‘Ether, il quinto elemento’, incontra Lamberto Vallarino Gancia

Lamberto Vallarino Gancia  si racconta esaltando il messaggio dell’arte ma anche la cultura del mondo imprenditoriale italiano

Di Macrì Martinelli Carraresi

Ambiente, cultura, tradizioni ed eccellenza made in Italy sono alcuni degli argomenti sviluppati nel corso dell’incontro con Lamberto Vallarino Gangia proposto dal Podcast d’intrattenimento culturale ‘Ether il quinto elemento’ sull’omonimo canale.  Lamberto Vallarino Gancia,  tra l’altro già vicepresidente di Federalimentare e membro del comitato di Confindustria, di Centromarca, presidente di Federvini, oggi  presidente onorario di Comitè vin, Accademico onorario  dell’ Accademia Agricoltura, della vite e del vino, membro scientifico Agrinnova, Presidente della cantina ideale, esponente di una delle più emblematiche famiglie italiane che, con la loro storia, tradizione, capacità rappresentano l’eccellenza nel nostro paese nel mondo, porta avanti  con stile, competenza ed ecletticità un percorso che vuole valorizzare bellezza, cultura e tradizione  dividendosi   tra  l’attività di enologo e consulente di grandi marchi, l‘impegno volto alla memoria e continuità del marchio di famiglia e quello di presidente del Teatro Stabile di Torino.  

“Ogni giorno bisogna trovare qualcosa di bello e pensare a chi vuoi bene, al lavoro che ti appassiona, agli amici, la mia priorità è essere positivo” e ancora  “La fede  è una componente fondamentale per la struttura interiore di ogni persona” questi alcuni dei principi che animano il pensiero di Lamberto Vallarino Gancia  e, proprio la sua  energia e positività che ha  coinvolto e convinto  Torino ad affidargli ancora, per un secondo mandato, la presidenza al Teatro Stabile premiando la sua visione che spazia dall’ internazionalizzazione, alla cura e  riscoperta  delle tradizioni, all’ innovazione. 

Ricco e diversificato il cartellone e le proposte dello Stabile, come ricca e originale è la sua ottica che guarda all’industria del settore vinicolo che unisce rispetto e difesa dell’ambiente, sostenibilità, innovazione e coraggio per esaltare  il made in Italy. Questo e molto altro nel nuovo incontro di ‘Ether, il quinto elemento’, ideato e condotto da Isabel Russinova in collaborazione con il web magazine Daily Cases diretto da Tiziana Primozich.   

Ercole Olivario 2020: trionfa l’EVO Itrana

Due primi posti per la provincia di Latina con Lucia Iannotta e Mater Olea

L’olio extravergine d’oliva monocultivar Itrana protagonista anche quest’anno del Premio Nazionale Ercole Olivario 2020, promosso da Unioncamere, CCIAA di Perugia e MIPAAF; con la partecipazione di Unioncamere Umbria, CCIAA del Molise, Agenzia ICE, Associazione Mirabilia; il supporto di Sistema camerale nazionale; CREA – IT; associazioni dei produttori olivicoli e delle istituzioni impegnate nella valorizzazione dell’olio di qualità italiano.

La proclamazione dei vincitori della XXVIII edizione è stata trasmessa stamattina (18/06/2020, ore 11:00) in diretta streaming. Tra loro anche due olivicoltori pontini che hanno conquistato due primi posti: “Olio Iannotta – Dop Colline Pontine” dell’Azienda Agricola Iannotta Lucia di Sonnino, 1° Classificato nella Categoria E.V.O. DOP Fruttato Intenso; “Mater Olea Elegante” dell’Azienda Mater Olea S.R.L. di Prossedi, 1° Classificato nella Categoria Extravergine Fruttato Intenso.

98 le etichette italiane partecipanti, di cui 16 laziali. Gli altri oli finalisti della provincia di Latina erano: “Orsini Colline Pontine Dop” e “Riserva Paola Orsini”, entrambi monocultivar biologici dell’Azienda Agricola Biologica Paola Orsini; “Don Pasquale – Dop Colline Pontine” e “Caieta”, entrambi E.V.O. monocultivar dell’Azienda Agricola Cosmo Di Russo; “Cetrone Colline Pontine Dop”, E.V.O. monocultivar dell’azienda agricola Alfredo Cetrone; “Bel Colle”, monocultivar dell’azienda agricola Biologica Alessandro Scanavini; “Le Camminate” E.V.O. biologico monocultivar dell’azienda agricola Adria Misiti; “Rave Marine” E.V.O. monocultivar dell’azienda agricola Casino Re Di Coletta Filomena.

“Ancora un riconoscimento prestigioso per l’olivicoltura del nostro territorio, e in particolare per il nostro olio monovarietale da Itrana – commenta dopo la cerimonia Luigi Centauri, Presidente del CAPOL (Centro assaggiatori produzioni olivicole Latina) – un risultato che riconferma ancora una volta l’eccellenza dei profili sensoriali della cultivar Itrana già riscontrata nella sala PANEL della CCIAA di Latina in occasione della XV edizione del Concorso provinciale “L’Olio delle Colline”. 

“Esprimo le mie personali congratulazioni – ha tenuto a sottolineare Mauro Zappia, Commissario straordinario della Camera di Commercio di Latina – per i premi ricevuti in occasione di quest’ultima edizione dell’Ercole Olivario, nonché il personale apprezzamento per l’impegno profuso dalle aziende Iannotta Lucia di Sonnino e Mater Olea S.r.l. di Prossedi. L’entusiasmo, la competenza e la scrupolosità maturate nella gestione dell’impresa sono alla base dell’eccellenza di una attività ormai consolidata nell’ambito del settore agroalimentare, il cui giusto riconoscimento è stata l’assegnazione di un importante premio a valenza nazionale.”

Competere.Eu lancia l’Osservatorio Sustainable Nutrition

Al centro delle attività come rendere più sostenibili la filiera alimentare e dell’agricoltura nel rispetto dell’ambiente e della sostenibilità

“L’Osservatorio Sustainable Nutrition di Competere.Eu ha l’obiettivo di fornire ai cittadini le conoscenze per compiere scelte alimentari e ambientali consapevoli e meno ideologiche; aiutare le istituzioni ad elaborare politiche che favoriscono la crescita di filiere sicure e sostenibili che creano occupazione, prosperità, aumentando i diritti e le libertà dei cittadini; collaborare con le aziende per meglio comprendere e rispondere alle sfide della nutrizione sostenibile.”

Presentano con queste parole la nascita dell’Osservatorio Sustainable Nutrition di Competere.Eu il presidente Pietro Paganini e il Segretario Generale Roberto Race.
L’Osservatorio nasce in seguito a un ciclo di iniziative a cui hanno partecipato docenti e ricercatori universitari, consulenti e professionisti del settore e rappresentanti di aziende e istituzioni e arricchisce una programmazione strutturata che vede il think tank impegnato nella promozione di filiere agricole e alimentari sempre più produttive e sostenibili, in Italia e nel mondo.

 “Con l’Osservatorio Sustainable Nutrition- spiegano Paganini e Race- vogliamo facilitare l’accesso dei cittadini ad alimenti sicuri prodotti in modo sempre più sostenibile e rispettoso della biodiversità.
É una sfida a cui anche noi di Competere.Eu vogliamo contribuire. Partecipiamo al dibattito pubblico con idee e proposte che elaboriamo con chi si occupa di nutrizione e sostenibilità adottando il metodo della scienza per superare l’emotività e gli slogan ideologici e degli interessi commerciali.
Siamo 7,6 miliardi, e nel 2050 saremo quasi 10 miliardi. Tante bocche da nutrire in modo sicuro. Restano disparità. In pochi hanno tanto e tanti hanno poco. Molti ancora muoiono di fame. Nei secoli l’umanità ha lavorato per migliorare la sicurezza dell’alimentazione e ampliare il numero di coloro che possono accedervi.
La maggior parte di quello che serve viene preso ancora dalla terra, trasformata per allevare e coltivare. Grazie all’innovazione e a tecniche sofisticate la produttività è migliorata insieme all’efficienza. Rendere i processi di produzione sostenibili, riducendo l’impatto sull’ambiente e la biodiversità, è la chiave per un futuro migliore e con meno disuguaglianze.”

“Abbiamo voluto inquadrare il problema della nutrizione- spiega Pietro Paganini – per distinguerci da chi, nel settore dell’alimentazione e della sostenibilità, utilizza solamente slogan per promuovere progetti ideologici o realizzare piani commerciali, servendosi spesso di informazioni false o fake news.
Noi affrontiamo il problema della nutrizione sostenibile per avvicinarci a una soluzione concreta e bilanciata. Altri lo usano come strumento per guadagnare consensi o vendere beni e prodotti illudendo i consumatori.
Non abbiamo la sciocca presunzione di salvare il pianeta e di eliminare la povertà. Piuttosto vogliamo adottare il metodo sperimentale della Sustainable Nutrition per migliorare la convivenza di noi uomini su questo meraviglioso pianeta.
Vogliamo superare le fake news su alimentazione e ambiente per offrire a consumatori, aziende e politici, lo strumento del senso critico per trovare soluzioni che mettano al centro il pianeta ma anche e soprattutto, l’uomo. Non si migliorano la sostenibilità e la biodiversità se non si risponde alla sfida della nutrizione”.
In questi anni abbiamo assistito al boicottaggio di alimenti salutari e sostenibili, come l’olio di palma, il grano canadese e la pasta, la carne e i salumi, per fini protezionistici e commerciali, e ideologici, servendosi di informazioni false e prive di evidenze scientifiche. Abbiamo sperimentato la massiccia diffusione di pubblicità e slogan salutisti, di prodotti “senza”. Ci si è esaltati per la rivoluzione dal basso del consumatore che ha spinto le aziende a cambiare la formulazione dei propri prodotti verso scelte più salutari e sostenibili. Ma poi abbiamo scoperto che i prodotti sostituiti erano meglio di quelli introdotti; che il consumatore è stato male informato dai media e dalle stesse aziende. Più che una rivoluzione si è trattato di una restaurazione per fini commerciali in cui il consumatore crede di essere protagonista ma è vittima. Tutto questo perché spesso non ha lo strumento del senso critico per compiere scelte autenticamente sostenibili”.

“Non vogliamo- conclude Roberto Race – stabilire cosa è buono per il consumatore e per il pianeta, ma aiutare il consumatore a scegliere attraverso il metodo della scienza e il senso critico. E questo è l’approccio che dovrebbero avere le istituzioni. Viviamo in un mondo globalizzato nel quale oggi un consumatore italiano può comprare on line quasi tipo di prodotto alimentare proveniente da tutto il mondo. Non ha senso, per la stessa dignità delle istituzioni, creare regole e divieti che poi possono essere facilmente aggirabili. È il consumatore che deve stabilire se è buono per lui e per il pianeta, e non altri al suo posto. Non siamo in uno Stato totalitario dove ad imporre sono i funzionari pubblici, anche se scienziati, o le aziende stesse. Le tasse sullo zucchero e le bibite gasate sono un altro esempio, di interventismo pubblico scellerato che rischia di portare come conseguenza solo che le aziende decidano di spostarsi in altri paesi.  Il consumatore deve poter scegliere liberamente dopo essersi informato. Siamo convinti che il nostro osservatorio possa avere un ruolo fondamentale per stimolare l’eccellenza della filiera italiana, tutelarne e promuoverne i marchi a livello globale raccontando l’impegno nel produrre cibo sicuro e sostenibile”.

Musement: il giro d’Europa in 5 piatti tipici

Se gli italiani non possono ancora viaggiare in Europa, l’Europa arriva direttamente nelle case di tutti i viaggiatori. Come? Passando dalla cucina.

Esistono itinerari di viaggio organizzati per scoprire le tradizioni enogastronomiche di ogni paese e poi ci sono dei piatti tipici che consentono di esplorare il mondo in un solo boccone, scoprendo piccole cittadine e metropoli dalla fama internazionale. Grazie alla classifica dei 5 tra i piatti più pop del continente, Musement sottolinea come i confini geografici non siano una barriera per coloro che nutrono la propria anima lasciandosi trasportare de esperienze di viaggio insolite ed indimenticabili, anche attraverso il gusto.

Pasta al pomodoro – Italia

Italia è sinonimo di pasta. Con il sugo di pomodoro, una foglia di basilico e una spolverata di parmigiano, non sarà più necessario attraversare la penisola per assaporare il gusto mediterraneo del paese delle grandi eccellenze, enogastronomiche e non. Bianco, rosso e verde: proprio come la bandiera dell’Italia, sono pochi gli ingredienti necessari a completare la ricetta che più rappresenta la cultura culinaria del Bel Paese. Una vera celebrazione di autenticità e di quei sapori semplici che, sposandosi alla perfezione, regalano un viaggio sensoriale senza paragoni.

Moules Frites – Belgio

Morire dalla voglia di visitare il Belgio ma essere bloccati a casa? Ecco che corrono in soccorso le Moules Frites, una delle ricette più gustose del paese. Niente pregiudizi però: le cozze accostate alle patatine fritte potranno sembrare un insulto a tutte le cucine che si rispettino fino al momento in cui non le si avranno sotto i denti. La ricetta, nata a Lille, nel nord della Francia, è semplice e non richiede grandi doti culinarie. Pochi i passi da seguire per bollire le cozze, marinarle nel vino o nel burro, friggere le patate e completare l’opera con un po’ di salsa… il vostro palato apprezzerà certamente!

Smørrebrød – Danimarca

Fast food danese per scoprire il paese scandinavo. Lo smørrebrød, letteralmente “pane imburrato”, è una delle pietanze da non lasciarsi sfuggire durante un viaggio al nord e perché quindi non provare a riprodurlo direttamente dalla propria cucina? Grande classico della tradizione di questa nazione, il pane imburrato è considerato un ottimo modo per usare ciò che è rimasto in frigo. Tra gli ingredienti più famosi, il paté di fegato e il sild, aringa sottaceto con salsa. Amato dai giovani e diventato cibo super trendy, prima di mettersi ai fornelli sarà necessario ricordare solo pochi consigli: per ogni alimento il suo pane specifico. Qualche esempio? ll salmone e i gamberetti vanno serviti su pane bianco. La salsa tartara con pane nero, preferibilmente guarnito con tuorlo d’uovo e rafano.

Bitterballen – Olanda

Sono famose in tutto il mondo e riscuotono tanto successo quanta diffidenza. Le Bitterballen sono un piatto grezzo e sorprendente da gustare ad Amsterdam, ma anche seduti comodamente sul proprio divano. Le polpette di carne sono un piatto tipicamente olandese che rappresenta la ‘gezelligheid’, parola che significa comfort, socialità e convivialità in toto. Non esiste una festa dove non siano offerte e le si trova praticamente in qualsiasi bar. Per un’autentica esperienza dutch home made, sarà sufficiente procurarsi carne di manzo o di vitello, burro, prezzemolo e noce moscata. A piacimento un pizzico di curry o dei piccoli tocchetti di verdura e uno strato di senape: in Olanda anche lo street food è sorprendente!

Paella – Spagna

Crocevia di gusti e tradizioni, la Spagna ha saputo accontentare tutti i golosi con un unico piatto: la Paella. Riso, zafferano, spezie, verdure, carne e pure pesce nella sua versione originale valenciana. La ricetta è conosciuta come uno dei piatti che porta in alto la cucina spagnola nel mondo. Celebre in ogni angolo del globo, pochi sanno che la paella, nel corso del tempo, è mutata dando così vita a numerose varianti a seconda della zona della spagna in cui la si mangia. Il segreto per riprodurre la versione più autentica nelle proprie cucine? Materie prime di ottima qualità e tanta passione.

Musement, ecco come il rituale del tè si trasforma nell’occasione per scoprire il mondo

Tè nero, Bubble tea, Masala chai, Rooibos, The verde e Matcha. Da non perdere i suggerimenti della piattaforma per una fuga sensoriale alla scoperta di Londra, Taiwan, India, Africa, Cina e Giappone davanti ad una tazza bollente.

Paese che vai, tè che trovi. Ogni destinazione custodisce non solo preziose gemme culturali, artistiche e paesaggistiche ma anche una tradizione enogastronomica di cui, spesso, il tè la fa da padrona. Perché quindi non trasformare il rituale del tè in una nuova occasione per attraversare con la mente i confini nazionali e abbandonarsi a momenti in cui gusto e scoperta viaggiano all’unisono? Musement, consapevole del fatto che in un momento come questo non ci sia modo migliore per scoprire nuovi luoghi se non attraverso i sapori e i profumi di un luogo, ha stilato un elenco di 6 destinazioni verso cui viaggiare semplicemente mettendo l’acqua nel bollitore. Da Londra a Taiwan, passando per India, Africa, Cina e Giappone: come un abbraccio, aromatico, caldo ma leggero, il tè immergerà tutti gli appassionati nelle storiche tradizioni di alcuni dei paesi più affascinanti del mondo.

The nero, Inghilterra

L’afternoon tea trova la sua più completa declinazione a Londra, dove le 17 hanno un solo significato: tè nero con latte e un tripudio di stuzzichini, sia dolci che salati. Impossibile non concedersi un peccato di gola nella capitale d’Inghilterra dove questo momento affonda le proprie origini nella storia. Un’esperienza imperdibile che profuma di tradizioni e che, tra eleganti porcellane bianche, si conferma come l’appuntamento più atteso della giornata da vecchie e nuove generazioni. Proprio come faceva la 7° Duchessa di Bedford, Anna, nel 1800, ancora oggi grandi e piccini si ritrovano con amici e parenti per un light break nelle tea room più blasonate della città… dove la prenotazione è d’obbligo!

Bubble Tea, Taiwan

Pochi sanno che gli inglesi considerano la produzione di tè taiwanese tra le più prestigiose in circolazione. Perché? A Taipei e in tutto il resto del paese il tè è molto più di una semplice bevanda: è un’autentica forma d’arte, oggetto di un rituale preciso che scandisce ogni pasto. Una vera e propria devozione che nel corso del tempo, tra bacchette d’incenso e decorazioni floreali, ha assunto forme e gusti differenti… fino a trasformare il Bubble Tea in un foodtrend internazionale. Un tè freddo dolcissimo, con caramelle gommose da aspirare con la cannuccia. Colorata, divertente e assai poco gourmand, la bevanda è l’esempio di come il paese sappia rivisitare tradizioni antiche combinando sapientemente storia ed innovazione.

Masala Chai, India

Nato come la versione economica del tè nero, il Masala Chai è entrato a far parte della cultura indiana agli inizi del ‘900.  Le sue origini risalgono infatti al periodo coloniale inglese, durante il quale il consumo di tè tra le popolazioni locali veniva incentivato dai coloni. Con la bevanda si è dato origine anche a un rituale in cui i sapori audaci e i colori accesi sono ancora elementi immancabili. Tè nero, preferibilmente di Assan, il latte e le spezie come zenzero, chiodi di garofano e pepe sono tutti ingredienti che riflettono il DNA del paese. Un lembo di terra dove i forti contrasti caratterizzano ogni esperienza di viaggio.

Rooibos, Sud Africa

Dolce e dal gusto raffinato, il Rooibos arriva dal lontano Sud Africa e con il solo profumo porta alla memoria tutti gli elementi naturali che caratterizzano una delle terre più affascinanti del mondo. L’infuso, ricchissimo di sali minerali e vitamina C, possiede la particolare proprietà di ridurre la sensazione di sete e riserva piaceri autentici al palato. Usato da sempre dai nativi della zona attorno ai monti Cedar, la bevanda si ricava da un piccolo cespuglio la cui fibra viene spezzata, macinata e posta a fermentare per circa 8 ore. Al termine del procedimento il prodotto viene essiccato al sole e all’aria, elementi unici che fanno dell’Africa lo scenario perfetto per momenti memorabili, per poi essere setacciato, pulito e pronto all’uso. Con il Rooibos il continente nero non è mai stato così vicino e pronto a raccontarci storie.

Tè verde, Cina

Forse non tutti sanno che la Cina è il luogo dove è stata scoperta la prima foglia di tè. Nata nel III secolo nella zona meridionale del paese, la bevanda veniva originariamente preparata con foglie cotte a vapore, pestate in un mortaio e ridotte a un panetto poi bollito con riso, zenzero, sale, buccia di arancia, spezie, latte e a volte cipolle. Qui la cerimonia, che prende il nome di Gongfu Cha, assume una ritualità senza paragoni e segue regole rigide – soprattutto se si serve il Long Jing, conosciuto come il miglior tè verde del mondo grazie al suo carattere tostato ed il sapore fruttato. Un’esperienza che, se vissuta ad occhi chiusi, fa emergere le peculiarità di un paese ricco di tradizioni millenarie.

Matcha, Giappone

Giappone fa rima con tè. In un paese in cui le tradizioni legate alla bevanda ebbero origine nel XII secolo, imprescindibile un viaggio attraverso il gusto alla scoperta del rituale locale in questa parte di mondo. Una cerimonia che affonda le proprie radici nel buddismo, dove la ricerca della bellezza e la contemplazione sono le colonne portanti della filosofia di pensiero. Un’esperienza memorabile necessita però anche di ottime materie prime. Uji, vicino a Kyoto, nasconde alcuni dei più antichi produttori di Matcha del Paese, il tè verde in polvere che sembra abbia incredibili proprietà benefiche e che ormai ha conquistato anche gli appassionati bevitori di tè in occidente. Le piantagioni di matcha di Uji sono aperte al pubblico e riforniscono alcune tra le migliori sale da tè dell’intero paese, pronte a far rivivere momenti dal tocco senza tempo.

I terrazzamenti valtellinesi sono Coronavirusfree

Come si reagisce al Covid-19? Non lo sappiamo, ma ci proviamo. Promuoviamo il Made in Italy!

Magari con una passeggiata all’aria aperta. Sicuramente unica e affascinante se fatta sui terrazzamenti della Valtellina.

Se i luoghi chiusi sono un problema la montagna ci viene in aiuto grazie allo splendido scenario dei 2.500 km di vigneti terrazzati valtellinesi che sono Coronavirusfree.

Per questo motivo la Casa Vinicola Nera ha deciso di anticipare il periodo nel quale è possibile visitare i vigneti di proprietà dell’azienda agricola situati nella zona di produzione del Valtellina Superiore DOCG. In particolare:

– località Calvario nel comune di Tresivio, raggiungibile con qualsiasi mezzo, della durata di 45-60 minuti;

– località Carmine nel comune di Poggiridenti, raggiungibile con qualsiasi mezzo, della durata di 60-90 minuti.

E dopo i terrazzamenti volendo in zona non c’è che l’imbarazzo della scelta per due passi in montagna. Come ha fatto Simone Nera (vedi foto allegata) approfittando del clima quasi primaverile, accompagnato dall’ultima nevicata che ha dipinto scenari da favola.

Ovviamente saranno garantiti la massima sicurezza con riferimento ai recenti provvedimenti straordinari adottati dalle autorità sanitarie che verranno scrupolosamente seguiti insieme alle raccomandazioni emesse negli ultimi giorni.

Le visite ai vigneti sono effettuabili tutti i giorni: dal lunedì al giovedì dalle ore 8 alle ore 20, venerdì, sabato e domenica dalle ore 9 alle ore 21.

E’ possibile effettuare la visita in lingua inglese e in tedesco.

Per informazioni telefonare allo 0342.482631 oppure inviare una mail a [email protected].

L’attività vitivinicola della famiglia Nera ha inizio in Valtellina nel 1940 con Guido Nera al quale è succeduto, alla fine degli anni ‘50, il figlio Pietro che nel corso degli anni ha accorpato diversi ettari di vigneti, ora di proprietà dell’Azienda Agricola Caven dei fratelli Stefano e Simone Nera, fondata nel 1982. Un patrimonio naturale e culturale di una trentina di ettari di terrazzamenti vitati da cui si producono annualmente, tra Nera e Caven, 600.000 bottiglie. Nel 2009 è stato aperto, presso le cantine a Chiuro, direttamente sulla strada statale 38 dello Stelvio, un Wine Bar e un nuovo punto vendita aziendale dove è possibile degustare e conoscere i vini Nera accompagnati dai prodotti tipici locali. 

L’Olio di Cori tra i migliori al mondo

Gran Menzione al Concorso Internazionale Sol d’Oro 2020 Nothern Hemispher Premiata l’Azienda Agricola Molino 7Cento

“L’essenziale è invisibile agli occhi”. È con questa frase del Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupery che si presenta online l’Azienda Agricola ed Agrituristica Molino 7Cento situata nelle dolci colline di Cori. 

E con queste qualità, invisibili agli occhi, ha raggiunto risultati eccellenti nella produzione di olio EVO bio. All’inizio di febbraio era arrivato il riconoscimento come 1° Classificato nel XV Concorso L’olio delle Colline nella Categoria Fruttato Leggero, organizzato dalla CAPOL presso il Comune di Bassiano.

Ora è arrivato anche il prestigioso riconoscimento internazione del concorso Sol d’Oro 2020 Nothern Hemispher che si tiene a Verona dal 2002, dove una giuria internazionale ha valutato il suo olio tra i migliori nella Categoria Absolute beginners.

Un riconoscimento di cui l’Azienda va, a buon ragione, fiera, e che trova le radici nei suoi valori di rispetto della natura e dei suoi cicli, nella valorizzazione delle professionalità, nel rispetto delle materie prime nel processo di trasformazione.

Ma tra le cose essenziali ci sono anche cose visibili agli occhi.

“L’espansione dell’Azienda Molino 7Cento – dice il Sindaco di Cori Mauro Primio De Lillis – rappresenta un indicatore della presenza di fattori competitivi sul nostro territorio. Oltre alle indiscutibili caratteristiche del suolo, del micro-clima e dei millenari saperi della coltivazione dell’ulivo, non da meno, anche l’attenzione che l’Amministrazione sta ponendo allo sviluppo ed alla promozione del settore agro-alimentare rappresentano fattori che favoriscono l’insediamento e lo sviluppo delle imprese agricole ed innovative”.

Infatti, come sottolinea l’Assessore all’Agricoltura, Simonetta Imperia – “stiamo assistendo ad un significativo fenomeno di implementazione dei progetti delle aziende agricole che, utilizzando anche le norme regionali, stanno ampliando e diversificando la propria produzione ed offerta”.

“Tutto ciò apre un promettente scenario – conclude il Sindaco – perché, come sappiamo, un tessuto socio-economico cresce se si fa massa critica e se si sviluppa la qualità. Quindi non possiamo che sostenere i risultati del Molino 7Cento e delle altre realtà del territorio che stanno lavorando in questa direzione”.

Tartufo bianco e Rossi nobili: patto di gusto tra  Toscana e e Langhe Monferrato Roero

Nascono gli itinerari Gourmet che uniscono Toscana e Piemonte. L’accordo siglato tra Toscana Promozione Turistica ed Ente Turismo Langhe Monferrato Roero mira a promuovere itinerari enogastronomici che uniscano i due territori

                         

Due grandi terre che si uniscono all’insegna del buon gusto per promuovere il bello e il buono dei loro territori. Questo è l’obiettivo della convenzione siglata tra Toscana Promozione Turistica (www.toscanapromozione.it) ed Ente Turismo Langhe Monferrato Roero che ha dato vita ad itinerari all’insegna dell’enogastronomia che spaziano tra l’area della Val d’Orcia (www.terredisienalab.it) e Valdichiana (www.valdichianaliving.it) e Langhe Monferrato Roero (www.langheroero.it – www.astiturismo.it).

Paesaggi unici, tanto da essere riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, che danno vita a prodotti ‘irreplicabili’ come i nobili rossi e il tartufo bianco che nasce spontaneamente in questi territori vocati per quello che Greci e Romani consideravano: il “cibo divino”.

Il fungo più pregiato al mondo, il Tuber Magnatum Pico, è “un miracolo della terra, che cresce senza radici e che non si può seminare” come già sottolineava Plinio, nella Naturalis Historia, prezioso ed esclusivo come l’habitat da cui nasce. Perfetta sintesi dell’“unicum” che questi territori esprimono fatto di arte, cultura, storia e tradizione enogastronomica.

Terre di grandi vini che hanno fatto la storia dell’enologia: Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano e l”antico’ Moscadello conosciuto fin dal Rinascimento, Barolo, Barbaresco e Barbera d’Asti, per citarne solo alcuni.

Due cucine povere, quella toscana e quella piemontese, dalle radici contadine, che hanno saputo dar vita a grandi piatti: dai pici agli agnolotti al plin, dal peposo al brasato e a prodotti straordinari: dai salumi di cinta senese Dop alla salsiccia di Bra, dal ‘cacio’ di Pienza alla Robiola di Roccaverano Dop, per chiudere con le carni pregiate regine della tavola: la chianina (vitellone dell’Italia centrale Igp) e la fassona.

L’accordo ha innescato un circolo virtuoso che ha reso possibili interessanti sinergie e scambi tra la Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco di San Miniato e la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.

Il progetto denominato: ‘Discover the Differences’ ha fatto la sua prima apparizione lo scorso 30 ottobre all’Italian Luxury Workshop di New York, ed è stato presentato oggi al mercato italiano, durante la Borsa Internazionale del Turismo.

Con la convenzione, sono stati individuati 7 operatori toscani e 3 dell’area Langhe Monferrato Roero, specializzati in incoming, per proporre al mercato tour congiunti di alto livello, incentrati su enogastronomia, arte e outdoor.

I pacchetti realizzati vanno da un minimo di 5 giorni ad un massimo di 2 settimane e si concentrano su un’offerta di lusso dalle diverse declinazioni: arte e cultura, appunto, enogastronomia, outdoor (bike e trekking) e voli in elicottero per gli spostamenti.

Un virtuoso esempio di collaborazione e networking tra due agenzie di promozione turistica (di natura pubblica) e operatori privati, per presentarsi come un prodotto unico e completo con alti standard di qualità sui mercati internazionali.

Per il direttore di Toscana Promozione Turistica, Francesco Palumbo: «E’ l’Italia del patrimonio agroalimentare e paesaggistico quella che con questo accordo vogliamo celebrare aprendo prospettive ad un turismo di qualità che può trovare, in questo crocevia di eccellenze, una opportunità unica ed irripetibile come quella di scoprire due territori che per affinità enogastronomiche sono famosi in tutto il mondo; questa è anche la direzione del nostro percorso di promozione turistica della Toscana e dei suoi territori, integrando sinergie e nuovi metodi per raccontarci al turista internazionale, attraverso un’offerta, che si traduce in prodotto, competitiva ed innovativa e proiettata verso il mercato estero»

“Due destinazioni con eccellenze territoriali diversificate che si propongono sui mercati internazionali costituiscono un’esperienza di marketing innovativa e intelligente” – dichiara Luigi Barbero, presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero – “Esperienza che grazie al coinvolgimento degli operatori si concretizza in un’offerta di livello come quella del lusso. Uno degli obiettivi che ci preme raggiungere è la competitività di un prodotto integrato made in Italy caratterizzato da qualità ed esclusività”.

“La Toscana – afferma l’assessore regionale toscano Stefano Ciuoffo – è l’archetipo del buon vivere, fatto di tradizione enogastronomica e tutela e valorizzazione dell’ambiente. Azioni e sinergie nuove come questa hanno lo scopo di esaltare determinate caratteristiche o territori e siamo molto fiduciosi sulla ricaduta proficua che potrà esserci”

E’ intervenuto anche il sottosegretario di Stato del Ministero per i beni e le attività culturali con delega al turismo Lorenza Bonaccorsi che ha dichiarato: “Questa occasione rappresenta benissimo la filosofia su cui pensiamo si debbano muovere le politiche del turismo del nostro Paese. Il turismo è una delle grandi industrie del Paese, abbiamo una grande competizione globale. Dobbiamo saper mettere a sistema tutte le bellezze e le eccellenze nel nostro territorio. E la partnership tra Langhe e Toscana rappresenta  questo elemento che sarà sempre più essenziale nel futuro del nostro settore. Un turismo esperienziale e sostenibile che crea ricchezza e la lascia nel territorio dove la crea. Il nostro è un turismo che deve puntare sulla qualità, sempre più su quello e dobbiamo avere la capacità di alzare il livello di tutta l’offerta. È lì la sfida dei prossimi anni”.

Ciambella scottolata di Cori: arriva la De.Co.

Dopo il prosciutto cotto al vino, anche la Ciambella scottolata di Cori entra nel sistema regionale delle Denominazioni Comunali di Origine (De.Co.)

L’annuncio ufficiale è arrivato martedì 3 dicembre, a Roma, presso il WeGil nel corso della presentazione del progetto Prodotti Origine Comune 2019, promosso da Anci Lazio, Consiglio Regionale del Lazio e Agro Camera Roma. Sono intervenuti: il presidente di Anci Lazio Riccardo Varone; l’assessore regionale alle Attività Produttive Paolo Orneli e il direttore generale dell’azienda speciale della Camera e di Commercio di Roma Carlo Hausmann. Per il Comune di Cori hanno partecipato all’evento il Sindaco Mauro De Lillis e l’Assessore all’Agricoltura e Consigliere nazionale ANCI Simonetta Imperia. Erano presenti i sindaci dei comuni che hanno aderito a questa edizione del bando e i comuni che avevano già ottenuto il riconoscimento De.Co.

La storia ricetta della Ciambella scottolata di Cori risale agli anni ’50 quando una coppia del paese prese in gestione un piccolo forno a legna nel centro storico. L’impasto impiega pochi e semplici ingredienti: farina 00, uova, olio e zucchero. Il termine deriva dalla tecnica di produzione che prevede una doppia cottura, prima in acqua e poi in forno. La ciambella, di colore marrone, ha la forma di un fiore, di grandi dimensioni, e si caratterizza per leggerezza, friabilità e croccantezza. Completano il profilo organolettico l’elevata intensità olfattiva con note di farina, olio e uovo, abbinate a sentori di tostato. Al gusto si presenta dolce, ma non troppo, in quanto povera di zucchero, e con una lieve nota salata.

Il Progetto Origine Comune di Anci Lazio mira a sostenere l’economia locale dei comuni del Lazio, che possono trovare nelle produzioni tipiche del territorio una risorsa su cui riprogrammare il proprio sviluppo. L’obiettivo è tutelare la diversità e la qualità dei prodotti agroalimentari e, nello stesso tempo, concorrere a far emergere la specificità di ogni singolo comune. Anci Lazio con Origine Comune vuole acnhe mettere i comuni in condizione di seguire un modello standard di regolamento comunale per il riconoscimento delle Denominazioni Comunali (De.Co.).

“Le De.Co. rappresentano un cambiamento di rotta nell’ambito della salvaguardia delle identità territoriali legate alla tradizione agroalimentare ed enogastronomica di un luogo – spiegano De Lillis e Imperia – Le De.Co. sono un elemento qualificante per una crescita del prodotto, legandolo in modo inconfondibile al suo territorio di appartenenza e valorizzandone la storia e l’identità. Come tali esse rappresentano anche un valido strumento per tutelare le specificità locali, diffondere lo sviluppo sostenibile, e far perno sugli aspetti endogeni come leva di crescita sociale ed economica”.

‘L’Olio delle Colline’: aperte le iscrizioni alla XV edizione del Concorso Provinciale

Le domande entro il 15 Gennaio 2020. Novità di quest’anno: il I Concorso “Giovane Olivicoltore”

Sono aperte le iscrizioni alla XV edizione del Concorso Provinciale ‘L’Olio delle Colline’, organizzato dall’Associazione Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina “CAPOL”, in collaborazione con l’Associazione Provinciale Produttori Olivicoli “ASPOL” e il patrocinio di Regione Lazio, Provincia di Latina e Camera di Commercio di Latina. La manifestazione si propone di: valorizzare i migliori oli extra vergini di oliva del territorio dei Monti Lepini, Ausoni e Aurunci, per favorirne la conoscenza dei caratteri tipici mediante analisi sensoriali; stimolare gli olivicoltori e frantoiani al miglioramento della qualità del prodotto; contribuire alla diffusione e valorizzazione a livello provinciale della professionalità degli assaggiatori di olio vergine d’oliva; incoraggiare il consumo consapevole e un uso appropriato dell’olio extra vergine di oliva; riconoscere l’importanza dell’olivicoltura nella tutela e conservazione di un ambiente rurale che è storia della Provincia di Latina.

La partecipazione al Concorso è gratuita e riservata all’olio extra vergine d’oliva ottenuto da olive prodotte nella campagna olearia 2019/2020 in Provincia di Latina. Possono iscriversi tutti gli olivicoltori produttori di olio in proprio, singoli o associati. I partecipanti dovranno inviare al CAPOL tramite e-mail – [email protected] – la domanda di partecipazione allegata al Regolamento entro 15 Gennaio 2020. La partita minima per partecipare è 50 chilogrammi di prodotto e ogni olivicoltore potrà gareggiare con un solo campione di olio ottenuto da olive raccolte e molite dal 1 ottobre 2019 al 15 gennaio 2020. Il prelievo dei campioni sarà effettuato da tecnici incaricati entro il 15 gennaio 2020 presso le aziende produttrici che partecipano al concorso: saranno prelevati due campioni di olio in contenitori di dimensione di 0,50 litri, provenienti da partite di almeno 50 chilogrammi di prodotto. E’ ammessa la partecipazione al Concorso di una stessa azienda per più categorie. I campioni di olio ammessi al Concorso saranno sottoposti ad un esame organolettico effettuato presso la Sala Panel della Camera di Commercio di Latina, secondo quanto disposto dall’allegato XII al Reg. CE 796/2002 e successive modifiche, da una Giuria costituita dagli assaggiatori del Comitato di assaggio professionale CAPOL riconosciuto dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

La Commissione di assaggio designerà i primi 2 classificati di ogni categoria di fruttato (intenso, medio e leggero), procedendo alla redazione delle classifiche in due sezioni: una per le aziende iscritte alla Camera di Commercio, e l’altra per le aziende che non attivano tale procedura (piccole produzioni). Ai restanti campioni di olio selezionati per la finale sarà assegnata la “Gran Menzione”. Un ulteriore riconoscimento andrà all’olio che avrà ottenuto più punti nelle due sezioni. Saranno premiati il primo e il secondo classificato che hanno imbottigliato il prodotto DOP “Colline Pontine”. Il premio speciale “miglior Olio Biologico” verrà aggiudicato al prodotto, certificato a norma di legge, più votato tra gli oli biologici delle aziende partecipanti. Uno speciale riconoscimento è previsto quest’anno al primo “Giovane Olivicoltore” (titolare rappresentante dell’Azienda con età fino a 40 anni, iscritto alla Camera di Commercio) con il punteggio più alto tra quelli in gara. Premi particolari saranno conferiti alle due migliori confezioni ed etichetta fra le aziende olivicole che confezionano secondo le norme di legge per la categoria merceologica olio extra vergine di oliva.

Per il Premio Custode delle Colline “Paesaggi dell’Extravergine”, tre Commissioni formate da tecnici qualificati (agronomi ed esperti del settore) individueranno tre aziende olivicole che operano rispettando i requisiti agro-ambientali, per ogni comprensorio dei Monti Lepini, Ausoni e Aurunci, Riconfermato il Concorso “L’Oliva Itrana”, prima iniziativa del genere nel settore agroalimentare a livello provinciale, aperto agli olivicoltori produttori di olive da mensa, trasformatori e confezionatori in proprio, singoli o associati della varietà “Itrana”, iscritti alla Camera di Commercio di Latina con partita IVA appartenente al settore agricolo, riservato all’olive da mensa della cultivar “Itrana” (oliva Itrana bianca e oliva di Gaeta) prodotto nella provincia di Latina nella campagna olivicola 2018/19. La Commissione di assaggio CAPOL premierà i primi 2 classificati delle due categorie (Oliva “Itrana bianca” e “Oliva Gaeta”).

La premiazione dei vincitori e la consegna a tutti i concorrenti dell’attestato di partecipazione si terrà il giorno 8 febbraio 2020, nel corso del tradizionale evento promozionale “I Paesaggi dell’Extravergine, percorsi guidati tra Coltura e Cultura”, alla presenza di Autorità, di giornalisti qualificati ed operatori del settore. Per Informazioni: cell. 329.1099593 / e-mail: [email protected] / pagina Facebook Associazione CAPOL Latina.

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