Covid19 e i documenti secretati. Strage di Stato o cosa?

Perché hanno secretato i documenti del Comitato Scientifico? E perché solo oggi li mettono a disposizione della Fondazione Einaudi?

di Paolo Buralli e Giuseppe Cossari – C.T.I.M. Melbourne – Australia

Partiamo subito dicendo che questo articolo ha come obiettivo solo quello di porre domande e riflettere su quanto sta accadendo in Italia riguardo alla secretazione e poi oggi desecretazione dei documenti redatti dal Comitato Scientifico per la pandemia Covid19 e provare anche ad ipotizzare delle risposte che non pretendono in nessun modo di essere neanche verità relativa ma, soltanto opinion e logiche riflessioni personali.

Detto questo se questi documenti non potevano essere di pubblico dominio, è inevitabile ricordare ai tonni, come sono stati menzionati più volte dagli avversari politici,  del Movimento Cinque Stelle che questo tipo di operazioni erano pratiche che venivano fatte da quei Governi che tanto loro hanno disprezzato e che la scatola di tonno che dovevano aprire è stata immediatamente richiusa con punti di saldatura appena hanno poggiato il loro fondoschiena su quelle morbide poltrone del Parlamento Italiano.

Va subito ricordato anche  che le stragi più significative accadute sul territorio Nazionale, Piazza della Loggia, Stazione di Bologna, Piazza Fontana, Ustica ed altre, hanno portato con sé documenti secretati per anni ed anni e quasi tutti mai de-secretati interamente quindi, quando sentiamo la parola “documenti secretati” i dubbi che ci sia una zona nerissima, nera e poi grigia ci porta a chiederci: “Cosa c’è di grosso riguardo questa vicenda per arrivare al punto di proteggere Governo e Comitato Scientifico tramite la secretazione di documenti da loro redatti? Incominciamo a dire che è strano che la secretazione dei documenti del Comitato Scientifico, arrivi dopo l’avvio della richiesta allo stesso Comitato dei parenti delle vittime Covid19, “Noi Denunceremo, verità e giustizia per le vittime del covid19” in Lombardia.

Va anche detto che con la dichiarazione dello stato d’emergenza pubblicato in Gazzetta ufficiale il 31 gennaio 2020, il Governo da quel momento ha deciso unilateralmente di acquisire la totale gestione dell’emergenza sanitaria e quindi ha assunto per legge le responsabilità di quanto sarebbe accaduto da quella data in poi.

Per questo riteniamo che questo atto di secretare dei documenti, che forse potrebbero in qualche maniera provare che le linee ed i protocolli dettati dal Governo tramite il Comitato Scientifico potevano essere errati, è un atto volto a nascondere una grande verità; la conferma che per errori commessi dal Governo sono state condannate a morte migliaia di persone che l’Italia piange ancora oggi, e per questo nuovamente ci domandiamo: “è forse per questa consapevolezza, di essere l’eventuale ed unico colpevole, che il Governo ha agito con la secretazione dei documenti del Comitato Scientifico?”.

Ed a rafforzare le nostre riflessioni in quel senso, sono anche le affermazioni di alcuni medici che dichiaravano nelle settimane successive al grande caos che regnava in quel periodo, in cui hanno perso la vita più di 30.000 persone, non dimentichiamolo, che il problema erano i trombi che si formavano nei vasi sanguigni e non l’apparato respiratorio, di fatto, ammettendo che forse qualcuno aveva perso la vita per l’uso di una terapia errata. Tra le voci che sono rimbalzate qua e la c’è anche quella di un medico che si è spinto oltre in una trasmissione radiofonica del Gruppo Il Sole 24, La Zanzara, diretta da Giuseppe Cruciani e David Parenzo, affermando che l’errore commesso dai protocolli terapeutici era quello di intubare i Pazienti senza, appunto, prendere in considerazione che il problema erano i trombi e che dunque quello sbaglio faceva si che i polmoni venivano completamente bruciati, affermando e gridando in maniera scomposta e arrabbiata: “Li abbiamo ammazzati noi, questa è la verità”.

E dalle affermazioni di quel medico alla Zanzara, ci è tornata in mente la storia di Francesco un ragazzo che nel mese di maggio fu costretto a subire un trapianto perché, secondo l’articolo il coronavirus gli aveva bruciato i polmoni:

“Il coronavirus gli ha bruciato i polmoni ma la collaborazione tra i professionisti di due importanti strutture ospedaliere come l’  IRCCS Ospedale San Raffaele  e il Policlinico di Milano, gli ha salvato la vita.”

Link dell’articolo COVID-19: Francesco salvo grazie a ECMO e trapianto dei polmoni

Continuiamo dicendo che assurda anche fu la scelta forzata di non effettuare le autopsie e cremare per ordinanza i deceduti per Covid19; è risaputo che l’autopsia è l’unico modo che la medicina e la ricerca hanno per investigare e comprendere esattamente il motivo del decesso, per poi attuare un protocollo efficace per curare in maniera corretta la malattia, dunque, perché fu presa questa decisione? 

Coronavirus, il gruppo ribelle dei medici legali: «Fateci fare le autopsie»

Ecco allora, che unendo i puntini, la secretazione dei documenti del Comitato Scientifico, le affermazioni del medico alla trasmissione  La Zanzara ed il trapianto dei polmoni di Francesco, ci appare un chiaro disegno, il fatto che sia possibile che quelle migliaia di morti siano state causate da errori commessi da questo esecutivo e che ancora una volta la politica, con questo atto di secretazione, disattenderà il Popolo Italiano che è sovrano e soprattutto mancherà di rispetto a tutti quei famigliari delle vittime che chiedono a gran voce di comprendere per quale “reale” ragione i loro cari sono morti.  E dal momento che le de-secretazione è avvenuta oggi tramite la fondazione Einaudi ci domandiamo che fine hanno fatto i documenti di cui agli articoli riportati dai giornali in tempo reale

Chiudiamo queste nostre riflessioni esprimendo una vicinanza a tutte le famiglie che hanno perso i loro parenti ed i loro amici in quei maledetti giorni che hanno messo a dura prova il comparto sanitario Nazionale cui oggi il Governo con questo atto, la pseudo de-secretazione dei documenti del Comitato Scientifico, decide di infliggere un’ulteriore ferita, negando con tutta probabilità a queste persone la possibilità di avere risposta alla loro richiesta di verità.

Aggressioni agli operatori della Sanità: il bicchiere è mezzo pieno?

Palazzo Madama ha approvato in via definitiva il Disegno di Legge sulla sicurezza degli operatori sanitari e dunque il cosiddetto “Decreto Aggressioni” è diventato legge dello Stato.

di Luciano Cifaldi, segretario generale Cisl Medici Lazio

Palazzo Madama ha approvato in via definitiva il Disegno di legge sulla sicurezza degli operatori sanitari e dunque il cosiddetto “Decreto Aggressioni” è diventato legge dello Stato.

Il provvedimento rappresenta sicuramente un passo in avanti considerato che da oggi  le violenze contro gli operatori sanitari potranno essere punite con sanzioni da 500 a 5 mila euro e con la reclusione da 4 a 10 anni in caso di lesioni gravi e da 8 a 16 anni in caso di lesioni gravissime.

Per noi della Cisl Medici Lazio è una soddisfazione parziale, una specie di meglio questo che niente. E affermiamo ciò perché il testo definitivo, escludendo la costituzione d’ufficio da parte delle Asl e delle Aziende sanitarie, di fatto priva il lavoratore aggredito della tutela giudiziaria da parte del direttore generale mantenendo a carico del dipendente l’onere economico delle spese legali e l’onere della iniziativa di denunciare l’aggressore, cosa questa che in determinati  territori del Paese può costituire un serio problema per il vivere quotidiano dell’aggredito e dei suoi familiari.

Verrebbe da dire che bisogna quasi essere ammazzati per vedere scattare la pena detentiva.

Va bene ciò che è previsto nella legge ovvero  l’istituzione dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie presso il Ministero della Salute. Va bene pure l’istituzione di una Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, considerato che una giornata dedicata a qualcosa non la si nega a nessuno nel menefreghismo dei tanti.

Scetticismo a parte è evidente che la svolta potrà avvenire sì con la sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso una cultura di condanna della violenza, ma anche con la massima evidenza  sugli organi di stampa delle eventuali condanne agli aggressori. Perché il fenomeno aggressivo non si ridurrà all’istante come per magia ma occorrerà non abbassare l’attenzione su questa battaglia di civiltà e dovremo raggiungere la “tolleranza zero”.

Sulle mozzarelle lanciate contro una dottoressa qualcuno può anche avere fatto ironia, ma sulla frattura alla mandibola di un collega dell’ospedale di Latina, aggredito nei giorni scorsi, c’è davvero nulla da ridere.

Europa, Madre O Matrigna?

Europa.. Europa mia, per pur bella che tu sia non sarai mai casa mia

di Paolo Buralli Manfredi e Joe Cossari – Melbourne Australia

L’Italia è uno dei Paesi fondatori dell’attuale Unione Europea e, più precisamente, della Comunità Economica Europea (CEE) che venne istituita con il trattato di Roma del 25 marzo 1957.

Ed in realtà chi aveva pensato alla Comunità Economica Europea che è l’attuale Unione Europea, aveva in mente una Unione che avesse come obiettivo l’avanzamento dello stato sociale ed economico dei popoli europei, e se ripercorriamo da quella data 1957 effettivamente l’Italia con quel tipo di concetto di UE ha, di fatto, scalato le classifiche mondiali sino ad arrivare ad essere la settima potenza al mondo con un livello di benessere e crescita economica invidiabile persino nell’attuale 2020.

Quando dunque si è interrotto quel processo migliorativo di cui l’Italia era stata artefice e fruitrice? Quando la politica italiana, e precisamente per la volontà di Carlo Azeglio Ciampi e Romano Prodi all’epoca al Governo, decisero di firmare quell’accordo che portò l’Italia nella moneta unica Europea: primo Gennaio 2002. Ed oggi, come ci ricordiamo di quel miracolo economico che da quel lontano 1957 ci accompagnò sino ai tempi di tangentopoli, quando la Magistratura demolì i vecchi partiti, 17 Febbraio del 1992 , unico blocco al nuovo progetto europeistico, non possiamo scordarci che da quel fatidico primo Gennaio 2002, l’Italia anno dopo anno, perse molto del potere economico e politico che era riuscita ad ottenere grazie a quella visione di Unione Europea.   

Fatta questa premessa, torniamo ai giorni nostri dove, non più di qualche settimana fa il nostro Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è tornato dalla Commissione Europea con, secondo lui, un successo storico cioè quello di aver ottenuto un prestito di 209 miliardi di euro. Partiamo dicendo che, gioire per aver contratto un debito di 209 miliardi di euro, già dovrebbe farci pensare che la visione che c’è tra i politici rispetto alle persone normali è distante anni luce; abbiamo visto gente acquistare casa, felice di averlo fatto perché acquistata senza essere obbligati a contrarre un debito, come abbiamo visto gente comprare casa molto preoccupata essendo stati obbligati, per quell’acquisto a contrarre un debito trentennale dunque, da Italiani lo stato d’animo è più vicino a quelle persone che hanno contratto un debito trentennale cioè, non felici ma estremamente preoccupati, sempre che i soldi annunciati in quell’accordo diventino realtà.

Ora però, proviamo a esaminare quella sconfitta, a nostro avviso, venduta come una vittoria; le Nazioni che mal sopportano l’Italia sono i Paesi del Nord Europa e la maggior azionista europea la Germania, unica nei fatti ad aver guadagnato dall’entrata nella moneta unica, che ha sempre considerato i Paesi del Mediterraneo come Paesi da conquistare e, a dirla tutta, questa è la terza volta che prova a conquistarli ed ad allargare il suo dominio, le prime due volte con le guerre mondiali, la terza  in atto ancora oggi con la guerra economica-monetaria.

Dalla negoziazione fatta dal Ministro Roberto Gualtieri ed il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, si è compreso che il successo ottenuto da Conte è in gran parte dovuto alla Germania che è riuscita a convincere i Paesi “frugali” a concedere il prestito all’Italia; dunque la domanda nasce spontanea, perché la Cancelliera Merkel ha aiutato Giuseppe Conte? Noi crediamo che la Cancelliera sappia perfettamente che il “Purosangue” parcheggiato nelle stalle europee, l’Italia, è bene che stia nelle stalle e gli si dia la biada piuttosto che rischiare di lasciarlo andare a correre liberamente tra i mercati mondiali, svincolandolo dalla gabbia della moneta unica, e sa perfettamente anche, che con l’accordo raggiunto molte delle aziende Italiane, concorrenti delle aziende tedesche, con probabilità non riusciranno ad arrivare a Giugno del 2021, quando “dovrebbero” arrivare i soldi del finanziamento concordato raggiungendo così l’obiettivo: rendere la nostra Nazione conquistabile come lo è stata la Grecia dopo la cura della Troika!

Chiudiamo la nostra riflessione dicendo che non crediamo nella gabbia della moneta unica che, di fatto, ha cancellato quella visione che i fondatori dell’Unione Europea avevano in testa e crediamo che l’Europa come era stata pensata da quei visionari non esista più, lo dimostra il fatto che tutti parlano dell’Europa in terza persona non come qualcosa di cui si è parte, ed onestamente se esistesse davvero un Europa l’Italia sarebbe considerata Europa, quindi, per logica non si fa un prestito a sé stessi, si investe denaro per mantenere il proprio patrimonio in ottime condizioni e si cerca di valorizzarlo.

Detto questo, alla domanda nel titolo: Europa, Madre o Matrigna? Possiamo dare solo una risposta: “MATRIGNA SENZA CUORE!”

Autostrade, Atlantia ed il Governo della vittoria di Pirro

Il Popolo Italiano: “Mi resi conto di aver perso nello stesso istante in cui mi dicevano che avevamo vinto”

di Paolo Buralli Manfredi e Giuseppe Cossari. Melbourne – Australia

È proprio vero che chi del potere non conosce i pericoli e la potenza accecante, casca sempre per far la fine del fesso credendo di aver fatto fesso gli altri.

È la cruda vicenda di un ex Ministro che è stato, passateci il termine, “trombato” dai suoi stessi alleati e dirigenti di partito e che oggi, grida al successo per le concessioni delle Autostrade Italiane in revoca ad Atlantia del Gruppo Benetton.

Va detto con forza e convinzione che un Paese che grida al successo per un ponte ricostruito in tempi normali è un Paese che somiglia a un Paese del terzo mondo, ma sapendo che l’Italia è tutto tranne che un Paese del terzo mondo, si può affermare che i governanti attuali, con riferimento all’ultimo decennio, si comportano come se fossimo terzo mondo.

È altresì singolare che un ex  Ministro delle infrastrutture  gioisca per un successo che, nei fatti, è il fallimento di una “classe politica” totalmente incompetente che non è stata in grado di far rispettare le regole contrattuali della concessione firmata con Atlantia e che, anziché far applicare le regole scritte nel contratto, gli revoca la concessione, facendogli uno dei regali più  grandi che gli si potevano fare, tant’è che il mercato azionario dopo l’annuncio ha subito premiato Atlantia con un balzo in borsa del 25% e che ancora oggi sembra tenere un passo tutto sommato positivo. Ma perché il successo venduto dall’ex ministro Toninelli e dai suoi compagni di Governo in realtà è un totale fallimento per il Popolo Italiano?

Il fallimento sta nel fatto che lo Stato Italiano ha concesso al Gruppo Benetton, tramite Atlantia, di acquisire le concessioni autostradali italiane cioè, ha consegnato una struttura in ottime condizioni, un patrimonio pubblico costruito con miliardi di tasse pagate dal Popolo Italiano, ad un soggetto privato con il vincolo contrattuale e l’obbligatorietà di mantenere la stessa in totale sicurezza ed in condizioni ottime.

Ed oggi, grazie alla totale cecità dei governanti attuali, il Popolo Italiano si riprende una struttura in condizioni pessime, che dovrà mettere in sicurezza e ristrutturare completamente a suon di tasse e rincari. Ci si aspettava da un Governo capace che, prima di sospendere la concessione, avrebbe preteso dal concessionario gli adempimenti degli obblighi contrattuali cioè, la manutenzione e la messa in sicurezza di tutta la rete gestita dal concessionario, ma ovviamente nulla di tutto ciò è accaduto e nulla di ciò è stato preso in considerazione da colui che va sbandierando il successo dell’insuccesso, Toninelli appunto  che in un video su Instagram esulta con pollici alzati e pugno chiuso dopo la decisione del governo sui Benetton. Ma di quale vittoria parla costui così concentrato sul suo ego ideologico da non tenere in conto le conseguenze economiche di questa vittoria di Pirro? Oltretutto forse ce lo ritroveremo candidato per i 5S alle future elezioni regionali lombarde.

Non si riesce a comprendere come una persona che è stato Ministro, possa gioire di un insuccesso e possa essere talmente accecato dall’ideologia di partito che addirittura vende questo insuccesso come il suo più grande successo. Ma riflettendo sul fatto che, quando incalzato dalla gente comune, Toninelli invece di rispondere a quesiti politici si trincera in difesa rilanciando il fatto che lui e i suoi colleghi di partito meritano di sedere in Parlamento, e quindi chi se ne frega dei disastri compiuti, solo perché si sono tagliati lo stipendio da Parlamentare, comprendiamo meglio la sua posizione.

Dobbiamo però, per onestà intellettuale, riconoscere a lui ed a tutti i Deputati e Senatori del Movimento 5 Stelle una coerenza ed onestà d’altri tempi, nel senso che, consapevoli forse di non valere i soldi messi a disposizione dallo Stato per i Politici, che dovrebbero accettare di entrare in Parlamento solo se realmente capaci di adempiere a quel ruolo, si decurtano lo stipendio immeritato.

Chiudiamo dicendo che, purtroppo come al solito, chi inevitabilmente pagherà le conseguenze di questo ed altri pasticci commessi da una classe politica con la p minuscola, sarà come sempre il Popolo, quel Popolo Italiano fatto da una maggioranza schiacciante di persone oneste che ancora una volta si era fidata di una novità in politica, M5S, che si era venduta come rivoluzionaria ed innovativa e che invece, nei fatti, con gli intrighi di palazzo ci ha riportato nella parte peggiore di quella Prima Repubblica che pensavamo di esserci lasciata alle spalle e che per colpa dei Toninelli, Renzi, Di Maio, Azzolina, De Michelis, Speranza, Conte & company, ci stanno facendo persino rimpiangere, perché almeno a quei tempi i Politici erano Politici con la P maiuscola quantomeno nel linguaggio e nel modo di dialogare con gli Italiani.

“Il Politico Onesto è il Politico Capace” ed ahinoi, in questo Governo di politici capaci come li intendeva Benedetto Croce, non ve ne traccia alcuna…

Roma, intervento di Enrico Cavallari (Italia Viva) in supporto al commercio su suolo pubblico

Il capogruppo regionale del Lazio, Enrico Cavallari (Italia Viva), chiede alla sindaca Raggi di affrontare nell’immediato le problematiche del commercio ambulante, già oltremodo penalizzato da emergenza Covid19


“Il Comune di Roma apra la porta agli operatori su suolo pubblico e ascolti le loro istanze: la migliore quadra si trova sempre con l’interlocuzione tra lavoratori e amministrazione”.
Così, in una nota, il capogruppo regionale del Lazio, Enrico Cavallari (Italia Viva), che ieri ha ascoltato alcuni partecipanti al presidio in via dei Cerchi in attesa, senza risultato, di essere ricevuti dal Campidoglio.
“Le criticità che intendono affrontare sul tavolo gli operatori sono essenziali per continuare ad esercitare una professione già in gravissime difficoltà ante Covid, figuriamoci oggi – aggiunge Cavallari -. L’amministrazione chiede la certificazione dei cambi sosta, ma poi non è pronta a recepire la documentazione dagli ambulanti; l’ufficio rotazioni ancora è chiuso x Coronavirus; il parco soste è ridotto all’osso a causa delle delocalizzazioni; ci sono operatori che il dipartimento Commercio tiene senza titolo e altri senza turno.
Ma si può lasciare un intero comparto in queste condizioni?”.
“Dal primo agosto gli ambulanti delle rotazioni rischieranno 5 mila euro di multa per operare eventualmente su soste scambiate, trattati come abusivi, perché il Comune non è pronto ad accogliere le istruttorie di programmazione dei cambi!
La Raggi e l’assessore preposto aprano quella porta – conclude Cavallari – e diano un segnale concreto a questi lavoratori, visto quello che hanno passato e che passano con la drastica riduzione del lavoro.
Inoltre, Comune faccia almeno qualcosa in aiuto a questa categoria, abolendo le prossime rate di Tosap (tassa sul suolo pubblico) per il 2020, in linea con quanto già deciso dal Governo per la fase di lockdown.
In vista, peraltro, delle gravi incertezze sulla evoluzione della pandemia e del contesto generale dell’ambulantato in fortissima crisi”.

Premio “Francesco Cossiga per l’Intelligence” a Carlo Mosca.

Manifestazione il 17 agosto 2020 in occasione del decennale della scomparsa del Presidente Emerito della Repubblica, del quale quest’anno sarebbe stato il novantaduesimo compleanno.


La prima edizione del Premio “Francesco Cossiga per l’intelligence” è stata assegnata al Prefetto Carlo Mosca. A comunicarlo nella giornata di ieri, in cui ricorreva il novantesimo anno della nascita di Francesco Cossiga, è la giuria presieduta da Gianni Letta, con Vice Presidenti Giuseppe Cossiga e Mario Caligiuri. L’iniziativa è promossa dalla Società Italiana di Intelligence. Il Premio “Francesco Cossiga” verrà assegnato annualmente a una personalità che si è particolarmente distinta nella diffusione della cultura dell’intelligence nel nostro Paese.
La manifestazione si svolgerà con modalità virtuali alle ore 18 del 17 agosto 2020, in occasione del decennale della scomparsa del Presidente Emerito della Repubblica. Carlo Mosca è stato vice direttore del SISDE dal 1994 al 1996, promuovendo la prima rivista sull’intelligence del nostro Paese “Per Aspera ad Veritatem”. È il Presidente Onorario del Laboratorio sull’Intelligence dell’Università della Calabria.

E’ stato capo di gabinetto dei Ministri dell’Interno Giuseppe Pisanu e Giuliano Amato, Prefetto di Roma, membro del Consiglio di Stato e direttore della Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno. Autore di decine di saggi giuridici sulla sicurezza dello Stato e sull’intelligence. Insegna nelle università italiane e nelle alte scuole dello Stato. il Presidente della Giuria Gianni Letta ha espresso considerazione per la figura del premiato. Il vice Presidente della Giuria Giuseppe Cossiga ha ricordato che è significativo l’annuncio del Premio in coincidenza con il novantaduesimo compleanno del proprio genitore. Il Presidente della Società Italiana di intelligence Mario Caligiuri ha dichiarato che oggi in Italia è fondamentale la diffusione della cultura dell’intelligence perché rappresenta una necessità sociale e culturale.

Palermo firma gemellaggio con Orano, seconda città dell’Algeria

Promotore dell’importante accordo Sua Eccellenza l’Ambasciatore di Algeria in Italia Ahmed Boutache. Soddisfazione del sindaco Leoluca Orlando che così rafforza i rapporti di cooperazione tra le città del Mediterraneo riservando il giusto ruolo a Palermo

di Vanessa Seffer

Palermo e Orano hanno siglato un accordo di gemellaggio a Villa Niscemi, la sede di rappresentanza del Comune, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando e di Sua Eccellenza l’Ambasciatore di Algeria in Italia Ahmed Boutache.

L’intesa prevede di realizzare molti progetti in futuro in ambito culturale, economico e riguardo all’immigrazione, e di rafforzare i rapporti fra la città di Palermo, capitale del Mediterraneo e Orano, seconda città algerina, con il suo importantissimo porto e il suo splendido centro culturale.

“Sono stato a Palermo per una giornata con l’obiettivo di incontrare il sindaco Orlando e discutere con lui sull’avvio di una cooperazione bilaterale decentralizzata in aree di interesse per la Sicilia e alcune regioni algerine. Un progetto di gemellaggio tra le città di Palermo e Orano, la cooperazione nel campo dell’innovazione tecnologica e delle start-up, l’organizzazione di forum aziendali ad Algeri e Palermo sono alcune delle azioni individuate al fine della loro realizzazione il più rapidamente possibile. Verranno mantenuti i contatti con il sindaco Orlando ed i membri del suo Consiglio per un lavoro congiunto a beneficio delle relazioni di amicizia e cooperazione tra l’Italia e l’Algeria”.

Il sindaco di Palermo, dalla sua, ha sempre dimostrato di voler rafforzare i rapporti di cooperazione tra le città del Mediterraneo, confermando quanto Palermo sia luogo di incontro, di accoglienza, che anticipa i tempi rispetto ad altre città italiane in quanto a diritti e dignità

ISTAT: Pompei (Deloitte)Istruzione leva strategica per rilancio.

L’Italia usi i soldi del Recovery Plan anche per investire in formazione STEM

«I dati di Istat su istruzione e occupazione pubblicati oggi sono un campanello di allarme: un Paese con tassi di istruzione così bassi è un Paese che non cresce e non innova. Dobbiamo invertire questo trend, cogliere al volo le opportunità che il Next Generation Plan della Commissione Europea ci offre e usare i fondi del Recovery Plan anche per investire in formazione, con particolare attenzione a quella STEM», lo dichiara Fabio Pompei, Ceo di Deloitte Italia, commentando i dati dell’Istat sui Livelli di istruzione e ritorni occupazionali nel 2019. «Le partite strategiche dei prossimi anni passano proprio dalla capacità di imprese e Stati di innovare: se perdiamo questo treno, perdiamo un’occasione storica».

Secondo i dati Istat, in Italia, nel 2019, la quota di popolazione che possiede almeno un titolo di studio secondario superiore è pari a 62,2%: un valore decisamente inferiore a quello medio europeo (78,7% nell’UE a 28). Non meno ampio è il divario rispetto alla quota di popolazione laureata: in Italia, si tratta del 19,6%, contro un valore medio europeo pari a un terzo (33,2%). Per quanto riguarda i laureati STEM, nel 2019 essi rappresentano appena il 24,6% dei laureati (25-34enni) e il divario di genere rimane molto forte: il 37,3% degli uomini ha una laurea STEM contro il 16,2% delle donne. 

I ragazzi italiani che si sentono a loro agio con le materie tecnico-scientifiche e le scelgono per le loro carriere universitarie sono troppo pochi. La ricerca Deloitte ha cercato di capire i motivi di questo fenomeno: anche se da anni i profili professionali STEM sono sempre più importanti, in Italia è difficile trovarli. Un vero e proprio paradosso, se si considera che, nel 2019, il tasso di occupazione della popolazione laureata raggiunge il livello più alto proprio per l’area medico-sanitaria e farmaceutica (86,8%) e per le lauree STEM (83,6%).

«I dati Istat confermano quello che, come Fondazione Deloitte, abbiamo denunciato: siamo un Paese che spreca talenti e che deve invertire la rotta sul fronte degli investimenti in istruzione e ricerca», aggiunge Paolo Gibello, Presidente della Fondazione Deloitte. «Il nostro impegno per rendere l’Italia più competitiva anche dal punto di vista della formazione e della ricerca non deve fermarsi. Migliorare la qualità del nostro capitale umano significa migliorare l’intero sistema Paese e per questo, come Fondazione, proseguiremo con il nostro impegno su questo fronte. Ma lo sforzo deve diventare collettivo, se vogliamo modernizzare l’Italia e assicurare un futuro migliore alle giovani generazioni».

Recovery Fund, c’è l’accordo, ecco pronto per le donne il “Women in Business Act”

L’ ecosistema imprenditoriale femminile e le azioni per il lavoro delle donne

Gli Stati generali delle Donne, sempre più impegnate in questi giorni con l’Alleanza delle Donne, a redigere un piano concreto di azioni possibili per “ spendere bene” i fondi del Recovery Fund, plaudono all’accordo raggiunto.

Intorno alle 6 di ieri mattina il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha comunicato con un semplice tweet il raggiungimento dell’intesa.

In virtù di quanto previsto dall’accordo sul Recovery Fund, l’Italia porterà a casa 208,8 miliardi di euro così suddivisi:

prestiti: €127,4 miliardi (rispetto ai 90,9 proposti dalla Commissione UE);

trasferimenti: €81,4 miliardi (poco meno rispetto ai 90 iniziali).

E’ stato il nostro Presidente del Consiglio ad annunciare che l’Italia sarà la maggiore beneficiaria del fondo, proprio perché ha subito in modo rilevante i danni dell’emergenza sanitaria del Covid 19.
Ora bisogna mettere in campo le riforme necessarie ad adeguarsi alle raccomandazioni della UE   e rilanciare l’economia, pensando al mondo delle donne.

La crisi COVID-19 e le risposte politiche associate (ad es. il contenimento a casa, l’allontanamento sociale) hanno avuto un impatto significativo su settori dominati dalle donne, come ad esempio l’ospitalità, il turismo e la vendita al dettaglio.

E’ pronto il Women in Business Act, le azioni concrete pensate per promuovere l’ecosistema imprenditoriale femminile, alla luce dei dati presentati in questi giorni da Unioncamere.

Le proposte saranno consegnate alla Ministra Bonetti e contengono le azioni necessarie per rimettere in moto l’economia al femminile. Gli Stati Generali delle Donne con l’Alleanza delle donne sottolineano ancora una volta i benefici attesi di utilizzare il potenziale non sfruttato delle donne imprenditrici, compresa la promozione della crescita economica (fino al 2% del PIL globale secondo le stime) e aumentare la partecipazione della forza lavoro (contribuendo a raggiungere l’impegno dei leader del G20 a ridurre il divario di genere nella partecipazione della forza lavoro del 25% entro il 2025).

E poi? Infrastrutture certamente. Ma infrastrutture dedicate al lavoro delle donne e al miglioramento della qualità della vita delle famiglie.

Le donne hanno bisogno di strutture di quartiere e a domicilio ( per anziani e disabili) a livello anche di condominio anche su modelli di coesione di piccoli gruppi in autorganizzazione ( turnazione / cooperative di assistenza) servizi di qualità garantiti ovunque ( scuola + pullmino e locale attesa x il rientro dei bambini/e ).
Perché oltre ai neonati ( sempre di meno) noi donne abbiamo una marea di attività da assolvere in famiglia anche se composta da 2 persone ( donne single con figli/e)
Manca soprattutto il lavoro ma manca anche il supporto per poter lavorare in serenità, a partire dagli asili nido e pensando anche ai percorsi di studio dei nostri figli e delle nostre figlie.

 

Schirò(PD): accolta la richiesta di rafforzare la promozione culturale all’estero per la ripresa del Paese – SCHIRÒ (PD): Accepted the request to strengthen the promotion of our Culture overseas to recovery of the country

di emigrazione e di matrimoni

Schirò(PD): accolta la richiesta di rafforzare la promozione culturale all’estero per la ripresa del Paese

Il comunicato stampa dell’Onorevole Angela Schirò riguardo la promozione della nostra Cultura all’estero per aiutare il nostro paese nel ricupero dopo la crisi internazionale del COVID19

 

In seguito al nostro articolo recente (vedi:L’Editoria italiana a rischio oblio – Italian publishing risk of oblivion) pubblichiamo questa comunicato stampa dell’Onorevole Angela Schirò riguardo la promozione della nostra Cultura all’estero per aiutare il nostro paese nel ricupero dopo la crisi internazionale del COVID19. Come giornale, ribadiamo il nostro impegno, pubblicato regolarmente in questa rubrica, alla promozione del Patrimonio Culturale più importante del mondo e anche d’essere pronti a svolgere un ruolo attivo non solo nelle promozioni, ma anche di dare alle collettività italiani, in tutti i continenti, l’opportunità di dare anche a loro un ruolo da portavoce della nostra Cultura nei loro paesi di residenze verso i loro vicino non italiani per fare capire al mondo la vera grandezza del nostro tesoro nazionale più importante, la nostra Cultura

“Il Governo, in occasione dell’approvazione del Decreto Rilancio, ha accolto il mio ordine del giorno, sottoscritto anche dalle colleghe La Marca e Quartapelle, nel quale ho chiesto di affrontare in modo concreto e con senso di responsabilità la grave situazione che si verrà a creare nel campo della promozione culturale all’estero, a seguito della fine del Fondo per il sostegno alla promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo, in scadenza nel 2020.

Già in occasione della legge di bilancio, come si ricorderà, con un mio emendamento, ero riuscita ad ottenere in linea di principio la prosecuzione del fondo con una dotazione aggiuntiva di un milione di euro, ma lo stanziamento ottenuto è purtroppo ancora lontano dalla spesa consolidata in questi anni.

La pandemia ha certamente cambiato la scala delle priorità degli interventi, ma proprio le misure messe in campo per favorire la ripresa si muovono nella logica di un rafforzamento della promozione del nostro sistema all’estero per compensare lo shock che il mercato interno sta vivendo.

Sono anni, ormai, che la promozione del sistema Italia nel mondo avviene in modo integrato, vale a dire combinando strettamente promozione economica e promozione culturale, e indebolire tutte le voci di spesa in campo culturale (Istituti di cultura, corsi di lingua degli enti gestori, cattedre di italianistica, borse di studio, ecc.) significa fare danni specifici e frenare la stessa promozione integrata.

Per questo ho chiesto di considerare che una quota dei fondi destinati all’internazionalizzazione sia destinata alla promozione culturale e che, nei prossimi provvedimenti, a partire dalla difficile legge di bilancio 2021, si tenga conto di questa necessità come di un’esigenza non di carattere settoriale, ma generale per gli interessi del Paese.

Il mio impegno, così, si prolungherà nei successivi provvedimenti, con la speranza che diventino sempre di più coloro che ritengono che nel campo della promozione culturale all’estero ci giochiamo occasioni molto importanti per il rilancio del Paese”.

 

di emigrazione e di matrimoni

SCHIRÒ (PD): Accepted the request to strengthen the promotion of our Culture overseas to recovery of the country

Press release by the Honourable Angela Schirò concerning the promotion of our Culture overseas to help our country recover from the international crisis caused by COVID19.

Following our recent article (L’Editoria italiana a rischio oblio – Italian publishing risk of oblivion) we publish this press release by the Honourable Angela Schirò concerning the promotion of our Culture overseas to help our country recover from the international crisis caused by COVID19. As a newspaper, we reaffirm our commitment published regularly in this column to the promotion of the world’s most important Cultural heritage and also to be ready to play an active role not only in the promotion but also to give the Italian communities in all the continents the opportunity to also give them a role as spokesmen for our Culture in their countries of residence to their non-Italian neighbours to make them understand the true greatness of our most important national heritage, our Culture.

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“On the occasion of the approval of the Revitalization Decree the Government accepted my item for the agenda that was also signed by the colleagues La Marca and Quartapelle in which I asked to face in a concrete way and with a sense of responsibility the serious situation that will be created in the field of the promotion of our Culture overseas following the end of the Fund to support the promotion of Italian Culture and language around the world that will expire in 2020.

As will be remembered, already on the occasion of the Budget my amendment was able to obtain an in principle continuation of the fund with an additional allocation of one million Euros but the allocation  obtained is unfortunately still far from the consolidated expenditure in these years.

The pandemic has certainly changed the scale of the priorities of the interventions but the measures put in place to favour the recovery move in the logic of strengthening the promotion of our systems overseas to compensate for the shock that the internal market is experiencing.

For years now the promotion of the Italian system in the world has been occurring in an integrated way, that is combining strictly economic promotion and promotion of Culture, and weakening all the items of expenditure in the field of Culture (Institutes of Culture, language courses by managing bodies, university seats in Italian studies, scholarships, etc) which means causing specific damage and slowing down the integrated promotion itself.

For this reason I asked to consider that a share of the funds destined for internationalization be directed to the promotion of Culture be considered and that the next appropriations, starting with the difficult 2021 Budget, take into account this need as a requirement, not on a sector based character but in the country’s interest in  general.

My commitment therefore will extend to the subsequent measures, with the hope that more and more people will believe that in the field of the promotion of Culture overseas very important occasions for the revitalization of the country will come into play”.

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