Olivicoltore e Assaggiatore olio di oliva vergine ed extravergine

Seminario e consegna degli attestati di fine corso di formazione a Rocca Massima. Il 10 e 11 Maggio a Sonnino

Si è chiusa a Rocca Massima la prima parte del corso gratuito di formazione “Olivicoltore e Assaggiatore olio di oliva vergine ed extravergine”, organizzato dall’associazione CAPOL (Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina), nell’ambito dell’attività di promozione e valorizzazione dei migliori oli extra vergine d’oliva prodotti sul territorio della provincia di Latina, e promosso dalla XIII Comunità Montana dei Monti Lepini e Ausoni, con il patrocinio dell’ASPOL (Associazione Produttori Olivicoli Latina) e dei Comuni di Rocca Massima e Sonnino. A Sonnino si svolgerà la seconda parte, il 10 e 11 Maggio, al Museo delle Terre di Confine.

Sabato 4 Maggio, presso la Scuola Statale dell’Infanzia “Maestra R. Marchetti” di Rocca Massima (Località Boschetto), dopo il seminario a tema “L’Itrana, risorsa del territorio dei Lepini e Ausoni”, sono stati consegnati gliattestati di partecipazione ai 25 corsisti, con degustazione dei prodotti tipici locali e oli evo classificati al Concorso “L’Olio delle Colline”, a cura degli assaggiatori CAPOL. Alla cerimonia sono intervenuti: Luigi Centauri, presidente e capo panel CAPOL; Angelo Tomei, sindaco di Rocca Massima; Onorato Nardacci, presidente XIII Comunità Montana, Alessandro Rossi, presidente Lilt Latina, e l’agronomo Alberto bono.

L’iniziativa punta a favorire, mediante analisi sensoriale, la conoscenza dell’olio prodotto dalla cultivar “Itrana” che caratterizza la DOP Colline Pontine, per imparare a “scoprirne” e “riconoscerne” i pregi e i difetti. Le lezioni, tenute da esperti del settore, prevedono sia prove pratiche di assaggio, sia lezioni sul quadro normativonazionale e comunitario, oltre ad approfondimenti sui metodi di coltivazione, sulle tecniche di trasformazione e conservazione, confezionamento, etichettatura, Sian e metodologie di valutazione delle caratteristiche sensoriali.

A RiminiWellness ampio spazio alla sana alimentazione

FoodWell Expo, l’area di RiminiWellness interamente dedicata all’alimentazione sana, sarà anche quest’anno parte integrante della più importante kermesse dedicata al fitness e al benessere organizzata da Italian Exhibition Group (IEG).

Dal 30 maggio al 2 giugno, alla fiera di Rimini, la sesta edizione di FoodWell Expo guiderà i visitatori nella ricerca di uno stile di alimentazione ideale per chi vuol essere in forma attraverso un viaggio tra le nuove proposte appositamente sviluppate per non rinunciare mai alla qualità dei prodotti e alla propria salute, anche quando si consumano pasti brevi e veloci.

Si tratterà poi di un importante momento di business, aggiornamento e formazione per tutti gli operatori e gli ospiti. Durante la fiera infatti, i migliori chef e foodblogger si esibiranno in showcooking, guideranno degustazioni, proporranno corsi di cucina e focus su prodotti specifici. I concetti che avranno più risalto saranno quelli relativi ai pasti “on the move”, in the street, sul posto, in auto, o per gli over (silver generation).

Ampio spazio sarà dedicato anche alle aziende, che a FoodWell Expo avranno l’opportunità di promuovere e vendere i loro prodotti ad un pubblico specifico e decisamente interessato a scoprire tutti i segreti per nutrirsi in modo sano, praticare al meglio attività di fitness e soprattutto mantenersi in forma.

Tra quelle che hanno già confermato la propria partecipazione figurano Kellogg’s Italia, Herbalife, Rio Mare, Tonno Nostromo, Coop Italia con il marchio Bene.sì, Citrosodina, AdeZ, Acetificio M. De Nigris, Biovita con il marchio Jamieson, Damiano Spa, Dole, Euro Company, Felicia Srl, Fugar, Madigest, Natural Point, Prugne della California, e The Juice Plus Company.

Per tutti gli amanti del fitness che desiderano prendersi cura del proprio corpo non solamente concentrandosi sull’attività fisica, ma anche curando l’alimentazione, l’appuntamento è quindi a FoodWell Expo, padiglione A1 del quartiere fieristico riminese, durante tutti i quattro giorni di RiminiWellness.

La Regione con Vetrina Toscana lancia una raccolta delle ricette della tradizione

Sono 11 i video già realizzati sui dolci tipici che raccontano la Toscana. “Trastulli Toscani”  è il titolo, che esprime l’idea di svago, passatempo divertente.

La Toscana punta sui dolci della tradizione per raccontare il territorio e la propria identità culturale. I dolci sono molto legati alle festività religiose con un forte valore identitario, sono simbolo di condivisione e accoglienza, di festa e ricorrenza. Raccontano di tradizioni, storie familiari e generazionali, di identità e peculiarità. Ogni piccolo borgo ha il suo dolce, ogni ricorrenza ha le sue “chicche”, tenerne traccia è il modo di riappropriarsi di una memoria che rischia di scomparire.

Vetrina Toscana, il progetto di Regione e Unioncamere Toscana che promuove ristoranti e botteghe che utilizzano prodotti del territorio ha realizzato 11 video sui dolci tipici toscani. “Trastulli Toscani”, questo è il titolo, che esprime l’idea di svago, passatempo divertente. Un modo per passare del tempo, coccolandosi, tanto che in Toscana “trastullini”, erano chiamati i semi di zucca tostati e salati.

Ogni dolce è emblema di una città Toscana a cui è particolarmente legato per tradizione e poi ci sono i cantuccini, come prodotto simbolo, dell’accoglienza di questa regione.

Firenze: Schiacciata alla fiorentina, Prato: le Pesche, Pistoia: i Brigidini, Pisa: la Torta coi becchi, Arezzo: Il castagnaccio (Badino), Livorno: la Schiaccia Briaca dell’Isola d’Elba, Siena: il Panforte, Lucca: il Buccellato, Massa Carrara: la Torta di Riso, Grosseto: lo Sfratto di Pitigliano.

Non solo, Trastulli Toscani è anche un contest che parte oggi per raccontare la Toscana dalle radici ai giorni nostri. I dolci della tradizione, le ricette delle nonne, quelle tramandate nei secoli, ma anche le versioni familiari, le reinterpretazioni o le nuove proposte, diventano il punto di partenza per raccontare le storie e il vissuto di una regione.

Con questo scopo nasce il contest: “Trastulli Toscani” presentato da Vetrina Toscana, una raccolta delle antiche ricette perché non vadano perse e uno sguardo a come queste si adattano alle esigenze di oggi. Soprattutto, un momento di racconto. Cittadini, blogger, giornalisti italiani e stranieri sono chiamati a raccontare la loro Toscana, o un ricordo legato a questa regione, attraverso la storia di un dolce. Il contest inizierà il 17 aprile e terminerà il 17 luglio 2019. Per info e regolamento: www.vetrina.toscana.it.

Il testo inviato dovrà raccontare un’esperienza o una storia legata alla ricetta inviata.  Tutti i testi e le ricette valutate positivamente saranno pubblicate su www.vetrina.toscana.it

I migliori 50 testi selezionati verranno premiati in un apposito evento organizzato dalla Regione Toscana.
Questi stessi testi verranno pubblicati attraverso un e-book gratuito scaricabile dai siti istituzionali.

Infine, sempre i dolci, sono protagonisti di: “dulcis in primis”, iniziativa promossa dalla Regione Toscana, riservata agli istituti alberghieri che si sfideranno preparando dolci tipici della tradizione toscana. La finalità è quella di valorizzare la cucina del territorio utilizzando i prodotti tipici toscani di qualità.

Tra sacro e profano, tra tradizioni contadine e la cucina dei monasteri, i dolci scandivano le varie stagioni in una sorta di calendario del gusto, perché il dolce era simbolo di occasioni speciali, ricorrenze e feste.

Il pan di ramerino, veniva consumato esclusivamente nella Settimana Santa prima di Pasqua. Ormai nelle panetterie e nei forni di Firenze si trova per tutto l’anno, ma prima era in vendita solo il Giovedì Santo, quando veniva comprato e portato a far benedire in chiesa.

Oggi che i dolci sono alla portata di tutti, in ogni momento, diventa importante non dimenticare da dove nascono certi tradizioni e certi sapori.

A Pasqua tra uova di cioccolato e quelle di gallina il giro d’affari è di 400mln di euro

A sostenerlo, basandosi su dati dell’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare e della Coldiretti, è l’Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche (www.upda.it) che in occasione della Pasqua ripropone l’ormai storico dibattito sull’uovo e la gallina.

Sode da mangiare o anche dipinte a mano per abbellire le tavole, di cioccolato oppure di gallina quali ingredienti dei molti prodotti tipici pasquali, saranno 453 milioni le uova che si consumeranno quest’anno in occasione della Pasqua. Lo sostiene l’Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche .

Basandosi su dati dell’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare e della Coldiretti, l’Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche ha stimato infatti che durante la settimana Santa si consumeranno 436 milioni di uova di gallina per un giro d’affari di 130 milioni di euro, mentre quelle di cioccolato saranno 17 milioni per un business da 270 milioni.

«A spingere i consumi nuovi studi secondo i quali le uova sono un alimento sano ed utile anche a dimagrire. Complessivamente stiamo parlando di 453 milioni di uova per volume complessivo di 400 milioni di euro» puntualizza Samuela Stano, presidente dell’Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche, che in occasione della Pasqua ripropone l’ormai storico questito: «è meglio un uovo oggi o una gallina domani?».

La risposta non è poi così scontata. «Che l’uomo sappia scegliere il meglio, almeno per se stesso, e che solo in circostanze emotive particolari perda il controllo razionale è un falso mito» sottolinea lo psicologo Stefano Benemeglio(www.stefanobenemeglio.com), padre delle discipline analogiche, mettendo in evidenza che l’essere umano -alla fine- non è poi così razionale.

«L’essere umano è un essere razionale, ma a razionalità limitata. Il sistema cognitivo umano è infatti un sistema a risorse limitate che, non potendo risolvere problemi tramite processi algoritmici, fa uso di euristiche come efficienti strategie per semplificare decisioni e problemi» spiega Samuela Stano.

É dunque meglio un uovo oggi o una gallina domani? Per rispondere a questa domanda vengono oggi in aiuto proprio le discipline analogiche, consentendo di dare una spiegazione a ciò che fino a questo momento sembrava inspiegabile e di capire quindi perché ciascuno predilige una scelta piuttosto che un’altra.

Stefano Benemeglio ha individuato tre archetipi che corrispondono a tre diversi stili di preferenze: Asta, Cerchio e Triangolo.

«In base a questi archetipi si determinano 8 tipologie emotive in funzione delle quali si ha una preferenza verso le “ricompense” più grandi -la gallina- anche se ritardate, oppure verso le”ricompense” immediate -l’uovo- anche se più piccole» conclude Stefano Benemeglio. (AJ-Com.Net).

ITAZERCOM alla fiera di Baku, opportunità per aziende italiane

Le Fiere internazionali Caspian Agro/WorldFood/IPack e Horex 2019, che si svolgeranno in contemporanea a Baku dal 15 al 17 maggio prossimo,  costituiscono l’evento principale per il settore Agroalimentare nel Paese e nell’intera regione del Caspio.

di Romolo Martelloni

La Camera di Commercio Italo – Azerbaigiana (ITAZERCOM) organizza la partecipazione delle Imprese italiane in forma collettiva o singola all’interno dello Spazio Italia in occasione delle Fiere internazionali Caspian Agro/WorldFood/IPack e Horex 2019, che si svolgeranno in contemporanea a Baku dal 15 al 17 maggio prossimo e costituiscono l’evento principale per il settore Agroalimentare nel Paese e nell’intera regione del Caspio. ”La Camera di Commercio Italo-Azerbaigiana, che e’ anche rappresentante per l’Italia di ASK – Confederazione degli Imprenditori dell’Azerbaigian – spiega l’avv. Manuela Traldi, Presidente della Camera di Commercio – è stata fondata nel 2012 con l’obiettivo di promuovere le relazioni economiche e commerciali tra l’Italia e l’Azerbaigian, favorendo il consolidamento ed accrescimento della conoscenza e dell’amicizia tra i due paesi, quale unica organizzazione bilaterale ufficialmente riconosciuta. L’iniziativa della fiera di Baku costituisce un’ottima occasione per le imprese italiane che mirano ad incontrare i principali operatori, distributori e produttori presenti in Azerbaigian, per scoprire ed entrare nel promettente panorama economico caucasico, con una particolare attenzione al vasto e interessante mercato russo, stabilire un’attività e/o trovare un partner di fiducia per collaborazioni produttive o commerciali”. Il crescente sviluppo del Paese negli ultimi anni ha portato un aumento dei consumi, un’evoluzione dei gusti dei consumatori e la necessità di adeguare e modernizzare l’intero settore Alimentare ed Agroindustriale, divenuto inoltre settore di punta nel processo di diversificazione dell’economia promosso e fortemente incentivato dal governo azerbaigiano. ”Siamo orgogliosi ma anche fiduciosi – ha rimarcato Manuela Traldi – della presenza di una classe imprenditoriale agricola e industriale così capace come quella italiana. Abbiamo però il dovere di crescere ancora sul mercato dell’Azerbaigian e su quelli internazionali”.

   “Con le proprie sedi a Roma e Baku, la Camera di Commercio Italo-Azerbaigiana– ha concluso la presidente –è inserita nel sistema italiano che opera nel Paese tramite l’Ambasciata d’Italia e l’Ice ed in coordinamento con i ministeri, le istituzioni ed il mondo imprenditoriale del paese caucasico.  In questo contesto, fondamentale è il ruolo delle organizzazioni bilaterali, come la Camera di Commercio, per far conoscere le innovazioni nella filiera italiana dell’agroalimentare, sostenendo l’internazionalizzazione e la competitività delle imprese a partire proprio da un mercato determinante per il nostro export come l’Azerbaigian, porta principale per i nuovi mercati del Caspio e non solo”.  

EARTHz. Nuovi stili alimentari tra cura per la terra e transumanesimo

Progetto degli studenti del biennio specialistico in Design del Prodotto e progettazione con materiali avanzati e in Design della Comunicazione. SaloneSatellite | Stand S 09. Quartiere Fiera Milano, Rho. Dal 9 al 14 aprile 2019

ISIA Faenza partecipa al SaloneSatellite 2019, che per questa edizione ha scelto il tema del food design nella sua accezione più ampia di sistema nutrizionale, che copre sia la coltivazione e la produzione del cibo che il suo consumo.

Come ha scritto la curatrice del SaloneSatellite Marva Griffin Wilshire: “La curiosità per nuove e diverse abitudini alimentari porta a considerare la produzione o utilizzo di materie prime alternative e la ricerca sulla forma che possono prendere. La stampa 3D, la nanotecnologia, la biologia sintetica e la biotecnologia sono impiegate – accostando a volte i processi artigianali e dell’autoproduzione – per la sperimentazione di materiali inediti destinati ai prodotti, per i nuovi alimenti, per immaginare una diversa natura di oggetti di uso domestico e le possibilità di design derivanti.”

In questa prospettiva s’inseriscono i progetti elaborati dagli studenti di ISIA Faenza e il display della mostra EARTHz presentata al SaloneSatellite, dove si potranno ammirare nuovi strumenti per produrre il cibo, per trasportarlo e per assumerlo in via transumana.

Attrezzi per coltivare la terra, protesi-contenitori da indossare e portare sul corpo (sotto forma di “tasche” organiche) per il contenimento e la riserva del cibo, utensili in ceramica 3D di nuova generazione per la raccolta, la depurazione e la conservazione degli alimenti: questi sono alcuni dei progetti elaborati dagli studenti nei corsi di Progettazione, Modellistica, Design dei prodotti ceramici del Biennio specialistico in Design del Prodotto, che uniscono insieme i saperi scientifici con il fare progettuale e laboratoriale, la cultura antropologica e umanistica con l’invenzione artistica.

Un progetto innovativo che vede l’uomo protagonista di nuovi stili di vita, in cui le tecnologie (cnc, stampa 3D, algoritmi, scienze dei materiali) sonosotto pelle e non enfatizzate, ideate per il benessere dell’uomo e del pianeta.

Nell’esposizione EARTHz un’installazione video multischermo, progettata e realizzata dagli studenti del Biennio specialistico in Design della Comunicazione, racconterà la visione di una terra che è attraversata da energie nuove, luogo di evoluzione di un sistema alimentare nuovo e di una cultura del cibo tra saperi antichi, patrimoni biologici, flussi migratori e transumanesimo.

Durante i giorni del SaloneSatellite il progetto EARTHz ospiterà delle azioni di experience design con un approccio inedito della stampa 3D, grazie anche alla collaborazione tecnica di WASP, azienda leader nella stampa 3D.

Seguirà l’evento espositivo la pubblicazione di un catalogo bilingue che racconterà e illustrerà il progetto.

“L’invito al SaloneSatellite è l’occasione per mostrare agli addetti ai lavori e al pubblico come sta cambiando l’ISIA di Faenza, che presenta una visione originale del design interrogato sulle sfide planetarie future in tema di nutrizione, cura delle risorse alimentari e aumento demografico” afferma ilDirettore di ISIA Faenza Marinella Paderni. “I nostri studenti sono molto sensibili ai temi sociali e hanno risposto all’invito del SaloneSatelliteimmaginando e progettando soluzioni che mettono al centro l’uomo, il suo benessere e la funzione del design come attivatore di buone pratiche individuali e collettive”.

Il Presidente Giovanna Cassese aggiunge “Aver ricevuto l’invito come istituzione formativa a partecipare tra le poche eccellenti scuole internazionali di design ammesse all’edizione del 2019 del SaloneSatellite ci ha riempito di orgoglio e di gioia e al contempo ha rappresentato una sfida importante per esaltare e far conoscere la peculiarità del modello didattico dell’ISIA di Faenza. Gli ISIA sono istituzioni archetipo per la formazione universitaria pubblica nell’ambito del design in Italia, fanno parte dell’Alta Formazione Artistica del MIUR, e sono spesso misconosciuti, ma rappresentano una via tutta “italiana” alla formazione dei designer del futuro. Numero programmato, docenti di altro profilo dal punto di vista scientifico e professionale, centralità della didattica laboratoriale e dialogo serrato tra discipline storico-artistiche,  teoriche, antropologiche e tecniche e scientifiche nonché  fiducia nelle capacità creative e critiche dei giovani costituiscono gli ingredienti base per mettere al centro le questioni centrali della progettazione a tutto tondo per  sperare in un mondo migliore ed ecosostenibile. Qui didattica, ricerca e produzione, i tre segmenti della nostra mission istituzionale, sono inscindibilmente connesse e l’ambizioso e corale progetto EARTHz lo dimostra in pieno”.

ISIA Faenza Design & Comunicazione è un’istituzione universitaria di primo piano nel mondo della creatività e della progettazione contemporanei che, fin dalla sua fondazione, opera nell’ambito dell’Alta Formazione del design. Grazie anche alla nuova governance di Giovanna Cassese e Marinella Paderni, sta sviluppando un dialogo sempre più serrato tra formazione, ricerca, produzione e valorizzazione della cultura del design con una particolare attenzione al tema della ceramica.

“Le strade del cibo”, Tour Eno-gastronomico di ‘Merenda Italiana’ in 6 città italiane

Arriva Merenda italiana con il tour 2019 “Le strade del cibo”: veri “assedi gastronomici” nei Borghi più belli d’Italia.

Partirà da Viareggio e terminerà a Modena, dopo aver toccato ben 6 città italiane, e 3 diverse regioni,  “Le strade del cibo”, il tour eno-gastronomico organizzato da Merenda italiana, che porta in nei Borghi d’Italia festival alimentari ed eventi culturali, per promuovere il turismo e valorizzare l’italianità.

“Dove ci sono eccellenze lì c’è il Made in Italy, e dove c’è un patrimonio artistico lì curiamo eventi in cui la trasmissione di esperienza al pubblico è memorabile”, Gianluca Capedri, Direttore artistico dell’evento.

I tpur eno-gastronimici di Merenda Italiana sono unici in quanto basati su questi focus:

Gli Chef lavorano su camioncini di design.

Gli attori animano le giornate e coinvolgono il pubblico, soprattutto i bambini.

Le Agorà trasmetteono la cultura del cibo e presentare le realtà del territorio al turista.

In ogni evento vengono presentati food truck regionali selezionati dallo stesso Gianluca, laureato in Scienze Gastronomiche alla prestigiosa Università di Pollenzo-Bra (CN), che studia in prima persona il percorso gastronomico per rendere memorabili e riconoscibili gli eventi curati da Merenda Italiana.

Questo il calendario 2019 con le 6 tappe degli “assedi”, i temi delle animazioni gratuitee i dibattiti nelle Agorà, durante i vari fine settimana:

DOVE?

QUANDO?

TEMA ANIMAZIONE

AGORÀ

VIAREGGIO (LU)

20-21-22 aprile

Pasqua e Pasquetta

Pirati all’arrembaggio

La merenda italiana

FONTANELLATO (PR)

25-26-27-28 aprile
Ponte del 25

Villaggio potteriano

Italianità del cibo

FORMIGINE (MO)

17-18-19 maggio

Tema fantasy

Come si diventa Chef su ruote?

FERRARA

7-8-9 giugno

Tema medievale

In definizione…

BELLANO (LC)

28-29-30 giugno

Tema fantasy

In definizione…

MODENA

6-7-8 settembre

Tema fantasy

In definizione…

SPETTACOLI GRATUITI E AGORÀ

I festival di Merenda Italiana si distinguono per la gratuità delle animazioni a tema che coinvolgono il crescente pubblico partecipante e per le Agorà (incontri e dibattiti) in cui personalità del mondo gastronomico, ma anche di realtà territoriali, interagiscono con il pubblico creando momenti di discussione per trasmettere cultura.

CIBO DI STRADA su FOOD TRUCK

La carovana composta da Merenda Italiana con i camioncini più golosi d’Italia, si prefigge di creare un movimento gastronomico/culturale di qualità. Il pubblico è guidato ad assaporare sempre nuove specialità regionali da nord a sud, dal salato al dolce, dalle bibite italiane ai vini arrivando alle migliori birre artigianali.

Il nome Merenda Italiana deriva dal titolo della Tesi di laurea che Gianluca Capedri ha presentato nel 2013 per il suo dottorato in Scienze Gastronomiche in cui ha studiato ilcibo di strada come nuova opportunità imprenditoriale, oltreché generatore di nuovo turismo nelle località italiane che vogliono presentarsi in modo innovativo e attrattivo.

La tappa che ha fatto la storia in Italia si è svolta al Castello di Fontanellato (Parma) nei giorni in cui si apriva EXPO2015Milano – 30 food truck tra cui alcuni giunti dall’Europa e Chef Rubio che ha presentato la sua versione di “Merenda italiana” in un affollatissimo Agorà. Durante la tre giorni sono state registrate 40 mila presenze.

Da lì è iniziata un’avventura imprenditoriale per molti operatori: gli attuali Food Truck italiani, e sempre da quegli eventi storici si è affermato il modello attuale dei festival curati da Merenda Italiana.

Dal 2018 Merenda Italiana si associa a ITALÌ, associazione culturale e di promozione sociale che promuove, organizza e gestisce attività di turismo culturale e sociale, svelando le bellezze e i tesori del nostro Bel Paese condividendo proposte che lasciano il pubblico sorpreso e incantato.

ITA-LÌ dove c’è l’Italia migliore, che fa incontrare le persone con azioni di turismo partecipato e sostenibile. Ad ITALÌ abbiamo affidato la proposta culturale nelle Agorà.

Ferrarini lancia “Sapori d’Italia” per valorizzare la cultura alimentare italiana

Lisa Ferrarini: “Siamo vicino al consumatore e vogliamo rafforzare il legame con il territorio. Il sostegno all’economia locale è per noi fondamentale e riteniamo che il dettaglio tradizionale possa coesistere con la grande distribuzione organizzata”

Ferrarini lancia la campagna “Sapori d’Italia” per valorizzare la cultura alimentare italiana e la vendita al dettaglio e rafforza il legame con il territorio e la vicinanza al consumatore con due nuovi prodotti 100% italiani, rivolti al dettaglio tradizionale: il “Big Storico” e “il Nazionale”. Due prosciutti cotti top di gamma pensati per soddisfare le richieste del mercato che premiano l’altissima qualità e l’artigianalità, insieme alla trasparenza sulla provenienza, a partire dalla materia prima.

Lo storico marchio, fondato nel 1956 da Lauro Ferrarini, è oggi tra i leader sul mercato nazionale del prosciutto cotto, sia nel canale della grande distribuzione organizzata, sia in quello del dettaglio tradizionale su tutto il territorio nazionale grazie ad una propria struttura distributiva.

Primo brand italiano a produrre prosciutto cotto senza polifosfati aggiunti, Ferrarini è ormai una tra le più importanti realtà europee nel settore agroalimentare e propone in tutto il mondo, oltre al suo prosciutto cotto, i prodotti simbolo del Made in Italy: dal prosciutto di Parma alle diverse specialità di salumeria, accompagnate dai prodotti dell’azienda agricola Ferrarini, dalla quale l’attività imprenditoriale ha preso avvio, come il Parmigiano Reggiano Dop, i vini e l’aceto balsamico di Modena e Tradizionale Dop.

Forte della sua capillarità sul territorio italiano, “Ferrarini- afferma la presidente di Ferrarini Spa, Lisa Ferrarini- è un brand solido, apprezzato e richiesto dal mercato. Siamo storicamente legati al mondo del dettaglio tradizionale, nel quale vogliamo consolidare sempre più la nostra presenza, valorizzando la ‘bottega’ di fiducia dove vince il rapporto umano e il salumiere chiama il cliente per nome”.

“Il sostegno all’economia locale – continua Lisa Ferrarini – è per noi fondamentale e riteniamo che il dettaglio tradizionale possa coesistere con la grande distribuzione organizzata”. Per l’imprenditrice, “i negozi di quartiere italiani continuano a rappresentare la storia di questo paese e l’eccellenza del Made in Italy. Lì vince il rapporto umano e il consumatore si affida al salumiere, che si distingue per la sua offerta selezionata di prodotti di alta qualità e gourmet. Questa è la forza che ha consentito a molti negozi al dettaglio di alimentari di crearsi una nicchia di mercato sempre più apprezzata dal consumatore”.

“Vogliamo accendere i riflettori – continua Lisa Ferrarini – sull’Italia degli ottomila comuni e delle botteghe, che sono da sempre il punto di forza della politica commerciale di Ferrarini che ha una distribuzione diretta in tutto il Paese. Anche per questo abbiamo scelto di lanciare “Sapori d’Italia” una campagna fatta sia di attività di comunicazione che di eventi che ci porterà a percorrere tutto il territorio italiano per scoprirne i luoghi, i prodotti, la cucina e le botteghe, cuore pulsante di ogni città, di ogni paese. E lo faremo coinvolgendo i nostri clienti su ciascun territorio e i loro affezionati consumatori. Non a caso abbiamo scelto di partire dall’Abruzzo, una terra orgogliosamente simbolo del nostro Paese che ha dimostrato, con eventi disastrosi come il terremoto, quanto le persone tengano ai propri territori e quanto siano importanti i punti vendita al dettaglio”.
I primi punti vendita abruzzesi selezionati per il progetto I Sapori d’Italia sono visibili a questo link: https://blog.ferrarini.com/vacanze-in-abruzzo 
 
Il “Big storico” e “Il Nazionale”
Il “Big storico” è un prosciutto cotto, fatto “come una volta”, per un consumatore sempre più attento alla qualità e legato al negozio di fiducia sotto casa. Realizzato con un processo altamente artigianale e con materia prima rigorosamente nazionale selezionata, a tracciabilità garantita (da suino pesante italiano), questo prosciutto si contraddistingue per essere legato a mano e con cottura fuori stampo. L’immagine vintage dell’etichetta è un omaggio alla storia del brand.
Anche “Il Nazionale” è un prosciutto di alta qualità, realizzato con carni italiane, monitorando tutte le fasi della filiera, per un prodotto garantito dall’origine alla tavola. 

Alimentazione: gli italiani prediligono il Made in Italy

Le abitudini degli italiani sono cambiate, si impongono nuove tendenze alimentari e la popolazione è sempre più orientata verso uno stile di vita sano. Secondo i dati contenuti nell’ultimo Rapporto Italia dell’Eurispes, il 43,7% degli italiani spende di più per i prodotti alimentari e il 42,3%, ritiene imprescindibile l’acquisto di prodotti alimentari di qualità: pur di fronte alla necessità di dover ridurre la spesa familiare, non si rinuncia alla qualità.

Gli italiani prediligono il Made in Italy

Già i dati raccolti nel 2017 dall’Eurispes evidenziavano come il cibo italiano fosse considerato sempre di più fonte di benessere: tre italiani su quattro prediligono prodotti Made in Italy, il 75,4% controlla l’etichettatura e la provenienza degli alimenti. Inoltre, l’80,4% sceglie prodotti di…

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CAPOL Latina: corso professionale riconosciuto per Assaggiatori di Olio Vergine ed Extravergine d’oliva

Nell’ambito delle proprie attività formative il CAPOL – Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina, in collaborazione con l’ASPOL – Associazione Provinciale Produttori Olivicoli Latina, organizza il Corso professionale riconosciuto per Assaggiatori di Olio Vergine ed Extravergine d’oliva – edizione 2019, rivolto a produttori, frantoiani, commercianti del settore, ristoratori, tecnici e appassionati. L’iniziativa è patrocinata dalla Camera di Commercio di Latina e dal Consorzio per lo Sviluppo Industriale Roma-Latina.

Dal 1° al 13 Aprile presso la Sala Conferenze del Consorzio per lo Sviluppo Industriale Roma-Latina. 7 giornate formative per una durata complessiva di 35 ore. In programma laboratori pratici, visita didattica in frantoio e lezioni teoriche. Tutti gli iscritti riceveranno l’attestato di partecipazione mentre a coloro i quali hanno superato le prove d’esame verrà consegnato il diploma di Idoneità Fisiologica che permetterà agli interessati di accedere al 2° livello, necessario per l’iscrizione all’Elenco nazionale di tecnici ed esperti degli oli di oliva vergini ed extravergini.

Nell’ambito delle proprie attività formative il CAPOL – Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina, in collaborazione con l’ASPOL – Associazione Provinciale Produttori Olivicoli Latina, organizza il Corso professionale riconosciuto per Assaggiatori di Olio Vergine ed Extravergine d’oliva – edizione 2019, rivolto a produttori, frantoiani, commercianti del settore, ristoratori, tecnici e appassionati. L’iniziativa è patrocinata dalla Camera di Commercio di Latina e dal Consorzio per lo Sviluppo Industriale Roma-Latina.

Gli incontri si svolgeranno dal 1° al 13 Aprilepresso la Sala Conferenze ASI (Strada Carrara 12/A, Località Tor Tre Ponti, Latina). Sono previste 7 giornate formative (1, 3, 5, 6, 8, 11, 12, 13 Aprile) per una durata complessiva di 35 ore. La domanda, debitamente compilata su apposito modello e corredata dalla fotocopia di un documento d’identità, dovrà pervenire al CAPOL per e-mail (capol.latina@gmail.com) oppure tramite Fax (0773.690979). Contatti: 329 812 0593; Pagina Facebook del CAPOL; evento Facebook CAPO – Corso tecnico riconosciuto per Assaggiatori di olio.

In programma laboratori pratici di assaggio e analisi organolettica, visita didattica in frantoio, lezioni teorichesul quadro normativo nazionale e comunitario e utili approfondimenti sui metodi di valutazione sensoriale degli oli e sulle tecniche di coltivazione, trasformazione, confezionamento, etichettatura e conservazione, oltre a un modulo dedicato alle proprietà nutraceutiche dell’olio extravergine di oliva.

Interverranno in aula: Luigi Centauri, Presidente del CAPOL e Capo Panel CAPOL;Alberto Bono, agronomo; Paolo Mastrantoni, consulente per le aziende olivicole; Maurizio Servili, professore ordinario dell’Università degli Studi di Perugia – Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali; Alessandro Rossi, Presidente LILT Sez. Latina – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori; il team di assaggiatori professionisti del CAPOL.

Al termine del percorso si svolgerà la cerimonia ufficiale di chiusura dei lavori presenziata dalle autorità territoriali. Tutti gli iscritti riceveranno l’attestato di partecipazione mentre a coloro i quali hanno superato le prove d’esame verrà consegnato il diploma di Idoneità Fisiologica chepermetterà agli interessati di accedere al 2° livello, necessario per l’iscrizione all’Elenco nazionale di tecnici ed esperti degli oli di oliva vergini ed extravergini.

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