Primo Maggio con il virus

Per la festa del Lavoro, il discorso del presidente di AAMOD Vincenzo Vita,  che incoraggia tutti i lavoratori sguarniti dalle difese governative – in particolar modo quelli che operano nei settori della cultura e dello spettacolo – attraverso un impegno concreto dell’AAMOD alla costruzione di una Mediateca con le testimonianze di tutti.

“La Festa del Lavoro quest’anno è avvolta in un’atmosfera particolare. Il contagio del Covid-19 ha provocato numerosi effetti collaterali, irrompendo brutalmente nel già martoriato universo del lavoro. Oltre che nella salute e nella vita reale della comunità.

Mentre, infatti, imperversa il lockdown, vale a dire la clausura obbligata dalla forza della pandemia, il diritto del e al lavoro è stato di fatto rivisitato.

Se per un verso i decreti della Presidenza del Consiglio hanno allargato le maglie degli interventi dello Stato e degli ammortizzatori sociali, per un altro abbiamo assistito all’inquietante mantenimento di attività produttive non sempre essenziali e spesso senza un’adeguata tutela delle persone impegnate. E’ avvenuto soprattutto al Nord, ma non solo.

E poi, lo straordinario impegno del personale – tutto – degli ospedali e dei luoghi omologhi costretto in condizioni rischiose e difficilissime, con un trattamento economico davvero modesto. Grazie a tale mondo, il virus è stato messo sotto controllo, a costo – però – del sacrificio di numerose vite umane. E’ augurabile che gli “eroi” conclamati di oggi non vengano dimenticati domani. La politica è sempre più “biopolitica”.

Ma è doveroso ringraziare anche altri protagonisti della resilienza di questo periodo. Parliamo dei rider, di coloro che provvedono a quella che i classici chiamarono la “riproduzione” e il femminismo ha nominato la “cura”. Si tratta di lavori palesi ma precari, o precarissimi o, persino, nascosti.

Ecco, il Primo maggio sia l’occasione per urlare la verità: vale a dire che la previsione costituzionale contenuta nell’articolo 1 della Carta non è attuata. La Repubblica è sempre meno fondata sul lavoro.

Il gruppo legato all’Archivio Audiovisivo, “Opponiamoci”, sta documentando storie ed esperienze inerenti al vasto universo della crisi e delle sue conseguenze sugli esseri viventi. Quelli in carne e ossa, non virtuali. 

Tuttavia, il network virtuale che ha celebrato il 25 aprile attraverso la Rete ha messo in connessione circa due milioni di persone. Il Primo maggio deve essere altrettanto forte nella riuscita. Movimenti digitali: “freddi” e non “caldi”, ma non meno coesi e coscienti delle tradizionali mobilitazioni fisiche. Certamente, tutti abbiamo nostalgia del concertone di Cgil Cisl Uil.

L’AAMOD intende dare, come sempre, un contributo originale e fattivo ad una giornata dedicata al movimento operaio (vecchio e nuovo, italiano e migrante), che rappresenta simbolicamente la nostra ontologia. La nostra stessa denominazione.

Un pensiero particolare va dedicato a chi opera nei settori della cultura e dello spettacolo, sguarniti di difese e in vari comparti dimenticati pure dai provvedimenti governativi. 

Ci uniamo ai vari appelli sottoscritti e lanciati da numerose personalità della musica e del teatro. E non ci riferiamo unicamente ai volti noti, bensì all’arcipelago dei cosiddetti intermittenti e stagionali.

E pensiamo alle tante Fondazioni e Istituzioni nazionali e locali che rischiano di non farcela, essendo esperienze estranee in molti case alle logiche di mercato: penalizzate, dunque, due volte.

L’Archivio si sta impegnando nella costruzione di una Mediateca del e sul lavoro, allargando il suo catalogo. Perché la Festa continui. Con gioia e senza le lacrime di Amalia di “Senilità”,  alzando le nostre bandiere”.

Di Vincenzo Vita

Coronavirus, eventi, animazione, feste e centri estivi,Visconti (FdI): non lasciamo soli i bambini

Il Comune di Roma faccia la sua parte per riattivare il lavoro di cura a favore dei più piccoli. L’intervento in streaming di Marco Visconti su Movimento Capitale e l’augurio ad AniMondo e a tutte le associazioni che curano il tempo libero dei bimbi

  “Le tantissime Associazioni di organizzazione eventi, animazione per bambini e feste, colpite come poche altre realtà da restrizioni e distanziamento sociale, sono state completamente e inspiegabilmente dimenticate dal governo; eppure si tratta di un comparto assai rilevante, sia dal punto di vista economico, sia da quello dell’occupazione per moltissimi giovani, che rappresenta uno dei simboli della società contemporanea da salvaguardare ad ogni costo. A Roma, il Comune colmi questa lacuna e corregga il tiro, sostenendo concretamente queste realtà e l’intero indotto”. Lo ha detto il Dirigente di Fratelli d’Italia Marco Visconti, intervenendo in streaming su Movimento Capitale.

Proprio ai Comuni infatti, il nuovo DPCM affida ad esempio la materia dei centri estivi, che possono rappresentare uno strumento per dare una boccata d’ossigeno ad una categoria fatta di professionisti del settore che hanno investito in formazione, fatto sacrifici e che ad oggi non hanno ricevuto alcun aiuto. Al loro fianco, chiediamo al Sindaco Raggi di non ridurre in coriandoli questa risorsa e di occuparsene concretamente prima che sia troppo tardi, con tutta una serie di misure che, al di là dello schieramento politico, siamo pronti a costruire insieme. I miei personali auguri -conclude MarcoVisconti-  ad ANIMONDO, una di queste Associazioni romane che sono certo di rivedere, con tante idee nuove e preziose, conciliando accorgimenti e divertimento dei più piccoli, prestissimo a lavoro”.

Se non si è politici non si può essere neanche dittatori

 Giuseppe Conte: Presidente del Consiglio per caso, Dittatore per sbaglio, per finire come Dittatore pasticcione!

di Paolo Buralli Manfredi. Melbourne -Australia

Ci sono uomini nella storia cui è bastato un niente per entrarci: Antonio Micca e la sua miccia, che diede la possibilità alla città di Torino di resistere all’assedio francese nel 1706, per citarne uno, e poi ci sono quelli come il nostro Presidente del Consiglio che, purtroppo per lui, entrerà nella storia d’Italia non per eroismo o per aver compiuto grandi cose ma per averne combinate, si diceva dalle mie parti, una più di Bertoldo.

Partiamo ripercorrendo la storia brevissima che ci ha preceduto da circa due anni a questa parte. Il governo in carica prima delle elezioni che portarono il nostro “Dittatore Pasticcione” al comando del Paese, era un Governo con un Parlamento eletto da una legge elettorale anticostituzionale, così la definì la Corte Costituzionale.

Questo Governo/Parlamento che per anticostituzionalità non avrebbe dovuto esserci, ha votato una legge elettorale per le successive elezioni, questa legge era un pasticcio tra maggioritario e proporzionale ma, la legge votata da un Parlamento che non doveva essere lì per anticostituzionalità, decise che la legge elettorale avrebbe dovuto premiare le alleanze; da tener presente che le leggi elettorali in Italia non si scrivono per andare al voto ma si scrivono per mettere in difficoltà l’opposizione del momento, ed in quel momento la legge fu costruita per mettere in difficoltà il M5S che per sua natura e volontà non accettava alleanze.

Dopo le elezioni risultò che la coalizione che ottenne la maggior percentuale di voti era il Centro Destra con il 37% contro un fortissimo e non coalizzato Movimento 5 Stelle con il 32% circa.

Essendo una legge più proporzionale che maggioritaria il nostro beneamato Presidente della Repubblica, avrebbe dovuto fare una semplice cosa, consegnare il mandato esplorativo al leader del Centro Destra, come prevede la procedura Costituzionale.

Purtroppo però al Presidente della Repubblica non passò neanche per la testa di provare quella strada e, senza dilungarmi nei dettagli di quei due mesi surreali che abbiamo vissuto, la Lega di Matteo Salvini ed il M5S di Luigi Di Maio crearono il Governo che fu battezzato Giallo-Verde, con il “Presidente per caso” professor Giuseppe Conte che si autodefinì l’Avvocato degli Italiani.

Dopo la caduta di questo Governo decretata da Salvini, non si andò al voto, come dice l’Art 1 della nostra Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Il Presidente della Repubblica, ignorando totalmente il volere popolare, cioè quello di andare ad elezioni, non fece votare il popolo Italiano ma diede la possibilità di creare l’attuale Governo, conosciuto come il Governo Giallo-Rosso, con a capo sempre lui l’Avvocato, questa volta, ‘quasi’ degli Italiani. Va detto che, un membro dei 76 che scrissero la Costituzione, spiegò in un suo trattato che il Presidente della Repubblica deve tener conto del volere popolare e quello parlamentare e qualora i due fossero in totale disaccordo, dovrebbe consegnare la parola al popolo che si esprime con elezioni Nazionali.

Scusateci per la lunga premessa ma, era inevitabile per far capire a chi ci legge in altre parti del mondo, com’è combinato il nostro paese nell’ultimo decennio.

E proprio nella fase Conte bis, che entra in campo il “Dittatore per sbaglio”, per sbaglio perché l’incapacità politica del nostro Presidente del Consiglio l’ha portato ad assumere ‘i pieni poteri’ che in realtà per Costituzione non poteva assolutamente prendere, e non lo dice chi non è esperto in materia, ma lo afferma un certo professor Sabino Cassese esperto costituzionalista nonché Presidente della Corte Costituzionale in tempi passati, affermando che il Presidente del Consiglio non poteva acquisire pieni poteri, un’emergenza che si verifica solo in situazioni di guerra come spiega l’articolo 78 della Costituzione Italiana :“Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari”.

Poteri tra l’altro, presi senza neanche passare dal Parlamento, cioè presi incostituzionalmente. Il prof Cassese continua spiegando che la procedura corretta sarebbe stata quella di utilizzare, in questo caso d’emergenza sanitaria, l’Art.117 Costituzione della Costituzione Italiana, che prevede che i provvedimenti debbano essere approvati dalla Presidenza della Repubblica, cioè, firmati dal Presidente della Repubblica e non gestiti in solitaria dal Presidente del Consiglio.

Detto questo, come si dice, ciò che è fatto è fatto, dunque non ci resta che analizzare la fase del “Dittatore Pasticcione”.

Dal momento che Conte prese i pieni poteri come da art. 78 della Costituzione, va ricordato che tutti i comparti strategici dello Stato, passano sotto il comando del Governo in carica, quindi, anche la Sanità e tutte le decisioni prese dal Governo sono ordini da eseguire e non da interpretare.

Proprio per questo non si è mai capito per quale ragione il Governo ha sempre criticato e mal sopportato le decisioni autonome delle regioni, quando, vista l’acquisizione dei pieni poteri, le regioni dovevano solo attenersi alle direttive governative ed il Presidente Conte aveva tutte le armi per poter far rispettare le linee date dal Governo centrale, poteva persino far arrestare un Governatore che non si fosse attenuto a tali direttive ma, come si dice, chiedere i pieni poteri è facile, esercitarli è un pochino più difficile! Soprattutto se non si poteva assumerli

E dopo essersi incoronato “Re d’Italia” il nostro “Dittatore Pasticcione”, ha cominciato a promulgare una sequela di Decreti uno più ingarbugliato dell’altro iniettando nella Nazione il vaccino, non quello per la cura, ma quello del totale caos, Decreti privi di senso logico, che probabilmente in futuro saranno dichiarati anticostituzionali, assolutamente nebulosi e totalmente inutili, visto il risultato ottenuto.

Chiudiamo raccontandovi come si è mosso il Governo Australiano in quest’emergenza. Va detto sin da subito che esiste un link governativo dove poter vedere giorno per giorno l’evoluzione del virus. In Australia parlano solo i Primi Ministri degli Stati, infatti è una confederazione di Stati tipo gli Usa, ed i relativi Ministri della Sanità, non esistono trasmissioni di tre ore che raggiungono solo l’obiettivo di terrorizzare la popolazione! Il Primo Ministro dello Stato Federale del Victoria ad esempio, al primo contagio ha chiuso tutti gli arrivi via aria e via mare, e dopo qualche settimana ha imposto il lockdown per la gran parte delle attività, ha messo a disposizione della crisi 130 miliardi di dollari per sostenere popolazione, lavoratori ed imprese.

Con questo piano da 130 miliardi di dollari i lavoratori che hanno ridotto l’orario o non lavorano affatto, percepiscono 1.500$ ogni 15 giorni, e possono accedere al proprio fondo pensionistico prelevando dai soldi versati nel tempo, 10 mila dollari nel 2020 e 10 mila dollari nel 2021 senza alcuna tassa. Per ottenere questi soldi basta investire 10 minuti, compilare un modulo sul sito dello MyGov, ed entro 7 giorni lavorativi si hanno i soldi sul conto corrente.

Anche qui hanno dichiarato lo stato d’emergenza ma poi lo hanno utilizzato per produrre i provvedimenti spiegati qui sopra che hanno salvaguardato la popolazione Australiana. Nessun dittatore, solo buon senso e pragmatismo.

Svelato il segreto di cui Feltri non era a conoscenza:”il Sud è inferiore perchè il Nord, da anni, gli ruba i soldi!”

“Il popolo eletto dal popolo per prendere a calci nel culo il popolo!” (Carmelo Bene)

di Paolo Buralli Manfredi e Giuseppe Cossari. Melbourne- Australia

Ha incominciato a girare una bozza del rapporto “segreto”, “L’Italia e la risposta al Covid”, aggettivo che già la dice lunga sulla capacità di questo esecutivo che sforna ogni mese documenti riservati come se fossero carta straccia, che spiega nei dettagli come il Governicchio attuale ha intenzione di impostare il programma economico italiano per uscire dalla crisi, che il Covid19 ha creato in questi tre mesi.

Il Dipartimento di Programmazione Economica di Palazzo Chigi ha prodotto questo documento che ovviamente è composto di molte parti ed è sviluppato in molte pagine, per la precisione 154. Il documento è stato redatto dagli esperti ma la firma porta il nome del responsabile di questo Dipartimento, l’On Mario Turco, candidatosi nelle fila del M5S ed eletto a Taranto.

In primis va ricordato al popolo Italiano, come diceva Indro Montanelli, popolo di eterni contemporanei totalmente privi di memoria storica, che il M5S ha fondato la sua fortuna politica proprio al Sud ed il suo bacino elettorale più corposo proviene proprio da quelle Regioni che il M5S, PD, Governo attuale ed in generale la politica degli ultimi vent’anni hanno e continuano incessantemente a tradire.

Va altresì ricordato che Mario Turco è uomo del Sud, come lo è il Ministro Provenzano e come lo è anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che hanno sempre speso parole meravigliose per il Sud, come la grillina, Barbara Lezzi, passateci il termine, “accantonata” dal Conte 2.

Ma torniamo alla grande genialità di questi responsabili, Ministri e Presidente del Consiglio, che hanno pensato bene di aiutare il Sud, la loro terra, inserendo nel documento di programmazione economica per la ripresa dopo l’emergenza, un punto molto importante: “sospendere l’articolo di legge inserito nel 2017 (N°18 del 27 Febbraio)” che imponeva il trasferimento del 34% delle risorse ordinarie dello Stato alle Regioni del Sud.

Va detto fin da subito che la legge del 2017 qui sopra menzionata, attende da più di tre anni di essere applicata ed è stato calcolato che, grazie a questa mancata applicazione il Sud ha perso risorse per un valore di circa ventuno miliardi.

Possiamo dire, oltre il danno, la beffa, perché oltre a non percepire un euro da quattro anni, per la mancata applicazione, il Sud si vede sospendere questa legge perché, a detta del documento, tutte le risorse dovranno essere trasferite al Nord per la ripartenza economica della locomotiva d’Italia che ha subìto una forte battuta d’arresto.

Questa incomprensibile soluzione non ha alcun senso in termini economici perché il Sud che, tra Arte, Cultura e Turismo potrebbe essere il vero punto di partenza per una nuova Italia, un’Italia che ha una storia millenaria e che possiede gran parte del patrimonio artistico culturale del Pianeta, è ancora una volta tradito dai governanti che, di fatto, non governano un bel nulla, privi di una visione Politica differente, innovativa e futuristica.

Chiudiamo questa nostro articolo facendo una riflessione di buon senso: “Se i governanti di uno Stato che possiede l’80% dei beni Artistici Culturali del Pianeta, non investono la maggior parte dei loro introiti in Istruzione, Arte, Cultura, Turismo e Tecnologia, o ha governanti totalmente privi di materia grigia oppure costoro vengono in qualche maniera convinti da qualcuno a non fare quel tipo d’investimento, spostando quelle risorse in banche e finanza!”.

E come diceva Benedetto Croce: “il Politico Onesto è il Politico Capace” e visto le ultime nomine e la gestione dell’emergenza diciamo che al Governo di onesti o capaci forse non ce ne sono proprio.

Covid: Competere.Eu scrive a Governo e Parlamentari: riformare OMS o rivedere finanziamenti

Una lettera inviata  da Competere.Eu al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai membri del Governo e ai parlamentari italiani nell’ambito del programma di attività messo in campo dal think tank per affrontare le sfide legate al Coronavirus.

“Chiediamo al Governo italiano e ai governi dei paesi della UE di rivedere ed eventualmente rimodulare i fondi all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS),  di intervenire per ristrutturarne l’organizzazione riformulando la missione e gli obiettivi originali che oggi sono disattesi, e snellendo l’apparato burocratico, di rendere i processi decisionali trasparenti e i dipendenti responsabili delle loro decisioni e azioni, di favorire scelte che promuovono il metodo scientifico e la libera scelta dei cittadini.”
Inizia così la lettera inviata oggi da Competere.Eu al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai membri del Governo e ai parlamentari italiani nell’ambito del programma di attività messo in campo dal think tank per affrontare le sfide legate al Coronavirus.

“L’Organizzazione Mondiale della Sanità- spiega il Presidente di Competere.Eu Pietro Paganini- sta tradendo la sua missione e la fiducia dei cittadini. Invece di contrastare le emergenze sanitarie e accrescere i livelli base di tutela della salute, si è evoluta in una corporazione ideologica che pretende di guidare le sorti di noi cittadini attraverso processi decisionali non trasparenti che rispondono a compromessi spesso torbidi.
L’OMS dichiara un budget annuale superiore ai 4,4 miliardi di dollari ai quali vanno aggiunti fondi flessibili per ulteriori 1,5 miliardi di dollari. L’Italia è 7° per contributi versati, dietro a USA, Cina, Giappone, Germania, Regno Unito, e Francia. Ma come vengono spesi i nostri soldi?
Molto male. Il 53% dei contributi cosiddetti “obbligatori” è dedicato al personale e alle spese ad esso connesse che comprendono soprattutto voli aerei e pernottamenti in giro per il mondo, a seconda ovviamente delle missioni. Per i contributi “volontari”, che coinvolgono l’Italia, la percentuale di budget destinata allo staff e all’amministrazione sale addirittura al 71%. Alle attività pratiche, quelle che risolvono problemi, restano le briciole (solo 29%). Come confermato da membri della stessa amministrazione dell’OMS, questi budget si traducono spesso, in viaggi costosi e conferenze che si organizzano presso lussuosi resort esotici.
Già in passato- conclude Paganini- abbiamo denunciato il comportamento dell’OMS. Abbiamo segnalato la scarsa trasparenza dei processi decisionali e l’approccio unicamente ideologico il cui obiettivo non è quello di garantire a noi cittadini il metodo e gli strumenti per compiere scelte libere e consapevoli, ma di imporre uno stile di vita. “

“L’Italia e gli altri paesi della UE- dichiara il segretario generale Roberto Race- devono chiedere all’OMS maggiore trasparenza nei processi decisionali e maggiore responsabilità per le conseguenze che tale decisioni possono avere su noi cittadini.
Le criticità sono evidenti.
Oggi i  processi decisionali e gestionali dell’OMS non sono soggetti a controllo diretto da parte dei Governi e cittadini contribuenti. Molte iniziative sono frutto di compromessi politici che poco hanno a che vedere con la reale missione dell’organizzazione;
La gestione dell’emergenza Covid-19 ha fatto emergere comportamenti, atteggiamenti e pratiche torbide da parte dell’OMS e del suo esecutivo. Durante le fasi iniziali di incertezza l’OMS ha fallito la fase di prevenzione e contenimento. Non ha fornito alcun indirizzo chiaro e preciso ai Paesi che, visti anche i contatti con le fonti dei focolai e l’Italia è uno di questi, potevano essere più a rischio. In seguito, ha tardato a dichiarare la situazione di emergenza anche quando l’avanzare della malattia era sotto gli occhi di tutti e la sua pericolosità nota.
I risultati, soprattutto socio-economici, sono evidenti e ci stiamo preparando ad una delle maggiori crisi economiche degli ultimi 100 anni;
La gestione dei fondi ricevuti dall’OMS è poco trasparente e lascia molti dubbi. Ad esempio, per ogni unità di personale impiegata vengono spesi 28mila e 500 euro all’anno per coprire le spese di viaggio. È più o meno il PIL pro capite di Paesi come Spagna e Italia.”

“Molte campagne promosse dall’OMS- conclude il direttore generale Giacomo Bandini- non portano alcun beneficio alla salute dei cittadini ma danneggiano l’economia e contraddicono i Sustainable Development Goal (SDGs) dell’ONU. Competere.Eu ha richiamato l’attenzione del Governo italiano e della Commissione europea sull’accanimento ideologico dell’OMS contro lo zucchero segnalando che le politiche liberticide promosse non solo non risolvono il problema dell’obesità ma lo peggiorano; sulla lunga tradizione di posizioni e politiche ostili alla tutela della proprietà intellettuale che hanno danneggiato interi settori industriali come quello del farmaco, che in Italia sono tra i maggiori contributori al PIL, e milioni di cittadini che senza queste scelte scellerate avrebbero ricevuto più rapidamente farmaci, vaccini e terapie efficaci e innovative.
 L’OMS non ammette il dissenso o le critiche. Abbiamo assistito negli anni a comportamenti deplorevoli da parte dello staff dell’organizzazione e anche de vertici. Il caso più eclatante riguarda le ultime edizioni della FCTC (Framework Convention on Tobacco Control). Giornalisti, rappresentanti delle associazioni e del terzo settore, e rappresentanti delle aziende sono stati cacciati violentemente, con l’abuso della forza pubblica, dai luoghi del dibattito che dovrebbero essere invece sempre aperti al confronto tra le parti coinvolte e interessate.
 Perché i cittadini italiani che oggi sono chiamati a un ulteriore sacrificio devono continuare a finanziare un’organizzazione che ha tradito la sua missione, non accetta la responsabilizzazione delle sue decisioni, mentre si avvale di burocrati che utilizzano i nostri fondi, ma sono privi di accountability?”

Segue il profilo di Competere.Eu. 

Competere.Eu (www.competere.eu)
Competere è un think tank indipendente nato per elaborare e implementare politiche per l’innovazione e lo sviluppo sostenibile ed essere di supporto alla politica, alle istituzioni e alle imprese nel favorire l’innovazione sociale e dei processi economici e il confronto tra idee.
Il team di Competere è composto da esperti, accademici, professionisti di riconosciuta esperienza nazionale e internazionale, ma soprattutto da persone, curiose, creative e intraprendenti che analizzano la realtà in continuo cambiamento e propongono soluzioni sostenibili.
Presidente del think tank è il docente di Business Administration alla John Cabot University Pietro Paganini mentre il Segretario Generale è il consulente di corporate strategy e comunicazione strategica Roberto Race. Il Direttore Generale è Giacomo Bandini.

L’Unione dei Paesi del Mediterraneo

Pensare alla grande per essere il quarto polo del mondo!

di Paolo Buralli Manfredi, Melbourne- Australia

Quanti e quali sono i paesi che si affacciano sul Mediterraneo? I Paesi che si affacciano sul Mediterraneo sono 21, qui sotto elencati:

Albania, Algeria, Bosnia ed Erzegovina, Cipro, Croazia, Egitto, Frencia, Grecia, Israele, Italia, Libano, Libia, Marocco, Monaco, Montenegro, Siria, Slovenia, Spagna, Tunisia, Turchia.

Se esaminiamo le produzioni di tutti questi Paesi, anche senza andare ad un esame approfondito, ci accorgeremmo che, tutti questi Paesi, oltre ad avere un patrimonio legato alle Biodiversità, sono il motore dell’Economia Europea ed in grande parte Mondiale, cioè il motore che produce la gran parte delle materie prime fondamentali per tutta Europa e parte del mondo. Sto parlando di petrolio, gran parte del comparto agro-alimentare e del comparto ittico, e gestiscono gran parte del patrimonio culturale mondiale, essendo questi paesi la culla della civiltà che conosciamo.

I comportamenti economico-sociali che l’Unione Europea sta riservando a tutti i Paesi europei situati nella parte sud dell’Europa, mi hanno fatto riflettere sul fatto che la parte produttiva vitale, alimentare e delle materie prime che sono il motore dell’economia, come dicevo, risiede in gran parte in questi ventuno Paesi che contano, se diventassero l’Unione dei Paesi del Mediterraneo, più di 500.000.000 di abitanti con una potenzialità di sviluppo di scambio interno inimmaginabile.

Inimmaginabile perché, molte Nazioni che si affacciano sul Mediterraneo sono ancora in via di sviluppo e quindi sarebbero, se fossero parte di un’unione mediterranea, Paesi che potrebbero crescere esponenzialmente e diventare motori di una nuova Economia, appunto, l’Economia dei Paesi del Mediterraneo

Da quanto ho scritto, avrete già capito che la mia idea in questa fase di crisi europea, con i paesi del nord Europa che cercano di rendere Colonie i Paesi del sud, sarebbe quella di uscire dall’Unione Europea e dall’Euro ed incominciare a lavorare alla creazione dell’Unione dei Paesi del Mediterraneo, e di conseguenza alla creazione della moneta mediterranea, creando così, il quarto polo, dopo Cina Russia, Usa ed Europa, si aggiungerebbe l’Unione dei Paesi del Mediterraneo, con la propria economia e la propria moneta.

I primi ad unirsi dovrebbero essere, Italia, Francia, Spagna, Grecia, Malta ed Albania, per un totale di 190.000.000 di abitanti per poi proporre agli altri 15 Paesi l’adesione politica ed economica, cioè dell’utilizzo anche di una moneta unica Mediterranea emessa dalla Banca del Mediterraneo.

Credo profondamente che se i Paesi sopra citati, incominciassero a parlare pubblicamente di un progetto del genere, la creazione dell’Unione dei Paesi del Mediterraneo, metterebbero in seria difficoltà tutta l’Unione Europea a trazione tedesca e nordica, riportando quelle Nazioni arroganti e quell’Unione Europea priva di ogni senso di unità con i piedi per terra.

Chiudo dicendo che, in tutta onestà, mi piacerebbe l’Unione dei Paesi del Mediterraneo, un’unione che potrebbe contare su valori storici comuni, su culture molto simili e su un ritorno storico-culturale che si è vissuto in tempi antichi che ha prodotto ciò che siamo culturalmente oggi.

Mi piacerebbe toccare una carta moneta con le immagini storiche che ci sono più vicine per cultura, mi piacerebbe vedere emettere nei momenti di difficoltà i Med Bond, i Bond dell’Unione Mediterranea, mi piacerebbe vedere un unico sistema fiscale per tutti i Paesi aderenti all’Unione e non vi nascondo, che mi piacerebbe vedere la faccia di quei burocrati senza cuore alla notizia dell’uscita di tutti i Paesi a sud d’Europa, Paesi considerati da questi cinici personaggi solo Paesi da colonizzare e sfruttare, mi piacerebbe vederli chiedere il permesso nel passare sui mari dell’Unione dei Paesi del Mediterraneo, insomma, mi piacerebbe vederli inferociti nel vedere la culla del mondo che si riprende ciò che gli appartiene, il comando di quel continente europeo che loro, i Paesi del Mediterraneo hanno creato!

Sanità: Papotto (Cisl Medici), il Re è nudo

Le domande che ci poniamo sono tante: è possibile che un paese che pretende di sedere a pieno titolo nel G7, che produce componentistica per sofisticatissimi satelliti… non riesca a costruire mascherine di carta filtrante?

E’ passato un mese circa dall’inizio di questa tragedia, contiamo migliaia di contagiati tra medici ed operatori sanitari, decine di morti, eppure il sistema non riesce ad approvvigionare gli operatori, neppure con idonee mascherine al fine di limitare il contagio nei luoghi dove è più elevato il rischio di infezione “Difficoltà nel reperimento del materiale…”, ci rispondono, e allora il Re comanda che anche quello che prima non era idoneo (la mascherina chirurgica) diventa all’improvviso sufficiente a proteggere, ma, dopo qualche giorno e qualche decina di vittime, si cambia editto e “se disponibile” occorre una mascherina ffp2 o ffp3 in determinate occasioni.

Della serie: “mettiamoci una pezza” lo ha dichiarato Biagio Papotto CISL Medici.

Le domande che ci poniamo sono tante: è possibile che un paese che pretende di sedere a pieno titolo nel G7, che produce componentistica per sofisticatissimi satelliti… non riesca a costruire mascherine di carta filtrante? È possibile che una legge che tutela la salute dei lavoratori, la famosa 81/08, venga completamente disattesa in una pandemia come questa (fatta salva qualche rara e illuminata eccezione)?

È possibile che in uno schizofrenico alternarsi di comunicati e decreti, l’Istituto Superiore di Sanità, che deve (dovrebbe?) utilizzare soltanto rigorosi criteri scientifici, riesca invece a partorire linee-guida sinistramente rispondenti a criteri “politici o di opportunità” in dispregio ad efficaci e tristemente verificati criteri di protezione degli operatori sanitari che prima di noi hanno combattuto questa battaglia? E’ così peccaminoso e dissacrante pensare che altri siano i motivi che portano a siffatti comportamenti? Chi viene tutelato davvero dall’ISS?

Potremmo continuare all’infinito – prosegue Papotto – e riproporre temi già trattati… come i tagli dissennati di risorse al SSN o alle poche (troppo poche!) borse di studio per le specializzazioni o al male assoluto la “regionalizzazione” del sistema salute, ma il tempo scorre, le vittime ed i contagi aumentano a causa di un virus chiamato COVID-19 ma anche alla incapacità di un Re che si è circondato per troppo tempo di melensi cortigiani e non di saggi e competenti consiglieri.

E, visto che è nudo, lasciamolo così, che tutti lo vedano.

Tutt’al più… gli si dia per coprirsi una mascherina… Non a norma, ovviamente.

Tutti pazzi per Mario Draghi

Ma chi è Mario Draghi?

di Paolo Buralli Manfredi e Joe Cossari- Melbourne, Australia

Per la maggioranza del Popolo Italiano, Mario Draghi è stato il Presidente della Banca Centrale Europea ed è quello che ha sostenuto l’Euro con i QE (Quantitative Easing) in realtà però, Mr Mario è stato tante cose.

Nato a Roma nel 1947 divenne economista, accademico, banchiere e dirigente pubblico Italiano. La sua formazione è di stampo Italiano, laureato presso la Sapienza di Roma si conclude con una specializzazione al MIT di Boston.

Negli anni novanta diventa un funzionario pubblico del Ministero del Tesoro per poi passare, aggiungiamo noi, come quasi tutte le persone inserite nei centri di potere, da Goldman Sachs e poi tornare in patria con la nomina di Governatore della Banca d’Italia in sostituzione di Antonio Fazio, divenendo così Membro del Consiglio Direttivo e del Consiglio Generale della Banca Centrale Europea e Membro del Consiglio di Amministrazione della Banca dei Regolamenti Internazionali. Da non dimenticare anche le cariche di Presidente del Financial Stability Board e Direttore Esecutivo per l’Italia della Banca Mondiale e della Banca Asiatica di Sviluppo nonché Membro del Gruppo dei Trenta.

Partiamo dunque dagli anni ‘90 quando Mr Mario rientra dall’esperienza “ formativa” in Goldman Sachs e diventa Governatore della Banca d’Italia dopo le dimissioni di Antonio Fazio, (periodo di tangentopoli).

Per tutti i supporter che invocano a gran voce Super Mario alla guida di un Governo di transito, va ricordato che Mr Mario Draghi in quel periodo, quando era alla guida della BI ( Banca d’Italia ), si prodigò con tutte le sue forze per far partire la più grande privatizzazione dei beni pubblici Italiani per incassare denari, molti, parliamo di un bottino di 200 mila miliardi delle vecchie Lire, per portare l’Italia ad essere uno dei primi Paesi europei ad entrare nell’Euro e nell’Unione Europea.

Parliamo della vendita di gioielli italiani, ne nominiamo alcuni, EFIM (Ente partecipazioni e finanziamento industrie manifatturiere) che con la sua vendita mise sul lastrico centinaia di aziende collegate, la messa all’asta del Credito Italiano, le privatizzazioni di Telecom, Enel, Eni e dulcis in fundo il comparto immobiliare, uno per tutti l’area dell’ENI di 300 mila metri quadrati acquistata da una cordata USA sotto la guida, guarda un po’, della Goldman Sachs.

Ora facciamo un salto e arriviamo al tempo in cui Mr Draghi approda al comando della BCE ( Banca Centrale Europea ) dove è conosciuto per il suo sostegno alla moneta unica ( EURO) tramite i  QE (Quantitative Easing), che lo hanno reso il Re d’Europa ed oggi acclamato da parti politiche differenti, per scalzare Mr Giuseppe Conte e la sua compagnia di improvvisati e per traghettare il Parlamento a nuove elezioni. Nella sostanza è chiamato a guidare l’ennesimo Governo tecnico che dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che la politica Italiana con la P maiuscola è morta e sepolta da anni e non riesce a trovare condottieri che abbiano una visione, appunto Politica, senza chiedere aiuto ai tecnici che, ricordiamo, hanno solo combinato danni per la popolazione senza risolvere un bel niente.

Ma prima di chiudere è bene ricordare ai supporters di Mr Mario Draghi, Mr Flavio Briatore in testa, che fu proprio Mr Draghi insieme ai compagni europei a far schizzare lo spread alle stelle, obbligando alle dimissioni proprio colui che aveva sponsorizzato Mario Draghi per la guida della BCE ( Banca Centrale Europea ), stiamo ovviamente parlando di Mr Silvio Berlusconi, costretto appunto a lasciare il posto all’amatissimo dagli Italiani Mr Mario Monti, che  faceva parte naturalmente del Gruppo dei Trenta (organizzazione internazionale di Finanzieri e Accademici che si occupa di approfondire questioni Economiche e Finanziarie esaminando le conseguenze delle decisioni prese nei settori pubblico e privato) insieme a Mario Draghi.

Chiudiamo dicendo che capiamo la voglia di far saltare questo Governo di inesperti imposti da un Presidente della Repubblica che purtroppo continua a non voler prendere atto che la volontà Popolare è anni luce distante dalla volontà Parlamentare, e che l’unico atto coerente con la situazione sarebbe quello di sciogliere le Camere finita l’emergenza COVID19 e mandare il Popolo, vero padrone della Nazione come da Costituzione, al voto. 

Ci auguriamo anche, però, che non siano fatte scelte frettolose commettendo lo stesso errore, riportare un uomo dei poteri internazionali al Governo dell’Italia come lo fu Mario Monti.

Noi crediamo che riportare al Governo dell’Italia persone che hanno fatto parte di quell’entourage che ha per anni cercato di distruggere il nostro Paese, che l’hanno umiliato e deriso, persone che ciclicamente ci sono imposte dall’Europa e dai poteri internazionali della finanza, persone rivenduteci come Patrioti e che nella realtà nulla hanno mai fatto per il Popolo Italiano, una volta al comando ne siamo certi, riposizionerebbero la locomotiva d’Italia sui binari dettati da Bruxelles e dai poteri della finanza globale che, non scordiamocelo mai, dal 2002 ad oggi 2020, ha portato l’Italia su un binario morto, privo d’ogni visione futura e che ha impoverito gli Italiani continua a smantellare la più bella Nazione del mondo: “ L’ITALIA”. Del resto di cosa sia e che valore abbia l’Europa ne stiamo avendo prova in questi giorni davvero tragici.

La delegazione italiana PPE al Comitato delle Regioni: l’UE cambi subito rotta

Il documento individua le misure essenziali per affrontare la crisi economica conseguente alla pandemia da Coronavirus

Un appello rivolto dalla delegazione italiana al Comitato europeo delle Regioni a  Apostolos Tzitzikostas, Presidente del Comitato ed a Olgierd Geblewicz, Presidente del Gruppo PPE-EPP sulle misure essenziali per rilanciare l’Unione Europea di fronte alla drammatica crisi economica determinata dalla pandemia del COVID19.

Con la nota Presidenti e Vicepresidenti di Regione, Presidenti di Consigli regionali, Presidenti di Provincie, Sindaci, consiglieri provinciali e comunali, membri che costituiscono la delegazione italiana del Partito popolare al Comitato europeo delle Regioni, chiedono un deciso intervento del Comitato sulle istituzioni europee per rilanciarne subito gli obiettivi di solidarietà, coesione, progresso. 

L’appello parte dalla constatazione che l’Europa: “si trova dinanzi alla crisi più grave, ma anche alla più grande opportunità dalla sua fondazione” e che “dagli effetti determinati dalla pandemia del COVID-19 può emergere un’Europa più egoista e più frammentata, e le ultime controverse vicende evidenziano alcune preoccupanti tendenze in tal senso, oppure un’Unione più forte e più simile a quell’Europa dei popoli, naturale evoluzione del progetto originario scaturito dalle idee dei fondatori”.

I componenti italiani del Comitato delle Regioni rilevano che “le idee che hanno guidato la politica economica europea (politiche di austerità, fiscal compact, patto di stabilità etc.), già forzate e contorte, sono ormai divenute incompatibili con i bisogni e le ansie dei cittadini che chiedono un’Europa solidale e capace di ricostruire un futuro di coesione e crescita” e rilevano che “l’Europa dei diritti e della democrazia non può essere uguale a quella che oggi tarda persino a trovare la convergenza per darsi un bilancio comune superando rigorismi che hanno drammaticamente aumentato i divari economico-sociali al suo interno e ne hanno indebolito, se non pregiudicato, la competitività internazionale”.

Il documento individua le misure essenziali per affrontare la crisi economica conseguente alla pandemia da Coronavirus: “il pareggio di bilancio valga solo per le spese correnti, liberando quelle per investimenti, si varino i “bond europei per la ripresa” (European Recovery bond) senza condizionalità, la politica fiscale possa essere utilizzata in funzione anticongiunturale, anche a costo di aumentare il deficit pubblico, sia archiviato il modello di sorveglianza sui bilanci fondato su parametri inaffidabili e dannosi, vengano consolidate e rafforzate le scelte operate in materia di aiuti di stato per sostenere la ripresa”, e conclude  affermando che “é l’ultima occasione per salvare l’Europa, non perdiamola”

Firmatari: Alberto ANCARANI (Cons. com. Ravenna), Gaetano ARMAO (Vicepres. Reg. Siciliana), Vito BARDI (Pres. Reg. Basilicata), Sergio CACI (Sindaco Montalto di Castro), Alberto CIRIO (Pres. Reg. Piemonte), Alessandro FERMI (Pres. Cons. Reg. Lombardia), Mariadele GIROLAMI, (Cons. Prov. Ascoli Piceno), Arno KOMPATSCHER (Pres. Prov. Aut. Bolzano), Giorgio MAGLIOCCA (Pres. Prov. Caserta), Roberto PELLA (Vicepres. ANCI), Alessandro ROMOLI (Cons. Prov. Viterbo), Donato TOMA (Pres. Reg. Molise), Piero Mauro ZANIN (Pres. Cons. Reg. Friuli-Venezia Giulia).

fonte: Assessorato dell’Economia Regione Siciliana

Misure per la pesca. Con la Guardia Costiera operative le nuove procedure in favore delle imprese

Con il Decreto legge del 17 marzo 2020, n°18 “Cura Italia” è stata prevista l’attivazione di uno stanziamento totale di 100 milioni di euro su un Fondo destinato al settore agricolo e all’arresto temporaneo delle attività di pesca per tutte le imprese.

In questi giorni, il ceto peschereccio italiano è stato destinatario di misure normative governative finalizzate ad agevolare lavoratori e imprese per affrontare la contingente situazione economica connessa all’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Con l’art.78 del Decreto legge del 17 marzo 2020, n°18 “Cura Italia” è stata prevista l’attivazione di uno stanziamento totale di 100 milioni di euro su un Fondo destinato al settore agricolo e all’arresto temporaneo delle attività di pesca per tutte le imprese.
In attesa dei provvedimenti attuativi del Decreto legge, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – MIPAAF,  attraverso la Direzione Generale della pesca marittima e dell’acquacoltura, ha comunque diramato alcune procedure per permettere alle imprese di pesca di accedere alla corresponsione dei contributi che saranno previsti.
L’operatività di dette misure sarà garantita attraverso il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, in ragione della dipendenza funzionale dal MIPAAF, per il quale svolge, oltre alla vigilanza sull’intera filiera della pesca marittima, anche funzioni di gestione amministrativa della flotta da pesca nazionale.
La Guardia Costiera avrà il compito di contribuire alla diffusione delle indicazioni promanate dal Ministero e raccogliere le istanze provenienti dal ceto armatoriale,  svolgendo la funzione di “sportello unico per il mare”, con l’obiettivo di fornire il necessario supporto a tutte le marinerie  nazionali e garantire  un dialogo costante con le imprese interessate dalle misure.
La circolare della Direzione Generale della pesca marittima e dell’acquacoltura riportante le predette misure è presente sul sito del Ministero delle politiche agricole e forestali 
(https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/15265) e sui siti istituzionali dei singoli comandi territoriali della Guardia Costiera.

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