Ciad: serbatoio di cibo e acqua tra disastro ambientale e cooperazione internazionale

Domani 14 ottobre una conferenza internazionale organizzata in Expo da Cnr, Cia, Fao, Società geografica italiana e Accademia nazionale delle scienze fa il punto sulla situazione e sui possibili interventi. Parteciperanno tra gli altri: Romano Prodi,Diana Bracco, Luigi Nicolais e Dino Scanavino.

timthumbMilano, 13 ottobre- Il Lago Ciad nella regione del Sahel – tra le frontiere del Ciad, Camerun, Nigeria e Niger – rischia di diventare un ricordo sulla carte geografiche se non si interviene ad arginare il suo progressivo prosciugamento. Questa riserva d’acqua dolce, la quarta per grandezza in Africa, garantisce la sopravvivenza di oltre trenta milioni di persone e il suo inaridimento – in circa cinquant’anni si è ridotto a meno di un decimo dell’estensione che aveva negli anni Sessanta – rischia di provocare una crisi ambientale, ecologica e umana di enormi dimensioni, con conseguenze anche sulle ondate migratorie già in atto, dirette verso l’Europa e soprattutto verso l’Italia. Il bacino idrico africano è il perno intorno al quale ruota un delicato equilibrio economico e geopolitico di una vasta area che si affaccia sulle sue rive e beneficia delle sue risorse. “Fermare l’agonia del lago Ciad avvalendosi delle più avanzate conoscenze scientifiche e tecnologiche è cruciale per garantire un futuro di pace a un’area particolarmente delicata del mondo. Occorre intervenire sui fattori di fragilità di questo delicato e complesso ecosistema. La progressiva desertificazione, la perdita costante e progressiva di acqua e cibo rendono inospitale l’intera area favorendo il radicalizzarsi dei conflitti e dei fondamentalismi concause delle attuali grandi ondate migratorie”, spiega Luigi Nicolais, Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) che insieme a Confederazione italiana agricoltori, Fao, Società geografica italiana e Accademia nazionale delle scienze detta dei XL, ha organizzato il convegno “Il lago Ciad: un serbatoio di cibo e acqua tra disastro ambientale e cooperazione internazionale. Quale contributo possibile dal ‘sistema Italia’?” Milano – Expo (Biodiversity park- Teatro della Terra). Il Meeting internazionale, si articola in due panel di interventi e una tavola rotonda. Vi prenderanno parte tra gli altri: Romano Prodi, presidente della Fondazione per la collaborazione tra i popoli, Diana Bracco, Commissario generale di sezione per il padiglione Italia all’Expo, Luigi Nicolais, presidente del Cnr, Wassalké Boukari, Ministro dell’Idraulica e della bonifica della repubblica del Niger, Jacques Lemoalle, ricercatore emerito dell’Institut de recherche pour le développement – IRD, Dino Scanavino, presidente della Confederazione italiana degli agricoltori, Michel Dimbele Kombe, Direttore dell’Osservatorio del bacino del lago Ciad, Paolo Sannella, presidente Centro relazioni con l’Africa della Società geografica italiana, Giampaolo Cantini, Direttore generale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli esteri, , Lucio Caracciolo, direttore di ‘Limes’. L’evento, con tavola rotonda moderata da Giorgio Pacifici, giornalista scientifico del TG2-RAI, è l’occasione per fare il punto sulle cause dell’inaridimento e sui possibili interventi per salvare il lago. “In tal senso, vogliamo analizzare le potenzialità della cooperazione internazionale per risolvere criticità e sottolineare il ruolo centrale dell’Italia in questi processi di collaborazione” afferma Giuseppe Palmisano, direttore dell’Istituto di studi giuridici internazionali del CNR e coordinatore dell’evento. Tra le soluzioni prospettate c’è l’ipotesi di deviare le acque di alcuni affluenti del fiume Congo. “È questa però un’operazione complessa e rischiosa che va fatta con criterio: le terre coltivabili emerse come risultato del progressivo asciugamento del lago sono molto fertili e ben utilizzate per l’agricoltura, quindi sommergerle potrebbe rappresentare un ulteriore problema” continua. “Sull’aspetto della sua rivitalizzazione a fini agricoli c’è grande disponibilità a collaborare, anche se ce n’è meno rispetto all’ipotesi di usarlo anche per la produzione di energia. In ogni caso la Commissione per il bacino del lago Ciad sta svolgendo un importante ruolo di mediazione e coordinamento tra Niger, Ciad, Nigeria e Camerun, paesi confinanti e interessati ad evitare che l’ulteriore impoverimento delle popolazioni che vivono in quelle zone faciliti la penetrazione di gruppi estremisti e terroristici, come per esempio Boko Haram”, prosegue Palmisano. “Il ruolo dell’Europa e dei paesi europei è cruciale, non solo per lo sviluppo dell’Africa e per limitare i massicci flussi di migranti economici, ma anche per ridimensionare i rischi di un progressivo ‘land grabbing’, un pericoloso accaparramento di terre realizzato con capitali stranieri, che può avere pesanti conseguenze per le popolazioni locali e le economie di intere regioni”.

Il mondo delle farfalle

Esistono oltre 200 mila differenti tipi di farfalle in tutto il mondo

Di Francesca Rossetti

farfalleRoma, 8 ottobre- Da sempre la farfalla, con il suo splendido connubio di colori, rappresenta la natura nelle sue molteplici sfumature ed è spesso protagonista di romanzi, come “L’isola della farfalle” , ambientato naturalmente in Sri Lanka, “Milioni di farfalle” in cui il medico americano Alexander Eben descrive il suo viaggio nell’Aldilà e il celeberrimo “Papillon” in cui il protagonista, rinchiuso in un carcere di massima sicurezza dal quale riuscirà comunque ad evadere, ha il tatuaggio di una farfalla sul torace.  Nel mondo del cinema è straordinario il film “La profezia dell’uomo falena” con Richard Gere nel ruolo del protagonista, il giornalista del Washington Post John Klein, e regia di Mark Pellington, basato su una storia vera accaduta nel 1966 a Point Pleasant (West Virginia) e documentata dal giornalista americano John A. Keel. La vita perfetta di John cambia drammaticamente dopo la morte della moglie per un raro tumore cerebrale diagnosticato dopo i controlli clinici in seguito a un incidente automobilistico. Turbato per la prematura perdita, John è angosciato per alcuni strani disegni fatti dalla moglie in fin di vita e per la frase da lei ripetuta “L’hai visto?”; successivamente John riprende in mano la sua vita tuffandosi nel lavoro, accettando un posto in Virginia. Durante il tragitto, senza sapere come, si ritrova nella cittadina di Point Pleasant dove fa la conoscenza di Connie Mills, che racconta a Klein che il posto è vittima di angoscianti visioni di un uomo simile ad una falena, che lascia messaggi codificati. Klein collega la misteriosa entità ai disegni fatti dalla moglie, così comincia a decifrare i messaggi dell’essere sconosciuto che predicono un’imminente tragedia. La farfalla deve affrontare diverse fasi di crescita: da crisalide accede ad un livello di maturazione superiore fino all’ultimo stadio che le consente di librarsi in volo. La metamorfosi della farfalla è fondamentale per comprenderne il simbolismo: è sostanzialmente un segno di trasformazione e di rinascita, al pari della Fenice. Rappresenta l’anima che, uscita dal corpo, raggiunge un grado superiore di perfezione ed ecco i significati che le vengono attribuiti nei vari Paesi e culture del mondo: simbolo della speranza di ascendere dalla condizione terrestre alla luce delle eterne altitudini; simbolo della morte; nelle rappresentazioni di figure oniriche e fantastiche queste hanno ali di farfalla; il dio del sogno Hypnos ha ali di farfalla; in Giappone rappresenta la donna giovane e due farfalle che danzano rappresentano la felicità coniugale; in Cina rappresenta il giovane innamorato della femmina (rappresentata dal fiore, così come la farfalla va in cerca del fiore); in Cina ancora la amata morta sale dalla tomba al cielo in forma di farfalla; in Messico è uno dei simboli del dio della vegetazione Xochipili; in Messico ancora è simbolo del fuoco sfavillante collegato col sole; ancora in Messico si disegna nella schiena delle persone morte una farfalla rossa, come simbolo di viatico; in lingua Atzeca è indicata come “papalotl”, assai simile al Latino “papilio”, da cui “papillon”; ancora in lingua Atzeca è rappresentazione della dea Itzpapalot , lo spirito notturno delle stelle splendenti; ancora fra gli Atzechi è rappresentazione delle anime delle donne morte di parto; gli Ioruba dell’Africa Occidentale rappresentano nella parte superiore della clava da cerimonia una testa sormontata dalla farfalla; quando la bandiera di Giovanna d’Arco, decorata con fiori di iris, garriva al vento, si vedevano volteggiare miriadi di farfalle bianche attorno ad essa (fu questa una delle tante ragioni per cui fu definita strega e mandata al rogo) Esistono oltre 200 mila differenti tipi di farfalle in tutto il mondo. Si trovano soprattutto nella fascia equatoriale, che è la zona in cui vi è una maggiore diversificazione, mentre il Sud America è al vertice della classifica per la quantità calcolata sul totale del pianeta. Africa e Asia contano circa 6 mila specie, l’Europa 400 e l’America 700, provenienti da sei famiglie distinte. Tra i differenti tipi di farfalle più appariscenti ed esteticamente sorprendenti ci sono le Lycaenidae, che si suddividono in tre ceppi: blu, rame e variopinte. Esistono ben 50 sottotipi blu, che condividono le stesse caratteristiche e le 16 tipo rame si trovano principalmente negli stati occidentali del mondo e per tutti gli appassionati è possibile visitare il Santuario delle Farfalle all’Isola d’Elba e il Giardino delle Farfalle a Dubai.

Efficientamento energetico: una strategia per battere la crisi

Secondo l’ingegner Giovanni Campaniello, fondatore di Avvenia (www.avvenia.com) e pioniere nel campo della sostenibilità ambientale, il merito è anche dei progetti di efficientamento energetico che stanno consentendo a molte aziende di ripartire

unnamedRoma, 5 ottobre- «L’efficienza energetica da sola vale come la scoperta di un giacimento di idrocarburi, di quelli grandi. E oltretutto non inquina, anzi, contribuisce a diminuire le emissioni di gas a effetto serra» sottolinea l’ingegner Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia (www.avvenia.com), uno dei maggiori player nell’ambito dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, secondo il quale è proprio grazie all’efficientamento energetico che l’economia italiana sta oggi rafforzando le sue posizioni. Dagli ultimi dati diffusi dall’Istat ed analizzati da Avvenia risultano infatti correre gli ordinativi dell’industria ed una rilevante crescita delle esportazioni in tutte le regioni italiane, in aumento rispettivamente del 10% e del 7% rispetto all’anno precedente, con un boom per i prodotti energetici che quest’anno hanno avuto punte del +39%. «Proprio per questo, migliorare l’efficienza dei prodotti energetici è uno degli obiettivi del Pacchetto Clima-Energia 20-20-20 varato dall’Unione Europea. Un miglioramento che vale qualche frazione di Pil, considerando che ogni punto percentuale in più di efficenza energetica si traduce nella diminuzione del 2,6% delle importazioni di gas» puntualizza l’ingegner Giovanni Campaniello. Dall’analisi di Avvenia l’export risulta essere oggi il traino dell’economia italiana. Le vendite di beni sui mercati esteri sono risultate in aumento sia per le regioni nord-orientali che per quelle meridionali e insulari, con una crescita di più del 7% in questi primi 9 mesi dell’anno. Ma se molte aziende stanno uscendo dalla crisi e nel 2015 sono perfino aumentate le assunzioni stabili, secondo Avvenia il merito è anche dei progetti di efficientamento energetico che stanno alimentando la locomotiva produttiva del nostro Paese. L’ingegner Giovanni Campaniello è diventato portavoce di quest’Italia che riparte. Di lavoro, l’ingegnere aiuta le aziende a risparmiare energia: per l’ambiente, ma anche per liberare risorse così preziose in momenti di crisi, perché attraverso gli interventi di Avvenia, conosciuta anche per il suo slogan «the energy innovator», le aziende possono ottenere benefici indispensabili per potere ripartire mantenendo posti di lavoro e addirittura, come dimostrano gli indicatori Istat, crescere. Ma i vantaggi vanno oltre al semplice risparmio di risorse e alla tutela dell’ambiente.«L’efficientamento energetico consente di accedere ai Titoli di Efficienza Energetica, di ottenere un maggior volume di produzione a parità di energia impiegata, una maggiore durata degli impianti produttivi, una minore produzione di materiali di scarto e più in generale effetti positivi sui processi di produzione, sullo sviluppo dell’indotto e sulle economie regionali» conclude l’ingegner Giovanni Campaniello. Indicatori che secondo Avvenia dimostrano che l’efficientamento energetico non è solo una fonte di risparmio ma soprattutto una leva di crescita per alimentare la locomotiva produttiva del made in Italy.

Tempo libero. Arriva Green City, la tre giorni della Milano che ama e cura il verde cittadino

Oltre 300 eventi diffusi in tutta la città realizzati da più di 120 tra associazioni, cooperative, aziende e gruppi di cittadini

66090-1Milano, 27 settembre 2015 – Sarà una tre giorni tutta dedicata al verde quella che, da venerdì 2 a domenica 4 ottobre, farà riscoprire una Milano più a misura di natura grazie all’edizione “zero” di Green City Milano, la manifestazione promossa dal Comune di Milano – Assessorato al Verde – che vedrà oltre 300 eventi diffusi in tutta la città realizzati da oltre 120 enti organizzatori tra privati cittadini, associazioni, cooperative e aziende, con l’aiuto di numerosi volontari, con presentazioni, workshop, percorsi botanici a piedi o in bicicletta, laboratori  per bambini e adulti e tanti altri appuntamenti aperti al pubblico, alla scoperta di luoghi affascinanti e segreti di Milano. Il programma completo della manifestazione è disponibile sul sito: www.greencitymilano.it.  Green City Milano è un evento diffuso, partecipato, pensato da un lato per mettere in rete e valorizzare le eccellenze già attive sul territorio milanese, dall’altro per raccontare e far conoscere a tutti i cittadini la Milano del verde, delle sue pratiche partecipate e condivise, con l’obiettivo di allargare la comunità di persone che vogliono adoperarsi per una città sempre più “green”. “Milano è una città sempre più verde e, dopo BookCity e Piano City Milano, ecco ora un appuntamento per riscoprire una Milano sempre più verde e vivibile – dichiara Chiara Bisconti, assessora al Verde -. Con Green City Milano offriamo ai milanesi una tre giorni di eventi e appuntamenti educativi e di intrattenimento dedicati al verde e diffusi in tutta la città. In questi anni abbiamo piantato 50 mila alberi, creato tre milioni di metri quadri di verde in più, realizzato 12 giardini condivisi e dedicato circa 40 mila metri quadri di verde pubblico ad aiuole perenni o a semina mista, per favorire la biodiversità. Il numero di cittadini che si occupa direttamente della cura di piccole aree di verde pubblico è raddoppiato. Il nostro impegno per rendere questa città più ‘green’ è concreto e sotto gli occhi di tutti”. Ad inaugurare la tre giorni sarà – venerdì 2 ottobre alle ore 18 –  una grande “festa di paese” ai Giardini della Guastalla, Green Center e polo ufficiale della manifestazione. Per l’occasione tutti i presenti saranno invitati a partecipare a una semina speciale: verranno distribuiti palloncini contenenti semi di fiori e piante, perché possano volare e seminare, non importa dove, forse in zone già rigogliose, o forse in zone poco verdi di tutta la città. Un gesto simbolico per rappresentare la volontà dei cittadini di rendere Milano, insieme, ancora più verde e vivibile. Alle ore 19 si darà il via alle danze con gli Andrei a Ballare, uno scatenato trio milanese (fisarmonica, chitarra e contrabbasso) tutti di nome Andrea. Non solo. A seguire cambieranno le melodie ma non l’intensità con gli Arpacadabra. Energia e dolcezza, ritmo ed eleganza per una performance di ballo folk. Cuore pulsante della manifestazione sarà il Green Center ai Giardini della Guastalla. I più antichi giardini pubblici nel centro di Milano diventeranno il punto di riferimento per tutte le giornate della manifestazione, una casa nel verde dove accogliere e incontrare i milanesi, che ospiterà una moltitudine di eventi. Sarà possibile ad esempio intrattenersi nella Green Library, chiedere consiglio al Medico delle Piante per la cura e la sicurezza delle piante in città; ci sarà ampio spazio dedicato alle attività per i più piccoli o per appendere sogni e desideri sull’Albero delle Proposte del “Verde che vorrei”. Un’occasione da non perdere anche per ascoltare musica, danzare, incontrare botanici e paesaggisti, maestri giardinieri e appassionate fioriste e provare l’esperienza della semina collettiva. Per tutta la durata della manifestazione saranno attivi un Info Point, un’area bar e uno spazio dedicato al servizio “Ghe Pensi Mi” del Comune di Milano. Oltre al Green Center nel Parco della Guastalla, ci saranno diversi Info Point sparsi per la città, dalla Rotonda della Besana alla Darsena e Navigli, dal Parco Sempione al Museo Botanico e Villa Lonati. Oltre 300 eventi organizzati da associazioni e cittadini si alterneranno in maniera diffusa dal centro storico attraverso i quartieri fino alle porte di Milano.

Fra i tanti appuntamenti in programma, per citarne alcuni:
L’inaugurazione del nuovo Museo Botanico di Milano sabato 3 alle ore 12, che ospiterà diversi incontri e attività durante la tre giorni: Il pic-nic nel Giardino Lea Garofalo proposto da Giardini in Transito, che vedrà l’inaugurazione del nuovo impianto di irrigazione realizzato grazie alla collaborazione con Irritec; In piazza Gae Aulenti, Coop unisce musica e verde con un concerto di pianoforte Vivi Verde; Alla Darsena l’installazione concerto “Piano Butterflies” in collaborazione con Vodafone; Una grande festa sabato sera presso la Cascina Centro Parco Nord per festeggiare i compleanni dei grandi parchi milanesi: i 40 anni di vita del Parco Nord Milano, i 41 di Boscoincittà e i 25 del Parco Agricolo Sud Milano; Cascina Bollate mostrerà ai cittadini il suo “Vivaio dietro le sbarre” curato dai detenuti; Pixel Picnic: l’Associazione Non Riservato realizzerà al Parco Sempione un Picnic lungo 1 chilometro con musica, hacking urbano, sport, urban games, workshop e tanto altro;
Nel quartiere Isola l’associazione Isola Pepe Verde si mobilita per rinverdire tante piccole e grandi aree del quartiere e far conoscere il suo giardino condiviso; Tante le attività a Villa Lonati a cura di Comunemente Verde e Fragaria; All’Expo Gate un’installazione verticale creata dai Vertical Field, realizzatori del campo agricolo verticale del padiglione israeliano all’Expo;  Negli orti di via Padova, aMAZElab con Legambiente e Green Island presentano il primo Apiario d’artista;  Green City Milano sarà anche al Mercato Metropolitano sabato sera grazie a Slow Food International con l’evento Disco Soupe; Durante la manifestazione sarà possibile visitare la mostra Mito e Natura. Dalla Grecia a Pompei grazie a Electa, Orticola di Lombardia, Aster e ADMaiora con visite guidate gratuite per adulti e bambini. Sabato in particolare sarà la curatrice della mostra a condurre la visita;
Asili, scuole e università partecipano a Green City Milano con svariate attività: dalla visita agli orti scolastici accompagnati dai nonni a progetti della Statale, del Politecnico di Milano e dello IED; Sarà possibile visitare terrazzi suggestivi solitamente non aperti al pubblico come il terrazzo del Gruppo Lufthansa, l’orto-terrazzo dello studio di architettura Piuarch e la risaia sul tetto del Superstudio Più; Tanti i giardini segreti da scoprire, dallo splendido Giardino della Fede con Green City Italia, ai percorsi di Italian Botanical Heritage, ai giardini “segreti” delle 5Vie; Non ultimo, alle porte di Milano, per una gita fuori porta ma in città, diverse attività e una festa nel Borgo di Chiaravalle.  

Automotive sul podio dell’efficientamento energetico, ma solo sul lato produzione

Secondo le stime di Avvenia (www.avvenia.com), leader nazionale dell’efficientamento energetico, il divario tra i dati di laboratorio e quelli su strada per il trasporto privato diesel oggi supera il 32% e potrebbe sfiorare il 56% entro il 2030.

Test-emissioni-sui-rulliRoma, 25 settembre, 2015- Secondo l’analisi di Avvenia (www.avvenia.com), uno dei maggiori player nell’ambito dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, che ha misurato l’efficientamento energetico sui primi 6 mesi del 2015 in funzione della CO2 evitata,tra i settori più virtuosi dell’industria italiana vi è proprio quella automobilistica che si colloca al secondo posto con una quota del 22%, subito dopo l’industria siderurgica al primo posto con il 39% e prima dell’edilizia al terzo posto con il 12%. Per i motori diesel, tuttavia, che da sempre vengono indicati tra i più inquinanti e che in Europa rappresentano il 53% delle immatricolazioni dell’ultimo anno, oggi si è potuto constatare che i grandi sforzi del settore automotive sul lato produzione non si sono riflessi anche sul prodotto e il mondo della mobilità a quattro ruote è sotto scacco. Su strada le auto diesel di nuova generazione producono infatti emissioni di polveri sottili e di ossidi di azoto che superano mediamente di 5 volte il limite consentito, toccando la credibilità di un intero sistema produttivo che ormai da anni punta sulla sostenibilità ambientale come modello di business. Il dato più notevole è che se nel 2001 per il trasporto privato i dati di laboratorio e quelli su strada differivano di un valore al di sotto del 10%, secondo le stime di Avvenia(www.avvenia.com) questo divario oggi supera il 32% e potrebbe sfiorare il 56% entro il 2030.

Dieselgate: Avvenia lancia l’allarme

Avvenia: I diesel producono meno CO2 ma inquinano più dei motori a benzina. La manipolazione dei dati apre un vaso di Pandora nel settore dell’automotive e non riguarda solo una delle case produttrici più prestigiose del mondo ma tocca la credibilità di un intero sistema produttivo.

downloadRoma, 24 settembre, 2015- Su strada le auto diesel di nuova generazione producono emissioni di polveri sottili e di ossidi di azoto che superano mediamente di 5 volte il limite consentito. A metterlo in evidenza è Avvenia (www.avvenia.com), uno dei maggiori player nell’ambito dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, secondo cui la manipolazione dei dati delle emissioni delle automobili non riguarda solo una delle case automobilistiche più prestigiose del mondo, ma tocca anche la credibilità di un intero sistema produttivo che ormai da anni punta sulla sostenibilità ambientale come modello di business. Secondo l’analisi di Avvenia, che ha misurato l’efficientamento energetico sui primi 6 mesi del 2015 in funzione della CO2 evitata, tra i settori più virtuosi dell’industria italiana vi è proprio quella automobilistica che si colloca al secondo posto con una quota del22%, subito dopo l’industria siderurgica al primo posto con il 39%. Il tema clima e automotive è infatti uno dei più sentiti degli ultimi anni, anche a causa dell’elevato numero di automobili in circolazione e della conseguente necessità di adottare misure per garantire la sostenibilità ambientale, ponendo una particolare attenzione ai motori diesel che da sempre vengono indicati tra i più inquinanti e che in Europa rappresentano il 53% delle immatricolazioni dell’ultimo anno. «Certo i motori diesel hanno fatto progressi in termini di riduzione delle emissioni di CO2 e consumando mediamente meno di quelli a benzina, emettendo meno gas climalteranti responsabili del surriscaldamento del pianeta. Ma le grandi case automobilistiche avrebbero dovuto essere più attente» commenta l’ingegner Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia. Sebbene i nuovi modelli diesel abbiano superato le prove di laboratorio, per molti di essi si è riscontrato un divario tra i dati di laboratorio e le prestazioni reali, con emissioni da ossidi di azoto che in alcuni casi hanno superato 22 volte il limite consentito. E se nel 2001 per il trasporto privato i dati di laboratorio e quelli su strada differivano di un valore al di sotto del 10%, oggi il divario supera il 32% e secondo le stime diAvvenia (www.avvenia.com), se la tendenza rimarrà invariata, entro il 2030 potrebbe sfiorare il 56%. Certo un diesel produce mediamente meno CO2 di un motore a benzina di analoga potenza, ma allo stesso tempo emette più polveri sottili e più ossidi di azoto e quindi inquina di più.  «Così, per contenere i risultati sul livello d’inquinamento, le case produttrici non prendono in esame l’energia consumata dall’aria condizionata, oppure implementano una “flessibilità” del 4% che poi deducono dai risultati» commentano gli esperti di Avvenia. D’altra parte i test a norma europea prevedono che l’automobile debba percorrere una distanza su dei rulli a una media di 33 chilometri orari per una durata di circa 20 minuti. Non si può dunque escludere che alcune case produttrici abbiano realizzato motori che effettivamente realizzano emissioni basse alle condizioni previste dalla normativa europea, ma che poi quando poi si trovino in condizioni di uso normali producano un maggiore livello d’inquinamento. «Oggi si è potuto constatare che i grandi sforzi del settore automotive sul lato produzione non si sono riflessi anche sul prodotto e il mondo della mobilità a quattro ruote è sotto scacco. Ma noi preferiamo vedere gli aspetti positivi di questa circostanza, sicuri che questa vicenda possa dare un significativo impulso alla ricerca e allo sviluppo di soluzioni più pulite per l’ambiente ed energeticamente più efficienti per la propulsione dei motori» conclude l’ingegner Giovanni Campaniello.

Avvenia: è necessario rietichettare le classi di efficienza energetica

Un restyling che eviti ai cittadini di acquistare un prodotto presumibilmente efficiente quando il primo della stessa classe è sensibilmente migliore.

efficienza-energetica-680x365Roma, 22 settembre, 2015- Rietichettare le classi di efficienza energetica e porre imprese e famiglie al centro del mercato. Queste la priorità che secondo Avvenia (www.avvenia.com), leader nel settore della White Economy, l’Unione Europea deve porsi nell’ambito della sua strategia energetica. Secondo l’ingegner Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia, a marcare un passo importante nell’attuazione della strategia dell’«Unione dell’Energia» sarà proprio la revisione dell’etichettatura di efficienza energetica: un modo efficace per fare una maggiore chiarezza nei confronti dei consumatori e consentire così non solo una maggiore riduzione delle emissioni di CO2 ma anche un risparmio per i cittadini.  «È necessario adottare una nuova scala energetica che sia più semplice ecomprensibile per i consumatori» sostiene l’ingegner Giovanni Campaniello. L’auspicio è che la nuova etichettatura sia più chiara e riporti informazioni verificabili, un restyling che eviti ai cittadini di acquistare un prodotto presumibilmente efficiente quando il primo della stessa classe è sensibilmente migliore: un frigorifero di classe A+++ consuma infatti il 42% in meno rispetto ad uno di classe A+.

Avvenia in prima linea per la revisione dell’etichettatura di efficienza energetica.

A sottolineare l’importanza del ruolo dei consumatori nel mercato energetico dell’Unione Europea è Avvenia (www.avvenia.com), leader nazionale nel settore della White Economy, secondo la quale il coinvolgimento non solo delle imprese ma anche dei cittadini è fondamentale per una politica lungimirante in materia di cambiamenti climatici.

efficienza-energeticaRoma, 22 settembre, 2015- Aggiornare l’etichettatura dell’efficienza energetica per rafforzare il ruolo dei consumatori nel mercato energetico. Questa la priorità che secondo Avvenia (www.avvenia.com), società leader nel settore della White Economy e della sostenibilità ambientale, l’Unione Europea dovrebbe porsi al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati in materia di cambiamenti climatici. Certo, come Avvenia ha più volte segnalato, sarebbe necessario ridefinire l’intero assetto del mercato europeo dell’energia e rivedere il sistema Ue di scambio di quote di emissione. Ma proprio a tal fine è fondamentale porre le imprese e le famiglie al centro del mercato europeo dell’energia. «Nel quadro della sua strategia energetica, l’Unione Europea deve adoperarsi per creare un mercato unico dell’energia ben funzionante, che metta al primo posto l’efficienza energetica e consenta così una più considerevole riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Non si tratta dunque di dare solo un maggiore peso ai cittadini, ma di conferire un ruolo centrale ai consumatori nella transizione energetica dell’Unione Europea» spiega l’ingegner Giovanni Campaniello, esperto in efficientamento energetico e fondatore e amministratore unico di Avvenia. L’Unione Europea deve compiere passi decisivi per dare una veste normativa all’obiettivo di ridurre almeno del 40% le emissioni di CO2 entro il 2030 e guidare così la transizione globale verso una società a basse emissioni di anidride carbonica. E, secondo gli esperti di Avvenia, a marcare un passo importante nell’attuazione della strategia dell’«Unione dell’Energia» è proprio la revisione dell’etichettatura di efficienza energetica: un modo efficace per fare una maggiore chiarezza nei confronti dei consumatori e consentire così non solo una maggiore riduzione delle emissioni ma anche un risparmio per i cittadini. Fin dalla sua introduzione l’etichettatura energetica ha favorito lo sviluppo di prodotti sempre più efficienti sotto il profilo energetico ma ha anche visto la nascita di etichette differenti a seconda della tipologia di apparecchio e con l’evoluzione dei prodotti l’etichettatura è diventata ancora più complessa. «Si rende quindi necessario adottare una nuova scala energetica che garantisca coerenza e continuità con quella precedente ma che sia anche più semplice e comprensibile per i consumatori affinché essi siano in grado di compiere scelte più consapevoli e possano risparmiare denaro ed energia» puntualizza l’ingegner Giovanni Campaniello, che plaude alla proposta del commissario europeo all’Energia e al Clima di rimuovere le categorie di etichette dalla «A+» alla «A+++», che oggi confondono i consumatori, e di tornare a una classe «A» unica. L’auspicio di Avvenia è che la nuova etichetta sia più chiara e riporti informazioni verificabili. Un restyling che eviti ai cittadini di acquistare come accade oggi un prodotto presumibilmente efficiente quando il primo della stessa classe è di gran lunga migliore:«un frigorifero di classe A+++ ad esempio consuma il 42% in meno rispetto ad uno di classe A+» osservano gli esperti di Avvenia.

GIARDINITY: il garden show che andrà in scena il 24 e 25 ottobre 2015 alla Villa Bolognesi Scalabrin

Dedicato a Evelina Pisani genius loci del posto e ideato dalla proprietaria Mariella Bolognesi Scalabrin

image002Padova, 16 settembre- 2015- Giardinity, il 24 e 25 Ottobre, a Villa Pisani ora Bolognesi Scalabrin, a Vescovana, là dove il territorio padovano e quello rodigino si incontrano. Giardinity è un garden show in una location da sogno, dove trovare qualcosa di bello, venire a rubare delle buone idee, o semplicemente fare una scampagnata tra piante rare, insolite e tutte bellissime. Un evento dedicato alla passione per il giardinaggio, più che una mostra mercato una festa del giardino. Dedicato a Evelina Pisani genius loci del posto e ideato dalla proprietaria Mariella Bolognesi Scalabrin, la precedente manifestazione, I Bulbi di Evelina Pisani, cresce e diventa Giardinity, curato ora da Carlo Contesso, garden designer e penna di Gardenia e Corriere della Sera, arricchendosi di espositori e relatori internazionali. Si svolge al riparo delle ampie barchesse della villa cinquecentesca, affacciati su Crispin de Passe, lo splendido giardino creato dall’ultima contessa Pisani nell’800. Vivai Produttori Specializzati – Qui si radunano i rappresentati di spicco del vivaismo italiano, e non solo: grandi o piccoli che siano son tutti esperti che trasmettono al pubblico la loro competenza e offrono collezioni di piante particolari, spesso rare, coltivate in maniera naturale – quindi attecchiscono meglio – e di grande qualità. Vivai nati per passione e competenza, non meri operatori commerciali. Tra gli stranieri una grande novità per il nostro paese, l’ibridatore polacco Piotr Kleszczynsky, che produce gli Streptocarpus più belli al mondo (piccole piante dalle corolle multicolori, fiorite in autunno e inverno, perfette per la casa), presentati per la prima volta in Italia ein esclusiva a Giardinity. Ci sarà un’abbondanza di piante da giardino a fioritura autunnale e invernale, spesso profumatissima come Sarcococche eDaphne, e ricercate cultivar di Camellia sasanqua. Poi quelle che vanno messe a dimora ora. Oltre a bulbi d’ogni tipo, sapevate che piantando in autunno ninfee rustiche, papaveri e fiordalisi avrete piante molto più fiorifere la prossima estate? E poi magnolie, melette ornamentali, fucsie da giardino, alberi e arbusti in mille varietà inaspettate, e altrettante perenni, crisantemi rustici e graminacee a bassa manutenzione… e centinaia e centinaia di varietà differenti di peperoncino! I Vivai Tara presentano in anteprima a Giardinity tre novità: la Magnolia laevifolia ‘Gail’s Favourite’, tra le tre varietà di albero dei fazzoletti la Davidia involucrata ‘Sonoma’, e in esclusiva per noi la nuova introduzione del 2016, l’Hydrangea arborescens ‘Lime Rickey’ a fiore verde brillante. Delle orchidee vi saranno specie da collezionisti col loro fascino esotico, splendide begonie da foglia perfette per gli interni e piante carnivore, qualcosa di bello e originale per avere un angolo di natura in casa. Non mancherà una collezione di agrumi in vaso, anche ifinger-lime del quale tutti stanno parlando. A ogni ora uno dei vivaisti svelerà al pubblico i segreti per coltivare al meglio le sue bellezze, quindi c’è sempre qualcosa da vedere e ascoltare. Design e arredamento da giardino – dalle vecchie panche di Arras d’inizio novecento alle pergole bioclimatiche, Giardinity ospita produttori e rivenditori selezionati che spaziano dall’antiquariato alle linee più moderne del design contemporaneo nel campo dell’arredamento e complementi d’arredo, per offrire la soluzione giusta ad ogni necessità e stile di giardinaggio. Artigianato d’Eccellenza – abili mani intrecciano cesti, plasmano ceramica o intessono motivi floreali: questo è lo spazio della creatività umana in tutte le sue forme collegate da un fil rouge fiorito. I loro stands dalle barchesse salgono a popolare i saloni affrescati al piano nobile della villa. Attività per i bimbi – la caccia al tesoro, attività di gioco didattico botanico nel parco, le magie di mamma folletto che insegna il giardinaggio ai bimbi tra i 3 e 6 anni, e tante altre. In Più – Nella vecchia rimessa delle carrozze ci saranno le più belle razze di galline ornamentali: Wayndotte Orlate, Frizzles, Olandesi Ciuffate, Serama e non solo. Una grande esperta, Elena Zanni – presidentessa dell’A.E.R.Av., spiegherà come allevarle, e quali sono le varietà più adatte a noi, oltre ad esser belle e a fare le uova eliminano biologicamente i parassiti dal giardino! Incontri con esperti e dimostrazioni sono offerti ai visitatori per tutta la durata dell’evento. Vi saranno due mostre: Frutta d’Arte, una mostra fotografica sulle varietà di frutta nella pittura rinascimentale a cura della Fondazione Archeologia Arborea ONLUS che individua in dieci capolavori altrettante antiche cultivar di frutta; e una che festeggia i cinquant’anni della società italiana della camelia. Tra le conversazioni tenute nel teatro della villa vi sarà Kees den Biesen con i giardini interiori della Divina commedia, e Camilla Zanarotti sulla vita segreta e importanza dei giardini storici. Poi visite guidate dalla proprietaria al parco e al giardino, corsi di cucina con i fiori, e molto ancora. Giardinity, l’ultimo ballo della stagione ma anche il primo dell’anno a venire, perché è ora che si piantano i giardini: si lavora il terreno, si seminano prati e si mettono a dimora bulbi e piante, e si dà vita alla casa con le piante da interno. Giardinity, dove divertendosi la coltura fa cultura. Con il patrocinio di: Grandi Giardini Italiani, Regno d’Olanda, Istituto Regionale delle Ville Venete, Regione Veneto, Provincia di Padova, Comune di Vescovana. La VillaNel luogo di un’antica rocca estense vecchia più di mille anni, sorge la villa palladiana commissionata dal Cardinal Francesco Pisani, patrizio veneziano. Il palazzo rinascimentale con affreschi del Veronese, lo Zelotti, il Varotari e il fiammingo Toeput, nasce come sede amministrativa delle proprietà fondiarie acquisite nel 1478 nella Bassa Padovana. Evelina, l’ultima contessa Pisani, nata a Costantinopoli e cresciuta a Londra da una famiglia inglese e fiamminga, crea il giardino e parco nello stile gardenesque del tempo, con influssi islamici e un’ironia tutta sua. Così come li lascia Evelina ammiriamo oggi villa e giardino, restaurati e amorevolmente curati dall’attuale proprietaria, Mariella Bolognesi Scalabrin.

  • Parcheggio gratuito
  • Giorni e orari sabato 24 e domenica 25 ottobre, dalle 9:00 alle 19:00
  • Biglietteria intero €6 – famiglia (due adulti e due bambini) €18 – bambini sotto i 6 anni gratuito con il biglietto un tagliando sconto del 10% (fino al valore massimo del biglietto stesso) per un acquisto di piante

Verde. A Villa Lonati otto giorni dedicati alla biodiversità

Dal 12 al 20 settembre appuntamenti ed eventi per tutti, alla scoperta di un patrimonio vegetale unico in città

news_39640_imageMilano, 10 settembre 2015 – Un festival dedicato all’universo vegetale, con appuntamenti per tutta la famiglia, laboratori per bambini e ragazzi, mostre, conferenze, percorsi guidati. È il Festival della Biodiversità di Villa Lonati, dal 12 al 20 settembre. “Villa Lonati è uno splendido patrimonio di Milano – ha dichiarato Chiara Bisconti, assessore al Verde e Arredo Urbano – un vero tesoro nascosto, un angolo speciale di Milano. Questo festival è l’occasione per scoprirlo e per conoscere tanti segreti del mondo vegetale, anche quello a noi più vicino”. Villa Lonati, sede del Settore Verde  e Agricoltura del Comune di Milano, è un luogo unico: costruita nel ‘500 ha ospitato diverse famiglie di nobili milanesi. La struttura è perfettamente conservata e ospita anche il Museo Botanico. Si inizia sabato 12 con ‘Esploratori… in Erba!’, una caccia al tesoro interattiva alla scoperta della fl­ora della Villa e con ‘Letture nel  bosco’ dedicate ai più piccoli. Tutte le attività sono gratuite , gratuito anche l’ampio parcheggio all’interno della struttura ma Villa Lonati è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (tram 4 e 5, autobus 51 e 83, MM3 Dergano e Maciachini): si trova in Via Ausonio Zubiani, 1 di fronte all’ingresso Sud dell’Ospedale Maggiore Niguarda Ca’ Granda.

La struttura è liberamente visitabile tutti i mercoledì dalle 9:00 alle 15:30

Sabato 19 ci sarà un libero scambio di semi e piante aperto a tutti.

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