Musement: il giro d’Europa in 5 piatti tipici

Se gli italiani non possono ancora viaggiare in Europa, l’Europa arriva direttamente nelle case di tutti i viaggiatori. Come? Passando dalla cucina.

Esistono itinerari di viaggio organizzati per scoprire le tradizioni enogastronomiche di ogni paese e poi ci sono dei piatti tipici che consentono di esplorare il mondo in un solo boccone, scoprendo piccole cittadine e metropoli dalla fama internazionale. Grazie alla classifica dei 5 tra i piatti più pop del continente, Musement sottolinea come i confini geografici non siano una barriera per coloro che nutrono la propria anima lasciandosi trasportare de esperienze di viaggio insolite ed indimenticabili, anche attraverso il gusto.

Pasta al pomodoro – Italia

Italia è sinonimo di pasta. Con il sugo di pomodoro, una foglia di basilico e una spolverata di parmigiano, non sarà più necessario attraversare la penisola per assaporare il gusto mediterraneo del paese delle grandi eccellenze, enogastronomiche e non. Bianco, rosso e verde: proprio come la bandiera dell’Italia, sono pochi gli ingredienti necessari a completare la ricetta che più rappresenta la cultura culinaria del Bel Paese. Una vera celebrazione di autenticità e di quei sapori semplici che, sposandosi alla perfezione, regalano un viaggio sensoriale senza paragoni.

Moules Frites – Belgio

Morire dalla voglia di visitare il Belgio ma essere bloccati a casa? Ecco che corrono in soccorso le Moules Frites, una delle ricette più gustose del paese. Niente pregiudizi però: le cozze accostate alle patatine fritte potranno sembrare un insulto a tutte le cucine che si rispettino fino al momento in cui non le si avranno sotto i denti. La ricetta, nata a Lille, nel nord della Francia, è semplice e non richiede grandi doti culinarie. Pochi i passi da seguire per bollire le cozze, marinarle nel vino o nel burro, friggere le patate e completare l’opera con un po’ di salsa… il vostro palato apprezzerà certamente!

Smørrebrød – Danimarca

Fast food danese per scoprire il paese scandinavo. Lo smørrebrød, letteralmente “pane imburrato”, è una delle pietanze da non lasciarsi sfuggire durante un viaggio al nord e perché quindi non provare a riprodurlo direttamente dalla propria cucina? Grande classico della tradizione di questa nazione, il pane imburrato è considerato un ottimo modo per usare ciò che è rimasto in frigo. Tra gli ingredienti più famosi, il paté di fegato e il sild, aringa sottaceto con salsa. Amato dai giovani e diventato cibo super trendy, prima di mettersi ai fornelli sarà necessario ricordare solo pochi consigli: per ogni alimento il suo pane specifico. Qualche esempio? ll salmone e i gamberetti vanno serviti su pane bianco. La salsa tartara con pane nero, preferibilmente guarnito con tuorlo d’uovo e rafano.

Bitterballen – Olanda

Sono famose in tutto il mondo e riscuotono tanto successo quanta diffidenza. Le Bitterballen sono un piatto grezzo e sorprendente da gustare ad Amsterdam, ma anche seduti comodamente sul proprio divano. Le polpette di carne sono un piatto tipicamente olandese che rappresenta la ‘gezelligheid’, parola che significa comfort, socialità e convivialità in toto. Non esiste una festa dove non siano offerte e le si trova praticamente in qualsiasi bar. Per un’autentica esperienza dutch home made, sarà sufficiente procurarsi carne di manzo o di vitello, burro, prezzemolo e noce moscata. A piacimento un pizzico di curry o dei piccoli tocchetti di verdura e uno strato di senape: in Olanda anche lo street food è sorprendente!

Paella – Spagna

Crocevia di gusti e tradizioni, la Spagna ha saputo accontentare tutti i golosi con un unico piatto: la Paella. Riso, zafferano, spezie, verdure, carne e pure pesce nella sua versione originale valenciana. La ricetta è conosciuta come uno dei piatti che porta in alto la cucina spagnola nel mondo. Celebre in ogni angolo del globo, pochi sanno che la paella, nel corso del tempo, è mutata dando così vita a numerose varianti a seconda della zona della spagna in cui la si mangia. Il segreto per riprodurre la versione più autentica nelle proprie cucine? Materie prime di ottima qualità e tanta passione.

Contrasto alla pesca illegale: operazione della Guardia Costiera a largo delle isole Eolie

A sud delle isole di Alicudi e Filicudi, un peschereccio è stato sorpreso da nave Corsi CP906 della Guardia Costiera nella fase di recupero di una rete da posta illegale di circa 7.500 mt di lunghezza. La rete – al termine delle operazioni – è stata posta sotto sequestro, e il comandante del peschereccio sanzionato secondo i termini di legge.

Si è conclusa nella notte una vasta operazione della Guardia Costiera nel bacino del Tirreno meridionale che ha visto l’impiego di due pattugliatori d’altura, un elicottero ed altri mezzi navali della Guardia Costiera assegnati ai Comandi dell’arcipelago eoliano, volta a contrastare il fenomeno della pesca illegale. Nel dettaglio, a sud delle isole di Alicudi e Filicudi, un peschereccio è stato sorpreso da nave Corsi CP906 della Guardia Costiera nella fase di recupero di una rete da posta illegale di circa 7.500 mt di lunghezza. La rete – al termine delle operazioni – è stata posta sotto sequestro, e il comandante del peschereccio sanzionato secondo i termini di legge.
In quelle stesse ore, ma a Nord delle isole Eolie, Nave Diciotti CP941, impegnata in attività operativa in quell’area, ha rinvenuto un’ulteriore rete da pesca illegale lunga diversi chilometri ed ha proceduto al recupero della rete con l’ausilio di Nave Magliano CP404, unità del Corpo specializzata in questo tipo di attività in mare. Le operazioni sono tuttora in corso.
Le reti da posta illegali, che non rispettano lunghezza prevista dalla norma (dimensioni uguali o inferiori ai 2,5 km) o le dimensioni previste per la maglia della rete, vengono calate in mare e lasciate alla deriva per la cattura di grossi pesci pelagici, come i tonni ed i pesci spada. Una tipologia di rete vietata dalla normativa, in quanto strumento di pesca non selettivo che costituisce un vero e proprio muro galleggiante, determinando la cattura anche di specie protette come delfini e tartarughe, che rimangono spesso impigliati in tali attrezzi di pesca illegali.
Negli ultimi anni molti sforzi sono stati profusi in termini di impiego di mezzi aeronavali e uomini per combattere questa pratica di pesca che non solo è illegale, ma è anche dannosa per l’intero ecosistema marino. Nei soli mesi di aprile e maggio, diverse sono state le missioni svolte dai pattugliatori d’altura, finalizzate al contrasto di questa pratica di pesca. Nella pianificazione di attività che interessano un’area marittima di circa 500 mila km2 e richiedono l’impiego di diversi mezzi aeronavali, risultano particolarmente importanti le informazioni acquisite anche tramite le organizzazioni/associazioni ambientaliste, che completano il quadro informativo sulle attività illecite in mare, e consentono di pianificare in modo efficace le operazioni di contrasto.
Il dispositivo operativo, messo in piedi dalla Guardia costiera, ha permesso, nel corso del 2019 e nei primi mesi del 2020 (incluso il periodo emergenziale COVID19), di verificare la correttezza delle attività di pesca in mare e degli esercizi commerciali che operano all’ingrosso e al dettaglio, al fine di tutelare il prodotto ittico nazionale, come pure il consumatore finale, attraverso l’immissione sul mercato di un pescato conforme ai requisiti di legge, sia per quanto attiene alla tracciabilità che all’etichettatura. 
Questi, a titolo di esempio, alcuni dei dati più significativi dal 2019 ad oggi:
oltre 145mila verifiche effettuate;
sequestrati circa 700mila kg di prodotto ittico non conforme;
eseguiti oltre 5000 sequestri (8173 attrezzi da pesca illegali); 
elevate sanzioni per un importo di quasi 13 milioni di euro.
Un’attività svolta quotidianamente a garanzia della conservazione e dello sfruttamento delle risorse ittiche in condizioni di piena sostenibilità ambientale, sociale ed economica.​

Grand tour in Italia tra cultura e natura. Idee di viaggio, libri, itinerari, parchi letterari

 Come cambierà il viaggio? Non più spazi da attraversare ma luoghi da vivere! In questa visione i viaggi “Cultura e Natura” saranno la vera novità di questo e dei prossimi anni.

Nella Giornata Mondiale dell’Ambiente il mensile “Leggere:tutti” in collaborazione con I Parchi Letterari® avvia una riflessione e presenta idee e proposte per le prossime vacanze con la possibilità di condividere le mete con amici vecchi e nuovi. Venerdì 5 giugno 2020. Dalle 10:00 –  20:00 sul canale You Tube di “Leggere:tutti” https://www.youtube.com/channel/UCFM7SPriIxEjiAqCw08oTsQ

Numerose già le conferme e adesioni nel nutrito palinsesto di Grand Tour in Italia tra Cultura e Natura, la maratona culturale organizzata dal mensile “Leggere:tutti” che in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, il prossimo 5 giugno, ospiterà in live streaming (sul canale YouTube dedicato) numerosi autori e operatori del settore per parlare del rapporto tra Viaggio e Cultura.

 “L’obiettivo di questa iniziativa – afferma Sergio Auricchio, editore di “Leggere:tutti” – è suscitare una riflessione su come cambierà il viaggio: pensare che alla fine del tunnel della pandemia ci sarà la luce e tutto tornerà come prima, non solo si fonda su presupposti sbagliati, ma sarebbe anche una sciagura non aver capito quello che è successo e l’origine stessa del Covid-19. Non ci saranno più spazi da attraversare, ma luoghi da vivere nel rispetto della natura, della storia e delle tradizioni culturali dei territori. A questo proposito, non mancheranno idee e proposte di viaggio cui sarà possibile partecipare sia singolarmente che attraverso visite guidate gratuite promosse dalla nostra rivista in collaborazione con i responsabili delle mete prescelte.”

 La diretta inizierà alle ore 10.00 con una prima parte dedicata ad una riflessione su come andranno a modificarsi il viaggio e il turismo ai tempi del Covid-19 e all’importanza che avranno, in tale ambito, destinazioni all’insegna della cultura e della natura. Su questi temi interverranno sociologi, economisti, filosofi, imprenditori. Tra gli ospiti già confermati, Giorgio De Rita (Censis); il sociologo e saggista Francesco Morace, autore del libro Il bello del mondo; Oscar di Montigny, manager e autore del saggio appena pubblicato per Mondadori Gratitudine; Antonio Cellie, Ceo di Fiera di Parma, esperto di turismo e agroalimentare; Eugenio Tangerini, Media Relations manager BPER Banca.

 Ma saranno anche alcuni scrittori particolarmente sensibili alle tematiche ambientali come Paolo Cognetti, Premio Strega 2017, Raffaele Nigro, Mariolina Venezia e Giuseppe Cederna attraverso i loro libri, a “raccontare” come la lettura dei romanzi, che in definitiva è un viaggio attraverso luoghi e persone, sia fondamentale per lo sviluppo di una coscienza ambientale e nello stesso per accompagnare il viaggio.

 L’European Green Deal della Ue sarà al centro dell’intervista di Sandro Capitani a Paolo De Castro, ex ministro e parlamentare europeo, che affronterà in particolare il rapporto tra agricoltura e ambiente.

 Si inizierà quindi a presentare realtà, alcune poco conosciute, in cui la cultura si inserisce in paesaggi di natura incontaminata. Tra queste, i Parchi Letterari®, che rappresentano un unicum in cui l’eredità degli scrittori del passato rivive attraverso i luoghi, le storie riportate dagli abitanti dei territori che hanno convissuto con gli scrittori stessi e naturalmente le loro opere. A far da guida a queste realtà sarà il presidente della rete dei Parchi Letterari, Stanislao de Marsanich, che presenterà alcuni dei rappresentanti e amministratori locali impegnati non solo nella salvaguardia della memoria storica, ma anche nella valorizzazione dei suddetti territori. In tale ambito parteciperanno, tra gli altri: Raffaele Nigro, presidente Parco Letterario Federico II di Melfi, Presidente Premio Letterario Carlo Levi e membro dei sei Parchi Letterari della Basilicata; Patrizio Scarpellini, direttore Parco Nazionale delle Cinque Terre e Parco Letterario Eugenio Montale; Tommaso Agnoni, Presidente Fondazione Caetani di Sermoneta, Giardino di Ninfa, Parco Letterario Marguerite Chapin Caetani; Neria De Giovanni, in rappresentanza di Galtellì, Parco Letterario Grazia Deledda e Galtellì Literary Prize; Tarcisio Agus, Presidente Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, Parco Letterario Giuseppe Dessì; Paolo Lusci, Fondazione Giuseppe Dessì, Parco Letterario e Premio Letterario Giuseppe Dessì. A coordinare gli interventi sarà la giornalista Diana de Marsanich.

 Nel pomeriggio sarà possibile incontrare Giordano Bruno Guerri, che guiderà i fruitori in una visita al Vittoriale appena riaperto al pubblico. Un’altra mèta significativa sarà un viaggio virtuale al Labirinto della Masone voluto e fondato da Franco Maria Ricci. La guida e i racconti storici e filosofici legati al Labirinto saranno a cura di Edoardo Pepino, responsabile culturale della struttura.

 Nella lunga diretta non potranno mancare i libri attraverso incontri con autori e responsabili di collane di alcune case editrici specializzate: un vero e proprio viaggio anche attraverso i mondi della scrittura che vedrà intervenire, tra gli altri, Giorgio Albonico, Gianluca Barbera, Vittorio Russo, Giuseppe Samonà, Don Pasta e Lorenzo Mori.

 Spazio anche al “cibo-cultura”: a questo riguardo, una “finestra” su questo tema, coordinata da Carlo Ottaviano de “Il Messaggero”, vedrà partecipare Donatella Cinelli Colombini e Stefano Salis de “Il Sole 24 Ore”: insieme ad alcuni chef stellati parleranno di come il cibo, il vino e i prodotti tipici siano una forte attrattiva per i territori.

 Non mancherà poi la musica popolare con la partecipazione di artisti che durante la lunga diretta interpreteranno alcuni loro brani, con interventi coordinati dal direttore di “Leggere:tutti” Annalisa Nicastro, in cui sarà discusso il ruolo che la musica popolare ha nella conoscenza e nella valorizzazione dei territori di origine.

 Infine, alle 19.00, in concomitanza dell’eclissi di Luna che sarà seguita con immagini in diretta, l’attore Gino Manfredi interpreterà la “Sora Luna” del Cantico delle creature, un sentito omaggio ad un altro particolare e straordinario evento della Natura.

 Prima, durante e dopo la diretta, vi sarà la possibilità di segnalare, inviando una mail a info@leggeretutti.it e senza alcun impegno, una o più mete che si intende visitare tra quelle illustrate nel programma. “Leggere:tutti” si occuperà di mettere in relazione diretta gli utenti con i responsabili delle strutture, al fine di poter organizzare su prenotazione visite guidate riservate. 

 L’iniziativa, ideata da “Leggere:tutti” e “I Parchi Letterari®”, è realizzata in collaborazione con Agra editrice e “Food&Book”. Main partner è BPER Banca, da sempre impegnata nella promozione della lettura.

Il 5 giugno è la giornata mondiale dell’Ambiente: Grand Tour Italia tra cultura e natura

Idee di viaggio, libri, itinerari, parchi letterari. Maratona culturale in diretta streaming. Sostenibilità, Condivisione, Esperienza. Ore 11:00 –  20:00. Sul canale You Tube di “Leggere:tutti” https://www.youtube.com/channel/UCFM7SPriIxEjiAqCw08oTsQ

Il mensile “Leggere: tutti” in collaborazione con i Parchi letterari® organizza per il 5 giugno, Giornata Mondiale dell’Ambiente, una lunga maratona online all’insegna del rapporto tra Viaggio e Cultura e in particolare di come andrà a modificarsi la domanda e l’offerta di viaggi e ospitalità turistica. Per questo ha chiamato a partecipare alla diretta streaming scrittori, economisti, filosofi, sociologi, paesaggisti, architetti, rappresentanti delle Istituzioni, operatori della filiera turistica e agroalimentare che verranno coinvolti in una riflessione sulle possibilità alternative al turismo “mordi e fuggi” e sul turismo responsabile rispetto alla natura e all’ambiente. Questa iniziativa che fa seguito a “Navigare tra libri e parole”, organizzata in occasione della Giornata Mondiale del Libro lo scorso 23 aprile, si concluderà nella tarda serata con un omaggio poetico alla Luna in coincidenza con l’eclissi che inizierà alle 19,30 e che si potrà seguire durante la diretta.

“Pensare che alla fine del tunnel della pandemia ci sarà la luce e tutto tornerà come prima – afferma Sergio Auricchio, editore di “Leggere: tutti” – non solo si fonda su presupposti sbagliati, ma è un segno di non aver capito quello che è successo e soprattutto che l’origine stessa del Covid-19 nasce proprio da una violazione della natura. Considerare che le risorse peraltro limitate dell’intero Pianeta siano a disposizione per essere usate a nostro piacimento è grave ma soprattutto suicida. A tutto questo hanno contribuito anche forme di turismo non rispettose dell’ambiente, che hanno provocato la distruzione delle coste e una concentrazione di turisti senza controllo in alcuni nostri centri storici e luoghi di villeggiatura. La sfida oggi è preservare l’ambiente anche utilizzando la risorsa turistica con una programmazione ponderata, un maggiore rispetto del territorio e delle sue peculiarità.”

A tale proposito si inseriscono perfettamente anche i Parchi Letterari®, territori caratterizzati da diverse combinazioni di elementi naturali e umani che illustrano l’evoluzione delle comunità locali attraverso la letteratura: una mèta di ispirazione per il turista che, proprio attraverso i luoghi descritti o vissuti da un autore, riesce a riviverne la creatività condividendo un’esperienza unica. Spiega Stanislao de Marsanich, presidente dei Parchi: “le sensazioni che hanno ispirato tanti autori per le loro opere e che i Parchi intendono rioffrire al visitatore rappresentano un esempio di valorizzazione dell’ambiente, della storia e delle tradizioni di chi quel luogo ha abitato, fisicamente o con l’animo.. I Parchi Letterari®, proprio come aveva intuito Stanislao Nievo, assumono il ruolo di tutela letteraria di luoghi resi immortali da versi e descrizioni celebri che rischiano di essere cancellati: per questo vale la pena di viverli nella maniera mentale e fisica più consona”.

Ecco quindi il “Grand Tour in Italia tra Cultura e Natura”, che evoca un’idea di viaggio riferita al passato ma che oggi come noi mai risulta essere di grande attualità, contrapponendo la lentezza alla velocità e incentivando il piacere di riscoprire luoghi legati alla storia e alla cultura del nostro Paese: non solo, dunque, possibilità di riposo e svago, ma anche di riflessione e crescita culturale.

Sostenibilità, Condivisione, Esperienza saranno le tre parole sulle quali saranno chiamati a esprimersi gli ospiti durante la diretta, insieme al pubblico da casa che potrà interagire con domande e commenti a tema. L’appuntamento è dalle ore 11:00 alle 20:00 sul canale You Tube di “Leggere: tutti”.

Mare e Covid-19. Due giovani ingegneri trentenni progettano un innovativo stabilimento balneare

Sunsafe è il nuovo look delle spiagge per rispettare il distanziamento sociale imposto dall’emergenza covid19. Ideatori dell’idea innovativa e sostenibile anche socialmente due giovani ingegneri trentenni, Luisa Scambia e  Gianluca Proietti

In epoca di COVID 19, gli stabilimenti balneari vanno ripensati e riconfigurati al fine di rispettare le distanze tra gli utenti. Un progetto innovativo è stato realizzato dallo studio romano di allestimenti Linee Alterne, capitanato da Maurizio Proietti in collaborazione con due giovani ingegneri trentenni, Luisa Scambia e  Gianluca Proietti. Il progetto, che si chiama Sunsafe, vuole rivitalizzare gli spazi collettivi con un approccio sostenibile che, studiato in connessione al microclima e alle esigenze commerciali, massimizza il numero di postazioni e garantisce il comfort degli utenti. Nel caso dell’applicazione in spiaggia, ad esempio, l’aumento di superficie pro capite per l’istallazione in spiaggia, é inferiore al 10% rispetto al tradizionale sistema ad ombrelloni, attestandosi su 4,3 mq/postazione contro i 3,9 mq/postazione degli ombrelloni tradizionali. Il sistema e’ modulabile e personalizzabile per adattarsi a diverse tipologie di spiagge o aree esterne. SunSafe coniuga materiali tradizionali ed innovativi con particolare attenzione alle specifiche tecniche, economiche, ambientali e di igienizzazione.

Luisa Scambia si e’ laureata in ingegneria-edile architettura alla Sapienza nel 2014 e dopo varie esperienze lavorative iniziali tra Roma presso ABDR, IMST e Studio Pietrangeli e New York presso Space4Architecture, si è trasferita a Londra per completare un master in ingegneria ambientale e sostenibilità’. Durante la fase di completamento del master ha lavorato presso WSP, una compagnia di ingegneria multidisciplinare, per poi spostarsi presso Foster+Partners, dove ricopre, da quasi tre anni, il ruolo di ingegnere e designer ambientale.

Gianluca Proietti si e’ laureato in ingegneria-edile architettura alla Sapienza nel 2014 e dopo una breve esperienza lavorativa a Roma, presso lo studio Giammetta&Giammetta Architects, si e’ trasferito a Londra nel 2015. I primi due anni ha lavorato nel settore dell’architettura aeroportuale presso prima Scott Brownrigg e poi Pascal&Watsons, per poi spostarsi nel settore dell’architettura sportiva  presso KSS Design dove lavora attualmente.

 https://www.sunsafe.it/ 

A 25 anni dalla sua morte un libro ricorda la vita, la carriera, le indagini del Comandante Natale De Grazia

Sono le prime ore del 13 dicembre 1995, qualche giorno prima del suo trentanovesimo compleanno, quando, all’altezza di Nocera Inferiore, il Comandante Natale De Grazia muore in circostanze che già allora appaiono sospette

Sono le prime ore del 13 dicembre 1995, qualche giorno prima del suo trentanovesimo compleanno, quando, all’altezza di Nocera Inferiore, il Comandante Natale De Grazia muore in circostanze che già allora appaiono sospette. De Grazia era un ufficiale della Guardia Costiera, in servizio presso la Capitaneria di porto di Reggio Calabria. Al momento della sua morte faceva parte del pool investigativo coordinato dal sostituto procuratore Francesco Neri, costituito per effettuare le indagini sulle “navi a perdere”, sospettate di essere state affondate, deliberatamente, con il loro carico di rifiuti radioattivi.

A 25 anni dalla morte di De Grazia, un’iniziativa editoriale ne ripercorre la vita e la carriera professionale.

Nel libro Navi Mute, con l’introduzione del Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, Sergio Costa e la prefazione del Comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto, Ammiraglio Giovanni Pettorino, gli autori Giampiero Cazzato e Marco Di Milla, partendo dal prezioso lavoro della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, raccontano non solo le indagini di De Grazia e i misteri intorno alla sua morte, ma anche l’uomo, attraverso i ricordi della moglie Anna Vespia e la voce delle persone – amici e colleghi – che lo hanno conosciuto da vicino.

Ne esce il ritratto di un uomo perbene, un ufficiale con un profondo senso della giustizia e dello Stato. Un eroe, nel senso più vero e profondo della parola.

«La sua è una straordinaria testimonianza di coraggio, di umiltà e volontà scrive l’Ammiraglio Pettorino nella sua prefazione – Una testimonianza che silenziosamente continua a ispirare il nostro pensare e, soprattutto, il nostro agire, sempre più rivolto a proteggere gli interessi del mare e dell’ambiente. Interessi di cui l’Italia, non va dimenticato, ne fa la sua ragione di vita, economica e sociale».

De Grazia era uno dei pochi capace di muoversi lungo il Mediterraneo per seguire le piste di quelle imbarcazioni. L’unico capace di leggere i registri navali e le carte dei Lloyd di Londra.

Già nel 2004 l’allora Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, insignì De Grazia della medaglia d’oro al Merito di Marina, perché  la sua opera «è stata contraddistinta da un altissimo senso del dovere che lo ha portato, a prezzo di un costante sacrificio personale e nonostante pressioni ed atteggiamenti ostili», a svolgere complesse investigazioni nel settore dei traffici clandestini e illeciti operati da navi mercantili.

“Navi mute” è la prima pubblicazione all’interno di una collana intitolata “Storie di mare”, curata dal Comando Generale della Guardia costiera in collaborazione con le Edizioni All Around e rivolta a sostenere l’impegno di istituzioni e cittadini in difesa del mare e dell’ambiente, patrimonio comune da preservare per le generazioni future.

Così il Ministro Costa nell’introduzione al libro: «Il lascito di De Grazia deve essere vivo nelle nostre azioni quotidiane. Solo così potremmo onorarne la memoria concretamente»

Dal lockdown alla ripartenza: la campagna della Guardia Costiera per il monitoraggio del mare

Il periodo di lockdown ha prodotto un notevole miglioramento in campo ambientale, che si è potuto apprezzare, ad esempio, dal ripopolamento di aree prettamente antropiche da parte di alcuni specie di animali

Il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, su indicazione del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Sergio Costa, ha programmato un’intensa attività di monitoraggio ambientale volta a “fotografare” lo stato del mare, con l’obiettivo di acquisire informazioni e dati scientifici nei tratti di mare di particolare pregio, come le Aree Marine Protette e le aree ad esse limitrofe, durante il periodo di lockdown e nella fase immediatamente successiva. 

 L’iniziativa nasce dal visibile miglioramento delle condizioni generali degli habitat naturali, causato dallo stato di emergenza provocato dalla diffusione del COVID-19, che ha determinato una notevole diminuzione delle attività industriali e del numero delle persone presenti non solo nelle città, ma anche nei porti e nelle spiagge, di solito affollate da bagnanti e diportisti già in questo periodo dell’anno.

Un notevole miglioramento in campo ambientale, che si è potuto apprezzare, ad esempio, dal ripopolamento di aree prettamente antropiche da parte di alcuni specie di animali.

 In questa cornice, la campagna di monitoraggio, avviata lo scorso mese di Aprile – il cd. “punto zero” – sta proseguendo in tutta Italia con il coinvolgimento dei 5 nuclei subacquei della Guardia Costiera e di tutti i comandi territoriali.

In particolare l’attività è finalizzata ad analizzare e comparare i dati acquisiti in mare durante il periodo di lockdown, con quelli registrati prima dell’emergenza e quelli che si stanno acquisendo nella successiva fase 2. 

Nello specifico, le informazioni saranno recepite tramite:

–         una misurazione con criteri scientifici dello stato di salute del mare, grazie al contributo fondamentale delle Arpa regionali ed al ruolo centrale di coordinamento e supporto scientifico fornito da ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), nel quadro del Sistema Nazionale di Protezione dell’Ambiente, che operano unitamente al personale specializzato del Corpo;

–         le rilevazioni di immagini subacquee della flora e fauna marina con l’impiego dei nuclei sub della Guardia Costiera, dislocati lungo il territorio nazionale;

–         il censimento degli avvistamenti inconsueti di specie marine in prossimità di aree di norma fortemente antropizzate.

Un’attività integrata che ha lo scopo di fornire al Ministero dell’Ambiente, che ha fortemente voluto e dato impulso a questa iniziativa, il complesso dei dati progressivamente reperiti, raccolti ed analizzati, anche allo scopo di permettere una più agevole individuazione delle eventuali fonti di inquinamento marino.

Questa campagna di monitoraggio si affianca ad un’altra iniziativa promossa dal Ministro dell’Ambiente, su impulso dell’ associazione ambientalista Marevivo, a cui la Guardia Costiera fornirà il proprio contributo operativo.

Più di 46mila hanno frequentato i corsi di Chef. Incremento di domande dallo scoppio dell’emergenza Coronavirus

L’Italia crede nella Formazione a distanza. Il Presidente e Ceo Robiglio: in questi giorni stiamo avendo tante richieste. Gli italiani sono per natura resilienti e in tanti già pensano al dopo Coronavirus segnale di come ci sia un’Italia fatta di persone che si rimboccano le maniche e che puntano sul lavoro e sulla formazione.

Tra i docenti dei corsi: lo Chef stellato Antonino Cannavacciuolo per il corso “Cuoco professionista CHEFuoriclasse” e il truccatore e imprenditore nel mondo della cosmetica Diego Dalla Palma per il corso “Professionista della Bellezza e del Benessere. Percorso Immagine”

“In queste settimane abbiamo avuto tante richieste. Gli italiani sono per natura resilienti e in tanti già pensano al dopo Coronavirus. Segnale di come ci sia un’Italia fatta di persone che si rimboccano le maniche e che puntano sul lavoro e sulla formazione.”
Lo ha dichiarato  il presidente del Gruppo Ebano e presidente della Piccola Industria di Confindustria Carlo Robiglio nel presentare i numeri di Cef Publishing, società del Gruppo Ebano leader di mercato in Italia nella progettazione, realizzazione ed erogazione di corsi professionali attraverso modalità Fad (Formazione a distanza) ed e-learning.
Il Gruppo Ebano, con 9 società controllate, 15 partnership produttive, più di 250 dipendenti e collaboratori, ha visto lievitare in sei anni i ricavi complessivi dell’800% e a maggio del 2019 ha ricevuto a Milano, nella sede di Borsa Italiana, il Premio “Deloitte Best Managed Companies” (BMC),  il riconoscimento rivolto alle aziende che si sono distinte per strategia, competenze, impegno verso le persone e performance.  Il Gruppo Ebano, tramite Cef Publishing, è anche certificata dal programma Elite di Borsa Italiana per i requisiti di affidabilità e trasparenza richiesti dai principali investitori istituzionali.

“L’emergenza Coronavirus- ha dichiarato Robiglio- che sta colpendo l’Italia, imporrà ampie riflessioni che impatteranno sulle future scelte del Paese; riflessioni che sempre più ci porteranno nella direzione di creare una società sostenibile ed inclusiva, che possa permettere a chiunque di crescere in competenze e cultura, anche rimanendo nella propria abitazione e gestendo il proprio tempo secondo personali aspettative e necessità di vita.
Per questi motivi la formazione a distanza, con le importanti innovazioni tecnologiche apportare alle piattaforme e-learning negli ultimi anni, potrà rappresentare un’opportunità di crescita per ampi strati della nostra società che, per i più diversi motivi, oggi ne sono esclusi. Occorrerà altresì che il governo sappia cogliere subito questa occasione e la faccia propria, creando precondizioni e percorsi virtuosi per promuovere e sviluppare la formazione a distanza in senso ampio e trasversale a vantaggio di tutta la società italiana”.

Sono i numeri a raccontare come gli italiani puntino sulla formazione a distanza.
Più di quarantasei mila corsisti in undici anni, la maggioranza degli iscritti sono donne per il corsi in Estetica e benessere (97%), Sanità (97%), Sociale (90%), Animal care (77%) mentre solo per quello per “Cuoco professionista chefuoriclasse” attraggono in pari misura uomini e donne. Non solo. La ristorazione è anche una delle due aree, insieme ad Estetica e benessere, in cui i corsi di Cef Publishing/Gruppo Ebano registrano una frequenza pari al 25% anche nelle regioni meridionali.

Tra i docenti dei corsi  lo Chef stellato Antonino Cannavacciuolo per il corso “Cuoco professionista CHEFuoriclasse” e il truccatore e imprenditore nel mondo della cosmetica Diego Dalla Palma per il corso “Professionista della Bellezza e del Benessere. Percorso Immagine”.
In generale, il tasso di maggior frequenza si rileva nel Nord Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia), con oscillazioni che, a seconda delle tematiche, vanno dal 36 al 39% degli iscritti complessivi.

La formazione a distanza, insomma, è una realtà. “Potrà diventarlo ancora di più se si porrà fine ad un’anomalia: in tanti paesi i corsi erogati completamente in Fad hanno il riconoscimento pubblico e in Italia non ancora” spiega Carlo Robiglio.
“Un anacronismo- continua Robiglio- da superare nell’interesse della collettività, più che per chi opera nel settore. Per questo siamo orgogliosi che i nostri corsi rappresentino un’occasione per cambiare lavoro, rimettersi in gioco professionalmente per così tante persone”.

I numeri degli iscritti ai corsi di Cef Publishing/Gruppo Ebano dicono che la Fad è utilizzata soprattutto da soggetti con un titolo di studio medio: diploma professionale o maturità. A seconda della tipologia di corsi, l’incidenza sul totale passa da un minimo del 26% a un massimo del 37% per la maturità e da un minimo del 29% a un massimo del 37% per il diploma professionale.
Non manca una fascia cospicua di corsisti in possesso di licenza media, così come, sul fronte opposto, una quota di laureati, con incidenza che sfiora il 10%.
Quanto all’età dei corsisti, per almeno il 70-80% si tratta di soggetti dai 17 ai 45 anni. Con partecipazione complessivamente più folta per la fascia 26-35, mentre tra i più giovani (17-25) sono particolarmente seguiti (41%) i corsi dell’area Animal care.
La formazione a distanza, tra gli altri meriti, ha quello di ridurre tempi, costi e inquinamento ambientale, in una logica di sviluppo sostenibile.
Non a caso, dall’aprile 2018, Cef Publishing/Gruppo Ebano è certificata B-Corp, la comunità delle aziende che utilizzano “il business come forza per il bene” e a novembre è stata trasformata anche giuridicamente in Società Benefit.

I dieci oggetti più strani distrutti dal migliore amico dell’uomo

Quattro zampe, denti affilati e un’irresistibile voglia di rosicchiare tutto, a partire da telecomandi, paraurti, cactus, occhiali e cavi elettrici. Barkyn presenta la top 10 degli oggetti più strani devastati dal nostro inseparabile amico, l’implacabile ‘re dei distruttori’.


Quarantena, restrizioni, stress accumulato, assenza di contatti con altri cani, tutti fattori che hanno contribuito a mettere sotto pressione anche i nostri amici a quattro zampe. In questa situazione, come nel corso della loro vita, può capitare che si sfoghino, per gioco o per attirare l’attenzione, con un’incredibile varietà di oggetti. L’indagine condotta da Barkyn, sito specializzato nel benessere alimentare del cane, rivela 10 tra i più incredibili oggetti distrutti ‘senza ritegno’ dai nostri compagni di vita. A raccontare le proprie esperienze sono stati i rispettivi padroni, forse rassegnati, ma sempre con il sorriso.

Che gusto il paraurti!

Tra tutti gli oggetti pratici e comodi che si potrebbero rosicchiare, Poker ha fatto una scelta più sofisticata, ha deciso di devastare ben quattro paraurti di automobile. Uno non bastava. Tra l’altro non è l’unica cosa che ha demolito, perché nella lunga lista di cose azzannate senza un domani ci sono: un sistema d’irrigazione, un faretto, una retina per la piscina, una pompa per gonfiare pneumatici, una crema solare (ben distribuita sulla passerella in legno), un albero di mandarino, svariate reti da calcio oltre all’immancabile paio di scarpe e pantofole. Detto questo, pare non abbia mai nemmeno una volta tentato di rosicchiare i suoi giocattoli.

Voglia di cactus

Ma quali crocchette, cibo fresco o altre leccornie, meglio pane e cactus! Questa è la storia di Bart, che di certo non nasconde qualche affinità con il personaggio di Matt Groening. Il temerario buongustaio è stato sorpreso più volte a tentare di mangiare la spinosa e pacifica pianta grassa in casa dei suoi padroni. Non solo, nei pressi del vaso ci piazzava pure dei pezzi di pane. Chissà per la salsa che tipo di scelta avrà fatto.

Quell’insopportabile parabrezza

A quanto pare l’attrazione per l’automotive è forte nella razza canina. Spaike, pastore tedesco, aveva una strana ossessione per i parabrezza delle auto. Ne ha distrutti due, perché di si, non dovevano esistere punto e basta. Infatti, il giorno in cui i suoi padroni si svegliarono trovando i parabrezza di entrabe le loro auto in frantumi, fu il giorno in cui decisero di parcheggiarle… Fuori casa.

Quel parquet non va bene!

Moka ha la fissa per il design e quando decide che un pavimento non le piace non c’è niente che possa fermarla. In questo caso, come ci ha raccontato la sua padrona, l’attività della sua migliore amica era praticamente diventato un hobby. Uno costoso ovvero staccare il parquet tra il bagno e il corridoio, spargendone i resti per la casa, mentre era impegnata a dirigere il ‘cantiere’.

Degustare l’intonaco

Una passione simile sviluppata per i progetti edili è la caratteristica di Romeo, bulldog inglese, il quale per un periodo della sua vita ha avuto una scarsissima tolleranza per i muri. Si, i muri. Storti o dritti non importava, bastava rosicchiarli… E in diverse parti della casa. Un abile degustatore d’intonaco.

La passione per gli elettrodomestici

Jack da grande avrebbe voluto fare l’elettricista. Il suo intento era chiarissimo, specie dopo che i suoi padroni si accorsero degli svariati metri di cavo rosicchiati nel tempo, inclusi quelli di frigorifero, stufetta (prima e dopo la riparazione) e computer. A questi pare abbia aggiunto delle gustose morsicate ai mobili della cucina. Meglio darsi alla falegnameria?

Il rossetto è chic

Bolota ha decisamente una prospettiva in quanto makeup influencer. La truccatrice a quattro zampe non è riuscita a contenere la voglia sfrenata dei rossetti rosa della sua padrona… E se li è mangiati. Un modo pratico per riuscire a truccarsi muso, zampe, tutti i cuscini della casa e… Si, appena uscita, anche la strada si inevitabilmente è dipinta di rosa.

Che buona la fibra

Se adori tutto della tua casa, perché non rosicchiarla? La piccola Joy ha mappato nel dettaglio la sua casa con denti e artigli, azzannando tra i vari oggetti: sei cavi in fibra, quattro sedie, due tavolini, due telecomandi, un caricatore per computer, un tavolo da pranzo, porte e battiscopa. Tanto da scaturire la fantasia dei suoi padroni, nominando le sue imprese in stile Game of Thrones: Joy, The dog from Hell, Internet Smiter, Furniture Eater, All around Bad Girl.

Meglio non vederci chiaro

Zazu, questo il nome del cane, forse un ottico nella sua vita precedente, ha eseguito un’operazione molto accurata con gli occhiali della sua padrona. Mantenendo integro il telaio ha scaricato i suoi denti affilati soltanto sulle lenti! Anche nel suo caso la lista dei delitti è comunque lunga, tra le vittime telecomandi, calze e asciugamani. Raffinato.

Pazza per le calze

Si è masticata le calze di quasi tutta la famiglia, bambini inclusi. Kika, un beagle, non poteva farne a meno, la sua attrazione per il mondo del fashion era sfrenata. Quelle ‘insospettabili’ corse dalle scale verso il giardino erano l’equivalente umano della frenesia da shopping.

Barkyn
Nato dall’amore per i cani, dalla convinzione che essi siano parte della famiglia e che meritino solo il meglio, il miglior cibo e i migliori consigli per la loro salute, Barkyn è un servizio personalizzato che offre alimenti creati sulla base delle preferenze del proprio cane, oltre a un veterinario assegnato che gli utenti possono contattare 24 ore su 24. Per maggiori informazioni visitate www.barkyn.it

Coronavirus, Piccinetti (Fiera Roma): “Il turismo è il nostro oro, deve essere priorità per la ripartenza”

Nella diretta di #SFLive, il format di interviste trasmesse dai profili social di Starting Finance che ha già accolto decine di protagonisti dell’economia e delle istituzioni, l’ospite è stato Pietro Piccinetti, Amministratore unico di Fiera Roma

Si parla di turismo, situazione economica e delle possibilità per l’Italia di ripartire dopo i giorni del Coronavirus nell’ultimo appuntamento delle dirette in live Instagram di Starting Finance, la startup e il network di giovani esperti e appassionati di finanza, che punta a lavorare per diffondere in Italia la cultura dell’informazione finanziaria. Nella diretta di #SFLive, il format di interviste trasmesse dai profili social di Starting Finance che ha già accolto decine di protagonisti dell’economia e delle istituzioni, l’ospite è stato Pietro Piccinetti, Amministratore unico di Fiera Roma – un motore economico di prim’ordine per la città con numeri imponenti nel 2019: 1.600.000 ospiti (tra visitatori e candidati ai concorsi) provenienti da oltre 80 Paesi, un indotto lavorativo tra impiegati diretti e indiretti  di oltre 2000 persone e una ricaduta economica sul territorio di 250 milioni di euro.

Quali sarebbero le scelte, chiede Starting Finance a Piccinetti, che promuoverebbe per far ripartire il Turismo ?

 “Al nostro Paese serve un ministero per il Turismo, con portafoglio: il turismo è il nostro oro, rappresenta il 13% del Pil e il 15% dell’occupazione del nostro Paese. Per lavoro ho vissuto in moltissimi Paesi e ho toccato con mano che proprio tutti vogliono venire in Italia almeno una volta nella vita. In particolare per Roma e Lazio, dopo un buon 2019, c’erano ottime prospettive per il 2020, questo virus ha colpito il turismo in modo drammatico ed è il settore a rilascio più lento, con tutte le categorie di lavoratori coinvolti in profonda sofferenza. Ora è il momento di investimenti importanti, bisogna mettere l’Italia in condizione di far ripartire il volano più importante dell’economia”.

Quali sono i numeri della meeting industry italiana?

 “Il sistema delle fiere e dei congressi, oggi naturalmente fermo per l’emergenza Covid19, è un acceleratore imponente sia dell’economia che dei territori. Per ogni euro che fattura una fiera – è un dato proveniente da studi internazionali – arrivano dai 7 ai 12 euro per le comunità locali. Noi generiamo indotto su tassisti, sui negozi, sui ristornati, sugli alberghi, tutte realtà che si vedono coinvolte in un turismo di qualità e alto spendente: la spesa media di un partecipante ad una fiera o a un congresso è di 800 euro al giorno. Il sistema fieristico italiano è quarto al mondo, genera affari per 60 miliardi di euro, dà origine al 50% dell’export nazionale, rappresentando la più concreta chance di mettersi in contatto con il mercato estero. Aver dovuto cancellare le fiere e i congressi – segmento rispetto al quale l’Italia era tra l’altro in forte crescita – è un problema allora non solo per noi operatori, ma per l’economia tutta. A  oggi sono 160 gli eventi fieristici annullati, di cui 30 definitivamente gli altri posticipati senza nessun tipo di certezza. Per quanto riguarda i congressi siamo, stando ai calcoli di Federcongressi, a 3.455 appuntamenti tra rinviati e annullati per un impatto economico pari a € 227.283.660,13. Solo come Fiera Roma siamo a circa tredici milioni di fatturato persi dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, senza certezze sulla ripresa”.

Quali sono allora le misure che governo e regioni devono mettere in campo per garantire una pronta ripresa?

 “Bisogna riconoscere che non è facile per nessuno gestire questa emergenza, una guerra mondiale nata dal nulla e il Governo ha avuto fin dall’inizio tutto l’appoggio della nostra categoria. In questo momento non possiamo che affidarci alla scienza e agli scienziati rispetto ai tempi della riapertura, mettendo con convinzione davanti la necessità di tutelare la salute, specie dei più fragili. Da manager ovviamente vorrei riaprire domattina, ma dobbiamo stare attenti e valutare ciò che sia meglio per la piena ripresa del Paese: se si aprisse tutto troppo presto e poi si dovesse richiudere, sarebbe un disastro. Per parte nostra, posso dire che il sistema delle fiere sta posticipando tutte le manifestazioni: vogliamo sperare di poter ripartire con il calendario da settembre, ma ancora è impossibile avere certezze. Nel mentre, visto che ogni fatturato è fermo, per non morire abbiamo bisogno di aiuti, magari, come avvenuto per il sistema fieristico danese, tramite fondi europei. Ne va della nostra sopravvivenza e di quanto questo impatterebbe sull’economia italiana. Saremo comunque propositivi e proporremmo dei Protocolli ( sviluppati insieme a tutti gli attori preposti ) per ripartire in tutta sicurezza, ma ripartire”.

Nel corso dell’intervista anche l’Amministratore unico e Direttore generale di Fiera Roma Pietro Piccinetti rivolge una domanda ai ragazzi di Starting Finance, chiedendo se riuscano a cogliere, dal loro giovanissimo osservatorio economico, qualche risvolto positivo, capace di dare speranza. “Se è vero che il settore turistico è tra i più colpiti del momento– rispondono – questo periodo di reclusione, di chiusure e di limitazioni potrebbe far riscoprire alle persone la libertà e il desiderio di viaggiare senza limiti. A tal proposito, crediamo fortemente che il comparto avrà una forte spinta e ripartenza nel momento in cui -speriamo presto- tutto questo sarà finito, e torneremo tutti a scoprire le meraviglie del mondo, apprezzando di più qualsiasi scorcio e qualsiasi posto che fino a qualche tempo fa avremmo dato per scontato. A questo proposito ci fa piacere citare Tourgo una delle nostre app, che fa scoprire ai turisti -e riscoprire agli abitanti del luogo- le città con giochi interattivi grazie ai quali è possibile vincere coupon da spendere nei locali, nei ristoranti e negli spazi di intrattenimento del luogo. Anche le app del settore sono al momento ovviamente ferme, ma siamo certi riprenderanno con slancio al più presto”.

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