Catania, uccide bimbo di tre mesi gettandolo a terra. Il padre della mamma “ È stato un incidente, mia figlia lo amava”

By 4 dicembre 2018Featured, Italia, Primo piano

La ragazza: “Mi si è oscurata la vista, non ho capito nulla e ho lanciato il bambino. Non volevo uccidere mio figlio”. Uno stato confusionale conseguenza della depressione post partum che spesso non si riconosce di avere.

di Francesca Garofalo


Pochi istanti in cui la mente diventa vulnerabile e capace di trasformare l’evento più  bello, quello della nascita di un bambino, in una tragedia. È  ciò  che è accaduto a Catania il 14 novembre scorso, e reso noto oggi dalla stampa, ad una mamma di ventisei anni in carcere con l’accusa di aver ucciso il figlioletto di tre mesi gettandolo con violenza a terra. Il piccolo giunto in ospedale presentava gravissime lesioni al cranio e dopo un giorno di ricovero presso il reparto di rianimazione dell’ospedale Garibaldi non ce l’ha fatta. Secondo le prime dichiarazioni della donna, il neonato sarebbe caduto dandosi una spinta mentre si trovava tra le sue braccia, ma le condizioni in cui si trovava hanno fatto escludere l’ipotesi accidentale.

Le contraddizioni ed uno stato confusionale hanno convinto il gip a disporre l’arresto. Una ragazza con una situazione familiare difficile,ad undici anni il dolore per la perdita della madre che il padre ha provato ad alleviare con visite specialistiche alle quali non è  mai andata. Una fragilità a monte ed un parto complicato, dieci giorni di ricovero dopo aver dato alla luce il piccolo, aggravati dall’insorgere della depressione post partum. Un disturbo che evolve tra le otto e le dodici settimane dal parto con diverse cause, da un’alterazione della funzione tiroidea a problemi familiari e precedenti casi di depressione, spesso frainteso con un semplice stato di disagio e stanchezza. Secondo l’Osservatorio nazionale per la salute della donna, solo in Italia tra le 55mila e le 80mila le donne che ne soffrono, pari al 16%, tra i sintomi: tristezza intensa, irritabilità, disturbi del sonno, perdita di interesse nei confronti del bambino.

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