Dal 6 al 9 ottobre a Padova TECNOBAR&FOOD 2018 a tutta… BIO

E’ iniziato il conto alla rovescia per l’edizione 2018 di TECNOBAR&FOOD, il salone biennale professionale per alberghi, ristoranti, bar, attrezzature alberghiere, prodotti alimentari e tecnologie. Il taglio del nastro SABATO 6 OTTOBRE, naturalmente all’interno dei padiglioni di Padova Fiere. L’evento proseguirà fino al 9 ottobre.

Uno spazio dedicato alla presentazione delle eccellenze enogastronomiche biologiche dei produttori italiani. Dall’olio al vino, dalla pasta alle marmellate: un giro del gusto lungo tutta la penisola per offrire ai visitatori prodotti certificati di qualità, e la possibilità di riscoprire tradizioni, sapori e sapori di una volta.

La 16^ edizione di TecnoBar&Food 2018, che si terrà dal 6 al 9 ottobre all’interno dei padiglioni di Padova Fiere, si rinnova introducendo un nuovo settore dedicato ai produttori di eccellenze biologiche. La nuova area si chiamerà infatti, LE TERRE DEL BIO, e sarà uno spazio dedicato alla presentazione delle tipicità enogastronomiche biologiche dei vari territori italiani. I produttori presenti sono stati selezionati non solo secondo il criterio della certificazione biologica, ma anche tenendo conto dell’elevata qualità e tipicità dei loro prodotti, in modo da poter presentare ai visitatori il meglio della gastronomia territoriale. Saranno presenti oltre 60 aziende provenienti da tutta Italia.

Ampio spazio alle degustazioni – grazie anche alla collaborazione della scuola alberghiera “Pietro D’Abano” e la città di Abano Terme partner d’eccezione – che gestirà l’area Cooking Show, fino alla realizzazione di punti di assaggio presso gli stand e alla creazione di Focus Point dedicati a specifici settori, quali olio, vino, farine, colazioni e cocktail, studiati appositamente per il visitatore professionale. Gli interessati potranno prendervi parte gratuitamente: Le terre del Bio, infatti, si propone come occasione per permettere agli operatori professionali e al pubblico generico non solo di entrare in contatto diretto con prodotti di qualità, ma anche di conoscere l’aspetto culturale legato ai prodotti stessi e di usufruire di punti di consulenza e formazione per approfondire alcune tematiche.

Particolarmente importante la presenza del territorio veneto, che verrà rappresentato da diverse aziende (circa una decina) e associazioni territoriali, portavoce della cultura enogastronomica della regione, con i suoi vini, le diverse qualità di olio, la pasta e il settore ortofrutticolo.

Altre specialità provenienti da diverse regioni saranno presenti, come ad esempio: i peperoni cruschi della Basilicata, le olive ascolane delle Marche, l’olio e le mandorle di Puglia e Sicilia, i pomodori e le conserve della Campania, il sidro e lo speck dell’Alto Adige. E la pasta, grande protagonista della tavola italiana, realizzata con farine di grani antichi, oppure con farine di legumi.

La scuola alberghiera “Pietro D’Abano” realizzerà, per tutta la durata della manifestazione, un percorso dei sapori italiani organizzando degustazioni e showcooking con i prodotti degli espositori, aperti sia al pubblico che ai professionisti, offrendo anche ogni mattina un buffet di colazioni bio e ogni sera un aperitivo bio.

Il buffet inaugurale verrà offerto dal Consorzio TerrEbio, partner della manifestazione, primo esempio in Italia di Consorzio costituito da soci provenienti dalle diverse regioni italiane, con una merceologia diversificata e orientata alla presentazione delle tipicità regionali.

Di particolare importanza la giornata di lunedì 8 ottobre dedicata agli albergatori, realizzata anche in collaborazione con le associazioni di categoria del territorio, che vedrà la realizzazione di diversi appuntamenti appositamente dedicati a questo settore, come per esempio il convegno di Casa Clima sul tema della riqualificazione in chiave di efficienza e di sostenibilità degli hotel che si occupano di benessere.

Importante anche la collaborazione con Ecolabel EU (marchio di certificazione ecologica della Comunità Europea) che sarà presente in fiera nelle giornate di lunedì 8 e martedì 9 per fornire tutte le informazioni necessarie sulle loro attività.  https://tecnobarfood.it/

Assaggiatori di Olio, il corso del CAPOL

Dal 15 al 27 Ottobre, presso il Consorzio ASI di Latina. 7 giornate formative per un totale di 35 ore. Novità dell’edizione 2018: il modulo dedicato alle proprietà nutraceutiche dell’olio extravergine di oliva.

Nell’ambito delle proprie attività formative il CAPOL – Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina, in collaborazione con l’ASPOL – Associazione Provinciale Produttori Olivicoli Latina, organizza il Corso professionale riconosciuto per Assaggiatori di Olio Vergine ed Extravergine d’oliva – edizione 2018,rivolto a produttori, frantoiani, commercianti del settore, ristoratori, tecnici e appassionati. L’iniziativa è patrocinata dalla Camera di Commercio di Latina e dal Consorzio per lo Sviluppo Industriale Roma-Latina.

Gli incontri si svolgeranno dal 15 al 27 Ottobre 2018 presso la Sala Conferenze ASI (Strada Carrara 12/A,Località Tor Tre Ponti, Latina). Sono previste 7 giornate formative (15, 17, 19, 20, 23, 25, 26, 27 Ottobre) per una durata complessiva di 35 ore. La domanda, debitamente compilata su apposito modello e corredata dalla fotocopia di un documento d’identità, dovrà pervenire al CAPOL per e-mail (capol.latina@gmail.com) oppure tramite Fax (0773.690979). Contatti: 329 812 0593 e Pagina Facebook del CAPOL.

In programma laboratori pratici di assaggio e analisi organolettica, visita didattica in frantoio, lezioni teoriche sul quadro normativo nazionale e comunitario e utili approfondimenti sui metodi di valutazione sensoriale degli olii e sulle tecniche di coltivazione, trasformazione, confezionamento, etichettatura e conservazione. Quest’anno è stato introdotto un modulo dedicato alle proprietà nutraceutiche dell’olio extravergine di oliva.

Interverranno in aula: Luigi Centauri, Presidente del CAPOL e Capo Panel CAPOL; Alberto Bono, agronomo; Paolo Mastrantoni, consulente per le aziende olivicole; Maurizio Servili, professore ordinario dell’Università degli Studi di Perugia – Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali; Alessandro Rossi, Presidente LILT Sez. Latina – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori; il team di assaggiatori professionisti del CAPOL.

Al termine del percorso si svolgerà la cerimonia ufficiale di chiusura dei lavori presenziata dalle autorità territoriali. Tutti gli iscritti riceveranno l’attestato di partecipazione mentre a coloro i quali hanno superato le prove d’esame verrà consegnato il diploma di Idoneità Fisiologica che permetterà agli interessati di accedere al 2° livello, necessario per l’iscrizione all’Elenco nazionale di tecnici ed esperti degli oli di oliva vergini ed extravergini.

Cori di Nero Buono. L’Arte e la Musica nel Lazio delle Meraviglie

Il progetto che vede protagonista il vitigno autoctono locale è stato presentato dall’ente lepino alla Regione Lazio in risposta al bando per l’ottenimento dei contributi per la realizzazione di eventi, feste, manifestazioni e iniziative turistico – culturali.

In risposta al bando “Lazio delle Meraviglie”, il Comune di Cori (LT) ha presentato alla Regione Lazio il progetto inerente la manifestazione “Cori di Nero Buono”, che ha come protagonista l’antico vitigno autoctono coltivato quasi esclusivamente nel suo territorio, di cui ne rappresenta l’identità vinicola, recuperato e rilanciato dalle tre cantine coresi che lo trasformano in vini rossi di qualità certificata dai marchi DOC e IGT.

Nella proposta redatta dall’Assessorato all’Agricoltura dell’ente lepino insieme allo Sportello Unico per le Attività Agricole, l’iniziativa – sostenibile, perché aderente alla campagna Plastic Free – dovrebbe svolgersi il 6 e 7 Ottobre. Con la partecipazione di altri operatori locali, la kermesse enologica arriverebbe a coinvolgere anche gli altri prodotti tipici e il patrimonio culturale della Città d’Arte.

L’idea è sviluppare percorsi di visita, anche guidata, a partire da tre epicentri di degustazione – piazza del Tempio d’Ercole, sagrato della Chiesa di Santa Maria della Pietà, chiostro del Complesso Monumentale di Sant’Oliva. La due giorni prevede poi un convegno con esperti del settore e un concerto finale. Probabile cornice le esibizioni dell’arte del maneggiar l’insegna, le musiche e i balli rinascimentali, la polifonia sacra e profana.

“L’evento si inserisce in un disegno più ampio dell’attuale Amministrazione comunale, finalizzato a rafforzare, tutelare e valorizzare il processo di apertura e fruizione turistica fidelizzata del paese – spiegano il Sindaco Mauro De Lillis e l’Assessore Simonetta Imperia – tutto ciò a partire dalle nostre risorse agroalimentari, da mettere a sistema e integrare sia con le altre eccellenze nostrane che con le diverse istituzioni e i territori limitrofi.”

Intervista a Ornella Fado che porta il vino italiano nel mondo con ‘Brindiamo!’

Ornella Fado, italiana doc, è molto conosciuta negli USA per la sua passione per il vino ed ecco cosa ci racconta della sua vita.

di Francesca Rossetti

“Ornella Fado oggi e` una donna di 52 anni, con una figlia fantastica di 25, un uomo  straordinario accanto, ed una carriera disegnata su misura. L’interesse per il vino nasce in modo naturale dato che il mio programma televisivo si chiama Brindiamo!, con un titolo del genere non si può non parlare di vino.”

Da Napoli a New York: ci parli della sua splendida parabola ascendente dall’Italia agli States.

“Napoli è la mia città natale, ma la mia parabola, come la chiama lei, è iniziata da Roma. A 6 anni mi sono trasferita da Napoli a Paola, e a 17 anni  a Roma per iniziare la mia carriera di ballerina classica con Diana Ferrara, étoile del teatro dell’Opera.

Negli anni successivi, spinta dalla curiosità di sperimentare aspetti nuovi del mondo dello spettacolo, ho avuto il piacere di lavorare con grandi artisti italiani in favolose produzione televisive e teatrali, da “Fantastico 6” con Lorella Cuccarini e Pippo Baudo, ad “Un Altro Varietà” e “Cinema che Follia” di Antonello Falqui, da “Rinaldo in Campo” con il grande Massimo Ranieri, ad “Aggiungi un Posto a Tavola” con Johnny Dorelli. Un altra tappa importante della mia carriera in Italia è stata la mia esperienza televisiva come conduttrice televisiva per GBR, la prima televisione privata della regione Lazio, sono stata il volto del canale per alcuni anni e probabilmente quell’esperienza ha segnato il corso della mia carriera come conduttrice televisiva oggi.

Ma lo spettacolo che ha cambiato il corso della mia vita è stato “A Chorus line”: nel  1991, durante le prove dello show, ho incontrato la persona che sarebbe poi diventata il mio futuro marito ed il papà di mia figlia: era il direttore di musica dello show ed è americano, ed eccomi a New York, 27 anni dopo.”

Quali sono le persone più importanti che hanno segnato la sua carriera?

“Mia Madre, è stata la persona che ha supportato il mio sogno di volere diventare una ballerina e che mi ha sempre detto che nella vita è importante realizzare i propri sogni. Negli ultimi 30 anni è il suo spirito  che continua ad ispirarmi ad essere the “ best of me” , e le parole di incoraggiamento di mia figlia mi servono per continuare a sfidare avventure nuove. Ovviamente tutte le persone con cui ho avuto il piacere di lavorare hanno in qualche modo segnato la mia carriera, se hai la fortuna di lavorare sin da giovanissima con la “crème de la crème”, diventa naturale avere uno standard lavorativo e professionale molto alto.”

Come nasce Brindiamo e come è recepito il vino italiano dai newyorkesi?

“Brindiamo! nasce dalla mia voglia di creare un programma televisivo che raccontasse il successo di noi italiani all’estero. E’ filmato in lingua inglese, ha fatto il debutto televisivo nell’Ottobre del 2005 su NYC MEDIA e molto presto sarà su AMAZON VIDEO, disponibile in streaming  in oltre 60 paesi nel mondo compresi il Canada, l’ Australia e l’ Inghilterra, oltre agli Stati Uniti ovviamente.

Brindiamo! inoltre ha la missione di cancellare gli stereotipi che ci hanno accompagnato durante questi anni con programmi televisivi tipo“ Jersey Shore” ed i centinaia di film sulla Mafia.

Con Brindiamo! racconto il buon cibo, la ristorazione italiana autentica ma anche lo style  di vita italiano, Brindiamo! inoltre dà il benvenuto alle celebrità italiane che visitano New York per lavoro o per vacanza.

Il vino italiano a New York  sta vivendo un momento davvero fantastico, sulle tavole di ristoranti americani si trovano un’ incredibile varietà di vino italiano, dal prosecco al rosé ai classici rossi e bianchi, sono moltissimi gli importatori di vini italiani che vogliono entrare nel mercato americano e la competizione certamente non manca.”

Che cos’è Kids on Broadway?

“Kids on Broadway” è un mio “vecchio” progetto, nato da un’ esigenza precisa, offrire classi di danza, hip hop, tiptap, musica e recitazione a bambini professionisti che lavoravano nel mondo dello spettacolo.

Questo progetto nasce grazie a mia figlia Carolina, che da piccola era una “show bizkid” .

La dieta mediterranea negli States

“Se ne parla tanto! Infatti proprio in un mio ultimo programma televisivo girato da Eataly con protagonista la regione Calabria, abbiamo trattato l’argomento della Dieta mediterranea ed i vari benefici legati al vivere in modo sano.”

Ci può raccontare qualche aneddoto legato a Vip italiani e che cos’è “On the sea”?

“Un momento molto carino e commovente è stato quando ho rivisto ed intervistato Massimo Ranieri, che conosco da quando avevo 21 anni, e mi disse, abbracciando mia figlia, “Ornella non posso credere che adesso hai una figlia che ha l’età tua quando lavoravamo “In “Rinaldo in Campo” .

Brindiamo! On the Sea, e` una mini serie televisiva, girata dalla nave di Crociera MSC. Oltre a filmare tutte le attività a bordo ed intervistare il Capitano ed i suoi ufficiali nei vari  ruoli, ho avuto il piacere di cucinare con l’executive chef della nave ed ad ogni porto visitavo un ristorante italiano e raccontavo la storia di un italiano di successo.”

Quando saranno disponibili la guida, la app e la card e quali benefici offrono?

“La Guida is “ live”  da qualche mese, questo e` il sito www.brindiamoguide.com

La App della Brindiamo! Guide sara` disponibile nel 2019, e proprio come la guida, avra` la missione di “guidare” tutti gli amanti del buon cibo italiano a scegliere il giusto ristorante italiano nel mondo, con il beneficio di poter anche prenotare direttamente tramite la APP, inoltre se diventi un membro della Brindiamo! Club Card, potrai ricevere un VIP service, tipo il 10% di sconto sul conto, o un prosecco di benvenuto o un dolce a fine cena. La carde` disponibile sul sito di Brindiamo! e la guida ha anche una sua dolce missione, quella di supportare  uno dei progetti dello SLOW FOOD “ 10.000 orti per l’Africa.”

Ritorna la Notte dei Maestri del Lievito Madre a Parma

Ospite d’eccezione Iginio Massari, che sarà premiato “Maestro dei Maestri del Lievito Madre”.

di Rossella Langone

La quarta edizione della Notte dei Maestri del Lievito Madre torna il 23 luglio alle ore 20, sotto i Portici del Grano di Piazza Garibaldi a Parma, eletta città creativa per la gastronomia Unesco. L’evento è dedicato alla degustazione dei prodotti lievitati artigianalmente ed è un appuntamento con i più grandi maestri pasticceri, ideato da Claudio Gatti di Pasticceria Tabiano, a Tabiano Terme, famoso per il lievito madre con cui prepara la famosa Focaccia di Tabiano, il suo dolce simbolo.

Quest’anno il maestro Gatti ha invitato a Parma, città famosa come la Food Valley Italiana,  numerosi Maestri del Lievito Madre che potranno interpretare a scelta una farina di gusto firmata Agugiaro & Figna per testarne la duttilità sulle proprie lavorazioni. L’obiettivo della manifestazione è quello  di promuovere il consumo dei lievitati per tutto l’anno, destagionalizzando prodotti come i panettoni e proponendoli come merende sotto l’ombrellone.

La serata verrà introdotta da un mini talk-show presentato da Carla Icardi, Direttore Progetti Food di MN Italia, per spiegare l’importanza della selezione delle materie prime di qualità nella realizzazione dei prodotti in degustazione e l’uso di un lievito vivo che, a seconda delle condizioni atmosferiche e delle diverse lavorazioni artigianali, darà un prodotto finito sempre diverso. Seguirà poi la degustazione di oltre 60 tipologie di lievitati rigorosamente artigianali, realizzati con il lievito madre dei maestri.

L’ospite d’onore della serata sarà Iginio Massari, il padre della pasticceria italiana, fondatore di AMPI Associazione Maestri Pasticceri Italiani e della Scuola di Cucina Professionale Cast Alimenti, protagonista del format televisivo The Sweetman Celebrities in onda su Sky Uno HD. Le sue creazioni si trovano nella Pasticceria Veneto a Brescia e nella Pasticceria Iginio Massari a Milano.

Olio di palma: tanto caos e paura, ma perché?

Quando è nato il caos sull’olio di palma? Perché dall’oggi al domani è diventato un ingrediente da evitare come se fosse una malattia mortale?

di Rossella Rizzuto

Ricordate il periodo in cui i programmi televisivi e le pubblicità non facevano altro che parlare dell’olio di palma?

Quando semplicemente andare al supermercato ti faceva venire l’ansia, soprattutto nel momento in cui dovevi comprare i tuoi adorati biscotti e non sapevi se contenevano o meno l’olio di palma?

Tutti avranno sicuramente parlato o avranno sentito parlare di questo ingrediente. D’altronde basta andare a fare la spesa per rendersi conto di come l’olio di palma ha radicalmente invaso le nostre vite.

Biscotti, crackers e tanti altri prodotti da forno dolci e salati sono accomunati dalla stessa scritta, gigante, sulla parte frontale della confezione: SENZA OLIO DI PALMA.

 

Quando è nato il caos sull’olio di palma e perché dall’oggi al domani è diventato un ingrediente da evitare come se fosse una malattia mortale?

Grazie al Regolamento UE n° 1169/2011 è possibile consultare nell’etichetta alimentare gli ingredienti presenti e, nel caso di grassi ne viene specificata la tipologia.

Precedentemente le aziende produttrici erano obbligate ad inserire soltanto la scritta “grassi vegetali”, oggi è necessario indicare il tipo di olio/grasso utilizzato nella realizzazione di quel prodotto.

Ecco da quando l’olio di palma ha fatto il suo ingresso in scena.

Il grande caos si è manifestato successivamente, quando ci si è resi conto che molti dei prodotti che usiamo quotidianamente sono fatti con l’olio di palma.

Ciò ha scatenato polemiche, studi, dibattiti su chi lo dichiara come un ingrediente cancerogeno e assolutamente da evitare e chi cerca di dimostrare come sia un prodotto come un altro da consumare in maniera equilibrata.

 

Perché è così diffuso l’utilizzo dell’olio di palma? 

L’olio di palma è un grasso vegetale originario del continente africano e successivamente diffuso in quello americano e nel sud-est asiatico.

Viene estratto dalla pianta Elaesis guineensisprecisamente dai suoi frutti viene ricavato l’olio di palma grezzo, mentre dai suoi semi l’olio di palmisto.

La scelta dell’olio di palma nella produzione di cibi confezionati su scala mondiale è dovuta ad una serie di caratteristiche:

  • è semi-solido a temperatura ambiente
  • è insapore
  • è economico

E’ l’ingrediente utilizzato anche per la formulazione di cosmetici, detergenti e per la produzione di biodiesel.

 

Il dibattito sull’olio di palma nasce dalla sua composizione

Quando un ingrediente fa “male alla salute” il motivo va ricercato nella sua composizione, poiché sarà caratterizzato da molecole che, una volta ingerite, interagiranno in maniera negativa con il nostro organismo.

L’olio di palma è composto da circa il 50% di grassi saturi (la cui presenza determina la consistenza semi-solida a temperatura ambiente) e il restante 50% è dato da acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi. Oltre agli acidi grassi presenta una percentuale importante di vitamina E e di carotenoidi e, quest’ultimi contribuiscono alla colorazione dell’olio,  tendente al rosso.

Ebbene si, la colpa è proprio degli acidi grassi saturi. L’olio di palma è l’unico grasso di origine vegetale a presentare questa percentuale molto alta, lo si può paragonare solo al burro.

Prima di essere utilizzato dalle grandi industrie l’olio di palma appena estratto subisce una serie di trasformazioni.

Il primo passaggio è il frazionamento¹ da cui derivano:

  • palm-oleina, liquida a temperatura ambiente;
  • palm-stearina, solida a temperatura ambiente;

Una volta estratta la palm-oleina è ulteriormente trasformata grazie ad un processo di inter-esterificazione², al fine di raggiungere una consistenza solida.

In altre parole, l’olio di palma grezzo viene lavorato al fine di poterlo utilizzare per la produzione di alimenti che dovranno mantenere inalterate le proprie caratteristiche organolettiche per lunghi periodi.

Al termine della raffinazione l’olio di palma si presenta infatti inodore, insapore e chiaro, perdendo gran parte delle vitamine e dei carotenoidi di cui è fatto.

Perciò l’olio di palma grezzo non fa male alla salute, la questione è sui prodotti raffinati ottenuti da esso i quali possono essere potenzialmente nocivi per il nostro organismo.

Durante la lavorazione degli oli come durante la digestione si verifica un cambiamento della composizione del prodotto.

L’EFSA (European Food Safety Authority) ha condotto un’indagine scientifica su alcune sostanze come 3-MCPD e GE, “concludendo che i GE costituiscono un problema per la salute pubblica perché genotossici e cancerogeni, cioè possono danneggiare il DNA e provocare il cancro.”³

Ecco il punto, l’olio di palma raffinato (ma non l’unico olio di origine vegetale) contiene un’alta percentuale di DAG (dyacilglycerol) che esposta ad alte temperature si modifica in GE.

Nonostante questo, non vi è ad oggi uno studio che correli l’assunzione di olio di palma con l’insorgenza di malattie cardiovascolari. Ad ogni modo viene raccomandata una moderata assunzione di alimenti contenenti percentuali elevate di acidi grassi saturi e quindi di prodotti realizzati con l’olio di palma, nonché uno stile di vita adeguato combinato ad una sana e varia alimentazione.

Inoltre, bisogna considerare che la realizzazione di prodotti da forno dolci e salati non prevede l’esclusivo utilizzo dell’olio di palma, osservando l’etichetta alimentare possiamo notare la presenza di altri oli e grassi. L’ideale sarebbe assumere alimenti del tutto naturali, ma sappiamo che questo nella società odierna è quasi impossibile.

La propaganda non del tutto corretta sull’olio di palma ha comunque spinto le grandi industrie a rivedere gli ingredienti utilizzati e realizzare prodotti via via migliori.

Un passo importante verso il futuro?

 

Olio di palma e ambiente

L’olio di palma costituisce una minaccia da non sottovalutare per l‘ambiente.

Come riportato nell’articolo del Ministero della Salute con oggetto l’olio di palma, l’87% della produzione mondiale dell’olio avviene in Indonesia e Malesia.

Lo sfruttamento intensivo di queste aree ha un impatto considerevole a livello globale, provocando estinzione di specie animali e vegetali e riscaldamento del pianeta.

Negli ultimi decenni si è cercato di limitare il problema grazie all’istituzione di ONG ambientaliste come Greenpaece e WWF al fine di limitare i danni provocati dall’estrazione dell’olio di palma anche se l’unica soluzione sarebbe quella di trovare un suo valido sostituto a livello globale.

 

Note e Riferimenti

¹-² Olio di palma-Ministero della Salute

³ Aggiornamento del limite di sicurezza per 3-MCPD in oli vegetali e alimenti

Il Chianti classico diventa solidale con l’etichetta ‘Il buon Sapore’

Castello di Meleto con Noi per Voi Onlus e Unicoop Firenze per la lotta contro i tumori infantili e per il sostegno alle famiglie e ai bambini in cura al Meyer

Castello di Meleto ha realizzato un’etichetta di Chianti Classico veramente speciale. Si chiama “Il Buon Sapore” ed è nata in collaborazione con Noi per Voi Onlus e Unicoop Firenze. L’etichetta sarà venduta da Unicoop Firenze nei punti vendita di Figline Valdarno, Montevarchi, Firenze Gavinana e Poggibonsi nell’ambito del Progetto Territorio. È il primo prodotto della gamma denominata “Il Buon Sapore”, un ‘iniziativa che cerca di coniugare alimenti genuini e uno stile di vita sano ed equilibrato, principi che l’associazione Noi per Voi Onlus da sempre promuove per prevenire le patologie tumorali, con la speranza di accompagnare così tutti i bambini nel percorso della loro crescita.

La bottiglia di Chianti Classico di Castello di Meleto sarà venduta al prezzo di 11 euro presso tutti i punti vendita Unicoop Firenze: 2€ saranno devoluti all’associazione per il sostegno delle famiglie e dei bambini in cura all’Ospedale Meyer di Firenze. Noi per Voi Onlus (www.noipervoi.org) è un’associazione di genitori fiorentina senza scopi di lucro creata nel 1986, le cui finalità sono il finanziamento della ricerca contro il cancro infantile, l’assistenza ai bambini e il sostegno alle famiglie dei ricoverati. Da 30 anni, il personale e i volontari della Onlus sono al servizio dei bambini in cura, assicurando loro il supporto psicologico e l’assistenza domiciliare.

“Siamo onorati – dichiara Michele Contartese, Direttore Generale di Castello di Meleto – di inaugurare con il nostro Chianti Classico l’iniziativa “Il Buon Sapore”. Crediamo fortemente nelle finalità e nei valori su cui si fonda l’associazione con la quale da anni collaboriamo, promuovendo iniziative benefiche, come lotterie e aste di beneficienza, organizzando eventi, come la Festa di Primavera al Castello di qualche anno fa, che ha avuto un grande successo”.

“Abbiamo scelto Castello di Meleto e uno dei suoi vini per lanciare questa importante iniziativa – spiega Pasquale Tulimiero, Presidente di Noi per Voi Onlus – perché è un Chianti Classico dal “buon” sapore sotto tutti i punti di vista: un vino piacevole, perché prodotto da Castello di Meleto che rispetta alti standard qualitativi; un vino genuino, perché prodotto secondo i valori della cultura contadina che rispetta la terra e i ritmi della natura; un vino solidale, perché aiuta concretamente le famiglie e i bambini colpiti da patologie tumorali; un vino rosso che, secondo alcuni studi, avrebbe proprietà protettive contro certi tumori, se consumato con moderazione e rispettando i parametri sani ed equilibrati della dieta mediterranea”.

Per saperne di più: Castello di Meleto è l’unica azienda del Chianti Classico a possedere un castello del XII secolo, perfettamente conservato, oggi splendida struttura ricettiva. Con un’estensione di più di mille ettari, su una collina a Gaiole in Chianti da dove sorveglia i boschi e le vigne circostanti, il Castello rappresenta un perfetto esempio di fattoria completa: si produce olio extra vergine d’oliva e miele, si alleva il maiale cinta senese, ma è la produzione di vino che da sempre contraddistingue la tenuta. Produzione bandiera è il Chianti Classico.

Reggio Calabria, focus su “Le certificazioni religiose nell’agroalimentare: Kosher e Halal”

La Camera di commercio di Reggio Calabria per l’Internazionalizzazione. Seminario “Le certificazioni religiose per il Made in Italy agroalimentare: Kosher e Halal”.

Prosegue l’impegno della Camera per favorire l’internazionalizzazione delle imprese reggine. Lunedì 16 luglio p.v. a partire dalle ore 10, presso la sede camerale si terrà il seminario “Le certificazioni religiose per il Made in Italy agroalimentare: Kosher e Halal”.

L’iniziativa, realizzata dal Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con Assocamerestero e la Camera di commercio di Reggio Calabria, si avvale del contributo dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e del Centro Islamico Culturale d’Italia.

La tappa reggina – una delle pochissime tappe del Sud Italia – sarà occasione per approfondire temi di attuale e crescente interesse. Si parlerà delle certificazioni religiose quali importanti leve di marketing, validi strumenti per la promozione e la protezione delle eccellenze alimentari del Made in Italy e per il rafforzamento della competitività del sistema produttivo nazionale nei mercati esteri.

I cibi certificati kosher e halal stanno infatti riscuotendo particolare successo presso i consumatori che, per motivi religiosi ma anche etici e dietetici, apprezzano le regole che garantiscono la sicurezza alimentare, la salubrità e la tracciabilità.

Vino italiano: l’export aiuta a superare l’impasse

Nonostante il momento di instabilità e dati altalenanti in diversi mercati, l’export di vino italiano è la vera forza trainante del prodotto Made in Italy.

Nonostante l’instabilità costante legata ai riflessi di dinamiche geopolitiche, che non aiutano la crescita del commercio, e il quadro complessivo molto difficile che il mondo del vino si trova a dover affrontare, nel primo trimestre 2018 il valore dell’export vinicolo ha segnato ancora un rialzo del +4,5%.

Una crescita in calo sul 2017, nonostante si siano superati gli 1,38 miliardi di euro, con una flessione pari al -9% in volume, passando dai circa 4,9 milioni di ettolitri di vini e mosti esportati nel primo trimestre del 2017 ai 4,5 circa milioni di ettolitri nello stesso intervallo di tempo di quest’anno.

DOP e IGP però crescono: i primi segnano una crescita del +12,2% in volume e del +10,4% in valore, mentre i secondi fanno registrare un calo del -12,8% in volume e del -6,5% in valore.

Il grande merito va ai tanti imprenditori italiani che hanno saputo fare scelte strategiche sia in vigna, lavorando moltissimo sulla qualità, che in ambito commerciale, cogliendo le opportunità di crescita derivanti dai nuovi mercati di consumo del vino.

Negli ultimi cinque anni, ovvero tra il 2012 ed il 2017, le esportazioni di vino italiano nel mondo sono cresciute in valore di oltre il 25%: l’export, rappresentando una porzione importante del mercato del vino italiano, continua a confermarsi come vera opportunità. Un’opportunità che va colta e per la quale sono necessarie attività continue di marketing e comunicazione per mantenere salde ed accrescere le quote di mercato.

Per potenziare e consolidare le relazioni di business all’estero, Iron3 (iron3.it), azienda specializzata in internazionalizzazione ed organizzazione di eventi B2B e B2C, da alcuni anni organizza il tour “International Wine Traders”, eventi B2B che si svolgono sia in Italia che all’estero (internationalwinetraders.com).

Il format degli incontri all’estero, prevede, oltre al walk around tasting, momenti di formazione sia per le cantine aderenti che per gli operatori locali direttamente nei loro mercati di competenza; per gli operatori seminari e master class dedicati a vini e vitigni italiani, che hanno l’obiettivo di valorizzazione le specificità territoriali; per le aziende seminari formativi per conoscere meglio il mercato locale.

Il tour 2018 prevede otto tappe all’insegna del wine business che permettono alle aziende vinicole di venire in contatto con operatori esteri di diversi mercati.

Con le prime tappe svoltesi in Veneto (5-6 marzo), in Emilia Romagna (28-29 maggio) e a Berlino (8 giugno), sono stati coinvolti centinaia di operatori, tra importatori, distributori, opinion leader e giornalisti.

Nelle giornate di 2 e 3 luglio, la tappa in una delle regioni enoiche italiane per eccellenza, la Toscana: sarà Arezzo ad ospitare aziende vinicole e buyers esteri per il wine workshop B2B.

Dopo la breve pausa estiva, in autunno la tradizionale tappa veneta (20-21 ottobre) e le ultime due tappe che si svolgeranno ancora all’estero con due Workshop Walk Around B2B: ad Ottobre in Germania e a novembre in Svizzera.

Negli ultimi cinque anni il tour di “International Wine Traders” ha contato oltre cinquanta tappe, che hanno permesso alle aziende di aprire e consolidare nuovi mercati in tutto il mondo: Europa, Cina, Giappone, Stati Uniti, Canada e Sud Est Asiatico. Migliaia gli incontri che sono stati organizzati e che hanno coinvolto buyers ed aziende produttrici, tutti gestiti sulla base delle reali esigenze dei partecipanti.

Oltre al tour di “International Wine Traders”, Iron3 progetta e sviluppa piani di internazionalizzazione per cogliere le potenzialità commerciali attuali e soprattutto future dei vari mercati.

Grazie ad una profonda conoscenza dei mercati internazionali e ad un solido network, Iron3 si propone come partner per affrontare nuovi mercati o consolidare quelli già esistenti.

In questi anni si sono affidati ad Iron3 non solo aziende vitivinicole, ma anche Consorzi di Tutela, Associazioni di produttori, Organizzazioni di categoria, importatori ed Enti Fieristici. Fiera Rimini e Fiera Bolzano, Consorzio Vini del Piemonte, Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Consorzio Vini Montepulciano, Consorzio vini di Sicilia, CIA, Coldiretti, sono solo alcuni dei nomi annoverati tra le collaborazioni.

Iron3, nasce nel 2005, dalla volontà di mettere a frutto l’esperienza e il know-how maturati a livello internazionale nei campi della comunicazione, del marketing e dell’organizzazione fieristica. Da dieci anni Iron3 è protagonista sui mercati nazionali ed internazionali nella promozione del vino italiano.

Con sede ad Arezzo, dal 2011 Iron3 ha costituito la sua filiale negli USA, con base a San Anselmo (California).

I “3 Pecorini” partecipano al Summer Fancy Food Show negli Stati Uniti

Uno stand collettivo ospiterà i Consorzi dei tre formaggi Dop: Pecorino Romano, Pecorino Sardo e Fiore Sardo.

Di Rossella Langone.

Summer Fancy Food Show, il più grande evento del Nord America dedicato all’industria alimentare, in programma dal 30 giugno al 2 luglio al Javits Center di New York, vedrà la partecipazione di “3 Pecorini”, il Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Romano Dop, il Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Sardo Dop, il Consorzio per la Tutela del Formaggio Fiore Sardo Dop, con lo slogan”Non le solite pecore. Non i soliti formaggi – No ordinary sheeps. No ordinary cheeses”.

L’unione dei tre consorzi ha l’obiettivo di promuovere e valorizzare nei cinque mercati target di Italia, Germania, Regno Unito, Francia e Stati Uniti, i propri prodotti in latte ovino 100%, proveniente da pecore allevate nelle rispettive terre d’origine allo stato brado da pastori che, ancora oggi, seguono una tradizione millenaria.

La manifestazione rappresenta una grande opportunità per incontrare e far conoscere ai più grandi professionisti del settore alimentare americano la tradizione casearia dei tre formaggi Dop. Nel 2017 gli Stati Uniti hanno importato il 21% dei volumi di formaggi duri/ semiduri dall’Italia, per un totale di circa 33.700 tonnellate, con un valore commerciale di 297 milioni di dollari, pari al 27% del valore totale dell’import statunitense. Tra le categorie di formaggi duri importati dagli USA, secondo le stime di UN Comtrade Data, i formaggi a base di latte di pecora rappresentano il 20% a volume e il 22% a valore, con 32.200 tonnellate e 242,5 milioni di dollari. Di questi 17.100 tonnellate, per 100,4 milioni di dollari provengono dall’Italia, vale a dire il 53% del volume ed il 48% del valore della categoria pecorini.

Un’indagine sulle abitudini e sulla percezione dei  consumatori statunitensi sui tre formaggi ha ancora una volta evidenziato la rilevanza del mercato americano per i tre Consorzi. Nelle aree metropolitane di New York e Los Angeles il 17% della popolazione tra i 21 e i 65 anni ha avuto almeno un’occasione di consumo di almeno uno dei tre formaggi negli ultimi 12 mesi e il Pecorino Romano è il più diffuso, con una percentuale di penetrazione pari al 14%. Al momento dell’acquisto il formato rappresenta uno dei principali fattori di scelta (35%),  seguito dalla marca preferita (33%), dalle caratteristiche organolettiche e di gusto (32%), dal packaging (21%) e dal prezzo e dalle promozioni (20%). Tra le caratteristiche distintive percepite dai consumatori ci sono nell’ordine il Made in Italy (55%), la geniunità (37%) e l’italianità (31%). I 3 Pecorini vengono inoltre percepiti come prodotti gustosi (36%), di qualità (33%),  premium/status symbol (23%).

Negli ultimi anni i consumi domestici per la categoria formaggi naturali, a cui appartengono i 3 Pecorini, hanno realizzato un +17% a valore e un +14% a volume. La partecipazione al Summer Fancy Food Show aiuterà ad aumentare la notorietà dei  prodotti caseari , promuovendo la qualità delle tre Dop sarde e facendo conoscere la loro terra d’origine.

Scrivi alla Redazione

Siamo felici di valutare ogni tua segnalazione e pubblicare articoli che pensi possano essere di interesse pubblico

Per qualsiasi segnalazione scrivi a
redazione@thedailycases.com