“Moltiplica la musica”: proposte per far emergere i musicisti nascosti  

La Fondazione Centro Studi Doc promuove la Call to Action per contrastare il lavoro sommerso nel settore della musica live. Tra i sostenitori anche CGIL, UIL e Alleanza delle Cooperative Italiane.

La Fondazione Centro Studi Doc, a seguito di una ricerca svolta sul lavoro irregolare e sommerso nel settore musicale, lancia la Call to Action “Moltiplica la musica”.
Obiettivo: raccogliere proposte per portare all’emersione del lavoro sommerso nel settore della musica live attraverso semplificazioni, innovazione, incentivi economici, riconoscimento di diritti dei musicisti. In occasione della prossima edizione della Milano Music Week, martedì 19 novembre 2019, saranno presentate le proposte raccolte nell’ambito di un dibattito dedicato all’interno di Casa Doc.

Tra i 2 e i 3 miliardi euro. Questo il preoccupante dato riferito al lavoro sommerso e irregolare nel settore della musica dal vivo. È quanto stima una ricerca condotta dalla Fondazione Centro Studi Doc, centro di ricerca della rete Doc che svolge attività di documentazione, formazione e condivisione per sostenere la dignità del lavoro.
 Il sommerso, impoverendo chi lavora nel settore, impoverisce tutto il Paese. Per contrastarlo è urgente il confronto con tutti gli attori in causa per trovare soluzioni. Con questo obiettivo la Fondazione Centro Studi Doc ha lanciato la Call to Action “Moltiplica la musica”. Operatori, istituzioni, sindacati, rappresentanti del governo, associazioni di categoria e chiunque sia interessato sono invitati a partecipare condividendo le proprie proposte di riforma per moltiplicare gli investimenti in musica e cultura, contrastare l’evasione fiscale e tutelare dignità e diritti dei lavoratori dello spettacolo, inclusi i giovani talenti.
 Alla Call to Action hanno già aderito con le loro proposte le rappresentanze sindacali di CGIL e UIL. Partecipano con le loro proposte anche vari attori del settore, quali le cooperative Fasolmusic e Doc Servizi, Doc Educational e NRG Coop, STEA, l’agenzia di management Doc Live, l’associazione di categoria dei live club KeepOn Live, l’associazione SOS Musicisti e ATS Milano sul tema della sicurezza. Tra i sostenitori della campagna si contano anche l’Alleanza delle Cooperative Italiane cultura (Legacoop, Confcooperative e Agci), Note Legali, la manifestazione MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti, l’associazione italiana di musicisti jazz MIDJ, Music Academy di Bologna e tutte le scuole del circuito LPEB.   

Ad oggi, tra le proposte raccolte dalla Fondazione tra gli operatori del settore figurano  le seguenti: semplificare le pratiche di pagamento delle prestazioni occasionali dello spettacolo non professionistiche e saltuarie; incentivare la vigilanza; riconoscere il valore sociale degli artisti e sostenere le loro tutele e garantire loro anche la sicurezza sul lavoro; prevedere incentivi economici per chi organizza musica dal vivo.
 «Il lavoro irregolare è ancora diffuso nell’ambito della musica live» sostiene Chiara Chiappa, presidente di Fondazione Centro Studi Doc. La fotografia scattata in Italia è chiara: «Il pagamento non regolare del musicista ha un’origine, quasi endemica, legata a locali e feste popolari in cui circola denaro contante “non tracciato”, a causa anche delle difficoltà burocratiche e delle scarse economie del settore».

«Il settore della musica dal vivo è caratterizzato da una spiccata poliedricità – dichiarano congiuntamente Emanuela Bizi di Slc-Cgil e Giovanni Di Cola di Uilcom –. Per questo motivo la legislazione, sia quella relativa al diritto del lavoro sia quella fiscale, deve sapersi adattare a diversi mondi e alle differenti esigenze. Il lavoro nero comporta evasione contributiva, fiscale e del diritto d’autore, per questo motivo bisogna agire sul versante delle semplificazioni e dei controlli e, in particolare, ottenere da un lato il rispetto dei contratti di lavoro sottoscritti e dall’altro affermare il diritto a un equo compenso e alla relativa contribuzione».

Se è vero che si tratta di sommerso e quindi di entità difficilmente calcolabili, è altrettanto vero che le cifre stimate sono significative e meritano una riflessione. Ed è quello che accadrà martedì 19 novembre alle ore 11.00 in occasione della prossima edizione della Milano Music Week a Casa Doc nella Casa degli Artisti (Via Tommaso Cazzaniga 89/A Milano). Nel corso dell’incontro “Moltiplica la musica. Proposte per far emergere i musicisti nascosti” saranno presentati i risultati emersi dalla Call to Action e si terrà un dibattito dedicato alle proposte da presentare al Governo.

Come Partecipare alla Call to Action
 Condividendo la propria proposta per far emergere dal sommerso il settore della musica.
Tutti possono partecipare inviando le proprie idee a [email protected].
Gli esperti della Fondazione lavoreranno per armonizzare tra loro le proposte di riforma. 

È possibile partecipare alla Call to Action anche senza inviare proprie proposte. Se si condividono quelle già raccolte, è sufficiente segnalarlo alla Fondazione che aggiungerà il logo del nuovo aderente all’iniziativa.

Diffondere l’iniziativa. Basta un click qui.

La ricerca
Condotta dalla Fondazione Centro Studi Doc, la ricerca è stata realizzata incrociando i dati dei report esistenti sulla filiera dello spettacolo (Io sono cultura di Fondazione Symbola e Unioncamere, Annuario SIAEVita da artisti della Fondazione di Vittorio, Io sono la musica che ascolto di _resetfestival e The Goodness Factory, Audizione della Cgil), con quelli delle istituzioni (Istat, Enpals-Inps) e con una ricerca effettuata sul campo da musicisti e organizzatori.

Palermo, settima edizione di “Illustramente”, il festival di letture per l’infanzia.

Dal 20 al 24 novembre a Palermo e nei suoi quartieri il festival “Illustramente”, per avvicinare i bambini al mondo della fiaba attraverso la lettura e l’ascolto. Un evento di quattro giorni che vedrà la partecipazione di illustratori e autori siciliani con mostre, workshop, letture e incontri.

Creature di rara bellezza, dalle sembianze umane da capo a busto e squamose code di pesce al posto delle gambe celate nelle profondità marine e decantate in favole e leggende: le sirene. A loro, figure marine dell’immaginario popolare, è dedicato “Illustramente”, la settima edizione del festival dell’illustrazione e della letteratura per l’infanzia dal 20 al 24 novembre a Palermo. L’evento, celebrato in occasione del trentennale della convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, organizzato da Coloré Cooperativa Sociale (nata per promuovere lo sviluppo del territorio e soddisfare le esigenze culturali dei bambini disagiati, disabili e normodotati) con direttore artistico Rosanna Maranto è dedicato a Livio Sossi, saggista ed esperto in letteratura per l’infanzia.

A dare risonanza al festival lo slogan: “Quando le sirene avevano le ali” (con riferimento alle fattezze delle figure mitologiche nel mondo greco) e la presenza di autori siciliani e illustratori pronti a diffondere l’importanza della lettura e dell’ascolto con workshop, incontri di studio, mostre e letture sul mondo della fiaba nei quartieri dove la lettura è assente. A dare il loro supporto sette biblioteche di: Pallavicino, Brancaccio, Zen, Capo, Sant’Antonino, Casa Professa e l’Archivio storico, come luoghi di incontro e di realizzazione di attività. 
Mercoledì 20 a Palazzo Steri, si parte con il convegno di apertura sul tema della fiaba e gli incontri in vineria al Sanlorenzo Mercato con illustratori e drammaturghi del mito.
Giovedì 21 Lina Prosa, parla dell’eroina Giovanna D’Arco, mentre Michelangelo Rossato, ideatore dell’immagine della sirena scelta per il festival, incontrerà i ragazzi del quartiere Zen alla biblioteca Giufà.
Venerdì 22 e sabato 23 sono previste visite guidate alla mostra di Zerocalcare allo spazio Zac della Zisa. Sabato saranno ricordati allo spazio Tre Navate ai Cantieri Culturali: Leonardo da Vinci e Andrea Camilleri, con un laboratorio di letture per bambini dai 4 anni in su.
Domenica 24 il gran finale con attività e lo spettacolo di chiusura “Palermo è fiaba”.

Una perla in uno scrigno prezioso: inattesa emozione per Aida al Teatro Verdi di Busseto

Zeffirelli (con Trespidi) non sbaglia nemmeno nel piccolo e Aida è ancora più… Celeste!

di Sergio Bevilacqua

Una vera sorpresa, il livello di soddisfazione ottenuto con questa Aida al piccolo teatro del paese di nascita del Cigno. Pensare a una messinscena di Aida a Busseto, con nella mente gli allestimenti sontuosi dell’Arena di Verona ove essa ha il suo tempio, su un palcoscenico largo molte volte quello del Teatro Verdi, faceva quasi sorridere. Come avrebbe fatto il Festival Verdi 2019 a cavarsela, senza un mare di critiche, in un’impresa così ardua?

Ma le vie dell’arte sono infinite, e chi… non risica non rosica! Ed ecco che, come per incanto (o per gusto della sfida…), l’opera trova ciò che non avremmo mai supposto in Aida: intimismo, sentimenti profondi, sfumature psicologiche, grandi effetti emotivi. Ci aspettavamo di sorridere con capre travestite da elefanti per occupare la scena così ridotta o di vedere marce trionfali realmente poco esaltanti: invece è stato l’amore per Radames, a giganteggiare in Aida e Amneris; il trionfo, al momento della marcia, appare visto da un’ottica intelligente che non tenta di competere con l’helicopter view dell’Arena, ma come l’avremmo vista quasi tutti, da sotto, a spinte, e braccia sollevate in segno di giubilo… Anche molti melomani cinicamente perplessi, sono stati spiazzati: che bella, questa Aida, che strana…! Non lì a sorprendersi di varie grandeur, ma di profondi sentimenti e tanta vera tragedia… Alcuni a dire: ecco perché l’Aida è un capolavoro verdiano, tra i primi cinque delle 27/28 opere sue (a seconda di come s’interpreta Aroldo-Stiffelio): c’è tanto romanticismo, non solo orientalismo o gusto della sorpresa scenografica!

Burçin Savigne è ottima nella presenza scenica del personaggio di Aida e in grande sintonia con Amneris (Maria Ermolaeva) e soprattutto con il bravo Radames del pomeriggio del 13 ottobre (Denys Pivnitsky), a sua volta a perfetto agio vocale e teatrale con la seconda. Un architrave lirica, questo trio, che avrebbe retto a mio avviso anche a Verona, e che ha giganteggiato a Busseto.

E arriviamo all’altro asset di questo bel successo del Festival Verdi 2019, oltre al coraggio impresariale (che credo di poter accreditare ancora una volta alla lucida mente della direttrice Anna Maria Meo): Zeffirelli, la cui regia è stata ripresa dall’intelligente Stefano Trespidi. Non è mancato nulla della grandezza di Aida, non gli elefanti e nemmeno… gli spazi! Trespidi capisce benissimo l’interpretazione zeffirelliana di Aida, che potremmo quasi definire “autentica” (cioè del maestro in prima persona), come il rimpianto Franco era capace di fare, mettendosi in contatto quasi spiritico con le anime libere degli operisti (così anche con Puccini, e Donizetti e Wagner): morto anche lui, Trespidi riesce in un altro, arduo esercizio medianico: in trance, diviene lo Zeffirelli di Aida a Busseto. Un bravo scandito al massimo per lui, e non (solo…) dall’oltretomba. Le scenografie sono perfette, e l’orchestra, pur ridotta in numero di elementi, se la cava alla grande anche sulla marcia trionfale, dove le trombe egizie (molto simpaticamente ricordate, nella loro povertà musicale, da Tullio Solenghi nel bell’intermezzo semi-ironico di sabato 18 ottobre all’Auditorium Paganini di Parma, “Letteralmente Verdi”) fanno tutto l’incanto.

Ed è stata una bellissima occasione davvero per ricordare il grande fiorentino Franco Zeffirelli, cosmopolita di gusto e civiltà a pochi mesi dalla sua morte. L’Arena di Verona, casa ideale sua come di Aida, quest’anno ha incentrato il suo festival proprio in questa celebrazione, ripresentando il suo grandioso Trovatore e la sua stupenda Traviata. L’elogio al grande maestro va ben al di là della sua ricerca di perfezione formale e di sorprendere con la magniloquenza: non c’è regia operistica che non debba fare i conti con la sua mente, con la sua sensibilità delle drammaturgie e delle loro messinscena. Nessun regista dovrebbe lavorare nell’opera lirica senza domandarsi, in modo consapevole o inconsapevole, “Come avrebbe fatto, il maestro sommo?”:

 (come nessun soprano cantare “Casta Diva” senza ricordare la Callas, o tenore “Nessun dorma” senza rievocare Pavarotti). E, allora, si eviterebbero tante bugie degli uni e degli altri per sostenere regie prive classe, senso e virtù… Viva Verdi, viva l’opera allora, e Zeffirelli, suo profeta!

MONCALIERI JAZZ FESTIVAL 2019 XXII edizione

Ventiduesima edizione per il Moncalieri Jazz Festival, che quest’anno si svolgerà dal 2 al 16 novembre tra Moncalieri e Torino.

La storica rassegna, che si pregia di far parte della neonata Federazione Nazionale “Il Jazz Italiano” attraverso l’Associazione “I-Jazz”, che raggruppa i più importanti Festival di Jazz in Italia, dedicherà i suoi appuntamenti musicali del 2019 al genio di Leonardo da Vinci, in occasione del cinquecentenario. Come di consueto, la manifestazione si svilupperà su due filoni principali: Aspettando Il Festival con la Notte Nera del Jazz – che quest’anno sarà “La Notte di Leonardo” – e darà il via ufficiale agli appuntamenti musicali; e il Festival vero e proprio, che nelle serate conclusive vedrà avvicendarsi grandi nomi del jazz nazionale ed internazionale.

L’inaugurazione di sabato 2 novembre vedrà coinvolti ben 100 musicisti, che si esibiranno nei locali e nelle vie del centro della città, oltre ad un concerto che coinvolgerà circa 300 coristi nazionali ed internazionali che occuperanno interamente la piazza centrale del Centro Storico. L’evento utilizzerà per la prima volta particolari cuffie wifi, che permetteranno a 500 spettatori di ascoltare il concerto scevro da qualsiasi altro rumore di fondo e in alta definizione acustica, ad impatto sonoro “Zero”, con un suono estremamente “pulito” fino a tre chilometri di distanza. Anche le luci avranno una loro importanza, con l’utilizzo di una tecnologia led capace di creare una vera e propria scenografia. Il concerto, ricco di un programma vario tra tradizione ed innovazione, vedrà coinvolti tra gli artisti Gegè Telesforo, Albert Hera, Serena Brancale, Daniela Spalletta, Carola Cora, Fabio Giachino, i Funk Off e Drum Theatre.

Lunedì 4 novembre avrà luogo il secondo concerto dedicato al genio vinciano: Leonardo e il foglio perduto, un’opera jazz, presentata in prima assoluta, composta e diretta da Stefano Fonzi e ispirata a due grandi opere di Leonardo conservate nei Musei Reali di Torino, “Il Codice del Volo” e “L’Autoritratto”. L’opera racconta il grande sogno (mai realizzato) di Leonardo, il volo, che per tutta la vita ha accompagnato i suoi studi: la macchina per volare che, completa, non compare nel Codice del Volo ma è disseminata tra gli appunti, i calcoli, gli schizzi.

Un racconto di fantasia avvincente dentro una cornice storica rigorosa. Il concerto, scritto in esclusiva per il Moncalieri Jazz Festival, si avvale anche di tecnologie all’avanguardia, che vedranno la proiezione di immagini, ottenute grazie alla concessione dei Musei Reali di Torino, rappresentanti l’Autoritratto e Il Codice del Volo, messi in relazione con altrettante foto e video del Pop.Up Next (Drone come mezzo di trasporto volante senza conducente) e la nuova auto gran turismo elettrica disegnata e realizzata nel 2019 con il nome “Da Vinci” in occasione del Cinquecentenario di “Leonardo da Vinci” disegnati e realizzati dall’Italdesign. Il prototipo è stato ideato, disegnato, progettato e costruito negli stabilimenti di Moncalieri. Per l’ingegneristica del genio italiano, la “Da Vinci” viene realizzata con una particolare apertura delle portiere ad “ali di gabbiano” collegandola ancora una volta al sogno del volo leonardesco. Gli interpreti d’eccezione, coinvolti in questo meraviglioso progetto, sono il solista jazz Paolo Fresu alla tromba e il vocalist Albert Hera, accompagnati e sostenuti da la Filarmonica Teatro Regio Torino e dalla Torino Jazz Orchestra. I testi dell’opera, scritti da Giommaria Monti, saranno letti ed interpretati da Pino Insegno.

L’Aspettando il Festival è il vero e proprio approfondimento musicale che fa del Moncalieri Jazz Festival, un evento musicale unico nel panorama regionale. Questa serie di eventi sono la vera e propria ossatura sulla quale si costruiscono i quindici giorni del festival, facendo della città un palcoscenico globale dove il pubblico è reso partecipe della kermesse musicale. Ai giovani e ai giovanissimi saranno dedicati, incontri con le Lezioni/Concerto per le scuole di ogni ordine e grado, con gemellaggi musicali. Molti dei concerti mirano ad inserire in un grande festival internazionale i giovani musicisti con concerti in cui saranno i veri protagonisti delle serate, come il gruppo di circa 300 coristi de “La Notte di Leonardo”, a cui verrà offerto a titolo gratuito un workshop e l’opportunità di esibirsi alla serata.

Tra gli artisti che si esibiranno nella “Notte di Leonardo” anche il giovane chitarrista di Finger Style Lorenzo Favero, il gruppo vocale “Real Circle Projet” con 9 giovani voci, i giovani talenti Simone Garino (sax), Emanuele Sartoris (pianoforte) e Dario Scopesi (contrabbasso) oltre a Antonio Stizzoli (batteria), che si esibiranno nell’enoteca più antica di Torino, oggi diventata la famosa Osteria Rabezzana.

Un altro punto di forza del Festival sono le periferie della città: con il progetto “Borgate in Jazz”. Il jazz di Moncalieri quest’anno arriverà a: Borgo Aje – Borgata Nasi – Borgata Testona e Borgo San Pietro, vedendo protagonisti i Fantomatik Orchestra e i “Brassers”, Brass Band composta da sette giovani talentuosi musicisti che marceranno lungo le vie delle Borgate.

Per il Jazz & Dintorni, saranno tre le location: All’Unitre con il “BEAT in 2” di Carola Cora (voce) e Francesco Tringali (chitarra); alla Famija Moncalereisa con il trio “My Song Book” di Maurizio Brunod (chitarra) Marco Bellafiore (contrabbasso) e Emanuele Sartoris (pianoforte) ed infine a “Il Gelato Artigiano” ci sarà “Carola Cora 4et” con Carola Cora (voce) Fabio Gorlier (pianoforte) Massimo Camarca (basso) e Gianpaolo Petrini (batteria).

Per la prima volta il MJF varca il palco del Jazz Club di Torino con un doppio Concerto: il primo con il trio torinese Diego Mascherpa (sax soprano) Alessandro Chiappetta (chitarra) e Saverio Miele (contrabbasso), il secondo con un quartetto proveniente dal centro Italia, capitanato dal grande saxofonista Venanzio Venditti 4et, con Venanzio Venditti (sax tenore) Roberto Tarenzi (pianoforte) Mauro Battisti (contrabbasso) Fabrizio Sferra (batteria).

Anche per questa edizione verranno toccati dei punti “sensibili” per la città, organizzando degli eventi con fini di divulgazione musicale per categorie deboli, nei quali verranno coinvolti in forma attiva gli stessi disabili. Sarà appunto il circuito “Il Jazz che Cura” a coinvolgere 4 strutture della città: R.S.A. Casa di Cura e di Riposo per Anziani Ville Roddolo”, il Centro di recupero psichiatrico e dipendenze, “Il Porto” e la “ Casa Famiglia Piergiorgio Frassati” una struttura moncalierese che ospita 10 utenti disabili fisici in cui viene offerta anche l’assistenza nelle esigenze quotidiane rispetto ai bisogni di cura, sostegno, relazione, mantenimento e recupero abilità. Grazie al patrocinio dell’Assessorato dei Servizi Sociali e attraverso l’Unione dei Comuni di: Moncalieri – Trofarello e La Loggia il circuito si allargherà anche al Centro Diurno Colombetto di Moncalieri con il progetto “Jazz & Ben-Essere” e le sue Circle Activities nei quali l’attività corale, ha il compito di dare forza alla relazione e all’attenzione del rispetto dell’essere.

Si conferma anche il progetto “Il Jazz va a Scuola”, con Lezioni/Concerto dedicate ai “Cartoons in Jazz” e ai protagonisti del Grande Jazz dalla nascita ad oggi. Quest’anno in particolar modo grazie al patrocinio dell’Assessorato all’Istruzione di Moncalieri e dell’Associazione Nazionale verrà organizzato anche un Work Shop per la Scuola Media ad Indirizzo Musicale “P. Canonica di Moncalieri” e il Liceo Classico ad indirizzo Musicale “Cavour di Torino”, che, per una giornata intera, vedrà gli studenti interagire con un Quintetto Jazz di Professionisti ed esibirsi insieme in un concerto.

Il Festival sempre attento alla valorizzazione delle bellezze architettoniche e culturali della città proporrà un grande doppio concerto nella sala della Regina, all’interno del Castello Reale di Moncalieri. Nella prima parte si esibirà un quartetto di giovani talenti di cui fanno parte due musicisti italiani ma che risiedono e frequentano il Jazz Campus di Basilea in Svizzera: si tratta del gruppo “Ibraelia 4et”: Giovanni Vicari chitarra e voce, Francesca Gaza al pianoforte e voce, Naday Erlick al contrabbasso ed Jordi Pallares alla batteria. Saranno loro a rappresentare il grande valore jazzistico dei nostri connazionali residente all’Estero attraverso il Patrocinio del Consolato d’Italia in Basilea e del Comites di Basilea (Svizzera). Il secondo “Emanuele Cisi 4et”, grande saxofonista torinese di nascita, che invece rappresenterà il nostro jazz italiano. Lo stesso Cisi è un musicista apprezzato a livello internazionale da tutto il mondo jazzistico e non. Porterà al MJF 2019 il progetto dedicato a Lester Young “NO EYES – Looking at Lester Young” per il quale quest’anno ricorreranno i 60 anni della sua morte e i 110 della nascita. In tale occasione, Cisi, sarà accompagnato da un trio d’eccezione riconosciuto da tutto il pubblico del mondo jazzistico: Dino Rubino al pianoforte e flicorno, Marco Micheli al contrabbasso ed Adam Pache alla batteria.

Le tre serate finali della XXII edizione del Moncalieri Jazz Festival 2019, intitolate “Dal Jazz Rock al Progressive” partiranno giovedì 14 novembre con “AREA ARTI&MESTIERI”, un doppio concerto per due grandi gruppi che vedrà esibirsi gli Arti&Mestieri in Essentia e gli Area in Open Project.

La serata di venerdi 15 novembre sarà invece divisa in due parti: la prima dedicata al cinquantesimo anniversario della Pro Loco di Moncalieri, che sarà anche l’occasione per dare un Premio Speciale alla carriera ad un ospite speciale nel genere musicale del Progressive, Vittorio Nocenzi, fondatore del Banco del Mutuo Soccorso; la seconda parte vederà protagonisti in concerto i Quintorigo.

Sabato 16 novembre il festival si concluderà con il concerto di James Senese Napoli Centrale, musicista che, in 50 anni di carriera, ha attraversato trasversalmente la canzone italiana, passando per i seminali Showmen, i Napoli Centrale e collaborazioni con l’amico indimenticabile Pino Daniele.

Calabria archeologica con Echi dall’oltretomba

Sabato 26 ottobre 2019, alle ore 18.30, il Progetto VIDE – Viaggio dell’Emozione fa tappa a Gioia Tauro (Reggio Calabria) presso il  Museo archeologico Mètauros con Echi dall’oltretomba.

VIDE, ideato dal Polo museale della Calabria e realizzato col sostegno della Regione Calabria, ha lo scopo di promuovere e mettere in rete i 16 istituti culturali statali afferenti al Polo museale della Calabria.

L’esposizione − che coinvolge 16 reperti evocativi del tema del viaggio dislocati su tutto il territorio regionale all’interno dei contesti museali di appartenenza − traccia una road map che da cammino fisico diventa esperienza emotiva coinvolgendo l’intera rete di connessioni esistenti tra le sedi del Polo e i paesaggi culturali in cui esse insistono. 

Grazie al file rouge che concettualmente unisce le sedici tappe il visitatore diviene viaggiatore e attraverso il caleidoscopio di proposte potrà trarre nuove prospettive e suggestioni dal paesaggio culturale calabrese e ritrovarsi immerso nel sistema museo-territorio frutto delle stratificazioni culturali e antropiche che nel tempo sono sedimentate.

Il Museo archeologico Mètauros ha scelto di valorizzare all’interno della collezione esposta un’anfora di produzione Calcidese (550-500 a.c.), pezzo iconico, facente parte di un nucleo proveniente da un corredo funerario della necropoli in uso tra VII e V secolo a.C.

Il reperto scelto nei suoi caratteri e decori ed il suo contesto rappresentano un’occasione per intraprendere un viaggio nel viaggio alla scoperta dell’affascinante mondo di gestualità rituali e tradizioni strettamente legate alle necropoli e al rito della deposizione.

Il Museo archeologico Mètauros è afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello.

Questo, di seguito riportato, il programma curato dalla dottoressa Simona Bruni, referente del Museo gioiese.

Ore 18.30 – Presentazione del Progetto VIDE –Viaggio dell’Emozione:

Echi dall’oltretomba

Intervengono:

Dott.ssa Antonella Cucciniello, Direttore Polo museale della Calabria

Dott. Aldo Alessio, Sindaco di Gioia Tauro

Dott.ssa Simona Bruni, Funzionario responsabile Museo Mètauros

a seguire

Conversazione itinerante sulle necropoli di Mètauros

a cura della Dott.ssa Rossella Agostino, Funzionario archeologo

Visita istallazioni abiti scultura artista Immacolata Melito

Palermo: allo spazio Zac arrivano i fumetti di Zerocalcare

Il fumettista Zerocalcare a Palermo con la mostra: “Scavare fossati, nutrire coccodrilli”dal 25 ottobre al 12 gennaio 2020 allo spazio Zac. Quattro le tappe che si intrecciano nella sua vita,dai fumetti più divertenti del suo blog, a quelli politici dei centri sociali.

Il ritornello di un prodotto anticalcare, scelto casualmente davanti alla tv di fronte ad uno spot, come nickname per prendere parte ad una discussione su Internet: Zerocalcare. Un nome ed uno stile artistico, che hanno determinato la consacrazione del fumettista italiano Michele Rech, nato a Cortona nel 1983 e cresciuto nella periferia di Roma, scenario delle sue prime storie, che si distinguono per il legame con la scena underground ed il suo impegno civile. A lui è dedicata la mostra “Scavare fossati, nutrire coccodrilli”, dal 25 ottobre al 12 gennaio 2020 allo spazio Zac presso i Cantieri culturali della Zisa di Palermo, promossa dal Servizio Musei e Spazi Espositivi del Comune di Palermo, realizzata dal Maxxi, Museo nazionale delle Arti del XXI secolo e co-prodotta da Minimondi.

Per l’occasione, è stato ricreato uno spazio unico, con i personaggi delle sue avventure che tappezzano le pareti ed il pavimento, inteso come una stiva di una nave dove, dagli oblò, si vedono le lontane periferie. Un viaggio, durante il quale i visitatori avranno la possibilità di attraversare quattro aree tematiche, simbolo delle fasi della vita artistica del fumettista: “Pop”, riguardante gli esordi; “Tribù”, degli anni dell’underground; “Resistenza e politica”, con l’alternanza di fatti di cronaca e politica italiana ed infine “Non-reportage”, su eventi di cronaca interna ed internazionale (dal primo blog del 2011 a Kobane Calling!).

Arte in primis, ma anche veicolare un messaggio importante, quello che il fumettista ha dichiarato ai microfoni de La Repubblica: «“Siamo tutti sulla stessa barca”-dice Zerocalcare– è il tema del disegno, ma è anche quello che penso in generale rispetto ai posti in cui viviamo ed ai quartieri in cui abitiamo dove, invece di entrare in competizione tra chi ci abita, dovremmo valutare il fatto che tutti condividiamo assieme l’assenza dei servizi e tutto quello che abbiamo intorno. È molto più quello che ci unisce, che quello che ci mette a ingherellarci tra di noi». 

Alera, il futuro passa da qui

Nasce Alera, associazione di promozione sociale, presidente Laura Mancini affiancata dal vice-presidente Valerio Monda .

Di Simona Arcuri

In data 20 Ottobre 2019 si è tenuta il convivio di presentazione di Alera, associazione di promozione sociale, presso la prestigiosa location di Palazzo Falletti in Roma. L’evento inaugurale, unico nel suo genere, ha dato il via ufficiale ad Alera ed ai suoi progetti imminenti e futuri, manifestando sin da subito l’interesse di importantissime personalità di spicco del panorama nazionale ed internazionale. Ad aprire il sipario, e fungere da moderatore d’eccezione, è stato il grande attore di cinema e teatro Gianni Dal Maso (Romulus, prossimamente sugli schermi di Sky TV), il quale ha sapientemente abbinato una curata descrizione dell’associazione al calore della comunicazione. Alla presenza del Presidente di Alera, Laura Mancini, si sono alternati gli interventi espositivi dei relatori. Il Dott. Valerio Monda, vice-presidente di Alera, ha voluto omaggiare la presenza degli ospiti d’onore intervenuti, su tutti da segnalare: Principe Danilo Moncada (Principe reggente della Famiglia Moncada Zarbo di Monforte), Comm. Annamaria Croce (Commendatore della Repubblica), Eleonora Vallone (attrice e presidentessa di Aqua Film Festival) e Giovanna Rossi (Regione Lazio, Settore Sanità).

Inoltre, il Dott. Monda ha voluto sottolineare con enfasi lo spirito di solidarietà dell’associazione, promuovendo con vigore il sostegno alla stessa. Di Laudo Luca Alberto, direttore artistico, ha invece evidenziato l’importanza dell’interconnessione di contenuti, del co-working e del know how all’interno delle tradizioni e delle filosofie di mercato passate e presenti.

L’intervento dell’Ambasciatore ufficiale di Alera, il Prof. Leonardo Dini, sulla tematica delle interazioni tra Ambasciate, ha suscitato l’interesse collettivo sulle opportunità di una corretta comunicazione tra Enti Ministeriali, pubblici, privati e di rappresentanza.

La sala gremita ha infine avuto modo di apprezzare un sunto di Daniele Nicoletti, poeta e scrittore già individuato da Alera come esempio completo di espressione della capacità artistica.

Si ringraziano per l’organizzazione dell’evento: Palazzo Falletti, Via Panisperna 207, per aver reso disponibili le sale di ricevimento, ed Eremito, hotel dell’anima, come sostenitore di Alera.

‘I due Foscari’ al Festival Verdi di Parma. Stefan Pop, un Pavarotti in Paradiso?

Uno spettacolo eccellente, e anche l’audace regista Leo Muscato trova un pregevole equilibrio.

di Sergio Bevilacqua

Parliamo subito del tenore Stefan Pop: la sua presenza in scena è sempre altruistica e leggiadra (so quel che scrivo, l’arte cambia i connotati). L’ho visto sempre bravo, anche quando era perplesso, da ultimo come Jacopo Foscari al Festival Verdi 2019, e sapete perché? Lui canta per noi, dal suo vero cuore e, per farlo, deve cantare per i suoi colleghi di scena: Stefan è Achille, grande professionista al servizio degli Achei, prima che della vittoria su Troia, che è la seconda cosa che gl’importa. Un vero primouomo, mai primadonna. E Troia siamo noi, che l’ascoltiamo, e ci conquista con l’intelligenza della sua presenza scenica individuale e integrata. Per questo sosteniamo Stefan Pop: perché, magari rinunciando a qualche personalismo da star, lui è “l’opera”, cioè l’impresa, d’intrattenere ad alti livelli in squadra complessa, che richiede tanta flessibilità e comprensione reciproca tra gli artisti e tra le arti… Quante, le arti comprese nell’Opera!

Pensate: Musica, e di Verdi e Arrivabene il 6 ottobre non si discute; Canto lirico, ed erano grandi i cantanti ne “I due Foscari”; Regia teatrale, bravissimo il non-mio-amore Muscato; Costumi, impeccabili; Scenografia, geniale, con un cerchio in mezzo al palcoscenico che dona continuità e magia alla messinscena, da fare invidia ad altri “cerchi magici”; Letteratura (testi e libretto) di ottima drammaturgia, cioè Byron e un lucido Francesco Maria Piave. Ma fatemi riparlare di Stefan Pop, perché è il caso di fare il punto sulla fase di maturazione di questa splendida realtà del canto lirico contemporaneo: con il suo sano modo di stare in scena, Stefan lavora benissimo in squadre di smaliziati professionisti, che non hanno nessuno da incantare perché hanno già incantato l’incantabile col canto loro (sembra uno scioglilingua), niente da dimostrare più salvo il nostro piacere di uno spettacolo elevato. E allora eccolo brillante accanto a Stoyanov (in grandissima forma canora e teatrale), Katzarava e Prestia, tutti bravi come gli altri, come il coro e il direttore d’orchestra Arrivabeni, che non deve fare le fatiche di Ivan Campa in Nabucco per “Ricci e capricci”.

Questo “gioco di squadra” è una condizione magistrale dell’opera lirica, del teatro musicale: quanto meno i componenti della squadra (anche singolarmente eccellenti) combinano, tanto più il risultato è a rischio. Perché infatti scrivo che Pop è primouomo e non primadonna: perché non sentendosi star, ma essendo spesso il punto di riferimento dello spettacolo, come accade frequentemente al tenore nell’opera lirica, insieme al soprano, si fonde nell’opera e lascia spazio agli altri fattori e artisti. È già capitato, recentemente, sempre sul palco del Regio in un bel Rigoletto con Leo Nucci che si ritirava dalle scene, anche se lo abbiamo rivisto poi più volte e con piacere, anche al Gala Verdi di quest’anno in ottima forma: il bravo Pop lasciò a Nucci tutto lo spazio che meritava una ricorrenza del genere, per un grande come lui.

Mai avremmo potuto chiedere altrettanto a Pavarotti, che era un leone di indole e anche di comportamento, e i registi sanno che cosa significa: l’opera girava intorno a lui, era lui il sole e tutto il resto erano elementi orbitanti. Che importa se la sua luce e il suo calore li bruciavano, come all’inferno… Invece dove c’è Pop, c’è armonia, l’opera (I Due Foscari) appare equilibrata e apollinea e tutti hanno la loro vera e meritata gloria, sotto una regia equilibrata e sapiente.

La voce è buona anzi ottima, ancora un poco di coraggio e davvero Pop, nel dolce gravitare dei sistemi operistici di cui è parte, figurerà ai posteri come un Pavarotti in Paradiso.

Stagione di successo per la Fortezza di ‘Le Castella’, a Isola Capo Rizzuto in Calabria

Oltre 20.000 visitatori da luglio a ottobre 2019. Al lavoro per pronta riapertura

Oltre 20.000 persone hanno visitato la fortezza di “Le Castella” a Isola Capo Rizzuto (Crotone) tra il 16 luglio e il 15 ottobre del 2019. Tre mesi di intensa attività in uno dei luoghi più suggestivi e visitati della Calabria, sito culturale del Polo museale della Calabria che ha ospitato mostre e eventi realizzati in collaborazione con enti locali e associazioni culturali, quali l’opera d’arte partecipata Trenodia promossa da Matera Capitale Europea della Cultura 2019 a cura di Mariangela e Vinicio Capossela.

L’iniziativa di riapertura temporanea del monumento, che terminerà il prossimo 16 ottobre, ha avuto un tale successo da indurre il Polo museale a replicare quanto prima questa esperienza, non appena termineranno i necessari lavori di manutenzione straordinaria.

Questo risultato è stato reso possibile dalla fattiva collaborazione tra il Segretariato regionale, il Polo museale e la Commissione Straordinaria del Comune di Isola presieduta dal dott. Domenico Mannino, sottoscrittori dell’accordo di valorizzazione, e l’Agenzia del Demanio, la Guardia Costiera, la Riserva Marina e la Commissione stessa, con il decisivo impulso e coordinamento del Prefetto di Crotone S.E. Ferdinando Guida.

Ne danno congiuntamente notizia Antonella Cucciniello, direttore del Polo museale della Calabria, e Salvatore Patamia, segretario regionale MiBACT per la Calabria, che insieme al direttore del sito, architetto Rossana Baccari, e al vice-direttore, dottor Gregorio Aversa, ringraziano per il servizio prestato il personale dipendente del Ministero e l’associazione senza scopo di lucro Pro Loco Le Castella, selezionata per lo svolgimento di attività di accoglienza e promozione mediante avviso pubblicato dal Segretariato.

1ª Fiera dei Musei della Magna Grecia e della Sicilia

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia 19 – 20 ottobre 2019

Sabato 19 e domenica 20 ottobre 2019  a Vibo Valentia, il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia celebrerà la 1ª Fiera dei Musei della Magna Grecia e della Sicilia.

In queste giornate lo sguardo sarà rivolto all’intera Italia Meridionale con un’attenzione particolare verso i luoghi della cultura che ospitano le importanti testimonianze della colonizzazione greca, di cui la polis di Hipponion costituiva il centro geografico.

Con questa 1ª Fiera dei Musei della Magna Grecia e della Sicilia ogni museo partecipante illustrerà il proprio patrimonio archeologico, divenendo così occasione condivisa di conoscenza delle testimonianze di ciascun museo attraverso l’esposizione di materiale divulgativo e la presentazione di un contributo relativo ad un particolare e significativo reperto o contesto archeologico.

Tra gli obiettivi della Fiera vi è quello di promuovere i siti e le destinazioni di richiamo archeologico tra  gli operatori turistici e culturali, i viaggiatori e gli appassionati; negli spazi aperti del castello, saranno infatti allestiti degli stand, ove i musei potranno informare i visitatori attraverso materiale illustrativo cartaceo e multimediale. In tale occasione, domenica 20 ottobre prossimo alle ore 10.30,  sarà realizzato un workshop che vedrà coinvolti istituzioni museali, enti pubblici e tour operator, per avviare un processo di sinergia tra turismo e cultura che possa conferire, attraverso le nuove tecnologie, maggiore attrattività al prodotto turistico con una promozione integrata di luoghi, eventi, prodotti e servizi.

Nel corso della manifestazione sarà presentato il progetto VIBO IN BUS promosso dalla Pro-Loco di Vibo Valentia e dall’APRT Calabria; il progetto ha come fine quello di incentivare l’uso dei mezzi pubblici attraverso la diffusione di volantini e brochure informativi nei quali sono indicati gli orari e i collegamenti, urbani ed extraurbani, della provincia.

L’iniziativa è parte integrante delle celebrazioni per il 50° anniversario dell’istituzione del Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia diretto dalla dottoressa Adele Bonofiglio, afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello.

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