Competere.Eu lancia il test dell’estate su ambiente e sostenibilità per scoprire quanto e se ci prendiamo cura del nostro ambiente

“Con il test vogliamo giocare insieme ai cittadini, divertirci, ma fornendogli uno strumento di riflessione. Non cambieremo le sorti del pianeta, ma siamo convinti di coltivare la loro consapevolezza sul problema”

“Ami il tuo pianeta? Scopri quanto di Greta Tumberg o di Donald Trump c’è in te.” Questo lo slogan con cui il think-tank Competere.eu promuove il test (https://www.competere.eu/test-ambiente) per sensibilizzare  i cittadini sul tema della sostenibilità. Il test è uno strumento semiserio ma semplice e immediato da usare con gli amici in spiaggia al mare o sui sentieri e nei rifugi di montagna.

Rispondendo alle 15 domande si scoprirà a quale dei 4 profili di ambientalisti o negazionismi si appartiene: Greta Thunberg, il più ideologico, “Non sei mai troppo piccolo per fare la differenza”, Boy Scout, il più razionale “Parola di Lupetto!”, Zio Paperone, lo scettico, “Nessuno è povero, quando può fare ciò che gli piace quando gli piace!”, e Donald Trump, il negazionista, “L’effetto serra non esiste”. Sono riferimenti casuali e senza alcun legame politico, ma unicamente ironici per aiutare i cittadini a immedesimarsi con un personaggio.

“Durante la pandemia- dichiara il Presidente di Competere.eu Pietro Paganini- ne abbiamo sentite di tutti i colori. Il mondo doveva cambiare, dovevamo diventare tutti più sostenibili. Così non è stato e non sarà. Noi di Competere.eu promuoviamo un approccio non ideologico ai problemi dell’ambiente. Con il test vogliamo giocare insieme ai cittadini, divertirci, ma fornendogli uno strumento di riflessione. Non cambieremo le sorti del pianeta, ma siamo convinti di coltivare la loro consapevolezza sul problema”.

 “E’ fondamentale superare- dichiara il Segretario Generale di Competere.eu Roberto Race- l’ambientalismo ideologico ma anche il negazionismo ottuso. vogliamo dare ai cittadini l’occasione di riflettere sul problema complesso ed importantissimo della sostenibilità ma con uno strumento semiserio, rilassante e divertente in un agosto tutt’altro che tranquillo e riposante. Discutere di ambiente, sviluppo economico, e sostenibilità è difficile dopo quello che i cittadini hanno vissuto e l’incertezza che stiamo sperimentando sul futuro. Con questo test divertente vogliamo farli sorridere riflettendo su un tema importante”.

Il test è disponibile qui
https://www.competere.eu/test-ambiente e dalla home di competere.eu

Competere.EU (www.competere.eu)
Competere è un think tank indipendente di ispirazione liberale nato per elaborare e implementare politiche per l’innovazione e lo sviluppo sostenibile ed essere di supporto alla politica, alle istituzioni e alle imprese nel favorire l’innovazione sociale e dei processi economici e il confronto tra idee.
Il team di Competere è composto da esperti, accademici, professionisti di riconosciuta esperienza nazionale e internazionale, ma soprattutto da persone, curiose, creative e intraprendenti che analizzano la realtà in continuo cambiamento e propongono soluzioni sostenibili.
Presidente del think tank è il docente di Business Administration alla John Cabot University Pietro Paganini mentre il Segretario Generale è il consulente di corporate strategy e comunicazione strategica Roberto Race. Il Direttore Generale è Giacomo Bandini.

Emigrazione e Cittadinanza Italiana- Migration and Italian Citizenship

di emigrazione e di matrimoni

Emigrazione e Cittadinanza Italiana

Emigrazione e cittadinanza è un binomio inevitabile quando parliamo dell’emigrazione, e non solo quella italiana, e questo articolo di Paolo Cinarelli dall’Argentina ci fornisce informazione da considerare in un tema che suscita sempre molta emozione, sia in Italia che all’estero.

La cittadinanza tocca un nervo scoperto per tutti e il continuo dibattito in Italia sullo ius soli al posto dell’attuale ius sanguinis vede due lati opposti che affrontano gli stessi problemi, ma con conclusioni opposte. Però, con l’arrivo di molti immigrati in Italia e anche la grande richiesta di cittadinanza italiana all’estero dobbiamo finalmente capire cosa vogliamo davvero per la nostra cittadinanza.

Abbiamo già notato nel passato che ci sono quelli all’estero che vogliono la cittadinanza per poter emigrare a loro turno in altri paesi, e non necessariamente in Italia, è questo che vogliamo da parte di chi richiede la cittadinanza italiana all’estero?  E naturalmente l’altro aspetto è di chi nasce in Italia da cittadini stranieri, ma questo è un tema troppo complicato ed emotivo per un’introduzione breve.

Poi, c’è un aspetto della cittadinanza che dobbiamo considerare seriamente e non solo per motivi di legge: bisogna per forza avere la cittadinanza per sentirsi italiani?

È una domanda seria perché  non tutti i figli di emigrati italiani nascono cittadini italiani perché i genitori hanno cambiato cittadinanza prima della loro nascita e, di conseguenza, non tutti i discendenti hanno la cittadinanza italiana. Ma non per questo sentono meno l’appartenenza alle loro origini.

Certo, la cittadinanza ti da diritti fondamentali in Italia, ma sono importanti solo per motivi legali e burocratici per chi vuole eventualmente trasferirsi in Italia, oppure in Europa, come vediamo nell’articolo.

Però, non aver la cittadinanza italiana non toglie il diritto di voler sapere e scoprire le proprie origini e di voler eventualmente rintracciare parenti in Italia, anche dopo tre, quattro e più generazioni. Questa voglia di sapere le proprie origini deve essere incoraggiata, non solo perché hanno il diritto di conoscerle, ma perché abbiamo il dovere di incoraggiare i legami tra paesi e per noi in Italia questi legami sono formati attorno le nostre comunità all’estero. Infatti, visto che ci sono oltre novanta milioni di discendenti di emigrati italiani in giro per mondo, il potenziale di questi rapporti è enorme, e non solo a livello economico, ma soprattutto in riconoscimento del loro contributo all’Italia nel corso di ben oltre un secolo.

Allora, quando consideriamo la cittadinanza, non dimentichiamo che molti dei nostri parenti e amici all’estero non hanno la cittadinanza italiana, quindi chiediamoci, cosa possiamo fare per mantenere questi rapporti e per aiutare loro a trovare le loro origini, perché nel compiere queste azioni facciamo un’azione non indifferente verso i discendenti dei nostri molti milioni di emigrati nel corso della Storia.

Perciò, chiediamoci cosa possiamo fare per aiutare loro a rintracciare le loro origini e famiglie e non pensiamo, come al solito, solo alle spese di un progetto del genere, anche perché loro sanno benissimo che a tutto c’è un costo economico ed il costo di questa assistenza è poco paragonato alla gioia di poter finalmente conoscere le proprie origini.

Argentina: Emigrazione e Cittadinanza

di Paolo Cinarelli

Il mese di luglio di questo 2020, segnato dall’epidemia del Coronavirus, finisce, in Argentina, con due conferme scontate, che nessuno voleva sentire: l’estensione della quarantena di altri 15 giorni e l’annuncio che sono un milione gli argentini residenti all’estero, cifra che è in aumento ogni anno. In assenza di statistiche ufficiali ci si affida ai dati ONU, secondo cui l’Argentina nel 2019 contava 1,013,414 emigrati partiti alla ricerca di stabilità economica e opportunità di lavoro.

Sono solo passati tre anni da quando il Dossier Statistico sull’Immigrazione 2017 di Idos e Confronti affermava che “L’Argentina si conferma il primo paese scelto dagli italiani fuori dell’Europa”. Secondo lo stesso Dossier inoltre più di centomila italiani emigravano ogni anno a metà degli anni ‘10 e per i tre quarti di loro la meta preferita era una destinazione europea, ma per gli altri l’Argentina restava sempre prima del Brasile, Canada, Stati Uniti e Venezuela, confermandosi come il destino preferito oltreoceano. Al contrario non è così, per gli argentini l’Italia sarebbe solo quarta come destinazione che vede Spagna in primis, seguita da USA e Cile.  

In assenza di dati ufficiali le cifre riportate suggerivano che diverse migliaia di giovani italiani fossero arrivati a Buenos Aires a causa della crisi del 2008. Invece i dati pubblicati dalla Dirección Nacional de Migraciones evidenziano che tra il 2011 e il 2015 erano state presentate 1,841 richieste di soggiorno da parte di cittadini italiani, ovvero solo lo 0,28% di un totale 646.524 pratiche che coinvolgevano immigrati dalle più svariate nazionalità, cominciando da 255.826 cittadini paraguaiani ormai divenuti la prima minoranza di stranieri con quasi il 40% delle residenze richieste nello stesso periodo. Quale sarebbe il motivo di questa divergenza?

Numericamente non si sa quanti siano partiti con la sola cittadinanza argentina ed abbiamo proceduto al riconoscimento in Italia in base allo ius sanguinis e quanti altri siano entrati nel belpaese con il tanto ambito passaporto UE. La cosa certa è che la doppia cittadinanza comporta anche un doppio conteggio a cui è dovuta la corrispettiva rettifica per non cadere in questi errori, specie in un paese che conta più di un milione di iscritti Aire

di emigrazione e di matrimoni

 Migration and Italian Citizenship

Migration and citizenship is an inevitable combination when we talk about migration, and not only Italian, and this article by Paolo Cinarelli from Argentina provides us with information that we must consider on an issue that arouses a lot of emotion both in Italy and overseas.

Citizenship touches a raw nerve with everyone and the continual debate in Italia on the ius soli (citizenship based on place of birth) in place of the current blood based ius sanguinis sees two opposing sides that see the same problems with opposite conclusions. However, with the arrival of many migrants in Italy and also the great request for Italian citizenship overseas we must finally understand what we truly want for our citizenship.

We have already seen in previous articles that there are people overseas who want Italian citizenship in order to be able to migrate in their own turn to other countries, and not necessarily Italy, is this what we want from those who request Italian citizenship overseas? And naturally the other issue is that of those born in Italy of foreign citizens but this issue is too complicated and emotional for a brief introduction.

And then there is an aspect of citizenship that we must consider seriously and not only for reasons of law: do we necessarily have to have citizenship in order to feel Italian?

This is a serious question since not all the children of Italian migrants are born Italian citizens because their parents changed citizenship before they were born and subsequently not all the descendants have Italian citizenship. But this does not mean they feel less their sense of belonging to their origins.

Of course citizenship gives you essential rights in Italy but they are important only for legal and bureaucratic reasons for those who want to eventually move to Italy, or to Europe, as we see in the article.

However, not having Italian citizenship does not take away the right to want to know and discover your origins and to eventually want to trace any relatives in Italy, even after three, four or more generations. This desire to know your origins must be encouraged, not only because we have an obligation to encourage relations between countries and for us in Italy these relations are formed around our overseas communities. In fact, considering that there are more than ninety million descendants of Italian migrants around the word the potential for these relations is huge, and not only in economic terms, but above all in recognition of their contribution to Italy in the course of well over a century.

So, when we consider citizenship let us not forget that many of our relatives and friends overseas do not have Italian citizenship and therefore let us ask ourselves, what can we do to keep these relations and to help them to find their origins because in carrying out these actions we carry out a significant act towards the descendants of our many millions of migrants in the course of our history.

Therefore, let us ask ourselves what we can do to help them trace their origins and families and let us not think, as we usually do, only about the costs of such a project, also because they know full well that everything has an economic cost and the cost of this assistance is little compared to the joy of finally being able to know your origins.

Argentina: Migration and Citizenship

di Paolo Cinarelli

The month of July 2020 marked by the Coronavirus epidemic ended in Argentina with two obvious confirmations nobody wanted to hear: the extension of the quarantine for another two weeks and the announcement that there are a million Argentineans resident overseas, a figure the grows every year. In the absence of official statistic we rely on the UN figures, according to which in 2019 Argentina counts 1,013,414 migrants who left looking for financial stability and the opportunity to work.

It has been only three years since the 2017 Statistics of Migration Dossier of the Argentinean IDOS e Confronti stated that “Argentina confirms it is the first country outside Europe chosen by Italians”. Furthermore, according to the same dossier more than one hundred thousand Italians migrated every year in the mid 2010s and three quarters of them the preferred destination was in Europe but for the others Argentina destination was destination before Brazil, Canada, the United States and Venezuela, thus confirming its place as the preferred overseas destination.  This was not the case in the other direction, for Argentineans Italy was only the fourth choice as destination which saw Spain in first place, followed by the United States and Chile.

In the absence of official statistics the figures reported would suggest that a number of thousand young Italians had arrived in Buenos Aires due to the 2008 financial crisis. Instead, the figures published by Argentina’s Dirección Nacional de Migraciones show that between 2011 and 2015 1,841 requests for stays were presented by Italian citizens, in other words only 0.28% of the total 646,524 application that involved migrants of various nationalities, starting with the 255,826 Paraguayan citizens which has now become the first minority of foreign citizens with almost 40% of residence applications during the same period.   What would be the reason for this difference?

We do not know how many of these left with only Argentinean citizenship and we proceeded with the recognition in Italy based on the ius soli law and how many others entered Italy with the much coveted EU passport. What is certain is that the dual citizenship also involves a double count to which an adjustment must be made in order not to fall into these mistakes, especially in a country that has more than a million people registered in the AIRE (Registry of Italians Resident overseas at the local consulates).

Cosa può fare il Potere Politico?- What can Political Power do?

di emigrazione e di matrimoni

Cosa può fare il Potere Politico?

Il potere vero è nelle nostre mani con la scheda elettorale e troppo spesso dimentichiamo che abbiamo anche il potere di cacciare via i politici alla fine della legislatura.

In una vignetta memorabile della serie americana “Hagar, il vichingo” un monaco chiede al protagonista: “Hagar, se potessi scegliere, quale sceglieresti, il potere, l’oro o la felicità?”. Il monaco si meraviglia quando Hagar dice immediatamente “il potere” e gliene chiede il motivo. Il vichingo gli risponde “Perché con il potere prenderei l’oro e sarei felice!”. Quella scena ancora mi fa ridere e ci penso ogni volta che si parla di politica.

In italiano è facile capire il senso della parola potere perché la utilizziamo più volte ogni giorno, cioé è la capacità di compiere un’azione. Però, in un mondo che chiede sempre di più dai suoi governanti abbiamo anche l’obbligo di chiederci, cosà può fare il potere politico?

Naturalmente tratteremo le democrazie in giro per il mondo perché, come sappiamo, nelle dittature non esistono limiti al potere che troviamo nei sistemi politici moderni, come anche ai suoi abusi.

In primis dobbiamo iniziare dal distinguere la differenza essenziale tra Capo di Stato e Capo di Governo. Di solito il capo di Stato ha un ruolo di garanzia e non di governare ed esempi sono il Regno Unito con la sua monarchia costituzionale e l’Italia dove il Presidente della Repubblica eletto dal Parlamento e che non governa, e questi esempi non sono certamente gli unici. In altri paesi, come gli Stati Uniti, una persona detiene entrambe le posizioni e i cittadini di questi paesi eleggono direttamente il Capo del Governo/Stato.

In quei paesi dove i due ruoli sono separati le varie costituzioni cercano di evitare un eventuale conflitto costituzionale tra Capo di Stato e Capo di Governo e di conseguenza il Capo di Stato spesso non è eletto direttamente dal voto popolare. Nel caso del sistema Windsor utilizzato da molti paesi del Commonwealth Britannico, come il Regno Unito, l’Australia e il Canada, il capo di governo è automaticamente il capo del partito di maggioranza della Camera dei Deputati e dunque sempre un parlamentare. Nel caso italiano il Capo di Governo è nominato dal Presidente della Repubblica e deve ottenere la fiducia delle due Camere del parlamento e in questo caso il Capo di Governo non deve essere necessariamente un parlamentare. Naturalmente esistono altre forme politiche, ma queste bastano per fare la nostra considerazione.

Malgrado le differenze tra i sistemi parlamentari, tutte le democrazie hanno in comune l’elezione dei loro parlamentari e tutte hanno un rito preciso, durante le campagne elettorali i candidati promettono agli elettori quel che farebbero nel caso di vittoria. Una volta eletto il nuovo capo di governo dovrebbe avere l’obbligo di mantenere le sue promesse e mi sembra quasi banale dire che fin troppo spesso non è proprio cosi. Il motivo è semplice.

Nelle democrazie esistono controlli che assicurano che i parlamentari non abusino dei loro poteri decisionali, sia nei limiti delle spese che entro i limiti costituzionali e in particolare la separazione dei poteri che è la base fondamentale di qualsiasi sistema democratico.

Il primo problema ovviamente è quello di far approvare le nuove proposte di legge e la finanziaria. Dopo una vittoria schiacciante il nuovo capo di governo potrebbe trovarsi con una camera disposta ad approvare ogni sua proposta, ma nella maggioranza dei casi non è cosi e la legge viene approvata con modifiche. Questo diventa peggio ancora quando il governo ha una maggioranza enorme in una Camera ma nessuna maggioranza nella seconda, di solito il Senato.

In questi ultimi anni abbiamo avuto la prova del costo di queste modifiche nei molti tentativi di modificare i sistemi parlamentari ed elettorali del nostro paese in un Parlamento diviso tra molti partiti dove è impossibile trovare una maggioranza fissa e funzionale e dove spesso i partiti sono spaccati al loro interno per motivi personali, oppure di corrente. Troppo spesso la legge approvata è molto diversa dalla proposta originale.

Infine la legge non entra automaticamente in vigore al momento della sua approvazione, ma solo dopo la firma del Capo dello Stato che deve controfirmare ogni nuova legge.

Questo è il primo controllo perché il capo dello Stato deve assicurare che la legge sia applicabile entro i limiti stabiliti dalla Costituzione nazionale e dalle esigenze finanziarie, cioè che ci siano i fondi a disposizione per poter pagare le spese della legge. Questo è il motivo per il quale i nostri presidenti sono sempre persone di grande esperienza giuridica e parlamentare, perché solo così sono in grado di poter identificare quel che gli inglesi chiamano “il diavolo”  nei dettagli…

Ma non sempre questo controllo rivela eventuali conflitti di poteri e dunque dopo tempo entra in azione l’ultimo controllo, quello della Corte Costituzionale, la più alta del paese composta da esperti costituzionali. Ogni paese ne ha la sua versione, negli Stati Uniti si chiama la Supreme Court, in Gran Bretagna e i paesi britannici la High Court. Questa corte ha la voce finale in qualsiasi contestazione costituzionale e le sue decisioni hanno il potenziale di cancellare leggi per intero, oppure cancellare o imporre modifiche a intere sezioni di una legge.

Queste decisioni sono vincolanti e di solito sono quelle più importanti per un paese. Sappiamo tutti delle modifiche alla Costituzione degli Stati Uniti, ma quanti sappiamo che spesso sono il frutto diretto di decisioni della loro Supreme Court? In Italia fu la Corte Costituzionale che impose la parità di diritto di maschi e femmine in quelle leggi, come la legge di cittadinanza, che davano certi diritti ai maschi e non alle donne. La prossima volta che sentiamo di decisioni della Corte Costituzionale non dobbiamo essere scandalizzati e  ricordare che sono normali in qualsiasi democrazia e che fanno parte fondamentale di un sistema democratico funzionante.

Ovviamente non tutti i politici sono felici di questi controlli perché credono che il mandato popolare sia abbastanza per far approvare qualsiasi legge venga proposta. E proprio per questo motivo il ruolo delle controfirme del Presidente della Repubblica (o il suo pari in altri paesi) e le alte corti sono essenziali per garantire che i nostri governanti agiscano entro i limiti costituzionali.

Ma qual è il ruolo di noi cittadini oltre il voto? La risposta è semplice, il nostro ruolo è di tenere in mente quel che dicono i candidati durante una campagna elettorale e di capire quali progetti sono attuabili e quali no. Perché votare un candidato che propone progetti e programmi ovviamente non attuabili? Ma il nostro ruolo non deve finire con la scheda elettorale il giorno dell’elezione.

In un mondo perfetto il ruolo dei cittadini sarebbe anche quello di tenere d’occhio quel che fanno i nostri rappresentanti e di pretendere spiegazioni per eventuali promesse disattese, oppure per leggi bocciate dal Capo dello Stato o dalle alte Corti. Dobbiamo controllare le loro azioni sia al governo che all’opposizione per sapere se sono degni di essere rieletti, oppure meritano un’altra legislatura per governare.

Il potere vero è nelle nostre mani con la scheda elettorale e troppo spesso dimentichiamo che abbiamo anche il potere di cacciare via i politici alla fine della legislatura. Allora perché dobbiamo sprecare queste opportunità di farci sentire dai politici, rifiutando di votare? 

di emigrazione e di matrimoni

What can Political Power do?

The true power is in our hands with the ballot paper and all too often we forget that we also have the power to remove politicians at the end of the legislature

In a memorable cartoon from the American series “Hagar the Horrible” a monk asks the protagonist: “Hagar, if you could choose, which would you choose, power, gold or happiness?” The monk is amazed when Hagar says immediately “Power” and when he asks the reason the Viking answers, “Because with power I could take the gold and I would be happy!” This scene still makes me laugh and I think about it every time we talk about politics.

It is easy to understand the meaning of the word “power” because we use it often during the day, that is, the capacity to carry out an action. However, in a world that asks more and more of those who govern we also have an obligation to ask ourselves, what can political power do?

Of course we will be dealing with democracies around the world because we know dictatorships do not have the limits to power that we see in modern political systems, just as we also see in its abuses.

Firstly we must start by distinguishing the fundamental difference between the Head of State and the Head of Government.  The Head of State usually has the role of guarantor and not of governing and examples include the United Kingdom with its Constitutional Monarchy and Italy which has a President of the Republic, who is elected by the Parliament and does not govern and these examples are certainly not the only ones. In other countries, such as the United States, one person holds both positions and the citizens of these countries directly elect their head of Government/State.

In those countries where the two roles are separate the various constitutions try to avoid any constitutional conflicts between the Head of State and the Head of Government and subsequently the Head of State is often not elected by a popular vote. In the British Windsor system of government used by many countries such as the United Kingdom, Australia and Canada, the Head of Government is automatically the Leader of the majority party in the Lower House of Parliament and is therefore always a parliamentarian. In the case of Italy, the Head of the Government is appointed by the President of the Republic and must obtain the vote of confidence of both Chambers of the parliament and in this case the Head of Government may not necessarily be a parliamentarian. Of course there are other forms of political systems but these are enough for our consideration.

Despite the differences between parliamentary systems, all the democratic countries have in common the election of their parliamentarians and they all perform a specific rite during the election campaigns, the candidates promise the electors what they would do in the case of victory. Once elected the new Head of Government should have the obligation to keep his or her promises and it seems almost trivial to say that all too often this is not precisely the case. The reason is simple.

In democracies there are checks and balances that ensure that the parliamentarians do not abuse their decision making powers in both the limits of expenses and within the limits of the constitution, especially the separation of powers that is the fundamental foundation of any democratic system of government.

Obviously, the first problem is that of approving new Bills and the budget. After an overwhelming electoral victory the new Head of Government could find himself with a Chamber that approves every one of the proposals but in the majority of cases this is not so and the law is approved with amendments. This becomes even worse when the government has a huge majority in one Chamber but no majority in the second, usually the Senate.

In recent years in Italy we have had proof of the cost of these amendments in the many attempts to modify the parliamentary and electoral system in a parliament divided amongst many parties where it is impossible to find a fixed and functional majority and where the parties are often divided internally due to personal or factional reasons. All too often the law approved is very different from the original proposal

Finally, the law does not automatically come into effect at the moment of its approval but only after the signature of the Head of State who must sign every law.

This is the first check because the Head of State must ensure that the law is applicable within the limits set by the country’s constitution and financial requirements, in other words that there are sufficient funds available to be able to pay the costs of the law. This the reason why Italy’s Presidents are always people of great legal and parliamentary experience because only in this way the President is able to identify what the English call the “Devil” in the details…

But this check does not always reveal conflicts of powers and therefore after a period of time the last check comes into action, that of the Constitutional Court, the country’s highest court made up of constitutional experts. Every country has its own version, in the United States it is the Supreme Court, in Great Britain and the other British countries the High Court. This court has the final say in any constitutional dispute and its decisions have the potential to cancel whole laws or to cancel or impose amendments to whole sections of a law.  

These decisions are binding and are usually the most important for a country. We all know about the amendments of the United States constitution but how many know they are often the result of decisions of their Supreme Court? In Italy it was the Constitutional Court that imposed equality of rights for both men and women in those laws, such as the citizenship law, that gave certain rights to men but not to women. The next time we hear about a decision by the Constitutional Court we must not be shocked and remember that these are normal in any democracy and are an essential part of a functional democratic system.

Obviously not all politicians are happy with these checks and balances because they believe that the people’s mandate is enough to approve any law that is proposed. And it is for this very reason that the role of the signature of the President of the Republic (or equivalent in other countries) and the High Courts are essential for ensuring that our governments act within the limits of the constitution. 

But what is the role of us citizens, besides voting? The answer is simple, our role is to bear in mind what the candidates say during an electoral campaign and to understand which projects can be carried out and which not. Why vote for a candidate who proposes projects and programmes that are obviously not feasible? But our role must not end with the ballot paper on Election Day.

In a perfect world the role of the citizens is also that of keeping an eye on what our representatives do and to demand explanations for any promises that are not kept or why laws are knocked back by the Head of State or the high courts. We must check their actions both in government and in opposition in order to know if they are worthy of being re-elected, or if they deserve another legislature to govern. 

The true power is in our hands with the ballot paper and all too often we forget that we also have the power to remove politicians at the end of the legislature. So, why must we waste this opportunity to let our voices be heard by our politicians and refuse to vote?

Lavoro o politica? Dis…Onorevoli per un pugno di euro!

Necessità e passione sono due cose ben distinte. La Politica Italiana ha perso quella dignità che i Parlamentari dovrebbero avere per rispettare quell’appellativo a loro conferito: “Onorevole”

 Di Paolo Buralli Manfredi e Giuseppe Cossari – CTIM Australia

La situazione che stiamo vivendo in questi giorni dimostra più che mai, se ce ne fosse ancora bisogno, che la Politica Italiana nell’ultimo decennio ha perso quella dignità che i Parlamentari dovrebbero avere per omaggiare quell’appellativo a loro conferito: “Onorevole”.

Stiamo parlando del caso della richiesta, da parte di Consiglieri Comunali, Amministratori Regionali sino ad arrivare ai Parlamentari, dei 600 euro diventati 1000 messi a disposizione del Governo per aiutare le Partite Iva nel momento più difficile della pandemia da covid19, finiti nelle tasche di questi personaggi moralmente discutibili e privi di quell’etica di cui un Politico dovrebbe essere dotato. E come al solito nel Bel Paese abbiamo già provveduto a differenziare e giustificare gli uni o gli altri, dando la responsabilità di quanto accaduto ad una parte politica o all’altra senza comprendere che non vi è nessuna giustificazione accettabile in nessuna direzione.

Il titolo da noi pensato è “Lavoro e Politica” distinguendo le due cose in necessità e passione, quindi dovrebbe essere logicamente chiaro a tutti che per la maggioranza della popolazione il lavoro è un bisogno primario per il proprio sostentamento e quello della propria famiglia, mentre la Politica dovrebbe essere una passione che si trasforma in un contributo volontario che una persona sente di dare alla propria comunità, infatti il politico dovrebbe essere al servizio del suo elettorato.

Con questa puntualizzazione non possiamo che condannare moralmente ed eticamente tutti quei politici che hanno fatto questa richiesta bonus dimostrando che manca una formazione etico-morale di chi si avvicina alla Politica. Anche colui che si giustifica affermando che non vive grazie ad essa, dovrebbe sapere che la moralità e l’etica nell’ambiente politico dovrebbero essere il faro che illumina il sentiero di chi per “passione” si avvicina a questa nobile attività. Va altresì ricordato che non vi è una necessità di fare politica, come lo è per il lavoro, e che quindi coloro che si avvicinano ad essa dovrebbero sapere che il costo da pagare per la loro passione è quello di non potersi più considerare persone uguali agli altri dunque, nel caso specifico, a chi ha affermato che ha chiesto il bonus emergenza perché non vive di Politica, noi rispondiamo che nessuno è costretto ad intraprendere un percorso politico.

Ricordiamo a scanso di equivoci che, tutti questi signori, non hanno infranto nessuna legge ma hanno macchiato per l’ennesima volta la moralità e l’etica di quella nobile attività chiamata Politica. Detto questo, crediamo che l’impegno futuro della Politica italiana dovrebbe essere nei prossimi trent’anni  quello di lavorare profondamente sul comparto dell’istruzione per ripristinare quel senso civico, morale ed etico che via via nell’ultimo ventennio è andato perduto, e che ha ormai creato quella barriera mentale che ha privato le ultime generazioni che sono arrivate al potere e nelle amministrazioni Regionali e Comunali, di quel senso di vergogna che ogni essere umano dovrebbe provare quando commette questi atti indegni, immorali ed eticamente scorretti, che la popolazione non dovrebbe scusare ma condannare, ovviamente moralmente ed eticamente, senza se e senza ma.

Crediamo inoltre che la formazione Politica sia assolutamente fondamentale ai giorni nostri e le conoscenze storiche, geografiche e geopolitiche dovrebbero essere la base di un Politico, indipendentemente dalle sue competenze specifiche personali; oggi purtroppo viviamo un’ignoranza storico-politico-istituzionale inverosimile che, un Paese con una storia grandiosa come l’Italia, ci basta accennare l’Impero Romano ed il Rinascimento, non può permettersi se vuole contare ancora qualcosa nel mondo.

Qualcuno ha innalzato le barricate invocando la privacy, a tutti coloro che sventolano questa bandiera per non dar modo di essere giudicati moralmente ed eticamente, noi ricordiamo ancora il concetto basilare espresso qui sopra riguardo la Politica, e che tutti dovrebbero fare proprio:

“Chi intraprende un percorso politico deve prendere coscienza del fatto che nell’esatto istante in cui lo inizia non potrà più considerarsi come tutti gli altri cittadini quindi, dovrà essere capace anche di rinunciare a ciò che gli è concesso per legge in favore di quella morale e di quell’etica che lo rende Onorevole in quella nobile attività che è aver deciso di servire il proprio Paese e la propria Comunità”.

E per questo, proponiamo ai legislatori di introdurre una legge sulla trasparenza etico-morale che imponga ad ogni politico la rinuncia alla privacy su qualsiasi compenso richiesto o ricevuto dallo Stato, o da qualsiasi apparato statale per dar conto ai cittadini ed agli elettori dell’integrità dei politici che hanno eletto.

Chiudiamo questa nostra riflessione, ricordando ai nostri Connazionali che in molti Paesi del mondo, compreso l’Australia dove noi viviamo, comportamenti del genere anche se legali, non sarebbero mai stati giustificati, non dal sistema politico ma dai cittadini. Qui per molto meno consiglieri comunali, politici Statali e Nazionali, per comportamenti ritenuti immorali ed eticamente scorretti, si sono dovuti dimettere per la pressione imposta dall’opinione pubblica che pensa che chi profitta di un solo dollaro o approfitta di un privilegio, sicuramente è predisposto mentalmente a commettere atti ben più gravi.

Due casi su tutti, una Consigliera, che per errore utilizzò la carta di credito istituzionale per un taglio di capelli anziché usare quella personale, fu costretta a dimettersi; altro caso, che vidi appena arrivato in Australia, nel mio sobborgo il Sindaco utilizzò l’autovettura per faccende personali, questo le costò il posto da Primo Cittadino e la cosa particolare è che venni a conoscenza di questo caso perché il sobborgo era tappezzato di volantini con la faccia del Sindaco e lo sbaglio che aveva commesso: “aveva utilizzato l’autovettura, quindi soldi della Comunità per scopi personali”.

Incendio Aprilia: a rischio l’ambiente e la salute dei cittadini

L’Osservatorio Nazionale Amianto presenta denuncia alla Procura della Repubblica di Latina con richiesta di accertamento delle responsabilità

 Con una denuncia alla Procura della Repubblica di Latina, l’Osservatorio Nazionale Amianto agisce giudiziariamente per chiedere l’accertamento di tutte le responsabilità per il rogo dei depositi della Loas di Aprilia.

Non può essere un caso il susseguirsi di incendi, dall’Eco X nel maggio del 2017, fino a quelli più recenti, nell’asse industriale da Aprilia a Roma caratterizzato dalla presenza di siti ad alto rischio ambientale, tra cui industrie chimiche, ivi comprese le farmaceutiche, e di numerosi altri impianti a rischio. L’ONA chiede che ci sia una particolare attenzione mirata a garantire la sicurezza dei lavoratori, dei cittadini, ma anche delle imprese, in questo caso aveva più volte reclamato che gli impianti di stoccaggio dei rifiuti fossero collocati lontani dai centri abitati e fossero dotati di adeguate strutture antincendio.

La città di Aprilia si trova in una sacca, in cui vi è un ristagno causato dalla particolare conformazione geografica a ridosso dei Castelli Romani e con i venti del mare, con conseguente ricaduta delle polveri, in caso di incendio, come si è verificato, ancora, domenica e come si sta verificando in queste ore. Il rischio per la salubrità dell’ambiente è legato alla persistenza degli effetti della combustione, che rilascia nell’ambiente circostante una serie di sostanze nocive, tra cui: ossido di carbonio, anidride carbonica, anidride solforosa, acido cianidrico, idrogeno solforato, perossido di azoto, acido cloridrico, etc., con effetti permanenti, e conseguente esposizione che si protrae nel tempo, anche con ingestione dei prodotti agricoli.

L’Osservatorio ha da tempo rivolto un appello al Ministro dell’Ambiente, Gen. Sergio Costa e al Presidente della Regione Zingaretti, affinché alla luce anche di precedenti esperienze legate all’incendio Eco X e ad altri incendi, adottino opportuni strumenti di tutela in chiave preventiva. Allo stesso tempo plaude ai Vigili del Fuoco perché, per l’ennesima volta, si sono sacrificati tra fumi e fibre di amianto, e rinnova la richiesta al Ministro dell’Interno, affinché coloro che hanno contratto patologie tumorali perché esposti a materiali altamente dannosi per la salute, siano riconosciuti per causa di servizio e vittima del dovere, come ha confermato la recente sentenza del Tribunale di Trieste con condanna al riconoscimento di vittima del dovere per un vigile deceduto. https://www.osservatorioamianto.com/

L’Arte dell’Improbabile e l’Impossibile- The Art of the Improbable and the Impossible

di emigrazione e di matrimoni

L’Arte dell’Improbabile e l’Impossibile

Klatuu barada nikto. 

Una volta conoscevo a memoria questa frase in una lingua inesistente. Ha svolto un ruolo importantissimo in uno dei film che mi hanno fatto amare il genere della fantascienza. The Day the Earth Stood Still (Ultimatum alla Terra in Italia) del regista Robert Wise del 1951. Non ero ancora nato, ma il film veniva trasmesso regolarmente alla televisione australiana durante le vacanze scolastiche. Ora il film è considerato un classico del genere e la brillante regia di Wise ha ispirato generazioni di registi in tutto il mondo.

Non ero l’unico tra i miei coetanei a sapere quella frase e a sognare di avere un robot come Gort che ci obbedisse, ma come tutti i giovani non capivo che il film aveva un messaggio serio ispirato dalla Guerra Fredda che minacciava la pace nel mondo con le bombe atomiche, e poi all’idrogeno, possedute da entrambi gli avversari.

Quando è uscita la nuova versione del film nel 2008 ho deciso di non vederlo perché i ricordi dell’originale erano ancora forti e temevo d’essere troppo critico. Anni dopo il dvd di questo film andò in svendita e ho deciso di vederlo. Da tempo avevo già in casa il dvd della versione originale e volevo anche averli entrambi.

Naturalmente le due versioni dei film erano diverse e nel secondo la minaccia all’esistenza della Terra non era una guerra nucleare, ma la crisi ecologica. Il protagonista, l’alieno Klaatu, non era venuto ad avvisare i capi dei governi del pericolo di una guerra atomica, ma per distruggere la specie che metteva in pericolo la Terra, gli essere umani. Sembra quasi banale dire che anche nella nuova versione c’era il robot Gort, ma questa volta era una creazione degli effetti speciali e non un modello, come la famosa frase ha di nuovo svolto un ruolo centrale.

Ma non intendo fare una recensione del film, ogni persona deve decidere se la nuova versione sia un omaggio all’originale, oppure uno scempio al suo ricordo. Alla fine del film nuovo pensavo al genere di per sé che è spesso visto come la letteratura e il cinema dell’impossibile, ma il confronto tra questi due film dimostra che la fantascienza non è l’arte dell’impossibile, ma l’arte del pensiero e della realtà. Il genere utilizza l’improbabile e l’impossibile per trattare temi seri in modi nuovi.

Il mondo che ha creato il primo film era appena uscito da un’enorme guerra mondiale e c’era in corso la guerra in Corea che minacciava di scatenare un conflitto ancora più grande. Questa era la minaccia vera che tormentava tutto il mondo e il cinema ne prendeva ispirazione, sia nei film realistici di spie sia nelle satire dei personaggi dell’epoca, che nei film di fantascienza. Infatti, non era un caso che durante gli anni ‘50 e ‘60 le minacce al nostro pianeta nei film di Hollywood spesso venivano da Marte, il pianeta rosso e dunque il simbolo perfetto per rappresentare la minaccia sovietica agli occidentali. Con la fine della Guerra Fredda gli autori, come gli scenografi e i registi cinematografici dovevano trovare un’altra minaccia per attirare l’attenzione del pubblico.

Come ha dimostrato magistralmente il regista Douglas Trumbull nel suo film Silent running (La Seconda Odissea in Italia) del 1972 questa minaccia era al nostro ambiente. In questo modo la fantascienza mantiene temi attuali per i lettori dei libri e la gente che va al cinema. Infatti, prima ancora del film di Trumbull, sin dalla sua uscita nel 1965 il libro capolavoro Dune di Frank Herbert era diventato un cult per il suo messaggio ecologico. Però, molti lettori oggigiorno vedono in “Dune” anche un messaggio della minaccia di un certo tipo di fanaticismo religioso.

Allo stesso modo altri autori hanno capito che c’erano altri temi importanti per il grande pubblico internazionale. Clockwork Orange (Arancia Meccanica), sia la novella di Anthony Burgess che il grande film di Stanley Kubrick, hanno trattato temi fondamentali di libertà e di violenza nella società. Temi fondamentali di censura e di libertà di pensiero sono trattati nel libro Fahrenheit 451 di Ray Bradbury che è diventato un film cult di Francois Truffaut. Il titolo si riferiva alla temperatura di quando la carta comincia a bruciare e la storia è ambientata in un futuro dove i libri sono vietati e il lavoro dei vigili del fuoco è di scoprirli e di bruciarli.

Gli sviluppi della genetica hanno ispirato opere che trattano la differenza tra cloni, androidi ed esseri umani. Senza dubbio il più grande di questi è il film Blade Runner del regista Ridley Scott tratto dal racconto Do Androids Dream of Electric Sheep? di Philip K Dick che ci fa capire che con lo sviluppo della tecnologia sarà difficile, se non addirittura impossibile, differenziarsi tra di loro.

Un film che tratta in un modo divertentissimo il tema dell’intelligenza artificiale è Short Circuit  (Corto Circuito) del 1986 che affronta il tema dei computer ultrasofisticati e se potranno diventare indipendenti e come faremo a capire se lo sono. In effetti, questo è anche uno dei temi centrali del capolavoro di Stanley Kubrick 2001, A Space Odyssey (2001, Un’Odissea nello Spazio) del 1968 dove HAL2000, il computer dell’astronave Discovery One, sviluppa un’identità indipendente e ammazza gli astronauti per salvare la propria esistenza.

Chi non ha mai letto la fantascienza, oppure chi considera la versione cinematografica come una prova di tecnologia degli effetti speciali, non considera la fantascienza alla pari di altri generi. Oppure considera i libri un passatempo e non un mezzo per considerare la vita in generale. Ma la realtà è ben diversa.

Benché negli ultimi anni molti film del genere siano diventati mezzi per mettere in mostra i nuovi sofisticatissimi effetti speciali, ci sono ancora registi che cercano di raccontare storie divertenti che allo stesso tempo cercano di trattare temi seri. Un caso recente è Ender’s Game (Il Gioco di Ender) del 2013 del regista Gavin Hood dal romanzo pluripremiato di Orson Scott Card, che tratta i temi serissimi del costo delle vittorie e il ruolo controverso dei giovani in guerra.

Purtroppo il modo superficiale con cui questi film spesso sono pubblicizzati ha impedito al pubblico serio di volerli vedere. Questo parere è sbagliato perché i migliori film di fantascienza incoraggiano il pubblico a cercare le opere originali che li hanno ispirati. Questo discorso vale anche per i disegni sulla copertina di romanzi di fantascienza che spesso ingannano il pubblico e lo inducono a considerarli di poco conto, ma una lettura attenta di solito dimostra che il tempo di leggerli, come anche di vedere i film, non è sprecato. Valgono davvero la pena di essere letti e visti perché ci fanno pensare.

di emigrazione e di matrimoni

The Art of the Improbable and the Impossible

Klatuu barada nikto. 

I once knew this phrase in a non-existent language by heart. It had played a very important role in one of the films that made me love the genre of science fiction; the 1951 film “The Day the Earth Stood Still” by director Robert Wise. I had not yet born but the film was broadcast regularly by Australian television during the school holidays. The film is now considered a classic of its kind and the brilliant direction by Wise inspired generations of directors around the world. 

I was not the only one of my peers who knew the phrase by heart and to dream of having a robot like Gort that obeyed us but like all children I did not understand that the film had a serious message inspired by the Cold War that threatened the world’s peace with the atomic and then hydrogen bombs possessed by both the adversaries.

When the new version of the film was released in 2008 I decided not to see it because the memories of the original were still strong and I feared that I would be too critical of it. Years later I saw the DVD on a discount sale and I decided to see it. I had bought the original version years before and I also wanted to have both of them.

Of course the two versions of the films were different and the threat to life on Earth in the second film was not a nuclear war but the environmental crisis. The protagonist Klaatu had not come to advise the heads of government of the dangers of an atomic war but to destroy the species that endangered life on Earth, human beings. It seems almost trivial to say that the robot Gort was also in the new version but this time it was a creation of special effects and not a model, just as once again the famous phrase played a central role.

I have no intention of writing a review of this film, every person must decide is the new version is a tribute to the original or a mockery of its memory. At the end of the film I thought about how the genre itself that is often seen as the literature and the cinema of the impossible but comparison of the two films shows that science fiction is not the art of the impossible but the art of thought and reality. The genre uses the improbable and the impossible to deal with serious issues in new ways.

The world that created the first film had just come out of a huge world war and the Korean War that threatened to unleash an even bigger worldwide conflict was still being fought. This was the real threat that tormented the whole world and the cinema took inspiration from this, with realistic films about spies, satires on people of the time and science fiction films. In fact, it was no coincidence that during the ‘50s and ‘60s the threats in Hollywood’s science fiction films to our planet often came from Mars, the Red Planet and therefore the perfect symbol to represent the Soviet threat to the West. With the end of the Cold War the authors, just like scriptwriters and film directors, had to find another threat to draw the attention of the public.

As film director Douglas Trumbull masterfully showed us in his 1972 film “Silent Running” the threat was to our environment. In this way science fiction keeps current issues for readers of books and for those who go to the movies. In fact, even before Trumbull’s film, since its release in 1965 Frank Herbert’s masterpiece “Dune” had become a cult due to its environmental message. However, today many readers of “Dune” also see a message of the threat of a certain type of religious fanaticism.

At the same time other authors have understood that there were other major issues for the international public. “Clockwork Orange”, both Anthony Burgess’s novel and Stanley Kubrick’s film, deal with major themes of freedom and violence in society. Important issues of censorship and freedom of thought are dealt with in the Ray Bradbury’s book “Fahrenheit 451” that became a cult film by director François Truffaut. The title refers to the temperature at which paper starts burning and the story is set in a future where books are banned and the task of firemen is to find and burn them.

The developments in Genetics have inspired works that deal with the differences between clones, androids and human beings. Undoubtedly the most famous is director Ridley Scott’s 1982 film “Blade Runner” from Philip K Dick’s short story “Do androids dream of electric sheep?” which lets us understand that with the development of technology it will be difficult, if not impossible, to understand the difference between them.

A film that treats the theme of artificial intelligence in a very entertaining way is the 1986 “Short Circuit” that deals with theme of ultra-sophisticated computers and if they can become independent beings and how we will know if they are. In effect, this was also one of the themes of Stanley Kubrick’s 1968 masterpiece “2001, A Space Odyssey” in which HAL2000, the computer of the spaceship Discovery One, develops an independent identity and kills the astronauts to save its own existence.

Those who have never read science fiction or who consider the film version as a test of the technology of special effects do not consider science fiction on a par with other genres. Or they consider the books as a hobby and not a means to consider life in general. But the reality is very different.

Although in recent years many films of the genre have become the means to put on show the new very sophisticated special effects, there are still directors who try to tell stories that at the same time try to deal with serious themes. One case is the 2013 film “Ender’s Game” by director Gavin Hood from the multi award winning novel by Orson Scott Card that deals with the very serious themes of the cost of victory and the controversial role of young people at war.

Unfortunately the superficial way in which these films are often advertised has hindered the serious audience from wanting to watch them. This point of view is wrong because the best science fiction films encourage the audience to look for the original works that inspired them. This is also true of the cover designs of science fiction novels that often deceive the public and make them think that they are trivial but careful reading often shows that the time spent reading them, as well as watching the films, is not wasted. They are truly worth the effort to read and watch because they make us think.

A 29 anni dall’esodo biblico della Nave Dolce

Integra Onlus si prepara a commemorare i 30 anni dell’Evento che segno’ la storia delle nostre due nazioni e dei nostri popoli.  Era l’8 agosto del 1991 quando entrò nel porto di Bari la «Vlora», la nave proveniente da Durazzo, con a bordo 20mila cittadini dall’Albania dove finalmente era caduta la dittatura comunista

Di Klodiana Cuka

Resteranno impresse nella mia memoria poco più che 18enne, gli indimenticabili avvenimenti vissuti mentre stavo ancora in Albania. Tappe che hanno cambiato radicalmente la storia del mio popolo e della mia madrepatria Albania, che spinta dal grande desiderio di libertà e voglia dell’occidente combatteva per cambiare il corso della storia! 

Avevo assistito nel dicembre del 1990 dalla città dello studente, al crollo del governo Ramis Alia. Ero a pochi passi sulla cornice della fontana quando Sali Berisha con Azem Hajadsri accanto disse “il governo Alia e’ caduto” e mi tornò in mente mio nonno che nel 1986 poco prima di morire aveva detto “abbiate fede, sta finendo”! 

Ero a casa a Durazzo e non credevano ai nostri occhi vedendo le immagini in Tv, il 2 luglio 1990 a Tirana il coraggio delle prime persone che letteralmente entrarono con molto coraggio nelle ambasciate partendo da quella tedesca, poi l’italiana, la cecoslovacca e man mano le altre, arrivando ad essere in 5000 che segnarano la vera fine del gioco comunista socialista durato 45 anni proiettando così la Terra delle Aquile verso la tanto desiderata Europa ed il resto del Mondo, libero e democratico!  

“Questi 30 anni trascorsi dallo storico esodo degli albanesi, sono un tempo per comprendere il prezzo della libertà ed il desiderio arduo dello spirito albanese che si e’ scontrato con la dittatura e ha lottato per la propria libertà” scrive per l’occasione il Premier Rama. 

Rientravo a casa a Durazzo dalla stazione del treno, tornando dall’università, tutti noi di Durazzo facevamo su e giù ogni giorno, e vedevo il fiume umano che si dirigeva al porto… 

Il 7 marzo del 1991 Brindisi viene presa d’assalto dalle navi partite dall’Albania. Il governo non c’è: i primi aiuti – e le scuse – arriveranno solo il 12 marzo, cinque giorni più tardi. Dalle carrette scendono, affamati e sporchi, uomini, donne e bambini accolti in ogni luogo, persino negli ingressi dei condomini, dagli abitanti dalla città.  

Brindisi capisce che si sta verificando una situazione insostenibile che si era già registrata nell’estate del 1990 con l’occupazione delle ambasciate straniere a Tirana e con lo sbarco ad Otranto di un gruppo di disperati. 

Nei giorni successivi l’attivazione dei centri di accoglienza profughi di Restinco e di altre strutture collocate nei centri dell’interno o lungo la costa (campeggi nelle località balneari di Ostuni, Fasano) rievocò le immagini del lungo dopoguerra, quando la città e l’intera provincia offrirono accoglienza a migliaia di italiani provenienti dalla Venezia-Giulia ed ai rimpatriati dalle isole dell’Egeo e della Grecia. Brindisi e l’intera regione, da sempre terra di emigrazione, scoprirono di essere ora paesi di immigrazione. Il fenomeno, latente agli inizi degli anni ‘80, assumeva ora un aspetto eclatante.  Lo stesso Restinco che negli ultimi anni viene usato per i richiedenti asilo africani e asiatici. 

 Era l’8 agosto del 1991 quando entrò nel porto di Bari la «Vlora», la nave proveniente da Durazzo, ancora piena di zucchero ed appena rientrata da Cuba, con a bordo 20mila cittadini del Paese delle Aquile. Un piccolo mercantile sovraccarico fino all’inverosimile di albanesi che, lasciatisi definitivamente alle spalle gli anni della dittatura comunista di Enver Hoxha, scappavano da un paese oramai nel caos per partire alla conquista del sogno italiano. Molti di loro si buttarono in mare ancora prima che la nave attraccasse, gli altri si riversarono sulle banchine, invadendo il porto e le strade in pochi attimi.  

Seppur la Puglia conosceva già bene la realtà degli sbarchi, perchè da mesi era cominciato il via vai di decine di profughi in fuga dal comunismo e dalla tragica crisi economica che aveva colpito l’Albania, quello dell’8 agosto 1991 fu un’altra cosa, definito un esodo biblico per l’Albania, una sorta di invasione pacifica, per la Puglia, che si trovò ad affrontare giorni difficili, testimoniando al mondo cosa fosse l’accoglienza! 

8 agosto 1991- 8 agosto 2020… sono passati 29 lunghi anni da quell’indimenticabile giorno che trasformo’ l’Italia da un Paese di emigranti, in uno Stato accogliente e di accoglienza! Integra Onlus si prepara a commemorare il 30ennio dell’Evento che segno’ la storia delle nostre due nazioni e dei nostri popoli. Vogliamo riaprire il Dibattito lanciato a marzo del 2011 presso l’Ambasciata d’Albania a Roma, con l’inaugurazione della Mostra di Vittorio Arcieri “IntegrAzione…” che abbiamo voluto realizzare fortemente per lasciare un segno e ritornare a riflettere su cruciali domande: chi eravamo noi albanesi nel 1991 e chi siamo oggi? Come e’ cambiata l’Italia in questi 30 anni e come sono cambiate le politiche migratorie? 

Il magazine on line TheDailyCases è in lutto. E’ mancato oggi il direttore editoriale Romolo Amicarella

Già redattore del Corriere della Sera non aveva mai abbandonato la professione che continuava con passione appoggiando nuove idee e standard editoriali. Era anche presidente a Milano di Lidu onlus

Ho conosciuto Romolo Amicarella quasi 30anni or sono. Lui direttore del giornale della F.I.B.I.S. Coni, ed io giovane presidente regionale della storica federazione. Fu lui ad introdurmi nel mondo del giornalismo. ‘Scrivi’ – mi diceva – e vedrai quante soddisfazioni riceverai nel saper raccontare la verità’. Lui ha corretto i miei primi passi e mi è stato vicino quando non ero sicura di me. Con lui oggi se ne va un pezzo importante della storia del giornalismo, quello vero, fatto di attese fuori dai commissariati per sapere cosa era accaduto durante la notte. Amicarella ci lascia all’età di 82 anni, ma la vita che ha vissuto è quella di un vero giornalista, la curiosità e l’amore per la verità sono state il volano della sua brillante carriera. Settegiorni, Corriere della Sera, Rai, sono solo alcune delle redazioni dove Romolo ha lavorato. E dopo il pensionamento si è trasformato nel vate che chiunque vorrebbe incontrare sulla sua strada.

Oggi dopo quasi 30 anni di grande amicizia posso dire che è stata una fortuna ed un onore incontrarlo. Quando decisi di trasformare il blog Daily Cases in un vero giornale lui ne fu entusiasta e non mi ha mai abbandonato… fino a questa mattina quando serenamente si è spento in casa sua accompagnato dall’affetto della sua consorte e di suo genero. Ha vissuto appieno la sua vita il caro Romolo, non senza grandi dolori, il più grave la perdita della cara figlia Lisa a soli 48 anni un anno fa. Ma non si lamentava mai, aveva dentro di sé la voglia di sapere e raccontare, di informare con correttezza e continenza, perché sapeva che per essere individui liberi in un paese democratico bisogna conoscere ed essere informati. Era stato anche eletto da due anni presidente per la città di Milano della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo (Lidu onlus), e da allora si prodigava per la tutela dei diritti umani e qualche anno fa aveva fondato Aise, associazione per l’intervento sociale contro l’emarginazione, di cui era presidente. Se n’è andato in silenzio e senza dolore, un privilegio concesso alle persone davvero buone.

Ma lascia un vuoto incolmabile nel cuore di tutti coloro che lo hanno conosciuto. Nel mio ancor di più. Ti ho voluto bene Romolo caro, tanto, ho ascoltato e seguito tutti i tuoi consigli, e ti riconosco oggi la grande capacità e generosità nel voler trasmettere ad altri come me la tua passione per la professione giornalistica. Sei stato un grande esempio, ragazzo del Sud, di Athena Lucana, che approda a Milano e scala le vette del giornalismo delle grandi testate nazionali. Non ti dimenticherò…mai, non ti dimenticheremo noi tutti della Lidu onlus.

La leggenda di Kaira, la nuova creazione di Emanuela Del Zompo

La nuova creatura di Emanuela del Zompo, già autrice di ‘Grace di Monaco’ e ‘Grunda, l’angelo dalle ali rotte’, fumetto sul tema del femminicidio presentato alla 75° Mostra del Cinema di Venezia e alla 69° edizione di Berlino. Nella foto, Michael Segal nel personaggio di Dark Resurrection di Angelo Licata.

La leggenda di  Kaira è il nuovo fumetto prodotto e diretto da Emanuela Del Zompo, già autrice di ‘Grace di Monaco’ e ‘Grunda, l’angelo dalle ali rotte’, fumetto sul tema del femminicidio presentato alla 75° Mostra del Cinema di Venezia e alla 69° edizione di Berlino (in lingua tedesca).

L’autrice ha voluto di nuovo esplorare la condizione della donna nelle varie epoche storiche e lo fa con questo fantasy ambientato nel Medioevo, Rinascimento e giorni odierni. La protagonista è una Guerriera che compie un viaggio nel tempo per adempiere ad una profezia che cambierà il suo destino. Un amore ostacolato, forze oscure, allucinazioni e sogni confusi riflettono uno spirito che invoca il nome dell’Amazzone, mentre Templari e Santa Inquisizione incrociano la loro strada con il Paranormale, la risposta ad ogni domanda è celata in un vecchio monastero che custodisce un libro antico e un quadro che raffigura una donna dai capelli fluttuanti ed il suo Unicorno. Buon viaggio impavido lettore!

Il fumetto in formato e-book e versione cartacea è in esclusiva su Amazon.it (versione italiana). A breve anche la versione in inglese!

Curiosità: i personaggi del fantasy sono opera di fantasia dell’autrice che si è ispirata nella collocazione storica ai borghi medioevali delle Marche, sua terra d’origine. La voce narrante del trailer book è dell’attore Michael Segal “Kaira, è il mio alter ego, ma ogni donna libera ed indipendente può identificarsi in questo personaggio, dice l’autrice, la guerriera che è in ognuna di noi, ormai è esplosa!”

Dicono di Emanuela del Zompo:

Ho conosciuto Emanuela Del Zompo, durante un incontro presso il sindacato giornalisti FNSI. Una bella faccia sveglia e simpatica, un bel sorriso con grandi occhi che sono sempre alla ricerca di nuove scoperte. Emanuela è attrice, cantante e giornalista, ha realizzato “Grunda, l’angelo dalle ali rotte”, un fumetto particolare che tratta il tema del femminicidio ed ora La Leggenda di Kaira, un altro fumetto per parlare di temi che riguardano le donne e la loro condizione. Ho letto i suoi lavori apprezzando questo connubio tra il fumetto e il quadro cinematografico, sottolineando la ricchezza di questo connubio che si nota con il fumetto e i dialoghi. Un lavoro particolare che tratta il tema importante del femminicidio e della violenza contro la donna, che non è solo fisica ma anche psicologica.

Le prime esperienze al Teatro Bellini di Napoli e parallelamente le attività su set importanti; come: “La Carbonara”, “I Poliziotti”, “Senso 45”, “Al momento giusto”, “Commedia sexy” e “L’ultimo bacio”. Per la televisione ha lavorato con Maurizio Costanzo, con la Premiata Ditta e con Luca Manfredi. Ha scritto un libro su Grace Kelly ed ora, grazie alle sue esperienze cinematografiche e artistiche ha ideato ed interpretato fumetti come  “Grunda, l’angelo dalle ali rotte” e La Leggenda di Kaira.

Il legame che intercorre tra il cinema e il fumetto è fortissimo. Basti pensare alle parole inquadratura e sceneggiatura che le due arti usano in comune, per capire come i due linguaggi, per quanto diversi tra loro, hanno dei punti di contatto che rendono impossibile all’una non subire il fascino della seconda. Il mondo del Cinema e quello dei Fumetti condividono una nutrita serie di punti in comune a cominciare dall’epoca in cui entrambe le forme d’arte ottengono la definitiva affermazione presso il grande pubblico. Gli anni ’30 ricordiamoci i famosi supereroi: Superman, Batman, Capitan America. Contemporaneamente, sempre negli anni ’30, il cinematografo, in seguito all’affermazione dello studio-system hollywoodiano, come grande prodotto industriale, il Cinema e fumetto condividono un destino comune: nascono entrambi come forme popolari di intrattenimento al trasformarsi, rispettivamente, nella “settima arte” e in una forma di produzione culturale. E’ lo stesso cinema ad attingere spesso alla fonte fumettistica in fase di realizzazione attraverso l’uso degli story-board, i quali non sono altro che una sorta di fumetto utilizzato dal regista per avere un idea più precisa di quello che dovrà girare. Il tema: “il femminicidio”: può sembrare una scelta fragile, di fronte alla crudeltà e alla materialità del gesto dell’uomo violento. Ma per sconfiggere la violenza si è scelto di raccontarla correttamente, di ragionare sulle sue radici, sulla cultura della sopraffazione che la produce per saperla riconoscere e vincere.

E un fumetto può arrivare lì dove altri linguaggi non riescono ad arrivare, sperando di maturare nelle relazioni di amicizia e di amore il rispetto dell’altro, della sua libertà e della sua differenza. Questa pubblicazione è la prova della straordinaria risposta che si riceve dai giovani, per liberare l’amore da ogni forma di possesso. Questo ci dà fiducia per il futuro e ci spinge a fare ancora di più. Ma non basta, le fantasie e l’inventiva di Emanuela la porta indietro nel tempo, nel 1234, con Kaira, una storia, uno spirito femminile, una bella donna dai capelli fluttuanti. Nelle antiche leggende viene descritta come uno spirito femminile che si aggira attorno a paludi e fiumi, nelle sorgenti o nelle colline d’Irlanda. Forse un modo inconsueto per raccontare il sentimento, l’amore, che nei secoli non cambia, ma che può essere un confronto con i nostri giorni, alla ricerca della “aletheia e veritas”, dei nostri giorni. Un grosso in bocca a lupo  e un grazie a Emanuela Zompo che ha uno strumento forte per affrontare un futuro alla ricerca della verità.

Enzo De Camillis

Regista e scenografo. Ideatore de  La Pellicola d’Oro

Marcinelle, per non dimenticare la tragedia degli immigrati italiani

Per comprendere l’oggi è di fondamentale importanza non dimenticare i nostri ieri.

di Giuseppe Cossari (Delagato CITIM Africa, Asia, Oceania) e Paolo Buralli Manfredi (Responsabile CTIM Australia)

Non potevamo non ricordare la tragedia della Marcinelle miniera di carbone Buis du Cardier in Belgio dove l’8 agosto del 1956, 136 Italiani emigrati in Belgio per trovare lavoro e creare un futuro migliore per le loro Famiglie hanno perso la vita a causa di un incendio che provocò la morte di 262 minatori di cui 136 Italiani.

È importante ricordare questo avvenimento che ci ricorda con quanta volontà e dignità i migranti Italiani si facevano ben volere e rispettare dalle popolazioni di quelle Nazioni che accoglievano migranti provenienti da tutto il mondo; e lo è ancor di più oggi dove la globalizzazione e i poteri forti cercano in ogni maniera di cancellare le identità dei Popoli perché, solo cancellando la memoria storica di un Popolo, é più facile prenderne l’intero controllo.

Ecco, noi non dimenticheremo questi Patrioti e non finiremo mai di far conoscere e non gettare nell’oblio la nostra storia, la storia di un Popolo, quello Italiano, che ha regalato al mondo, l’Impero Romano, il Rinascimento e tutte quelle menti geniali che hanno fatto grande l’Italia in tutto il mondo.

Per non dimenticare:

ITALIANI CADUTI NELLA TRAGEDIA MINERARIA DI MARCINELLE

MOLISE

Casciato Felice, S. Angelo del Pesco (IS) 22/09/1912 – moglie e 3 figli in Italia

Francesco Cicora, S. Giuliano di Puglia (CB) 01/11/1908 – moglie e 6 figli in Italia

Francesco Granata, Ferrazzano (CB) 09/01/1916 – moglie e 2 figli

Michele Granata, Ferrazzano (CB) 27/10/1913 – moglie e 2 figli in Italia

Michele Moliterno, Ferrazzano (CB) 11/05/1917 – moglie e 4 figli

Pasquale Nardacchione, S. Giuliano del Sannio (CB) 16/04/1930 – moglie e 3 figli in Italia

Liberato Calmieri, Busso (CB) 11/02/1920 – celibe

ABRUZZO

Raffaele Ammazzalorso, Farindola (PE) 26/02/1920 – moglie e 3 figli in Italia

Orlando Canzano, Turrivalignani (PE) 02/07/1930 – celibe

Rocco Ceccomancini, Turrivalignani (PE) 29/08/1937 – celibe

Attilio Cirone, Farindola (PE) 29/09/1908 – moglie e 4 figli in Italia

Edmondo Cirone – Farindola (PE) 21/09/1929 – celibe

Angelo Damiani, Farindola (PE) 20/04/1937 – celibe

Donato D’Astolfo, Manoppello (PE) 02/07/1929 – celibe

Evandro Delli Passeri, Elice (PE) 09/05/1928 – celibe

Paolo Del Rosso, Manoppello (PE) 13/05/1914 – moglie e 5 figli in Italia

Pancrazio De Luca, Manoppello (PE) 19/05/1928 – moglie e 1 figlio

Cesare Di Bernardino, Turrivalignani (PE) 23/08/1913 – moglie e 4 figli

Benito Di Biase, Manoppello (PE) 20/10/1929 – celibe

Donato Di Biase, Manopello (PE) 23/04/1921 – moglie e 2 figli

Nicola Di Biase, Manoppello (PE) 10/04/1932 – celibe

Bartolomeo Di Cecco, Lettomanoppello (PE) 18/10/1926 – moglie e 1 figlio

Santino Di Donato, Manoppello (PE) 27/02/1928 – moglie e 1 figlio

Antonio Di Pietrantonio, Lettomanoppello (PE) 27/11/1919 – moglie e 4 figli

Emidio Di Pietrantonio, Lettomanoppello (PE) 05/10/1915 moglie e 4 figli

Giovanni Di Pietro, Turrivalignani (PE) 21/06/1917 – moglie e 3 figli

Dante Di Quilio, Alanno (PE) 10/11/1928 – moglie e 2 figli

Alfredo Di Rocco, Rosicano (PE) 01/08/1926 – moglie e 1 figlio in Italia

Rocco Di Rocco, Manoppello (PE) 13/02/1913 – moglie e 3 figli

Camillo Ferrante, Turrivalignani (PE) 07/04/1930 – celibe

Orlando Ferrante, Turrivalignani (PE) 20/07/1933 – celibe

Pasquale Ferrante, Lettomanoppello (PE) 06/07/1922 – moglie e 3 figlie in Italia

Giulio Fidanza, Farindola (PE) 21/02/1926 – moglie e 3 figli

Camillo Iezzi, Manoppello (PE) 02/11/1930 – moglie e 1 figlio 

Donato Iezzi, Manoppello (PE) 10/09/1924 – moglie e 2 figli

Orlando Iezzi, Manoppello (PE) 06/11/1924 – moglie e 3 figli

Rocco Iezzi, Manoppello (PE) 24/08/1935 – celibe

Vincenzo Iezzi, Manoppello (PE) 21/07/1931 – moglie e 1 figlio

Antonio Lachetta, Farindola (PE) 25/03/1928 – moglie e 2 figli in Italia

Francesco Martinelli, Turrivalignani (PE) 25/11/1919 – moglie e 3 figli in Italia

Modesto Martinelli, Turrivalignani (PE) 12/01/1928 – moglie e 3 figli

Gabriele Minichili, Manoppello (PE) 29/05/1935 – celibe

Leonino Nubile, Turrivalignani (PE) 11/04/1925 – moglie e 2 figli

Giuseppe Palazzone, Manoppello (PE) 10/02/1927 – moglie

Giuseppe Petaccia, Manoppello (PE) 18/12/1929 – celibe

Ottavio Setaccia, Manoppello (PE) 29/09/1924 – moglie e 1 figlio

Sante Ranieri, Manoppello (PE) 18/02/1909 – moglie e 3 figli

Edoardo Romasco, Manoppello (PE) 10/12/1920 – moglie e 2 figli

Camillo Rulli, Manoppello (PE) 15/07/1921 – moglie e 2 figli

Rocco Rulli, Manoppello (PE) 17/12/1935 – celibe

Giuseppe Semplecino, Manoppello (PE) 26/06/1914 – moglie e 3 figli in Italia

Pantaleone Toppi, Lettomanoppello (PE) 10/04/1931 – celibe

Sante Toppi, Lettomanoppello (PE) 27/07/1929 – moglie in Italia

Federico Zazzara, Manoppello (PE) 16/06/1924 – moglie

Eligio Di Donato, Roccascalegna (CH) 20/02/1921 – moglie e 2 figli in Italia

Valente Di Donato, Roccascalegna (CH) 28/02/1914 – moglie e 1 figlio in Italia

Antonio Di Pomponio, Roccascalegno (CH) 17/12/1905 – moglie

Nicola Di Pomponio, Roccascalegno (CH) 17/10/1928 – moglie in Italia

Domenico Luciani, Casoli (CH) 29/11/1926 – moglie e 2 figli

Nicola Salomone, Sant’Eusannio Del Sangro (CH) 01/05/1920 – moglie e 1 figlio

Raffaele Travaglino, Roccascalegno (CH) 14/09/1927 – moglie

Mario Zinni, Roccascalegno (CH) 31/01/1930 – moglie in Italia

Attilio Colangelo, Castelvecchio Subequo (AQ) 07/03/1914 – moglie e 5 figli

Esmeraldo Pallante, Castel Del Monte (AQ) 17/07/1924 – moglie e 2 figli in Italia

Secondo Petronio, Castel Del Monte (AQ) 04/01/1920 – moglie in Italia

Vincenzo Riga, Ovindoli (AQ) 23/03/1925 – moglie e 2 figli in Italia

Donato Rocchi, Isola del Gran Sasso (TE) 10/07/1927 – moglie e 2 figli in Italia

CALABRIA

Antonio Danisi, Reggio Calabria 21/01/1924 – moglie e 4 figli

Pasquale Papa, Reggio Calabria 11/11/1925 – moglie e 4 figli

Pietro Pologruto, Petrizzi (CZ) 23/11/1927 – moglie in Italia

Vincenzo Sicari, Rosarno (RC) 22/07/1927 – celibe

CAMPANIA

Annibale Pagnozzi, S. Angelo a Cupolo (BN) 29/10/1923 – moglie e 2 figli

Antonio Sacco, Cervinara (AV) 14/07/1940 – celibe

EMILIA ROMAGNA

Terzo Galinucci, Mercato Saraceno (FO) 10/06/1927 – celibe

Giuseppe Geti, Frignano sulla Secchia (MO) 13/09/1923 – celibe

Lino Gherardini, Pavullo (MO) 06/04/1911 – moglie e 2 figli

Adolfo Mazzieri, Pavullo (MO)

01/08/1906 – moglie e 4 figli in Italia

Roberto Vitali, Gaggio Montano (BO) 09/08/1904 – celibe

FRIULI VENEZIA GIULIA

Pietro Basso, Fiume Veneto (PD) 25/09/1930 – celibe

Mario Buiatti, Udine 30/11/1925 – moglie e 5 figli in Italia

Ruggiero Castellani, Ranchis (UD) 08/03/1915 – moglie e 3 figli

Lorenzo De Santis, Flabiano (UD) 27/09/1927 – moglie e 1 figlio

Ferruccio Pegorer, Azzano Decimo (UD) 08/01/1930 – celibe

Ciro Natale Piccolo, Povoletto (UD) 20/12/1912 – moglie e 3 figli

Armando Zanelli, Palazzolo delle Stelle (UD) 20/03/1921 – moglie in Italia

LOMBARDIA

Assunto Benzoni, Cerete (BG) 15/08/1926 – moglie e 1 figlio

Giuseppe Bontempi, Bienno (BS) 31/12/1925 – moglie e 1 figlio

Attilio Dassogno, S. Pietro Berbenno (BG) 08/07/1922 – moglie e 2 figli

MARCHE

Sisto Antonini, Monteciccardo (PS) 07/08/1910 – moglie e 3 figli

Rodolfo Battocolo, Ancona 19/04/1908 – moglie e 3 figli

Giovanni Bianconi, Nova Leltria (PS) 30/03/1927 – celibe

Nicola Dezi, Macerata 06/03/1930 – celibe

Edo Dionigi, Collordolo (PS) 16/04/1924 – moglie e 2 figli

Antonio Gabrielli, Casteldelci (PS) 21/07/1915 – celibe

Antonio Molari, S. Agata Feltria (PS) 12/03/1930 – celibe

Alvaro Palazzi, Monteciccardo (PS) 02/02/1922 – moglie e 2 figli

Giuseppe Rigetti, Pesaro 13/01/1907 – moglie e 3 figli in Italia

Dovilio Scortichini, Cingoli (MC) 04/06/1914 – celibe

Filippo Talamelli, Fano (PS) 22/01/1918 – moglie e 4 figli

Giulio Pierani, Petriano (PS) 11/04/1924 – moglie e 1 figlio

PUGLIA

Pompeo Bruno, Racale (LE) 02/04/1928 – celibe

Salvatore Capoccia, Salice Salentino (LE) 05/01/1922 – moglie e 1 figlio in Italia

Roberto Corvaglia, Racale (LE) 20/02/1926 – moglie e 1 figlio in Italia

Salvatore Cucinelli, Gagliano Del Capo (LE) 11/05/1926 – moglie in Italia

Santo Martignano, Tuglia (LE) 20/04/1929 – moglie e 3 figli

Cosimo Merenda, Tuglia (LE) 25/07/1924 – moglie e 3 figli

Francesco Palazzo, Salice Salentino (LE) 07/05/1913 – moglie e 3 figli in Italia

Giuseppe Pinto, Mola di Bari (BA) 03/05/1918 – moglie e 4 figli

Cosimo Ruperto, Alezio (LE) 18/04/1913 – moglie e 4 figli

Natale Santantonio, Brindisi 08/01/1928 – celibe

Carmelo Serrone, Serrano (LE) 17/11/1911 – celibe

Ernesto Spiga, Martina Franca 25/05/1904 – moglie e 2 figli

Abramo Tamburrana, Cristiano (TA) 26/03/1916 – celibe

Vito Verneri, Racale (LE) 26/03/1925 – celibe

Salvatore Ventura, Tuglia (LE) 16/01/1920 – moglie e 3 figli

Rocco Vita, Racale (LE) 16/08/1929 – moglie e 2 figli

Giovanni D’Apote, Lesina (FG) 20/10/1921 – moglie e 2 figli

Cesario Perdicchia, Melissano (LE) 02/03/1909 – moglie e 2 figli

Osmano Ruggirei, Martina Franca (TA) 26/03/1923 – moglie

Donato Santantonio, Racale (LE) 05/01/1927 – moglie e 1 figlio

Vito Larizza, Laterza (TA) 15/11/1924 – moglie e 4 figli

Pasquale Sifani, Taurisano (LE) 01/04/1924 – moglie e 2 figli

SICILIA

Carmelo Baio, Montaperto (AG) 21/11/1920 – moglie e 2 figli in Italia

Sebastiano Campisi, Augusta (SR) 03/09/1915 – moglie e 3 figli

Gaetano Indorato, Sommatine (CL) 01/11/1911 – moglie e 3 figli

Salvatore Piluso, Caltagirone (CT) 18/06/1922 – moglie

Calogero Reale, Montaperto (AG) 27/06/1922 – moglie e 3 figli

TOSCANA

Otello Bugliani, Massa Carrara 06/09/1913 – moglie e 1 figlio

Enrico Del Guasta, Cascina (PI)  17/02/1920 – moglie e 4 figli

Romano Filippi, Fiesole (FI) 18/11/1928 – moglie e 1 figlio

TRENTINO ALTO ADIGE

Primo Leonardelli, Pergine Val Sugana (TN) 01/01/1920 – celibe

VENETO

Guerrino Casanova, Montebelluna (TV) 29/08/1923 – moglie e 2 figli

Giuseppe Corso, Montorio di Verona (VR) 16/11/1920 – celibe

Dino Della Vecchia, Sedico (BL) 31/08/1926 – celibe

Mario Piccin, Codgnè(TV) 15/10/1919 – moglie e 5 figli

Giuseppe Polese, Cimadolmo (TV) 01/10/1934 – celibe

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