importante che permette una fruizione ottimale e sicura agli spettatori, tiene vivo uno sport e tutta la tifoseria, nel rispetto massimo delle disposizioni che il Covid-19 impone” conclude Cavallari.

ROME TRIAL. Dall’istologia al bersaglio molecolare. La nuova frontiera in oncologia targata Paolo Marchetti

Fondazione per la Medicina Personalizzata (FMP) con Università La Sapienza di Roma e Istituto Superiore di Sanità presenta alla stampa uno studio unico per le caratteristiche di profilazione genomica, di analisi dei dati e di gestione interdisciplinare  AULA Multimediale Palazzo del Rettorato Università La Sapienza Piazzale Aldo Moro, 4 Roma

Mercoledì 14 ottobre 2020, alle ore 11:30 presso l’Aula multimediale del Palazzo del Rettorato dell’Università di Roma La Sapienza si terrà la conferenza stampa di presentazione del Rome Trial, uno studio unico al mondo per le caratteristiche di profilazione genomica, di analisi dei dati e di gestione interdisciplinare. Lo studio è promosso dall’Università La Sapienza di Roma, dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Fondazione per la Medicina Personalizzata (FMP). Interverranno Eugenio Gaudio, Magnifico Rettore dell’Università La Sapienza, Alessio D’Amato, Assessore alla Sanità e integrazione Socio-Sanitaria della Regione Lazio, Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Vincenzo Panella, Direttore Generale Azienda Universitario-Ospedaliera Policlinico Umberto I di Roma, Adriano Marcolongo, Direttore Generale Azienda Universitario-Ospedaliera Sant’Andrea di Roma, Francesco Ripa di Meana, Direttore Generale degli IFO-IRCCS di Roma, Nello Martini, Presidente della Fondazione ReS, Paolo Marchetti, Presidente della Fondazione per la Medicina Personalizzata e Professore ordinario di Oncologia Medica alla Sapienza, Mauro Biffoni, Direttore del Dipartimento di Oncologia e Medicina Molecolare dell’Istituto Superiore di Sanità.

L’Oncologia sta attraversando un profondo cambiamento basato sull’acquisizione di informazioni meccanicistiche sullo stato di malattia e l’uso conseguente di terapie mirate (Terapie Personalizzate e di Precisione). La misura più diretta del processo di cambiamento in atto è la recente introduzione di terapie curative per molti tipi di tumori altrimenti fatali. Il nuovo paradigma si basa sull’individuazione nei tumori o nelle biopsie liquide di specifiche alterazioni molecolari, cosiddette actionable, che consentono di predire la sensibilità a terapie mirate (targeted therapies) o all’immunoterapia. Tra i vari tipi di alterazione (genomiche, epigenetiche, dell’RNA, delle proteine, del metabolismo, solo per citarne alcune) le mutazioni del DNA sono quelle correntemente più utilizzate per orientare la scelta della maggior parte delle nuove terapie (Oncologia Mutazionale), indipendentemente dalla sede del tumore (approccio agnostico). Si tratta di un cambiamento culturale che segna un’epoca e che avrà effetti significativi sulla salute dei pazienti e sulla organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale.

 È però un processo complesso, che richiede non solo un aggiornamento radicale della scienza medica, ma anche un governo razionale dei nuovi strumenti disponibili, delle procedure diagnostiche, come ad esempio l’impiego della profilazione genomica, la gestione dei dati o l’accesso ai nuovi farmaci oncologici. La possibilità di usufruire di questa innovazione è ovviamente un diritto dei pazienti, mentre la qualità dei nuovi trattamenti, l’equità ed omogeneità dell’accesso sono un nostro dovere, anche se l’implementazione di queste misure richiederà una valutazione attenta di efficacia e sostenibilità. Afferma il Prof. Paolo Marchetti “Il Rome Trial è uno studio assolutamente unico nel panorama mondiale sia per la sua capacità di innovazione che per la sua complessità. Il trattamento verrà individuato in base alla presenza di alterazioni molecolari e non in funzione dell’organo o del tessuto da cui origina la neoplasia.

Anche se alcune delle modalità di analisi previste in questo studio sono presenti anche in altri, l’insieme del percorso di diagnosi molecolare, di analisi interdisciplinare e di scelta del trattamento è unico per i seguenti motivi: 1. Valutazione delle mutazioni somatiche da tessuto tumorale e da biopsia liquida 2. Valutazione dell’espressione genica 3. Valutazione del profilo immunologico 4. Utilizzo della piattaforma Navify per la raccolta dei dati e la discussione interdisciplinare 5. Impiego di metodologie di analisi innovative, quali la Network Oncology 6. Numero di farmaci a bersaglio molecolare disponibili, includenti anche l’immunoterapia e sue associazioni 7. Riconciliazione terapeutica attraverso una piattaforma innovativa (DrugPinTM), che consente di ridurre le interferenze negative tra il farmaco (o i farmaci) utilizzati per il trattamento della neoplasia e le terapie che il paziente deve assumere per altre patologie da cui è affetto 8. Possibilità di trattamento con farmaci a bersaglio molecolare o immunoterapia anche dei pazienti trattati nel gruppo di controllo Nello studio Rome Trial verranno valutate mutazioni somatiche (cioè caratteristiche dello specifico tumore da cui è affetto il singolo paziente), non solo attraverso una biopsia sul tessuto (cioè, la biopsia della metastasi) con FoundationOne CDX (324 geni), ma anche sul DNA circolante, quindi attraverso quella che viene definita la biopsia liquida, con Foundation Liquid (324 geni).

Qualora i risultati ottenuti riuscissero a confermare le ipotesi di studio, si potrebbe ottenere una straordinaria semplificazione per i pazienti, che non dovranno più sottoporsi ad una biopsia sul tessuto, ma potranno, tramite un semplice prelievo del sangue, mettere a disposizione del materiale biologico tale da consentire lo stesso tipo di analisi che avremmo fatto sulla biopsia convenzionale. Un ulteriore vantaggio, considerando la semplicità del prelievo derivante da biopsia liquida, è rappresentato dalla possibilità di seguire l’evoluzione della malattia nel corso del trattamento. Inoltre, attraverso una specifica valutazione genomica, sarà possibile identificare i pazienti che hanno una maggiore possibilità di rispondere alla immunoterapia, ponendo le premesse non solo per i farmaci a bersaglio molecolare, ma anche per un’immunoterapia personalizzata, sulla base di un profilo genomico. Un ulteriore aspetto innovativo sarà fornito dallo studio, attraverso la piattaforma di Nanostring, della espressione (e non della mutazione) di 770 geni, coinvolti nella crescita neoplastica.

Al fine di individuare il miglior trattamento possibile è stato istituito uno specifico Molecular Tumor Board, costituito da un tavolo di esperti che si incontrerà periodicamente in via telematica. Infine un altro aspetto assolutamente peculiare ed unico del Rome Trial riguarda l’analisi di tutte le informazioni, attraverso la piattaforma Navify di Roche, utilizzata per la prima volta in uno studio clinico. L’impiego di questa piattaforma, oltre a consentire la discussione interdisciplinare delle informazioni riguardanti il singolo paziente, metterà a disposizione della ricerca un patrimonio enorme di informazioni, raccolte in maniera prospettica e quindi priva degli errori sistematici (bias) tipici delle raccolte retrospettive. Tutti questi dati, grazie ad un accordo con i fisici e gli ingegneri di Sapienza, saranno analizzati con metodologie particolarmente innovative, tra cui la Network analysis, che non valuta esclusivamente la alterazione di singoli nodi di una via di segnale, ma prende in esame le interazioni tra questi nodi, attraverso un modo completamente nuovo di affrontare il problema dei meccanismi di attività e resistenza ai trattamenti farmacologici. La riconciliazione terapeutica attraverso la piattaforma DrugPin rappresenta una ulteriore grande innovazione introdotta in questo studio.

Oltre agli effetti collaterali di un singolo farmaco, ampiamente descritti nelle schede tecniche dei singoli prodotti, i pazienti che assumono più farmaci possono subire effetti negativi a seguito delle loro interazioni o della diversa capacità dell’organismo di metabolizzare (cioè, eliminare) i farmaci, con conseguenti modificazioni della loro efficacia e/o della comparsa di ulteriori effetti collaterali anche gravi. Sebbene sia obbligatorio riportare nella scheda tecnica di un singolo farmaco le sue interazioni note con altri principi attivi o con il cibo, è molto complesso e di difficile applicazione pratica analizzare le interazioni tra molti farmaci. Infatti, il rischio di una interazione farmacologica negativa aumenta con il numero di patologie presenti e, conseguentemente, con il numero di farmaci necessario a trattare ciascuna patologia. Oltre 200 farmaci contengono nella loro scheda tecnica specifiche indicazioni di farmacogenomica e circa un terzo di queste riguardano farmaci oncologici. Al di là dell’interesse scientifico, il paziente rimane al centro del nostro percorso. Pertanto, sarà garantito, a differenza di quanto accade normalmente negli studi randomizzati, il trattamento con farmaci a bersaglio molecolare o immunoterapia anche dei pazienti trattati nel gruppo di controllo. In questi giorni abbiamo inserito il primo paziente, un uomo di 70 anni, affetto da un adenocarcinoma pancreatico metastatico, già sottoposto a due precedenti linee di trattamento che, sfortunatamente, non sono riuscite a controllare la malattia per lungo tempo. Come previsto dal protocollo, è stato sottoposto ad una nuova biopsia tissutale, per avere materiale sufficiente per il test genomico e i prelievi necessari anche per l’esecuzione della biopsia liquida. Un progetto che abbiamo presentato 3 anni fa, oggi è realtà.” Il Rome Trial coinvolgerà 1200 pazienti affetti da diversi i tipi di neoplasie in fase metastatica, che abbiano già ricevuto non più di due o tre (a seconda del tipo di neoplasia) linee di trattamento convenzionale. Allo studio parteciperanno 41 Centri oncologici, situati nelle Università, negli IRCCS (Istituti id Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) e strutture ospedaliere, distribuiti in tutta Italia.

Il Prof. Paolo Marchetti conclude: “Il Prof. Mauro Biffoni ed io ringraziamo la Fondazione per la Medicina Personalizzata, che ha creduto in questo progetto, l’Università La Sapienza e l’Istituto Superiore di Sanità, che sono i due principali attori di questo percorso, i responsabili dei 41 Centri partecipanti e, soprattutto, lo Steering Committee, costituito da: Mauro Biffoni, Istituto Superiore di Sanità, Paolo Ascierto, Istituto Nazionale Tumori – IRCCS “Fondazione G. Pascale”, Giovanni Blandino, Italian National Cancer Institute “Regina Elena”, Andrea Botticcelli, Università La Sapienza AUO Policlinico Umberto I, Ettore Capoluongo, Università Federico II – CEINGE – Biotecnologie Avanzate, Federico Cappuzzo, Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena”, Francesco Cognetti, Università La Sapienza e Istituto Nazionale Tumori” Regina Elena”, Pierfranco Conte, Istituto Università di Padova e Istituto Oncologico Veneto IRCCS, Chiara Cremolini, Azienda Universitaria Pisana, Giuseppe Curigliano, Università di Milano e Istituto Europeo di Oncologia – IRCCS, Giulia D’Amati, Università La Sapienza AUO Policlinico Umberto I, Giuseppe Giannini, Università La Sapienza AUO Policlinico Umberto I, Umberto Malapelle – Università di Napoli Federico II, Giancarlo Pruneri, Università Statale di Milano e IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Antonio Russo – Università di Palermo e AOUP P. Giaccone, Maurizio Simmaco, Università La Sapienza Azienda Ospedaliera Universitaria S. Andrea, Lidia Strigari, Azienda Ospedaliera Universitaria di Bologna – Policlinico Sant’Orsola Malpighi. Infine un ringraziamento particolare a tutte le Aziende che hanno creduto in questo progetto, rendendolo possibile.”

Udienza in Corte d’Assise delitto D’Arca: si fa chiarezza sulle modalità del delitto

Nel corso dell’udienza sono stati escussi i testi di Polizia Giudiziaria che sono intervenuti nell’immediatezza dei fatti. L’ispettore capo D’angelo Andrea ha fatto visionare alla Corte tutti i video che riprendono la scena del crimine specificando nel dettaglio i singoli movimenti che hanno poi portato alla morte di Stefano D’Arca

di Benedetta Parretta

Oggi 8 Ottobre, si è tenuta innanzi alla Corte di Assise di Catanzaro l’udienza del processo a carico di Cortese Giuseppe e Pezzaniti Francesco che rispondono dell’omicidio di Stefano D’Arca, barbaramente trucidato, l’8 marzo del 2019 innanzi al Bar Moka di Crotone, a seguito di un alterco che la vittima ha avuto con i proprietari del bar.

Nel corso dell’udienza sono stati escussi i testi di Polizia Giudiziaria che sono intervenuti nell’immediatezza dei fatti, in particolare l’ispettore capo D’angelo Andrea ha fatto visionare alla Corte tutti i video che riprendono la scena del crimine specificando nel dettaglio i singoli movimenti dei soggetti presenti, precisando al contempo che l’unico momento non ripreso dalle telecamere poste all’esterno del Bar Moka è proprio quello dell’omicidio.

Dalla visione delle immagini è emerso che, dopo una prima discussione, il Cortese Giuseppe esce dal Bar Moka e si reca al vicino hotel Concordia, di proprietà della sua famiglia, dove recupera l’arma del delitto, e ritorna al bar brandendo l’arma contro il povero D’arca.

Successivamente il Cortese viene allontanato dal padre Luciano, ma sotto i portici incontra il nonno Pezzaniti Francesco, che era stato da lui chiamato, ed insieme raggiungono il D’arca. A questo punto i protagonisti escono dall’obbiettivo della telecamera e subito dopo vengono sparati i 7 colpi di arma da fuoco, cinque dei quali attingono mortalmente la vittima che si accascia al suolo appoggiandosi ad una colonna dei portici.

Il teste inoltre, su domande delle costituite parti civili Avv. Fabrizio Gallo, Emanuele Procopio, Jessica Tassone, Simona Manno e Agnese Garofalo, che difendono i parenti della vittima, ha precisato che mezz’ora prima dell’omicidio al bar si erano recati dei poliziotti, in servizio, che avevano sorseggiato un caffè.

Successivamente è stato escusso l’Assistente Capo Blaconà che ha illustrato alla Corte l’esito delle indagini fatte nell’immediatezza dei fatti, in particolare su domanda del P.M. dott. Giampiero Golluccio, ha precisato dove è stata rinvenuta l’arma del delitto e che, a seguito della perquisizione effettuata all’interno dell’hotel Concordia, hanno rinvenuto un’ulteriore arma con matricola abrasa nella disponibilità degli imputati.

Inoltre il detto teste ha indicato tutti i contatti telefonici intercorsi, quella sera tra i componenti della famiglia Cortese- Pezzaniti, ed infine ha riportato la telefonata effettuata dal Pezzaniti al 113 per richiedere l’intervento di un’ambulanza e della volante al Bar Moka perché …“ABBIAMO SPARATO A QUALCUNO, CI SIAMO DIFESI…”

Infine il  P.M. ha rinunciato all’escussione di molti suoi testi richiedendo al contempo  l’acquisizione di diversi atti di indagine che sono stati acquisiti con il consenso di tutte le difese.

La Corte ha rinviato il processo all’udienza del 21 gennaio per l’escussione di tutti i testi delle parti civili e per l’esame degli imputati.

Aperte le iscrizioni per il corso formativo PET CARETAKER IHOA© Ideal habitat of animals

Entro il 30 ottobre le richieste. Dal 16 novembre l’inizio del workshop qualificato da AICS Cinofilia dedicato alla figura specialistica di Pet Sitter

“Caretaker” letteralmente significa “colui o colei che si prende cura di”: questo termine ha ispirato il nuovo corso progettato dal Baubeach©: nato sulla scia dei workshop qualificati per la formazione dei Dog Manager, che ha licenziato nuovi professionisti del settore non meno di due settimane fa, il nuovo progetto concepito dall’Associazione che fa capo alla prima spiaggia per cani liberi e felici d’Italia ha come obiettivo quello di formare per cani e gatti una speciale figura di “Pet sitter”, in modo responsabile e con un preciso approccio etologico, definito “empatico relazionale”, non occasionale e che intende costruire, in seno alla famiglia, un punto di riferimento costruttivo, utile ad eliminare criticità e a radicare buone e sane abitudini.
Il Corso vuole fornire, in linea con la Norma Iso UNI 29993, ogni specifica competenza per le persone che si propongono per questo particolarissimo ruolo, tra l’altro molto richiesto, seguendo le linee guida dell’Approccio Empatico Relazionale®, fulcro della didattica nata da oltre un ventennio di esperienza professionale nell’ambito del Baubeach® e dallo studio etologico degli animali da compagnia, che si sommano a decenni di convivenza sia con Cani che con Gatti.
Attraverso il corso si ottiene la conoscenza dei soggetti destinati alla cura, cani e gatti, sia dal punto di vista etologico che nelle modalità di gestione delle emergenze e dei bisogni primari; inoltre si possono avere strumenti per la pianificazione del lavoro con la garanzia di alti standard di sicurezza e qualità, con la consulenza di professionalità nel campo della educazione cinofila, del giusto e ponderato approccio con la famiglia umana, del marketing pet friendly, della creazione di un sistema gestionale lavorativo efficiente ed autonomo.

Il corso di “Pet caretaker IHOA© inizierà il prossimo 16 novembre, avrà la durata di 9 settimane e si svolgerà in modalità E-learning, con webinar interni ed workshop live, presso la sede del Baubeach®, Maccarese. In caso di necessità dovuta all’emergenza Covid-19 gli incontri live potranno svolgersi in modalità web.

I moduli saranno strutturati secondo il seguente indice: 1) La figura di fiducia alla quale affidare il proprio compagno di vita; 2) L’Etologia del Cane; la storia di un incontro; le età del cane e i segnali calmanti; 3) Le Motivazioni di razza; 4) L’approccio empatico relazionale® : cosa fare e perché – La gestione dello stress nel cane; 5) L’Etologia del Gatto; le sue origini, i suoi sensi , la sua percezione del mondo. Come ottenere la sua fiducia; 6) I contesti familiari: perché la figura del “Pet sitter” è molto richiesta? Analisi del target di riferimento – Marketing Pet friendly; 7) Le emergenze: pronto soccorso veterinario per il cane e per il gatto; 8) L’aspetto organizzativo del nostro lavoro, le migliori soluzioni gestionali; 9) Come ottenere un buon riscontro : comunicazione e immagine In relazione al Webinar e/o seminari live questi invece saranno gli appuntamenti: A) incontro con un professionista d’eccezione : gestire un branco libero di 17 cani; B) Il rapporto con la famiglia: modalità di approccio; C) le pratiche veterinarie di emergenza, somministrazione dei farmaci, nutrimento e salute Il corso sarà tenuto da docenti e scritto da autori qualificati e specializzati sul tema che corrispondono ai nomi di:  Alessandro Marzano , Educatore Cinofilo comportamentale – Docente; Cecilia Brincat, Educatore Cinofilo Comportamentale – Autore; Catia Pantellini, Dott.ssa in Scienze della Educazione, Dog Manager IHOD©- Docente; Dott. ssa Elena Barone, Veterinaria – Docente; Elisa Salinetti: Dott.ssa in Scienze della Comunicazione – Autore. La Direzione è affidata a Patrizia Daffinà, Dog Manager IHOD©, Operatrice esperta in Etologia Relazionale® nonché fondatrice del Baubeach© che sarà anche docente di alcuni moduli.

Il Corso ha un costo complessivo di €440,00 che comprende la tessera associativa Baubeach®, quella AICS Cinofilia e l’Attestato di qualifica AICS Cinofilia. I versamenti sono da corrispondere con la seguente modalità: €. 200,00 all’iscrizione ed entro il 30 ottobre p.v.; €. 240,00 entro il giorno dell’esame finale (8 gennaio 2021). I candidati dovranno inviare richiesta di iscrizione al seguente indirizzo: [email protected]

Baubeach si trova a Maccarese, in via Praia a Mare snc – guardando il mare a sinistra dello Stabilimento Rambla, all’inizio del Lungomare a sud dell’abitato di Maccarese.

La spiaggia è aperta ogni fine settimana dell’anno, oltre alla quotidiana apertura estiva.

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