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Italia

“Bere q.b.” a Spino Fiorito

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Alla IX edizione delle “Piccole, Grandi Italie del bicchiere”, al Castello Malaspina di Massa, riflettori puntati sul ”binge drinking” dei giovani, con l’intervento di Pia Donata Berlucchi, vice-presidente ONAV.

 

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Roma, 19 – Maggio Il “bere per lo sballo”, diffuso soprattutto tra i giovani, è una piaga sociale, che varie iniziative cercano di arginare: il fenomeno, che interessa oltre un milione di giovanissimi, con valori massimi tra i 18 e i 24 anni, non poteva passare sotto silenzio nel “tempio del bere bene”, ovvero al Castello Malaspina di Massa, dove, a fine aprile, si è svolto Spino Fiorito, evento dedicato alla cultura enologica, organizzato dal Comune e dall’Istituto Valorizzazione Castelli. In proposito, nella Sala delle Riunioni, si è tenuto il convegno “Bere q.b.”, alla presenza di Elena Mosti, giovane assessore del Comune di Massa, che ha puntato il dito sulle problematiche esistenziali di ventenni e dintorni, tentati dal bere contro i “vuoti”, caratteristici dell’età, di valori, di possibilità di lavoro e di prospettive future. Gli adolescenti, insieme alle donne e agli anziani, sono più vulnerabili agli effetti dell’alcol a causa di una ridotta capacità dell’organismo a metabolizzarlo, per cui l’abuso di bevande alcoliche rappresenta la prima causa di mortalità, morbilità e disabilità evitabile. A Spino Fiorito, si è parlato di alcune campagne per sensibilizzare i giovani al bere moderato, come “In vino virtus” della Polizia di Stato che a Vinitaly di Verona ha portato il simulatore di guida “Ready2go” per far capire gli effetti della guida in stato di ebrezza. Ma al convegno l’intervento più significativo è stato quello di Pia Donata Berlucchi, presidente dell’omonima Azienda in Franciacorta e vice-presidente dell’ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino) che ha illustrato il progetto da lei ideato per l’Associazione: «L”Educazione al Bere Consapevole” attraverso la Storia, l’Istruzione e la Cultura è un approccio nuovo, riservato agli ultimi anni della Scuola Superiore, promosso dal presidente Onav, Vito Intini, e approvato della Consulta del Vino Italiano, del cui Consiglio faccio parte», rivela la “lady di ferro” del vino, «14 note associazioni, tra cui Ais, Fisar e Slow Food, sono unite e concordi sul mio progetto, mentre il Provveditore agli Studi di Brescia ha voluto che la sua fosse la città pilota dello stesso». L’Educazione al Bere Consapevole di Pia Donata Berlucchi consiste in quattro lezioni di storia del vino, per 150-300 studenti alla volta, tenute da esperti, che spiegano la tradizione enologica italiana e il suo significato nella storia; riferisce la creatrice: «Ai giovani vogliamo fornire gli strumenti per avvicinarsi al vino in modo intelligente. Perciò ho messo a punto questi titoli: – Il Vino e la Guerra di Troia: da 6000 anni a.C. fra i Sumeri della Mesopotamia con il mito di Gigalmesh, nella Georgia, fra i Fenici, i Cartaginesi, gli Egizi, i Greci e la Roma Imperiale. – Il Vino dei Longobardi, di Carlo Magno, dei Castelli feudali e delle Abbazie: dal triste calice di Rosmunda al trattato di Carlo Magno, alla festosità dei castelli, alla medicina silenziosa delle Abbazie. – Il Vino ed il Rinascimento: fra brindisi politici avvelenati e viaggi sulle navi veneziane, il vino entra nel vetro dei soffiatori di Venezia, nelle pitture, sculture e scritture degli artisti d’epoca. – L’800 del grande Verdi e di molti altri geni musicali. Il Vino è ormai protagonista anche nella Musica». A Spino Fiorito, Pia Donata Berlucchi ha auspicato che l’Italia scolastica accolga il suo progetto con l’inserimento della Storia del Vino in tutti suoi aspetti, «per aiutare i ragazzi nell’età più difficile, quando falsi profeti cercano di attirarli all’uso smodato ed inconsapevole del vino e di terribili sostanze nocive».

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