Alimentare: Ferrarini punta sui territori. Si conclude oggi la formazione per i nuovi venditori

La capillarità della rete di vendita Ferrarini è da sempre un punto di forza del Gruppo. Lisa Ferrarini “Sosteniamo l’economia locale fatta delle tante piccole botteghe che animano i nostri centri”

Conoscere in modo approfondito il mondo Ferrarini, i segreti che sono dietro la qualità dei prodotti per trasmetterli ai clienti sono sempre stati parte fondante del successo del Gruppo Ferrarini. In quest’ottica l’azienda ha organizzato una due giorni di formazione e aggiornamento per i nuovi agenti del Gruppo Ferrarini che si conclude oggi nello stabilimento di Lesignano de Bagni (Parma) e che ha portato gli agenti in visita a tutti gli stabilimenti.

“Per Ferrarini- dichiara la presidente di Ferrarini Spa, Lisa Ferrarini- la formazione dei nostri venditori è fondamentale. I nostri agenti e la loro capacità di raccontare e spiegare i prodotti ai clienti sono un punto di forza e grazie a loro riusciamo ogni giorno a restare in contatto con migliaia di negozi al dettaglio tradizionali sparsi per l’Italia, che credono sempre nella qualità, nel legame con il territorio e, ancora oggi, chiamano i loro clienti per nome.”

“Il sostegno dell’economia locale – conclude la presidente Ferrarini, è per noi fondamentale e riteniamo che il dettaglio tradizionale possa coesistere con la grande distribuzione organizzata. I negozi di quartiere italiani continuano a rappresentare la storia di questo paese e l’eccellenza del Made in Italy.  Lì vince il rapporto umano ed il consumatore si affida al salumiere, che si distingue per la sua offerta selezionata di prodotti di alta qualità e gourmet. Questa è la forza che ha consentito a molti negozi al dettaglio di alimentari di crearsi una nicchia di mercato sempre più apprezzata dal consumatore.”

Grazie all’ampia gamma di prodotti il Gruppo Ferrarini si distingue come attore unico sul mercato, in grado di presentare un’offerta completa dell’alimentare italiano di alta qualità.

“La produzione del “Parmigiano Reggiano DOP”- ha spiegato il direttore marketing Claudio Rizzi- vanta il presidio da parte di Ferrarini dell’intera filiera, dal foraggio, alle bovine da latte, alla lavorazione fino alla stagionatura; nella primavera del 2007 Ferrarini è stata inoltre la prima azienda del comprensorio del Parmigiano Reggiano ad aver ricevuto la certificazione di prodotto “con latte ottenuto da alimentazione NON OGM”.”

Fondata a Reggio Emilia nel 1956, Ferrarini è ormai una tra le più importanti realtà europee nel settore agroalimentare e propone in tutto il mondo, oltre al suo prosciutto cotto, i prodotti tipici dell’italianità: dal Prosciutto di Parma DOP alle diverse specialità di salumeria, accompagnate dai prodotti dell’azienda agricola Ferrarini, come il Parmigiano Reggiano DOP, l’aceto balsamico di Modena IGP e il Tradizionale di Reggio Emilia DOP e i vini.

L’area della produzione agricola, delle Fattorie Ferrarini, dalla quale l’attività imprenditoriale ha preso avvio, si è notevolmente sviluppata nel tempo e rappresenta oggi un importante supporto all’attività industriale.

Ferrarini oggi è presente in 34 paesi ed è tra i leader di mercato nel food made in Italy di qualità in Giappone, USA, Svizzera, Spagna, Hong Kong e in importanti Paesi del Sud Est Asiatico come Singapore e Thailandia.

Capol, primi dati sull’attuale campagna olearia in provincia di Latina

Produzione stimata di circa 130mila quintali di olive, in calo del 40% rispetto alla media delle annate precedenti di carica. Le analisi iniziali confermano però la qualità degli oli pontini.

Si è svolto lo scorso fine settimana a Cori, presso il ristorante Sette Camini, il consueto incontro di fine anno per l’aggiornamento dei soci dell’associazione Capol – Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina – e degli operatori del settore olivicolo della zona nord della Provincia di Latina coinvolti nella filiera dell’olivicoltura. Hanno partecipato in 45 tra produttori, frantoiani, agronomi, tecnici ed estimatori.

Insieme agli addetti ai lavori sono stati valutati i profili organolettici e sensoriali degli Oli Nuovi, evidenziandone pregi e difetti, ed esaminando le problematiche dell’attuale campagna olearia. Gli assaggi sono stati curati dagli assaggiatori esperti del Panel del Capol, riconosciuto dal Mipaaf e operante presso la Camera di Commercio di Latina, coordinati dal Presidente del Capol e capo Panel Luigi Centauri.

Gli incontri di aggiornamento sono una tappa del più ampio progetto di valorizzazione della qualità dei migliori oli extra vergine di oliva pontini. Il Capol infatti organizza periodicamente concorsi, corsi di formazione, degustazione ed educazione al gusto per agevolare il consumo consapevole di EVO. Tutti strumenti a disposizione degli olivicoltori per ottimizzare la produzione e la lavorazione di questa secolare risorsa del territorio pontino.

“La conoscenza sensoriale e organolettica è di importanza strategica, soprattutto in stagioni come questa che si prospettano difficili dal punto di vista quantitativo, e solo un controllo analitico accurato può dare indicazioni certe sulla qualità del prodotto” – spiega Luigi Centauri. Secondo gli ultimi dati anche nella provincia di Latina è previsto un calo in media di circa il 40% rispetto alle annate precedenti di carica, con produzione stimata di circa 130mila quintali di olive.

In molte zone della provincia di Latina la fioritura è stata tardiva e l’allegagione compromessa da un andamento stagionale anomalo, con marzo siccitoso e le piogge e il freddo di maggio che hanno limitato l’impollinazione dei fiori. Il forte caldo estivo ha neutralizzato la mosca ma incrementato la siccità determinando il raggrinzimento delle olive, che solo a fine settembre, con le prime piogge, si sono ridistese e reidradate, iniziando l’attività di inoleazione.

 “Dalle prime analisi gli oli pontini risultano comunque di grande pregio – precisa Luigi Centauri – a conferma della straordinaria resistenza e versatilità delle cultivar autoctone, in particolare dell’Itrana, capace di regalare un olio dal sapore inconfondibile, con note mediamente piccanti e amare e dall’intenso sentore fruttato di foglia di pomodoro ed erba verde, con buon quantitativo di polifenoli bioattivi, dai grandi benefici per l’organismo, vista la funzione antiossidante di tali sostanze”.

La festa della vendemmia a La Rioja, in Spagna

La “fiesta de San Mateo” di Logroño (20 -27 settembre 2019), celebra le tradizioni vitivinicole della provincia di La Rioja.

Anche quest’anno la provincia di La Rioja e il comune di Logroño hanno celebrato la “Fiesta de San Mateo”, un festival ricco di eventi e spettacoli.  

La  provincia di La Rioja si trova a nord della Spagna ed è un territorio famoso in tutto il mondo per i vini pregiati. Il comune di Logroño è il capoluogo di questo territorio, divenuto celebre anche per il Cammino di Santiago di Compostela.

Ogni anno centinaia di turisti arrivano in questa terra del vino per prendere parte agli eventi della festa della vendemmia, nota come “Fiesta de San Mateo”. Il giorno più importante della settimana di festa infatti è quello della festa di San Matteo, il 21 settembre.  In questa data tutti gli anni si svolge una cerimonia nel parco del Espolón. Tanti bambini portano dei cesti  d’uva e la versano in un grande barile di vino. Due uomini vestiti con costumi tradizionali calpestano a piedi nudi l’uva nella grande vasca, accompagnati dalla musica, eseguendo una danza di movimenti circolari fino a riempire una brocca di mosto, che una volta benedetto, viene offerto alla Virgen di Valvanera, patrona di La Rioja.

Il festival della vendemmia offre tanti spettacoli che accompagnano le rappresentazioni tradizionali:  concerti musicali di ogni genere, feste taurine, danze di flamenco e degustazioni di prodotti tipici locali. Nelle stesse date inoltre ha luogo il torneo di San Mateo Pelota.

Le agenzie turistiche locali organizzano passeggiate tra i vigneti a piedi, in bicicletta e a cavallo e visite guidate alle cantine, ottima occasione per meglio comprendere i processi di elaborazione del vino.

Uno dei modi migliori per conoscere La Rioja e le sue tradizioni è visitare il Museo della cultura del vino Dinastia Vivanco, che si trova a Briones, a circa 36 chilometri da Logroño. Il museo contiene tutte le notizie sui vini del territorio e sulle fasi di produzione e invecchiamento del vino.

Chef e libri a Food&Book

La settima edizione è in programma dall’11 al 13 ottobre a Montecatini Terme. La Cena di Gala con Gennaro Esposito e altre decine di appuntamenti in programma, tra cui la degustazione con 600 produttori organizzata da Slow Wine

Dopo Chicco Cerea, Ezio Santin, Gualtiero Marchesi, Aimo e Nadia Moroni, Livia e Alfonso Iaccarino, sarà lo chef Gennaro Esposito il protagonista di una cena di Gala nell’ambito della settima edizione di Food&Book. Gli organizzatori hanno infatti pensato di invitare a Montecatini Terme lo chef del ristorante La Torre del Saracino di Vico Equense per una serata in suo onore in programma venerdì 11 ottobre, alle 20.30 presso il Grand Hotel & La Pace e, a festeggiarlo in cucina con la preparazione di piatti straordinari, sarà lo chef stellato Massimo Spigaroli dell’Antica Corte Pallavicina, in un evento a tavola che si preannuncia davvero unico.

Il Festival Food&Book si basa su un format originale, coinvolgendo scrittori e autori che in qualche modo raccontano il cibo e importanti chef che il cibo lo raccontano con le loro ricette e spesso con libri di successo. La settima edizione del Festival, che ha per tema sostenibilità, salute e lotta allo spreco, si svolgerà quest’anno dall’11 al 13 ottobre, sempre nelle storiche Terme Tettuccio di Montecatini Terme, uno degli esempi più suggestivi del liberty italiano. Al tema della sostenibilità e del “no spreco” è dedicata la cena di sabato 12 ottobre con un menu curato dallo chef Franco Aliberti che proporrà alcuni piatti che dimostrano come si possa realizzare un “piatto da chef” con quello che avanza in casa. Con Aliberti vi sarà Carlo Catani, autore di Tempi di recupero, scarti avanzi e tradizione nelle cucine dei grandi chef.

In tale ambito domenica 13 ottobre sarà dedicata a un prodotto iconico del no spreco: 10 chef si sfideranno nel realizzare polpette con ricettazioni diverse, dalla vegana al pesce, dalla carne a quella al cacio e pepe. Gli chef lavoreranno sotto l’occhio vigile di Anna Scafuri del Tg1, autrice di Una polpetta ci salverà. E ancora: Renato Bernardi e Adriana Volpe presenteranno in anteprima Così mi piace, un libro che indica come sia possibile far piacere ai più piccoli prodotti spesso rifiutati come le lenticchie o il pesce. Eleonora Cozzella racconterà la sua Carbonara perfetta. Un libro curioso quello di Bruno Damini che presenterà L’uovo di Marcello, fame e fama di grandi attori scomparsi che saranno presenti a Food&Book con le loro voci. Un altro personaggio che “resusciterà” per Food&Book sarà Pellegrino Artusi: in occasione del prossimo anniversario dei 200 anni dalla nascita gli saranno dedicati un libro e una pièce teatrale curata dall’inesauribile Gianni Zagato; Artusi sarà interpretato dall’attore Gino Manfredi, mentre l’attrice Marina Benedetto presterà la propria voce alla fedele collaboratrice di Artusi, Marietta Sabatini. Verrà a Montecatini anche lo scrittore Diego De Silva, che oltre a parlare dei suoi libri presenterà i vincitori del concorso Ti racconto una bufala promosso da “Leggere:tutti” insieme al Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana; Roberta Schira sarà per la prima volta a Food&Book con il libro appena uscito I nuovi onnivori, la gioia di mangiare tutto in cui sostiene un’alimentazione etica e tollerante. Sulla conflittualità legata al cibo, ma da un altro punto di vista, quello delle diete, interviene Patrizia Caldonazzo con un divertente pamphlet Le ho provate tutte, storie di diete e di insuccessi. Un’altra anteprima sarà il libro Qualcuno da Amare Qualcosa da Mangiare del social chef Lorenzo Biagiarelli. Ci si metterà a tavola anche con il commissario Montalbano con la Caponatina di Adelina di Maddalena Baldini, un libro in cui sono raccolte le ricette del commissario più famoso in Italia e non solo. Nelle tre giornate del Festival sono in programma decine di eventi, tra cui la degustazione di Slow Wine con la possibilità di scegliere tra gli oltre 1000 vini di 600 produttori della famosa guida. Spazio anche ai futuri chef con centinaia di studenti delle scuole alberghiere provenienti da tutta la Penisola che incontreranno gli ospiti del Festival (un incontro è previsto anche con Gennaro Esposito). Inoltre, studenti dirigenti scolastici e professori parteciperanno al convegno organizzato in collaborazione con Anp (Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola) e Renaia (Rete nazionale degli Istituti alberghieri) Il lavoro nel canale Horeca: formazione, skill e competenze. Sfida all’ultimo calice, poi, con decine di studenti degli Istituti alberghieri impegnati nella Corsa dei camerieri con tanto di vassoi e bicchieri per le vie di Montecatini.

Animazioni a tema gastronomico anche per i bambini. La libreria Giodò, specializzata in libri per i più piccoli, organizzerà giochi, incontri e presentazioni di libri in tema con il Festival. Tanti appuntamenti da non perdere in una sede prestigiosa come quella delle Terme Tettuccio che per il Festival sarà a ingresso gratuito (è necessaria l’iscrizione tramite e-mail a info@leggeretutti.it).

Programma sempre aggiornato sul sito www.foodandbook.it

Il Festival è organizzato dall’Associazione Leggere Tutti in collaborazione con Comune di Montecatini Terme, Terme di Montecatini Spa, Istituto Alberghiero Martini di Montecatini Terme, Agra Editrice e il mensile Leggere:tutti

Al via il 14 e 15 settembre il Festival Franciacorta in Cantina 2019

Torna il Festival del Franciacorta in Cantina, l’imperdibile appuntamento per gli amanti del bello e del buono che avranno l’occasione di trascorrere un rilassante weekend alla riscoperta dei luoghi dove nasce il Franciacorta. Sabato 14 e domenica 15 settembre, le cantine apriranno le porte per accogliere chiunque vorrà degustare le varie tipologie di Franciacorta e divertirsi in compagnia vivendo un’esperienza unica.

Giunta alla sua decima edizione, la kermesse non cessa di sorprendere, con proposte coinvolgenti e una ricca offerta di iniziative dedicate all’intrattenimento e all’approfondimento enogastronomico e culturale. Un appuntamento quindi adatto a tutti: dagli enoappassionati, che potranno partecipare a verticali e degustazioni a tema, agli amanti del buon cibo, che godranno delle gustose proposte di ristoratori locali e chef, tra tradizione e innovazione. Ampio spazio sarà dedicato agli sportivi, che potranno avventurarsi tra i vigneti e le colline facendo trekking e percorrendo itinerari a piedi o in bicicletta, così come alle famiglie che avranno la possibilità di divertirsi con iniziative ludiche e pic-nic nella natura. Non c’è poi occasione migliore per perdersi tra i molteplici luoghi di interesse storico, i castelli, i monasteri e i musei che costellano la Strada del Franciacorta dove i cultori dell’arte avranno solo l’imbarazzo della scelta tra affascinanti borghi, abbazie e ville immerse nel verde.

Una proposta ricca, che attira sempre più visitatori da tutta Italia, per i quali sono stati pensati pacchetti turistici ad hoc con proposte di soggiorno per il weekend in combinazioni di ogni tipo tra cantine, agriturismo, hotel, ristoranti e trattorie. Per coloro che visitano la Franciacorta per la prima volta, o per chi vuole girarla in comodità, sono disponibili anche dei bus tour della durata di tre ore circa (€ 5 a persona per il servizio bus e guida), che partendo da Rovato fanno sosta da alcuni produttori accompagnati da una guida turistica che racconterà il territorio.

Il punto di ritrovo principale saranno ovviamente le cantine, che per i loro ospiti hanno ideato eventi originali e fantasiosi. La prenotazione delle visite è obbligatoria contattando direttamente le cantine. Gli orari di apertura, salvo diverse indicazioni, saranno dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00.

Per scoprire quale itinerario è più adatto alle proprie esigenze e passioni, è a disposizione dei visitatori il nuovo sito www.festivalfranciacorta.it, dove ciascuno può trovare il percorso ideale.

Il nuovo sito nasce con l’intento di fornire una guida per esplorare il territorio, semplice da utilizzare e sempre a portata di mano! La scoperta dei luoghi e degli eventi che rendono unica la Franciacorta sono alla base della navigazione, che è stata pensata appositamente per semplificare e personalizzare questa esperienza, in modo intuitivo. Per far sì che i visitatori possano identificare l’itinerario più adatto ai loro interessi e passioni, festivalfranciacorta.it è stato arricchito con una funzionalità “gaming”. In apertura, infatti, il sito presenta un mini-questionario, che attraverso un semplice swipe right o left, consente all’utente di costruire il suo itinerario perfetto in Franciacorta.

Ogni itinerario contiene diverse tappe: cantine, ristoranti e alberghi. Tutto il necessario per visitare la Franciacorta, scoprire posti nuovi e non annoiarsi mai!

10 itinerari per 10 diverse “personalità”, pensati appositamente per chi è più amante della natura, per chi cerca l’avventura, per i wine-lovers naturalmente, per chi desidera godersi un po’ di relax con la famiglia.

info@festivalfranciacorta.it

Le 64 cantine aderenti al Festival Franciacorta in cantina: 

1701 – Abrami Elisabetta – Alberelle – Antica Fratta – Azienda Agricola Fratelli Berlucchi – Barboglio De Gaioncelli – Bariselli Gabriella – Barone Pizzini – Bellavista – Berlucchi Guido – Bersi Serlini – Biondelli – Boccadoro – Bonfadini – Bosio – Ca’ Del Bosco – Ca’ D’or – Castello Bonomi Tenute In Franciacorta – Castello Di Gussago La Santissima – Castelveder – Cavalleri – Clarabella – Colline Della Stella Di Arici Andrea – Contadi Castaldi – Corte Aura – Corte Fusia – CorteBianca – Derbusco Cives – Faccoli Lorenzo – Ferghettina – IBarisèi – Il Dosso – La Costa Di Ome – La Fiòca – La Fiorita – La Montina – La Riccafana di Riccardo Fratus – La Torre – Lantieri De Paratico – Le Cantorie- Le Marchesine – Lovera – Majolini – Marchesi Antinori Tenuta Montenisa – Marzaghe – Massussi Luigi – Mirabella – Monte Rossa – Mosnel – Pian Del Maggio – Quadra – Ricci Curbastro – Romantica – Ronco Calino – San Cristoforo – Tenuta Ambrosini – Tenuta Montedelma – Tenuta Moraschi – Turra – Uberti – Ugo Vezzoli – Villa Crespia – Villa Franciacorta

Gastronomia trascendentale: a Fano il XVII Festival Internazionale del Brodetto

La minestra di pesce in brodo ha la sua capitale mondiale

di Diletto Sapori.

“E lasciatemi divertire!”, diceva il poeta Aldo Palazzeschi riguardo a chi, come i poeti, mettono l’anima in ciò che fanno e magari non sono capiti…

Carissimi lettori, voi forse anche non capite il gravosissimo peso umano di chiamarsi Diletto Sapori, ed essere, non per vostra scelta ma per volontà di prepotenti genitori (ché la mamma mi volle Diletto, mentre il padre si chiamava Sapori), costretto, vita natural durante, a dilettarsi di sapori…

Quindi la fatica di affrontare un intero festival di un unico (ma è davvero unico?) cibo: il brodetto abruzzese, veneto e marchigiano, caciucco livornese o viareggino, buillabaisse a Marsiglia,ciuppin o buridda Genova, la zuppa di pesce alla siciliana, alla crotoniate, alla gallipolina, la ghiotta alla trapanese, la quatara di Porto   Cesareo, la zuppa alla portoghese con il granchio, e poi all’irlandese e alla russa, o il suquet all’andalusa ealla catalana dove il pesce prima viene fritto, o ancora la bisque francese, la dashi (Giappone), la fanesca  (Ecuador), l’halászlé (Ungheria), l’ucha (Russia), la waterzooi delle Fiandre…

Abbiate pietà, vi prego, amici di lettura: capite l’immane sofferenza del vostro Diletto?

Ma se questo è il mio destino, e virilmente l’accettassi, non resterebbe che renderlo utile a tutti, che almeno il mio… sacrificio, serva ad altri!

Veniamo, allora, a questo tappa della mia Via Crucis. Credevo che, come gli altri anni, il Festival del Brodetto si sarebbe svolto a Fano in settembre e, con l’intenzione di distrarmi da acuti impegni con le cucine emiliane, tra la sublime Clinica Gastronomica di Arnaldo (e il suo firmamento più che semisecolare di stelle Michelin) e l’eroismo del padre dei ristoratori bolognesi Palmirani nel salvare il suo Diana (dopo l’aggressione dei cotonari, che gli rubarono la vetrina), fuggii in incognito, usando il nome di Sergio Bevilacqua, nella ridente costa fanese.

Ah! Nessun impegno, finalmente! Il festival a settembre…: solo il mare e il cielo, il sole e, preziosissimo, l’anonimato!

Macché! Cartelloni mi assalirono già all’uscita dell’autostrada: il Festival mi aveva seguito e, per non darmi respiro, mi si era presentato in luglio, dal 4 al 7. Destino! Ed eccomi nuovamente di fronte all’obbligo ereditario: dilettarmi di sapori. Una maledizione.

Feci allora, come spesso, buon viso a “cattiva” (si fa per dire…) sorte, e m’immersi nei miei doveri di cronaca gastronomica trascendentale. Come sempre accade trovai aiuti, e cito i primi che la memoria mi propone: Otello Renzi, stupendo poeta del “sommelierato” e non solo, che ha curato la presentazione dei diversi Bianchello del Metauro che la “regìa” aveva disposto di abbinare ai 9 (nove) brodetti presentati, autore di un bellissimo libello di poesia enologica (insieme con Davide Eusebi, “Vini veri. Viaggio nei sensi sulle orme di Mario Soldati”) e i due conduttori Notari e Quaranta, il primo carne viva e passione, il secondo una macchina di coscienza gastronomica, efficiente motore di concetti culinari e cultura alimentare.

Ma vediamo i protagonisti:

Giorgio Barchiesi, alias Giorgione, con un brodetto che è servito da ouverture alla kermesse;

Stefano Ciotti, patron di un ristorante pesarese finalmente suo, dove la qualità gastronomica si sposa con il perfezionismo di un locale calibrato nei materiali e quindi nell’esperienza conviviale, spostata su livelli molto virtuosi e sofisticati, con il “Nostrano” di Pesaro, stellato;

Carmelo Carnevale, simpatico siciliano ambasciatore di tradizione e creatività italiana a Londra;

Flavio Cerioni, fanese d.o.c., immancabile giocatore di casa, benché pedinato dalla grande qualità del brodetto fanese del ristorante Mosquito, non presente al Festival;

Fabio Giorgini di Porto Recanati, coraggioso sfidante in duello del precedente;

Jean Pierre Soria, brodettista alla vastese, in bianco col pomodoro fresco;

Giorgio da Forno, punta di diamante della grande tradizione di pesce della laguna maranese;

Andrea Mainardi, un simpaticone allenatosi in Tivù, conosciuto come Chef Maina, lucidissimo e sapiente;

Daniel Canzian, ora milanese, ma vecchia conoscenza della montagna veneta, tra il Dolada e il Tivoli di Cortina d’Ampezzo.

Doveroso elenco: con gl’innesti d’entroterra tardo veneziano, come Mainardi di Bergamo ove il Leone di Venezia ruggiva agli Sforza, e Canzian neo milanese ma cresciuto sulle più belle Alpi dolomitiche cortinesi e dintorni, il Festival 2019 ha presentato una carrellata davvero esauriente del vero e proprio “brodetto”, nome diffuso in Adriatico per indicare la minestra di pesce in brodo, cioè quel piatto basato su un elemento liquido di base che lega pesci diversi (scelti, trovati, rimasti a seconda delle ricette e delle storie) e che si può presentare rosso (col pomodoro, ad esempio la conserva nel fanese) o bianco, come nel vastese.

Al di là dell’ex Golfo di Venezia, che condiziona l’identica definizione di “brodetto” che regge dal Friuli a Brindisi, la minestra di pesce cambia nome: “zuppa”, con un richiamo immediato alle fette di pane raffermo o anche leggermente croccante che s’inzuppano nel liquido generato dalla cottura e dalla manifattura, “cacciucco” che sembra derivare dal termine turco küçük, (che significa ‘di piccole dimensioni’), in riferimento ai piccoli pezzetti di pesce che compongono la zuppa, oppure, non senza problemi semantici, dallo spagnolo cachuco, nome di una specie di dentice, usato anche per indicare genericamente il pesce, e ci fermiamo, anche perché, come accennato sopra, da Genova al Portogallo e alla Russia la lista sarebbe lunga.

E veniamo a noi, ai brodetti del XVII festival di Fano: riporto le impressioni di questo ciclo importante, soffermandomi sugli elementi più importanti emersi. Il primo a memoria è l’ottimo uso delle spezie e degli aromi, e in particolare dello zafferano, nel brodetto di Giorgini di Porto Recanati. Il secondo è il generoso consiglio di Mainardi nella cottura della pasta di farine nobili “risottata” (mia definizione) cioè come un risotto, aggiungendo progressivamente liquidi (acqua, brodi, liquidi anche acidificanti come vino e aceti), in modo da non disperderne gli amidi, per ottenere cremosità, gusto del cereale e, alla fine, anche dell’accostamento ittico, ideale per i pesci di gusto delicatissimo. Proviene da varie fonti delle 9 suddette la importanza dello scorfano, con la sua frammista natura di pesce-crosataceo. Stefano Ciotti insiste sulle cotture differenziate dei diversi tipi di pesce, saggio principio da applicare sempre. Purtroppo, Daniel Canzian non viene ed è rappresentato con un poco di timidezza da due validi collaboratori che non lasciano molta impressione, mentre lui è un cuoco di grande carattere e di notevole esperienza di palati fini.

L’elemento internazionale, in questa edizione 2019, è lasciato al bravo Carmelo Carnevale, siciliano e portabandiera delle minestre di pesce in brodo italiche e non solo nella terra di Albione, sua capitale Londra. Ottima la sua interpretazione della Matalotta (a sua volta figlia di una zuppa francese di pesce e cipolla, di nome “matelote”) siracusana, abbinata con tartare di gambero e calamarata.

Ritorniamo da Otello Renzi per gli abbinamenti enologici: il Bianchello del Metauro è un certo tipo di Trebbiano abbastanza docile e resistente. Nato come beverino, incontra l’esperienza di una serie di cantine, tutte meritevoli (Cignano, Di Sante, Fiorini, Mariotti, Caudio Morelli, Terracruda, Fattoria Villa Ligi, Bruscia e Conventino) che lo portano a livelli di importanza inattesi. Ottime produzioni, Otello non sbaglia, ma alcune più audaci e coraggiose, ed è su queste che mi soffermo, rischiando forse di essere riduttivo: ma non sono solo io, anche il tempo è tiranno e mi son dovuto affidare al “naso”. Quindi ecco a voi 2 case: Bruscia e Conventino. Coraggio nell’andare oltre con l’invecchiamento, fino a sfidare dei grandi vini come il Gavi o lo Chablis, per entrambe le cantine. Su questo versante, soprattutto Conventino, che sgancia, in approfondimento con una mia visita, del Bianchello del 2009 e altro del 2012 sorprendendomi. Anche perché il giovane imprenditore Mattia Marcantoni, sostenuto dalla famiglia, dimostra di avere nelle sue note la padronanza completa del business e anche una notevole sensibilità enologica. Bravo. Ma anche Bruscia ha grandi qualità: la vastità della gamma, la comprensione del vino come prodotto sistemico, ove la degustazione apre a scenari diversi d’evocazione e cultura varia del territorio e di sinestesie. Ecco allora le altre arti, con eventi culturali in cantina che avvicinano a una produzione dalla storia concreta e solida, con le generazioni (Tullio e Dino, che aprono la via a Paolo, Davide, Stefano e Modestino) che lasciano strati di humus enologico che le nuove tecnologie saggiamente introdotte valorizzano, sotto l’occhio vigile di Stefano, anima della produzione.

Un Festival di grande eco mediatica sul web, di notevole spessore tecnico sui brodetti adriatici e sulle esperienze enologiche del Bianchello del Metauro, una vera scoperta in queste vinificazioni audaci e riuscite. Nonostante l’autorevole presenza apolide di Carmelo Carnevale, appare un poco allegra la definizione di Festival Internazionale: ma forse così deve essere, non prendiamoci troppo sul serio!

Il periodo appare anche azzeccato, dato un luglio fanese turisticamente appena un poco sottotono: certo, il tema è allettante e, con tutta l’attenzione che il mondo dedica alla civiltà gastronomica italiana, con un piccolo ulteriore investimento in comunicazione da parte delle istituzioni, ci si potrebbe permettere di farne un’attrazione globale e dunque dare alla economia turistica locale una briscola da giocare in bassa stagione, spingendo sull’internazionalità, sul Globale… Un Brodetto Globale che interessi un poco tutti e che, ad esempio in ottobre o novembre, richiami da tutti i continenti esponenti di questa umanità gastronomica che trova nel pesce un proprio alimento centrale e nella sua minestra in brodo una forma principe di degustazione e consumo. Sarebbe anche una buona occasione per valorizzare il contributo di sponsor come DeguStazione, in grado di fornire “vagoni” di produzioni gastronomiche diverse con elevati standard qualitativi lontani dai litorali marini e dai tempi di vacanza. L’operazione d’internazionalizzazione vera non è semplice, e prevede diversi passi progressivi: una edizione “Mediterraneo”, una successiva “Eurasia”, una ulteriore “Italo-Americana” e, forse, un’ultima “Brodetto Globale”.

Coraggio. Un programma ambizioso come questo, peraltro doveroso a questo punto, trova nella XVII edizione compiutasi del Festival Internazionale del Brodetto di Fano, un avvio davvero incoraggiante. Anche Diletto Sapori ne è convinto, perché tutto ciò che trascende la Gastronomia stretta lo interessa: altrimenti che Gastronomia… Trascendentale sarebbe, la sua?

E… lasciatelo divertire!

Se una sera d’estate un assaggiatore

Visita guidata al Giardino di Ninfa e degustazione guidata e informata degli oli extravergini di oliva delle migliori cultivar italiane e spagnole

Sabato 31 Agosto, dalle ore 17:00, presso il Giardino di Ninfa, si svolgerà l’iniziativa “Se una sera d’estate un assaggiatore … contro la banalizzazione delle percezioni e la globalizzazione del gusto”, organizzata dal Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina, con il patrocinio della Fondazione Roffredo Caetani Onlus, a cura del dott. Giulio Scatolini Capo panel COI (Consiglio Oleicolo Internazionale).

Ci sarà una degustazione guidata ed informata tra le essenze degli oli extravergine d’oliva di qualità, alla scoperta di alcune delle migliori cultivar italiane e spagnole: Itrana (Lazio), Moraiolo (Umbria), Coratina (Puglia), Nocellara (Sicilia) e le varietà iberiche Arbequina (Catalogna, Aragona, Andalusia), Picual (provincia di Jaén),Hojiblanca (Andalusia) e Manzanilla Cacereña (provicie di Càceres, Badajoz, Salamanca, Avila e Madrid).

L’incontro formativo sarà preceduto da una visita guidata del Monumento Naturale Giardino di Ninfa, tra resti architettonici medievali e suggestivi habitat naturalistici e paesaggiastici, e si concluderà con un buffet a base di prodotti tipici del territorio che metterà a confronto l’olfatto deciso dell’oliva delle cultivar italiane rispetto ai profumi della produzione spagnola.

“L’evento punta a educare il palato, per riconoscere un olio di qualità e alla portata di tutti – spiega il Presidente del CAPOL e capo panel Luigi Centauri – ma l’intento è anche quello di creare, nel contesto dello splendido Giardino di Ninfa, aperto per l’occasione dal Presidente della Fondazione Tommaso Agnoni, una sorta di spaesamento percettivo causato dalla bellezza del luogo e dalla piacevolezza degli oli assaggiati.”

Per la partecipazione è obbligatoria l’iscrizione entro il 28 agosto, fino ad esaurimento dei posti disponibili (massimo 100 partecipanti). Il prezzo di ingresso è di € 22,00 a persona. Il ricavato sarà destinato alla realizzazione della nuova sala panel del Capol presso i locali del Consorzio Area Sviluppo Industriale Roma-Latina. Contatti:capol.latina@gmail.com / 329 812 0593 / 329 109 9593.

Enogastronomia: seminari, incontri, percorsi e ‘ briganti’ con l’Unione Coltivatori in Basilicata al Parco della Grancia

Esperti di ambiente e territorio, sociologi, ricercatori e agricoltori “riscoprono” il valore dell’identità territoriale tra i “briganti” del Parco Nazionale della Grancia, il più grande Parco Storico Rurale e Ambientale d’Italia, che si estende su una superficie di 50 ettari alle spalle di Brindisi Montagna, borgo storico della Basilicata.

di Romolo Martelloni

Secondo i primi risultati di un’indagine sui consumi degli italiani che verrà presentata nel corso dell’evento in Basilicata, due responsabili d’acquisto su dieci sono attenti ai richiami territoriali sui packaging, espressi sotto forma di immagini paesaggistiche, abiti e attrezzi della tradizione italiana: sono richiami che hanno un forte potere evocativo, molto più profondo del generico Made in Italy, proprio perché connesso alla memoria profonda di un Paese, come l’Italia, a vocazione contadina. Cosi’ si presenta la manifestazione, a poco piu’ di un mese,  che ha come tema il cibo e i territori. Esperti di ambiente e territorio, sociologi, ricercatori e agricoltori “riscoprono” il valore dell’identità territoriale tra i “briganti” del Parco Nazionale della Grancia, il più grande Parco Storico Rurale e Ambientale d’Italia, che si estende su una superficie di 50 ettari alle spalle di Brindisi Montagna, borgo storico della Basilicata. Organizzato dall’ Unione Coltivatori Italiani (Uci) con l’Eurispes e l’Universita’ Mercatorum, si svolgera’ sabato 7 settembre dalle ore 10 presso il Castello Fittipaldi-Antinori a Brindisi Montagna, in provincia di Potenza, la giornata di seminari, incontri e percorsi gastronomici iniziando con un seminario dedicato alla ”Identita’ territoriale, agricoltura e mercati. Seguiranno laboratori, spettacoli, percorsi ludici ed enogastronomici per conoscere il Parco storico e rurale della Grancia il tutto nell’ ambito del festival che nei mesi estivi richiama l’attenzione di migliaia di persone. Ci sara’ spazio, alla fine della giornata, per uno spettacolo teatrale popolare con ”La storia bandita”, un affresco storico che ripropone in chiave epica il periodo delle insorgenze e del Brigantaggio post-unitario nel Sud Italia.  

Mario Serpillo, Presidente UCI e componente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio sottolinea come «Parlare di territorio oggi è riduttivo. Noi volgiamo il nostro sguardo su qualcosa di più ampio, di metafisico. Territorio, produzioni, cultura e persone sono aspetti diversi di un medesimo concetto, l’identità. Che è fenomeno complesso, costituito su vari livelli, che parte da lontano nel tempo. Siamo qui per ricordarlo e celebrarlo, consapevoli del fatto che può essere proprio questa la nostra forza, il nostro tratto distintivo. Noi vogliamo ricordare per innovare, sviluppare e celebrare. Credo che il compito dell’Osservatorio debba essere questo».  Sono previsti i saluti di Vito Bardi, Presidente della Regione Basilicata; Francesco Fanelli, Assessore all’Agricoltura della Regione Basilicata; Gerardo Larocca, Sindaco di Brindisi Montagna; Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes mentre gli interventi sono di Nicola Manfredelli, Presidente del Parco della Grancia e Presidente regionale Uci Basilicata; Giovanni Cannata, Presidente dell’Osservatorio e Magnifico Rettore dell’Universitas Mercatorum; Alberto Mattiacci, Direttore dell’Osservatorio e Presidente del Comitato Scientifico dell’Eurispes; Ettore Bove, Professore Ordinario di Economia e Politica Agroalimentare presso l’Università della Basilicata; Pino Aprile, giornalista e scrittore. Conclude: Mario Serpillo, Presidente Uci Nazionale e Componente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio. 

CAPOL Latina: corso professionale riconosciuto per Assaggiatori di Olio Vergine ed Extravergine d’oliva

Dal 9 al 19 Settembre presso la Sala Conferenze del Consorzio per lo Sviluppo Industriale Roma-Latina. 7 giornate formative per una durata complessiva di 35 ore.

In programma laboratori pratici, visita didattica in frantoio e lezioni teoriche. Tutti gli iscritti riceveranno l’attestato di partecipazione mentre a coloro i quali hanno superato le prove d’esame verrà consegnato il diploma di Idoneità Fisiologica che permetterà agli interessati di accedere al 2° livello, necessario per l’iscrizione all’Elenco nazionale di tecnici ed esperti degli oli di oliva vergini ed extravergini.

Nell’ambito delle attività formative il CAPOL – Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina, in collaborazione con l’ASPOL – Associazione Provinciale Produttori Olivicoli Latina, e il patrocinio della Camera di Commercio di Latina e del Consorzio per lo Sviluppo Industriale Roma-Latina, organizza il II Corso professionale riconosciuto per Assaggiatori di Olio Vergine ed Extravergine d’oliva – edizione 2019, rivolto a produttori, frantoiani, commercianti del settore, ristoratori, tecnici e appassionati.

Gli incontri si svolgeranno dal 9 al 19 Settembre, in orario 17 – 20:30, presso la Sala Conferenze ASI (Strada Carrara 12/A, Località Tor Tre Ponti, Latina) per una durata complessiva di 35 ore. La domanda, compilata su apposito modello e corredata dalla fotocopia di un documento d’identità, dovrà pervenire al CAPOL per e-mail (capol.latina@gmail.com) oppure tramite Fax (0773.690979). Contatti: 329 812 0593; Pagina Facebook del CAPOL; evento Facebook.

Nel programma delle giornate formative ci sono laboratori pratici di assaggio e analisi organolettica, visita didattica in frantoio, lezioni teoriche sul quadro normativo nazionale e comunitario e utili approfondimenti sui metodi di valutazione sensoriale degli oli e sulle tecniche di coltivazione, trasformazione, confezionamento, etichettatura e conservazione, oltre a un modulo dedicato alle proprietà nutraceutiche dell’olio extravergine di oliva.

Interverranno in aula: Maurizio Servili, professore ordinario dell’Università degli Studi di Perugia – Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali; Luigi Centauri, Presidente del CAPOL e Capo Panel CAPOL; Alberto Bono, agronomo; Paolo Mastrantoni, consulente per le aziende olivicole; Alessandro Rossi, Presidente LILT Sez. Latina – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori; il team di assaggiatori professionisti del CAPOL.

Al termine del percorso si svolgerà la cerimonia ufficiale di chiusura dei lavori presenziata dalle autorità territoriali. Tutti gli iscritti riceveranno l’attestato di partecipazione mentre a coloro i quali hanno superato le prove d’esame verrà consegnato il diploma di Idoneità Fisiologica che permetterà agli interessati di accedere al 2° livello, necessario per l’iscrizione all’Elenco nazionale di tecnici ed esperti degli oli di oliva vergini ed extravergini.

Orecchiette per tutti gusti: al tè nero, alle alghe, al ragù di polpo e quelle ai sapori della Valle d’Itria

Mercoledì 7 e giovedì 8 agosto a Grottaglie (TA) l’ottava edizione di Orecchiette nelle ‘nchiosce – on the road nel famoso quartiere delle Ceramiche. Percorsi enologici e laboratori

Orecchiette per tutti i gusti e in tutte le salse: quelle al tè nero, all’alga spirulina, con filetto di alice, al ragù di polpo e ai sapori della Valle d’Itria.

Sono queste alcune ricette, tutte originali e gustosissime, che presenteranno gli chef pugliesi in occasione dell’ottava edizione di Orecchiette nelle ‘nchiosce – on the road.

Il famoso quartiere delle Ceramiche di Grottaglie, nel tarantino, con le sue numerose botteghe artigiane si trasformerà in un percorso di gusto tra tradizione e rivisitazioni. Tante le ricette invitanti create per l’evento che si potranno assaporare.

Saranno poi le cantine e i birrifici artigianali ad esaltare la maestria degli chef e, quindi, con mappa in una mano e calice nell’altra, si andrà alla scoperta dei vari stand.

Due serate dedicate alle orecchiette e alla possibilità di poter scegliere la ricetta giusta che abbraccia tradizione e sperimentazione.

Per chi non si accontenta solo di mangiare ma vuole mettere le mani in pasta troverà un laboratorio per imparare a preparare manualmente le orecchiette. E persino un laboratorio di birra.

Immancabili saranno i gli artisti di strada e dj set che intratterranno con divertimento il grande pubblico.

Insomma, due serate all’insegna del gusto e del divertimento in uno dei centri storici più belli del tarantino a due passi dal mare.

Orecchiette nelle ‘nchiosce – on the road  è organizzato dalla società K202/M.A.O con la collaborazione di Slow Food Grottaglie Vigne e Ceramiche e il patrocinio del Comune di Grottaglie.

Per informazioni: www.orecchiettenellenchiosce.com

CHEF e PIATTI:

Orecchiette al profumo di orto

Angela Console

Orecchiette integrali con ragù di polpo e pane dei poveri

Giuseppe Panebianco

Orecchiette con gamberetti affumicati, alga spirulina e colatura di alici

Luca Caliandro

Orecchiette cacioricotta e pomodori

Domenico Marinelli

Orecchiette al Tè nero affumicato

Maria Carmela D’Acunto

Orecchiette CroccAlice

Orecchiette con mousse di ricotta e acciughe, polvere di finocchietto selvatico, pomodorini arrostiti, orecchiette fritte croccanti. 

Loredana Ballo

Le orecchiette incontrano il mare

Adriano Schiena

Orecchiette ai profumi della Valle d’Itria

Cosimo Guarino

 Orecchiette ai sapori della fattoria

Sabrina De Felice e Annamaria Trani 

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