TRIESTE SCIENCE+FICTION FESTIVAL: i vincitori della 18° edizione

 Si è conclusa domenica 4 novembre, con la Cerimonia di premiazione presso il Politeama Rossetti, la 18° edizione del Trieste Science+Fiction, la principale manifestazione italiana dedicata alla fantascienza.

Giunto alla sua 18° edizione, il Trieste Science+Fiction Festival propone anche quest’anno anteprime mondiali, internazionali e nazionali, con tre concorsi internazionali: il Premio Asteroide, competizione internazionale per il miglior film di fantascienza di registi emergenti a livello mondiale, e i due premi Méliès d’argent della European Fantastic Film Festivals Federation per il miglior lungometraggio e cortometraggio di genere fantastico europeo. La sezione Spazio Italia ospiterà il meglio della produzione nazionale. Immancabili, infine, gli Incontri di Futurologia dedicati alla scienza e alla letteratura, in collaborazione con le principali istituzioni scientifiche, e la consegna del premio alla carriera Urania d’argento a un maestro del fantastico. A partire dall’anno 2000 il Trieste Science+Fiction Festival ha raccolto l’eredità dello storico Festival Internazionale del Film di Fantascienza di Trieste svoltosi dal 1963 al 1982, la prima manifestazione dedicata al cinema di genere in Italia e tra le prime in Europa. Trieste Science+Fiction Festival è organizzato dal centro ricerche e sperimentazioni cinematografiche e audiovisive La Cappella Underground con la collaborazione e il sostegno di: MiBAC – Direzione Generale per il Cinema, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Trieste, Università degli Studi di Trieste, Fondazione CRTrieste, Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali, ARPA FVG – LaREA, PromoTurismo FVG, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste. Trieste Science+Fiction Festival fa parte dell’AFIC – Associazione Festival Italiani di Cinema e partecipa al progetto proESOF. La manifestazione gode del patrocinio dei principali enti scientifici del territorio: AREA Science Park, ICGEB, ICTP, INAF – Osservatorio Astronomico di Trieste, IS Immaginario Scientifico – Science Centre, SISSA.

 

I VINCITORI DELLA 18° EDIZIONE DEL
TRIESTE SCIENCE+FICTION FESTIVAL

Premio Asteroide

Concorso internazionale per il miglior film di fantascienza, horror e fantasy riservato alle opere prime, seconde o terze di registi emergenti, raggruppate nella sezione Neon | Competition. Il premio è assegnato da una giuria internazionale composta da professionisti del settore cinematografico ed esperti di cinema fantastico. La giuria 2018 del premio Asteroide è composta da: lo scrittore Richard K. Morgan, la programmatrice internazionale Annick Mahnert, il critico e documentarista Alexandre Poncet.

Vincitore Premio Asteroide TS+FF2018
“Freaks” di Zach Lipovsky, Adam Stein (Canada, 2018)

Motivazione
“Freaks” offre al pubblico un’esperienza completa, esplosiva e coinvolgente, con una straordinaria vastità e portata, e con un sovvertimento ferocemente arguto della forma dominante del cinema attuale. Propone, inoltre, una potente analisi politica della crescente cultura della paranoia che si sta diffondendo nel mondo.

Menzione Speciale
“Await Further Instructions” di Johnny Kevorkian (Gran Bretagna, 2018)

Motivazione
“Await Further Instructions” è il primo film di genere post Brexit: contiene una critica politica di brutale potenza; è un’opera premonitrice rispetto ai nostri tempi e costituirà per molti anni a venire un fondamentale punto di riferimento.

Sinossi “Freaks”
Direttamente da Toronto, un thriller sci-fi in cui una coraggiosa ragazzina sfugge al controllo iper-protettivo e paranoico del padre per scoprire che, per chi è diverso, il mondo può essere crudele. Nessuno spoiler: lasciatevi avvolgere dal mistero e godetevi questo delizioso esordio canadese… e le inquietanti performance di Emile Hirsch e Bruce Dern.

Sinossi “Await Further Instructions”
È Natale e la famiglia Milgram si trova la casa sigillata da una sostanza misteriosa, mentre sullo schermo della TV lampeggia la scritta “Restate in casa in attesa di ulteriori informazioni”. Una terribile lotta per la sopravvivenza in perfetto stile Cronenberg nell’inquietante e affascinante opera seconda del regista inglese Johnny Kevorkian.

Premio Méliès d’argent – Lungometraggi

Il concorso è organizzato in collaborazione con la European Fantastic Film Festivals Federation (EFFF) ed è riservato ai lungometraggi di genere fantastico di produzione europea. Il premio è assegnato da una giuria di professionisti del settore cinematografico e vale anche come nomination per partecipare all’annuale concorso per il Premio Méliès d’or. La Giuria 2018 del premio Méliès d’argent è composta da: il giornalista e critico cinematografico Enrico Magrelli, il docente e critico cinematografico Roy Menarini, il giornalista e scrittore Alessandro Mezzena Lona.

Vincitore Premio Méliès d’argent – Lungometraggi TS+FF2018
“Man Divided” di Max Kestner (Danimarca, Svezia, Finlandia 2017)

Motivazione
“Man Divided”, opera prima di fiction di un regista già apprezzato per i suoi documentari come Max Kestner, convince per la sua originalità narrativa nel saper reinventare temi classici: i viaggi nel tempo, l’incertezza della sopravvivenza in un futuro non lontanissimo, gli inquieti tormenti del doppio. Diretto con mano ferma, recitato con grande equilibrio, il film spalanca un orizzonte finora sconosciuto nel cinema fantastico, quello della Danimarca e del Nord Europa, da seguire con attenzione.

Sinossi “Man Divided”

Nel 2095 tutta l’acqua dolce terrestre e scomparsa a seguito di una catastrofe ecologica. Fang Rung si è sottoposto a fissione molecolare per mandare un suo doppio – nome in codice Gordon Thomas – indietro nel tempo alla ricerca di una scienziata che avrebbe potuto salvare il mondo.

Premio Méliès d’argent – Short Competition
Il concorso è organizzato in collaborazione con la European Fantastic Film Festivals Federation (EFFF) ed è riservato ai cortometraggi di genere fantastico di produzione europea. Il premio è assegnato al cortometraggio che riceve il maggior numero di voti dal pubblico in sala e vale anche come nomination per partecipare all’annuale concorso per il Premio Méliès d’or.

Vincitore Premio Méliès d’argent – Short Competition TS+FF2018
“Thunder from a Clear Sky” di Yohan Faure (Francia, 2018)

Sinossi “Thunder from a Clear Sky”
Dieci anni dopo la scoperta di un remoto sistema planetario in grado di supportare la civiltà extraterrestre, siamo in attesa dei risultati di un referendum mondiale che risponda alla domanda: dovremmo metterci in contatto?

Premio Rai 4

Rai 4, media partner di Trieste Science+Fiction Festival 2018, assegna il Premio Rai 4 a uno dei film della selezione ufficiale Neon.
Vincitore Premio Rai 4 TS+FF2018

“Freaks” di Zach Lipovsky, Adam Stein (Canada, 2018)

Motivazione
Nell’offerta di livello sempre all’altezza del Trieste Science+Fiction Festival, il premio Rai 4 va al film “Freaks” che reinterpreta con ironica originalità il tema dei superpoteri e la condizione dell’alterità, ribaltando il classico punto di vista e riuscendo a restituire inedita freschezza al cinema di genere.

Sinossi “Freaks”
Direttamente da Toronto, un thriller sci-fi in cui una coraggiosa ragazzina sfugge al controllo iperprotettivo e paranoico del padre per scoprire che, per chi e diverso, il mondo può essere crudele. Nessuno spoiler: lasciatevi avvolgere dal mistero e godetevi questo delizioso esordio canadese… e le inquietanti performance di Emile Hirsch e Bruce Dern.

Stars’ War – Premio della Critica Web

Decretano la miglior opera prima dell’edizione 2018 del Festival nove testate online presenti al Festival: BadTaste, Blow Out, Cineblog, CineClandestino, CineLapsus, Cinematographe, Quinlan, Sentieri Selvaggi e Taxi Drivers.

Vincitore Stars’ War – Premio della Critica Web TS+FF2018
“Jonathan” di Bill Oliver (USA, 2018)
Sinossi “Jonathan”

Jonathan conduce una vita ordinaria: va a lavorare, mangia da solo, gioca ai videogiochi e si scambia videomessaggi con John, suo coinquilino in un modesto appartamento. Le vite dei due sono intrecciate, ma in un modo assai diverso da quel che parrebbe… In uno dei film più amati del Tribeca, Ansel Elgort ci regala un’incredibile interpretazione in un doppio ruolo!

Premio Nocturno Nuove Visioni

Riconoscimento assegnato ad un’opera significativa e originale per l’evoluzione del cinema di genere da Nocturno, la principale rivista italiana dedicata al cinema di genere.

Vincitore Premio Nocturno Nuove Visioni TS+FF2018
“Await Further Instructions” di Johnny Kevorkian (Gran Bretagna, 2018)

Motivazione

Attualissimo e retrò allo stesso tempo, il film è una spassosa, frenetica e terrificante escursione in una Twilight Zone dove i generi si fondono e trovano una nuova dimensione.

Sinossi “Await Further Instructions”
È Natale e la famiglia Milgram si trova la casa sigillata da una sostanza misteriosa, mentre sullo schermo della TV lampeggia la scritta “Restate in casa in attesa di ulteriori informazioni”. Una terribile lotta per la sopravvivenza in perfetto stile Cronenberg nell’inquietante e affascinante opera seconda del regista inglese Johnny Kevorkian.

Premio CineLab Spazio Corto

Il premio è organizzato in collaborazione con il DAMS (Discipline delle arti della musica e dello spettacolo), Corso di studi interateneo Università degli Studi di Udine e Università degli Studi di Trieste, ed è riservato al miglior cortometraggio italiano presentato nella sezione Spazio Italia | Spazio Corto. Il premio viene assegnato da una giuria composta da studenti. La giuria 2018 è composta da Leandro Urbani, Edoardo Vidiz, Riccardo Tonon, Ajad Noor e Luciano Ranaldi.

Vincitore Premio CineLab Spazio Corto TS+FF2018
“Herd” di Mattia Temponi (Italia, 2018)

Motivazione
Dopo un’attenta e oculata analisi dei cortometraggi in concorso al festival, la giuria ha deciso di assegnare il premio CineLab Spazio Corto al cortometraggio di Mattia Temponi “Herd”. Un’opera che riesce a coniugare allo stesso tempo forma e sostanza riuscendo a veicolare in maniera chiara  e ironica il proprio messaggio attraverso il genere cinematografico, cosa che la giuria reputa manchi in italia ora come ora. La paura immaginaria del diverso e dello sconosciuto e la sempre più dirompente irruenza dei mass media nelle nostre vite, che passivamente ci influenza di giorno in giorno. sono i temi affrontati nei 14 minuti di questo intelligente cortometraggio, che viene accompagnato da un’ottima messa in scena e da un reparto tecnico molto valido, che trova il suo punto di forza in un’intensa fotografia e un ritmo molto coinvolgente.

Sinossi ”Herd”
Una ragazza si sveglia nella casa di un uomo conosciuto la notte prima. Hanno dormito insieme, ma lei non sa nulla di lui e quando sospetta di essere in pericolo, la paura prende il sopravvento.

Premio del pubblico
Il concorso è riservato ai lungometraggi di finzione presenti in tutte le sezioni, esclusi i classici. Il premio è assegnato al film che riceve il maggior numero di voti dal pubblico in sala.

Vincitore Premio del pubblico
“Lajko Gipsy in Space” di Balazs Lengyel (Ungheria, 2018)

Sinossi “Lajko Gipsy in Space”
Una commedia nera che ci insegna che il primo essere vivente nello spazio non è stata una cagnetta di nome Lajka, ma un giovane Rom, pilota di aerei per irrigazione, di nome Lajko. Perché quando, nel 1957, l’Unione Sovietica concesse all’Ungheria l’onore di scegliere il primo cosmonauta da mandare nello spazio, la scelta cadde sul candidato più improbabile.

Premio alla Carriera Urania d’Argento

Il Premio Urania d’Argento viene conferito dal 2002 ai grandi maestri che hanno operato nell’ambito del fantastico, in collaborazione con l’omonima testata letteraria Mondadori.

Vincitore Premio alla Carriera Urania d’argento TS+FF2018

Douglas Trumbull, due volte premio Oscar, regista e maestro degli effetti speciali.

Roma, al Brancaccio in scena Shakespeare in love

Mercoledì scorso è andato in scena al Brancaccio di Roma la prima nazionale di “Shakespeare in love” trasposizione teatrale del celebre film premiato con 7 oscar nel 1999 diretto da John Madden.

di Andrea Cavazzini

Una storia che racconta dell’amore tra due giovani e del loro amore per il teatro, ma anche una commedia divertente, ricca di equivoci, e soprattutto di citazioni, nata dalla penna di due grandi e raffinati sceneggiatori come Stoppard e Norman, adattata per il teatro da Lee Hall e tradotta per il pubblico italiano da Edoardo Erba.
Nella Londra elisabettiana un giovane Will Shakespeare non riesce a scrivere nemmeno una riga della nuova commedia dal discutibile titolo “Romeo ed Ethel, la figlia del pirata”, che gli è stato commissionato dall’impresario Henslowe minacciato di morte a sua volta dal sinistro Fennyman.
Le cose miglioreranno nel corso delle prime audizioni per formare la compagnia che metterà in scena la commedia, quando nel corso dei provini si presenterà Thomas Kent. sotto le cui mentite spoglie si cela Viola De Lasseps, ragazza della buona borghesia londinese che anela di recitare sul palcoscenico a quel tempo precluso alle donne.
La convincente interpretazione di Kent ovvero Viola nel ruolo di Romeo, stupirà il giovane scrittore che non avrà alcun dubbio ad ingaggiare l’aspirante “attore”, che dopo una serie di equivoci non tarderà a scoprire la vera identità della ragazza della quale si innamorera perdutamente e che gli consentirà ritrovare fortunatamente l’ispirazione perduta.
Ma Viola è stata promessa dal padre a Lord Wessex potente dignitario di corte di Elisabetta, (ben consapevole del gioco dei ruoli messo in atto dai due giovani), che non tarderà ad avallare le nozze e rendere di fatto impossibile l’amore tra i due, visto che Lord Wessex ha deciso di condurla con se nelle lontane Americhe.
Interessantissimo(ma già lo sapevamo dal film) il gioco di citazioni e parallelismi di cui è pieno lo spettacolo.
A cominciare proprio dai ruoli doppi, addirittura tripli e relativi cambi di costumi(splendido il lavoro di Erica Carretta nel cogliere anche le differenze sociali dei diversi protagonisti, un vero e proprio lavoro di ricerca filologico).
Viola, personaggio della “Dodicesima notte” ,per far parte del teatro che ama si presenta alle audizioni organizzate da Heinslowe come Kent, un personaggio del “Re Lear”.
A suo volta Will che non è Romeo si innamora di Kent e baciandola capisce che Kent è Viola.
Il giovane scrittore comprende che lei inizia il gioco opposto, dove la finzione si ribalta e a quel punto lei torna alle prove vestita da uomo e Will sapendola donna la manda in scena come Giulietta, nonostante i divieti dell’epoca e sopratutto perché chi doveva interpretarla ha problemi con la voce. Will e Viola si ritroveranno alla fine a recitare quello che hanno già vissuto nella vita.
La finzione nella vita e sul palcoscenico, che porta gioie e dolori, amore e morte. In cui è la passione per l’arte e la recitazione che vince su tutto, riscatta la sconfitta dei due amanti e la rende immortale.
E poi il ruolo fondamentale di Marlowe(morto durante una rissa in una taverna) amico e vate ispiratore del giovane Shakespeare, tanto da far pensare a torto o a ragione che molti versi siano stati scritti da lui. E sarà proprio lui a suggerire la modifica quell’orribile titolo “Romeo e Ethel la figlia del Pirata”, altra geniale citazione visto che il Pirata non era altri che Sir William Blake, del quale era nota a corte la sua relazione con Elisabetta.
E per finire sarà la stessa Elisabetta a ordinare a Will di finire Romeo e Giulietta e di iniziare a scrivere “La dodicesima notte” dove per una sorta di vendetta postuma, Shakespeare immaginerà un naufragio in cui cui cadrà la nave che porta Viola in America.
Motivi per plaudire a questo imponente lavoro corale ce ne sono, non fosse altro per l’energia vibrante da parte di tutti gli artisti che recitano, cantano, ballano e danno di spada senza risparmiarsi.
Ben 19 attori che interpretano 32 personaggi, la ricca ed evocativa scenografia al centro delle quali troneggia una piattaforma girevole all’interno della quale si innestano tutti i racconti che scorrono e che permettono allo spettatore di completare una storia che si sviluppa nel teatro. Le splendide musiche originali suonate dal vivo, puntuali nel sottolineare i cambi di scena. (Eccellente quella con il barchino). Le coreografie dei balli e dei duelli che risultano particolarmente riuscite.
Qualche perplessità invece va ascritta alla lentezza soprattutto nella prima parte della commedia che manca di verve e che forse avrebbe meritato da parte della regia maggiore ritmo. Un’eccessiva licenza nel raccontare in modo burlesco l’uscita da sotto il tavolo di Lord Wessex e Tinley dove giacciono i corpi di Romeo e Giulietta e forse una recitazione troppo accademica della bravissima Lucia Lavia che ben figura nel ruolo di ragazza appassionata dai travestimenti continui e un Marco De Gaudio nei panni di un Will innamorato, a tratti ironico e convincente nel ruolo.
Una nota di colore è data dalla cagnolina My che ha sostenuto il ruolo di animale da compagnia prediletto da Elisabetta d’Inghilterra.

Fino al 18 novembre

Grunda l’angelo dalle ali rotte approda domani al festival del cinema di Roma

Dopo la 75° Mostra del cinema di Venezia, Grunda l’angelo dalle ali rotte, il fumetto a sfondo sociale, ideato, interpretato e prodotto da Emanuela Del Zompo con la collaborazione della regista Annie Depardieu approda alla 13° edizione della festa del cinema di Roma e sarà presentato il 26 ottobre

Dopo la 75° Mostra del cinema di Venezia, Grunda l’angelo dalle ali rotte, il fumetto a sfondo sociale, ideato, interpretato e prodotto da Emanuela Del Zompo con la collaborazione della regista Annie Depardieu approda alla 13° edizione della festa del cinema di Roma e sarà presentato il 26 ottobrealle 17.30 presso la sala Arte (Lazio film Commission) dell’Auditorium Parco della Musica, da Cinemadamare, (Cinemadamare – Travelling Campus è il più lungo campus di cinema e formazione che nel 2018 ha visto la sua XVI edizione con partecipazione di oltre 300 registi di oltre 65 nazionalità, che hanno girato oltre 250 film nelle 13 settimane di svolgimento nel 2018), che  continua il suo lavoro di promozione dei giovani filmmaker e dei loro film. Grazie ad una collaborazione con la Fondazione Cinema per Roma e con la Roma Lazio Film Commission, in occasione della 13.esima edizione della Festa del Cinema di Roma, in programma dal 18 ottobre al 28 ottobre, mette a disposizione degli aspiranti cineasti uno spazio per la presentazione delle loro opere. L’obiettivo è proprio quello di assicurare visibilità anche a lavori realizzati al di fuori del circuito professionale, ma che contengono notevoli elementi di qualità. E farlo proprio durante uno degli appuntamenti più prestigiosi per la cinematografia nazionale e internazionale.

Nella stessa occasione, sarà assicurare ai registi, agli sceneggiatori e agli attori (e altre figure artistiche), protagonisti dei film proiettati, anche la presenza, in platea, di “addetti ai lavori” che possano, al termine della fruizione, offrire una loro opinione sui lavori visti (e anche sul possibile mercato del film).

Alla presentazione di Grunda, l’angelo dalle ali rotte, sarà presente la regista Annie Depardieu, la protagonista e produttrice Emanuela Del Zompo, il cast artistico e tecnico del fumetto e sarà proiettato un corto di animazione tratto dal fumetto di 3 minuti.

Ricordiamo che il progetto oltre ad un valore artistico, ha un obiettivo sociale: arrivare sui banchi di scuola a scopo didattico.

Grunda, l’angelo dalle ali rotte è distribuito da www.amazon.it.

Quartet in scena al Quirino. Voglia di Rigoletto e di tenerezza

Tutto si svolge all’interno di una casa di riposo per musicisti e cantanti lirici e Il 10 di ottobre diventa l’occasione per festeggiare non solo il compleanno di Giuseppe Verdi mettendo in scena “Bella figlia dell’amore” dal Rigoletto, ma anche di riaccendere, anche se solo per un giorno, le luci della ribalta sul loro glorioso passato artistico, venato ormai di quella malinconia che da quel tocco di tenerezza verso gli ormai canuti protagonisti.

di Andrea Cavazzini

“Quartet” di Ron Harwood ha inaugurato la nuova stagione teatrale del Quirino, un testo tornato alla ribalta nella versione cinematografica di qualche anno fa realizzata da Dustin Hoffman. Sul palco, quattro giganti del teatro ovvero Giuseppe PambieriPaola Quattrini, Erika Blanc e Cochi Ponzoni, diretti dalla mano sapiente di Patrick Rossi Gastaldi che ha naturalmente adattato il testo al nostro teatro.
Tutto si svolge all’interno di una casa di riposo per musicisti e cantanti lirici e Il 10 di ottobre diventa l’occasione per festeggiare non solo il compleanno di Giuseppe Verdi mettendo in scena “Bella figlia dell’amore” dal Rigoletto, ma anche di riaccendere, anche se solo per un giorno, le luci della ribalta sul loro glorioso passato artistico, venato ormai di quella malinconia che da quel tocco di tenerezza verso gli ormai canuti protagonisti.
Inoltre la casa di riposo é a rischio chiusura e lo spettacolo aiuterà a sostenerla economicamente.
Tutti gli ospiti si impegnano alacremente per l’allestimento; in particolare la svampita contralto Cecilia, persa ad ascoltare la musica con le cuffiette(affetta in realtà da demenza senile), un rigoroso Rudy da aplomb britannico nel ruolo del tenore, salvo il divertente siparietto con l’inserviente della casa che gli nega il piacere della cotognata a colazione, e un imprevedibile quanto impertinente ed ironico baritono Titta nel ruolo di Rigoletto, a dissertare di forme e del passato libertino di Cecilia, come un ragazzino in piena tempesta ormonale.
Tutto sembra procedere per il meglio pronti a ricreare parte del quartetto nel terzo atto dell’opera verdiana, quando improvvisamente giunge inaspettata ad incrinare il perfetto equilibrio tra i tre, Giulia, la soprano: atteggiamento da diva e soprattutto ex moglie di Rudy con la quale era stato sposato anni addietro, che come se non bastasse si rifiuta di partecipare all’evento canoro. I momenti di tensione non mancano, ma la determinazione da parte del trio di andare avanti con il progetto è tale da superare tutte le divisioni, le ruggini del passato e soprattutto riuscire nell’impresa di compattare quattro caratteri diversi per personalità e temperamento, che vedrà alla fine riaccendere la fiamma sopita dal tempo tra i due ex coniugi.
Una commedia brillante, a tratti malinconica che affronta il tema della vecchiaia, dell’amore e della nostalgia interpretata da “una vecchia guardia” di attori che sprizza energia e che riesce a caratterizzare i personaggi in modo sublime. Assolutamente spassosa la Cecilia impersonata da una straordinaria Paola Quattrini, dai tempi comici esilaranti, un Giuseppe Pambieri, che puo ancora vantare quell’ accattivante fascino che lo accompagna, da quando giovane attore interpretò in tv “Le sorelle Materassi”. Una Erika Blanc che da alla sua Giulia quella giusta dose di snobismo dietro il quale nasconde in fondo l’amore per il suo ex e un Cochi Ponzoni che colora alla perfezione il suo personaggio tra eccessi dialettici e una strenua resistenza verso gli anni che scorrono inesorabilmente
Una commedia godibilissima all’insegna della leggerezza , capace di far ridere, commuovere e regalare ai quattro protagonisti applausi meritati.

Si replica fino al 21 ottobre

Dalla Cina con furore. Quattro storie di crimine e vendetta alla Casa del Cinema

Dall’1 al 4 ottobre una rassegna con quattro capolavori per comprendere la Cina di oggi

Un viaggio nella Cina di oggi attraverso quattro modelli di cinema molto diversi tra loro. E’ la proposta della nuova rassegna Dalla Cina con furore curata dal Direttore della Casa del Cinema Giorgio Gosetti, Francesca Nigro e Lorenza Micarelli in programma dall’1 al 4 ottobre. Le quattro pellicole scelte fotografano l’attualità della produzione cinese d’autore, particolarmente attenta e disponibile nell’usare il genere come strumento per narrare la contemporaneità.

Quando si parla di cinema cinese si hanno subito riferimenti diversi e contraddittori rispetto a quella che oggi sta diventando la prima potenza mondiale dell’audiovisivo in termini di schermi, pubblico, risorse e investimenti. Alle spalle ormai definitivamente c’è il cinema di propaganda che, in tempi di nazionalismo maoista e di rivoluzione culturale, era destinato solo al mercato interno con sempre meno favore popolare. Si è per molto tempo celebrato la rinascita di una “nouvelle vague” creativa, la famosa Quinta Generazione dei dissidenti, da Zhang Yimou a Chen Kaige fino a Ning Ying. In parallelo, nella “colonia” Hong Kong fiorisce il grande cinema dei generi dopo la stagione di Bruce Lee e del kung fu, con personalità come Tsui Hark, John Woo, Wong Kar-Wai, fino a Johnnie To e Andrew Lau. Infine arriva l’ora di Jia Zhang-Ke e di una nuova libertà creativa nella Cina continentale che, di fatto, ha assorbito anche i fermenti innovativi di Hong Kong e molte voci originali cresciute a Taiwan.

Questa trasformazione passa, caso raro nei regimi, per un genere come il thriller (o il noir) poco apprezzati dalla censura ufficiale. Sono storie di vendetta, rabbia, crimine e riscatto che mettono insieme la critica sociale e lo spettacolo puro; sono registi che hanno ben presenti i modelli occidentali, talvolta li citano, ma con una purezza e un’originalità di sguardo apprezzata in tutto il mondo.

Film premiati in tutto il mondo, distribuiti anche in Italia (e per questo ringraziamo di cuore gli aventi diritto che ci hanno permesso questa “riscoperta”), ma capaci di sorprendere, divertire, emozionare.

“Ciascuno di questi capolavori – dice Giorgio Gosetti – ha un segno particolare: Jia Zhang-Ke affronta di petto le contraddizioni della società cinese attuale con una denuncia-manifesto che passa per la rabbia esplosiva di tre personaggi emblematici; Johnnie To rende omaggio al suo maestro Jean-Pierre Melville con una dolorosa “chase” sul filo della memoria affidata all’ultima, grande apparizione sullo schermo di Johnny Hallyday;  Tsui Hark si conferma come il tycoon dell’epica avventurosa rileggendo a modo suo il cinema popolare dei tempi di Mao; il più giovane Yinan Diao firma il primo, autentico noir prodotto nella Cina del nuovo leader Xi Jinping. Sono quattro assi di una cultura che si apre oggi al mondo e che ne racconta tutta la potenza espressiva. Al centro delle loro storie ci sono donne assassine, poliziotti coraggiosi, killer nostalgici, femmes fatales, minatori oppressi, banditi senza futuro. In comune hanno però una fragilità nascosta e un’umanità dolente che li rende  eroi e vittime dei nostri tempi”.

LUNEDÌ 1 OTTOBRE Sala Deluxe ore 17.00

IL TOCCO DEL PECCATO (Tian Zhu Ding), di Jia Zhang-Ke

Cina, 2013, 128’ Un minatore arrabbiato si rivolta contro la corruzione dei capi del suo villaggio. Un lavoratore immigrato, a casa per il Capodanno, scopre le infinità possibilità che un’arma da fuoco può dare. Una bella receptionist di una sauna è spinta oltre il limite quando uno dei clienti la assalta. Un giovane operaio passa da un lavoro all’altro per migliorare la sua vita. Le vite di questi quattro individui che vivono in zone differenti della Cina si intrecciano mentre ognuno di loro tenta di fare i conti con la propria imperfetta esistenza.

MARTEDÌ 2 OTTOBRE Sala Deluxe ore 17.00

VENDICAMI (Fuk sau)di Johnnie To

Hong Kong, 2009, 94’

François Costello è uno chef francese con un ristorante sugli Champs Élysées e un passato da assassino. Ormai ultrasettantenne ha chiuso con la vita di un tempo. Ma tutto precipita quando una squadra di sicari fa piazza pulita della casa della figlia a Hong Kong, ferendola gravemente e uccidendole il marito e i suoi due bambini. Costello è costretto a tornare in scena. E non sarà piacevole.

MERCOLEDÌ 3 OTTOBRE Sala Deluxe ore 17.00

FUOCHI D’ARIFICIO IN PIENO GIORNO (Bai Ri Yan Huo)di Yinan Diao
Cina, 2014, 106’Cina del Nord, 1999. In una piccola città vengono scoperti diversi cadaveri. Nel tentativo di catturare il presunto assassino, due poliziotti muoiono e un altro resta gravemente ferito. L’agente superstite è Zhang Zili che, sospeso dal servizio, trova lavoro come guardia di sicurezza in una fabbrica. Cinque anni dopo, si verifica un’altra serie di misteriosi omicidi. Zhang decide di indagare per conto proprio e scopre che tutte le vittime erano collegate a Wu Zhizhen, una giovane donna che lavora in una tintoria. Fingendo di essere un cliente, Zhang comincia a osservarla e ben presto se ne innamora. Poi, in un freddo giorno d’inverno, l’ex poliziotto fa una scoperta terribile e la sua vita viene messa in serio pericolo…

GIOVEDì 4 OTTOBRE Sala Deluxe ore 17.00

THE TAKING OF TIGER MOUNTAIN (Zhì qu weihu shan) di Tsui Hark

Cina, 2014, 141’Manciuria, 1946. Il capitano 203 guida un manipolo di soldati dell’Esercito Popolare di Liberazione maoista, spossato dalla guerra civile, che arriva in un villaggio terrorizzato dall’egemonia dei banditi. Questi, guidati da Lord Hawk, hanno preso possesso di Tiger Mountain, un rifugio pieno di insidie, e di un arsenale appartenuto ai giapponesi. Inferiori numericamente e peggio armati, i soldati dovranno ricorrere a un’impresa eroica per sconfiggere i banditi e liberare il villaggio. Yang, inviato dal Quartier Generale del Partito, si offre volontario come infiltrato nella gang di Hawk per aiutare la missione.

Restaurato in digitale per la prima volta al cinema JOHN LENNON & YOKO ONO ‘IMAGINE’

In occasione delle celebrazioni mondiali dell’anniversario della nascita di John Lennon solo l’8, 9 e 10 ottobre nelle sale italiane con 15 minuti di contenuti inediti in esclusiva al cinema

Immaginate un film surreale che unisce momenti di fiction a scene reali riprese da un giorno qualunque nella mistica, visionaria, psichedelica vita di John Lennon e Yoko Ono. Mischiatele alle meravigliose e immortali musiche dello storico album Imagine di John Lennon.  In occasione delle celebrazioni mondiali del compleanno di John Lennon, nato il 9 ottobre 1940, per la prima volta sul grande schermo sarà possibile godere di Imagine, l’irresistibile film, restaurato ed interamente rimasterizzato agli Abbey Road Studios in Dolby Atmos.

L’appuntamento, solo l’8, 9 e 10 ottobre nelle sale italiane (elenco su www.nexodigital.it), sarà così l’occasione unica per tutti i fan di Lennon e dei Beatles per riscoprire Imagine come non si era mai visto o ascoltato prima, in un collage cinematografico di colori, suoni, sogni e realtà. Il film è stato prodotto e diretto da John e Yoko che, con numerose guest star tra cui George Harrison, Fred Astaire, Andy Warhol, Dick Cavett, Jack Palance e Jonas Mekas, creano un mondo di immaginazione ricco e commovente quanto la musica che lo accompagna.

L’innovativo film musicale presenta un trattamento visivo diverso per ogni canzone e segue John e Yoko durante le sessioni di registrazione di Imagine sia nel Regno Unito sia a New York come coproduttori del disco con Phil Spector. Restaurato frame-by-frame dai rulli originali e con il remix audio di Paul Hicks, pluripremiato ai GRAMMY®, il film evento è accompagnato da 15 minuti di contenuti inediti, tra cui filmati in studio di John e della sua band (e inclusi anche George Harrison dei Beatles, Nicky Hopkins dei Rolling Stones, Alan White degli Yes e il bassista Klaus Voormann, amico e fan dei Beatles dai tempi di Amburgo) che eseguono “How Do You Sleep?” e “Oh My Love” in un mix appositamente creato per il Dolby Atmos sound surround “raw studio”, che pone lo spettatore al centro dello studio di registrazione, mentre la band suona dal vivo. L’occasione unica per celebrare al cinema l’anniversario della nascita di John Lennon, pietra miliare della storia della musica mondiale.

Negli stessi giorni anche Universal Music celebra l’apice della carriera solista di Lennon con “Imagine – The Ultimate Collection”,il suo album più famoso in box set di sei dischi. In uscita il 5 ottobre, questa collezione di 140 storiche tracce, remixate e rimasterizzate, è stata autorizzata da Yoko Ono Lennon, che ne ha supervisionato la produzione e la direzione creativa. Attraverso quattro CD e due Blu-ray, questa edizione ampliata offre una varietà di esperienze di ascolto stimolanti e profonde. Dai nuovi Ultimate Mixes dell’iconico album, che svelano nuovi livelli di profondità sonora, definizione e chiarezza di queste canzoni senza tempo, fino ad arrivare ai Raw Studio Mixes che consentono all’ascoltatore di sentire le prime registrazioni di Lennon e della Plastic Ono Band, passando per il 5.1 Surround Sound mix ed un Quadrasonic Album Mix, con i quattro originali canali audio rimasterizzati in quadrifonia per la prima volta in quasi cinquant’anni.

In uscita mondiale il 9 ottobre 2018, edito in Italia da Edizioni L’ippocampo, anche il libro “Imagine John Yoko” (320 pagine e oltre 1000 illustrazioni) curato dalla stessa Yoko Ono, che racconta la genesi, l’evoluzione e i retroscena del leggendario album attraverso i dialoghi di John, Yoko e i ricordi di chi c’era. L’80% del materiale è inedito: immagini, artwork, approfondimenti e testimonianze immergono il lettore nell’atmosfera dei luoghi che hanno visto nascere il disco e scopre l’intimità della coppia John-Yoko e il loro legame emotivo e professionale in quel periodo di vulcanica creatività.  Con il suo messaggio di pace così attuale, “Imagine John Yoko” è un tributo monumentale a un duo artistico che ha lasciato il segno nella storia della musica.

“Le persone che hanno lavorato su IMAGINE erano persone di pace ed è stato illuminante ed eccitante essere una di loro. Ricorda: ognuno di noi ha il potere di cambiare il mondo”

Yoko Ono

Imagine è distribuito in Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Deejay, Rockol, MYmovies e ONstage e in collaborazione con i Beatlesiani d’Italia Associati, Universal Music e Edizioni L’ippocampo

Alla Casa del Cinema di Roma una rassegna sulla“settima arte” prima di Cinecittà

Le città del cinema Italiano. A Torino, Napoli e Firenze nei primi decenni del secolo scorso nasce la produzione cinematografica nel nostro Paese

Da martedì 11 fino a giovedì 20 settembre, la Casa del Cinema di Roma rievoca gli albori della produzione cinematografica italiana con Le città del Cinema, un evento in collaborazione con RaiTeche, dedicato alle tre città dove la settima arte ha mosso i suoi primi passi: Torino, Napoli e Firenze.

Nei quattro appuntamenti previsti, sono presentati i programmi trasmessi nei primi mesi del 1981 dalla Terza Rete televisiva nazionale della Rai – con il titolo, appunto, “Le città del cinema italiano” – prodotti dalle strutture di programmazione delle Sedi Regionali della Rai di Torino, Napoli e Firenze. Sono queste le tre città in cui ha avuto origine nel nostro Paese la produzione cinematografica, fra gli inizi del secolo scorso e gli anni 1930, gli stessi anni in cui si affermava negli altri paesi più avanzati del mondo.

Fin dall’avvio della Terza Rete Televisiva a impianto regionale (15 dicembre 1979), i programmisti dirigenti di quelle strutture si erano infatti resi conto di poter entrare in contatto con vita, cultura e storia delle città e delle regioni d’Italia con più facilità rispetto a Prima e Seconda rete televisiva della Rai. È fra questi frammenti del passato cittadino, custoditi in archivi privati e pubblici, di imprese di famiglia e di istituzioni, che si scopre la nascita del cinema italiano. Una nuova arte che a Torino si aggiunge alle manifatture e alle aziende che ne fanno, con la Fiat, una delle capitali dell’industria italiana, a Napoli trova incessante nutrimento nel teatro e negli spettacoli musicali che sono la sua gloria e la sua fama nel mondo. Infine, a Firenze si fa iniziativa industriale e urbanistica con la nascita, a bocca d’Arno, di una città dedicata al cinema, Tirrenia, prima che fosse costruita e entrasse in attività a Roma, Cinecittà.

Introduce la rassegna Celestino Spada dirigente RAI all’epoca del progetto.

PROGRAMMA(tutti gli appuntamenti sono alle ore 17.00)

MARTEDI 11 SETTEMBRE

I GIORNI DI CABIRIA (Torino) – Prima parte

GIOVEDI 13 SETTEMBRE

I GIORNI DI CABIRIA (Torino) – Seconda parte

MARTEDI 18 SETTEMBRE

GUAGLIO’ CIAK SI GIRA (Napoli)

GIOVEDI 20 SETTEMBRE

HOLLYWOOD A BOCCA D’ARNO (Firenze)

Nelle biblioteche comunali di Roma, il Cinema legge il mondo.

Dal 19 luglio al 27 settembre, L’Estate in biblioteca è rivolta ai cittadini romani, a chi è in visita in città, anche agli ospiti dei penitenziari della Capitale: infatti, i detenuti potranno assistere alle proiezioni nelle biblioteche comunali di Rebibbia Femminile, Rebibbia Terza Casa e Casal del Marmo.

Nell’ambito dell’Estate romana, dal 19 luglio al 27 settembre, l’Associazione Methexis, in collaborazione con le Biblioteche di Roma e il MedFilm Festival, organizza L’Estate in biblioteca, il Cinema legge il mondo, una rassegna di 20 film tra lungometraggi e cortometraggi che avrà luogo presso le Biblioteche di Roma: Valle Aurelia, Goffredo Mameli, e presso le Biblioteche in carcere di Rebibbia Femminile, Rebibbia Terza Casa, IPM Casal del Marmo.

Per fare un buon film ci vuole una buona idea – afferma il direttore artistico della manifestazione, Ginella Vocca – e L’Estate in biblioteca è una rassegna di film d’autore che fanno venire buone idee. Le biblioteche comunali di Roma sono il luogo ideale. Perché proiettano cultura nei quartieri della Capitale. Perché nelle biblioteche comunali va in scena tutti i giorni la voglia di sapere.

Con l’obiettivo di fornire delle chiavi di lettura sul mondo d’oggi, l’Estate in biblioteca propone una narrazione plausibile, per stimolare ragionamenti pubblici e per capire come dare risposte al disagio che cerca il riscatto, all’emarginazione che trova consapevolezza, alla ghettizzazione che vede la liberazione e alla miseria, che alla disperazione preferisce la dignità.
L’Estate in Biblioteca, all’interno delle biblioteche comunali offre in tal senso un variegato, sorprendente, toccante e significativo canovaccio interpretativo dell’epoca contemporanea e delle sue contraddizioni.

Il cinema legge il mondo, perché il mondo ci guarda e ci riguarda: dalla Norvegia al Marocco, dalla Spagna al Belgio, passando per la Siria, l’Algeria, la Tunisia, Israele e la Croazia, fino all’Italia, la rassegna entra dalle biblioteche comunali per arricchirne l’offerta culturale con una panoramica varia e interessante della produzione cinematografica contemporanea, attraverso una pluralità di linguaggi, formati e generi, al fine di valorizzare forme espressive meno presenti nell’offerta cittadina come i cortometraggi.

I film sono buoni da vedere e da ‘assaggiare’: per rendere ancora più piacevole l’esperienza, le proiezioni saranno infatti precedute da un “AperiCinema”, incontri di approfondimento sui temi proposti dal film del giorno, con gli interventi di Mario Sesti, Giona A. Nazzaro, Federico Pontiggia, Veronica Flora e Alessandro Zoppo.

Tra i film programmati, ben figurano i finalisti del Premio Lux 2017, l’iniziativa del Parlamento europeo nata per difendere la diversità e sostenerla come valore fondativo dell’Europa attraverso la cultura e l’educazione, Summer 1993 di Carla Simón, candidato all’Oscar nel 2018 come miglior film straniero per la Spagna, un delicato ritratto dell’infanzia attraverso l’elaborazione del lutto; A Ciambra di Jonas Carpignano, il film rivelazione dell’ultima stagione e candidato all’Oscar 2018 per l’Italia, potente ritratto della comunità Rom di Gioia Tauro attraverso il percorso di iniziazione del giovane Pio; Sami Blood di Amanda Kernell, percorso di ricerca identitaria della giovane protagonista, appartenente alla comunità Sami, vittima di discriminazione.

Sempre all’interno delle biblioteche appuntamento con La Bella e le Bestie, ultima opera della regista rivelazione tunisina Kaouther Ben Hania. Il film che ha aperto la 23° edizione del MedFilm Festival, è un coinvolgente noir ambientato nella Tunisia di oggi, una denuncia sociale forte e netta. In programma due perle della passata stagione cinematografica italiana: Veleno di Diego Olivares, il racconto di resistenza di una famiglia di contadini campani e L’intrusa di Leonardo Di Costanzo, che affronta il tema della criminalità da una prospettiva originale. La Rassegna propone due serate dedicate ai cortometraggi, occasione unica per godere di 16 “piccoli” capolavori, tra cui Into the Blue, presentato alla Berlinale e vincitore dell’ultima edizione del MedFilm Festival.

Nelle Biblioteche degli istituti di pena, insieme a Sami Blood, due titoli italiani che affrontano con originalità e intelligenza il tema della criminalità e del riscatto: Il più grande sogno di Michele Vannucci e Ammore e Malavita dei Manetti Bros. L’Estate in biblioteca entra in carcere insieme ai protagonisti dei film, le proiezioni saranno infatti accompagnate dai Manetti Bros e dal cast del film di Vannucci, offrendo ai detenuti cinema di qualità e l’opportunità di confronto e dialogo con i protagonisti dei film in programma.

Dal 19 luglio al 27 settembre, L’Estate in biblioteca è rivolta ai cittadini romani, a chi è in visita in città, anche agli ospiti dei penitenziari della Capitale: infatti, i detenuti potranno assistere alle proiezioni nelle biblioteche comunali di Rebibbia Femminile, Rebibbia Terza Casa e Casal del Marmo. Ovunque siate, chiunque siate, il cinema in biblioteca arricchisce la vostra estate.

L’iniziativa è parte del programma dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE.
Un’iniziativa organizzata dall’associazione culturale Methexis in collaborazione con Biblioteche di Roma e MedFilm Festival.

 

I vincitori della 19° edizione di ShorTS International Film Festival

Si è conclusa sabato 7 luglio, con la cerimonia di premiazione in piazza Verdi alle ore 20.30 la 19° edizione di ShorTS International Film Festival.

La manifestazione triestina ha annunciato i vincitori 2018 delle diverse sezioni competitive, confermando il proprio impegno nella ricerca di nuovi panorami cinematografici.

“Anche in questa edizione il pubblico triestino ha dimostrato profondo affetto nei confronti del festival, confermato da una larga partecipazione alle proiezioni serali e agli eventi collaterali” – ha commentato la direttrice Chiara Valenti Omero – “Questo è stato un anno di crescita per ShorTS, anche grazie all’introduzione della Realtà Virtuale, all’ampliamento della sezione dedicata a bambini e ragazzi, e alla presenza di alcuni dei grandi protagonisti del panorama cinematografico e non solo. Continueremo, anche nelle prossime edizioni, a innovarci e ad ampliare la nostra offerta esplorando nuove realtà e mettendoci alla prova con nuove sfide.”

I vincitori della 19° edizione di ShorTS International Film Festival

SEZIONE MAREMETRAGGIO

Premio EstEnergy – Hera Comm del valore di 5.000 euro

miglior cortometraggio votato dalla giuria composta da Virna Gioiellieri, Emanuele Nespeca, Chiara Nicoletti e Veronica Pivetti viene assegnato a Matria di Alvaro Gago (Spagna, 2017) con la seguente motivazione:
“Grazie ad una regia matura e ad un’interprete meravigliosa il film restituisce visivamente l’ansia, la tensione e l’attenzione con cui questa mamma eroica protegge l’esistere della sua famiglia, contro tutto e contro tutti. E la routine quotidiana diventa un Cerbero a tre teste contro il quale faticare a sopravvivere, proprio a causa della più banale delle banalità, la vita. Il film colpisce per la capacità di ribaltare il concetto di Patria in appunto Matria, restituendo il ritratto della quotidianità di una donna, mamma, nonna, moglie, lavoratrice che diventa l’eroe capace di reggere tutta la struttura familiare e sociale che la circonda.”

Premio Studio Universal

miglior cortometraggio italiano viene assegnato a Christmas Carol di Luca Vecchi (Italia, 2017) con la seguente motivazione: “Per aver saputo raccontare in pochi minuti una favola nera di alta intensità emotiva  portando al massimo livello qualitativo tutti gli elementi espressivi in dotazione ad un autore: messa in scena, dialoghi, interpretazioni, fotografia e montaggio.”

Premio Premiere Film

miglior cortometraggio non distribuito viene assegnato a 9 pasos di Marisa Crespo Abril, Moisés Romera Pérez (Spagna, 2017)

Premio Oltre il Muro

miglior cortometraggio italiano votato dai detenuti della Casa Circondariale di Trieste viene assegnato a Je ne veux pas mourir di Massimo Loi, Gianluca Mangiasciutti (Italia, 2017) con la seguente motivazione:
“Sullo sfondo una messa in scena al tempo stesso cruda e onirica. In primo piano, raccontato con un abile pianosequenza, un tragico spettacolo a cui nessuno vuole assistere. Al centro una bambina, che un gesto potente ed empatico, squarcia il velo dell’indifferenza e ci obbliga ad interrogarci sul nostro senso di umanità. Per la profondità dello sguardo e l’intensità della narrazione il Premio Oltre il Muro viene assegnato a Je ne veux pa mourir di Massimo Loi e Gianluca Mangiasciutti.”

Menzione speciale della Giuria di Oltre Il Muro
viene assegnato a Il legionario di Hleb Papou (Italia, 2017) con la seguente motivazione:
“Per una sceneggiatura che guarda l’interno di un conflitto famigliare, culturale e politico, per aver svelato come il potere assimila e cannibalizza l’identità e l’anima dell’individuo”.

Premio Trieste Caffè

miglior cortometraggio votato dal pubblico viene assegnato a Fantasia di Teemu Nikki (Finlandia, 2016)

Premio AMC

miglior montaggio italiano viene assegnato a Twinky Doo’s Magic World di Alessandro Izzo (Italia, 2017) con la seguente motivazione:

“Il montaggio di questo corto si distingue per la credibilità che riesce a fornire a questo piccolo film di genere. Con il montaggio d’archivio, che getta le fondamenta per un’atmosfera fantasmatica, e con il ritorno cadenzato dalle inquadrature si riesce a costruire uno spazio ben circoscritto al limite del claustrofobico e un pathos delirante affine all’incedere dei personaggi. Tra giochi, flashback e allucinazioni ci sembra di essere in una delle giostre del parco giochi.”

SEZIONE NUOVE IMPRONTE

Premio Crédit Agricole FriulAdria

miglior lungometraggio votato dalla giuria composta da Marco Alessi, Daniele Orazi, Elena Radonicich, Sydney Sibilia e Giovanna Taviani viene assegnato a Happy Winter di Giovanni Totaro (Italia, 2017)  con la seguente motivazione: “Dopo una lunga discussione dettata da una selezione di film estremamente eterogenei che spazia dal cinema di genere, a quello di impegno sociale, dall’animazione al documentario e che ci ha messo in notevole difficoltà abbiamo deciso di premiare un film che regala nuova luce al genere cui appartiene con sguardo divertente e divertito, che ha il merito di aprire un cinema di ‘nicchia’ ad un pubblico più ampio. Riesce in questo grazie ad un’estetica di linguaggio e messa in scena di grande impatto e grazie ai suoi personaggi che restano impressi e che come in tutte le opere riuscite creano un’empatia immediata. La speranza è che questo premio possa attirare l’attenzione di chi distribuisce i film e incuriosire verso quel genere ancora visto come un fratello minore del cinema di finzione.”

Premio Il Piccolo

miglior lungometraggio votato dal pubblico viene assegnato a Happy Winter di Giovanni Totaro (Italia, 2017)

Premio AGICI

miglior produzione viene assegnato a Happy Winter di Giovanni Totaro (Italia, 2017) con la seguente motivazione:

“Happy Winter di Giovanni Totaro é in primis un film godibile e innovativo nel panorama italiano ma questo premio è dedicato non solo alla qualità del risultato ma al percorso produttivo. Produrre un Film come HW non è semplice.  Il progetto è stato presentato dall’autore a IDS Academy, dove ha vinto il premio miglior progetto accedendo a IDS|MIA 2015 per il pitch dove la società Indyca lo ha preso in sviluppo e, in seguito, il film ha vinto il premio sviluppo MISE, oltre che veder definito il sales agent Deckert Distribution con un MG a supporto della produzione. A gennaio 2016 il progetto è stato presentato al Piemonte doc film fund e nel catalogo Slate Media di Indyca per completare il budget di sviluppo.  Inizia lo sviluppo e viene definita la collaborazione con la società che gestisce lo stabilimento balneare di Mondello con un cofinanziamento e in kind. Viene anche fatta richiesta al Mibact come OPS. A maggio 2016, Il progetto riceve il sostegno del Piemonte Doc FF ed è selezionato ai pitch di HotDocs dove vince come miglior progetto il Cuban Hat. Ottiene il sostegno Mibact OPS e Rai Cinema prima dell’inizio della produzione e Piemonte Doc FF Produzione e Regione Sicilia. Viene confermato il contratto con I Wonder Pictures per la distribuzione italiana. A dicembre 2016, agli Atelier di Milano Film Network, vince un premio destinato alla post produzione. Il progetto, terminato, viene selezionato a Venezia 2017 (Official Selection, non in competition) guadagnando finalmente anche l’accesso al 25% di credito d’imposta sulle spese di produzione. Questo per dare un’idea del lavoro che comporta fare un film così e di cosa stiamo premiando. Un film selezionato nei più prestigiosi festival di documentari internazionali tra cui IDFA, Vision du Reel e HotDocs. Attualmente ancora in giro per diversi festival in tutto il mondo, inclusi gli Stati Uniti. Un film venduto in Svezia, Israele, Finlandia, e in trattativa con PBS (Point of View). Complimenti quindi a Indyca che vince una sfida produttiva complessa ottenendo anche un risultato artistico e commerciale di livello.”

Premio SNCCI

miglior lungometraggio votato dalla giuria del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, composta da Luigi Abiusi, Massimo Causo e Adriano De Grandis viene assegnato a La terra dell’abbastanza di Damiano e Fabio D’Innocenzo (Italia, 2018) con la seguente motivazione: “Per l’efficacia nell’intrecciare registri e materiali differenti – dal reperto realistico, al noir, alla resa espressionista – riuscendo allo stesso tempo a offrire una rappresentazione coerente e congrua con il contesto sociale, la dimensione psicologica dei personaggi e un’estetica del genere originale nelle sue derivazioni classiche.”

Premio ANAC

miglior sceneggiatura viene assegnato a La terra dell’abbastanza di Damiano e Fabio D’Innocenzo (Italia, 2018) con la seguente motivazione: “Per la loro scrittura affilata, deragliante e acida che descrive un paesaggio di “banlieu” italiana dove un gruppo di giovani trascinano la loro esistenza verso un epilogo che non può essere  dei migliori, il premio va a Damiano e Fabio D’Innocenzo. Lontano dagli stereotipi sull’emarginazione sociale, quello che prorompe dalla sceneggiatore de La terra dell’abbastanza è una livida fotografia non semplificata delle nostre periferie, immagine tridimensionale delle anime che le abitano, nitido e implacabile specchio  della contemporaneità.”

SEZIONE SHORTS VIRTUAL REALITY

Premio EstEnergy – Hera Comm

miglior cortometraggio VR votato dalla giuria composta da Emilio Cozzi, Txema Muñoz e Omar Rashid viene assegnato a: Remember di George Kacevski (Australia, 2016) con la seguente motivazione:
“Per essere riuscito a raccontare in pochi minuti, attraverso un’esperienza soggettiva, in modo metafilmico le potenzialità narrative della realtà virtuale, facendo riflettere sulle criticità del nostro tempo e su cosa minacci, oggi, il valore dei ricordi, della solitudine e dell’identità.”

Premio Rai Cinema Channel

miglior cortometraggio VR viene assegnato ex aequo a  The Dream Collector di Mi Li (Cina, 2017) Con la seguente motivazione: “Perché partendo da un racconto di animazione di grande qualità spinge la curiosità dello spettatore in una suggestiva dimensione di fantasia virtuale”

Lifeline di Victor Michelot (Francia, 2017) Con la seguente motivazione: “Perché proietta lo spettatore in una bolla emotiva in cui lo spazio e il tempo si confondono dando vita ai soli sentimenti.”

SEZIONE SHORTER KIDS‘N’TEENS

Premio Shorter Kids
miglior cortometraggio viene assegnato a Dumbheads di Matic Perčič (Slovenia, 2018)

Premio Shorter Teens

miglior cortometraggio viene assegnato a Change your planet di Julia Bobkova (Russia, 2017)

Premio Shorter Kids (giuria tecnica)

miglior cortometraggio viene assegnato a Dumbheads di Matic Perčič (Slovenia, 2018) con la seguente motivazione: “Perché è divertente, è ricco di gag e ha un una storia dal ritmo che travolge, i personaggi e gli ambienti sono colorati e creano un universo originale”.

Premio Shorter Teens (giuria tecnica)

miglior cortometraggio viene assegnato a Running Lights di Gediminas Siaulys (Lituania, 2017) con la seguente motivazione: “Abbiamo apprezzato la invasione visiva del regista di raccontare la vita e la morte con questo film di animazione: una lepre da inizio a tutto anche alla riflessione su cosa accade al nostro corpo quando il cuore non batte più. Si ride e si piange: molto emozionante e commovente!”

PREMIO CINEMA DEL PRESENTE

Matteo Rovere

PREMIO PROSPETTIVA

Sharon Caroccia

PREMIO ALLA FICTION “LA PORTA ROSSA”

Con la seguente motivazione:

“Per aver portato la bellezza del capoluogo giuliano nelle case di milioni di italiani e nel mondo.”

SINOSSI DELLE OPERE VINCITRICI

Happy Winter (2017) di Giovanni Totaro – Attraverso la forma del documentario Totaro racconta un’estate a Mondello, nei pressi di Palermo. La spiaggia brulicante, meta estiva per molte famiglie in vacanza, si fa specchio delle contraddizioni della società italiana post crisi. Uno sguardo sulla crisi degli ultimi anni vista dalla spiaggia palermitana, dove molte famiglie trascorrono la stagione estiva nascondendosi dietro al ricordo di uno status sociale che oramai non esiste più.

La terra dell’abbastanza (2018) di Damiano e Fabio D’Innocenzo – I  fratelli D’Innocenzo al loro film d’esordio firmano un doloroso romanzo ambientato nella periferia di Roma, che parla di educazione criminale e destini segnati, presentato alla Berlinale 2018 nella sezione Panorama e vincitore del Nastro d’Argento 2018 per la migliore regia esordiente.

Matria (Spagna, 2017)  di Alvaro Gago (cortometraggio): Ramona vive con suo marito, con cui a malapena comunica, e lavora in una fabbrica di conserve diretta da un manager despota. Messa alla prova dalle difficoltà della sua vita quotidiana, Ramona cerca rifugio nella relazione con la figlia e la nipote.

ShorTS International Film Festival è realizzato con il contributo di: Mibact – Direzione Cinema, Regione Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura, Regione Friuli Venezia Giulia – Assessorato alle Attività Produttive e al Turismo, Fondazione CRTrieste, Fondazione K. F. Casali e Comune di Trieste, EstEnergy, Hera Comm, Crédit Agricole FriulAdria, AcegasApsAmga, TriesteCaffè. Partner tecnici Ikon ed  E_Factory con Seed Box-it.

INSCENA! Online il bando con scadenza il 15 settembre

Aperta la selezione di spettacoli da inserire nella settima edizione del Festival di teatro italiano a New York e l’iscrizione al Premio Mario Fratti.

Kairos Italy Theater e KIT Italia annunciano la nuova edizione di In Scena! Italian Theater Festival NY 2019, il primo festival di teatro italiano a coinvolgere tutti i cinque distretti della città, realizzato in collaborazione con le principali Istituzioni culturali italiane e americane.

E’ aperta la selezione delle proposte per il programma che sarà presentato a New York nel mese di maggio 2019 (varie sedi nei 5 distretti della città: Manhattan, Brooklyn, Queens, Staten Island e The Bronx). Il Bando , aperto anche al teatro ragazzi, si articola in due sezioni, entrambe con scadenza 15 settembre 2018:

1.    Spettacoli
2.    Premio Mario Fratti

Il Festival seleziona spettacoli in prosa basati su testi e drammaturgie italiane, già presentati in Italia ma inediti a New York. I 7/9 spettacoli selezionati per il 2019, saranno assimilabili a ciascuna delle seguenti categorie: Women (W), LGTBQ, Ragazzi (R). In particolare, la categoria Women fa riferimento a spettacoli creati e prodotti da un team che sia almeno al 50% femminile. La selezione degli spettacoli sarà ultimata entro il 15 ottobre 2018.

Il Mario Fratti Award premia un testo teatrale italiano mai messo in scena prima, che sia – in senso lato – rappresentativo della cultura italiana, anche locale/dialettale. L’autore riceverà come riconoscimento un’opera appositamente realizzata dall’artista spagnola Victoria Febrer, oltre alla traduzione in lingua inglese del testo e alla sua presentazione, in forma di lettura, nell’ambito del Festival.

Nato con il fine ultimo di creare un dialogo permanente fra la nostra cultura e quella USA attraverso il mezzo vitale ed inclusivo del Teatro, alla sua sesta edizione In Scena! si è affermato come l’unica vetrina del Teatro Off italiano. Dal 2019, con la nascita in Italia del gemello OnStage! Festival, avrà un alter ego fondamentale per la costruzione di network internazionale permanente, solido riferimento sia per gli artisti, sia per gli operatori culturali italiani e statunitensi.

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