Anne Hathaway e la Warner Bros sotto accusa per aver offeso chi soffre di ectrodattilia

Anne Hathaway e le polemiche sulle sue “mani divise” ne “Le Streghe”, adattamento cinematografico del romanzo di Roald Dahl”

di Ilaria Carlino

Anne Hathaway, nota attrice hollywoodiana salita alla ribalta con Il Diavolo veste Prada, al momento si trova al centro di una polemica riguardante il suo ultimo ruolo nel nuovo film di Robert Zemeckis, “Le Streghe”, tratto dall’omonimo romanzo del 1983 dello scrittore Roald Dahl.

Nel film l’attrice interpreta il personaggio della Strega Suprema, che per una scelta stilistica è rappresentata con sole tre dita per mano, con il risultato di veicolare involontariamente un messaggio sbagliato a chi soffre di ectrodattilia, una malattia genetica che prevede la mancanza di due o tre dita degli arti inferiori e/o superiori.

Difatti, dopo aver visionato il film, distribuito di recente in streaming sulla piattaforma “Prime Video”, molta gente affetta dalla patologia o con problemi di disabilitá e sfigurazione ha descritto il contenuto come del tutto inappropriato, un messaggio chiaramente sbagliato che spinge le persone con dei veri difetti fisici ad associare il loro problema a quello di un “mostro”. 

La Hathaway ha dichiaratamente affermato di non conoscere l’ectrodattilia, e che se ne fosse stata a conoscenza prima di girare la pellicola non avrebbe mai accettato il ruolo. 

Le scuse sono arrivate anche dallo studio della Warner Bros che ha specificato che il loro unico scopo era quello di rappresentare “creature fantastiche, non umane” senza chiaramente ferire nessuno e aggiungendo che non era inteso che nessun spettatore vedesse sé stesso nei personaggi. 

L’attrice ha ribadito le sue scuse tramite un post di instagram dove scrive “Ho appreso di recente che molte persone affette da ectrodattilia stanno soffrendo a causa dell’aspetto della Strega Suprema de Le Streghe. Lasciatemi dire innanzitutto che faccio del mio meglio per essere sensibile verso i sentimenti e le esperienze degli altri, e non per paura delle critiche che potrebbero arrivare dalla rete, ma perché non ferire agli altri mi sembra il minimo che ognuno di noi dovrebbe cercare di fare. Da persona che crede fortemente nell’accettazione e detesta con tutto il cuore la crudeltà, vi porgo le mie scuse per il dolore che vi ho causato. Mi dispiace”.

Sono intervenuti a dire la loro anche Il comico Alex Brooker, l’attrice Grace Mandeville e l’atleta paraolimpica Amy Marren, preoccupati della reazione di chi riporta tali difetti fisici e delle conseguenze che ne potrebbero derivare, come il potersi sentire criticati per il loro aspetto.

Brooker dice: “Sembra davvero che abbiano rimosso alcune delle dita. Quale tipo di messaggio sta dando? Per me, il messaggio è che dovremmo avere paura della gente a cui mancano delle dita. Un sacco di bambini e adulti sono così. Non c’è bisogno di rinforzare lo stigma”.

Mendeville: “La verità è che i bambini guarderanno questo film e poi alcuni di loro avranno paura della gente con menomazioni agli arti e ectrodattilia. Pensavo che stessimo facendo dei passi avanti in questa industria, ma ancora una volta cicatrici e disabilità sono servite a rendere spaventoso un personaggio cattivo”.

Marren: “Credo sia sconvolgente, per una persona che ha questa disabilità, essere rappresentata come qualcosa di spaventoso. E sono pienamente consapevole che questo è un film, e quelle rappresentate sono streghe, ma le streghe sono essenzialmente mostri”.

La Marren afferma anche di essersi scoperta delusa nei confronti della Warner Bros, e si è chiesta se “abbia pensato a quanto questa rappresentazione della disabilità avrebbe avuto ripercussioni sulla comunità dei disabili”. 

Pare che la rappresentanza così spaventosa delle streghe non fosse quella della trama originale di Dahl, che le descriveva invece con artigli e zanne al posto dei piedi. 

In una dichiarazione, la Warner Bros sostiene infine che “Adattando la storia originale, abbiamo lavorato con designer e artisti per trovare una nuova interpretazione degli artigli simili a gatti proprio come sono descritti nel libro. Questo film parla del potere della gentilezza e dell’amicizia. È nostra speranza che le famiglie e i bambini possano godersi il film e abbracciare questo tema stimolante e pieno di amore, disabili o meno.

La cantante gospel Fatou Kinè Fall si racconta

Intervista – video alla cantante ed attrice Fatou Kinè Fall originaria del Senegal

Di Emanuela Del Zompo

In The Women’s angels, cortometraggio di Emanuela Del Zompo presentato alla 77° Mostra del cinema di Venezia, ha interpretato 2 brani: Amazing Grace e Back to Black di Amy Winehouse. Ha lavorato come attrice in diversi film internazionali, tra cui Daylight di Silvester Stallone, ma la musica è la sua prima passione. 

Premio Zavattini: i tre progetti vincitori dell’edizione 2019/2020

Caterina Biasucci, Marco Signoretti e Lorenzo Conte: autori sul riuso del cinema d’archivio realizzati nella fase del lockdown

Sono Il mare che non muore di Caterina Biasiucci, Lo chiamavano Cargo di Marco Signoretti e L’angelo della storia di Lorenzo Conte i tre progetti vincitori della quarta edizione del Premio Zavattini (2019/20) che ieri sera sono stati premiati nell’ambito della cerimonia conclusiva dell’iniziativa dedicata al riuso creativo della memoria d’archivio, quest’anno svoltasi in collaborazione con “L’Aperossa UnArchive“, nella cornice del Teatro della Garbatella a Roma.

Presenti sul palco Vincenzo Vita, presidente dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, Antonio Medici, direttore del Premio, Gianfranco Pannone, presidente della giuria esaminatrice, Enrico Bufalini, direttore archivi Istituto Luce Cinecittà, Stefania Parigi (docente dell’Università Roma Tre e componente della giuria), Aurora Palandrani e Luca Ricciardi (cda AAMOD) che hanno ricordato il valore di riutilizzo dei materiali attraverso l’opera d’ingegno e il talento delle nuove generazioni. Parola d’ordine: ricontestualizzare le opere del passato per farle vivere con la propria creatività nel presente attraverso un linguaggio dinamico, emozionale e diretto: questa è la prospettiva che ha portato alla scelta delle tre opere, costruite peraltro nell’ambito di una complessità particolarissima (il lavoro a distanza e solitario in epoca Covid-19)  ma anche di una libertà di utilizzo tematico e di approccio personale al lavoro sulla base di materiali archivistici concessi gratuitamente dai partner dell’iniziativa.

Il mare che non muore di Caterina Biasiucci

Il racconto di una rinascita femminile interiore attraverso l’immersione – fisica e psichica- nel ricordo di una vita passata che si rende attuale nel presente. Il mare è la dimora di tutto ciò che si è perduto, avuto, desiderato ed è il protagonista di un percorso mnemonico che fa ritorno al grembo materno da cui è scaturita la vita.

Motivazione: “Per la sua originale e suggestiva rielaborazione della memoria familiare e autobiografica, che intreccia il tempo della storia e il tempo dell’esistenza sotto il segno dell’identità femminile. Il racconto, fondato sui flussi del ricordo, ci immerge in atmosfere e visioni che hanno un carattere corporeo e fantastico, reale e fiabesco, legato all’orizzonte degli archetipi e dei miti. La dimensione sonora accentua con particolare forza espressiva il tono evocativo e interiore delle immagini.”

Lo chiamavano Cargo di Marco Signoretti.

Un cortometraggio meta-western e picaresco che, sposando la forma del mockumentary, ricostruisce sulla base di immagini e suoni d’archivio il viaggio di un cineasta nel

Mezzogiorno degli anni ’60. A fargli da guida sarà un ex bandito “prestato” al cinema che – dopo anni di esilio forzato – tornerà nella sua terra nella speranza di potersi finalmente vendicare de nemico che gli ha tolto tutto: l’esercito degli Stati Uniti.

Motivazione: “Per l’umorismo che lo connota, una sensibilità alla storia sociale e un’attenzione al cosiddetto cinema minore italiano, qui visto attraverso gli Spaghetti western. In più l’autore, Marco Signoretti, con il suo teaser mostra di avere non poca consapevolezza delle potenzialità linguistiche ed espressive del cinema. Cargo ci immerge, fin dalla scrittura, in un’Italia del Sud povera ed esotica, problematica e ricca di storia, vista in particolare attraverso il filtro della documentaristica sociale e politicamente impegnata degli anni sessanta e settanta, con il contrappunto di suoni e musiche dell’epica western, che ci fa pensare a un documentario capace di raccontare un’Italia ancora non del tutto esplorata.”

L’angelo della storia di Lorenzo Conte

Partendo dall’ultimo discorso alla nazione di Allende e rievocando gli eventi dell’11 settembre 1973 che portarono alla dittatura di Pinochet,  il progetto è concepito per l’utilizzo di materiali d’archivio che tentano di sovvertire l’ineluttabilità della Storia, su una linea immaginaria di ipotesi “ehat if” in contrapposizione alla realtà dei fatti. Un progetto che vuole essere fonte di memoria e di riflessione per l’oggi, in un epoca di sovranismi e ritorno dei fascismi non solo in America latina, ma in tutto il mondo.

Motivazione: “Per la capacità di coniugare l’urgenza di una riflessione storica, che peraltro appare oggi più che mai necessaria in Cile, con la dimensione della scelta e della responsabilità individuale creando una forte tensione narrativa e un interessante conflitto drammaturgico. L’uso dell’archivio che mostra l’ultimo discorso di Salvador Allende ed in particolare il suono delle sue parole ricontestualizzato nella forma della soggettiva visiva e sonora è complesso eppure risolto con naturalezza mentre la messa in scena della parte finzionale nella sua elegante semplicità rende merito alla scelta del film ibrido.”

“Il teatro vive e pulsa anche con pochi spettatori. Aiutateci a fare teatro anche nell’emergenza”

Dal palco della XVI edizione del Festival dell’Eccellenza Femminile, parte un appello collettivo per lo spettacolo dal vivo lanciato da attrici, artiste, giornaliste, performer, drammaturghe e scrittrici, dietro maschere e distanziamenti. In arrivo nuove proposte articolate dal gruppo di lavoro del festival. 

Dal 16 al 24 ottobre a Genova e Sestri Levante si stanno incontrando oltre 40 artisti che, dal Teatro Ivo Chiesa, da Palazzo Ducale, dal Museo dell’Attore di Genova e dall’ex Convento dell’Annunziata a Sestri Levante, danno vita a una kermesse di eventi per confrontarsi dal punto di vista del FATTORE D, sulla ricostruzione e “il rinascimento” dell’Arte e del Teatro nello stato di emergenza.  Presenti, in 9 giorni, dietro maschere e distanziamenti, tanti protagonisti della cultura contemporanea che stanno sostenendo ilfestival, insieme alle associazioni che collaborano quest0anno: Zehra Dogan, Ilaria Capua, Ezel Alku, Orkide Izci, Sara Bertela, Elisabetta Mazzullo, Gaia Aprea, Silvia Neonato, Consuelo Barilari, Duska Bisconti, Caterina Barone, Eugenio Pallestrini, Carla Olivari, Stefano Bigazzi, Silvana Zanovello, Rosalia Pasqualino Di Marineo, Carmen Lasorella, Adriana Albini, Alessandra Gagliano Candela, Linda Kaiser, Virginia Monteverde, Arianna Cesarone, Bettina Bush, Elettra Stambouli, Maria Grazia Daniele, Stella Acerno, Chico Schoen, Elena Rosa, Elisabetta Mauti,  Caterina Barone,  Ginni Gibboni, Dolores Pesce, Gianni Martini, Antonella De Biasi,  Sonia Sandei, Giovanna Badalassi, Cinzia Pennati, Simone Manetti. 

Uno sforzo immenso e una immensa solidarietà intorno al Festival da artisti e spettatori ha reso possibile spettacoli teatrali con grandi attrici e artiste della scena contemporanea, in luoghi bellissimi e con spettatori contingentati.

In questi giorni sono stati e saranno in scena al Museo dell’Attore 4 spettacoli con 4 straordinarie protagoniste: ANIME SCALZE – Maram Al Masri tra parole e musica, con Sara Bertelà (18 ottobre), I Testamenti di Margaret Atwood con Viola Graziosi (20 ottobre), Venere e altri disastri con e di Duska Bisconti, Memorie di una maitresse americana di Nell Kimball con Gaia Aprea.  Con una platea contingentata di 15 spettatori, liste di attesa e overbooking quotidiano.  

“Questa è la realtà delle Arti Performative” – dichiara Consuelo Barilari – “La realtà degli artisti e del pubblico, legati a doppio filo, dietro maschere e distanziamenti, dal desiderio di emozionarsi insieme attraverso l’anima,  insieme e solidali come mai. Per chi oggi fa spettacolo e eventi dal vivo, il Teatro e le Arti performative pulsano e infiammano più di sempre. Se in questo momento, di cui non conosciamo la durata, non possono esistere i grandi numeri di spettatori, le Istituzioni devono sostenere il Teatro e l’Arte dal vivo per i piccoli numeri, immaginando la moltiplicazione degli eventi sui territori della tecnologia digitale, nella ripetizione, nella moltiplicazione sui social. Gli stati devono investire sul Teatro e l’Arte che nasce in questo periodo, perché la qualità è maggiore, nasce dalla coesione e dalla solidarietà di artisti straordinari in una comunità che si chiama emergenza mondiale e che ora gli stati e i governi devono aiutare.

È una sfida che abbiamo accettato, proprio per dimostrare che, grazie all’adesione di donne, artisti, artiste, giornalisti e critici, ospiti illustri dall’Italia e dall’estero, si può fare équipe, rivendicare l’importanza di essere fisicamente insieme, e da un piccolo palco lanciare in diretta streaming un appello alla mobilitazione. In questo momento di crisi, il nostro festival vuole essere una nuova finestra per la rete in movimento di tutti gli operatori del teatro. È questo l’obiettivo che vogliamo onorare con l’impegno per i Premi Ipazia alla Nuova Drammaturgia e alle Performing Arts, con il livello degli artisti presenti e con la condivisione della nostra mission da parte degli ospiti di spessore mondiale coinvolti in questa edizione, da Zehra Dogan a Ilaria Capua e Carmen Lasorella.”

Diretta streaming sulle pagine social del Festival

https://www.facebook.com/eccellenzalfemminile

Al teatro STANZE SEGRETE va in scena “L’infernale Lord Byron”

Dal 14 ottobre all’8 novembre 2020 la piece teatrale di Ennio Coltorti e Tullia Alborghetti, con Ennio Coltorti, Jesus Emiliano Coltorti e Adriana Ortolani / Gina Capuzzi. Regia Ennio Coltorti, da mart. a sab. ore 21 dom. ore 19

Il coraggioso viaggio di uno dei più grandi e trasgressivi poeti: Lord Byron, il “romantico” ribelle. Un contatto col mondo oscuro; quel mondo che da sempre abita la nostra anima e che oggi, sempre più spesso vogliamo cancellare, dimenticare, esorcizzare, ricacciare nel fondo di noi stessi e che invece sempre più prepotentemente irrompe nei nostri sogni.

Noi non vogliamo conoscere/riconoscere l’ ”oscuro” e l’oscuro si vendica obbligandoci a una continua, pericolosa, eclissi di coscienza.

È tempo di tornare a visitare l’arte negromante di un Romanticismo dimenticato, trasformato in un Romanticismo sospiroso e soporiferoche tradisce il viaggio coraggioso di quei poeti che come Byron, non esitano a esplorare i mondi che il vivere quotidiano evita accuratamente.

Musica, voce, voci, versi, luci, ombre, immagini, maschere, follia… teatro.

Volare, viaggiare… oltre… Nella mente. Al di là del tempo. Dello spazio. Di noi.

info e prenotazioni : 0649772027 – 3889246033 – www.stanzeserete.it (anche per acquisto biglietti)

‘Ether, il quinto elemento’, incontra Lamberto Vallarino Gancia

Lamberto Vallarino Gancia  si racconta esaltando il messaggio dell’arte ma anche la cultura del mondo imprenditoriale italiano

Di Macrì Martinelli Carraresi

Ambiente, cultura, tradizioni ed eccellenza made in Italy sono alcuni degli argomenti sviluppati nel corso dell’incontro con Lamberto Vallarino Gangia proposto dal Podcast d’intrattenimento culturale ‘Ether il quinto elemento’ sull’omonimo canale.  Lamberto Vallarino Gancia,  tra l’altro già vicepresidente di Federalimentare e membro del comitato di Confindustria, di Centromarca, presidente di Federvini, oggi  presidente onorario di Comitè vin, Accademico onorario  dell’ Accademia Agricoltura, della vite e del vino, membro scientifico Agrinnova, Presidente della cantina ideale, esponente di una delle più emblematiche famiglie italiane che, con la loro storia, tradizione, capacità rappresentano l’eccellenza nel nostro paese nel mondo, porta avanti  con stile, competenza ed ecletticità un percorso che vuole valorizzare bellezza, cultura e tradizione  dividendosi   tra  l’attività di enologo e consulente di grandi marchi, l‘impegno volto alla memoria e continuità del marchio di famiglia e quello di presidente del Teatro Stabile di Torino.  

“Ogni giorno bisogna trovare qualcosa di bello e pensare a chi vuoi bene, al lavoro che ti appassiona, agli amici, la mia priorità è essere positivo” e ancora  “La fede  è una componente fondamentale per la struttura interiore di ogni persona” questi alcuni dei principi che animano il pensiero di Lamberto Vallarino Gancia  e, proprio la sua  energia e positività che ha  coinvolto e convinto  Torino ad affidargli ancora, per un secondo mandato, la presidenza al Teatro Stabile premiando la sua visione che spazia dall’ internazionalizzazione, alla cura e  riscoperta  delle tradizioni, all’ innovazione. 

Ricco e diversificato il cartellone e le proposte dello Stabile, come ricca e originale è la sua ottica che guarda all’industria del settore vinicolo che unisce rispetto e difesa dell’ambiente, sostenibilità, innovazione e coraggio per esaltare  il made in Italy. Questo e molto altro nel nuovo incontro di ‘Ether, il quinto elemento’, ideato e condotto da Isabel Russinova in collaborazione con il web magazine Daily Cases diretto da Tiziana Primozich.   

Michael Segal ad Acquaviva Picena sul set di La leggenda di Kaira si racconta

In anteprima le foto del set

di Emanuela Del Zompo

Chi è Michael Segal?

Un creativo ed un artista, che vive in un mondo che sta cercando di uniformarci tutti. Un ragazzo che abita il corpo di un uomo che invecchia ma che da ancora del filo da torcere ai giovani.

Pregi e difetti

Pregio: Sono molto testardo e insisto su una cosa nonostante difficoltà, sacrifici ed ostacoli.

Difetto: Sono molto testardo e insisto su una cosa nonostante difficoltà, sacrifici ed ostacoli.

Parlaci della tua esperienza di attore nel cortometraggio La leggenda di Kaira diretto da Emanuela Del Zompo. Come ti sei trovato sul set?

Le Marche innanzitutto. Una regione particolare, dove si trova mare e collina e dove si mangia (e si beve) davvero bene. Questo dovrebbe bastare, ma l’ospitalità che ho ricevuto mi ha colpito tanto. Emanuela ha lavorato tanto per realizzare questo progetto e l’ente Palio di Acquaviva è stato generoso e professionale. La crew (il Dop, il fonico e la segretaria di edizione) erano assolutamente all’altezza del compito ed io sono stato trattato come un principe (come quello che interpreto nel cortometraggio). Il progetto ha delle grosse potenzialità e spero vivamente che possa dimostrare il suo valore nelle sedi appropriate.

Sogni nel cassetto

I miei cassetti sono tutti pieni di sogni e ogni tanto ne tiro fuori uno e lo realizzo. La vita è dura e questo è un dato di fatto, ma bisogna osare di essere felici, anche a costo di rinunciare a sicurezze e a routine pericolose. Ho scelto di fare solo cose che mi piacciono e che amo. E’ dura, ma i sogni non devono rimanere nei cassetti.

Nella scala dei tuoi valori cosa metti al primo posto

La felicità.

Il tuo prossimo obiettivo

Sinceramente non ne ho davvero idea. Potrebbe cambiare da un giorno all’altro. In questo istante preciso il mio cammino mi sta portando a diventare un istruttore di Yoga. Domani chissà.

Difficoltà nel mestiere di attore?

Questo è un argomento talmente vasto e l’elenco sarebbe talmente lungo che finirebbe lo spazio, quindi dirà solamente che bisogna armarsi di tanta preparazione, studi, pazienza e avere lo stomaco forte per ingoiare rospi enormi.

Il tuo rapporto con l’America

E’ il mio Stato preferito. Ci ho vissuto per anni e ne ho visitate diverse zone. Gli americani vivono meglio degli europei. Hanno meno burocrazia, hanno meno regole, sono più liberi e sono innamorati della loro patria. Ci vado regolarmente ed i miei migliori amici vivono tutti li.

Quando interpreti un ruolo come costruisci il tuo personaggio?

Da zero. Non metto mai niente di mio nei personaggi, non uso emozioni che ho provato personalmente o esperienze personali. Il personaggio che creo ha una sua vita e una identità propria, emozioni proprie e reazioni proprie e questo è uno dei motivi per i quali solitamente faccio impazzire (spesso piacevolmente) i registi quando modifico scene o dialoghi, improvvisando al momento quello che il personaggio direbbe o farebbe.

Tredicesima edizione della Festa del cinema bulgaro

Successo per la tredicesima edizione  della Festa del Cinema Bulgaro, quest’anno in programma alla casa del cinema a Roma dal 25 al 27 settembre.

di Macrì Martinelli Carraresi

E’ stato un successo la tredicesima edizione della Festa del cinema bulgaro, in scena dal 25 al 27 settembre presso la Casa del cinema di Roma, nonostante le restrizioni  legate alla pandemia e il calo repentino delle  temperature registrate proprio in quei giorni nella Capitale. Il tradizionale appuntamento con il cinema bulgaro, che continua a mantenere la gratuità delle serate, a causa delle restrizioni, quest’ anno ha scelto la via delle prenotazioni obbligatorie registrando il sold out. La festa del Cinema Bulgaro è andata, anno dopo anno consolidandosi come uno dei più interessanti appuntamenti con il cinema di qualità. Anche quest‘anno presenti nella capitale molti artisti, filmaker, attori, produttori del paese delle rose alla presenza dell’ Ambasciatore di Bulgaria in Italia sua Eccellenza Todor Stoyanov e ad altre  istituzioni.

L’ appuntamento è  come sempre organizzato dall’ Istituto di Cultura Bulgaro in Italia diretto da Yana Yokovleva, sempre molto attenta nel proporre al pubblico italiano una kermesse  capace  sia di risaltare la cultura, l’arte e il temperamento del cinema di Bulgaria che di interessare produttori, artisti, addetti ai lavori  italiani oltre  naturalmente gli amanti del cinema.  Molto avvincenti, anche quest’anno, tutti i film  presentati nelle sale della Casa del cinema di Roma. Proiettati i lavori dell’attore e regista Niki Iliev, della attrice e regista Yana Titova, degli attori Orlin Pavlov, Valentina Karoleva, Rayna Karayaneva, Bashar Rahal, dei registi  Georgi Toshev e  Rossita Lazarova,  presente anche il direttore della fotografia  Rumen Vasilev.   

Sistema spettacolo: riforma del settore e introduzione dello Statuto del Lavoro

Le proposte del Forum Arte e Spettacolo (FAS). La conferenza stampa di Bologna con Paolo Fresu, Diodato, Alberto Butturini, Matteo Lepore, Chiara Chiappa, i senatori Francesco Verducci (PD), Michela Montevecchi (M5S) e Loredana Russo (M5S) e i deputati Matteo Orfini (PD), Alessandra Carbonaro (M5S) e Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana).

Sono riassunte in cinque titoli chiave le proposte del Forum Arte e Spettacolo per la riforma del settore a partire dalla stesura dello Statuto del Lavoro nello Spettacolo. Cinque titoli presentati oggi a Bologna in conferenza stampa da Paolo Fresu, Diodato, dal fonico Alberto Butturini, da Matteo Lepore, Assessore alla Cultura del Comune di Bologna, e Chiara Chiappa, Presidente della Fondazione Centro Studi Doc. 
 
Il blocco delle attività artistiche e di spettacolo per il Covid-19 ha messo in luce i limiti reali in cui il settore si muove da decenni amplificandone le fragilità e rendendo con il passare dei mesi sempre più reale il rischio di disperdere un patrimonio unico al mondo di competenze e talenti. In questo panorama, il Forum Arte e Spettacolo è nato per raccogliere in un unico spazio il vasto mondo dello spettacolo con l’obiettivo di contribuire al progetto di riforma strutturale e complessiva del settore. Il Forum Arte e Spettacolo oggi riunisce oltre 50 associazioni, organizzazioni e realtà provenienti dalla filiera dello spettacolo che insieme hanno elaborato un pacchetto di proposte utili alla stesura dello Statuto del Lavoro nello Spettacolo e alla creazione di un sistema organizzativo semplice e trasparente.
 
LE PROPOSTE – SINTESI DEI CINQUE TITOLI
 
Proposta n. 1 – Posizione previdenziale unica per artisti e professionisti dello spettacolo, con identica contribuzione e diritti, che preveda anche l’assicurazione infortuni INAIL, senza diversificazione in base ai contratti di lavoro applicati e che consideri anche il montante dei compensi, non solo il fattore tempo, come misura delle prestazioni.
 
Proposta n. 2 – Reddito integrativo per artisti e professionisti dello spettacolo, da richiedere nei periodi di sospensione delle attività che comportano assenza di reddito e di indennità.
 
Proposta n. 3 – Sportello unico su piattaforma open source sul quale organizzare i registri delle professioni e tutti gli eventi. Una procedura semplificata per tutte le pratiche connesse all’organizzazione di eventi, che vengono protocollati con codice identificativo unico.
 
Proposta n. 4 – Semplificazioni per l’organizzazione di spettacoli e manifestazioni artistiche: contratto semplificato per prestazioni di spettacolo occasionali, iter specifici per la gestione della sicurezza dello spettacolo, supporto per esordienti e forme innovative di associazionismo e organizzazione.
 
Proposta n. 5 – Incentivi economici a sostegno dello Spettacolo: aliquote IVA al 4%, detrazioni fiscali per tutti i corsi di musica e arte e credito d’imposta esteso a tutti gli enti pubblici e privati che operano in ambito culturale.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche i senatori Francesco Verducci (PD), Michela Montevecchi (M5S) e Loredana Russo (M5S), insieme ai deputati Matteo Orfini (PD), Alessandra Carbonaro (MSS) e Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana), tutti concordi nell’impegno a trasmettere al Governo l’urgenza di questi provvedimenti, sia in vista di un periodo – quello invernale – che per il settore sarà fortemente critico, sia nell’ottica di una riforma strutturale del settore.

GLI INTERVENTI 

“Siamo felici di ospitare a Bologna la presentazione del documento del FAS che è frutto di un imponente lavoro di ascolto e confronto tra artisti, operatori e istituzioni iniziato durante i mesi più bui del lockdown – ha esordito Matteo Lepore – Il forum è un luogo aperto e plurale di discussione, uno strumento utile a definire il futuro dello spettacolo dal vivo in un momento difficile come questo”.
 
“Arrivavo da un momento di grande condivisione, dopo Sanremo – ha continuato Diodato – Durante il lockdown ho avuto modo di riflettere molto. Attraverso i social ho raccolto la sofferenza di tutti i tecnici con i quali lavoro e sono cresciuto. Emergevano in modo complesso i timori per il futuro e venivano a galla le problematiche del nostro settore. Durante il lockdown cosa avremmo fatto senza la musica, senza la cultura? E in quei giorni per la prima volta mi sono sentito parte di un unicum. Mi sono interessato e ho iniziato a studiare dinamiche che non conoscevo. Ho capito che io e altri colleghi artisti potevamo amplificare questi messaggi e accendere un riflettore sui lavoratori dello spettacolo. Mi fa strano che un Paese come il nostro che ha un patrimonio culturale unico al mondo faccia ancora così fatica quando si parla di cultura. Ma credo che questa intrapresa dal FAS sia la strada giusta. Non solo per i lavoratori dello spettacolo, ma per tutti noi. Io continuerò a metterci la faccia per amplificare il messaggio il più possibile”.
 
“Si potrà dare un senso al lockdown solo rivedendo il passato per costruire il futuro – ha commentato Paolo Fresu – Quello del mondo dei lavoratori dello spettacolo necessita una profonda disamina capace di individuare la precarietà di un grande comparto. Una indagine tesa verso la scrittura di un nuovo statuto professionale capace di collocare gli artisti e le maestranze in un luogo nuovo e protetto. Solo così ci sentiremo fieri del nostro ruolo sociale contribuendo alla crescita del Paese e intravvedendo un domani migliore per noi, le nostre famiglie e la più ampia comunità”.
 
“I tecnici dello spettacolo svolgono un lavoro serio, difficile, duro, a volte durissimo, con poche garanzie e molti doveri, il tutto all’interno di un mondo lavorativo fatto di dumping, lavoratori improvvisati e privi di ogni forma contrattuale e costantemente sotto ricatto – ha commentato il fonico Alberto Butturini, in rappresentanza dei tecnici aderenti al FAS – Noi tecnici rappresentiamo il punto di vista di chi sta in prima linea e subisce per primo i colpi e le ripercussioni di un settore lavorativo abbandonato a sé stesso e alla sua poca unità e rappresentatività̀.
Oggi chiediamo tutele con una revisione totale del sistema”.
 
“L’Italia vanta una produzione artistica e culturale unica al mondo – ha aggiunto Chiara Chiappa – ma la crisi Covid-19 ha rivelato la fragilità già esistente in un settore caratterizzato da forme di lavoro atipiche, micro-imprese, discontinuità. Un settore straordinario richiede regole straordinarie, adeguate al riconoscimento del suo valore centrale per la qualità della vita e lo sviluppo economico sociale e sostenibile. Per questo da mesi il Forum Arte e Spettacolo ha profuso impegno ed energie per lavorare insieme agli altri operatori del settore a questo pacchetto di riforma del settore spettacolo che metta al centro l’uomo e la dignità del lavoro”.
 

IL FAS – FORUM ARTE E SPETTACOLO

Il Forum Arte e Spettacolo (FAS) raccoglie in un unico spazio oltre 50 associazioni, organizzazioni e realtà appartenenti alla filiera dello spettacolo con l’obiettivo finale di dare vita a un sistema nuovo attraverso un progetto di riforma strutturale del mondo dello spettacolo. Il Forum Arte e Spettacolo è costituito da tutte le parti che compongono il vasto mondo dell’arte e dello spettacolo nei suoi aspetti creativi, produttivi e di consumo identificati, seguendo la Risoluzione europea del 2007 come artiste e artisti, professioniste e professionisti dello spettacolo, con ciò comprendendo le professioni di musicista, circense, autore e compositore, consulente e ricercatore, tecnico, maestranze, manager, promoter, e luoghi e organizzazioni di arte e spettacolo, profit e non profit, comprendenti cooperative, associazioni, festival e rassegne, live club, compagnie, scuole e accademie, sale di registrazione, case discografiche, agenzie, uffici stampa e di comunicazione, nonché assessorati e amministrazioni, rappresentanze di organizzazioni sindacali che si riconoscono nel manifesto dei valori.

Acquaviva Picena diventa set cinematografico per ‘La Leggenda di Kaira’ di Emanuela Del Zompo

Il nuovo prodotto della Del Zompo nasce in sintonia con l’amore per la sua terra d’origine, la regione Marche. Kaira, personaggio fantasioso, in realtà lega la sua esistenza alla storia e la cultura del territorio

Con Il patrocinio di Sponsalia, Associazione Palio del Duca e Comune di Acquaviva Picena, Assessorato turismo e cultura, sono iniziate le riprese cinematografiche di ‘La Leggenda di Kaira’ con Michael Segal, Emanuela Del Zompo e Rosanna Gambone (già co-protagonista di The Women’s angels presentato alla 77° Mostra del Cinema di Venezia).

Tratto dal fumetto di Emanuela Del Zompo, che veste i panni di Kaira, nobildonna che guida kairos, Paese rappresentato nella location dal Castello di Acquaviva Picena, il progetto (per ora un promo) si avvale della presenza di diversi attori marchigiani come Tiziana Ferretti, Sebastiano Piotti (avvocato ed attore di origine abbruzzese), Vagnoni Alfredo, Papini Giorgio, Luciano Gaetani, Lazzari Roberto. I costumi d’epoca sono di Nello Gaetani, Presidente dell’associazione Sponsalia, Palio del Duca. “Il fumetto, – dice l’autrice, – si ispira alla rievocazione storica del matrimonio di Forasteria, ed è stato naturale pensare di ambientare il set del film proprio nel comune di Acquaviva Picena, che con il suo fascino e i suoi borghi porta lo spettatore in quell’epoca storica tipica del medioevo”. Rosanna Gambone, ormai lanciata nel mondo del cinema, interpreta il giullare – narratore con il compito di raccontare questo fantasy. La storia ha un messaggio importante, caro ad Emanuela Del Zompo: la condizione della donna nelle varie epoche storiche. La protagonista, è una Principessa-guerriera che viaggia nel tempo per compiere il proprio destino.

Sono previste scene a cavallo, apparizioni di spiriti-banshee, boia e templari che daranno al filmato quel tocco di magia e suspense. Il promo che sarà disponibile a breve, rappresenta anche una lungimirante operazione di cineturismo: le location utilizzate infatti sono anche il miglior mezzo per presentare al pubblico il territorio  di Acquaviva Picena e le sue radici storiche e culturali.

La partecipazione di Rosanna Gambone aggiunge valore ad una storia tutta al femminile che, come in ‘The Women’s Angel’, offre una chiave di lettura che restituisce centralità alla donna in ogni suo aspetto dell’animo, offrendo lo spunto per andare più a fondo di quello che è solo apparenza.

Scrivi alla Redazione

Siamo felici di valutare ogni tua segnalazione e pubblicare articoli che pensi possano essere di interesse pubblico

Per qualsiasi segnalazione scrivi a
[email protected]