Tecno al fianco del Teatro San Carlo per la ripresa della stagione Lirica a Piazza Plebiscito con la Tosca di Puccini e l’Aida di Verdi

L’azienda, fondata da Giovanni Lombardi, negli ultimi tre anni con il suo “Progetto cultura” ha finanziato con più di 350 mila euro progetti in arte, cultura e social responsability

Tecno (www.tecnosrl.it) conferma il suo impegno per la cultura supportando il Teatro San Carlo per la ripresa, a Piazza Plebiscito, della stagione lirica dopo la brusca interruzione dovuta all’emergenza Covid-19. La lirica riparte a Napoli con l’esecuzione della Tosca di Puccini e dell’Aida di Verdi, questa sera con la prima serata aperta al pubblico, dopo il successo della prova aperta da sold out di Tosca dedicata a medici, infermieri e personale sanitario in prima linea contro l’emergenza.

Il supporto al Teatro San Carlo rientra in una strategia articolata di Tecno che vede il gruppo con il suo “Progetto cultura” supportare alcune delle più importanti Istituzioni culturali italiane e che ha visto l’azienda già al fianco del San Carlo per l’acquisto dell’innovativo tappeto da danza ammortizzante ‘Harlequin’.

L’azienda, fondata da Giovanni Lombardi nel 1999, negli ultimi tre anni ha finanziato, con più di 350 mila euro progetti in arte, cultura e social responsability. Tecno è un gruppo industriale leader nei servizi alle imprese per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale, conta oltre 3000 aziende clienti in tutti i settori industriali; nel 2005 Tecno è stata una delle prime aziende italiane a conseguire la qualifica di ESCo – Energy Service Company – accreditandosi presso l’AEEG (Autorità Energia Elettrica e Gas), per certificare gli interventi energetici.
L’azienda ha il suo quartier generale a Napoli alla Riviera di Chiaia in Palazzo Ischitella, e sedi a Milano, Bologna, Berlino e Parigi, ed è molto attenta al mondo delle arti con il suo “Progetto Cultura”.
All’interno del Progetto anche il supporto al Museo e Real Bosco di Capodimonte, di cui Lombardi è presidente dell’Advisory Board e al Progetto di Borsa Italiana “Rivelazioni – Finance for Fine Arts”, che promuove la collaborazione pubblico-privato per la raccolta di risorse destinate al restauro e alla digitalizzazione di opere d’arte dei più importanti musei italiani.  

“E’ una grande emozione- continua Lombardi- supportare la ripresa della stagione lirica del Teatro San Carlo, uno dei simboli più forti della nostra città. Siamo orgogliosi che il Teatro San Carlo torni a far emozionare i suoi innumerevoli estimatori, con le sue opere, la sua musica, il suo coro, e riprenda a promuovere la cultura, la bellezza, e noi come Gruppo siamo sempre al fianco delle realtà del nostro territorio, che educano al bello e alle arti”.

L’azienda nel 2019 ha ricevuto, tra gli altri, il premio internazionale EBA National Winner 2019, promosso da European Business Awards; il Gruppo ha vinto per la seconda volta il premio Best Managed Companies di Deloitte ed ha conseguito la certificazione di Elite, il programma di Borsa Italiana per le aziende ad alto potenziale.

Tornano i festival di teatro contemporaneo di Officine Papage in Liguria e Toscana

Da Piero Ciampi a Asimov per raccontare la distanza, e definire insieme il percorso minimo tra due punti necessario ad aprire le porte del sogno. 23 luglio / 30 agosto – Toscana (Pisa e Grosseto) Festival delle Colline Geotermiche – La libertà in un metro. 24 luglio / 30 agosto – Liguria (Genova e La Spezia). Festival Nuove Terre – le Arti della Scena – Fattore di protezione minimo un metro

44 gli eventi previsti. 2 prime assolute. 3 eventi site specific. Tra i molti protagonisti, Arianna Scommegna (“E bastava un’inutile carezza a capovolgere il mondo” 23/07 Monterotondo – 24/07 Moneglia)Bernabeu-Covello (“Un po’ di più” 27/07 Bonassola – 28/07 Monterotondo), Sleep Collective (“Festa della Madonna della neve” 02/08 Framura – 15/08 “Sleeping Concert” Pomarance) – Sacchi di Sabbia (“Andromaca” 06/08 Deiva Marina) – Massimiliano Civica (”Scampoli” 07/08 Pomarance – 08/08 Bonassola), Pan Domu Teatro (“Assenza sparsa” 10/08 Framura), Magda Clan Circo (prima assoluta  – “One Step Beyond”- 11/08 Deiva Marina – 13/08 Castelnuovo) Le Vie del Fool (“Baccanti” 12/08 – in versione site specific al Parco geotermico delle Biancane di Monterotondo), Officine Papage (prima assoluta – “Distanze Possibili” 16/08 Pomarance – 18/08 Framura – 30 agosto platee diffuse), Teatro della Caduta (“Madama Bovary” 25/08 Framura – 26/08 Monterotondo), Mario Perrotta (“Un Bes” 29/08 Deiva Marina).

Officine Papage dedica alla Distanza come opportunità di espressione e immaginazione l’edizione 2020 dei due festival estivi di teatro italiano contemporaneo che la compagnia teatrale diretta da Marco Pasquinucci e Annastella Giannini organizza ogni anno: Il Festival delle Colline Geotermiche (23 luglio / 30 agosto – Liguria) e il Festival Nuove Terre – Le Arti della Scena (24 luglio/30 agosto – Toscana). Da Piero Ciampi a Asimov, tra i colori della riviera ligure e i panorami suggestivi delle colline geotermiche toscane, si alternano spettacoli live e online, eventi site specific, laboratori e concerti. La proposta, nata da un lungo e profondo confronto con le comunità locali e le loro esigenze, tenta di sperimentare le molteplici declinazioni del tema nel tempo e nello spazio, scoprendo nuovi luoghi nei territori consueti e nuove modalità nella relazione pubblico/attori.

Al centro del lavoro c’è la volontà di approfondire il rapporto con la vita quotidiana delle persone, inserendo, accanto a nomi di artisti affermati o emergenti di successo, iniziative sviluppate insieme a pubblico, giovani e realtà territoriali, ma anche una grande attenzione al paesaggio che ospita gli eventi. In questo senso si colloca l’allestimento site specific tra i fumi del Parco delle Biancane dello spettacolo Baccanti firmato Le vie del Fool (Monterotondo M.mo, mercoledì 12 agosto), e la partecipazione di Electropark Festival, con il Concerto contemplativo per spiaggia immaginaria di domenica 2 agosto a Framura (La Spezia) per la Festa della Madonna del Mare  e, nella notte di ferragosto (dalle 23 fino al giorno dopo) lo Sleeping Concert di Les Giants, Mishah, Ermete Trismegisto, Matteo Saltalamacchia e Confindustrial Sinfonietta che accompagneranno con le loro note ipnotiche il pubblico, addormentato nel verde del parco di Pomarance, fino all’alba. La mattina del 16 agosto (alle ore 8, nel vicino boschetto di Gallerano) parte il primo ‘doppio’ appuntamento con la nuova produzione di Officine Papage, che prosegue in serata sempre in Toscana e il 18 in Liguria. Ispirato al mondo di Isaac Asimov, il progetto si intitola “Distanze possibili”, frutto di un lavoro collettivo durato 4 mesi, nato da un’idea di Marco Pasquinucci e Caterina Simonelli, con la drammaturgia di Mariagiulia Colace. Un tentativo di misurare la distanza tra il presente e un possibile nostro futuro che sarà articolato in 4 titoli e 12 date: Soliloqui positronici, Il fuorigioco di Orione ovvero Partitella di pallone per fuggire alla morte, L’imbarazzo dell’infinito. Esperienza per spettatore solo (allestimento in fase di studio che sarà in scena per un’intera settimana nella grande Arena Geotermica di Larderello, dal 21 al 27 agosto) e l’evento crossmediale End Meeting For All – Isaac Asimov Reprise che domenica 30 agosto – grazie alla piattaforma zoom e alla possibilità di collegamento telefonico – chiuderà contemporaneamente le due kermesse gemelle unendo le platee di Liguria e Toscana.

www.officinepapage.it

L’ultima voce dei “BIG SIX” se n’è andato: addio a John Lewis

 Attraverso i decenni, non solo ha dato tutto sè stesso alla causa della libertà e della giustizia, ma ha ispirato generazioni che lo hanno seguito per cercare di essere all’altezza del suo esempio

di Andrea Cavazzini

John Lewis icona per i diritti civili in USA è morto la scorsa settimana a 80 anni dopo una lunga malattia, una voce potente contro il razzismo e strenuo difensore dei diritti umani fino alla fine della sua vita, espresse il suo sostegno al movimento “Black Lives Matter”, all indomani della tragica gestione dell’arresto di George Floyd che sfociò nel suo omicidio ad opera della Polizia.

Attraverso i decenni, non solo ha dato tutto sè stesso alla causa della libertà e della giustizia, ma ha ispirato generazioni che lo hanno seguito per cercare di essere all’altezza del suo esempio.

Lewis, è stato uno dei “Freedom Riders” che si è battuto per un pari trattamento a bordo degli autobus e subì durante il così detto “Bloody Sunday” nel 1965 un pestaggio selvaggio ad opera delle forze dell’ordine dello Stato “bianco” dell’Alabama che gli procurò la frattura del cranio, mentre dimostrava per il diritto al voto dei neri, alla testa del corteo con i pugni serrati nel cappotto,

Fu il più giovane e ultimo sopravvissuto dei sei attivisti( Big Six) per i diritti civili nel gruppo guidato da Martin Luther King   che conobbe per la prima volta a soli 18 anni, continuando a svolgere un ruolo vitale nel movimento per i diritti civili che si batteva per l’uguaglianza dei neri in un’America alle prese con il fanatismo razziale e la segregazione negli stati del sud. Nella sua lunga militanza fu arrestato per ben 40 volte negli anni ’60 e altre cinque come membro del Congresso.

Il giorno del voto di impeachment del Presidente Trump disse: “Quando vedi qualcosa che non è giusto, hai l’obbligo morale di dire qualcosa e soprattutto di fare qualcosa. I nostri figli e i loro figli un giorno ci chiederanno “Che cosa hai fatto’, Che cosa hai detto?”

La sua prima protesta non violenta, scrisse nel suo libro “Cammino con il vento”, fu contro la madre ed il padre che volevano uccidere le galline e venderle al negozio di dolciumi dietro casa, per barattarle con farina e zucchero-. Era un giovane studente di teologia nel 1961, quando alla radio un giorno ascoltò un discorso di Martin Luther King, parole che colpirono profondamente John che decise di scrivergli ricevendo in risposta un biglietto dell’autobus e un invito ad andare a trovarlo. Era il periodo dell’amministrazione Kennedy con John alla Presidenza e Robert al Ministero della giustizia che si era impegnato per superare il principio “liberi ma separati”, odioso e dilagante pregiudizio, retaggio dell’epoca coloniale che ammorbava quell’America alle prese anche con le prime contestazioni studentesche, che sarebbero poi esplose nel ’68 con la recrudescenza della guerra in Vietnam. Contestazioni che misero a nudo tutto il fallimento politico e sociale di una Nazione stretta nella spirale del maccartismo che contribuì a creare un oscurantismo ideologico con la messa all’indice di tanti artisti e intellettuali primo fra tutti Charlie Chaplin.

John Lewis ha rappresentato la coscienza gentile, di una parte dell’America, ma anche di intere generazioni di liberal di tutto il mondo che hanno sempre mal tollerato  il razzismo sistemico degli USA,  evitando al contempo  di confrontarsi  con i misfatti e gli orrori  perpetrati dal colonialismo e mettendo a nudo l’incapacità di non fare nulla al riguardo.

‘Ether il quinto elemento’ incontra Cristina Siciliano, amministratore delegato e vicepresidente di Armando Curcio Editore

Innovazione, cultura, formazione, internazionalizzazione e un investimento che guarda a teatro e nuova drammaturgia, queste le linee guida di Armando Curcio Editore

Di Macri Martinelli Carraresi

‘Ether, il quinto elemento’ incontra l’editrice Cristina Siciliano, vicepresidente di Armando Curcio Editore alla guida della prestigiosa casa editrice, fondata nel 1927 da Armando Curcio, commediografo, sceneggiatore ed editore che inseguendo un sogno fondò una delle più innovative proposte editoriali del tempo.  Innovazione, intuizione e “sogno” sono ancora oggi le principali linee guida della nuova Armando Curcio che ha come vicepresidente e amministratore delegato la professoressa Cristina Siciliano. Molte sono le attività che completano la missione di Armando Curcio editore e puntano soprattutto su didattica, in linea con le indicazioni del MIUR, cultura, famiglia e innovazione.

Tra i fiori all’occhiello della Armando Curcio, la scuola digitale Armando Curcio, piattaforma didattica interattiva per la scuola primaria e secondaria, l’Istituto Armando Curcio, in linea con i processi di internazionalizzazione aziendale volto a formare il profilo di esperto linguistico d’ impresa, il Premio Armando Curcio per le attività Creative, aperto a tutti gli allievi delle scuole di ogni ordine e grado, nato per valorizzare la creatività dei ragazzi e, ultima nata, la Collana Il volo di Calliope, ideata e curata da Isabel Russinova e Rodolfo Martinelli Carraresi, collana di teatro  rivolta alla drammaturgia contemporanea che vuole raccogliere le antologie dei più significativi autori teatrali. La Collana è disponibile in ebook presso Curcio Store, che raccoglie l’ampio catalogo di proposte editoriali  che spaziano dalla narrativa ai libri per bambini, alla saggistica, ai libri d’ arte ed ora anche al teatro.   

Banksy come il mitico Zorro lascia il segno per denunciare i mali odierni

Bansky, artista o “arte-terrorista” come ama definirsi, sfacciato e un po’ guascone, lascia traccia del suo passaggio come uno Zorro dell’arte. Nessuno conosce la sua vera identità: la sua figura è circondata dal mistero.

di Andrea Cavazzini

Banksy è lo pseudonimo di un artista britannico noto per la sua arte urbana (street-art), tornato ultimamente alla ribalta della cronaca per due eventi diversi ma accomunati da un’unica filosofia: la morte di George Floyd a Minneapolis, le proteste contro il razzismo  che si sono moltiplicate  in Usa e in tutto il mondo, e il ritrovamento in Italia della “Ragazza in lutto”, affrescata sulla porta  di emergenza del Bataclan di Parigi nel 2018, un immagine dal forte valore simbolico perché  è stata la via di fuga per molti ragazzi durante il vile attentato terroristico del novembre del 2015 .  Ma chi è Bansky, questo artista o “arte-terrorista” come ama definirsi, sfacciato e un po’ guascone che lascia traccia del suo passaggio come uno Zorro dell’arte. Nessuno conosce la sua vera identità: la sua figura è circondata dal mistero.

Banksy, è un artista versatile e stimolante, non solo per i giovani artisti emergenti, ma anche per il mondo intero. Le sue opere, sovversive e irriverenti, sono di gran lunga le più influenti. Noto anche per i suoi dipinti su tela e per le sue sculture è riuscito a dare un vero impulso all’arte urbana, arte che assume forme diverse a seconda delle tecniche che utilizza. Le sue opere quindi non sono solo graffiti.

Ciò che lo distingue e lo rende al contempo intrigante sono i suoi soggetti e il modo in cui le realizza riuscendo a gestire realismo, ironia e irrisione; trascende l’arte come un direttore d’orchestra.

Sconvolge la coscienza collettiva e colpisce duramente la politica, gli eventi sociali, le guerre, la sua missione è quella di mostrare un messaggio chiaro e di grande impatto mediatico, irrompe nei musei d’arte più famosi del mondo, senza che nessuno sia in grado di sospettare la sua presenza, non commette alcun vandalismo limitandosi ad appendere le sue opere in incognito e mettendo in forte imbarazzo la direzione di qualche museo che impiega  giorni per rendersi conto che un dipinto insolito era appeso alle pareti.

E poi la sua capacità di affascinare la gente e il suo modo di essere ovunque e in nessuna parte lo rende ancora più intrigante facendo aleggiare intorno a lui questa veste di imprendibile. La sua missione principale è restare anonimo riuscendo sempre nel suo intento. Nessuno è mai riuscito a catturarlo. La sua arte fa pensare, sciocca e provoca, e soprattutto fa parlare le persone.

Banksy tra le sue diverse iniziative “spericolate”, ha fondato il progetto “Ghetto di Babbo Natale” realizzando dipinti sul muro di Betlemme, attorno al campo profughi di Ayda, per dare una speranza agli abitanti palestinesi. Il muro di separazione diventa gradualmente una gigantesca tela artistica, come quella con l’immagine della piccola donna vietnamita bruciata dal napalm che tiene per mano Topolino e la mascotte di McDonald, Ronald.  E ancora la campagna #WithSyria per rendere omaggio agli oltre nove milioni di persone che hanno perso le loro case dall’inizio della guerra civile in Siria con tutti gli orrori prodotti dai pianificatori del terrore.

L’ Accademia euromediterranea delle arti fondata da Maria Teresa Prestigiacomo a Villa Garbo per la cerimonia Premio Spiritualità

Villa Garbo sabato 11 luglio si veste, al tramonto, di Premi per l’arte, la poesia, la fotografia, la letteratura

 Cerimonia di consegna Premi Accademia euromediterranea delle arti  premio Pace Spiritualita’ 2020 11 luglio  ore 18.30 nella villa tempio sacro della Letteratura e dell arte oltre che delle dive del Cinema.

Il presidente prof Maria Teresa Prestigiacomo  assegnera’  i premi alla presenza  dei rappresentanti di autorevoli associazioni:il Club Unesco di Acireale, con la dott.ssa Ardizzone l AMMI ass.mogli medici di Messina, con la dott.ssa Zamblera, l ‘Ucsi con la dott.ssa  Siragusa, l ANF  con il prof Venuti, l’ Ass.Teseo con il dr Andriolo, l’ ass.Tarc con la dott.ssa Scarcella, l’ ass. Rdp Eventi di Di Pane. Presenzierà  l assessore Rammi,ai servizi sociali, per il Comune di Letojanni.

Conduce la serata il noto attore Chicco Coci, presentatore sky1 tv.

La serata sarà  allietata dal sax di Giovanni Arena, dal violino di Fabio Lisanti, dal gruppo Flag Sounds con Francy dalla ballerina maestra di danza Antonella Gargano. Agli artisti sarà assegnato un riconoscimento speciale alla carriera. Al prof Domenico Venuti un Premio Speciale per la cultura. Si ringrazia la proprietà  di Vittorio Sabato e famiglie  per la concessione dell’ elegante location. Un brano sarà  dedicato  dal violinista Fabio Lisanti al compianto Ennio Morricone. Un minuto sarà  dedicato a Giorgio  Fleri, P.R.scomparso.

I premiati sezione pittura

Rosaria Angelini

Yannich Graf e Gianfranco di Natale con Anna Napoli terzo oremio ex aequo.

Per la poesia primo premio a Enzo Siviero

Secondo premio a Sandro Barbuscia

Terzo premio a Irene Caterinaki.

Per la poesia in dialetto siciliano

Francesca Privitera

Giovanni Malambri’

Per la sez Racconti Brevi

primo premio

Sandra Guddo

Secondo premio

Maria Vittoria Spinoso

Terzo Premio

Renato di Pane

Per la sez fotografia

Primo premio a Brigitte Zuckenberg

Primo oremio ex aequo a

Antonio Micalizio

Secondo Premio a

Paolo Pellegrino

Terzo premio a Enrico Pastura.

Commissari giuria

Prof Giuseppe Amoroso; Prof Ella Imbalzano; Avv. Anna Mazzaglia Miceli produttrice cinema; Prof Maria Camardi pittrice; Dr Nunzio Marotta; Fot. Rocco Papandrea; Fot.Teresa Mazza; Regista  Roberto Cella; Pittore Fortunato Chiesini; Segretario dr Gennaro Galdi.

Festival di Borgio Verezzi, ‘Ether, il quinto elemento’ incontra il suo storico direttore artistico

Il teatro volano per turismo e cultura, lo spiega Stefano Delfino, giornalista e storico direttore artistico di uno dei festival più longevi del nostro teatro nel programma su Zoom di Isabel Russinova

Di Macri Martinelli Carraresi

‘ Ether, il quinto elemento’ ospita Stefano Delfino, giornalista e storico direttore artistico di uno dei festival più longevi del nostro teatro, il Festival di Borgio Verezzi, una località gioiello incastonata tra mare e collina, perla della Liguria. Il festival di Borgio Verezzi è una delle rassegne teatrali più ambite dagli addetti ai lavori e più seguita dal pubblico, che ogni anno aspetta le prime teatrali di prosa italiana in programma. Le proposte spaziano dai classici alla drammaturgia contemporanea dando spazio alle  grandi compagnie così come a quelle giovani,  e il pubblico  si lascia avvolgere dalla magia del teatro, dai suoi beniamini, dalla bellezza dei luoghi che  grazie al Festival si animano di molte presenze richiamate  proprio dal teatro,  contribuendo così  anche a  promuovere la storia, la bellezza della natura dei siti, come  le splendide  grotte, la bellissima piazzetta di S. Agostino, senza dimenticare le specialità gastronomiche che si possono degustare nei localini tipici e la magia dei  tramonti.  

Ennesimo esempio di come cultura, arte, teatro e cinema sono un’importante volano per l’economia, oltre a far bene all’umore e alla salute. L‘edizione 2020, la numero 54, in scena dal 24 luglio al 22 agosto con 15 serate e 11 spettacoli, anche se adattata alle norme restrittive volute dalle regole pandemiche si prepara, ancora una volta, a festeggiare il  buon teatro e godere l’incanto dei luoghi.  

È morto Ennio Morricone: il grande compositore premio Oscar ci lascia a 91 anni

 

Lascia al mondo in eredità la sua musica senza confini eternamente attuale e carica di emozione

Ennio Morricone ci ha lasciati nella notte del 6 luglio: era stato ricoverato al Campus biomedico di Roma (la sua città) in seguito a una caduta in cui si era rotto il femore, e si è spento all’alba.
I funerali si terranno in forma privata, “nel rispetto del sentimento di umiltà che ha sempre ispirato gli atti della sua esistenza” (come ha dichiarato l’amico e legale Giorgio Assumma).
Quest’ultimo ha inoltre raccontato la dipartita del Maestro (per altro coerente con la sua identità di musicista lucido e sereno): sino alla fine ha conservato una piena dignità, avendo salutato affettuosamente la moglie Maria, i figli e i nipoti così come il suo immenso pubblico, composto da più generazioni che ne hanno accompagnato la lunga carriera artistica.
In effetti l’eccezionale talento di Morricone costituiva un “unicum” proprio per essere stato compreso, ammirato e ascoltato quasi nell’arco di un intero secolo, in cui l’assoluta duttilità della sua vena compositiva è stata capace di realizzare più di 100 brani classici e circa 500 temi per film (di cui 60 vincitori di premi) e serie TV.
Una simile moltitudine di opere – per altro tutte riconosciute e apprezzate nella loro validità – lo ha reso uno dei più influenti compositori di colonne sonore di tutti i tempi.

Una carriera di indimenticabili successi

Dopo il diploma in tromba presso il Conservatorio di “Santa Cecilia” di Roma, il Maestro iniziò a fornire il suo contributo al genere del western all’italiana, componendo musiche per registi come Sergio Leone, Duccio Tessari e Sergio Corbucci (dei quali sono titoli di rilievo ancora oggi la Trilogia del dollaro, Una pistola per Ringo, Il mio nome è nessuno) e partecipando alla consacrazione di questo filone cinematografico nell’immaginario comune.
Dagli anni ’70, inoltre, collaborava con alcuni dei più noti registi di Hollywood, come John Carpenter, Brian De Palma, Oliver Stone e Quentin Tarantino, ricevendo infine nel 2007 (dopo ben 5 nominations fra il 1979 e il 2001) il premio Oscar onorario alla carriera “per i suoi contributi magnifici all’arte della musica da film”.
Un secondo riconoscimento era arrivato nel 2016 (anno per altro della sua stella nella celebre Hollywood Walk of Fame) con la consegna dell’Oscar alla miglior colonna sonora per il film di Tarantino The Hateful Eight (per la quale si è aggiudicato anche il Golden Globe).
Una vita di successi insomma, spontanei perché scaturiti dall’espressione di un puro talento naturale.
A tal proposito Morricone ha dichiarato: “Scrivere musica è il mio mestiere, quello che mi piace e l’unica cosa che so fare. E’ un vizio, sì, un’abitudine, ma anche una necessità e un piacere […] Non so dire come nasca questa voglia (…) credo non ci sia una regola (…) è qualcosa di talmente intimo e privato che non vuol essere comunicato” (dall’autobiografia Inseguendo quel suono, pag. 205).

Un talento mondiale e immortale

I premi e i riconoscimenti ufficiali (il Maestro era anche Accademico Effettivo dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e socio dell’associazione di musica contemporanea Nuova Consonanza) non sono sufficienti a esprimere
l’indiscussa grandezza di una musica capace di coinvolgere intere generazioni di appassionati dilettanti e professionisti del mondo musicale, una musica venduta in più di 70 milioni di commoventi dischi e ascoltata da intere generazioni di adulti e ragazzi.
Al giorno d’oggi non sono molti gli artisti in grado di parlare semplicemente eppure profondamente a un pubblico tanto vasto, mantenendo per altro intatta un’ammirevole (quanto naturale) umiltà dovuta alla consapevolezza di adoperare un linguaggio limitato perché frutto solo del compositore, “quindi ogni volta diverso” (come ha affermato sempre nell’autobiografia).
A maggior ragione, è ancora più significativo che Morricone non si considerasse certo “uno dei più grandi e influenti compositori del secolo”, ma solo uno che (oggettivamente) “piace, comunica con la gente e basta. Se comunica con molta gente, poi, è ancora meglio”.
E il Maestro, in effetti, ha parlato e parlerà in eterno a moltissima gente, trasformando davvero un codice che riteneva espressione di una specifica cultura in quel linguaggio universale da lui sempre negato.

Musica, MiBACT è partito il tavolo tecnico con gli addetti ai lavori del settore

Il tavolo è stato istituito per rafforzare le tutele di lavoratori autonomi e intermittenti ed estendere i fondi emergenziali ai soggetti che producono e promuovono la musica dal vivo. L’appuntamento per la riforma del settore è con Gli Stati Generali della Musica

Dopo il flash mob del 21 giugno in piazza Duomo a Milano, in seguito alle campagne #senzamusica e #iolavoroconlamusica e a un primo tavolo di confronto con una delegazione di artisti, su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, si è tenuta ieri mattina una riunione tecnica con gli artisti Manuel Agnelli e Diodato e i delegati del coordinamento La Musica Che Gira, Fondazione Centro Studi Doc e KeepOn Live (Associazione di categoria Live Club e Festival) aderenti al Forum Arte e Spettacolo per un confronto sugli strumenti atti a garantire sostegno al settore musicale.
 
Nel corso dell’incontro – che ha visto la  partecipazione del Segretario Generale del MiBACT, Salvatore Nastasi, del capo di Gabinetto, Lorenzo Casini e del Direttore Generale per lo Spettacolo dal Vivo, Onofrio Cutaia – sono state presentate le proposte per garantire ed estendere le tutele sociali, supportare le attività imprenditoriali della musica dal vivo e stimolare una riforma organica del settore.
 
Il MiBACT ha ribadito l’impegno a risolvere la situazione dei lavoratori intermittenti dello spettacolo ancora senza tutele già nel corso dell’esame parlamentare del decreto Rilancio e a rafforzare le misure di ristoro per il settore con provvedimenti dedicati da presentare in tempi brevi che includano anche i soggetti che promuovono la musica dal vivo, i live club e i festival, realtà che stanno conoscendo tempi più lunghi per la ripresa, anche a causa delle misure cautelative ancora in essere.
 
Una volta superata la fase emergenziale, il MiBACT si è impegnato a  proseguire il dialogo allargandolo alle altre realtà del settore per mettere in campo misure di riforma strutturale, con una forte attenzione al lavoro, alle forme contrattuali e alle tutele sociali. Per queste finalità è stata accolta la proposta della delegazione ricevuta ieri 26 giugno e il Mibact indirà dopo l’estate gli Stati Generali della Musica.
Nel dettaglio gli argomenti esposti dalla delegazione al primo tavolo tecnico con  il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo sono stati: la necessità di un definitiva e reale mappatura dell’intero settore, il ritardo nel saldo delle indennità stabilite per gli intermittenti, il prolungamento dell’indennità fino alla piena ripresa delle attività, l’adeguamento del sistema Naspi al momento emergenziale, la revisione dei criteri di accesso all’indennità di malattia, il riconoscimento giuridico dei live club, la creazione di codici Ateco specifici per il settore, la creazione di un nuovo bando extra-fus specifico per i club, i festival, le imprese profit e no profit della musica, la defiscalizzazione del lavoro e la sospensione di imposte dirette e indirette per facilitare i processi di ripartenza, la detrazione fiscale sugli acquisti di prodotti e consumi culturali della musica, dell’ArtBonus sul modello cinema e del Tax Credit per le imprese.

Musica dal vivo: tutti i numeri del post Covid

L’Associazione di Categoria KeepOn LIVE rende pubblici i dati relativi alle economie perse del settore: 14 milioni di euro dall’inizio dell’epidemia.

KeepOn Live, l’associazione di categoria dei Live Club e Festival italiani, presenta una relazione che esamina i dati relativi alla situazione economica e lavorativa del settore a seguito delle misure restrittive messe in campo a causa dell’emergenza COVID-19, a partire dal 21 febbraio 2020. Un mercato che fornisce lavoro a circa 30mila professionisti assunti direttamente (personale tecnico, di produzione e comunicazione, baristi, addetti alla sicurezza e altro) e a oltre 200mila professionisti assunti indirettamente (artisti, uffici stampa, agenzie concerti, agenzie di marketing).
 
Dallo studio emerge che oltre il 62% delle realtà prese in analisi è stata costretta ad annullare più di 10 eventi mentre solo l’1.2% non ha subito variazioni nel proprio programma. Le cancellazioni riguardano in maniera uniforme tutte le attività tipiche del settore: da concerti, a workshop, a interi festival. Prevalentemente, si trattava di eventi a biglietto che non è stato possibile ricalendarizzare e che avrebbero coinvolto quasi 2 milioni di persone.
In un settore peculiarmente privo di ammortizzatori sociali, emerge che solo il 14.6% della forza lavoro è assunta per mezzo di contratti a tempo indeterminato. Un dato che porta ad affermare la sostanziale inutilità di gran parte delle misure assistenziali messe in campo fino a oggi da parte dei vari governi.
In termini di fatturato, la chiusura delle attività e l’annullamento degli eventi hanno portato ad un ammanco di circa 14 milioni di euro. Al momento, oltre il 7% degli intervistati ha dichiarato di non poter riprendere le attività e il 54.9% ha forti dubbi sulla ripartenza.
 
“Questi dati rendono evidente ancora una volta come le categorie di Live Club e Festival abbiano un impatto importante sui territori, coinvolgendo milioni di persone grazie alle loro attività – spiega Federico Rasetti, direttore di KeepOn LIVE -. Soprattutto se si paragona questo impatto ai numeri economici che muovono: sono categorie che economicamente potrebbero essere salvate con pochi accorgimenti e a costi relativamente bassi per lo Stato, ma che avrebbero benefici enormi sul tessuto sociale del Paese. Live Club e Festival contribuiscono capillarmente alla sicurezza sociale e alla diffusione di cultura e messaggi positivi, anche e soprattutto nelle province e periferie. Oggi, meno della metà di questi si dice fiducioso su una riapertura in mancanza di adeguate tutele, un pericolo che le istituzioni dovrebbero scongiurare”.
 
KeepOn LIVE è la prima associazione di categoria dei Live Club e Festival italiani, ufficializzata nel 2018 dopo un percorso di rete durato 15 anni, con lo scopo di promuovere la cultura della musica originale dal vivo. KeepOn LIVE rappresenta, promuove e sostiene live club e festival, creando reti di valore tra gli operatori della musica dal vivo originale per generare crescita. Sono 289 i live club e festival aderenti, oltre 30mila i concerti eseguiti l’anno per circa 45mila artisti sui palchi. È parte della Rete Doc, che con oltre 8.000 soci e un fatturato di 71 milioni di euro nel 2019, si configura come il più grande network cooperativo italiano di professionisti dei settori musica, spettacolo, cultura e creatività.
www.keeponlive.com

Scrivi alla Redazione

Siamo felici di valutare ogni tua segnalazione e pubblicare articoli che pensi possano essere di interesse pubblico

Per qualsiasi segnalazione scrivi a
[email protected]