La festa della vendemmia a La Rioja, in Spagna

La “fiesta de San Mateo” di Logroño (20 -27 settembre 2019), celebra le tradizioni vitivinicole della provincia di La Rioja.

Anche quest’anno la provincia di La Rioja e il comune di Logroño hanno celebrato la “Fiesta de San Mateo”, un festival ricco di eventi e spettacoli.  

La  provincia di La Rioja si trova a nord della Spagna ed è un territorio famoso in tutto il mondo per i vini pregiati. Il comune di Logroño è il capoluogo di questo territorio, divenuto celebre anche per il Cammino di Santiago di Compostela.

Ogni anno centinaia di turisti arrivano in questa terra del vino per prendere parte agli eventi della festa della vendemmia, nota come “Fiesta de San Mateo”. Il giorno più importante della settimana di festa infatti è quello della festa di San Matteo, il 21 settembre.  In questa data tutti gli anni si svolge una cerimonia nel parco del Espolón. Tanti bambini portano dei cesti  d’uva e la versano in un grande barile di vino. Due uomini vestiti con costumi tradizionali calpestano a piedi nudi l’uva nella grande vasca, accompagnati dalla musica, eseguendo una danza di movimenti circolari fino a riempire una brocca di mosto, che una volta benedetto, viene offerto alla Virgen di Valvanera, patrona di La Rioja.

Il festival della vendemmia offre tanti spettacoli che accompagnano le rappresentazioni tradizionali:  concerti musicali di ogni genere, feste taurine, danze di flamenco e degustazioni di prodotti tipici locali. Nelle stesse date inoltre ha luogo il torneo di San Mateo Pelota.

Le agenzie turistiche locali organizzano passeggiate tra i vigneti a piedi, in bicicletta e a cavallo e visite guidate alle cantine, ottima occasione per meglio comprendere i processi di elaborazione del vino.

Uno dei modi migliori per conoscere La Rioja e le sue tradizioni è visitare il Museo della cultura del vino Dinastia Vivanco, che si trova a Briones, a circa 36 chilometri da Logroño. Il museo contiene tutte le notizie sui vini del territorio e sulle fasi di produzione e invecchiamento del vino.

Wes Anderson e Juman Malouf protagonisti alla Fondazione Prada di Milano.

“Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori”, la nuova esposizione della Fondazione Prada resterà a Milano fino al 13 gennaio 2020.

Dopo una lunga permanenza presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna (novembre 2018 – aprile 2019), la mostra di Wes Anderson, noto regista e sceneggiatore americano e della compagna Juman Malouf, illustratrice, designer e scrittrice di origine libanese, arriva alla Fondazione Prada nella sede di Milano.

La seconda tappa dell’evento include un maggior  numero di opere selezionate, grazie ad una superficie espositiva più ampia e un’area dedicata al giardino all’italiana, con rappresentazioni di siepi e padiglioni tipici del periodo rinascimentale (piano terra del Podium).

Wes Anderson ha già lavorato in passato per la Fondazione Prada. Il Prada Café Bar Luce aperto nel 2015 è stato disegnato dal regista texano il quale ha riprodotto un ambiente tipico degli anni Cinquanta- Sessanta.

Il sarcofago di Spritzmaus, da cui prende il nome l’evento, è uno degli oggetti della selezione, una scatola di legno egiziana che contiene una mummia di un toporagno risalente al IV secolo a. C.. Gli oggetti sono divisi per gruppi: oggetti di colore verde, ritratti di bambini, miniature, strumenti di misurazione del tempo, scatole, oggetti di legno, ritratti e soggetti naturali.

Anderson e Malouf hanno scelto circa 530 pezzi, tra le collezioni del Kunsthistorisches Museum e i dipartimenti del Naturhistorisches Museum di Vienna, selezionandoli in maniera del tutto istintiva  e personale, uscendo dagli stereotipi del museo classico, con l’obiettivo di portare il pubblico a  riflettere sui diversi criteri di collezionismo e raccolta di oggetti. Questo approccio innovativo prende spunto da un catalogo di un evento del 1969, in cui per la prima volta un’artista, Andy Warhol selezionò gli elementi della mostra “Raid the Icebox I, with Andy Warhol”.

Non poteva mancare nel progetto il libro d’artista edito dalla Fondazione Prada, concepito come museo portatile e collezione personale.

La mostra di Louis Vuitton arriva a Milano

Time Capsule Exhibition Milan sarà visitabile gratuitamente dal 20 settembre al 20 ottobre in piazzetta Reale a Milano.

La mostra itinerante di Louis Vuitton “Time Capsule Exhibition Milan” parte in concomitanza con la Milano Fashion Week femminile (17 -23 settembre2019), con un’inaugurazione e una cena di gala all’interno del palazzo Reale previste per il 19 settembre. Dal 20 settembre al 20 ottobre la mostra sarà aperta al pubblico gratuitamente tutti i giorni dalle 10 alle 20.

Louis Vuitton iniziò la sua carriera a Parigi nel 1837, dove lavorò come apprendista di Monsieur Maréchal, per la realizzazione di valigie e bauli. Nel 1854 aprì il primo atelier a Parigi, in Rue Neuve des Capucines. Nel 1886 Louis e il figlio George realizzarono un sistema di chiusura  a cinque tamburi a molla per proteggere il contenuto dei bauli.  Nel 1896 i Vuitton disegnarono il logo con le lettere LV intrecciate, accompagnate da un motivo floreale. Il monogramma è stato da subito il simbolo della più alta qualità e negli anni Sessanta del Novecento le attrici più famose usarono i bauli Vuitton nei loro spostamenti.

L’esposizione celebra la storia della maison francese Louis Vuitton dal 1854 ad oggi, con un focus su quattro aspetti fondamentali:le invenzioni, il viaggio, l’arte di custodire oggetti e le icone della maison.

Oggetti vari appartenenti agli archivi storici Vuitton racconteranno la storia della griffe lungo il percorso espositivo che  apre con una dimostrazione dell’abilità degli artigiani francesi  della Maison nella lavorazione della pelle e  segue una cronologia che focalizza sui momenti più importanti della storia della casa di moda parigina. Ci sarà anche un pezzo unico: “ Malle Milano”, un baule realizzato per l’Esposizione Internazionale di arti decorative e moderne di Parigi nel 1925.

Tra gli oggetti esposti alla mostra di Milano saranno incluse le collezioni ready-to-wear  donna realizzate sotto la direzione creativa di Nicolas Ghesquière dal 2014, e quelle uomo disegnate nel corso della direzione di Virgil Abloh dal 2018, oltre agli oggetti d’arredo Objects Nomades, realizzati in collaborazione con i designer Patricia Urquiola e Marcel Wanders.

Cinque buoni motivi per visitare Valencia in autunno

La Città dell’e Arti e delle Scienze,  il centro storico, l’esposizione multimediale dedicata a Van Gogh, il Biopark e le spiagge incantevoli sono assolutamente da non perdere.

Terza città spagnola in ordine di grandezza, Valencia offre un ricco patrimonio culturale, artistico e gastronomico e un’animata vita notturna. L’inizio dell’autunno è il periodo ideale per prenotare un weekend a Valencia, città che oltre ad avere un clima mite, presenta una diversificata offerta turistica che va dalle attività culturali allo sport, senza dimenticare le splendide spiagge. Ecco alcune proposte per un weekend indimenticabile:

La Ciudad de las Artes y las Ciencias (Città delle Arti e delle Scienze), polo culturale situato nei pressi del vecchio letto del fiume Turia, disegnata dall’architetto valenciano Santiago Calatrava e inaugurata nel 1996. La Ciudad conta una superficie di circa 350.000 metri quadrati ed è costituita dai complessi: Palazzo delle Arti (dedicato alle manifestazioni artistiche e culturali), Hemisfèric (struttura destinata alla proiezione di film e documentari), Umblacle (giardino e galleria a cielo aperto), Museo della Scienza  (l’area per la scienza in tutte le sue forme), Oceanografic (uno degli acquari più belli d’Europa) e Agorà (struttura concepita per gli eventi sportivi).

Barrio del Carmen (quartiere del Carmen)  un quartiere ricco di arte e cultura nel cuore del centro storico, da percorrere a piedi  sia di giorno che di notte. E’ il posto ideale per degustare la cucina tradizionale valenciana e bere una buona “orchada” ( bevanda a base di zigoli dolci). Al Carmen si trova l’Istituto Valenciano di Arte Moderna, la principale galleria d’arte moderna della città, il Museo della Preistoria  e il Museo di Etnologia. Proseguendo a piedi verso la Ciutat Vella (città vecchia) si raggiunge la Plaza de la Virgen (piazza della Vergine), dove si trova la storica Cattedrale in cui è custodito il Santo Graal.

Van Gogh Alive, the Experience, l’esposizione multimediale più visitata al mondo, dedicata al celebre artista olandese, che ha già fatto il giro di ottanta città, da Berlino a Tel Aviv e che dal 27 luglio al 20 ottobre è ospitata al terzo piano del Teatro Ateneo Mercantil di Valencia (plaza del Ayuntamiento n 18). La mostra è un’immersione totale nel mondo di Van Gogh e combina arte e tecnologia d’avanguardia, con proiettori di alta definizione, grafici in movimento, suoni suggestivi e pannelli di sei metri d’altezza distribuiti nelle sale dell’Ateneo.

Biopark,  il giardino zoologico dedicato agli animali africani e  caratterizzato da un grande impegno didattico e ambientalista.  Biopark si estende su una superficie di 100.000 metri quadrati nella zona occidentale della città  e riproduce aree del bosco equatoriale, delle paludi del Madacascar e della Savana. Gli animali, la vegetazione e il paesaggio formano un insieme che permette ai visitatori di comprendere le relazioni tra gli organismi e gli elementi che costituiscono l’ecosistema.

IL Barrio El Cabanyal (il quartiere El Cabanyal), dove si trovano le spiagge: Playa de las Arenas, Playa de la Malvarrosa e Playa de la Patacona e il lungomare ricco di caffè e ristoranti. Le spiagge distano circa tre chilometri dal centro della città.  El Cabanyal è una zona molto caratteristica,  ricca di edifici storici, vicoletti e case graziosamente decorate con ceramiche locali. Tra le attrazioni del quartiere ci sono: il Mercato Municipale  un antico mercatino alimentare, il Museo del Riso, per apprendere tutto sulla lavorazione del riso di Albufera e i Magazzini gotici risalenti al XIV secolo, in cui è allestita un’esposizione sulla storia marittima di Valencia.

Matteo Marzotto riceve il Sigillo di Ateneo dell’Università di Urbino.

L’imprenditore Marzotto, dopo la consegna del Sigillo ha tenuto la lectio magistralis sul tema “Guardando all’intrapresa sostenibile. Tra ‘uomo al centro’ e globalizzazione”.

La cerimonia per il conferimento del Sigillo di Ateneo all’imprenditore Matteo Marzotto si è svolta mercoledì 6 marzo presso l’Aula Magna di Palazzo Battiferri in via Saffi 42 a Urbino. A consegnare il Sigillo è stato il rettore dell’Università di Urbino Vilberto Stocchi.

Il Sigillo di Ateneo è un’onorificenza di grande pregio che l’Università di Urbino in passato ha conferito a celebri personaggi della cultura tra cui il regista Pupi Avati, lo scrittore Andrea Camilleri, lo stilista- imprenditore Piero Guidi e l’imprenditore Oscar Farinetti.

Matteo Marzotto proviene da una famiglia di industriali della lana ed è presidente di Dondup da settembre 2016 e vice presidente di Pogetto Marzotto da marzo 2018.  È stato amministratore delegato di Fiera Vicenza (dal 2013 al 2016) e vicepresidente esecutivo di IEG – Italian Exhibition Group (da ottobre 2016 a novembre 2018). Ha lavorato per quindici anni nelle aziende del Gruppo Marzotto. Tra il 2003 e il 2008 ha avuto l’incarico di direttore generale operativo di Valentino, passando successivamente al ruolo di presidente. Ha acquisito e poi rilanciato  la griffe Vionnet di cui è stato presidente da ottobre 2008 a gennaio 2013. Da agosto 2008 a dicembre 2011 è stato presidente e commissario di ENIT – Azienda Nazionale del Turismo e da giugno 2013 a luglio 2016 presidente della Fondazione CUOA – Centro Universitario Organizzazione Aziendale.

Matteo Marzotto è tra gli ideatori della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica – Onlus di cui è presidente da aprile 2018. Da settembre 2013 è invitato permanente al Consiglio Generale di Nuovi Orizzonti AIPDF – Associazione Internazionale Privata di Fedeli di Diritto Pontificio. Siede in numerosi consigli di amministrazione , tra cui Morellato  Sector e Brunello Cucinelli ed è stato Ambasciatore di Expo Milano 2015.

Dopo la consegna del Sigillo l’imprenditore ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “Guardando all’intrapresa sostenibile. Tra ‘uomo al centro’ e globalizzazione”. Nel suo discorso ha ricordato il nonno Gaetano “uomo al centro’ che gli ha trasmesso la consapevolezza che “il concetto di ricchezza va umanizzato. Essere un uomo al centro all’imprenditore in realtà conviene, ma bisogna capire che creare ricchezza non è soltanto questione di soldi” ha spiegato Marzotto.

Tanti i riferimenti anche alla sorella maggiore Annalisa scomparsa nel 1989, per la quale ha voluto creare la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica e al tema importante della sostenibilità e della salvaguardia dell’ambiente.

A Book Pride 2019 “ ogni desiderio” è un libro.

Book Pride, la fiera nazionale dell’editoria indipendente per la quinta edizione si sposta alla Fabbrica del Vapore di Milano, da venerdì 15 a domenica 17 marzo.

Book Pride, l’evento diretto dallo scrittore Giorgio Vasta e organizzato in collaborazione con il comune di Milano, per la quinta edizione si sposta in un ambiente più ampio, alla Fabbrica del Vapore, per ospitare circa 200 editori e tanti scrittori che parteciperanno ai 250 eventi previsti dal programma.

La novità di questa edizione è la collaborazione con altri due eventi: il festival “Libri Come”  che si terrà a Roma presso l’Auditorium Parco della Musica dal 14 al 17 marzo e “Digital Week” che si svolgerà a Milano in luoghi vari dal 13 al 17 marzo. I tre eventi hanno concordato i programmi ed avranno ospiti comuni.

“Ogni Desiderio” è il tema del 2019, poiché il “desiderio” mette in relazione lo scrittore e il lettore e ogni editore genera connessioni e inventa desideri. L’immagine simbolo di “ogni desiderio” è stata realizzata in acquerello da Nicola Magrin e raffigura una donna che contempla un cielo stellato, sospesa tra mancanza e attesa. Book Pride analizzerà i tanti modi in cui può manifestarsi il desiderio.

Il festival sarà introdotto da tre anteprime in biblioteca: sabato 9 marzo alle ore 11 alla Biblioteca di Parco Sempione ci sarà un laboratorio per bambini su “Il piccolo Virgil” di Ole  Lund Kirkegaard, (Iperborea); Lunedì 11 marzo alle ore 18 presso la Biblioteca Sicilia  “Il desiderio di raccontare Milano” con Giovanni Pacchiano e Michele Turazzi; infine mercoledì 13 marzo alle ore 18:30 alla Biblioteca Venezia “I promessi sposi e il desiderio” con Luca Doninelli.  

Il programma del festival prevede 12 lezioni d’autore, in collaborazione con Fondazione Treccani Cultura, ognuna su un personaggio letterario, maestro dell’arte del “desiderio”: Violetta Bellocchio e il desiderio di Jane Eyre, dal romanzo di Charlotte Brontë; Giorgio Fontana e il desiderio dell’agrimensore K. da “Il Castello” di Franz Kafka; Fabio Geda e il desiderio di Asher Lev, da “Il mio nome è Asher Lev” di Chaim Potok; Nicola Lagioia e il desiderio dei personaggi di Truman Capote, in “A sangue freddo” e in “Preghiere esaudite”; Marco Malvaldi e il desiderio di Barney da “la versione di Barney” di Mordecai Richler e quello  di Winston, il protagonista di “1984” di George Orwell; Antonio Moresco e Tiziano Scarpa e il desiderio  di Don Chisciotte e Sancio Panza, dal capolavoro del Cervantes; Francesco Pacifico e il desiderio di Mrs Dalloway, dal romanzo di Virginia Woolf; Valeria Parrella e il desiderio di Antigone, dalla tragedia di Sofocle; Elena Stancanelli e il desiderio dell’iguana e del puma Alonso, da due tra i romanzi più belli di Anna Maria Ortense; Chiara Valerio e il desiderio di Kurtz, da “Cuore di Tenebra” di Joseph Conrad; Simona Vinci e il desiderio dei personaggi delle fiabe dei Fratelli Grimm.

Ci sarà inoltre un ciclo di conversazioni e interviste “Stelle Polari” in cui i protagonisti racconteranno il legame che hanno con l’oggetto del desiderio, la loro “stella polare”. Tra gli altri. Giuseppe Genna racconterà il desiderio italiano con Marco Damilano; Dori Ghezzi parteciperà ad un incontro intitolato “All’incanto dei desideri” per i vent’anni dalla scomparsa di De André e Paolo Giordano racconterà il desiderio di ciò che non c’è, partendo dalle considerazioni di una giovane attivista svedese, Greta   Thunberg, che ha riportato con forza l’attenzione sul cambiamento climatico.

 Venerdì 15 marzo alle ore 19 “Dare un nome. Il desiderio di essere umani” è il titolo del talk  che avrà come protagoniste Elena Stancanelli e Cristina Cattaneo autrice del libro “Naufraghi senza volto”  ( Raffaello Cortina), il racconto dell’esperienza di un medico legale e il tentativo di un Paese di dare un nome alle vittime della migrazione.

Sabato 16 marzo alle ore 11 il sindaco di Milano  Giuseppe Sala affronterà il tema del desiderio di non essere indifferenti partendo dalla testimonianza della senatrice a vita Liliana Segre, e dal suo messaggio, narrati nel libro di Giuseppe Civati “Il mare nero dell’indifferenza” (People).

Al Premio Italo Calvino  saranno dedicati due incontri: uno in cui tre finalisti appena pubblicati racconteranno il loro percorso (Davide Martinari “Come si sta al mondo” Quodlibet; Loreta Minutilli “Elena di Sparta” Baldini+ Castoldi; Marinella Savino “La sartoria di via Chiatamone”, Nutrimenti) ed un altro sullo stato di salute del racconto nella narrativa e nell’editoria italiana.

Tanti saranno gli ospiti italiani e stranieri che presenteranno i loro libri nelle giornate di Book Pride a Milano. Book Pride Off, il programma che porterà l’evento in locali e librerie di tutta Milano, tra i tanti appuntamenti, prevederà anche un omaggio allo scrittore Andrea Pinketts scomparso il 20 dicembre scorso. L’evento è a cura di Alessandro Beretta e si terrà presso il Circolo degli Ex Combattenti.

“Libri Come”, la festa dei libri di Roma compie dieci anni.

Dal 14 al 17 marzo presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma si svolgerà il festival dei libri e della lettura “Libri Come”, con la partecipazione di 250 ospiti, tra scrittori, editori, artisti, giornalisti e politici che dialogheranno sul tema della “Libertà”.

Il Festival della Lettura Libri Come, organizzato dalla Fondazione Musica per Roma e curato da Marino Sinibaldi, Michele De Mieri e Rosa Polacco, festeggia i dieci anni dalla sua nascita nel 2010 con quattro giornate dedicate al tema della libertà, un concetto molto importante, impegnativo, ricco di significati e di speranze, ma anche di minacce e contraddizioni.

Tra gli ospiti italiani che interverranno nella manifestazione: Alberto Angela, Diego Bianchi, Andrea Carandini, Gianrico Carofiglio, Sabino Cassese, Cristina Cattaneo, Roberto Costantini, Samantha Cristoforetti, Gianni Cuperlo, Marco Damilano, Maurizio De Giovanni, Giuliano Ferrara, Nicola Lagioia, Enrico Letta, Neri Marcoré, Michela Murgia, Giacomo Papi, Francesco Piccolo, Antonio Rezza, Elena Stancanelli, Walter Veltroni e Sandro Veronesi.

Tanti anche gli ospiti stranieri, soprattutto dall’Europa, tra cui: dalla Spagna Javier Cercas Clara Ursón e Manuel Vilas; dalla Francia Adelaide Bon, Adeline Dieudonné e Bernard Guetta; dal Regno Unito Anthony Cartwright e Amanda Craig; dalla Polonia Olga Tokarczuk; dall’Ungheria Agnes Heller, dalla Russia Zoja Svetova; dalla Germania Uwe Timm; dalla Slovenia Slavoj Zizek; dall’Olanda Kader Abdolah e Arnon Grunberg; dagli Stati Uniti Peter Cameron e Andre Dubus III.

Ogni ospite darà una propria interpretazione al tema della libertà, ad esempio Samantha Cristoforetti  spiegherà cosa significa la libertà nello spazio, Giuseppe Antonelli parlerà della libertà di linguaggio e Leonardo Colombati analizzerà la libertà musicale di Bruce Springsteen.

Il programma prevede degli incontri con le scuole medie e superiori, tra cui una lezione di giornalismo di Francesco Costa, vicedirettore de “Il Post”e una lezione di italiano tenuta dal linguista Giuseppe Antonelli e delle mostre tra cui una dedicata al fumetto del vignettista e illustratore Mauro Biani, che si aprirà con un omaggio a Giulio Regeni, simbolo dell’assenza di verità e, dunque, dell’assenza della libertà.

Grazie ad una collaborazione tra Libri Come e  Book Pride (Milano, Fabbrica del Vapore, 15 – 17 marzo) i due festival si svolgeranno in contemporanea nelle due città di Roma e Milano, con programmi concordati e dieci ospiti comuni: Kader Abdolah, James Barrat, Peter Cameron, Anthony Cartwright, Mauro Covacich, Dany Laferrière, Ersi Sotiropoulos, Uwe Timm, Clara Usón, Franco Lorenzoni.

La manifestazione sarà inoltre in collaborazione con il Premio Strega 2019,  L’Istituto Cervantes e l’Institut Français d’Italie. Parteciperanno a Libri Come anche le associazioni Save the Children e Amnesty International, il settimanale Internazionale e Radio3 presente con un corner dal quale trasmetterà in diretta il programma “Fahrenheit” condotto da Loredana Lipperini e dedicato ai libri.

Un progetto realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Crescita Culturale, porterà il festival in dieci biblioteche di Roma, che ospiteranno giovedì 14 marzo in contemporanea dieci autori: Amanda Craig, Roberto Costantini, Cinzia Leone, Michela Marzano, Enrico Palandri, Maria Francesca Venturo, Viola Di Grado, Goffredo Buccini, Enrico Castelli Gattinara.

“L’Intelligenza Urbana” della Milano Digital Week

La settimana dedicata al mondo digitale torna a Milano dal 13 al 17 marzo. La manifestazione prevede la partecipazione di tutti i milanesi che hanno da proporre iniziative sul tema “Intelligenza Urbana”.

La Milano Digital Week è l’iniziativa promossa dal Comune di Milano, Assessorato alla Trasformazione Digitale e Servizi Civici e realizzata da Cariplo Factory, IAB (Interactive Advertising Bureau), Hublab e con Meet (Centro Internazionale per la Cultura Digitale), dedicata all’educazione, alla cultura e all’innovazione digitale.

La seconda edizione dell’evento tratterà in maniera particolare l’intelligenza urbana, intesa come trasformazione della città,  sempre più “piattaforma” di contenuti per i cittadini e per la comunità. La città è l’insieme degli individui, delle loro diversità e delle loro interazioni. L’intelligenza urbana è l’insieme delle tecnologie e delle applicazioni che trasformano la città, il lavoro, le relazioni umane e che hanno un impatto sul welfare e i servizi, sulla vita pubblica e privata dei cittadini.

I cittadini milanesi sono stati invitati a partecipare all’evento attraverso un bando, per proporre nuove idee e iniziative in merito al tema dell’intelligenza urbana.   “Con la Milano Digita Week – ha spiegato  il sindaco di Milano Giuseppe Sala – torneremo ad occuparci di un tema importantissimo per lo sviluppo della nostra città. Sul terreno dell’innovazione digitale, rispetto alle altre città d’Europa con cui spesso ci confrontiamo, siamo purtroppo ancora indietro. Milano deve colmare questo distacco generato da anni di ritardo di tutto il nostro Paese, per diventare pienamente una metropoli internazionale. Noi siamo molto determinati a raggiungere questo obiettivo e da due anni siamo al lavoro per la semplificazione e la digitalizzazione della pubblica amministrazione. Vogliamo rendere più facile il dialogo dei cittadini con gli uffici e i servizi del Comune ma anche dare una nuova dimensione digitale a tutta la città, per sua natura veloce ed efficiente, in una parola “smart”. Siamo una città piena di studenti e di giovani, di nuove imprese, che attiva investimenti dall’estero e tantissimi turisti. Non possiamo davvero perdere altro tempo”.

Argomenti come intelligenza artificiale, robotica e IOT (Internet of  Things) saranno al centro del programma di oltre 500 eventi della Digital Week milanese , tra seminari, incontri, esposizioni e workshop, tra cui: dal 13 al 17 marzo presso il Museo del Novecento in Piazza Duomo la mostra “Olivetti, una storia di innovazione”  esporrà numerosi elementi che hanno fatto la storia di Olivetti, ora polo digitale del Gruppo TIM; La tavola rotonda “Voice everywhere: il futuro è nei comandi vocali?” in programma per il 14 marzo presso l’Auditorium Banco BPM in via Massaua 6 discuterà sul futuro dell’interazione vocale nel sistema digitale; Il workshop “Unstoppable Women” a cura di StartupItalia, in collaborazione con Sanofi Italia e Vodafone Italia si svolgerà il  14 marzo presso Unicredit – Tower B – Tree House in piazza Gae Aulenti e racconterà la storia di donne che hanno usato la tecnologia per crescere dal punto di vista professionale. L’evento prevederà cinque testimonianze, coinvolgendo scienziate, startupper, founder e imprenditrici; il 16 marzo la tavola rotonda a cura di Hublab “Geopolitica del digitale: Tech Giants, New Media e Stati-Nazione”, che si svolgerà presso il palazzo dei Giureconsulti in piazza dei Mercanti 2, tratterà il tema dell’influenza delle tecnologie digitali sull’economia, la politica e la società. Al dibattito parteciperanno: Vincenzo Comito (economista), Luigi Curini (Unimi) e Antonio Pilati (Osservatorio Economia Digitale).

Pitti Taste 2019 celebra il pane italiano

Il Salone di Pitti Immagine dedicato al gusto torna dal 9 all’11 marzo alla Stazione Leopolda di Firenze, con 400 aziende espositrici e un focus speciale sul Pianeta Pane.

Dopo il successo dell’anno scorso con oltre 16mila presenze e grande attenzione da parte dei media, torna Pitti Taste con una grande partecipazione di importanti compratori internazionali provenienti da tutto il mondo.

L’immagine simbolo della quattordicesima edizione di Taste è una combinazione tra un atterraggio lunare e una colazione in un prato, un invito ad esplorare nuove dimensioni del gusto ed a conoscere nuovi prodotti delle eccellenze italiane.

Il percorso principale di Taste si divide in quattro tappe: “Taste Tour” con 380 aziende di prodotti di nicchia e di eccellenza provenienti da tutta la penisola; “Taste Tools” con 14 aziende di oggettistica che va dalle attrezzature tecniche e da cucina, all’abbigliamento; “Taste Shop” un negozio al piazzale Gae Aulenti dove poter acquistare i prodotti esposti lungo il percorso di degustazione; “Taste Events” al Teatro dell’Opera di Firenze, un programma di eventi tra presentazioni di libri, degustazioni e conversazioni.

Il tema di questa edizione è il pane, alimento principe del menù e simbolo di condivisione e di aggregazione, che verrà celebrato da fornai all’opera con laboratori e pane fresco continuamente sfornato. Nicola Giuntini, storico panificatore di Quarrata, realizzerà “Pane Taste”, una ricetta e una forma speciale per l’evento fiorentino. Saranno dedicati al pane anche i talk “Nuove bakery. Evoluzione e Rivoluzione”, “ Geografia e Lessico del Pane” e il laboratorio per i piccoli “Mani in Pasta”, che vedrà venti bambini impegnati nella preparazione e nella cottura del proprio pane.

Sabato 9 marzo presso il Teatro dell’Opera di Firenze si terrà il focus “Ritorno alla Trattoria?”, al quale parteciperanno tra gli altri Marco Bolasco, il curatore della Guida Osterie d’Italia Slow Food e direttore di Enogastronomia e Varia Giunti editore e Federico Malinverno, il presidente dell’associazione Premiate Trattorie Italiane, per discutere del nuovo successo delle trattorie, luoghi evocativi della tradizione culinaria, del territorio e della specificità dei suoi prodotti.

I due grandi chef stellati Massimo Bottura e Massimiliano Alajmo presenteranno a Pitti Taste  le loro due iniziative benefiche:  “Refettorio Ambrosiano  per Expo Milano 2015”, il progetto per il ristoro di persone in difficoltà con il recupero di circa 15 tonnellate di eccedenze alimentari e “Gusto per la Ricerca” una raccolta di fondi destinati alla ricerca scientifica sulle neoplasie infantili e per le strutture di sussistenza rivolte all’infanzia.

La Compagnia del Cioccolato premierà con gli oscar “le Tavolette d’Oro” i migliori cioccolati italiani nelle categorie: latte e latte ad alta percentuale di cacao, gianduia, fondente e origini, aromatizzati e speziati, praline, frutta ricoperta, spalmabili, cremini, cioccolati modicani e le Tavolette speciali.

Aldo Fiordelli, giornalista e critico enogastronomico presenterà l’11 marzo al Teatro dell’Opera di Firenze  “La Fiorentina. Osti, macellai e vini della vera bistecca”, il primo libro dedicato alla   fiorentina, la bistecca che tra pochi mesi sarà candidata a patrimonio dell’Unesco.

Tutta la città di Firenze sarà animata da “FuoriDiTaste”, un vasto programma di eventi tra cene, degustazioni a tema, spettacoli, dibattiti e tanti nuovi modi di interpretare il cibo italiano.

Grande lutto nel mondo della moda, è morto Karl Lagerfeld, uno dei più grandi designer dei nostri tempi

Stilista, designer, artista, fotografo, illustratore, icona pop e superstar, Karl Lagerfeld era un instancabile creativo “disegno come respiro…disegno e basta” diceva di sé.  “Kraiser Karl”, l’imperatore della moda, curava personalmente anche le campagne pubblicitarie e le scenografie delle sfilate.

Il celebre stilista Lagerfeld si è spento all’età di 85 anni, la mattina del 19 febbraio all’ospedale americano di Parigi Neuilly-sur-Seine.  Alcune  voci  sul suo precario stato di salute si facevano sempre più insistenti  da quando lo scorso  22 gennaio per la prima volta in tutta la sua carriera, non si è presentato a salutare e ringraziare il pubblico dell’ultima sfilata di Chanel. L’azienda in una nota aveva riferito che lo stilista era “stanco e affaticato”.

Karl Lagerfeld resterà uno dei protagonisti indiscussi della storia della moda internazionale. Non ha mai voluto attirare le simpatie della gente ed è andato avanti preoccupandosi di essere fedele a sé stesso.  È stato l’unico designer a portare avanti tre griffe contemporaneamente: Fendi, Chanel e la linea che porta il suo nome. Ha considerato gli incarichi presso Fendi e Chanel come “una missione”, stringendo forti legami di amicizia con il personale delle due aziende. “Sono profondamente addolorata perché oggi abbiamo perso un uomo unico e un designer senza uguali, che ha dato così tanto a Fendi e a me stessa” ha commentato Silvia Venturini Fendi.

Nato ad Amburgo nei primi degli anni Trenta, si trasferì a Parigi nel 1952 per studiare arte e disegno e in pochi anni il suo talento lo portò a vincere il premio Woolmark Prize. Lavorò dapprima come assistente di Pierre Balmain, nel 1963 passò a Chloé e nel 1965 firmò un contratto a vita con Fendi. Nel 1974 realizzò la sua linea personale Karl Lagerfeld e nel 1983 accettò la sfida di rilanciare Chanel che a dieci anni dalla scomparsa di Coco non viveva un momento facile. Il successo non tardò ad arrivare e grazie allo stilista la maison parigina divenne sinonimo di eleganza e qualità, facendo rivivere lo spirito originario di Coco Chanel, ma  affrontando l’incarico con l’intenzione di non ripetere quello che era già stato fatto.

Lagerfeld è stato anche un grande fotografo e The Little Black Jacket , la sua pubblicazione che raccoglie cento ritratti in bianco e nero sul suo incarico a Chanel  è divenuto il libro fotografico di moda più  venduto di tutti i tempi. Nel 2016 a Palazzo Pitti a Firenze è stata allestita una grande mostra fotografica del designer, sullo Scalone del Moro, attraverso la Galleria Palatina, la Sala Bianca e gli Appartamenti degli Arazzi.

I libri erano una grande passione per lo stilista che  possedeva oltre 300mila volumi  raccolti in  una bellissima biblioteca nella sua casa parigina.  Amava Friedrich Nietzsche (1844 -1900) e ne pubblicò le opere con i commenti dell’autore nella sua casa editrice. Uno dei modelli di riferimento di Lagerfeld è stato il Conte Harry Graf Klesser (vissuto tra il 1868 e il 1937) dal quale prese ispirazione per le camicie  bianche dall’alto colletto. Il suo look personale era iconico e inconfondibile: occhiali scuri, camicia bianca, cravatta con spilla gioiello, capelli bianchi raccolti in una coda, abito nero e guanti neri.

Negli ultimi anni della sua vita si era affezionato alla sua gatta Choupette, divenuta celebre grazie alla capsule collection a lei ispirata,  con esclusivi e ricercati accessori come i berretti a maglia con orecchie di gatto e i mitici guanti senza dita stile Karl.

La maison Chanel in un comunicato ha riferito “È Virginie Viard, la collaboratrice più vicina a Karl Lagerfeld da oltre 30 anni, nonché Direttore dello Studio Creativo di Chanel, a cui Alain Wertheimer  ha affidato il compito di garantire la realizzazione delle collezioni, per continuare a far vivere l’eredità di Gabrielle Chanel e di Karl Lagerfeld”.

È  stata proprio Virginie Viard  a salutare il pubblico dell’ultima sfilata di Chanel, affiancando la modella italiana Vittoria Ceretti in “costume da sposa”. La sua carriera  è iniziata con uno stage presso gli atelier Haute Couture di Chanel nel 1987, quattro anni dopo l’arrivo di Karl. Tra i due è nata subito una grande intesa professionale durata oltre trent’anni. Virginie sarà la prima donna a guidare la maison Chanel dopo Coco.

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