Moda all’ombra del Vesuvio

PREMIO “GIOVANI TALENTI DELLA MODA”18° Edizione, PREMIO “ULISSE PER ARTE E INGEGNO” 3° Edizione

Scade venerdì 10 maggio il termine per candidarsi alla 18° edizione di “Moda all’Ombra del Vesuvio” il concorso sartoriale per allievi e diplomati di Istituti d’Arte e Accademie ideato da Annabella Esposito, Presidente dell’Associazione Piazza di Spagna, che assegna i riconoscimenti “Giovani Talenti della Moda” e “Migliore Scuola”. In palio, tirocini e stages presso importanti maison (per informazioni, contattare le pagine Facebook “Associazione Piazza di Spagna” e “Annabella Esposito”). Stessa scadenza anche per partecipare alla terza edizione del “Premio Ulisse per Arte e Ingegno”, un riconoscimento voluto da Enrico Inferrera, Presidente di Confartigianato Imprese Napoli – partner della manifestazione – e portato avanti in collaborazione con ANCoS Napoli e i movimenti Giovani Imprenditori e Donne Impresa, per promuovere l’impegno e il contributo allo sviluppo economico, civile e sociale del territorio da parte di imprenditoriinnovativi iscritti all’Associazione di Categoria. Conferenza Stampa giovedì 16 maggio, alle ore 10.30 presso la sede di Confartigianato Napoli, in Via Medina. La sfilata finale, presentata da Paola Mercurio e Gianni De Somma, si svolgerà venerdì 24 maggio, a partire dalle ore 20.30, presso il MAV-Museo Archeologico Virtuale di Ercolano. L’iniziativa si avvale del patrocinio della Regione Campania e del Comune di Ercolanoe del contributo di Artigiancassa Gruppo BNP Parisbas e Centrale Garanzia Fidi. «In questo momento così difficile, un’Associazione di Categoria deve essere radicata nel territorio, affiancare e sostenere le iniziative e le imprese che creano occasioni per i giovani, affinché possano trovare, a casa propria, le opportunità che il loro talento merita» dichiara il Presidente Inferrera.

Nato per creare occasioni per i giovani, “Moda all’Ombra del Vesuvio” ha contribuito a selenzionare e lanciare giovani stilisti che, grazie al concorso, hanno iniziato a muovere i primi passi in quella che resta una delle prime industrie del Paese e del Mezzogiorno, in particolare. Come Luciano Fiore, 44 anni titolare della “Luciano Fiore Couture”, che ha incontrato l’arte sartoriale inseguendo un’altra passione: il ballo da sala, per il quale comincia a farsi i costumi i costumi da solo ed stato subito amore. «Ho seguito un corso alla Scuola Bassolino dove ho “rubato” quanto più potevo su questo mestiere e nel 2003 ho vinto “Moda all’Ombra del Vesuvio” – racconta lo stilista – Le responsabilità familiari mi hanno impedito di partecipare allo stage, ma aver scoperto che il mio prodotto piaceva mi ha dato il coraggio di mettermi in proprio. É importante cogliere tutte le occasioni ed imparare ad avere pazienza, senza aspettarsi tutto subito». Gabriele Bonomo, 37 anni, diplomato in Oreficeria e laureato in Design Industriale, dopo anni di lavoro presso aziende artigiane come disegnatore free lance, è approdato al mondo delle passerelle vincendo la gare del 2014 che gli ha aperto le porte di un stage alla maison Valentino, diventato poi un viaggio di quattro anni, al termine dei quali ha dato vita al marchio “Jariel”: «Le scuole di moda sono contesti troppo ovattati, imparare a rischiare, invece, è fondamentale per crescere». Annarita Ascione, 21 anni, ha conquistato il premio “Giovani Talenti” nel 2017, quando era studentessa dell’Istituto Degni di Torre del Greco; oggi lavora alla casa di moda Ferdinand e coltiva il suo progetto Ara Moda: «non è facile lasciare la scuola, tutti siamo spaventati, ma bisogna provarci e insistere sempre, partecipando a tutti i concorsi».

Scarpe: i modelli di tendenza della Primavera-Estate 2019

«Ci sono due cose di cui non ne hai mai abbastanza. Buoni amici e buone scarpe».Parola di Carrie Bradshaw.

Quali sono le tendenze della moda calzature Primavera–Estate 2019? Con la bella stagione alle porte è caccia aperta alle scarpe più alla moda della collezione Primavera-Estate 2019, soprattutto ai modelli più cool che trasformeranno il nostro look in un outfit dal tocco decisamente più stiloso.

«Ci sono due cose di cui non ne hai mai abbastanza. Buoni amici e buone scarpe».Parola di Carrie Bradshaw.

Una verità sacrosanta per l’eroina compendio di trend e stile incarnata da Sarah Jessica Parker nella celebre serie televisiva Sex and the City. Una verità, che ogni donna attenta alla sua immagine e alla moda è certamente pronta a sposare, sia da semplice appassionata di scarpe e sia che rientri nella schiera delle vere e proprie “shoeaholic”, cioè chi può vantare nella sua scarpiera oltre sessanta paia di calzature come la nostra amata Carrie.

Quali le tendenze dunque più importanti della nuova stagione?

La risposta arriva dagli esperti di www.escarpe.it, che hanno tracciato alcune interessanti indicazioni sugli orientamenti della moda di quest’anno.

Se le décolleté con il tacco stiletto si confermano come oggetto del desiderio, perché slanciano la figura e conferiscono un allure sexy, i nuovi modelli sfoggiano glitter, colori specialissimi e tacchi design.

Un must have della stagione, però, sono anche le slingback con punta affilatissimae che segnano il grande ritorno del kitten heel, il tacco da 5-6 centimetri nato negli anni ’60 che valorizza anche i polpacci più sodi.

Piume variopinte impreziosiscono i sandali alti, mentre quelli bassi esibiscono frange ondeggianti e dettagli che rimandano al mondo della danza.

Non mancano le calzature nude look con l’uso di materiali trasparenti come nylon e PVC, stivaletti open toe e hanno ancora grande spazio pure le sneakers, nelle tonalità più originali e con maxi suole.

Non vedete l’ora di accaparrarvi uno di questi modelli più cool, delle migliori marche, e magari anche a prezzi imbattibili?

Allora il grande retailer polacco di calzature e-obuwie.pl (in Italia www.escarpe.it) è ciò che fa per voi.

476 brand prestigiosi, 50.000 articoli di alta qualità (non solo per donna, ma anche uomo e bambini) compongono una ricca vetrina da cui scegliere i propri acquisti comodamente online da PC, tablet o smartphone, per poi riceverli nel giro di pochi giorni tramite corriere direttamente a casa. Tommy Hilfiger, Geox, Clarks, Guess, Napapijri, Steve Madden, ma anche Adidas, Converse e Puma sono solo alcune delle marche tra cui orientarsi.

Quando si parla di calzature, tuttavia, non è semplicemente una questione di gusti personali o di moda.

Sono soprattutto il piede e il suo comfort a pretendere attenzione. Alzi pure la mano chi pensa che l’unico modo per evitare di diventare una vittima di scarpe inadeguate sia andare in negozio a misurarle.

Forte della sua esperienza maturata in oltre dieci anni di presenza sul mercato di vendita di scarpe online e sulla base di numerose e qualificate attestazioni come uno degli e-commerce con le performance più elevate a livello europeo, www.eobuwize.pl sfata questo mito.

Attraverso una serie di indicazioni e accorgimenti, infatti, la clientela viene accompagnata nella scelta del numero giusto. Oltre a spiegare il procedimento per prendere la misura di entrambi i piedi, sotto la foto di ogni modello di calzatura è presente una tabella di riferimento che indica in centimetri la lunghezza della soletta interna e il corrispondente numero di scarpa.

Matteo Marzotto riceve il Sigillo di Ateneo dell’Università di Urbino.

L’imprenditore Marzotto, dopo la consegna del Sigillo ha tenuto la lectio magistralis sul tema “Guardando all’intrapresa sostenibile. Tra ‘uomo al centro’ e globalizzazione”.

La cerimonia per il conferimento del Sigillo di Ateneo all’imprenditore Matteo Marzotto si è svolta mercoledì 6 marzo presso l’Aula Magna di Palazzo Battiferri in via Saffi 42 a Urbino. A consegnare il Sigillo è stato il rettore dell’Università di Urbino Vilberto Stocchi.

Il Sigillo di Ateneo è un’onorificenza di grande pregio che l’Università di Urbino in passato ha conferito a celebri personaggi della cultura tra cui il regista Pupi Avati, lo scrittore Andrea Camilleri, lo stilista- imprenditore Piero Guidi e l’imprenditore Oscar Farinetti.

Matteo Marzotto proviene da una famiglia di industriali della lana ed è presidente di Dondup da settembre 2016 e vice presidente di Pogetto Marzotto da marzo 2018.  È stato amministratore delegato di Fiera Vicenza (dal 2013 al 2016) e vicepresidente esecutivo di IEG – Italian Exhibition Group (da ottobre 2016 a novembre 2018). Ha lavorato per quindici anni nelle aziende del Gruppo Marzotto. Tra il 2003 e il 2008 ha avuto l’incarico di direttore generale operativo di Valentino, passando successivamente al ruolo di presidente. Ha acquisito e poi rilanciato  la griffe Vionnet di cui è stato presidente da ottobre 2008 a gennaio 2013. Da agosto 2008 a dicembre 2011 è stato presidente e commissario di ENIT – Azienda Nazionale del Turismo e da giugno 2013 a luglio 2016 presidente della Fondazione CUOA – Centro Universitario Organizzazione Aziendale.

Matteo Marzotto è tra gli ideatori della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica – Onlus di cui è presidente da aprile 2018. Da settembre 2013 è invitato permanente al Consiglio Generale di Nuovi Orizzonti AIPDF – Associazione Internazionale Privata di Fedeli di Diritto Pontificio. Siede in numerosi consigli di amministrazione , tra cui Morellato  Sector e Brunello Cucinelli ed è stato Ambasciatore di Expo Milano 2015.

Dopo la consegna del Sigillo l’imprenditore ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “Guardando all’intrapresa sostenibile. Tra ‘uomo al centro’ e globalizzazione”. Nel suo discorso ha ricordato il nonno Gaetano “uomo al centro’ che gli ha trasmesso la consapevolezza che “il concetto di ricchezza va umanizzato. Essere un uomo al centro all’imprenditore in realtà conviene, ma bisogna capire che creare ricchezza non è soltanto questione di soldi” ha spiegato Marzotto.

Tanti i riferimenti anche alla sorella maggiore Annalisa scomparsa nel 1989, per la quale ha voluto creare la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica e al tema importante della sostenibilità e della salvaguardia dell’ambiente.

Grande lutto nel mondo della moda, è morto Karl Lagerfeld, uno dei più grandi designer dei nostri tempi

Stilista, designer, artista, fotografo, illustratore, icona pop e superstar, Karl Lagerfeld era un instancabile creativo “disegno come respiro…disegno e basta” diceva di sé.  “Kraiser Karl”, l’imperatore della moda, curava personalmente anche le campagne pubblicitarie e le scenografie delle sfilate.

Il celebre stilista Lagerfeld si è spento all’età di 85 anni, la mattina del 19 febbraio all’ospedale americano di Parigi Neuilly-sur-Seine.  Alcune  voci  sul suo precario stato di salute si facevano sempre più insistenti  da quando lo scorso  22 gennaio per la prima volta in tutta la sua carriera, non si è presentato a salutare e ringraziare il pubblico dell’ultima sfilata di Chanel. L’azienda in una nota aveva riferito che lo stilista era “stanco e affaticato”.

Karl Lagerfeld resterà uno dei protagonisti indiscussi della storia della moda internazionale. Non ha mai voluto attirare le simpatie della gente ed è andato avanti preoccupandosi di essere fedele a sé stesso.  È stato l’unico designer a portare avanti tre griffe contemporaneamente: Fendi, Chanel e la linea che porta il suo nome. Ha considerato gli incarichi presso Fendi e Chanel come “una missione”, stringendo forti legami di amicizia con il personale delle due aziende. “Sono profondamente addolorata perché oggi abbiamo perso un uomo unico e un designer senza uguali, che ha dato così tanto a Fendi e a me stessa” ha commentato Silvia Venturini Fendi.

Nato ad Amburgo nei primi degli anni Trenta, si trasferì a Parigi nel 1952 per studiare arte e disegno e in pochi anni il suo talento lo portò a vincere il premio Woolmark Prize. Lavorò dapprima come assistente di Pierre Balmain, nel 1963 passò a Chloé e nel 1965 firmò un contratto a vita con Fendi. Nel 1974 realizzò la sua linea personale Karl Lagerfeld e nel 1983 accettò la sfida di rilanciare Chanel che a dieci anni dalla scomparsa di Coco non viveva un momento facile. Il successo non tardò ad arrivare e grazie allo stilista la maison parigina divenne sinonimo di eleganza e qualità, facendo rivivere lo spirito originario di Coco Chanel, ma  affrontando l’incarico con l’intenzione di non ripetere quello che era già stato fatto.

Lagerfeld è stato anche un grande fotografo e The Little Black Jacket , la sua pubblicazione che raccoglie cento ritratti in bianco e nero sul suo incarico a Chanel  è divenuto il libro fotografico di moda più  venduto di tutti i tempi. Nel 2016 a Palazzo Pitti a Firenze è stata allestita una grande mostra fotografica del designer, sullo Scalone del Moro, attraverso la Galleria Palatina, la Sala Bianca e gli Appartamenti degli Arazzi.

I libri erano una grande passione per lo stilista che  possedeva oltre 300mila volumi  raccolti in  una bellissima biblioteca nella sua casa parigina.  Amava Friedrich Nietzsche (1844 -1900) e ne pubblicò le opere con i commenti dell’autore nella sua casa editrice. Uno dei modelli di riferimento di Lagerfeld è stato il Conte Harry Graf Klesser (vissuto tra il 1868 e il 1937) dal quale prese ispirazione per le camicie  bianche dall’alto colletto. Il suo look personale era iconico e inconfondibile: occhiali scuri, camicia bianca, cravatta con spilla gioiello, capelli bianchi raccolti in una coda, abito nero e guanti neri.

Negli ultimi anni della sua vita si era affezionato alla sua gatta Choupette, divenuta celebre grazie alla capsule collection a lei ispirata,  con esclusivi e ricercati accessori come i berretti a maglia con orecchie di gatto e i mitici guanti senza dita stile Karl.

La maison Chanel in un comunicato ha riferito “È Virginie Viard, la collaboratrice più vicina a Karl Lagerfeld da oltre 30 anni, nonché Direttore dello Studio Creativo di Chanel, a cui Alain Wertheimer  ha affidato il compito di garantire la realizzazione delle collezioni, per continuare a far vivere l’eredità di Gabrielle Chanel e di Karl Lagerfeld”.

È  stata proprio Virginie Viard  a salutare il pubblico dell’ultima sfilata di Chanel, affiancando la modella italiana Vittoria Ceretti in “costume da sposa”. La sua carriera  è iniziata con uno stage presso gli atelier Haute Couture di Chanel nel 1987, quattro anni dopo l’arrivo di Karl. Tra i due è nata subito una grande intesa professionale durata oltre trent’anni. Virginie sarà la prima donna a guidare la maison Chanel dopo Coco.

Micam chiude con buoni risultati ma la produzione del comparto calzaturiero rallenta

Il salone della calzatura di Milano chiude con circa 43mila visitatori e un discreto incremento delle presenze  italiane. Le esportazioni aumentano per il valore arrivando a 9,6 miliardi di euro nel 2018, ma diminuiscono per quantitativi.

L’ottantasettesima edizione di Micam, il salone internazionale del settore calzaturiero promosso da Assocalzaturifici, svoltasi dal 10 al 13 febbraio presso Fiera Milano Rho, ha registrato un’affluenza in linea con l’edizione di febbraio 2018. Aumentano i visitatori italiani ma diminuiscono quelli di alcuni mercati importanti come Russia, Francia e Germania. Gli aumenti più considerevoli sono quelli dei buyer provenienti da Spagna (+10%), Stati Uniti (+35%) e Canada (+38%) che mostrano un grande interesse per i prodotti Made in Italy.

Micam da tre anni ha adottato una campagna di promozione ispirata al tema della Divina Commedia, per raccontare la calzatura come un oggetto del desiderio che scatena passioni sospese tra vizio e virtù. Quest’anno, dopo Inferno e Purgatorio, lo scenario è quello della beatitudine delle sfere celesti del Paradiso.

La manifestazione si svolge due volte all’anno, presentando rispettivamente le collezioni autunno – inverno e primavera – estate dell’anno successivo. L’edizione di febbraio 2019 ha presentato in anteprima le collezioni autunno – inverno 2019 – 2020 di 1.304 espositori di cui 716 italiani e 588 esteri, su una superficie totale di circa 63.000 metri quadrati.

Tra le iniziative più importanti della kermesse rientrano: “Emerging Designer”, un angolo dedicato alle collezioni di dodici nuovi talenti nazionali ed internazionali, selezionati da una giuria di esperti; “Micam Awards”, i premi consegnati per questa edizione dallo stilista Tommy Hilfiger; le sfilate, che hanno presentato tutte le tendenze per il prossimo autunno – inverno; i seminari in cui sono stati trattati vari temi, dagli scenari commerciali alle tendenze delle prossime stagioni.

La ripresa del settore calzaturiero però è ancora lontana secondo quanto evidenziato dai dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda e diffusi da Assocalzaturifici alla vigilia di Micam.

Nel 2018 il numero delle imprese attive ha avuto un calo del 4,3% (203 calzaturifici in meno) con una perdita di 920 occupati (-1,2%) rispetto al 2017.

Annarita Pilotti, presidente di Assocalzaturifici ha ribadito la necessità di difendere l’eccellenza del manifatturiero italiano per tutelare un importante patrimonio economico e culturale del nostro Paese e rivolgendosi al Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio presente all’inaugurazione di Micam, ha chiesto nuove misure a sostegno del calzaturiero.

Gli abiti di Cinzia Diddi dal set di “Tutto liscio” a Hollywood.

La stilista pratese ha firmato gli abiti del cast dell’ultimo film di Igor Maltagliati, che verrà presentato in anteprima mondiale al Los Angeles – Italia Film Fashion and Art Fest.

Di Rossella Langone

Sono di Cinzia Diddi gli abiti indossati dal cast del film “Tutto liscio” di Igor Maltagliati, con protagonisti Maria Grazia Cucinotta e Piero Maggiò e un cast costituito, tra gli altri, da Ivano Marescotti, Raoul e Mirko Casadei, Giuseppe Giacobazzi, Samuele Sbrighi e Serena Grandi.

Cinzia Diddi ha frequentato sin da bambina il reparto sartoria dell’azienda paterna, appassionandosi al settore moda e acquisendo le prime nozioni di quello che sarebbe stato il suo mestiere. L’arte di disegnare e creare abiti per Cinzia Diddi è diventata passione, divertimento e lavoro, ma fa parte di un contesto professionale più ampio in quanto la stilista cura l’immagine, migliorando l’aspetto non solo per l’abbigliamento, ma anche per quel che riguarda il trucco, l’acconciatura, il modo di presentarsi e di muoversi dei propri clienti.

Il film è ambientato a Rimini ed ha come protagonista Brando Lembo, gestore di un’orchestra ereditata dal padre, i “Tutto liscio”. Brando è separato con una figlia ed ha una relazione sentimentale con Luana, la cantante del gruppo. “Tutto” sembra andare “liscio” fino a quando Brando e la band salgono sul palco in ritardo e senza Luana, che li ha lasciati per seguire un uomo di successo, il produttore discografico Carreri. In un periodo di difficoltà Brando recupera il rapporto con la figlia e capisce che i ragazzi del gruppo non sono solo colleghi, ma soprattutto amici.

“Quando ci uniamo agli altri con lo spirito di diversi corpi, stessa mente, diamo prova di essere brillanti vincitori, diventiamo dei fiori umani sbocciati grazie al potenziale intrinseco che esiste in ogni essere. Unirsi con questo spirito ci porta a vincere in modo naturale… Questo è accaduto nel film “Tutto liscio” ed è stata magia… Un grande onore aver partecipato al film attraverso i miei abiti” ha commentato la stilista.

Il film “Tutto liscio” sarà presentato in anteprima mondiale alla quattordicesima edizione del Los Angeles – Italia Film Fashion and Art Fest, in programma ad Hollywood dal 17 al 23 febbraio 2019. Maria Grazia Cucinotta   avrà il ruolo di presidentessa del festival e sarà affiancata da Hyma Washington, ex presidente degli Emmy e da Igino Straffi, il re dell’animazione italiana fondatore di Rainbow e papà delle Wings.

La manifestazione si svolgerà presso il Teatro Cinese di Hollywood e sarà dedicata al grande regista Francis Ford Coppola, che il prossimo 7 aprile compirà ottant’ anni ed alla città di Matera, capitale europea della cultura 2019.

Los Angeles –Italia 2019 è promossa dall’Istituto Capri nel mondo con il sostegno del MIBAC ( Ministero per i Beni e le Attività Culturali), Dg Cinema, il patrocinio di MAECI (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale), la partecipazione dell’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) insieme a Intesa San Paolo, Ambi Media Group, Tatatu, Rainbow Group, Rai Com, Medusa e Isaia.

Milano Unica riconferma l’impegno per la sostenibilità.

Il filo conduttore della ventottesima edizione del salone del tessile è stato  “Sustainable Innovation”, la sostenibilità di processo, innovazione fondamentale per una produzione rispettosa dell’ambiente.

Milano Unica, la fiera di riferimento dei tessuti e degli accessori di alta gamma per l’abbigliamento uomo e donna, svoltasi dal 5 al 7 febbraio presso i padiglioni di Fiera Milano a Rho, ha avuto inizio con una cerimonia inaugurale con la partecipazione, tra gli altri, di Ercole Botto Poala, presidente di Milano Unica, Roberto Luongo, direttore generale Ice (Istituto Commercio Estero), e Masahiko Miyake, presidente JFW (Japan Fashion Week).

La manifestazione è nata nel 2005, dalla fusione di cinque eventi fieristici che nel corso degli anni hanno dato grande risalto al tessile italiano ed europeo nel mondo: Idea Biella, Idea Como, Moda In, Shirt Avenue e Prato Trade. L’edizione di febbraio 2019 ha presentato le collezioni tessili e accessori  di alta gamma per la stagione primavera – estate 2020.

Da tre edizioni la sostenibilità è al centro di un progetto che coinvolge un considerevole numero di aziende impegnate nella valorizzazione dell’industria tessile , abbigliamento e moda, attraverso processi sostenibili.

L’Area Sostenibilità in fiera ha esposto una selezione di circa 120 aziende che utilizzano innovazioni sostenibili e circa 700 campioni di tessuti e accessori. Particolare risalto è stato dato alle imprese che hanno elaborato un progetto a lungo termine sui sistemi di gestione integrata dei processi sostenibili. I campioni di prodotti in esposizione erano accompagnati da cartellini indicanti i codici identificativi, le categorie specifiche di innovazione sostenibile e i dati delle aziende produttrici. Per ricevere ulteriori dettagli sui prodotti e sulle aziende basterà rivolgersi al  team “Ask Me”, presente in fiera e  consultare il Catalogo del Processo Sostenibilità, con tutti i dati, gli approfondimenti e le analisi sulle aziende partecipanti e sui prodotti, disponibile in versione stampata e in versione digitale sul sito di Milano Unica.

La kermesse ha offerto una panoramica completa del mondo del tessile,  dalla storia all’innovazione, lasciando tanto spazio alla creatività che è appunto il nucleo centrale dell’Area Tendenze in cui sono stati proposti i nuovi trend dell’edizione. Per la primavera – estate 2020 il tema è Music Menu, in merito al quale le aziende espositrici hanno presentato dei prodotti ispirati dalla musica e dal cibo, creando nuovi e ricercati accostamenti.

Tra le Aree Eventi le Aree di Sintesi sono forse le più importanti poiché hanno incluso i campioni più rappresentativi di ogni azienda partecipante, raccolti in visual espositivi e curati direttamente dagli espositori.

I Progetti di Contenuto, realizzati in collaborazione con i partner e gli sponsor, hanno offerto iniziative importanti soprattutto per i giovani a cui Milano Unica dedica la seconda edizione di Eyes on Me, una vetrina per designer usciti dalle scuole di moda e Back to School, un incontro con un grande professionista del mondo della moda.

Nella sezione Aree Speciali   presenti l’Osservatorio Giappone, che ha celebrato la decima  partecipazione a Milano Unica, con 31 espositori rappresentanti della produzione d’alta gamma giapponese, l’Osservatorio Corea con 15 aziende coreane e Origin Passion and Beliefs , per la manifattura italiana del comparto moda e accessori.

Il Premio Santo Stefano di Prato per la prima volta è stato ritirato da tre aziende del comparto tessile.

Brunello Cucinelli ha consegnato gli “stefanini” alle aziende Cofil, Ritorcitura Vignolini e Valbisenzio tessitura a navetta.

La nona edizione del Premio Santo Stefano si è svolta il 2 febbraio presso l’Auditorium della Camera di Commercio di Prato. L’imprenditore – stilista umbro Brunello Cucinelli ha consegnato ai titolari delle aziende vincitrici, i  premi noti come “stefanini”, opere uniche e originali in bronzo fuso realizzate dall’artista Gabriella Furlani.

I premi sono andati a Massimo e Federico Corrieri di Cofil Filati, Moreno e Emiliano Vignolini di Ritorcitura Vignolini e Marco e Andrea Cini  di Valbisenzio tessitura a navetta.

Il Premio Santo Stefano è nato in un periodo di grande crisi economica, per dare attenzione e risalto alle aziende pratesi  di successo, operanti nel rispetto dei dipendenti e delle regole della concorrenza. L’iniziativa, lanciata dalla Diocesi di Prato, è stata subito accolta dalle istituzioni locali quali Comune, Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.

Dal 2011 ad oggi sono stati assegnati trentacinque premi ad aziende locali, tra cui ben ventidue appartenenti al settore tessile – abbigliamento.

Brunello Cucinelli ha da sempre concepito la sua attività di imprenditore come un’opportunità per diffondere gli ideali del “Capitalismo Umanistico” e si è impegnato affinché la memoria di un fattore umanistico come appunto è l’artigianato, venisse conservata e tramandata negli anni. Nel discorso che ha tenuto in occasione della celebrazione del Premio Santo Stefano Cucinelli ha invitato gli imprenditori a “non avere paura” ed essere sempre “diversi, aperti, geniali”, a investire in prodotti di qualità ed a guardare con positività al futuro, in quanto custodi di un mondo che lasceremo alle generazioni a venire.

Per la prima volta il Comitato Promotore dell’evento ha voluto premiare anche una realtà emergente ed il premio è stato attribuito al brand Rifò di Niccolò Cipriani,  produttore di  capi e accessori di alta qualità, realizzati con fibre tessili 100% rigenerate, trasformando i vecchi maglioni di cashmere in un nuovo filato con il quale realizzare, a chilometro zero, morbidi e soffici prodotti.

Moda: Maison Signore acquisisce “Le Spose di Sofia” e lancia “Sofia Haute Couture”

L’azienda leccese entra a far parte della casa di moda leader nel bridal fashion artigianale e Made in Italy. Nel 2017 Maison Signore aveva acquisito lo storico brand di Putignano Giovanna Sbiroli

Continua la crescita di Maison Signore anche attraverso le acquisizioni, anche stavolta in terra pugliese. L’ultima operazione si chiama “Le Spose di Sofia”, azienda leccese famosa ed apprezzata per il prodotto di qualità tutto made in Italy, con una capillare penetrazione nel mercato nazionale.
A seguito della possibile chiusura dell’azienda o vendita a player internazionali del settore, Maison Signore ha rilevato l’impresa, assicurando così continuità di lavoro ai 20 dipendenti ed a tutto l’indotto.
L’azienda, guidata dall’amministratore Gino Signore si avvia a rilanciarla dopo aver operato un restyling del brand che diventa “Sofia Haute Couture” e della linea, resa più attuale e fashion oriented.

“Con l’acquisizione della Spose di Sofia- dichiara l’amministratore di Maison Signore Gino Signore – aggiungiamo un’ulteriore tassello alla nostra strategia di crescita per linee interne ed esterne: stiamo sviluppando sempre di più le nostre attività di internazionalizzazione e di crescita nei nostri mercati di riferimento sempre mantenendo salda la nostra presenza nel mercato domestico e parallelamente stiamo valutando ulteriori realtà produttive ed ulteriori brand del nostro made in Italy, artigianale e di alta qualità, da acquisire.
La nuova collezione è frutto di una selezione accurata dei migliori materiali, con abiti realizzati esclusivamente nei laboratori aziendali e realizzati su misura in modo da poter esaudire i desideri e soddisfare le esigenze di ogni sposa”.

Per Maison Signore, azienda capace di conquistare la leadership di settore nella produzione artigianale di abiti da sposa, continua così un’espansione che va di pari passo con la salvaguardia del made in Italy, in particolar modo se prodotto al Sud. In Puglia, nel 2017, Maison Signore ha già rilevato lo storico brand Giovanna Sbiroli, da oltre mezzo secolo icona nel mondo dell’alta moda sposa, aprendo un’unità produttiva a Putignano,  capitale del bridal dove si realizza più del 40% della produzione italiana del settore.

“Con Sofia Haute Couture – dichiara il direttore creativo di Maison Signore Vittoria Foraboschi – in piena coerenza con lo stile dei brand di Maison Signore, la qualità italiana, fatta di materie prima d’eccellenza ma anche di eleganza e di stile, si propone alla portata di un vasto pubblico, con un grande assortimento di abiti meravigliosi che fasciano le silhouette esaltandone la femminilità. I modelli spaziano tra volumi ampi e forme sinuose e avvolgenti, per abiti dalla vestibilità essenziale e sofisticata: lavorazioni in pizzo si alternano a tessuti lasciati nudi, sobri, resi unici dal taglio e dalle linee.”

Maison Signore
Più di quaranta anni di attività nel mondo del bridal fashion, più di duemila metri quadrati di showroom tra gli Atelier di Napoli, Aversa e Caserta, quattro collezioni e più di quattrocento modelli diversi di abiti da sposa ogni anno: sono alcuni dei numeri di Maison Signore. (www.maisonsignore.it)
Fin dal 2014 l’azienda ha arricchito la sua proposta aggiungendo alle collezioni Signore Excellence e Victoria F, che hanno reso celebre e portato al successo la Maison, e la collezione “Seduction” per le spose che osano anche nel giorno del proprio matrimonio e non vogliono passare inosservate.
Gli abiti di Maison Signore sono interamente Made in Italy e realizzati rigorosamente a mano da sarte e ricamatrici esperte. Tra i punti di forza dell’azienda, la personalizzazione del prodotto: a richiesta, tessuti, materiali e pietre preziose possono essere scelti dalle clienti.
Maison Signore è così diventata un punto di rifermento nel settore ed oggi i suoi abiti sono nei più importanti showroom italiani, degli Stati Uniti e del Far East. Tra i successi più recenti, il trunk show di Maison Signore da Kleinfeld a New York, il tempio dell’alta moda sposa degli Usa ha dedicato più di una settimana alla Maison, che ha presentato in anteprima assoluta le nuove collezioni e ha fatto conoscere alle esigenti spose americane il design, l’artigianalità e la professionalità italiana, che la caratterizzano come un unicum nel suo campo di attività.
Per le future spose, affidarsi alla Maison Signore vuol dire, non solo indossare un abito esclusivo, ma anche ricevere una consulenza stilistica completa, mirata a rendere il proprio matrimonio un evento indimenticabile.

Moda: Alessandra Guffanti (Guffanti Concept) vince il GGI Award di Assolombarda

 “Il riconoscimento della giuria per la sezione Pmi al Femminile va ad Alessandra Guffanti per l’eccezionale attenzione profusa nello sviluppo e nella crescita delle risorse umane, in gran parte costituito da giovani donne, all’interno della propria azienda.”

“Il riconoscimento della giuria per la sezione Pmi al Femminile va ad Alessandra Guffanti per l’eccezionale attenzione profusa nello sviluppo e nella crescita delle risorse umane, in gran parte costituito da giovani donne, all’interno della propria azienda.”Questa la motivazione del premio GGI Award assegnato dai Giovani Imprenditori di Assolombarda ad Alessandra Guffanti di  Guffanti Concept.
La Guffanti, appassionata imprenditrice,  opera nel settore da più di vent’anni guidando la direzione commerciale, internazionalizzazione e marketing dell’azienda.
E’ stata presidente del Gruppo giovani Imprenditori di Sistema Moda Italia.
Guffanti Concept è la piattaforma strategica per la distribuzione del fashion capace di supportare i brand della moda donna, sposa e bambino nella fase di produzione, comunicazione e crescita nei mercati  in Italia e all’estero.

Con più di 10 milioni di euro di fatturato generato nel 2018 e più di 17 milioni di giro di affari, con incidenza estero superiore al 40%, l’azienda, grazie anche ad un team multiculturale di più di 40 persone tra italiani, russi, cinesi, coreani e arabi, è stata capace di innovare il mondo della distribuzione internazionale del fashion collocandosi come partner strategico delle aziende a monte e non a valle delle scelte. Lo showroom, fondato a Milano nel 1989, ha come principali mercati di distribuzione di brand italiani e internazionali: Italia, ex Urss, Great China, Corea e Middle East.

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