Sergio Divina senatore della Lega: tra immigrati si nascondono terroristi

Divina (LN), Isis sfrutta immigrazione per organizzare futuri attentati terroristici

di R. Martelloni

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Roma, 6 luglio – “C’è il rischio di una vera e propria emergenza terrorismo, con l’arrivo di centinaia di persone sulle coste italiane in fuga da paesi come l’Iraq e la Siria, pianificata, organizzata e “pagata” dall’ Isis. Non ci sono solo  cittadini in cerca di protezione ci sono criminali “allevati” e infiltrati da organizzazioni terroristiche come il nuovo esercito sunnita che sfrutta l’immigrazione per infiltrare suoi agenti in Italia e in Europa”.  E’ l’allarme lanciato dal senatore della Lega Nord, Sergio Divina, vicepresidente della Commissione Difesa che cita notizie di una fonte al confine tra Siria ed Iraq. ”Siamo entrati – afferma Divina – decisamente nell’era della guerra senza confini, in cui un nemico subdolo e silenzioso può essere annidato nel nostro stesso quartiere, se non addirittura dalla parte opposta del pianerottolo di casa. All’alba del XXI secolo il terrorismo islamico non poteva che approfittare delle bibliche migrazioni che hanno investito l’Europa, per mimetizzarsi infiltrarsi e “organizzarsi”.  L’immigrazione di massa, ricorda il  parlamentare della Lega Nord ”è criticata da tempo perchè porta un  numero esagerato di persone a noi estranee dentro le nostre case . Ma al  generico allarme per l’impossibilità di sopportare una simile invasione, si è aggiunto  ora quello per il terrorismo, che da ragione e  legittimità a chiunque si opponga all’immigrazione sregolata”. La cosa piu’ allarmante ”e’ che negli ultimi due mesi , ai confini tra Iraq e Siria , con la creazione del nuovo califfato che ha dichiarato guerra all’occidente, si stanno arruolando  migliaia di ragazzi europei, ed anche molti italiani che possono rientrare liberamente nei rispettivi paesi rispondendo agli indottrinamenti ricevuti dai formatori fondamentalisti.  L’Isis forte del suo potere economico – ribadisce infine Divina – sta inoltre pagando a suon di dollari giovani che, sulla scia della disperazione di tanti immigrati, entrino in Italia e in Europa a pianificare azioni terroristiche”.

Diritti umani, Unicef in Iraq: 8mila famiglie con bambini senza tetto

In Iraq i livelli di violenza sono cresciuti, come i combattimenti,  le esecuzioni di massa e le segnalazioni di rapimenti che hanno spinto centinaia di migliaia di persone a scappare dalle proprie case.

iraq-esecuzione-massa-epa-258Roma, 3 luglio– L’UNICEF ha effettuato la prima distribuzione di aiuti umanitari di base a Sinjar, città nel Governatorato occidentale di Ninevah (in Iraq), per aiutare  migliaia di persone scappate in questa zona negli ultimi giorni. “La situazione dei bambini è terribile”, ha dichiarato Marzio Babille, rappresentante UNICEF in Iraq, appena tornato da Sinjar. “C’erano oltre 8.000 famiglie, con centinaia di bambini che vivono in uno stadio, altri in santuari religiosi, che giocano tra le lapidi. Si sentono al sicuro qui, ma sono molto spaventati e confusi da questo brutale cambiamento della loro quotidianità”. La Missione di Assistenza delle Nazioni Unite per l’Iraq ha annunciato che a giugno nel paese sono stati uccisi circa 1.500 civili, il numero più alto  registrato in un solo mese da sette anni a questa parte. Da quando i gruppi estremisti hanno preso parte al conflitto in Iraq, i livelli di violenza sono cresciuti, come i combattimenti,  le esecuzioni di massa e le segnalazioni di rapimenti che hanno spinto centinaia di migliaia di persone a scappare dalle proprie case. Sinjar, una città di 35.000 persone situata a circa 190 chilometri da Erbil, è adesso rifugio per ulteriori 50.000 persone sfollate internamente, la metà dei quali sono bambini. Mentre molti sono insieme ai propri familiari, molte famiglie vivono in costruzioni del governo o fuori all’aperto, con poche protezioni dal caldo insopportabile e dal vento. L’accesso ai servizi di base come acqua, latrine è al limite. Lo scorso 29 giugno un convoglio dell’UNICEF è partito da Dojuk direzione Sinjar, dopo aver attraversato aree contese; l’UNICEF ha consegnato 24.000 litri di acqua potabile in bottiglie, 2.000 kit igienici, 1.300 taniche e 10 kit ricreativi per 500 bambini. Nel convoglio c’erano anche 150 kit ostetrici e 150 kit igienici per donne in gravidanza, forniti dall’UNFPA. “Questo è solo una parte di ciò di cui hanno bisogno queste famiglie, siamo impegnati per far  sopravvivere i bambini; continueremo così, a fare tutto il possibile per aiutare i bambini dell’Iraq a superare un’altra crisi già traumatica”, ha concluso Babille.

 

 

L’UNICEF chiede un immediato e sicuro rilascio di oltre 100 studenti rapiti in Siria.

Dichiarazione di Maria Calivis, Direttore Regionale UNICEF per il Nord Africa e il Medio Oriente.


lainfo.es-5849-calvisRoma, 2 luglio  – “L’UNICEF sta seguendo con grande preoccupazione la situazione di circa 140 studenti  kurdi tra i 14 e i 16 anni che sono stati presumibilmente rapiti nel nord della Siria il mese scorso dall’ISIS (Stato Islamico di Iraq e Siria)”. “Tutti loro, ad eccezione di quattro che sono scappati, sono ancora sotto sequestro. Sono passate oltre quattro settimane da quando i bambini sono stati rapiti mentre tornavano alla loro case ad Ayn al-Arab, dopo aver concluso gli esami alla scuola superiore ad Aleppo”. “Questi bambini non hanno niente in comune con questa guerra violenta in Siria. Volevano solo finire i loro esami e tornare a casa dalle loro famiglie”. “Il rapimento, l’arruolamento e l’uso di bambini nei conflitti sono gravi violazioni dei diritti dei bambini”. “L’UNICEF esprime grande solidarietà alle famiglie dei bambini rapiti. Tutti coloro che commettono crimini come questo devono essere ritenuti responsabili”. “È sconcertante e inconcepibile che i bambini debbano sopportare questi brutali atti di violenza ed essere forzatamente coinvolti in questa guerra”.

Unicef condanna l’uccisione degli adolescenti in Cisgiordania

I bambini vittime innocenti dell’odio tra israeliani e palestinesi


bambini unicefRoma, 1 luglio  – “L’Unicef condanna fermamente il rapimento e l’uccisione di tre giovani israeliani in Cisgiordania. Ci uniamo al Segretario generale delle Nazioni Unite per esprimere il nostro più profondo cordoglio alle loro famiglie” è il testo del comunicato diramato oggi da Unicef a seguito della notizia del ritrovamento dei corpi dei tre ragazzi ebrei rapiti il 12 giugno in Cisgiordania. “Questo ultimo atto di violenza è un rimando tragico e terribile al tributo che l’odio insensato sta facendo  pagare sia ai bambini israeliani che  palestinesi”.  “Speriamo che questi eventi non alimenteranno ulteriormente la violenza. Esortiamo tutte le parti ad esercitare la massima moderazione e fare il possibile per proteggere tutti i bambini – palestinesi e israeliani – dalle minacce”.

Diritti umani, Aedh:al via un osservatorio a tutela delle donne

aedhMaricia Bagnato Belfiore rieletta in assemblea Aedh (Associazione Europea dei Diritti dell’Uomo) ha presentato una proposta operativa sui temi della tutela alle donne vittime di violenza in Ue

Roma, 1 luglio – Si è svolta a Bruxelles nei giorni 21, 22 e 23 Giugno 2014, l’Assemblea Generale dell’ A.E.D.H. (Associazione Europea dei Diritti dell’Uomo). Tra gli italiani eletti in
rappresentanza della tutela dei diritti umani  spicca la nomina di Maricia Bagnato Belfiore già membro dell’Executive Board dell’ AEDH e componente del Direttivo Nazionale
della  LIDU onlus – Lega Italiana Diritti Umani. Tra i temi affrontati quello del’aumento esponenziale della violenza di genere di cui in passato la Bagnato Belfiore si era fatta portavoce cercando di individuare metodi e criteri per combattere il fenomeno del femminicidio, senza trascurare problematiche come lo stalking ed il mobbing, anticamera spesso dei delitti ai danni delle donne. Qui di seguito le risposte ai quesiti che Daily Cases ha posto a Maricia Bagnato Belfiore che da tempo in Italia e in Europa opera per un
corretto utilizzo delle normative esistenti a tutela delle donne e per la promozione di nuove soluzioni legislative laddove siano necessarie.

A margine dell’assemblea Aedh del 21, 22 e 23 giugno lei ha presentato una proposta operativa sui temi della tutela alle donne vittime di violenza in Ue.
Di cosa si tratta?

mariciabagnatoBagnato Belfiore – “La proposta fatta in assemblea Aedh prevede un lavoro di monitoraggio che unisce  altre Ong ed Onlus specializzate sull’azione di volontariato per una società a misura di diritti umani. I primi risultati di questo monitoraggio mostrano un quadro piuttosto esauriente ed allarmante della situazione attuale sulle tematiche della violenza alle donne. I dati ci dimostrano che la violenza contro le donne è un fenomeno comune a tutta l’Europa . Proprio per questo in assemblea Aedh (Association Européenne de Défense des Droits de l’Homme) a Bruxelles, un consesso formato da 20 Paesi membri, dopo la votazione che mi ha visto eletta questa volta come membro individuale, hanno subito votato a favore ed in modo unanime per il progetto sulle Donne, che è stato adottato così dai Paesi membri e che vedrà al lavoro la commissione Aedh – Lidu per i prossimi due anni. E’ un fenomeno grave, una persecuzione continua ed altalenante, atta proprio a creare disorientamento ed insicurezza, ad alto livello di gravità.”

Quali i numeri di questo drammatico fenomeno?

Bagnato Belfiore – “Oggi non meno di 7 milioni di donne sono vittime di violenza: il 30%  di queste
donne ha subìto il trauma di chi sente la propria vita a rischio , il 68% ha compreso pienamente quali gravi situazioni dovrà affrontare, se resterà in vita, mentre soltanto il 28% ha riportato ferite e mutilazioni varie. Dai data-base del Sistema di Sicurezza d’Indagine (SDI) e da quelli dei vari Ministeri  degli  Interni europei ,emerge la generale stabilità degli omicidi a discapito delle donne , con brevi discrasie dal 2005 ad oggi: il 48,35 muore per mano di un partner, attuale o ex. Tra queste alto il numero delle italiane, nel 75% dei casi, le straniere solo nel 25%. La violenza sulle donne , nei suoi vari aspetti, appare trasversale alle classi sociali, al livello di istruzione, alle condizioni di lavoro, all’età ed agli usi ed abitudini e tradizioni locali od estere .Si tratta di ogni tipo di violenze (fisiche,sessuali,psichiche ed economiche) e dello stalking per donne , quasi sempre separate e scappate da casa. Si tratta di una  violenza che colpisce anche i figli, che subiscono a loro volta violenza, fisica e psichica, una violenza tanto più  grave perché i figli non solo hanno assistito alle violenze familiari nel 62% dei casi,
ma molti di essi, una volta diventati adulti, sono a loro volta violenti molto frequentemente. Sembra perciò esistere una trasmissione intergenerazionale di violenza. Ciò in Italia è molto evidente da tanti anni, eppure la reazione del Paese è stata spesso inadeguata, tanto che l’Italia ha avuto più di un richiamo sia dall’UE che dall’ONU, per i  suoi ritardi nell’aderire alle Convenzioni Internazionali e nel mettere in atto le misure previste: la sensibilità della gente comune e della classe politica su un problema di dimensioni così inquietanti fa riflettere sul reale livello di civiltà  e progresso raggiunti, non solo dal nostro Paese ma anche dagli altri d’Europa.”

Cosa ci riserva il futuro?

maricia-e-matildeBagnato Belfiore – “Finalmente, dallo scorso Ottobre 2013, siamo in una posizione diversa, grazie alla ratifica della Convenzione di Istanbul, che impegna i Paesi membri ad includere nei loro impegni principali di sicurezza, adeguate misure antiviolenza, tanto più che si prevedono altri progressi nella legislazione del 1996 in quanto sono previste maggiori sanzioni per chi commette violenze  e pure maggiori garanzie per le vittime di violenza. Ma le “belle leggi” che sono state approvate nel nostro Paese, come in tanti altri, considerati Stati Democratici e “strenui difensori dei Diritti Umani”, specialmente per il sostegno di tutti i Diritti fondamentali, che
sono i principali ed elementari diritti dettati dalla Dichiarazione Universale del 1948 a sostegno della dignità delle donne e del rispetto dovuto a tutti gli esseri umani, non bastano se il sostegno non è frutto di misure volte al traguardo che ci si prefigge, se non ci sono una forte convinzione ed un deciso impegno dei soggetti pubblici ed enti privati, tutti insieme coesi per lottare contro il dilagare di violenze assurde ed ingiustificate. Nonostante il silenzio  di molte vittime di violenza, le denunce sono in aumento, addirittura del 400%,  resta enorme il sommerso.”

Lei ha spesso detto che in tema di diritti umani è l’unione che fa la forza. Dopo questa assemblea Aedh che la riconosce membro effettivo anche al di là della sua appartenenza associativa con la Lega dei Diritti italiana, ma per i meriti conquistati sul campo in tutti questi anni di lavoro, qual è il progetto da portare avanti?

Bagnato Belfiore ” Per potenziare questa forte sfida in una società allo sbando, si deve far in modo di raccogliere tutte le forze di politica sociale, rendendole consapevoli dei loro diritti, potenziando le loro risorse e le energie che tutte le donne possiedono , specialmente quando hanno senso di solidarietà e concretezza per riacquistare tutta la propria autostima, ragione e fonte di recupero di un completo rinnovamento personale. Operativamente quello che ho chiesto a Bruxelles è un osservatorio che utilizzi tutte le organizzazioni votate a questo scopo, per creare una rete che sinergicamente e di volta in volta svolga un lavoro di consulenza, mediazione e consiglio affinchè nel tempo mai più una donna subisca violenza. Questo accade solo quando un opportuna opera legislativa si affianca ad una crescita culturale che deve prendere le mosse sin dalla più tenera età”.

Maricia Bagnato Belfiore, presidente in Italia della commissione Donne ,  Dignità e Parità della Lidu onlus, vanta una lunga esperienza in diritti umani tanto da meritare la Medaglia d’Argento della presidenza del Consiglio dei Ministri per i meriti espressi nella collaborazione e consulenza presso il Ministero per le Pari Opportunità e la Targa d’ Honneur del Comitato Atlantico per l’impegno professionale quale Delegata Ufficiale ai Congressi della NATO.  In virtù di questa sua peculiare preparazione  già nel 2005 aveva organizzato in Calabria con il Consiglio Regionale il  ‘‘Forum delle donne per la pace’’ cui parteciparono tutte le più alte autorità locali ed i Paesi del Sud del Mediterraneo, tra i quali Algeria, Cipro, Egitto, Malta, Marocco, Israele, Palestina e Tunisia.

Lega, Sergio Divina: abbandonati da Ue in Mare Nostrum

Immigrazione, Italia al collasso: 30 cadaveri e 1800 tratti in salvo nel Canale di Sicilia nelle ultime ore. Il senatore Divina lancia grido d’allarme in Assemblea Osce riunita in Azerbagian e chiede intervento Ue e Nazioni Unite


sergio-divinaRoma, 30 giugno  – “Mentre si sta dibattendo, in questa Assemblea dell’ Osce, sulla situazione Ucraino-Russa, vorrei sottolineare con forza quello che oramai da anni, con il completo disinteresse dell’ Unione Europea e delle organizzazioni internazionali, sta succedendo nel Canale di Sicilia. Mentre noi stiamo dibattendo, in queste ore hanno trovato in un barcone 30 cadaveri e tra sabato e domenica sono stati tratti in salvo dalla Marina Militare Italiana oltre 1800 migranti arrivando così, dall’ inizio dell’ anno, a oltre 60mila”. E’ il ‘grido d’allarme’ del senatore della Lega Sergio Divina all’ assemblea parlamentare dell’Osce, a Baku, in Azerbaigian, dopo quanto avvenuto oggi nel Canale di Sicilia. Divina,  membro della Delegazione italiana alla 23ma sessione della Assemblea parlamentare della Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), ha preso la parola nel momento in cui veniva comunicata alla delegazione italiana la notizia della tragedia nel canale di Sicilia. “La situazione dell’ Italia – ha ribadito Divina – è allo stremo e non possiamo ospitare migliaia e migliaia di immigrati, considerando quelli che sono in attesa sulle spiagge della Libia, non voglio pensare a quanti sono. Noi vogliamo difendere i nostri valori, il nostro territorio, non siamo ne’ estremistri nè xenofobi, solo perchè pensiamo prioritariamente ai nostri cittadini che già hanno pagato e stanno pagando una dura crisi economica. L’Italia, da Bolzano a Lampedusa – ha detto Divina -è in una situazione di emergenza continua. Ripeto fortemente: questo problema deve coinvolgere tutti e non solo il mio Paese. Chiedo a voi tutti: considerate il Mediterraneo mare di tutti o di nessuno ? Considerate le acque territoriali italiane, acque internazionali ?”. “Faccio dunque un ennesimo appello a questa assemblea – ha esortato Divina rivolto a tutti i delegati Osce – perche’ prenda in considerazione questa emergenza e si attivi con determinazione presso l’Unione Europea e le Nazioni Unite in quanto la nostra Marina Militare non può più sopperire a questa ondata di disperati. Mare Nostrum – ha concluso con un invito al governo italiano – è da fermare”.

Fonte: Tmnews

Roma, il biotestamento diventa realtà

101345535788L’assemblea capitolina ha approvato la delibera di iniziativa popolare che prevede di istituire il Registro Telematico dei Testamenti Biologici presso l’Ufficio Comunale di Stato Civile.

 

Roma, 27 giugno – Con 25 voti favorevoli, 4 contrari e 4 astenuti, l’Assemblea capitolina ha approvato la delibera, che vede prima firmataria la radicale Mina Welby nel 2009, moglie dell’attivista e politico Piergiorgio, sostenuta dai radicali e sottoscritta da oltre 8mila cittadini. Si tratta dell’istituzione del Registro Telematico dei Testamenti Biologici presso l’Ufficio Comunale di Stato Civile della Capitale. L’iscrizione al Registro consente di esprimere la propria volontà di essere o meno sottoposto a trattamenti sanitari in caso di malattia o lesione cerebrale irreversibile o invalidante, o in caso di malattia che costringa a trattamenti permanenti con macchine. L’iscrizione al registro potrà essere richiesta da tutti i residenti di Roma Capitale, il cambio di residenza non comporta la cancellazione dal registro, sulla base di un’istanza alla quale andrà allegata una dichiarazione con firma autenticata a norma di legge che raccolga le dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti di natura medica. Soddisfatta Mina Welby che afferma “è un segnale che deve partire da Roma e arrivare al Parlamento, perchè lì c’è la proposta di legge di iniziativa popolare sul testamento biologico e sull’eutanasia per i casi gravissimi”. Determinante è stato l’apporto dei Radicali in tandem con l’Associazione Coscioni,che sin dal 2009 hanno supportato Mina Welby affiancata da  Beppino Englaro, Carlo Lizzani, Marco Pannella, Mario Staderini ed Emma Bonino. L’ufficio comunale preposto curerà la tenuta del registro su supporto informatico, in modo che possa essere agevolmente collegato con i registri telematici di altri Comuni.

 

 

Roma, il 19 giugno si conclude ‘Incontro’ campagna promossa dal ministero del Lavoro

testataSi avvia alla conclusione “INCONTRO – INCONTRI, COMUNITA’ MIGRANTI, INTEGRAZIONE, LAVORO” , campagna di conoscenza, ascolto e coinvolgimento delle collettività di migranti  promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito del Fondo Europeo per l’Integrazione

 

Roma, 14 giugno – Giovedì 19 giugno 2014 si terrà a Roma, presso il Nobile Collegio Chimico Farmaceutico sito in  Via in Miranda 10, l’incontro conclusivo della campagna promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali denominata INCONTRO. Si tratta di una campagna che ha mirato a conoscere, ascoltare e coinvolgere, attraverso le loro associazioni, le principali collettività di migranti non comunitari presenti in Italia, per progettare e realizzare strategie di integrazione calibrate il più possibile sui bisogni di ciascun gruppo nazionale. Per raggiungere questo scopo il progetto fa perno sul Portale Integrazione Migranti (www.integrazionemigranti.gov.it), strumento realizzato dal Ministero per rafforzare la rete dei soggetti istituzionali, migliorare il coinvolgimento dei migranti e rendere loro maggiormente accessibili i servizi. Sul Portale è possibile reperire tutta la documentazione e i materiali prodotti nell’ambito della campagna INCONTRO. Il progetto si struttura in due azioni principali: il censimento delle associazioni di migranti in Italia (in fase di ultimazione), nel quale – integrando e aggiornando le ricerche finora effettuate – saranno sistematizzate le informazioni sulla loro natura e la loro operatività; la realizzazione (portata a termine) di 16 eventi pomeridiani, sparsi su tutto il territorio nazionale e dedicati ciascuno a una diversa collettività non comunitaria tra quelle più numerose presenti in Italia. Ogni evento è iniziato con una presentazione della collettività trattata, attraverso i dati statistici più importanti, e ha offerto l’occasione di un dibattito sulla situazione attuale, i problemi da affrontare e le prospettive da perseguire, con l’intervento degli immigrati e delle loro associazioni, del mondo sociale italiano, delle istituzioni locali, delle autorità diplomatiche e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Grande attenzione è stata dedicata anche alla dimensione artistico-culturale, con performance di musicisti, cantanti, scrittori e registi, stranieri e italiani, sensibili alle questioni dell’integrazione. In particolare nei diversi incontri si sono esibiti a turno, in veste di testimonial, artisti italiani come Eugenio Bennato, Filippo Graziani, i Sonohra, Zibba e, tra gli artisti stranieri, Elhaida Dani (cantante albanese vincitrice di The Voice Italia 2013), Marwan Samer e Alice Mondia. L’evento del prossimo 19 giugno concluderà questo ciclo di incontri e, con la partecipazione degli Ambasciatori, delle associazioni e dei migranti di tutte le 16 collettività coinvolte, traccerà – insieme a rappresentanti di Roma Capitale, del Ministero del Lavoro, del Ministero dell’Interno e dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni – un bilancio di questo originale percorso di ascolto e di partecipazione attiva delle comunità migranti, raccogliendo le sollecitazioni e le principali proposte, emerse negli incontri effettuati, e delineando, alla luce di queste ultime, le prospettive di continuazione del lavoro comune intrapreso (vedi programma allegato). Al termine dell’incontro è prevista una performance canora che vedrà esibirsi Eugenio Bennato, Marwan Samer e Alice Mondia. Il progetto è stato attuato dal Centro Studi e Ricerche Ido,tel. 06.66514.345; email: idos@dossierimmigrazione.it) e dalla Società Prime Time Promotions (Ufficio stampa tel. 06.68136738).

Diritti umani, la Calabria esempio da seguire sul carcere duro in Gran Bretagna

 p1Il quotidiano britannico “The Indipendent” rilancia la proposta di legge sui detenuti che leggono libri fatta dalla Regione Calabria.

Roma, 29 maggio  – La Regione Calabria viene citata come esempio positivo nel Regno Unito. Il quotidiano “The Indipendent” ha pubblicato un lungo servizio giornalistico a firma di Lizzie Dearden sulla proposta di legge regionale avanzata dall’assessore alla Cultura della Regione Calabria Mario Caligiuri e approvata dalla Giunta Regionale. Un libro letto in cella significa tre giorni di pena in meno, fino ad un massimo di 48 all’anno: questa l’idea che ha suscitato l’interesse dei sudditi di Sua Maestà, alle prese con un dibattito molto serrato sulle nuove disposizioni sul carcere duro messe in atto dal governo Cameron, che di fatto limitano il consumo di libri nelle carceri britanniche vietando l’invio ai detenuti di pacchi e soldi. La notizia e’ stata diffusa da Mmasciata.it, giovane start up giornalistica indipendente calabrese.

 

Padova, il 6 giugno con i detenuti di Ristretti Orizzonti per dire no all’ergastolo

01b“Senza l’ergastolo. Per una società non vendicativa” è il titolo del convegno in programma Venerdì 6 giugno 2014 presso la Casa di Reclusione Due Palazzi di Padova
Roma, 26 giugno – L’incontro “Senza l’ergastolo. Per una società non vendicativa”, promosso dall’Università di Padova e organizzato da Ristretti Orizzonti, che avrà luogo Venerdì 6 giugno 2014, ore 9.30-16.30 presso la Casa di Reclusione Due Palazzi di Padova, sarà l’occasione per ascoltare le testimonianze di alcune persone condannate all’ergastolo e di loro famigliari ed il punto di vista di specialisti, che aiuteranno a riflettere sui possibili percorsi per costruire un sistema penale più umano e, di conseguenza, una società più civile. In Italia ci sono più di 1600 persone condannate all’ergastolo: circa la metà di loro si trova nei circuiti differenziati, tra regime di Alta Sicurezza e 41 bis, quindi esclusa dalle misure alternative al carcere, il che significa che rischia molto seriamente di morire dietro le sbarre. Certo, si tratta di persone accusate di reati pesanti. Ma durante un incontro con i detenuti di Ristretti Orizzonti, Agnese Moro, figlia di Aldo Moro, lo statista ucciso dalle Brigate Rosse, ha detto: “L’ergastolo è come dire ad una persona ‘ti vogliamo buttare via’, ma io non voglio buttare via nessuno”. Una frase, questa, che ci spinge ancora di più, oggi, a impegnarci per un superamento della condanna a vita. Interverranno all’incontro: Agnese Moro, figlia di Aldo Moro, uomo politico e giurista ucciso dalle Brigate Rosse il 9 maggio 1978; Massimo Pavarini , professore ordinario di diritto penale, Università di Bologna; Andrea Pugiotto, professore ordinario di diritto costituzionale, Università di Ferrara; Luciano Eusebi, professore ordinario di diritto penale, Università Cattolica del Sacro Cuore; Giuseppe Mosconi, professore ordinario di Sociologia del diritto, Università di Padova; Maurizio Turco, già parlamentare radicale, autore di “Tortura democratica. Inchiesta su «La comunità del 41 bis reale»”; Rita Bernardini, Segretario nazionale Partito Radicale Italiano; Ornella Favero, giornalista e direttore di Ristretti Orizzonti; Elton Kalica, giornalista di Ristretti Orizzonti. La pianista e compositrice Alessandra Celletti interverrà all’incontro con alcuni pezzi musicali. Partecipano all’incontro anche alcuni studenti delle scuole che si sono confrontati con i detenuti della redazione di Ristretti Orizzonti grazie al progetto “Il carcere entra a scuola, le scuole entrano in carcere”.

Per iscriversi: www.ristretti.org  nella sezione “appuntamenti”

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