Online la Mostra di Dusty “Il peso dei rifiuti invisibili”

Il tour virtuale rende accessibile a tutti la mostra ecologica, per la ‘Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti’. Su dusty.it/serr-2020 il tour virtuale e le opere d’arte realizzate da cinque artisti siciliani emergenti

La partecipazione di Dusty alla Serr ‘Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti’ (21/29 novembre), quest’anno è anche interattiva. La mostra ecologica guidata «Il peso dei rifiuti invisibili» è anche on line.
Per sensibilizzare un numero sempre maggiore di utenti, si espande nella rete digitale e al link dusty.it/serr-2020 propone un tour virtuale di opere d’arte e pannelli grafici descrittivi per stimolarli verso una nuova visione della gestione del rifiuto domestico e della sua riduzione.

 Il tour virtuale rende così accessibile la mostra ecologica, che in pochi click, dallo smartphone o dal pc di casa, potrà scoprire quelle piccole abitudini che sono un grande contributo alla salvaguardia dell’ambiente. Utili soluzioni pratiche per ridurre i “rifiuti invisibili”, alternate ai momenti di riflessione suscitati dalla fotogallery di cinque opere d’arte, ideate e realizzate con materiale da riciclo da artisti emergenti siciliani e da pannelli grafici che descrivono il ciclo dei rifiuti invisibili prodotti e le conseguenze che incidono pesantemente negli equilibri ambientali.

 IL PERCORSO GUIDATO delle opere d’arte

Si parte dalla “Visione” di Mikhail Albano, che restituisce la figura di un pachiderma attraverso 2.800 tappi di plastica, e si prosegue con il “Piccolo tempio” di Calogero Arcidiacono, dove un effetto matrioska trasforma il “contenitore” in “contenuto”; poi “La Grande Opera” di Martina Mavica, raffigurata da un’enorme conchiglia, simbolo di creazione e idea del fossile come traccia del passaggio umano, proprio come lo sono i rifiuti; a seguire le nuvole tossiche “Inquinata-Mente” di Gabriele Catania che raccontano la disperata corsa del genere umano verso la salvaguardia del pianeta; si chiude con Alessandra Castronuovo e il suo ”Insostenibile Equilibrio” opera composta di elementi sovrapposti che ricorda la pericolosa precarietà a cui ci ha condannati il consumo irresponsabile del patrimonio ambientale.

 LA MOSTRA È ANCHE LIVE – nel rispetto delle disposizioni Covid

L’esposizione, nei prossimi giorni, sarà allestita in alcuni Comuni dove Dusty svolge il servizio di igiene ambientale. Dopo la tappa di Avola che ha aperto la Settimana europea, la mostra dal vivo proseguirà – nell’assoluto rispetto delle normative anti Covid – secondo un calendario che è stato riprogrammato per le avverse condizioni meteo, come nel caso di Misterbianco e San Giovanni la Punta che saranno solo in versione on line.

 Tappa finale il 29 novembre a Catania, in Piazza Nettuno dalle 9 alle 12. In caso di pioggia, sarà trasferita in un luogo riparato che sarà tempestivamente comunicato.

Educazione finanziaria: FEduF (ABI) premia il miglior Business Plan nella 14° edizione di “Che Impresa ragazzi!”

Vincono i ragazzi della I del Liceo Classico Vittorio Alfieri di Torino sostenuti da Santander Consumer Bank, al secondo posto la classe III B SIA dell’IIS “Luigi Einaudi” di Magenta (MI) sostenuta da Banco BPM ed al terzo posto la classe III dell’Istituto PIETRO BRANCHINA di Adrano (CT) sostenuta da Credito Valtellinese

Da progetti aziendali per la riduzione della plastica PET a quelli per il sensore che sanifica e depura un ambiente al chiuso questi alcuni dei progetti in gara con un obiettivo: vincere il titolo di miglior business plan italiano. La vittoria finale ai ragazzi del Liceo Classico Vittorio Alfieri di Torino

Studenti in gara per concretizzare il loro talento per gli affari, sviluppando già sui banchi di scuola un’impresa di successo e con una forte valenza sociale per il territorio nella quale opera e ispirata agli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: questi i requisiti fondamentali per accedere alla premiazione della quattordicesima edizione del concorso “Che Impresa ragazzi!” della FEduF (ABI), che premia il miglior Business Plan tra gli oltre 40 arrivati alla finale nazionale, dopo essere stati selezionati nel corso dell’anno scolastico. Il premio finale è l’ultima tappa di un percorso didattico di un anno al quale hanno partecipato oltre 25 scuole da tutta Italia, durante il quale, grazie agli esperti tutor delle banche sul territorio, i ragazzi hanno acquisito le nozioni fondamentali per coniugare idee e creatività con una sana gestione aziendale.

La vittoria è andata alla classe I del Liceo Classico Vittorio Alfieri di Torino sostenuti da Santander Consumer Bank con il progetto RePaper Ethics: l’idea imprenditoriale dei ragazzi guidati dalla Professoressa Valentina Nicolucci prevede la costituzione di RePaper Ethics un’azienda che si prefigge, nei prossimi tre anni, di togliere dal mercato più di 181.000.000 bottiglie da 1,5L in PET e altrettanti tappi ed etichette inquinanti, rimpiazzandole con bottiglie bio da 1,5L, 100% ecologiche, biodegradabili e compostabili, realizzate in Italia con cellulosa proveniente da carta riciclata italiana.

Per il secondo posto la Giuria Nazionale, composta da rappresentanti del mondo accademico e dei media, fra cui per Starting Finance, la più grande community in Italia per l’educazione finanziaria per i millennials, il presidente Marco Scioli e il responsabile eventi Riccardo Carnevale, oltre a rappresentanti degli insegnanti e delle istituzioni pubbliche e private, ha scelto il progetto Info-Angels Magenta SRL della III B SIA dell’IIS “Luigi Einaudi” di Magenta (MI), sostenuto da Banco BPM. I ragazzi della Professoressa Patrizia Pagani hanno puntato sulla realizzazione di una startup che fornisce servizi di alfabetizzazione informatica e di supporto alla web communication agli over-60 e servizi di supporto alla comunicazione via web a piccoli imprenditori del territorio.

Al terzo posto si è piazzata la classe 3 a dell’Istituto PIETRO BRANCHINA di Adrano (CT) sostenuta da Credito Valtellinese e guidati dalla Professoressa Giovanna Lanaia con il progetto Green Energy S.r.l., un’azienda giovane e che nasce dalla passione e dall’attenzione per l’ambiente e per le risorse energetiche. L’azienda studia e sviluppa soluzioni per la riduzione dei consumi energetici e per la salvaguardia ambientale, sfruttando l’energia prodotta da fonti rinnovabili con l’uso della tecnologia fotovoltaica.

Durante le lezioni del percorso didattico per le scuole superiori i ragazzi hanno scoperto grazie i diversi aspetti dell’economia: dalla globalizzazione alla finanza personale; dal rapporto con la banca agli strumenti per gestire il denaro. E poi la gestione dei rischi, la pianificazione del budget famigliare, il risparmio, l’indebitamento, la previdenza, la legalità. Tutti aspetti di una stessa medaglia, coniugati in relazione alle abilità e alle competenze che i giovani devono acquisire per divenire cittadini consapevoli e informati.

Un’attenzione particolare è riservata allo sviluppo del capitale umano quale strumento di investimento sul proprio futuro economico e alla capacità di guardare al lavoro con una mentalità imprenditoriale.

L’esercizio è proprio quello di sviluppare, con l’aiuto di un esperto di banca, un progetto socialmente utile per il territorio e realmente sostenibile anche dal punto di vista economico. Quest’ultimo aspetto è particolarmente importante poiché consente agli studenti di acquisire informazioni dirette su come funzionano le logiche del credito e la sua erogazione e come costruire un progetto d’impresa sostenibile e valutabile da una banca.

Coronavirus. La Danimarca ucciderà 17milioni di visoni da ‘pelliccia’

OIPA a Governo e Parlamento: chiudere gli allevamenti in Italia

La Danimarca, il più grande allevatore mondiale di visoni “da pelliccia”, ha deciso di uccidere 17 milioni di esemplari rinchiusi negli stabilimenti per prevenire la diffusione del nuovo coronavirus.  Lo ha annunciato il primo ministro danese, Mette Frederiksen.

«Facciamo appello al Governo e al Parlamento affinché stabiliscano la chiusura per sempre di tutti gli allevamenti di animali da pelliccia in Italia, purtroppo ancora attivi in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Abruzzo, prevedendo il recupero e la riabilitazione degli animali. Questi allevamenti possono ricordare i cosiddetti ‘mercati umidi’ cinesi, come quello di Whuan, dove si è verificato il primo contagio da animale selvatico a uomo, come attestato dai ricercatori», dichiara il presidente dell’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa),  Massimo Comparotto. «In questi stabilimenti gli animali vivono spesso in pessime condizioni igieniche e lo stress che subiscono dalla nascita all’uccisione è altissimo, costretti come sono a subire un’angusta cattività in scenari d’inferno. Un motivo di più per riflettere sulla necessità di chiudere tutti questi stabilimenti. Inoltre, le case di moda si rassegnino: la pelliccia è out, proprio in quanto prodotto derivante da crudeltà».

Sharing Mobility: mille auto in condivisione portano ad un risparmio di 2mila tonnellate di CO2

«Secondo le nostre stime ogni 1.000 autovetture in sharing anziché di proprietà portano ad un risparmio complessivo di 2 mila tonnellate di CO2 annue. Insomma è come se si piantassero circa 3.000 nuovi alberi. E con gli altri mezzi —come il monopattino elettrico o la bicicletta a pedalata assistita— l’impatto è addirittura vicino allo zero» risponde  Claudio Ortenzi, senior analyst di GreenVulcano.

Altri settori hanno tagliato le emissioni già dal 1990, ma nell’ambito dei trasporti l’aumento della mobilità delle persone —anche considerando la diversificazione e l’inclusione di “nuovi” mezzi come la bicicletta a pedalata assistita ed il monopattino— ha causato un incremento delle emissioni di CO2. Ed è così che oggi il 70% dello smog in Europa è prodotto da appena 6 Paesi, con in testa la Germania che inquina il doppio dell’Italia. A metterlo in evidenza è proprio GreenVulcano, basandosi su dati Eurostat.

In cima alla classifica europea, la Germania contribuisce al 22,5% del totale dell’anidride carbonica immessa in atmosfera, seguita da Regno Unito con l’11,4% e Polonia con il 10,3%. Poi ancora seguono Francia ed Italia intorno al 10% e la Spagna al 7,7%.

Eppure, in quanto a investimenti, soluzioni e tempistiche, l’azienda GV (www.greenvulcano.com) —con i suoi oltre 100 dipendenti ed un’esperienza consolidata in 20 anni di attività— è leader in Europa, accreditato ormai da anni quale player «B2B» dietro le quinte delle maggiori società di smart mobility, nonché quale uno dei laboratori di ricerca e sperimentazione più attivi del «made in Italy hi-tech» nei settori più svariati.

A livello di singole città, la graduatoria —su dati dell’International Council on Clean Transportation— vede però l’Italia addirittura in cima alla classifica. Ad occupare il primo ed il secondo posto delle città più inquinate sono infatti rispettivamente Milano e Torino. Sul podio anche Stoccarda. Seguono poi Kiev, Colonia, Haarlem e Berlino. E tra le città più inquinate vi è anche Napoli, che è settima.

La lotta all’inquinamento nel 2021 deve quindi necessariamente entrare nel vivo in un contesto che vede un po’ tutti i Paesi impegnati ad uscire dalla crisi sanitaria con distanze sociali nuovamente rafforzate e con un ricorso sempre maggiore allo sharing quale via di uscita per evitare gli affollati mezzi pubblici.

Secondo l’azienda nata in Italia è proprio Covid-19 un ulteriore acceleratore della mobilità in sharing, mentre le nuove regole Ue impongono ai produttori di ridurre le emissioni a livello di flotta del 15% per tutti i veicoli entro il 2025 e del 37,5% per le automobili e del 31% per i furgoni entro il 2030, puntando ad una riduzione del 90% di tutte le emissioni provenienti dal settore dei trasporti entro il 2050.

«Dal 2021 per il mondo dei trasporti inizia così una fase rivoluzionaria che dovrà portare ad un impatto ambientale sempre più green, con motori sempre più puliti ed una nuova filosofia della mobilità dove la condivisione avrà un ruolo ancora più centrale così come i mezzi alternativi, meglio se a emissioni zero» commenta Marco D’Ambrosio, responsabile del business development di GreenVulcano.

Ma quali sarebbero in concreto i benefici  per l’ambiente apportati dalla condivisione? «Secondo le nostre stime ogni 1.000 autovetture in sharing anziché di proprietà portano ad un risparmio complessivo di 2 mila tonnellate di CO2 annue. Insomma è come se si piantassero circa 3.000 nuovi alberi. E con gli altri mezzi —come il monopattino elettrico o la bicicletta a pedalata assistita— l’impatto è addirittura vicino allo zero» risponde  Claudio Ortenzi, senior analyst di GreenVulcano.

Le prospettive sono buone: oggi 6 milioni di italiani sono iscritti ad almeno un servizio di sharing mobility. Ma, anche solo dalle cronache, è ormai evidente che il fenomeno è in crescita costante, vivendo al suo interno —negli ultimi mesi— anche l’esplosione dello sharing dei monopattini elettrici.

Senza dimenticare che nel boom della mobilità condivisa vi è il contributo di moltissime startup che —grazie appunto a partner B2B  su innovazione ed integrazione a 360 gradi come GreenVulcano, forte nella capacità di affiancare altre aziende e di “supportarle da zero”— hanno saputo rispondere a questo un nuovo bisogno della società, riuscendo a fare leva sulle piattaforme tecnologiche per spingere nuove forme di utilizzo dei veicoli, ampliandone la gamma ed ideando nuovi modelli di business.

«Ma il fenomeno non è circoscritto allo sharing e flotte privati» puntualizza Claudio Ortenzi. Anche per le flotte aziendali si sta consolidando questa trasformazione che porta le aziende di ogni dimensione verso la «sharing economy», combinando anche a livello aziendale l’uso dei trasporti pubblici.

Ed il risparmio a livello aziendale è notevole perché si passa dal concetto di «Total cost of ownership» (TCO) a quello di «Total cost of mobility» (TCM), si trasmigra quindi dal semplice costo di gestione dei veicoli della flotta al costo di gestione della mobilità aziendale a 360 gradi, includendo i servizi correlati e terziarizzando le attività no-core che vengono sempre più spesso affidate a chi ha più esperienza e maggiori competenze.

«Questo passaggio alla terziarizzazione è un fenomeno che riguarda anche gli operatori più grandi, perché decisamente si risparmia» commenta Marco D’Ambrosio. Non a caso tra i clienti B2B di GreenVulcano vi sono colossi come Octo Telematics oppure eDriving, la cui mission è quella di aiutare oltre un milione di autotrasportatori a ridurre collisioni ed infortuni.

Grazie appunto all’esperienza acquisita in 20 anni di attività, l’azienda italiana con basi a Roma, Napoli e Boston ha le competenze per realizzare soluzioni su misura rispetto alle precise richieste del cliente «shared mobility» che siano automobili, scooter, monopattini, o persino biciclette elettriche.

In questo modo il gruppo GreenVulcano è diventato il partner B2B ideale in campo internazionale per soluzioni di mobilità multimodale come quella attuale.

Fonte: (AJ-Com.Net).

In Europa il settore dei trasporti inquina ancora troppo. Milano e Torino in testa alla classifica

Il 70% dello smog viene prodotto da sei Paesi. «Dal 2021 per il mondo della mobilità in sharing inizierà una fase rivoluzionaria che dovrà portare ad un impatto ambientale sempre più green» commenta Marco D’Ambrosio, responsabile Sviluppo Business di GreenVulcano.

In cima alla classifica europea, la Germania contribuisce al 22,5% del totale dell’anidride carbonica immessa in atmosfera, seguita da Regno Unito con l’11,4% e Polonia con il 10,3%. Poi ancora seguono Francia ed Italia intorno al 10% e la Spagna al 7,7%.

Ma a livello di singole città, la graduatoria —su dati dell’International Council on Clean Transportation— vede  l’Italia addirittura in cima alla classifica. Ad occupare il primo ed il secondo posto delle città più inquinate sono infatti rispettivamente Milano e Torino. Sul podio anche Stoccarda. Seguono poi Kiev, Colonia, Haarlem e Berlino. E tra le città più inquinate vi è anche Napoli, che è settima.

La lotta all’inquinamento nel 2021 deve quindi necessariamente entrare nel vivo in un contesto che vede un po’ tutti i Paesi impegnati ad uscire dalla crisi sanitaria con distanze sociali nuovamente rafforzate e con un ricorso sempre maggiore allo sharing quale via di uscita per evitare gli affollati mezzi pubblici.

In quanto a investimenti, soluzioni e tempistiche, GreenVulcano (www.greenvulcano.com) —con i suoi oltre 100 dipendenti ed un’esperienza consolidata in 20 anni di attività— è leader in Europa, accreditato ormai da anni quale player «B2B» dietro le quinte delle maggiori società di smart mobility, nonché quale uno dei laboratori di ricerca e sperimentazione più attivi del «made in Italy hi-tech» nei settori più svariati.

Secondo l’azienda nata in Italia è proprio Covid-19 un ulteriore acceleratore della mobilità in sharing, mentre le nuove regole Ue impongono ai produttori di ridurre le emissioni a livello di flotta del 15% per tutti i veicoli entro il 2025 e del 37,5% per le automobili e del 31% per i furgoni entro il 2030, puntando ad una riduzione del 90% di tutte le emissioni provenienti dal settore dei trasporti entro il 2050.

«Dal 2021 per il mondo dei trasporti inizia così una fase rivoluzionaria che dovrà portare ad un impatto ambientale sempre più green, con motori sempre più puliti ed una nuova filosofia della mobilità dove la condivisione avrà un ruolo ancora più centrale così come i mezzi alternativi, meglio se a emissioni zero» commenta Marco D’Ambrosio, responsabile del business development di GreenVulcano.

Ma quali sarebbero in concreto i benefici  per l’ambiente apportati dalla condivisione? «Secondo le nostre stime ogni 1.000 autovetture in sharing anziché di proprietà portano ad un risparmio complessivo di 2 mila tonnellate di CO2 annue. Insomma è come se si piantassero circa 3.000 nuovi alberi. E con gli altri mezzi —come il monopattino elettrico o la bicicletta a pedalata assistita— l’impatto è addirittura vicino allo zero» risponde  Claudio Ortenzi, senior analyst di GreenVulcano.

Le prospettive sono buone: oggi 6 milioni di italiani sono iscritti ad almeno un servizio di sharing mobility. Ma, anche solo dalle cronache, è ormai evidente che il fenomeno è in crescita costante, vivendo al suo interno —negli ultimi mesi— anche l’esplosione dello sharing dei monopattini elettrici.

Senza dimenticare che nel boom della mobilità condivisa vi è il contributo di moltissime startup che —grazie appunto a partner B2B  su innovazione ed integrazione a 360 gradi come GreenVulcano, forte nella capacità di affiancare altre aziende e di “supportarle da zero”— hanno saputo rispondere a questo un nuovo bisogno della società, riuscendo a fare leva sulle piattaforme tecnologiche per spingere nuove forme di utilizzo dei veicoli, ampliandone la gamma ed ideando nuovi modelli di business.

«Ma il fenomeno non è circoscritto allo sharing e flotte privati» puntualizza Claudio Ortenzi. Anche per le flotte aziendali si sta consolidando questa trasformazione che porta le aziende di ogni dimensione verso la «sharing economy», combinando anche a livello aziendale l’uso dei trasporti pubblici.

Ed il risparmio a livello aziendale è notevole perché si passa dal concetto di «Total cost of ownership» (TCO) a quello di «Total cost of mobility» (TCM), si trasmigra quindi dal semplice costo di gestione dei veicoli della flotta al costo di gestione della mobilità aziendale a 360 gradi, includendo i servizi correlati e terziarizzando le attività no-core che vengono sempre più spesso affidate a chi ha più esperienza e maggiori competenze.

«Questo passaggio alla terziarizzazione è un fenomeno che riguarda anche gli operatori più grandi, perché decisamente si risparmia» commenta Marco D’Ambrosio. Non a caso tra i clienti B2B di GreenVulcano vi sono colossi come Octo Telematics oppure eDriving, la cui mission è quella di aiutare oltre un milione di autotrasportatori a ridurre collisioni ed infortuni.

Grazie appunto all’esperienza acquisita in 20 anni di attività, l’azienda italiana con basi a Roma, Napoli e Boston ha le competenze per realizzare soluzioni su misura rispetto alle precise richieste del cliente «shared mobility» che siano automobili, scooter, monopattini, o persino biciclette elettriche.

In questo modo il gruppo GreenVulcano è diventato il partner B2B ideale in campo internazionale per soluzioni di mobilità multimodale come quella attuale.

Fonte: (AJ-Com.Net).

Cori, istituita la figura dell’Ispettore ambientale volontario

L’ispettore ambientale volontario comunale, che concorrerà con la Polizia Municipale e la Protezione Civile a garantire la tutela dell’ambiente e del paesaggio, il decoro della città e del territorio, il controllo delle aree verdi.

Nella seduta di di sabato 24 Ottobre, il Consiglio comunale di Cori ha approvato all’unanimità il regolamento per l’istituzione della figura dell’ispettore ambientale volontario comunale, che concorrerà con la Polizia Municipale e la Protezione Civile a garantire la tutela dell’ambiente e del paesaggio, il decoro della città e del territorio, il controllo delle aree verdi.

Trattasi di un servizio volontario, come tale non darà vita a nessun rapporto di lavoro con il Comune di Cori. Nello specifico svolgerà funzioni di vigilanza e segnalazione di eventuali violazioni agli organi competenti, i quali a loro volta, accertati i presupposti, provvederanno alle conseguenti contestazioni.

L’ispettore ambientale volontario comunale sarà nominato dal Sindaco con proprio decreto motivato, tra i candidati reputati idonei. Al fine di ottenere la nomina sindacale, i soggetti interessati dovranno superare un esame finale innanzi ad una apposita commissione ed essere inseriti in una apposita graduatoria di merito.

È di 708mld di dollari la raccolta della finanza partecipativa (crowdfounding)

Dai 418,52 miliardi di dollari del 2017 (dati del Cambridge Centre for Alternative Finance) si è saliti del 35% nel 2018 (dati Statista.com). «Poi ancora un incremento del 12% nel 2019 e di un ulteriore 12% nel 2020» osservano gli analisti di Ener2Crowd.com, la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding energetico.

Nel 2017 il mercato globale del crowdfunding ha raggiunto un valore di 418,52 miliardi di dollari: i dati sono del Cambridge Centre for Alternative Finance dell’Università di Cambridge e della School of Business and Law dell’Università di Agder.

«Ma nel 2018, secondo quanto ha rilevato STATISTA.COM (The Statistics Portal for Market Data, Market Research), questo mercato è cresciuto del 35%» commentano gli analisti di Ener2Crowd.com, la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding energetico, da poco scesa in campo per rendere fruibili a tutti anche le agevolazioni del Decreto Rilancio, andando a sostenere le campagne di riqualificazione energetica di diverse E.S.Co. sul territorio italiano  (www.ecobonusinrete.it) ed a promuovere nel contempo una nuova formula di investimento finanziario sostenibile per chiunque abbia voglia di investire anche solo pochi euro.

Con una crescita che non si è fermata e che ha portato poi ad un incremento del 12% nel 2019 e ad un ulteriore +12% nel 2020, andando così a chiudere quest’anno con un volume di 708,76 miliardi di dollari.

«A detenere il primato assoluto con il più grande volume di affari al mondo legato al crowdfunding è la Cina, con l’86% dell’intero mercato globale» puntualizzano gli analisti di Ener2Crowd.com.

A seguire ci sono gli Usa, ben distanziati, con una quota di mercato del 10,3% e la Gran Bretagna che è terza con l’1,88%. Il primo Paese in Europa dopo il Regno Unito è la Francia che si posiziona al settimo posto nel mondo con un volume di affari pari allo 0,18%.

L’Italia si colloca invece al quattordicesimo posto con lo 0,06%. In valori assoluti il nostro Paese somma 460 milioni di dollari: una crescita davvero impressionante, dunque, se si pensa che è avvenuta in un orizzonte temporale così ristretto.

«Il nostro sogno, divenuto la nostra missione quotidiana, è quello di creare uno strumento di partecipazione democratico al più grande mega-trend economico che la società contemporanea potrà mai conoscere, quello basato sugli sforzi per rilanciare un futuro sostenibile a zero emissioni. E con Ener2Crowd.com oggi è possibile per tutti, anche per i piccoli o piccolissimi risparmiatori» puntualizza Niccolò Sovico, ceo, ideatore e co-fondatore di Ener2Crowd.com, che quest’anno è stato scelto da Forbes come uno dei 30 talenti globali under-30.

Una parte importante della sostenibilità è infatti prendersi cura dell’ambiente che le generazioni future erediteranno. Ma aspetto altresì centrale del GreenVesting (www.greenvestingforum.it) promosso da Ener2Crowd.com è anche la volontà di porre fine alla povertà estrema, combattere la disuguaglianza e l’ingiustizia e raggiungere una società più equa e solidale.

I risultati? Ener2Crowd.com continua a crescere del +100% da 2 trimestri consecutivi, nonostante Covid-19 e nonostante il settore Italiano del lending crowdfunding tradizionale abbia perso il 24% della raccolta nel secondo trimestre di quest’anno rispetto al primo trimestre ed un ulteriore 9% nel terzo trimestre rispetto al secondo.

Il futuro prossimo? Ener2Crowd.com —insieme alla E.S.Co. SAMSO SpA— sta per lanciare un nuovo progetto nella categoria «ECOBONUS» che darà agli investitori la possibilità di ottenere il 6% lordo per 12 mesi: «un nuovo modo di investire nell’immobiliare, riqualificando il patrimonio esistente e senza andare a cementificare nuove aree di un territorio che va prima di tutto protetto» puntualizza il cso e co-fondatore della piattaforma. 

fonte:AJ-com.net

Conferenza “Rischio amianto in Italia, diritti negati alle vittime”

Bonanni (ONA): ‘Necessaria la rimozione dell’amianto dai luoghi di lavoro. Appello al Ministro del lavoro, no all’accanimento dell’INPS contro le vittime dell’amianto”

La Sala Laudato Sì ha ospitato oggi la conferenza streaming dell’Osservatorio Nazionale Amianto sul tema “Rischio amianto in Italia, diritti negati alle vittime”.

L’ONA da anni denuncia i ritardi nelle bonifiche, in Italia ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiali di amianto e contenenti amianto (33 in matrice compatta e 7 friabile), in un milione di siti, di cui 50.000 quelli industriali, e 40 di interesse nazionale, di cui 10 solo per amianto (Fibronit di Broni e di Bari, Eternit di Casale Monferrato, etc.). Sono state censite 2400 scuole (stima per difetto di ONA nel 2012 – dato confermato dal Censis nel 2014), con esposizione alla fibra killer di almeno 352.000 alunni e 50.000 tra docenti e non docenti; 1000 biblioteche ed edifici culturali (stima ancora per difetto); 250 ospedali (ancora stima per difetto); 300.000 km di tubature, che diventano 500.000 compresi gli allacciamenti, che contengono materiali in amianto.

Le fibre di amianto provocano il mesotelioma, quello della pleura, del pericardio, del peritoneo, e della tunica del testicolo, e ancora il tumore del polmone, della laringe e delle ovaie, e poi ancora quello della faringe, dello stomaco, del colon-retto, e l’asbestosi, placche e ispessimenti pleurici.

La mappa del rischio in Italia è in proporzione ai livelli di contaminazione dei luoghi di lavoro, e il richiamo alle sole norme del decreto 81/2008, non è sufficiente, occorre la bonifica, tanto più per il fatto che non vi è una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla (direttive n. 477/83/CEE -quarto considerando- e n. 148/2009/CE -undicesimo considerando-), e per il mesotelioma anche dosi poco elevate possono essere fatali. La strage è proseguita nel 2019, i dati aggiornati: Mesotelioma, 1900 decessi; Asbestosi, 600 decessi; Tumori polmonari, 3.600 decessi.

 “E’ necessario che il Governo elabori i piani di bonifica dell’amianto, utilizzando, per le scuole e gli edifici pubblici, le strutture e infrastrutture, i finanziamenti europei del Recovery fund. Per quanto riguarda invece la bonifica degli ospedali, e in generale la loro ristrutturazione, ovvero l’edificazione di strutture più moderne, specialmente nel Sud Italia, potrebbero essere utilizzati i fondi del MES, rispetto ai quali vi è in corso una polemica politica tra le stesse forze di maggioranza, tenendo conto che con l’utilizzo di questi fondi si potrebbe pure rimuovere l’amianto dagli ospedali, visto che debbono essere destinati alla sanità, come vincolo europeo” – ha proposto il Presidente ONA, Avv. Ezio Bonanni, che ha denunciato: “si evitino spese legali da parte dell’INPS per alimentare un contenzioso abnorme per i rigetti di tutte le domande di prepensionamento delle vittime dell’amianto. L’accanimento contro queste vittime è vigliacco e vergognoso. Sulla negligenza dell’INPS indaghi la Corte dei Conti’.

I diritti negati ai lavoratori vittime dell’amianto: la strage continua e l’INPS rifiuta l’accredito delle maggiorazioni contributive, anche quando c’è la prova del danno. È il caso dei lavoratori siciliani delle Industrie Meccaniche Siciliane: l’isola è stato il centro di speculazioni di imprese del nord e di occultamento della condizione di rischio, il che ha impedito di proporre le domande di rilascio della certificazione amianto presso l’INAIL, e anche quando sono state depositate, i diritti non sono stati riconosciuti. I lavoratori avevano ottenuto, in via amministrativa, l’accredito delle maggiorazioni amianto, e in molti casi anche il prepensionamento. Il Tribunale di Siracusa aveva riconosciuto loro i c.d. benefici amianto, grazie ai quali, anche quelli non collocati in pensione, avrebbero ottenuto comunque un prepensionamento. Tuttavia la Corte di Appello di Catania, adita dall’Avvocatura INPS, ha annullato la sentenza del Tribunale di Siracusa e rigettato le domande di accredito dei benefici amianto. Per tali motivi, è in corso, ormai da circa 100 giorni, lo sciopero della fame dei lavoratori e dell’ONA Sicilia. Alla conferenza, moderata da Massimo Maria Amorosini (ONA Tv) sono intervenuti in collegamento: Patrizio La Pietra (Fratelli D’Italia), Giuseppe Pisani (M5S) che ha spiegato: “sono un medico, ad oggi investito della carica di senatore. Per tali motivi rappresento il popolo, comprese le vittime dell’amianto, e mi batterò al loro fianco affinché ci sia giustizia e riconoscimento dei loro diritti, con applicazione del dettato normativo in ossequio alla tutela della salute dei lavoratori e dell’ambiente di lavoro in tutte le sue forme”, Stefania Prestigiacomo (Forza Italia) ha poi sottolineato: “c’è una legge del 1992 che riconosce uno specifico beneficio pensionistico. Nel 2015 sono varate altre norme specifiche per i lavoratori del settore metalmeccanico esposti all’amianto. La norma è chiara, ma i governi che si sono succeduti, come spesso accade, si sono dimenticati di varare le disposizioni attuative che consentirebbero l’applicazione della legge. A tutto questo si aggiunge l’INPS che spende risorse per ricorrere in appello contro una sentenza già vinta dai lavoratori in primo grado.  Fausto Raciti (PD) ha poi sottolineato come: “per quanti passi in avanti si siano fatti negli anni, il problema dell’amianto in Italia è ancora largamente irrisolto, con alcuni casi gravi che riguardano i diritti dei lavoratori a rischio perché impiegati nella filiera”.

Il Sindaco Priolo Gargallo, Pippo Gianni ha accusato: “purtroppo siamo perdendo tempo prezioso, anni che costano la vita delle persone, lavoratori, che hanno investito il proprio lavoro per migliorare l’economia del Paese. Tutto ciò per l’inerzia del Ministro, che ancora ad oggi non adotta gli Atti di Indirizzo necessari, abbandonando i lavoratori e le loro famiglie ad un futuro infame e vergognoso in una netta violazione al fondamentale diritto alla salute consacrato nell’art. 32 della Carta Costituzionale”. Calogero Vicario (coordinatore ONA Sicilia e operaio Industrie Meccaniche Siciliane) ha raccontato: “domani sono cento giorni di protesta davanti il comune di Priolo, e 103 che, per protesta, non faccio la barba. Credo che possano bastare a sensibilizzare il Ministro del Lavoro, l’unico che possa risolvere quanto subito ingiustamente dai lavoratori delle industrie meccaniche siciliane che invitiamo a venire in prima persona in Sicilia a verificare il luogo di lavoro dove hanno svolto attività per oltre 25 anni respirando ferro e amianto”. “Fratelli d’Italia porterà una interpellanza in Parlamento per chiedere l’immediata bonifica del territorio e risposte per i lavoratori dello stabilimento delle Industrie Meccaniche Siciliane, vittime dell’amianto che, a causa di una sentenza di dubbio gusto, rischiano la revoca della liquidazione della pensione di anzianità” – annuncia Cinzia Pellegrino (Coordinatore Nazionale del Dipartimento Tutela Vittime Fratelli d’Italia).

Raccolta delle olive, per il Capol l’olio sarà poco ma buono

“Problemi atmosferici provocati dai cambiamenti climatici degli ultimi anni hanno provocato danni alle produzioni – spiega l’agronomo Alberto Bono.

Annata difficile per l’olivicoltura della provincia di Latina, infatti la campagna che sta iniziando presenta un netto calo -60% con una previsione di poco più di 90.000 quintali di olive per una produzione di 13.000 quintali di olio e circa olive da tavola 8.000 quintali.
Gli oliveti pontini rappresentati per lo più dalla cultivar itrana si trovano prevalentemente nella fascia di territorio pedemontano e collinare che si estende con continuità ed omogeneità alle spalle dell’agro pontino, dal comune di Rocca Massima a quello di Minturno, con la caratteristica di svilupparsi parallelamente al mare, da Nord a Sud della provincia, mediante i sistemi contigui dei monti Lepini, Ausoni ed Aurunci. Il sistema orografico-geografico, con una giacitura ed esposizione predominante ad ovest–sud/ovest, seguendo il percorso della via Appia, costituisce una terrazza inclinata verso il mare lungo 100 Km. I numeri del comparto olivicolo pontino sono rilevanti: 11.728 produttori distribuiti su 10.314 ettari che coltivano circa 2.500.000 di piante, soprattutto della varietà Itrana (circa il 70%).
“Problemi atmosferici provocati dai cambiamenti climatici degli ultimi anni hanno provocato danni alle produzioni – spiega l’agronomo Alberto Bono.
L’olivicoltura, grazie alle condizioni di clima asciutto e soleggiato dei mesi da febbraio ad aprile, nonché da una generalizzata e abbondante fioritura faceva presagire una buona annata. Purtroppo però le allegagioni non sono state buone, a causa delle piogge, umidità e forti scirocchi nel mese di maggio che hanno creato un ambiente sfavorevole per lo sviluppo di numerosi fitofagi, in particolare l’occhio di pavone che ha provocato il disseccamento delle mignole e la cercosporiosi che ha danneggiato le foglie che ingialliscono, che hanno compromesso la produzione. Sicuramente l’aspetto fitosanitario sulle produzioni è dipeso anche dalle difficoltà che hanno dovuto affrontare gli olivicoltori (per lo più part-time) per l’emergenza Covid 19 nei primi mesi dell’epidemia non potevano raggiungere gli oliveti.
A fine giugno il caldo ha provocato una cascola dove c’è stata la fioritura tardiva.
Il forte caldo estivo, al di sopra delle medie stagionali, anche se ha ridotto notevolmente l’attacco della mosca olearia, ha causato un raggrinzimento delle olive con la conseguente cascola specie nelle aree più siccitose della provincia. La nostra varietà itrana, sta risentendo notevolmente l’aumento delle temperature in quanto è una pianta che per produrre vuole essere stimolata con temperature fredde prima della ripresa vegetativa”.
“L’olio pontino, anche se poco, sarà quest’anno di ottimo livello – secondo Luigi Centauri presidente del Capol, che aggiunge – ma bisogna fare attenzione agli attacchi della mosca olearia di questi giorni.
L’associazione sarà impegnata a monitorare i campioni di olio dei produttori per analizzare nel corso della campagna olearia nelle varie epoche di raccolta con l’obiettivo di definire il livello di qualità del prodotto nei diversi periodi dell’anno. Ciò consentirà di valutare dal punto di vista organolettico gli oli nel corso dell’anno 2021 presso la sala panel della Camera di Commercio di Latina e la nuova sala panel presso il Centro servizi del Consorzio per lo Sviluppo Industriale Roma – Latina.
Attenzione però alle conseguenze delle mancate produzioni di questi ultimi anni, che stanno provocando in alcune zone delle nostre colline la presenza di oliveti abbandonati e trascurati. Il recupero di queste zone deve diventare una delle priorità, sia per la valorizzazione idrogeologica e paesaggistica delle nostre colline, sia per la richiesta in continuo aumento da parte dei consumatori di olio extra vergine d’oliva di qualità”.

Aperte le iscrizioni per il corso formativo PET CARETAKER IHOA© Ideal habitat of animals

Entro il 30 ottobre le richieste. Dal 16 novembre l’inizio del workshop qualificato da AICS Cinofilia dedicato alla figura specialistica di Pet Sitter

“Caretaker” letteralmente significa “colui o colei che si prende cura di”: questo termine ha ispirato il nuovo corso progettato dal Baubeach©: nato sulla scia dei workshop qualificati per la formazione dei Dog Manager, che ha licenziato nuovi professionisti del settore non meno di due settimane fa, il nuovo progetto concepito dall’Associazione che fa capo alla prima spiaggia per cani liberi e felici d’Italia ha come obiettivo quello di formare per cani e gatti una speciale figura di “Pet sitter”, in modo responsabile e con un preciso approccio etologico, definito “empatico relazionale”, non occasionale e che intende costruire, in seno alla famiglia, un punto di riferimento costruttivo, utile ad eliminare criticità e a radicare buone e sane abitudini.
Il Corso vuole fornire, in linea con la Norma Iso UNI 29993, ogni specifica competenza per le persone che si propongono per questo particolarissimo ruolo, tra l’altro molto richiesto, seguendo le linee guida dell’Approccio Empatico Relazionale®, fulcro della didattica nata da oltre un ventennio di esperienza professionale nell’ambito del Baubeach® e dallo studio etologico degli animali da compagnia, che si sommano a decenni di convivenza sia con Cani che con Gatti.
Attraverso il corso si ottiene la conoscenza dei soggetti destinati alla cura, cani e gatti, sia dal punto di vista etologico che nelle modalità di gestione delle emergenze e dei bisogni primari; inoltre si possono avere strumenti per la pianificazione del lavoro con la garanzia di alti standard di sicurezza e qualità, con la consulenza di professionalità nel campo della educazione cinofila, del giusto e ponderato approccio con la famiglia umana, del marketing pet friendly, della creazione di un sistema gestionale lavorativo efficiente ed autonomo.

Il corso di “Pet caretaker IHOA© inizierà il prossimo 16 novembre, avrà la durata di 9 settimane e si svolgerà in modalità E-learning, con webinar interni ed workshop live, presso la sede del Baubeach®, Maccarese. In caso di necessità dovuta all’emergenza Covid-19 gli incontri live potranno svolgersi in modalità web.

I moduli saranno strutturati secondo il seguente indice: 1) La figura di fiducia alla quale affidare il proprio compagno di vita; 2) L’Etologia del Cane; la storia di un incontro; le età del cane e i segnali calmanti; 3) Le Motivazioni di razza; 4) L’approccio empatico relazionale® : cosa fare e perché – La gestione dello stress nel cane; 5) L’Etologia del Gatto; le sue origini, i suoi sensi , la sua percezione del mondo. Come ottenere la sua fiducia; 6) I contesti familiari: perché la figura del “Pet sitter” è molto richiesta? Analisi del target di riferimento – Marketing Pet friendly; 7) Le emergenze: pronto soccorso veterinario per il cane e per il gatto; 8) L’aspetto organizzativo del nostro lavoro, le migliori soluzioni gestionali; 9) Come ottenere un buon riscontro : comunicazione e immagine In relazione al Webinar e/o seminari live questi invece saranno gli appuntamenti: A) incontro con un professionista d’eccezione : gestire un branco libero di 17 cani; B) Il rapporto con la famiglia: modalità di approccio; C) le pratiche veterinarie di emergenza, somministrazione dei farmaci, nutrimento e salute Il corso sarà tenuto da docenti e scritto da autori qualificati e specializzati sul tema che corrispondono ai nomi di:  Alessandro Marzano , Educatore Cinofilo comportamentale – Docente; Cecilia Brincat, Educatore Cinofilo Comportamentale – Autore; Catia Pantellini, Dott.ssa in Scienze della Educazione, Dog Manager IHOD©- Docente; Dott. ssa Elena Barone, Veterinaria – Docente; Elisa Salinetti: Dott.ssa in Scienze della Comunicazione – Autore. La Direzione è affidata a Patrizia Daffinà, Dog Manager IHOD©, Operatrice esperta in Etologia Relazionale® nonché fondatrice del Baubeach© che sarà anche docente di alcuni moduli.

Il Corso ha un costo complessivo di €440,00 che comprende la tessera associativa Baubeach®, quella AICS Cinofilia e l’Attestato di qualifica AICS Cinofilia. I versamenti sono da corrispondere con la seguente modalità: €. 200,00 all’iscrizione ed entro il 30 ottobre p.v.; €. 240,00 entro il giorno dell’esame finale (8 gennaio 2021). I candidati dovranno inviare richiesta di iscrizione al seguente indirizzo: [email protected]

Baubeach si trova a Maccarese, in via Praia a Mare snc – guardando il mare a sinistra dello Stabilimento Rambla, all’inizio del Lungomare a sud dell’abitato di Maccarese.

La spiaggia è aperta ogni fine settimana dell’anno, oltre alla quotidiana apertura estiva.

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