Provincia di Reggio Calabria, presentato “Universo della detenzione” con Lidu onlus

libroIl testo, curato da Domenico Alessandro De Rossi ( Lidu), passa in esame i diritti umani e civili del detenuto, le possibilità di recupero, la rieducazione del condannato, le opportunità di studio, di lavoro e di cure mediche, nel rispetto dell’artico 27 della Costituzione

 Roma, 19 ottobre – Le inumane condizioni dei detenuti in Italia al centro della conferenza stampa di presentazione del libro “Universo della  detenzione”, edito da Mursia e curato dall’architetto Domenico Alessandro De Rossi, responsabile nazionale per il progetto carceri della Lidu (Lega Italiana Dei Diritti dell’Uomo), presentato giovedì scorso a Palazzo Foti, sede della provincia di Reggio Calabria. L’iniziativa si inserisce in una serie di eventi voluti dal presidente del consiglio Antonio Eroi con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica  sui problemi legati al sovraffollamento carcerario e alla cattiva gestione in  termini di rieducazione del detenuto. Emergenza tanto grave da aver prodotto nel gennaio del 2013 una sanzione da parte della Corte di Strasburgo ai danni dello Stato italiano con la cosiddetta sentenza Torreggiani . “L’universo della detenzione ha raggiunto livelli di inefficienza assolutamente intollerabili e illegali” – ha spiegato Eroi in apertura dell’incontro con i giornalisti – Continue Reading

Lettera aperta al ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri

28842-500356-carmelo-musumeciCarmelo Musumeci, ergastolano ostativo: ‘che senso hanno tutti questi anni di rieducazione se sono condannato a vita?’

Roma, 18 ottobre – “Signora Ministra, sono ininterrottamente detenuto dal ventuno ottobre 1991, in esecuzione della pena dell’ergastolo. Sono entrato in carcere con la quinta elementare, mi sono laureato in Scienze Giuridiche prima, in Giurisprudenza dopo. Attualmente sono iscritto alla Facoltà di Filosofia di Padova (in sei mesi ho dato cinque esami, con voto: ventisette, ventisette, trenta, ventotto, trenta e lode).  Ho ricevuto tre encomi, in data 24 maggio 2010, 19 maggio 2011 e 20 giugno 2012. Ho pubblicato quattro libri: “Zanna Blu: Le avventure”, Gabrielli Editore, 2012; “Undici ore d’amore di un uomo ombra”; Gabrielli Editore, 2012; “Gli uomini ombra e altri racconti” Gabrielli Editore, 2010;  ed è appena uscito “L’urlo di un uomo ombra” Edizioni Smasher, 2013. Inoltre sono tra i 20 finalisti del concorso “Racconti dal carcere”, patrocinato dal DAP, e i cui racconti sono stati pubblicati da Arnaldo Mondadori Editori. Continue Reading

Stop al carcere per i giornalisti accusati di diffamazione, unica sanzione una multa

img-_innerArt-_camera-dei-deputati-La Camera ha approvato il testo di legge che elimina il carcere per il reato di diffamazione a mezzo stampa. Obbligatoria la rettifica

Roma, 18 ottobre – Con 308 voti a favore e 117 contrari la Camera ha approvato la nuova normativa sul reato di diffamazione a mezzo stampa, eliminando il carcere per i giornalisti. Il provvedimento passa all’esame del Senato per l’approvazione definitiva ed introduce il diritto di rettifica  da parte dell’offeso senza alcun commento esterno. L’unica sanzione che il testo prevede è una multa da cinquemila a diecimila euro. Solo nei casi in cui l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato falso, la cui diffusione sia avvenuta con la consapevolezza della sua falsità, la  multa aumenta per un importo che va da ventimila a sessantamila euro. La rettifica, obbligatoria, può essere valutata dal giudice come motivo di non punibilità del giornalista querelato. Lo stesso, se condannato, vedrà pubblicata la sentenza di condanna e se recidivo, potrà essere interdetto dalla professione per un periodo che va da uno a sei mesi. La legge include i suoi effetti anche alle testate giornalistiche online registrate presso le cancellerie dei tribunali con esclusione dei blog. Continue Reading

Kyenge, ricordo shoah per eliminare odio razziale

kyengeRicordare la deportazione degli ebrei deve servire a non compiere mai più atti così terribili.

Roma, 16 ottobre –  Il ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge nel 70esimo anniversario della deportazione degli ebrei del ghetto di Roma, ha ribadito “l’importanza di trovare una soluzione adeguata per contrastare i comportamenti xenofobi perpetrati per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi anche tramite internet”. “Mi sono sempre battuta in Consiglio dei ministri e in Parlamento – ha spiegato Kyenge – per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, in linea con quanto previsto dalla Convenzione internazionale di New York. L’approvazione dell’emendamento a larga maggioranza di ieri, da parte della Commissione Giustizia del Senato, che considera reato il negazionismo e aggravante l’apologia di reato è solo l’inizio,  un grande passo avanti per far comprendere a chi ancora giustifica un periodo oscuro della nostra storia e di tutta l’umanità che ha generato violenza e morte”. Continue Reading

Governo, Cécile Kyenge incontra i rappresentanti della Comunità eritrea in Italia

kyenge9Derres Araia, presidente comunità eritrea, chiede di poter seppellire a casa i morti di Lampedusa

Roma, 15 ottobre – Il ministro per l’Integrazione, Cécile Kyenge, ha incontrato stamattina i rappresentanti della Comunità eritrea in Italia. Obiettivo dell’incontro: il rimpatrio delle salme delle vittime di Lampedusa. Il presidente della Comunità, Derres Araia, ha chiesto a nome delle famiglie eritree di poter riavere i corpi dei loro cari. A tal riguardo il governo eritreo a dato disposizione per affrontare le spese di trasporto e l’assistenza necessaria. Attualmente le salme sono tumulate nei cimiteri siciliani, la maggior parte dei quali agrigentini, in attesa che il governo italiano studi procedure idonee per soddisfare le richieste dei familiari nel rispetto delle loro tradizioni e della legalità internazionale. La Prefettura di Agrigento ha dichiarato che “la tumulazione non impedirà eventuali restituzioni dei corpi ai familiari che ne faranno richiesta”. Continue Reading

Provincia di Reggio Calabria, Antonio Eroi incontra i vertici della Lidu

antonio-eroiTra i temi affrontati con il presidente Alfredo Arpaia l’urgenza di indulto e amnistia, già ribadita da Giorgio Napolitano. Eroi chiede anche scarcerazione di Francesco Gangemi, giornalista 79enne condannato per reato di diffamazione

 Roma, 10 ottobre – “ Il messaggio alle Camere del presidente Giorgio Napolitano, che chiede con urgenza un provvedimento legislativo per risolvere la questione del  sovraffollamento carcerario, per cui l’Italia è stata sanzionata anche dalla Corte di Strasburgo, è un vero atto di coraggio che trova sponda favorevole e pieno appoggio da parte di tutti coloro che nel loro ruolo istituzionale perseguono da tempo la salvaguardia dei diritti umani” così Antonio Eroi, presidente del Consiglio provinciale di Reggio Calabria a margine di un incontro avvenuto ieri nella sede della Lidu onlus nazionale, durante il quale si è stretta un’intesa di collaborazione tra Lega Italiana dei diritti dell’Uomo e provincia di Reggio Calabria sui diritti fondamentali. Al centro del colloquio tra Eroi ed il presidente nazionale Lidu on. Alfredo Arpaia, la soluzione intravista da Giorgio Napolitano, già calendarizzata in Senato per il 15 ottobre su proposta dei senatori Compagna e Manconi, sull’opportunità di adottare indulto ed amnistia per avere poi il tempo di ridefinire gli ordinamenti che regolano il sistema carcerario. ”Appare, infatti, indispensabile avviare una decisa inversione di tendenza sui modelli che caratterizzano la detenzione, modificando radicalmente le condizioni di vita dei ristretti, offrendo loro reali opportunità di recupero” aveva detto il presidente Napolitano nel corso del discorso inviato alle Camere l’8 di ottobre. Continue Reading

Sovraffollamento carceri, Napolitano invia messaggio alle Camere

napolitano_ansa_28sett_436.jpg_415368877Preannunciato durante la visita al carcere di Poggioreale arriva oggi il messaggio del presidente della Repubblica sulla situazione carceraria: Pietro Grasso lo leggerà in apertura lavori al Senato alle 16 di oggi

 Roma, 8 ottobre – Per la prima volta dall’inizio della sua rielezione Giorgio Napolitano utilizza una delle prerogative elencate nell’articolo 87 della Costituzione, che definisce i compiti del Presidente della Repubblica. Stamane Il segretario generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, ha consegnato  ai presidenti di Camera e Senato un messaggio del capo dello Stato, sulla situazione di sovraffollamento carcerario del Paese. Uno strumento mai utilizzato nel primo settennato di presidenza di Giorgio Napolitano che, dopo la visita effettuata al carcere di Poggioreale a Napoli la settimana scorsa, ha deciso di dare seguito alle affermazioni espresse in quella sede. Durante quella visita aveva evidenziato come  il sovraffollamento degli istituti di pena fosse incompatibile con le normali condizioni di detenzione, rispettose della dignità umana. Continue Reading

Attivisti di Greenpeace arrestati dal governo russo, tra loro un italiano

downloadPetizione di Change.org a difesa di Cristian, attivista di Greenpeace che con altri colleghi tentavano di salvare il mare Artico dalle trivelle della Gazprom russa. Arrestati illegalmente rischiano 15 anni di detenzione. Lettera della madre di Cristian al presidente Napolitano

Roma, 7 ottobre –  La nave di Greenpeace con la quale pacificamente 28 attivisti cercavano di salvare l’Artico dalle trivelle della Gazprom, è stata abbordata illegalmente dalla Guardia Costiera russa in acque internazionali. Tutti, inclusi due giornalisti, sono stati fermati e accusati di pirateria e ora rischiano fino a 15 anni di detenzione in Russia. Tra gli attivisti Cristian e qui di seguito la lettera che sua madre scrive a Giorgio Napolitano per sollecitarne la scarcerazione.

Signor Presidente,

mi chiamo Raffaela Ruggiero, sono la madre di Cristian D’Alessandro, il giovane attivista di Greenpeace, arrestato dalle autorità russe nel Mar Artico con i suoi 29 compagni. Mi rivolgo a lei presidente, conoscendo la sua storia e la sua sensibilità verso i temi dei diritti umani perché si adoperi per la libertà di Cristian. Certo, il momento è grave per il Paese e ben altri pensieri affollano la Sua mente, lo so bene, ma pure mi permetta di insistere perché rivolga qualche minuto del Suo prezioso tempo al mio ragazzo ed ascolti, per cortesia, il mio appello. Cristian ha 31 anni, ha conseguito la laurea in biotecnologie mediche all’Università Federico II di Napoli, con una tesi di ricerca che ha avuto risultati lusinghieri ed apprezzamenti dai docenti fino a meritare la pubblicazione su una rivista scientifica. Continue Reading

Egitto, massima allerta a Sharm e canale di Suez. Al Cairo 50 morti in scontri di piazza

sinaiok-kLeC-U1020688728199ufB-330x185@LaStampa.itNumerose le vittime ed i feriti durante gli scontri di ieri tra manifestanti pro Morsi e polizia nella capitale. Stamane in Sinai è esplosa autobomba

Roma, 7 ottobre – In Egitto situazione incandescente, sale la tensione e nelle ultime 24 ore si sta verificando una escalation di episodi violenti che individua come aree di massima allerta il Sinai e il Canale di Suez. Nella giornata di ieri gli scontri di piazza tra i manifestanti pro Morsi e la polizia hanno causato più di 50 morti e 268 feriti. Nella notte, terzo attacco ai danni di postazioni del governo,  una installazione per comunicazioni satellitare al Cairo è stata colpita da razzi Rpg causando il ferimento di  due persone ed il danneggiamento di una parabola per le comunicazioni telefoniche internazionali. Stamane un autobomba è esplosa in Sinai nella sede della sicurezza centrale nella città di Al Tour, provocando 2 morti e 25 feriti tra i poliziotti. Nel Paese ieri si festeggiavano i 40 anni della Guerra d’Ottobre del 1973, conosciuta come Yom Kippur in Israele, un conflitto vissuto come una vittoria in Egitto perchè le truppe dell’allora presidente Sadat riuscirono a prendere di sorpresa nella loro avanzata quelle israliane.

India, muore suicida assistente universitaria che aveva subito violenza sessuale dai colleghi

india_fotoreporter_23enne_stuprata_da_un_gruppo_di_uomini_a_mumbai-330-0-371749Si era data fuoco la 40enne dipendente dell’università di Nuova Delhi che aveva denunciato gli stupri dei colleghi. L’inazione delle autorità e la perdita del lavoro sono state la causa del gesto estremo che ha portato la donna alla morte  dopo una settimana di agonia

Roma, 7 ottobre –  Aveva subito più volte violenza sessuale dai suoi stessi colleghi l’assistente di laboratorio di chimica presso il college Bhim Rao Ambedkar dell’Università di New Delhi, ed alla fine si era decisa a denunciare tutto alle autorità. Pavitra Bhardwaj, 40 anni, il 30 settembre si era data fuoco dopo essersi cosparsa di cherosene davanti alla sede del governo nella capitale, urlando di essere stata violentata dai colleghi tre anni prima. Sulla  sua denuncia nessun provvedimento era stato adottato in sua difesa e la donna addirittura era stata costretta ad abbandonare il lavoro. Continue Reading

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