Bolivia. Il presidente Evo Morales crea un forum antiimperialista


56438758-594x350Novanta organizzazioni sociali ed indigene hanno partecipato a ‘La Cumbre Antiimperialista’ convocata da Morales  per unire i Paesi dell’America Latina

Roma, 9 agosto – E’ in corso in questi giorni in Bolivia La Cumbre Antiimperialista, che riunisce 1.200 delegati di novanta organizzazioni sociali e indigene, provenienti da più di venti Paesi (tra cui Argentina, Brasile, Cile, Ecuador, Venezuela, Messico, ma anche Stati centroamericani ed europei). L’iniziativa è stata promossa da Evo Morales, Presidente della Bolivia, con l’obiettivo di unire sotto un unico cielo tutti i popoli e movimenti  in opposizione  al neoliberismo e al neoimperialismo. L’evento si svolge a Cochabamba, città simbolo, che nel 2000 insorse costringendo il governo a revocare la legislazione sulla privatizzazione dell’acqua e il contratto con la multinazionale Bechtel.

Argomenti del dibattito odierno sono la ‘liberazione’del continente latinoamericano dall’imperialismo Usa , l’integrazione all’interno dell’Unasur, l’opposizione alla presenza delle multinazionali in America latina, la questione delle Isole Malvinas a Guantánamo. Sarà affrontato anche il trattamento che i Paesi Europei hanno riservato a Morales il 2 luglio scorso, quando rientrando dalla Russia e su ordine Usa,  gli fu vietato di sorvolare con l’aereo presidenziale dello stato di Bolivia, i territori francese, spagnolo, italiano e portoghese,  e gli fu negata la necessità di rifornire di carburante lo stesso velivolo, per timore che portasse con sé a bordo Edward Snowden. Per Morales si trattò di un atto  di arroganza inaudita da parte di Washington che peraltro ha disatteso in quella occasione tutti i diritti sanciti dai Trattati Internazionali, violando così i Diritti Umani. In quella occasione i movimenti boliviani stilarono un documento che denunciava il “flagrante terrorismo di stato da parte di governi delle potenze imperialiste e colonialiste, dietro istruzioni impartite dagli Stati Uniti” e “una grave minaccia alla vita del presidente oltre a un’aggressione contro la dignità del popolo boliviano e latinoamericano”. moralesPer i movimenti è arrivato il momento di mettere la parola fine a “le continue violazioni, da parte degli Stati Uniti e delle potenze loro alleate, dei trattati e delle convenzioni internazionali che disciplinano la pacifica convivenza fra gli Stati e il cui adempimento è garanzia del rispetto dei diritti umani dei popoli che fanno parte dell’Onu”. Motivo per cui lo stesso Morales ha preparato un atto di denuncia da presentare in quella sede.


 “Vogliamo un nuovo strumento politico di sovranità dei popoli latinoamericani. Non possiamo essere più sottomessi” – ha dichiarato in apertura dell’incontro l’indigena quechua Juanita Ancieta Segretaria esecutiva delle donne contadine di Bolivia, – “dobbiamo far rispettare la nostra dignità e quella dei nostri figli. Da questo incontro diciamo agli Usa e agli altri Paesi che ci devono rispettare“.

 

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