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Catalogna: intellettuali spagnoli chiedono la scarcerazione di Jordi Sànchez e Jordi Cuixart, i volti dell’indipendentismo catalano


I due sono presidenti di due associazioni culturali e sono stati accusati di “sedizione” per aver organizzato diverse manifestazione a favore dell’indipendenza dalla Spagna.

di Vito Nicola Lacerenza

Alcuni giorni fa, numerosi intellettuali spagnoli hanno chiesto la liberazione di due figure riconosciute nell’ambiente culturale del Paese iberico. Si tratta dei catalani Jordi Sànchez e Jordi Cuixart. Il primo è il presidente dell’associazione culturale “Òmnium Cultural”, il cui obiettivo è quello di diffondere la lingua e la cultura catalana; l’altro è il fondatore di ANC, un’organizzazione che promuove campagne a favore dell’indipendenza della Catalogna dalla Spagna. Nel 2013 Jordi Sànchez, presidente di ANC, ha organizzato, in collaborazione con Òmnium Cultural, una catena umana lunga 400km per sostenere la causa indipendentista. In quell’occasione Sanchez ha affermato: «Il nostro obiettivo è quello di votare e voteremo. Le urne non possono essere un delitto e non possono essere causa di alcuna persecuzione politica». Di parere contrario sono stati i giudici spagnoli che, nel 2017, hanno fatto arrestare Jordi e Cuixart  Sànchez per il reato di sedizione. Il primo di ottobre di quello stesso  anno, si è svolto il “referendum sull’indipendenza” della Catalogna dalla Spagna, indetto dall’allora presidente catalano Carles Puigdemont.  Migliaia di persone si sono recate alle urne per esprimere il loro voto ma lo scrutinio non è mai avvenuto, perché il governo iberico, giudicando il referendum “illegale”, ha sospeso l’evento elettorale ricorrendo all’uso della forza pubblica. Pochi giorni dopo la maxi operazione di polizia,  Jordi Sànchez e Jordi Cuixart sono finiti in carcere e sono ancora in attesa di giudizio mentre il vero fautore del “referendum illegale”, l’ex presidente della Catalogna Carles Puigdemont, è in esilio in Belgio ed è libero di viaggiare in tutti i Paesi del mondo, tranne la Spagna. Due anni fa il Paese iberico ha emesso nei confronti di Puigdemont un mandato di cattura internazionale che è stato respinto dal governo belga.

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