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Arte & Cultura

“Biomorfismi” la mostra dedicata agli artisti Piero Gilardi, Mattia Moreni e Francesco Bocchini

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Domenica 9 ottobre alle 17.00 alla Galleria Comunale d’Arte del Palazzo del Ridotto di Cesena

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Domenica 9 ottobre 2016, alle ore 17,00 presso la Galleria Comunale d’Arte del Palazzo del Ridotto di Cesena, si terrà l’inaugurazione della mostra “Biomorfismi” dedicata agli artisti Piero Gilardi, Mattia Moreni e Francesco Bocchini, alla quale interverranno l’Assessore alla Cultura Christian Castorri e la curatrice Marisa Zattini. Un evento voluto e promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Cesena nell’ambito della valorizzazione dell’arte contemporanea. L’arte veicola relazioni, scambi e conoscenze. La continuità e la qualità premiano le proposte e gli investimenti. La mostra “Biomorfismi” pone l’accento sul rapporto Uomo/Natura e sulla sua eticità, nel concetto più ampio che comprende la “commons art”.Proseguiamo così nelle indagini del contemporaneo italiano attraverso le opere di questi interessanti “navigatorisolitari”.Il binomio Uomo-Natura connota fortemente l’opera di questisignificativi artisti. PIERO GILARDI (Torino 1942) sottolinea «nella dimensione fenomenologico-esistenziale, le sue preoccupazioni per la tecnologizzazione del mondo e la lettura critica della civiltà dei consumi sono tematiche ricorrenti in tutta la sua creatività a cominciare dai famosi tappeti-natura, opere chemantengono il concetto di lavoro artistico come atto relazionale in cerca di nuove possibilità estetiche e linguistiche offerte dalla società del consumo». Nelle opere biomorfiche l’artista persegue l’obiettivo della interattività, multidimensionalità e polisensorialità. Le minacce agli equilibri naturali, fortemente sentiti e denunciati come pure i disequilibri sociali, prendono corpo in opere ibridate, installazioni interattive declinate fra “naturale/artificiale” dove la dimensione ecologista si fonde con una energia “in fibrillazione”. Lo stesso artista – nel recentissimo libro La mia biopolitica (Prearo editore, Torino 2016), che raccoglie scritti che vanno dal 1963 al 2014 – si interroga sul ruolo culturale e sociale «della sua frattale soggettività di uomo e di artista». MATTIA MORENI (Pavia 1920-Brisighella 1999) può essere definito artista dall’urlo barbarico. Nel suo monologo n.°2, L’assurdo razionale perché necessario,si legge che «la fantasia è una nevrosi chimica di cui non conosciamo ancora la combinazione». E ancora: «Il perché è la molla del fare; il modo e il come è il linguaggio». Perché «il linguaggio non è parlare, non è neanche l’estetica; il linguaggio è la nascita di cose, di fenomeni e di significati diversi, direi quasi incomprensibili anche se decifrabili; e le interpretazioni sono punti di vista geografici». Per questa mostra sono stati selezionati alcuni cartelli, angurie, alberi ed una suggestiva scultura, provenienti da collezioni romagnole. Tutti “smisurati feticci” che appartengono ad un ordine sensoriale-intellettuale. La scelta dello scultore FRANCESCO BOCCHINI (Cesena 1969) mira alla valorizzazione di un nostro artista del territorio – anche se ben conosciuto a livello europeo – che ben si allinea all’operato dei due grandi mastri italiani per aver «vissuto in maniera totale e sincera, sotto il segno di un codice poetico e artistico preciso, originale, assoluto il processo della creazione» (M. Cavallarin).Ilsuo è un mondo fatto di metafore ferrose e di assemblaggi complessi che raccontano geografie “ornamentali” di ordinaria quotidianità e memoria. Per questo evento sono state selezionate alcune composizioni floreali ed alcune sue titpiche “vetrinette”. Il catalogo (IL V ICOLO editore) documenta tutte le opere in mostra, alcuni testi di Piero Gilardi e Mattia Moreni oltre ad alcuni significativi contributi di Cesare Zanasi (docente del Dipartimento di Scienze e Tecnologie AgroAlimentari dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna) e Adele Cacciagrano (dottore di ricerca in Studi Teatrali e Cinematografici dell’Università di Bologna), per una ulteriore riflessione critica.

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