Lidu Onus patrocina The Women’s Angels di Emanuela Del Zompo. Red carpet a Venezia per l’evento

Grande successo del cortometraggio della Del Zompo presso lo spazio della Regione del Veneto, Hotel Excelsior – Lido di Venezia. Affrontati i temi delle discriminazioni verso le donne e delle disabilità

“Siamo orgogliosi di aver sposato con il nostro patrocinio e la conseguente presentazione del corto The Women’s Angels, presso lo spazio della Regione del Veneto, Hotel Excelsior – Lido di Venezia” lo dice Eugenio Ficorilli presidente nazionale della Lidu onlus (Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo) – i temi della violenza contro le donne e quelli della disabilità”.

Un prodotto in punta di piedi, elegante ma efficace che spiega il difficile vissuto di una donna vittima di femminicidio, che si confronta in un tempo non tempo con l’attrice disabile Rosanna Gambone. Un’analisi delicata e raffinata che, con alcune frasi chiave, spiega il dilemma delle donne, da sempre sottomesse al potere maschile. Chi è in realtà la disabile? Due donne diverse, ma una specchio dell’altra, in un confronto sui temi della vita e dell’amore che le vede complici per un risultato finale che non deve mai essere di sottomissione, ma diventa il senso stesso della vita che ognuno di noi conduce.

“Ma io l’amavo”, confessa alla mentore disabile Rosanna Gambone, Emanuela Del Zompo che interpreta la vittima del femminicidio nel corto. Eppure non basta, perché le donne, ognuno di noi esseri umani, possiamo scegliere e così determinare il nostro percorso su questa terra.

Un cortometraggio da non perdere e su cui riflettere in termini di diritti umani, che è stato presentato il 5 settembre presso lo spazio della Regione del Veneto, Hotel Excelsior – Lido di Venezia, da Lidu onlus (Lega Italiana per i Diritti Umani), prodotto da Cinemadamare, scritto, diretto ed interpretato da Emanuela Del Zompo con Rosanna Gambone: nel cast, Lorenzo Sammicheli, Steven Kemps, Nicolò Goattin, Natalia Simonova, Fatou Kinè Fall, Lucio Chiaradonna. Leandro Sosa ha curato la fotografia mentre Salvatore Piccirillo, il montaggio, le musiche e l’assistente regia.

Durante l’evento anche la presentazione del fumetto The legend of Kaira, una rivisitazione della storia delle donne cheha come teatro principale le vicende storiche del comune di  Acquaviva Picena.

Tratto dal fumetto di Emanuela Del Zompo, che vestirà i panni di Kaira, nobildonna che guida kairos, Paese rappresentato nella location dal Castello di Acquaviva Picena, il progetto (per ora un promo) vedrà la presenza di diversi attori marchigiani come Tiziana Ferretti, Sebastiano Piotti ( avvocato ed attore di origine abbruzzese), Vagnoni Alfredo, Papini Giorgio, Luciano Gaetani, Lazzari Roberto. I costumi d’epoca sono di Nello Gaetani, Presidente dell’associazione Sponsalia, Palio del Duca. “Il fumetto, dice l’autrice, si ispira alla rievocazione storica del matrimonio di Forasteria, ed è stato naturale pensare di ambientare il set del film proprio nel comune di Acquaviva Picena, che con il suo fascino e i suoi borghi porta lo spettatore in quell’epoca storica tipica del medioevo. Rosanna Gambone, vestirà i panni del giullare- narratore ed avrà il compito di raccontare questo fantasy. La storia ha un messaggio importante, caro ad Emanuela Del Zompo: la condizione della donna nelle varie epoche storiche. La protagonista, è una Principessa-guerriera che dovrà compiere un viaggio temporale per compiere il proprio destino.

Il video del Tg2 in evidenza

Roma, alla Casa Internazionale delle donne Isabel Russinova presenta Eva degli iris

La terza edizione di A.L.M.A.S  ha come protagonista una grande mecenate della terra, Eva Mameli Calvino narrata dallo spettacolo Eva degli iris di e con  Isabel Russinova con  Paola Cultrera –arpa. Scene e costumi di Wilma Lo Gatto. Prodotto da Ars Millennia production con la regia di Rodolfo Martinelli Carraresi. Roma 23 settembre 2020 ore 18,30,  Casa internazionale delle donne, via della Lungara 19, Sala Tosi

Di Macrì Martinelli Carraresi

A.L.M.A.S    è un appuntamento tematico al femminile dedicato al grande patrimonio culturale del nostro paese, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo ma molte volte sottovalutato proprio da noi italiani. Il progetto vuole, attraverso proposte originali di drammaturgia teatrale, raccontare personalità femminili della nostra storia che possano essere definite mecenate della cultura e così stimolare attenzione e interesse verso tematiche legate ad arte, cultura, memoria, società presso il pubblico e in particolar modo tra i più giovani, da qui le collaborazioni  di A.l.m.a.s  con  gli atenei: Università  Roma tre, eCampus, Conservatorio Santa Cecilia . Per la sua terza edizione A.l.m.a.s  ha scelto di indirizzarsi su  temi rivolti alla salvaguardia  del nostro pianeta  omaggiando Eva Mameli Calvino, con lo spettacolo Eva degli iris , testo originale di  e con Isabel  Russinova . Eva Mameli Calvino è considerata la precorritrice dei movimenti per la conservazione della natura e Eva  si può definire a tutti gli effetti mecenate del nostro pianeta per l’ impegno e l’amore che gli ha dedicato. Eva Mameli Calvino, oltre ad aver contribuito con i suoi studi  di botanica e biologia ad individuare, scoprire, studiare e salvaguardare  molte specie di flora e fauna della terra, con il suo lavoro e lungimiranza ha anche  offerto a Sanremo l’ opportunità di essere ora  la città dei fiori, contribuendo  così alla valorizzazione ambientale, economica, culturale e  paesaggistica di un territorio, basta ricordare che nel 1925 a Sanremo erano  registrate tre varietà di rose, e dopo gli interventi e gli studi di Eva e Mario Calvino  oggi  ne possiamo contare 7.500.

Breve storico di A.l.m.a.s    

La prima edizione di A.l.m.a.s   è stata incentrata sulla figura dei Anna Maria Luisa de Medici  attraverso un incontro/convegno e una pieces teatrale originale andata in scena nel giugno del 2018 presso la -Casa internazionale della donna- a Roma che ha riscosso notevole successo.  Anna Maria de Medici fu una  grande mecenate e con il suo “patto di famiglia”, che stabiliva che tutti i beni artistici culturali del granducato restassero per sempre all’ interno di esso, salvaguardò gran parte del grande patrimonio della Toscana e del nostro paese.  Per la sua seconda edizione  A.l.m.a.s ha voluto portare alla luce un’altro personaggio femminile della nostra storia  un’altra mecenate di grande importanza, Isabella d’Este. In Padrona del Tempo ritratto di Isabella d’ Este, di e con Isabel Russinova presentato con successo  nel 2019 presso la “Casa internazionale delle donne”  e  anticipato dalla tavola rotonda dal titolo “moda, potere, arte e bellezza , oggi e ieri il femminile a confronto” presso    l’Universita eCampus, si è portato in scena un immensa figura di donna del nostro Rinascimento. “Primadonna del mondo” così veniva descritta nel suo tempo, grande mecenate, protettrice dell’arte e della cultura, fine stratega, il suo gusto,la sua personalità hanno influenzato l’ Europa e le corti del tempo. Le sue preziosissime collezioni, protette nella grotta del suo castello, le opere che ha sostenuto e voluto erigere, proteggere ampliare sono ora tesori inestimabili, come lo è l’impulso che seppe dare alla letteratura, alla pittura . “Che io viva dopo la morte”, questo fù il suo intento.

Eva degli iris.

Eva degli iris è un racconto per il teatro che racconta la figura di Eva Mameli Calvino, dandoci la possibilità di conoscere la sua vita di scienziata, di sognatrice, di persona coraggiosa, delle sue scoperte e sfide  ma anche della sua vita di donna e madre di figli speciali come  Italo e Floriano, il primo uno dei più grandi scrittori del 900, il secondo tra i più autorevoli geologi internazionali. Il racconto si muove tra  ricordi dentro i quali si muovono riflessioni di una vita, ma anche pensieri su obbiettivi e missioni ancora da raggiungere. Sarà proprio la personalità di Eva a stimolare e accompagnare i figli alla propria realizzazione. Gran parte della produzione letteraria di Italo Calvino risente infatti della fascinazione dei luoghi e degli insegnamenti della madre che chiamava la maga buona che amava gli iris, lo stesso vale per il fratello  Floriano cresciuto con la consapevolezza dell’importanza del pensiero libero, che determinerà i passi e le decisioni  più importanti della sua vita. 

L’incontro a teatro,  realizzato con il contributo del fondo PSMSAD, sarà preceduto da una tavola rotonda il 22 settembre 2020 ore 11,30 alla Casa internazionale delle donna via della  Lungara 19, dal titolo  “La donna paladina della grande madre –ruolo della donna nella salvaguardia del pianeta terra” con la partecipazione di:

Isa Maggi, fondatrice e coordinatrice Stati Generali delle donne

Gianni Celata prof Economia dei media e delle ICE 

Università Roma tre – Università Mercatorum

con Isabel Russinova direttore artistico A.l.m.a.s

modera Tiziana Primozich – Direttore Daily Cases 

Riparte Blu Box dell’associazione Minimo Comune Multiplo

Con una programmazione di musica live riparte Blue Box dell’Associazione Minimo Comune Multiplo

A colpi di musica live e non solo, riparte il Blu Box dell’associazione culturale Minimo Comune Multiplo (MCM). Il locale di via Clemente XII riapre in sicurezza (nel rigoroso rispetto di tutte le norme anti-Covid), con una programmazione per tutti i palati, tra concerti, intrattenimento, jam session, apericena e tanto altro, come spiega il direttore artistico, l’architetto Marco Travaglini.

«La nostra Roma è sempre stata la grande bellezza e ora, costretti a fermare il nostro correre quotidiano, ci siamo resi conto che viviamo immersi in una città che, sebbene trascurata, offre ancora cultura con generosità, per chi è pronto a coglierla. La cultura, attraverso le sue diverse forme e manifestazioni, parla la lingua di tutti e rende tutti migliori. Così, con un gruppo di amici e colleghi, architetti e musicisti, abbiamo dato vita all’associazione e deciso di mettere radici in questo quadrante di Roma da sempre trascurato e distante dagli eventi culturali. Una zona con origini antiche, la nostra, che vanno recuperate e rispettate. Per questo vogliamo partire con una programmazione di eventi di musica dal vivo che possano toccare subito le corde giuste. Porteremo sul palco del Blu Box, creatura della nostra associazione, i migliori nomi del jazz e del pop, con cui potremo ripercorrere la storia della musica dagli anni Venti a oggi».

Un progetto che non si ferma qui essendo un continuo work in progress, come sottolinea ancora lo stesso ideatore: «vorremmo passare presto alle mostre di arte e design, a serate letterarie, saggi di danza, contest di graffiti e sfilate di moda per giovani stilisti. Il sogno? Far rinascere Montemario e Primavalle a suon di cultura, com’è accaduto per Trastevere, San Lorenzo, Testaccio e Pigneto, quartieri un tempo degradati che negli anni hanno subito trasformazioni importanti, diventando veri e propri punti di riferimento sociale e di aggregazione».

Il 18 settembre 2020 sarà l’originale serata dal titolo “Il Laureato” a inaugurare la nuova stagione del club – accogliente luogo d’incontro curato dall’associazione Minimo Comune Multiplo di Marco Travaglini & Soci – con gli Hazy Shades, pronti a far rivivere le atmosfere live del grande duo composto da Paul Simon e Art Garfunkel.

Le canzoni di Simon & Garfunkel hanno attraversato indenni oltre 50 anni di storia, passando dalle prime apparizioni di Tom & Jerry, al cinema, sino ai concerti più famosi come Central Park o Live On Stage. Al BLU BOX gli Hazy Shades dismettono i panni della più grande band europea del repertorio di Simon & Garfunkel per indossare l’abito più sensibile e garbato della piccola formazione acustica di quattro elementi. «Riportare all’atmosfera originale le canzoni di Paul e Artie significa riscoprirle e riassaporarle nel loro contesto più vero e libero da ogni altra influenza musicale – precisano i protagonisti, che promettono – sarà un concerto imperdibile accompagnato dalle immagini e dal racconto della loro storia, dedicato alle sensazioni che hanno fatto amare un repertorio raffinato e reso intramontabile dalle poesie di Paul Simon e dalle armonie di Art Garfunkel».

Così la formazione: Andrea Dorigotti (chitarra acustica e voce), Daniele Grammaldo (voce); Bernardo Nardini (chitarre, flauti e mandolino), Andrea Scordia (basso). Altra serata altre note, sabato 19 settembre con Dadaumpa – la band composta da Daniela Papale (voce), Dany Brandi (tastiere e cori), Fabio Pajoncini (chitarra, voce e cori), Stefano Scoarughi (basso), Antonio Vernuccio (batteria) – tutta da cantare e da ballare sui successi del beat italiano della fine dei mitici Anni ’60, sulla scia di gruppi e cantanti che hanno fatto la storia della musica: Camaleonti, Nomadi, Dik Dik, Mal, Nada, Patty Pravo e altri ancora. Sul palco i fantastici cinque musicisti, per uno spettacolo che riporta ai tempi del Piper, del Cantagiro, di Canzonissima, degli show televisivi del sabato sera. Saranno due ore di divertimento assicurato, in un viaggio emozionale, tra i successi di un’epoca d’oro per la musica italiana, condotto dal critico e storico musicale Claudio Scarpa.

Infotel. e prenotazioni MCM: 338.8782243

A Diamante il Mediterraneo Festival Corto

 Inclusione, Rispetto per il prossimo, Riconquista dei Valori umani, questi le tematiche affrontate dai   giovani filmakers vincitori della decima edizione del Mediterraneo Festival Corto.

Di Macri Martinelli Carraresi

Si è concluso all’ insegna di impegno e consapevolezza il decimo anno del Mediterraneo Festival Corto, l’appuntamento internazionale, dedicato al corto d’autore, in scena quest’ anno dal 3 al 6 settembre che viene ospitato dalla Perla del Tirreno, la splendida Diamante, città calabrese dei cedri, dei murales e del peperoncino adagiata su cristalline spiagge dorate. Il festival, fondato e coordinato con dedizione e passione dal Cinecircolo Maurizio Grande prevede, fin dalla sua prima edizione, 5 sezioni, 4 delle quali accolgono opere della durata massima di 20 minuti mentre l’ultima non pone limiti di tempo. La manifestazione che, negli anni si è accreditata tra le più interessanti di quelle dedicate al cortometraggio, per la sua decima edizione, organizzata con successo nonostante tutte le difficoltà e restrizioni dovute alle regole dettate dalla pandemia che ci attanaglia, ha potuto scegliere tra più di 250 film, tra i quali più della metà provenienti da diversi paesi del mondo. Difficile è stato il lavoro della giuria che ha dovuto scegliere tra tante opere tutte di qualità e spessore.

Le giornate del Festival, allestito all’ interno del Museo Dac a Diamante, hanno anche accolto: un omaggio al Maestro Ennio Moricone, un momento di poesia dedicato al poeta Ugo Grimaldi e il premio assegnato alle giovani eccellenze calabresi intitolato ad Ernesto Caselli, storico e indimenticato sindaco diamantino.   I vincitori della decima edizione sono: per la sezione miglior film scuola di cinematografia, l’opera di Gabriele Gangemi, “Scintille”, delicatissimo e poetico cortometraggio che affronta la tematica del rispetto della natura e del prossimo. Premio per il miglior documentario è andato a “Roots in the Middle”, di Farida Farinelli, racconta l’inclusione attraverso un’interessante e struggente viaggio tra gli immigrati di seconda generazione nel nostro paese. Miglior video clip è stato “Silence”, di Cantoro/ Caione, mentre miglior corto d’ animazione, “Blu” che narra il mondo di un bimbo autistico, “Blu” è firmato da Paolo Geremei.  “Journey to the one” di Natalia Duzhenko si è aggiudicato la Miglior colonna sonora, è una splendida proposta multidisciplinare tra danza musica, cinema e teatro. Il riconoscimento come miglior attore è andato al giovane Danilo Arena, per il film “L’oro di Famiglia” di Emanuele Pisano, racconta con nervo e poesia la voglia delle giovani generazioni di riconquistare i valori umani. L’ Inghilterra, con Alessio Rupalti, ha portato a casa il premio per la Miglior fotografia per l’intenso “Caming back”, una lucida e originale riflessione sulla scelta Brexit, immersa in una storia famigliare. Sempre all’ Inghilterra il premio per il Miglior film, 3 “Sleeps”, di Cristopher Holt, disarmante e crudo  racconto che ci pone di fronte alla realtà dell’ infanzia negata.

Nel corso delle  sue giornate  il festival ha accolto molte personalità  istituzionali, tra i quali il sindaco di Diamante, il Senatore Ernesto Magorno, da sempre attento a sostenere cultura e formazione che ha espresso  soddisfazione per i  risultato del Mediterraneo festival corto, tra gli ospiti l’attrice Annalisa Insardà, cittadina onoraria di Diamante, il produttore Ermanno Reda, l’attore e  doppiatore Emanuele Vezzoli, il giornalista Antonio Bartalotta,Daniela Rambaldi, figlia del premio Oscar Carlo Rambaldi, che cura la fondazione a lui dedicata divulgandone l’ opera e il genio artistico, il Presidente della Cineteca di Calabria Eugenio Attanasio. “Qualità, intelligenza e originalità in tutte le proposte selezionate dal Mediterraneo festival  corto, che  ha raccontato lo spessore e la profondità dei giovani filmaker, alimentando l’ aspettativa rivolta alle nuove generazioni  per un migliore futuro  del nostro tempo “così ha dichiarato Isabel Russinova, madrina della decima edizione che ha presentato, come evento speciale , il corto, coodiretto con Rodolfo Martinelli Carraresi “La dove continua il mare”, viaggio nella memoria dei popoli del nostro confine orientale. Al termine della premiazione, il direttore artistico Francesco Presta, il direttore tecnico Ferdinando Romito e il Presidente del Cinecircolo Maurizio Grande, Ciro Astorino, salutando il pubblico caloroso che ha seguito il festival, hanno dato appuntamento alla prossima edizione.

L’Azerbaigian in gara per il Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia

Quest’anno per la prima volta in concorso un film azerbaigiano: SƏPƏLƏNMIŞ ÖLÜMLƏR ARASINDA (TRA UNA MORTE E L’ALTRA), di Hilal Baydarov, in gara per il Leone d’oro.

Al via oggi, 2 settembre, la 77ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia,  organizzata dalla Biennale di Venezia al Lido di Venezia fino al 12 settembre.

Quest’anno per la prima volta in concorso un film azerbaigiano: SƏPƏLƏNMIŞ ÖLÜMLƏR ARASINDA (TRA UNA MORTE E L’ALTRA), di Hilal Baydarov, in gara per il Leone d’oro.

La trama del film vede come protagonista Davud, giovane incompreso e irrequieto in cerca della sua “vera” famiglia, coloro che nel profondo sente porteranno amore e significato nella sua vita. Quando, nel corso di una giornata, si trova a vivere una serie inaspettata di incidenti, che risulteranno fatali per diverse persone, riemergono ricordi invisibili, vicende e preoccupazioni. Davud è catapultato in un viaggio all’insegna della scoperta, e del ritorno.

Un regista che dà voce ai sentimenti, e che, come dichiarato dallo stesso, pone al centro del suo lavoro “l’idea della persona che cerca di comprendere le ragioni per cui vive ed è presente, qui e ora, in questo mondo.”

In questa storia, Davud è la persona che ci ricorda le possibilità dell’amore.

Il talentuoso regista Hilal Baydarov è nato a Baku, capitale dell’Azerbaigian, nel 1987. Negli anni scolastici si è distinto per le capacità in ambito matematico ed informatico. Dopo una laurea in scienze informatiche ha studiato regia a Sarajevo. Nonostante la giovane età, ha già firmato numerosi titoli apprezzati anche in contesti internazionali, come Hills Without Names, Birthday. When the Persimmons Grew, Mother and Son, Nails In My Brain.

La produttrice partenopea Maria Guerriero e il regista Antonio Centomani insigniti con il Premio Internazionale Apoxiomeno 2020

Il riconoscimento è stato assegnato per il film sul femminicidio “Resilienza” girato a Ischia

 Il film sul tema del femminicidio “Resilienza” firmato dal regista partenopeo Antonio Centomani e prodotto dalla Lupa Film di Maria Guerriero, che è anche la protagonista, di Napoli anche lei, fa incetta di premi e riconoscimenti. Dopo il Sampietrino D’Oro e il Kalos, la pellicola ha ricevuto anche il “Premio Apoxiomeno 2020”, che nasce dall’omonima rassegna dedicata alle arti performative del cinema, televisione, musica, arte e sport in divisa, e curata dall’International Police Association (IPA) Toscana.

Il Riconoscimento, giunto alla XXIV edizione, ha l’obiettivo di contribuire alla promozione e alla diffusione della cultura della legalità, e viene assegnato a personalità che, attraverso la loro attività lavorativa o professionale, hanno dato lustro alle Forze dell’ordine.

La cerimonia di consegna delle preziose statuette raffigurante l’”Apoxiomeno” di Lisippo, che ha visto anche una menzione speciale della giuria del film e proiezione, in anteprima nazionale, del trailer, si è svolta a Villa Bertelli (Forte dei Marmi) a conclusione della rassegna iniziata il 5 agosto con il taglio del nastro della mostra spettacolo “Alberto Sordi fuori dal set”, organizzata e curata dal nipote, Igor Righetti, in occasione del centenario della nascita del grande artista romano.

Tra i premiati anche l’attrice Antonella Ponziani, ultima musa di Federico Fellini, protagonista del film “L’intervista”, l’attrice Elisabetta Pellini, la regista Carlotta Bolognini, memoria storica del cinema italiano, ereditato dal padre Manolo e dallo zio Mauro, la giornalista e scrittrice Silvana Giacobini, Lorenzo Beccati autore dello storico programma di Mediaset, Striscia la Notizia, che ha ritirato anche il “Premio Alberto Sordi” a nome di Antonio Ricci e il segretario generale dell’International Police Association, ufficiale della Polizia tedesca di Gӧteeborg, May-Britt Ronnebro, e al fotografo Alessandro Canestrelli per la splendida raccolta di foto che ricordano

Nelle precedenti edizioni sono stati premiati tra i tanti: Sergej Michalkov, Jack O’Halloran, Corinne Touzet, Ottavia Piccolo, Pino Ammendola, Gabriel Garko, Helen Mirren, Abel Ferrara, Vittorio Storaro, Remo Girone, Paul Haggis, Billie August, Manuela Arcuri, Colin Firth, Gina Lollobrigida, Massimo Ranieri, Franco Nero, lo scrittore Andrea Camilleri, Lando Buzzanca, Francesco Guccini e Renato Pozzetto.

Mother Fortress premiato al Festival del cinema di Spello

Premio al miglior documentario 2020 al “Festival del Cinema Città di Spello ed i Borghi Umbri – Le Professioni del Cinema” . Nell’ambito della serata conclusiva della nona edizione il riconoscimento alla regista Maria Luisa Forenza per la sua opera sulla Fede in tempo di guerra.

Ha conquistato il Premio come Miglior Documentario 2020 al nono “Festival del Cinema Città di Spello ed i Borghi Umbri – Le Professioni del Cinema” il lungometraggio di Maria Luisa Forenza MOTHER FORTRESS, un’opera vissuta in prima linea raccontando in un monastero siriano la pericolosità quotidiana delle vite dei religiosi, e seguendo convogli umanitari di pronto soccorso che dall’antico villaggio cristiano di Qarah si sono spinti attraverso terreni minati dagli opposti fronti della guerra terroristica: Homs, Aleppo, sino a raggiungere Raqqa, Deir Ezzor e il fronte del fiume Eufrate. La motivazione con cui la giuria ha decretato il riconoscimento è stata la seguente: “Per aver saputo raccontare il coraggio di una fede che è riposta più nell’uomo che nel divino, per aver puntato un faro su una zona d’ombra del mondo e della nostra storia, per aver delineato i contorni del coraggio di una donna che combatte una guerra silenziosa con l’arma della bontà.”

La regista è stata ospite martedì 25 agosto nel Tg diurno di Rai News per narrare della sua esperienza umana e artistica che l’ha condotta a realizzare, in più riprese dal 2014 al 2017, un film-documentario oggettivo e antiretorico, definito recentemente da Alfredo Baldi “miracolo di sapienza narrativa, raggiunta attraverso la semplicità, la sincerità e la sottrazione”.

MOTHER FORTRESS, Menzione Speciale del Tertio Millennio Film Fest (Città del Vaticano), in Italia è stato precedentemente ospitato in rassegne significative quali il Meeting di Rimini, Milano Movie Week e Festival Human Rights Nights di Bologna. Attualmente fa parte del ciclo “Racconti italiani” distribuiti dalla FICE.

MOTHER FORTRESS (Italia, 2019)

soggetto, sceneggiatura, regia: Maria Luisa Forenza
fotografia, suono presa diretta: Maria Luisa Forenza, Giulio Pietromarchi

montaggio: Annalisa Forgione, Maria Luisa Forenza
sound editing: Marco Furlani

sound mix: Marcos Molina

color grading: Vincenzo Marinese

produzione: Maria Luisa Forenza per Damascena Film

in collaborazione con Rai Cinema, MAECI-DGPSP, Roma Lazio Film Commission
distribuzione: Rai Cinema, Damascena Film, FICE

durata: 77′

lingue originali: Inglese, Francese, Arabo, Spagnolo

sottotitoli: Italiano

Sinossi

Madre Agnes, assieme a monaci, monache provenienti da Francia, Belgio, Portogallo, Libano, Cile, Venezuela, Colorado-USA (di cui alcuni ex-giornalisti), affronta gli effetti della guerra in Siria sul suo monastero, situato ai piedi delle montagne al confine con il Libano dove ISIS insidiosamente si nasconde. 

Nonostante sia esso stesso obiettivo di attacchi, il monastero accoglie orfani, vedove, rifugiati (cristiani e sunniti), vittime di una guerra fratricida che dal 2011 ha prodotto caos e devastazione. Organizzando un convoglio di ambulanze e camion, che percorrono strade controllate da cecchini, Madre Agnes persegue la rocambolesca missione di fornire aiuti umanitari (cibo, vestiti, medicine) ai siriani rimasti intrappolati nel paese. Esplorazione non della guerra, ma della condizione umana in tempo di guerra, il film è un viaggio fisico e spirituale, una ‘storia d’amore’ con destinazione Roma dove il senso del racconto si rivela…

La Lidu onlus e Bon’t Worry onlus al Festival di Venezia con il corto “The Women’s Angels” di Emanuela Del Zompo

Il 5 settembre alle ore 13.00 presso lo spazio della Regione del Veneto, Hotel Excelsior – Lido di Venezia, La Lidu onlus e la Bon’t worry onlus presentano The Women’s Angels, prodotto da Cinemadamare, scritto, diretto ed interpretato da Emanuela Del Zompo, con la partecipazione per la prima volta di Rosanna Gambone

Come ogni anno dal 2007 la Regione  Veneto è presente alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con un proprio spazio espositivo dedicato ad opere audiovisive meritevoli per il messaggio culturale e sociale. In questa edizione 2020 il 5 settembre alle ore 13.00 presso lo spazio della Regione del Veneto, Hotel Excelsior – Lido di Venezia, la Lega italiana dei Diritti dell’Uomo (Lidu onlus) in sinergia con la Bon’t worry (associazione contro la violenza sulla donna), presentano The Women’s Angels, prodotto da Cinemadamare, scritto, diretto ed interpretato d Emanuela Del Zompo con Rosanna Gambone: nel cast, Lorenzo Sammicheli, Steven Kemps, Nicolò Goattin, Natalia Simonova, Fatou Kinè Fall, Lucio Chiaradonna. Leandro Sosa ha curato la fotografia mentre Salvatore Piccirillo, il montaggio, le musiche e l’assistente regia.

Emanuela Del Zompo oltre alla regia è protagonista di questa storia che affronta importanti temi sociali come la diversità e la disabilità, in un modo mai eccessivo, ma utilizzando metafore che portano lo spettatore ad intuire pian piano le difficoltà di una donna che ha amato un uomo violento.

Raccontata in tono ironico, due donne “cosi diverse ma così uguali” sono l’una lo specchio dell’altra. Ed in effetti l’attrice disabile Rosanna Gambone alla sua prima esperienza davanti all’obiettivo, interpreta brillantemente il lato nascosto dell’anima della sposa – Del Zompo, che cela anche a sé stessa gli errori compiuti. Il confronto tra le due porterà alla riflessione profonda della protagonista che, sposa triste vestita di bianco in attesa di salire sull’altare, realizzerà nel suo animo di essere sospesa in un non tempo. Un tema caro ad Emanuela Del Zompo   che già con il fumetto ‘Grunda, l’angelo dalle ali rotte’ aveva affrontato le difficoltà delle donne che vivono un mondo violento e irrispettoso della figura femminile, difficoltà in parte vissute anche personalmente. “Non è semplice per una donna sola – spiega la Del Zompo che ha al suo attivo una lunga carriera di attrice – l’approccio al mondo dell’arte e della recitazione. Se da un lato si assiste ad un forte e schiacciante potere maschile, dall’altro le donne sono poco solidali tra loro. Questo genera invidie che possono essere più deleterie della pura violenza. Ecco perché questa volta ho voluto raccontare due donne che specchiandosi l’una nell’altra alla fine sono la stessa persona. E con la splendida partecipazione di Rosanna Gambone sono riuscita a dare evidenza alle disabilità. Il femminile quindi che è svantaggiato in partenza, ma ci si deve chiedere: chi è davvero disabile e cosa implica?

Il corto ‘The Women’s Angels’, patrocinato da Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo (Lidu onlus) e dalla Bon’t Worry onlus di cui Emanuela Del Zompo è anche socio onorario, è un invito alla riflessione profonda sul senso della vita e sui valori di umanità che sono il fulcro della nostra vita sociale. Ma è anche un invito al risveglio dell’anima, che eternamente vaga alla ricerca dell’amore.  (fonte Thedailycases.com)

Dopo la proiezione dello short movie, sarà presentato anche il fumetto La leggenda di Kaira, prodotto e diretto dalla stessa autrice e regista con i disegni di Leonhard Resehvesky.

La leggenda di Kaira è il nuovo fumetto che da un seguito alle altre opere artistiche della Del Zompo, già autrice di Grace di Monaco e Grunda, l’angelo dalle ali rotte, fumetto sul tema del femminicidio presentato alla 75° Mostra del Cinema di Venezia e alla 69° edizione di Berlino (in lingua tedesca). 

L’ autrice ha voluto di nuovo esplorare la condizione della donna nelle varie epoche storiche e lo fa con questo fantasy ambientato nel Medioevo, Rinascimento e giorni odierni. La protagonista è una Guerriera che compie un viaggio nel tempo per adempiere ad una profezia che cambierà il suo destino. Un amore ostacolato, forze oscure, allucinazioni e sogni confusi riflettono uno spirito che invoca il nome dell’Amazzone, mentre Templari e Santa Inquisizione incrociano la loro strada con il Paranormale, la risposta ad ogni domanda è celata in un vecchio monastero che custodisce un libro antico e un quadro che raffigura una donna dai capelli fluttuanti ed il suo Unicorno. Buon viaggio impavido lettore!

Il fumetto in formato e-book e versione cartacea è in esclusiva su Amazon.it (versione italiana). A breve anche la versione in inglese!
Curiosità: i personaggi del fantasy sono opera di fantasia dell’autrice che si è ispirata nella collocazione storica ai borghi medioevali delle Marche, sua terra d’origine. La voce narrante del trailer book è dell’attore Michael Segal.
“Kaira, è il mio alter ego, ma ogni donna libera ed indipendente può identificarsi in questo personaggio, dice l’autrice, la guerriera che è in ognuna di noi, ormai è esplosa!“

Falso allarme covid19 in Ascoli Piceno. Era solo un raffreddore. Salta l’evento Cinemadamare

Registi di Cinemadamare sottoposti a tampone, dopo che una di loro aveva manifestato febbre a 37. I tamponi sono risultati tutti negativi. Salta la manifestazione!

di Emanuela Del Zompo

A volte basta uno starnuto per gridare Covid-19.

Il giorno 24 agosto il raduno di Cinemadamare è arrivato nella città di Ascoli Piceno per girare cortometraggi per la promozione della città. Il 25 agosto si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’evento presso l’auditorium del Polo di Sant’Agostino in corso Mazzini. Dopo la conferenza è stato comunicato che una ragazza del gruppo rimasta in palestra Monterocco, aveva la febbre a 37. Sono subito scattate le misure di precauzione e tutto il gruppo messo in isolamento presso la palestra sotto la sorveglianza della polizia municipale. L’Asl è arrivata solo il giorno dopo a fare i tamponi che sono risultati tutti negativi, e non come riportato da giornali locali “l’Area vasta 5 che ha predisposto subito l’effettuazione di tamponi a tutti i presenti”. Sempre facendo riferimento alle notizie divulgate in maniera sensazionalistica “Ai controlli effettuati all’accesso delle persone, qualcuno è risultato avere la febbre”, quando in realtà si è trattato di una singola ragazza con solo 37 di febbre!

La domanda che sorge spontanea, riferita agli organi di informazione locale, era necessario, prima di verificare i dati e le informazioni, creare tanto allarmismo pubblico su una questione che si è rivelata una bolla di sapone?

Come cittadini e lettori abbiamo il diritto ed il dovere di essere informati correttamente, con questo non si vuole sottovalutare il problema Coronavirus, ma ancor di più in questa pandemia è opportuno smetterla con titoli sensazionali e dati non verificati, è più che mai necessaria una maggiore attenzione e continenza prima di pubblicare una notizia che molte volte mette nel panico il lettore e negativizza un evento che poteva dare lustro alla città di Ascoli Piceno.

Se bastano poche linee di febbre per costruire panico sui giornali, quest’inverno con l’influenza stagionale, saremo tutti malati di Covid-19!

2° Festival del Cinema Albanese “Albania, si Gira! Transizioni”

Casa del Cinema Largo Marcello Mastroianni 1, 00197 Roma 8-9-10-11 settembre 2020. Il Festival del Cinema Albanese “Albania, Si Gira!”

 L’evento esplora le relazioni italo-albanesi attraverso opere cinematografiche prodotte da autori albanesi, italiani e da troupe miste italo-albanesi per aprire una riflessione sul passato, il presente e il futuro comune dei due popoli. Presso la Casa del Cinema Largo Marcello Mastroianni 1- Roma, l’8-9-10-11 settembre 2020 Il Festival del Cinema Albanese “Albania, Si Gira!” giunge alla sua seconda edizione portando al pubblico una nuova selezione di film incentrati sulle relazioni italo-albanesi. Per questa e le successive due edizioni, l’evento si focalizza sul tema delle “transizioni” che hanno maggiormente definito la storia degli albanesi e degli italiani. Il programma prevede la proiezione di film girati prima e dopo la fine della Guerra Fredda per comprendere quali sono le principali continuità e rotture che questo avvenimento ha generato nelle reciproche percezioni.

Grazie alla partnership con l’Archivio Centrale del Film di Tirana, porteremo a Roma alcune delle opere più significative del cinema albanese d’epoca comunista e post-comunista mettendo il pubblico in contatto con una realtà artistica poco conosciuta, ma molto vivace, quale è la cinematografia del “Paese delle Aquile”. Nella prima serata sarà proiettato il film “Tomka e i suoi amici” (1977) della regista albanese Xhenfise Keko, in versione restaurata, digitalizzata e tradotta in italiano per l’occasione. Un classico del cinema albanese, quest’opera racconta la Seconda Guerra Mondiale durante la fine dell’occupazione italiana e l’inizio di quella tedesca attraverso gli occhi di un gruppo di ragazzi. L’arte cinematografica, non è stata solo uno strumento di propaganda, ma anche un mezzo che gli autori hanno utilizzato per esprimere il proprio dissenso, in modo perlopiù velato e simbolico, ma raramente anche esplicito. Fa parte della seconda categoria l’attività di Viktor Stratobërdha il quale nella metà degli anni Cinquanta, ispirato dal realismo socialista sovietico e dal neo-realismo italiano, iniziò a girare un documentario dal titolo “Ridiamo perché non possiamo piangere”.

Disprezzato dai quadri del regime, il regista fu allontanato dal proprio ambiente lavorativo e perseguitato. Nel festival presenteremo alcune sequenze della sua incompiuta opera che sono state montate con il titolo “Perché così?” (1957). I film sono stati scelti per narrare le “transizioni” sia in senso geografico e storico sia in senso simbolico. Il cortometraggio di Elton Gllava “Albania cinema paradiso” (2019) offre una splendida sintesi del cinema del periodo comunista e immerge lo spettatore nelle genuine emozioni che questa arte ha suscitato nonostante i forti limiti imposti dal sistema. Attraverso i lavori prodotti da autori albanesi, italiani e italo-albanesi si potrà osservare il modo in cui essi hanno immaginato, rappresentato e documentato le fasi di passaggio tra le varie epoche e i viaggi tra i diversi contesti culturali e geografici. La coproduzione italo-albanese “Via mare Adriatico” di Fatmir Koçi (2007) mostra che questi attraversamenti temporali e territoriali sono il tratto distintivo di comunità che hanno vissuto in rapporto contiguo l’una con l’altra oltrepassando continuamente i confini simbolici sanciti dalle strutture politiche dominanti. Lo stato di transitorietà ha comportato per gli albanesi anche l’essere sottoposti alla guida degli altri, ovvero di diplomatici che dovevano spianare la strada delle riforme democratiche. Questo è il tema affrontato dalla recente opera di Pluton Vasi “Gli internazionali” (2018), che tuttavia rivela come il lavoro degli esperti sia molto più condizionato dai pregiudizi verso il contesto e le persone che dovrebbero aiutare, piuttosto che da uno spirito umanitario. Ogni serata si apre con la discussione di un particolare aspetto delle transizioni che verrà approfondito grazie al contributo degli autori presenti nel dibattito e dagli storici dell’Associazione Italiana Studi di Storia dell’Europa Centrale e Orientale (AISSECO). Opere come “L’ultima domenica” (1993) di Gjergj Xhuvani, “Cento per cento” [email protected] culturalpro.eu (1993) di Artan Minarolli e Petrit Ruka e “Tirana anno zero” (2003) di Fatmir Koçi, dimostrano che tra gli anni Novanta e Duemila si è delineato un genere particolare di film, ovvero il “cinema di transizione”.

Questo cinema è caratterizzato da alcuni elementi ricorrenti quali la critica del regime comunista e la delusione dei personaggi principali rispetto alle speranze che si erano create dopo la sua caduta. La transizione era inoltre un periodo di grandi aspettative e di energie creative in campo economico che hanno contribuito a forgiare sia le immagini del futuro sia l’esperienza della migrazione in Italia e i successivi viaggi di ritorno. Questi temi sono trattati nel film “L’ultimo amore” (1995) di Gjergj Xhuvani che racconta il contrasto che caratterizzava i rapporti tra albanesi e stranieri, inclusi gli italiani, che si incontravano in Albania nella metà degli anni Novanta. Il cortometraggio di Eva de Prosperis “Fuga dall’America”, presenta l’esperienza del “ritorno” dall’Italia di molti albanesi. Similmente ad altri film in programma, quest’opera rivela come l’emigrazione abbia portato alla formazione di una comunità transnazionale che si identifica con entrambe le culture e vive sospesa tra l’Italia e l’Albania. Il festival ci permetterà di comprendere come le transizioni sociali e demografiche hanno condizionato le vicende dei due Paesi in modo parallelo oltreché interdipendente. I cortometraggi “Eden abbandonato” (2002) di Eno Milkani e “La strada vecchia” (2019) di Damiano Giacomelli, attestano la sensibilità degli autori verso i contesti provinciali che sono stati dimenticati e spesso danneggiati dai grandi cambiamenti sociali indotti dalle transizioni politiche ed economiche che hanno riguardato l’Italia e l’Albania.

In questi contesti le attività quotidiane sono scandite da una ritualità precisa e quasi atonica che aspetta di essere sconvolta da un incontro casuale o da un evento insperato. L’opera “Una vita con te” (2020) di Erjon Kame, che viene presentata per la prima volta al pubblico in questo festival, mette in scena una parte importante dell’Albania attuale, ovvero la “classe media” che è sorta alla fine del periodo di transizione. L’ambiente professionale e interpersonale con il quale due giovani sposi si devono misurare, dimostrano che gli sconvolgimenti degli anni Novanta hanno segnato in modo permanente la società albanese. Il progetto è vincitore dell’Avviso Pubblico Estate Romana 2020 – 2021 – 2022, fa parte di ROMARAMA 2020 il palinsesto culturale promosso da Roma Capitale, ed è realizzato in collaborazione con SIAE. “Albania, si gira! Festival del cinema albanese 2-ed. Transizioni” è un progetto ideato da Fabio Bego sotto la direzione artistica di Fabio Bego e Nensi Bego, organizzato da CulturalPro in partenariato con l’Archivio Centrale di Stato del Cinema d’Albania, il Ministero della Cultura Albanese; il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica d’Albania in Italia e il sostegno accademico dell’Associazione Italiana Studi di Storia dell’Europa Centrale e Orientale; media partener Integra Onlus, Associazione Questa è Roma, Associazione Foleja.

MODALITA’ DI PRENOTAZIONE ALL’ARENA ALL’APERTO ETTORE SCOLA

 Quest’anno, a causa dell’emergenza sanitaria, sono previste modalità particolari di accesso per la tutela della salute e la sicurezza degli spettatori. Ci si può registrare alle serate a partire da due ore prima dall’inizio dell’evento con un controllo e una distribuzione dei posti attivata presso la portineria di Casa del Cinema; l’accesso sarà consentito un’ora prima delle proiezioni con posto garantito; gli spettacoli saranno a titolo gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

 INFO PER IL PUBBLICO: Telefono: 3499339468 E-mail : [email protected] Sito web: http://festivaldelcinemalbanese.it Altri contatti: Facebook @albaniasigira Instagram Instagram.com/festivaldelcinemalbanese Twitter @CinemaAlbanese ASSOCIAIZONE CULTURALPRO

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