L’era glaciale dei politici televisivi e cartellonistici

Da anni ormai la cosiddetta politica si è spostata in televisione. I comizi di un  tempo, gli  incontri ed i  confronti  pubblici, che  sancivano il rapporto  diretto con gli elettori sono  spariti.
di Carlo Taccone

cartelloniVIBO VALENTIA – Tutto a vantaggio di interviste, dibattiti e talkshow «che di talk hanno poco» a vantaggio dello show. Il politico deve essere innanzitutto telegenico, sorridere  molto alla telecamera e darsi  un tono rassicurante, evitare confronti accesi con l’avversario di turno «tanto i propositi  sono identici», provare  a trasformarsi  in un gradito ospite casareccio «un micione accattivante» con la complicità dei conduttori televisivi «alla Vespa». Nel cinema hollywoodiano di un tempo si vedevano grotteschi backstage (dietro le quinte) di politici con lo sguardo fisso sulla telecamera. Tutto ciò oggi è diventato una realtà che supera anche la fantasia. Programmi politici generalisti «demagogia e populismo a go-go» che accontenta tutti. Sembrano  volenterosi, brillanti, amichevoli, con il piglio dello statista ed allo stesso tempo del vicino di casa.
Ma i nostri “cari amici”, parlano del recupero di risorse verso i ceti deboli? Delle inutili spese  militari per le missioni all’estero? Dei profitti incalcolabili delle banche?  Delle ottusità burocratiche che si intersecano con corruzione e criminalità? Dei diritti civili? Della lentezza giudiziaria? Delle candidature  «oltre i limiti di legge» che pur notiziate dalla stampa, non possono non essere ripresentate dai rispettivi partiti? (vedi Gazzetta  del Sud in data 30 Ottobre 2014 a pag. 39  – prima pagina – cronaca di Vibo Valentia), ed i magistrati?  Ed il codice etico così tanto pubblicizzato?  «NO! niente  di  tutto  questo».

Ma ancora, per i nostri giovani le prospettive di realizzare in ogni qualsivoglia ambiente, un sano e costruttivo metodo democratico di confronto che avvicini i cittadini alla “res  pubblica”, diventa sempre più faticoso «è come voler aprire un conto in banca con denaro contante senza conoscere i dettagli delle trattenute fiscali».

Capita poi, nei periodi elettorali, di transitare per le nostre vecchie e malridotte strade «oggi roads  routes», e di «passiari ‘nte straticeii du paisi» senza pensieri, senza aver per compagna la quotidiana angoscia del vivere e la più nota esistenza depressionale. Ma cosa attira l’attenzione disattenta di ognuno di noi proprio in quei momenti?
Direte la natura, il creato, la solidarietà nei rapporti umani, la grandezza di Dio, la spiritualità crescente, «ed anche tante brutte cose che immaginiamo di non vedere»  eppure  no «amici commentanti», vorrà dire che non avete fatto caso ai faccioni sorridenti dei nostri candidati. Guardateli bene..

Simili a “putti del Botticelli”, ai profili delle migliori case di moda, alle espressioni  vernacolari di fine ‘500  «che Giotto, Tiziano ed altri.. immortalarono su  tela ruvida» danno l’idea di una natura morta, di un ricordo carico di colori sbiaditi dell’era che fu, della politica che fu. Una gara senza ostacoli ad apparire il più bello,
il più accondiscendente «beato…coglione», emblemi di status symbol del passato.
Ma mi chiedo e vi chiedo: «non  li  incontriamo  tutti i giorni per le nostre “straticeie”?  Che ce lo ricordano a fare?»

«Tranquilli e state sereni perchè il popolo non vi  dimentica di certo». In realtà abbiamo “solo” dimenticato sia i vostri programmi, sia le procedure  che pensate di utilizzare per concretizzare le vostre favole.

www.carlotaccone.it

Violenza a Milano, donna aggredita e sfregiata mentre fa jogging, diciottenne stuprata

Un branco ha aggredito una 40enne mentre faceva jogging e una ragazza di soli diciotto anni è stata minacciata e violentata in una cantina. Salvini (Ln) chiede la castrazione chimica degli aggressori

Lega: Salvini, meglio soli che male accompagnatiMilano, 1 novembre -“Ci vuole la castrazione chimica. Sono dieci anni – dice Salvini all’Adnkronos- che presentiamo lo stesso disegno di legge che poi viene bocciato perchè c’è chi pensa che sia una barbarie. Eppure si tratta di una cura sperimentale già in vigore in sette Paesi del Nord Europa”. “Chi violenta le donne”, aggiunge Salvini “è gente malata che va curata. Spero che la nostra proposta entri nell’agenda del Governo Renzi al più presto. Quanti stupri dobbiamo ancora aspettare prima di affrontare il problema?”   In effetti Milano nell’ultima settimana è stata teatro di gravi episodi di violenza ai danni delle donne. Martedì una ragazza di diciotto anni è stata minacciata, picchiata e violentata in un locale caldaia di uno scantinato in via Bocconi. L’aggressore, un egiziano 39enne con  precedenti penali, è stato arrestato dai carabinieri dopo che la giovane milanese, chiamando un’amica, è riuscita a dare l’allarme. La ragazza e l’uomo si erano conosciuti qualche settimana fa e lui l’ha convinta a seguirlo nello scantinato dove, dopo aver sfondato la porta, l’ha violentata.  Un’altra donna di 40 anni, è stata aggredita dal branco mercoledì nel parco ex Area Pozzi, lungo il Naviglio Grande, nell’attimo in cui si era fermata a bere alla fontanella dopo una corsa di quattordici chilometri.  Era pieno giorno quando la vittima è stata sbattuta contro un muro, malmenata e sfregiata con un vetro o la punta di un coltellino sul viso, sulle gambe e sul ventre. La donna ha reagito tentando di difendersi e ha urlato più forte che poteva mentre la sfregiavano, le strappavano i vestiti e la picchiavano. Alla fine i malviventi l’hanno lasciata sul ciglio della strada e la donna è subito scappata via finché non ha incontrato altri corridori che l’hanno soccorsa.

Roma, 16 i matrimoni gay trascritti da Marino in barba alla legge nazionale

Il sindaco Marino dal Campidoglio: ‘ogni uomo o donna ha diritto ad amare’. Solo la legge però sancisce i diritti

coppie_gay_roma_00 - CopiaRoma, 18 ottobre – Una pioggia di applausi ha atteso oggi il sindaco di Roma Ignazio Marino al suo arrivo in  Campidoglio, per la trascrizione di sedici matrimoni di coppie gay celebrati all’estero. In un’atmosfera carica di commozione e speranza, il primo cittadino ha dichiarato: “Dobbiamo pensare che oggi sia un giorno normale perchè crediamo fortemente che tutti siano uguali e abbiano gli stessi diritti. E allora quale diritto più importante c’è di quello di poter dire al proprio compagno o compagna ‘Ti amo’. Un diritto che deve essere garantito a ogni uomo e ogni donna. In Italia abbiamo un percorso da fare con  leggi che possano permettere a tutti di avere gli stessi diritti. Oggi atti importanti vengono trascritti nel registro di stato civile del Comune di Roma». Non tarda ad arrivare la risposta del prefetto della capitale Giuseppe Pecoraro che ammonisce il sindaco Marino “Cancelli le trascrizioni o le annullo io”. E’ infatti questo il nodo cruciale che rende i matrimoni di oggi a Roma nulli e fuori ‘legge’, nel senso che il disegno di legge preannunciato dal presidente del Consiglio qualche giorno fa non è mai passato al vaglio del Parlamento. L’unico documento ufficialmente legale su una querelle che va avanti da molto tempo è la circolare emanata dal ministro Alfano per ordinare ai Prefetti di sospendere la registrazione dei matrimoni tra omosessuali contratti all’estero. Tali matrimoni trascritti all’anagrafe del Comune di competenza, pur anche se Roma capitale, non sono conformi alla legge italiana e trattasi in definitiva di alterazione di stato documentale, punita in modo molto più grave dei delitti di falso dalla nostra legislazione. In sostanza così come nei precedenti casi di Milano, con 12 trascrizioni di matrimoni gay da parte del sindaco Pisapia, ma anche di Bologna, Firenze, Udine, Empoli, Grosseto e Napoli, tutti comuni del medesimo colore politico, più che di traguardi raggiunti si può parlare di ribellioni in atto. Ed in attesa di una opportuna legislazione è la popolazione, qualsiasi sia l’orientamento sessuale,   la vittima di una lotta tra rappresentanti, a vario titolo, della gestione della cosa pubblica. Una situazione che crea solo sconcerto soprattutto in chi oggi ha pensato di aver coronato un sogno d’amore nel proprio Paese, e resta invece in attesa che il premier Renzi realizzi e ottenga una celere approvazione sul progetto di legge in itinere, che in sintesi prevede una sostanziale uniformità con il matrimonio ad eccezione della possibilità di adozione per le coppie omosessuali.

Politica, Ars aderisce a manifestazione Cgil del 25 ottobre a Roma

L’Associazione per il rinnovamento della Sinistra su azione Governo: ‘non si risolvono i problemi facendo pagare di nuovo ai lavoratori il costo della crisi e per di più ignorando le istanze dei sindacati’

ars-manifestazioneRoma, 10 ottobre – “Il 25 ottobre si svolgerà a Roma una grande manifestazione di massa allo scopo di mandare al governo il segnale forte che non può risolvere i problemi facendo pagare di nuovo ai lavoratori il costo della crisi e per di più ignorando le istanze dei sindacati” è questo il commento sul comunicato stampa dell’Ars (Associazione per il rinnovamento della Sinistra) che ha dato adesione alla manifestazione della Cgil promossa a piazza S.Giovanni a Roma per il prossimo 25 ottobre.

“Il Governo dopo avere propagandato ai 4 venti che avrebbe cambiato la linea europea dell’austerità ora si acconcia a fare di nuovo i compiti a casa di montiana memoria e offre alla Bce e alla Commissione europea, tuttora dominata dai sostenitori dell’austerità”, continua il comunicato Ars, “lo scalpo dei diritti dei lavoratori, prima con l’estensione senza regole del lavoro a tempo determinato e poi rimettendo in discussione quello che resta dell’articolo 18, per di più senza una vera discussione con i sindacati.
E’ grave che il governo Renzi compia queste scelte, per di più ricorrendo al ricatto verso i parlamentari del voto di fiducia pur di fare passare le sue scelte”.
“La Cgil ha giustamente contrastato queste scelte rimettendo al centro l’occupazione e i diritti e rilanciando l’obiettivo di una svolta in grado di favorire la ripresa economica dopo 7 anni di crisi che hanno visto la cancellazione di oltre un milione di posti di lavoro, il raddoppio dei disoccupati, la perdita del 25 % delle attività industriali, la regressione del mezzogiorno”.
“Sono in gioco scelte importanti di libertà e diritti fondamentali”, conclude l’Ars “ per questo motivo parteciperemo attivamente in tutte le forme alla riuscita di questa manifestazione di massa”.

Puglia, Azerbaigian apre le porte per accordi commerciali con Andria e Bari

Ambasciatore dell’Azerbaigian Vaqif Sadiqov in visita tra Andria e Bari ,“Per gli imprenditori pugliesi la nostra nazione è un’ottima piattaforma logistica per raggiungere mercati come Iran, Turchia e Russia meridionale”

Di Vincenzo De Gregorio

2Roma, 26 settembre – Una visita dall’alto valore politico ed economico quella effettuata tra il 22 e 23 settembre dall’Ambasciatore della Repubblica dell’Azerbaigian in Puglia, al fine di approfondire le opportunità di collaborazione tra imprese locali e mercato azerbagiano in forte ascesa economica. S.E. Vaqif Sadiqov è stato prima ad Andria dove ha incontrato il Sindaco Nicola Giorgino e una nutrita rappresentanza di imprenditori della città, poi si è trasferito a Bari per salutare la nazionale femminile del suo Paese impegnata nei mondiali di pallavolo. La venuta in Puglia è stata coordinata dall’associazione interparlamentare Italia-Azerbaigian e curata in ogni dettaglio da Riccardo Di Matteo, imprenditore e membro della stessa associazione, presieduta dal senatore Sergio Divina (www.italiazerbaigian.org). “In Azerbaigian – ha spiegato l’Ambasciatore agli imprenditori presenti – la situazione è stabile sotto il profilo politico, quindi ci sono concrete possibilità di investimenti. La burocrazia non ostacola la creazione di nuove imprese, sia italiane che locali, visto che per mettere insieme tutte le carte necessarie, trovandosi gli organi preposti in un’unica sede, il tutto si risolve in tre soli giorni. Siamo una nazione con 10milioni di abitanti, quasi quanto la Svizzera, di cui un milione vive a Baku, la nostra capitale”. “L’Italia – ha proseguito – è il primo partner commerciale dell’Azerbaigian, con il Veneto in prima fila. Con la Puglia abbiamo una serie di affinità soprattutto culturali. Da noi si fa molta  attenzione all’importazione di materie prime di alta qualità e la vostra regione con l’olio extravergine d’oliva, il vino, i prodotti dell’ortofrutta e dell’agroalimentare, potrebbe trovare ampi spazi in termini di import-export”. “Visti gli enormi giacimenti di gas nel Mar Caspio, – ha concluso Vaqif Sadiqov – lo sviluppo economico del nostro paese è in crescita. Prima i soldi finivano tutti all’Urss, oggi, invece, potendoli gestire direttamente in una repubblica democratica, sono in fase di realizzazione tutta una serie di infrastrutture, ferroviarie e stradali, proprio per facilitare gli scambi commerciali. Per gli imprenditori pugliesi la nostra nazione è un’ottima piattaforma logistica per raggiungere mercati come Iran, Turchia e Russia meridionale e molti altri stati in ambito euro-asiatico. Non è escluso in questa prospettiva che la nostra compagnia di bandiera decida di istituire un volo diretto tra Bari e Baku”.

 

Cultura, Regioni all’esame del decreto ‘ Sblocca Italia’

La Commissione Cultura della Conferenza delle Regioni esprime parere positivo sul decreto legge per quanto attiene il settore cultura
conferenza-stato-regioniRoma, 24 settembre  – La Commissione Cultura della Conferenza delle Regioni, presieduta dall’assessore alla Cultura della Regione Calabria Mario Caligiuri si e’ riunita questa mattina. Nel corso della seduta e’ stato esaminato il Decreto legge “Sblocca Italia” per quanto attiene il settore cultura. Dopo un esame approfondito la Commissione ha espresso parere positivo, chiedendo alcuni chiarimenti sul testo. Tra gli altri argomenti, la Commissione ha poi provveduto a designare un rappresentante regionale presso il Consiglio Superiore per i Beni Culturali. Infine, e’ stata data diffusione della iniziativa del Portale ‘Rete Gruppi di Lettura Italiani” promossa dal Centro Sistema Bibliotecario Nord Est Milano. Il presidente Caligiuri ha poi riferito in Commissione dei contatti avvenuti con il sottosegretario ai Beni Culturali Francesca Barracciu per favorire una più intensa collaborazione tra Ministero e Regioni. Alla riunione hanno partecipato gli assessori Mario Caligiuri (Calabria), Massimo Mezzetti (Emilia-Romagna), Silvia Godelli (Puglia) e Caterina Miraglia (Campania).

 

Riforme: Divina (Ln), una maggioranza’risicata’ non esprime la volontà degli italiani

“Una Costituzione voluta da un premier capriccioso, con tempi impossibili forse solo per coprire altre incapacita’, e solo a colpi di maggioranza, non puo’ essere la Costituzione di tutti gli italiani”

Sergio_Divina5Roma, 9 agosto – “Il voto finale sulla riforma costituzionale, dove tutte le minoranze non hanno partecipato al voto, ci prospetta la realta’ delle cose: e’ una brutta riforma non voluta nemmeno dalla maggioranza che nei pochi voti segreti concessi, ossia liberi, ha manifestato il proprio dissenso”. Lo afferma il senatore della Lega  Nord Sergio Divina che definisce i 183 sì a favore della riforma costituzionale una maggioranza ‘risicata’ ben lontana dalla maggioranza qualificata che prevede i due terzi dei votanti sul totale dei senatori come impone il dettato costituzionale. La riforma della Costituzione appena approvata con tale maggioranza relativa riduce il Senato a camera di rappresentanza delle autonomie con meno di un terzo dei membri attuali, e delega solo a Montecitorio il potere di fare le leggi e dare la fiducia al governo. “Una Costituzione voluta da un premier capriccioso, con tempi impossibili forse solo per coprire altre incapacita’, e solo a colpi di maggioranza, non puo’ essere la Costituzione di tutti gli italiani”, aggiunge Divina secondo cui “il non voto trasversale finale ci dice quale pasticcio e’ stato fatto sull’altare del ricatto renziano”. E se non bastasse l’opposizione convinta e tenace di Lega Nord, M5S e Sel, durante il voto finale si sono evidenziate anche spaccature nella maggioranza: 16 i dissidenti del Pd che non hanno partecipato al voto, oltre a 19 senatori di Forza Italia guidati da Augusto Minzolini discordi dalla posizione ufficiale del partito. Altri voti in difformità rispetto al gruppo di maggioranza si sono registrati per 8 esponenti di Ncd e 2 del gruppo per l’Italia. Il decreto, che tornerà in aula in autunno, dopo la pausa di tre mesi prevista dalla Costituzione per questo tipo di riforme,  non sembra ad oggi avere certezze che si colmi il vuoto dei circa 40 voti in più, utili al raggiungimento di una maggioranza dei due terzi. La possibilità di referendum popolare abrogativo del nuovo decreto resta l’unica strada percorribile e forse non a caso la stessa ministro Boschi, quasi a scongiurare l’esito del voto autunnale,  ha più volte affermato :”Ribadisco quanto già annunciato dal governo. Anche ove si raggiungessero i due terzi del consenso in Parlamento al ddl di riforma costituzionale, il governo, d’accordo con la maggioranza allargata, conferma l’impegno a ricorrere al referendum per dare ai cittadini l’ultima parola sulle riforme costituzionali”. “Pura demagogia”, replica Sergio Divina, “per distogliere l’attenzione della popolazione sulle modalità con cui Matteo Renzi, cantastorie da bar, insiste nel far passare una riforma poco discussa e condivisa nei suoi contenuti.  In realtà se tale maggioranza fosse raggiunta nella seconda votazione, cosa improbabile visto l’esito odierno del voto,  il referendum sarebbe inutile oltre che dannoso su piano economico” e conclude:” Un referendum costerebbe agli italiani né più né meno del voto alle politiche. In questo momento di crisi dove si ipotizza di tagliare anche un ramo del Parlamento, spendere così tanto è una follia”.

Il Divorzio nei Paesi dell’Unione Europea

L’Italia si allinea agli altri Paesi Membri con “ il Divorzio breve”

 di   Maricia Bagnato Belfiore                               

downloadRoma, 30 luglio – Una svolta logica , adeguata ai tempi, il “Si’” della Camera dei Deputati al cosiddetto “Divorzio Breve”, il cui testo sarà presto al Senato per completare l’iter legislativo della normativa sul divorzio e la separazione legale in Italia.Insomma,un divorzio “lampo” all’europea, con  vari chiarimenti da sapere. Questo tipo di “Divorzio breve”può essere tale, veramente rapido, solo se unconiuge è cittadino dell’Ue a tutti gli effetti. Finora questa la più facile via verso la libertà  da matrimoni sbagliati: per chi è in attesa di divorzio l’importante , anzi basilare atout,  è che entrambi i coniugi siano concordi nella decisione e non abbiano figli.Alla Camera dei Deputati il 29 Maggio 2014 con 381 voti favorevoli , 30 contrari  e 14 astenuti ,  si è accettata una proposta di legge che riduce i tempi per lo scioglimento dello “status”coniugale : da 3 anni di attesa si è giunti ad 1 anno  in caso di contenzioso, ed a 6 mesi per il consensuale. L’Italia sta per voltare pagina perché il testo approvato è già in Senato, come tutti ben sappiamo, dove si dovrà, in Commissione Giustizia, discutere l’esame del DDL 1504, già approvato a fine maggio dalla Camera ed ora ridiscusso, ma con l’aggiunta di altri argomenti, tra cui il DDL sull’istituzione del Tribunale della famiglia e quelli sulla disciplina delle coppie di fatto e delle unioni civili. L’Italia è molto cambiata negli ultimi 40 anni, cambiata come in poche altre parti del mondo, eppure restiamo l’unico Stato europeo a non aver cambiato il nostro Diritto di Famiglia, assolutamente conservatore e spesso nel più totale disprezzo verso i Diritti Umani. Quindi, qui di seguito un  excursus comparativo con gli altri Paesi Ue di vecchia data democratica per dare un ‘idea di quanto ci sia ancora da fare, prendendo per esempio la materia del divorzio e della separazione in Europa:

  • in Francia– generalmente – si può divorziare quando si vuole, se le due parti sono d’accordo su tutto (divisione del patrimonio, pensione , cura dei figli,etc): in questo caso può essere veramente rapido(4/5 mesi) Sempre, comunque, il divorzio è pronunciato da un giudice specialista in Diritto di Famiglia. Per qualunque  delle 4 procedure di Divorzio, primo ad intervenire , in caso di accordo delle parti,  è un Notaio.
  • Lo stesso sistema giuridico divorzistico è in Belgio, Lussemburgo e  Liechtenstein, sempre restando la consuetudine che il Giudice faccia un tentativo di riconciliazione delle parti, prima di esprimere la sentenza
  • In Germania  ed in Inghilterra il tempo per ottenere il divorzio spazia da pochi mesi a 2 anni , e ciò per vari motivi : in Germania, dopo un anno di separazione consensuale , il divorzio si ha automaticamente. Invece, nel Regno Unito, la separazione non è neppure contemplata, per cui il divorzio è ottenuto in 6 mesi al massimo, sempre consensualmente
  • Per ciò che riguarda la Spagna, nonostante la grande maggioranza di cattolici, i tempi per un divorzio sono diventati rapidissimi : 2 mesi per il divorzio(sempre se consensuale), la separazione non esiste come obbligo procedurale, anzi si sta procedendo all’assegnazione della pratica ai notai , eliminando così il passaggio dal Tribunale.
  •  In Svezia , niente Tribunali né Notai né avvocati. Chi decide di fare il divorzio, si reca in Comune e dichiara per iscritto che il matrimonio è finito. Un funzionario annota la dichiarazione su un registro e subito accorda il divorzio dei coniugi.
  • Simile a quella della Svezia, la procedura ed i tempi per un divorzio  in Finlandia ed in Norvegia: nella prima non esiste separazione per cui si ottiene un divorzio rapidissimo; nella seconda la separazione esiste ed è “ condicio sine qua non” per ottenere il divorzio.
  • in Danimarca  le norme per il divorzio e la separazione legale non si applicano secondo il regolamento dell’ Ue, in specie per il riconoscimento e la giurisdizione, in quanto la Danimarca  non ha mai accettato l’accordo degli altri Paesi membri , secondo il quale : una sentenza di Divorzio o di separazione legale, pronunciata in un Paese dell’UE è automaticamente riconosciuta negli altri Paesi dell’Unione.
  • in Romania ed Austria, invece, si divorzia in meno di 8 mesi.
  • in Portogallo, altro Paese di religione cattolica, addirittura si divorzia “on-line”, grazie ad Internet. Le carte d’identità elettroniche ti permettono il divorzio in 20 minuti , Invece un divorzio complesso ha tempi lunghi ed alto costo(da 2000 a 14.000 €)
  • Anche la Grecia ha approvato il “divorzio breve”, in poche settimane.

 Come possiamo vedere per noi italiani è una  novità importante che l’Europa abbia semplificato il procedimento di vari casi facendo ricorso, velocemente, alla competenza territoriale degli organi giurisdizionali indicati in un elenco, comunicato da ogni Stato membro alla Commissione, conformemente all’art. 68. Tale competenza è determinata dal diritto interno dello Stato membro in cui è proposta l’istanza di riconoscimento o di non riconoscimento. A tal proposito, alcuni giudici italiani hanno già fatto applicazione della legge Spagnola, perché richiesto con motivazioni basate sul diritto e la Giurisprudenza per il concetto della reciprocita’. Comunque, anche con questa legge sul “Divorzio Breve”, c’è molta strada da percorrere in questo nostro tempo, pieno di rapide trasformazioni del nostro modo di vivere, tanto rapide da sembrare soggette a nuovi destini. In effetti, donne e uomini spesso sembrano risentire di questa velocità, e ciò soprattutto in ambito familiare, dove anzitutto devono realizzarsi  le necessarie forme di uguale Dignità e Responsabilità, nel pieno e reciproco rispetto, base di vita di ogni armonica relazione.

Via libera alla Camera per il nuovo codice della strada

Approvato in commissione trasporti il reato d’omicidio stradale. Ora tocca al Governo coniugare la proposta di riforma in decreto legislativo.

incidente_stradale_mortale_auto_distruttaRoma, 21 luglio“È una giornata importante, la aspettavo da tempo. Per la prima volta un passo in avanti per sancire la presenza del reato di omicidio stradale nel codice. La commissione ha fatto un buon lavoro e ha risposto subito alle esigenze di celerità del governo. Ringrazio il presidente Meta e il relatore Gandolfi” così il viceministro delle infrastrutture Nencini all’atto di approvazione del testo della legge delega sulla riforma del codice stradale in commissione trasporti della Camera dei deputati, che passa ora al Governo che la coniugherà in decreto Legislativo. Il nuovo codice della strada, che prevede anche il reato di omicidio stradale e vede inasprirsi le pene per le morti provocate da comportamento irresponsabile alla guida, arriva dopo il grande impegno di associazioni nate per la tutela dei diritti civili delle vittime della strada e delle loro famiglie. Come A.G.U.V.S onlus, presidente Maurizio Bisanti,  nata con il preciso obiettivo di creare un progetto sociale di promozione della cultura per la sicurezza stradale, denunciare e segnalare agli organi istituzionali qualsiasi forma di ingiustizia perpetrata nei confronti delle vittime della strada, rilevare e mettere in evidenza le carenze strutturali della viabilità, fornire adeguata assistenza giuridica, tecnica e psicologica in merito all’incidentalità stradale.coordinamento-di-lecce-rid.“Gli incidenti stradali mortali causati da guida irresponsabile, spesso condizionata dall’uso di alcol e droghe, sono in continuo aumento” spiega Maurizio Bisanti, “ nel 2013 contiamo 114 vittime e 1168 feriti spesso in modo grave.  E chi sopravvive ad un incidente stradale grave, viene dimenticato dalla società e anche quando guarisce non riesce a reinsirsi e a trovare lavoro”.  “Non c’è tempo da perdere. Ci sono questioni urgenti che non possono essere rimandate. Questioni che stanno nel cuore degli italiani e di quelle famiglie che hanno perso un parente a causa di persone che si sono messe alla guida violando le norme del codice della strada. Che queste persone non guidino più!” ha affermato Nencini. L’emendamento approvato in  commissione prevede, oltre all’inserimento del reato di omicidio stradale con le conseguenti ripercussioni a livello penale, anche l’implementazione di pene accessorie specifiche, amministrative o pecuniarie, che intervengono dopo verifica delle condizioni del conducente nel momento in cui esso causi la morte di una persona.

Divina (Ln), le riforme costituzionali partono male se si basano sul Nazareno

Il vice capogruppo della Lega nord al Senato, Sergio Divina, esprime con forza la necessita’ di restituire al popolo la possibilità di scegliere i parlamentari: stop a liste bloccate

imageRoma, 9 luglio – ”Partono male le riforme costituzionali che si basano su un patto a due del Nazareno, e si pretende di trasformare lo Stato a suon di numeri di maggioranza. Infatti si e’ subito assistito ad importanti defezioni negli stessi partiti, Pd e Fi, che avrebbero dovuto garantire la tenuta dell’impianto originario”. E’ quanto afferma il vicepresidente dei senatori della Lega Nord, Sergio Divina che, riguardo appunto la Lega ha constatato ”che e’ stato concesso solamente di migliorare la bruttura iniziale che, svuotando le Regioni di poteri reali e non prevedendo piu’ le Province, avrebbe dato il via ad un pericoloso periodo di neo centralismo statalista sulla falsa riga di un ventennio ancora non dimenticato”. Infatti, e’ il pensiero di Divina ”ragionando e spiegando le nostre posizioni in commissione, siamo riusciti a mantenere il senso delle Regioni, salvaguardare le Speciali, consentire poteri reali ai territori, introdurre i costi standard, vero snodo per risanare le finanze dello Stato, nonche’ abbassare il quorum per la validita’ dei referendum che se portato ad un milione di firme (come previsto nel testo iniziale) avrebbe significato eliminare nella sostanza l’unico strumento di autentica partecipazione popolare”. ”Restano ancora i nodi dell’elettivita’ del Senato – rileva il parlamentare trentino – e pero’ pensiamo che la prossima Camera verra’ eletta con l’Italicum (sempre previstonel patto del Nazareno) con liste bloccate e senza preferenze, e la volonta’ dell’attuale maggioranza e’ di avere anche il nuovo Senato non elettivo. Cosa andiamo a raccontare ai cittadini che ci stanno chiedendo da anni di poter contare qualcosa in piu’ nella scelta dei propri rappresentanti parlamentari? – conclude Divina – Un po’ di coerenza ora e’ d’obbligo”.

Fonte: Agenzia di Stampa Asca

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