L’arma politica impropria – The improper political weapon

By 18 novembre 2018Italiani nel Mondo
di emigrazione e di matrimoni

L’arma politica impropria

Con il voto segreto il parlamentare italiano può agire liberamente senza dover rispondere agli elettori per le sue azioni.

di Gianni Pezzano

Per noi nati e cresciuti fuori d’Italia non importa quanto siamo bravi nell’italiano. Il nostro accento, il nostro modo di formare frasi e la nostra scelta delle parole ci tradiscono e l’interlocutore capisce presto le nostre origini. Poi, arriva la domanda di “come mai sei venuto in Italia” in un rito che ripetiamo regolarmente nel corso della nostra vita nel Bel Paese.


Inevitabilmente i nostri discorsi si basano sulle esperienze all’estero prima del trasloco e il nostro punto di riferimento è diverso da quello dell’altra persona. Regole nuove, usanze nuove, altri modi di pensare e così via.

Altrettanto inevitabilmente il discorso va verso la politica e spesso è proprio qui che le nostre esperienze all’estero ci aiutano a vedere in modo diverso alcuni aspetti della politica italiana, che possono essere considerati normali per gli italiani che non si rendono conto che il sistema politico italiano ha un’arma impropria che è diventata davvero politicida.

 

Storia


Qualsiasi studio serio della Storia deve avere alla base non solo lo sviluppo di episodi e periodi storici. Lo storico deve capire la politica, le differenze tra le ideologie di ciascuno schieramento politico e personaggio storico importante, per poter capire le motivazioni che hanno spinto verso certe decisioni.

Questa conoscenza politica si estende anche verso il modo di governare un paese sia democratico, una monarchia o una dittatura. Perciò in molti casi gli storici guardano la politica moderna con un occhio molto più acuto e critico del cittadino normale. Poi, questo occhio critico diventa molto più acuto quando ha visto come funzionano i sistemi politici in altri paesi in prima persona. Ciò che succede con molti di noi nati all’estero.

La politica italiana ha un aspetto particolare che noi non possiamo non considerare, la Costituzione che nacque immediatamente dopo la caduta di una dittatura che portò il paese in tre guerre e che lasciò il paese in rovina, e non nel senso figurativo e moltissimi morti, in Italia e all’estero nel corso per oltre vent’anni.

Quindi la costituzione italiana aveva lo scopo principale di evitare il ritorno di qualsiasi forma di dittatura nel futuro.

Purtroppo questo stesso scopo ha assicurato che difficilmente   il sistema politico italiano potesse formare governi forti e stabili. Infatti, il successivo bisogno di formare coalizioni di governo assicura che la forza dei governi sia debole, come infatti è accaduto con quasi la totalità dei governi italiani dal 1946.

A rendere questa situazione particolarmente aspra è l’arma politica impropria fin troppo spesso utilizzata non per motivi puramente istituzionali, ma per motivi di problemi all’interno della coalizione, sia all’interno di uno dei partiti che tra i partiti.

Quest’arma impropria è il voto segreto in parlamento che ha origini ben oltre il 1946, ma risale allo Statuto Albertino del 1848 per essere ora incluso nella costituzione di un paese che non esisteva all’epoca, in un mondo radicalmente diverso di quello di allora.

 

Rappresentanza

Il cittadino normale pretende e si aspetta che il parlamentare da lui votato lo rappresenti nell’aula parlamentare. Ma bisogna fare una semplice domanda per capire che la situazione vera non è affatto così; con il voto segreto come fa il cittadino a capire cosa pensa il suo parlamentare e come agisce nelle sue attività politiche?

La risposta è semplice e ovvia, non può saperlo. In moltissimi casi i parlamentari sono costretti a seguire gli ordini e le linee del partito o movimento senza possibilità di poter agire autonomamente. Però, dobbiamo chiederci se questo davvero è lo spirito della nostra Carta Costituzionale.

L’Articolo 67 dice che “Ogni membro del parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. Cioè, senza vincolo di partito. Ma spesso questo articolo è utilizzato per giustificare un parlamentare che lascia un partito senza ricordare il senso più profondo e cioè che il parlamentare rappresenta chi l’ha eletto e non il suo partito.

L’esistenza di questo articolo vuol dire che alcuni dei padri fondatori della repubblica avevano capito questo problema che colpisce molti sistemi politici nel mondo, ma l’esistenza del voto segreto rende più facili i giochi politici bizantini che fin troppo spesso hanno portato alla caduta di governi nazionali.

 

Coraggio sotto fuoco

Con il voto segreto il parlamentare italiano può agire liberamente senza dover rispondere agli elettori per le sue azioni. Il voto di fiducia utilizzato nell’aula è un tentativo di prevenire le azioni di coloro che vengono definiti in modo non gentile come   “franchi tiratori”, ma la Storia del parlamento e il paese dimostra che di per sé il voto di fiducia non basta.

Però, altri paesi hanno trovato soluzioni che rendono i loro sistemi parlamentari molto più aperti e trasparenti.

Nel sistema britannico/Westminster il voto in aula è a voce, ma un solo parlamentare può chiedere il voto palese che vuol dire che i parlamentari devono essere presenti fisicamente in aula, perché i pro e contro sono divisi fisicamente per poter contare il voto.

In questo sistema il parlamentare dissidente deve fisicamente lasciare i colleghi di partito per schierarsi con l’opposizione. Questi momenti sono sempre altamente drammatici e ci vuole coraggio e convinzione da parte del parlamentare per farlo.

Ma il voto segreto in Italia non ha bisogno di coraggio, ma un semplice click su un pulsante per compiere l’atto di dissidenza. Nessuno saprà mai con certezza chi abbia votato contro la proposta di legge, oppure contro la volontà dei proprio elettori nella circoscrizione.

 

Costituzione

Il risultato di questa situazione italiana è che dal loro comportamento molti parlamentari non sono del tutto consapevoli che di fatto non rappresentano un partito o un movimento di qualsiasi genere, ma sono eletti per rappresentare gli interessi di tutti i cittadini.

Il voto segreto nell’urna è giusto perché deve garantire che il parlamentare non sappia mai chi ha effettivamente votato per lui o lei. Ed è proprio per questo motivo che il voto segreto parlamentare è un’arma politica impropria che non permette ai cittadini di capire se il loro rappresentante davvero svolge i suoi doveri per i loro interessi.

Ma la barriera che non permette una soluzione facile al voto è la Costituzione che molti considerano intoccabile come abbiamo visto nel referendum del 2016.

 

Patto

Abbiamo la possibilità di vedere un cambiamento in questo sistema? Temiamo proprio di no, perché per i capi dei partiti e movimenti la priorità politica è diretta verso le tattiche parlamentari per garantire la tenuta del governo invece di onorare il patto politico rappresentato dalla costituzione.

Come disse Winston Churchill, “la democrazia è la peggiore forma di governo, eccezion fatta per tutte le altre forme che si sono sperimentate fino ad ora”. Certo, la democrazia ha difetti e problemi che deve risolvere, e non solo in Italia, ma “quelle altre forme di governo” spesso sono il risultato di fallimenti della democrazia in vari paesi, come l’Italia e la Germania della prima parte del 900.

Il “voto di protesta” che spesso sentiamo nominare nel corso degli anni, non basta se poi i parlamentari agiscono in modo segreto che non permette agli elettori di capire se i loro rappresentanti si muovono secondo le promesse elettorali.

Se il nostro paese davvero vuole fare passi concreti per formare governi forti e stabili, la nostra politica nazionale deve ingoiare il rospo e fare le riforme necessarie per risolvere i difetti che tutti sappiamo.

E il primo passo vero è di abolire il voto segreto che non è diventato altro che un mezzo per garantire la sopravvivenza di partiti e movimenti.

La Democrazia deve essere aperta e non segreta e una serie continua di complotti partitici.

 

di emigrazione e di matrimoni

The improper political weapon

With the secret vote the Italian parliamentarian can act freely without having to answer to the electors for his or her actions.

By Gianni Pezzano

For those of us born and raised overseas, it does not matter how well we speak Italian. Our accent, how we form phrases and our choice of words give us away and the interlocutor quickly understands our origin. Then comes the moment of “why did you come to Italy?” in a ritual that we repeat regularly in the course of our lives in Italy.

Inevitably our discussions are based on our experiences overseas and our point of reference is different from the other person’s. There are new rules, new habits, other ways of thinking and so forth.

Just as inevitably the discussions veer towards politics and it is here that our experiences overseas help us to see differently some aspects of Italian politics that can be considered normal by Italians who do not understand that the Italian political system has an improper weapon that has really become a killer of politics

 

History

Any serious study of history must have a foundation not only of the development of historical episodes and periods, The historian must understand politics, the differences between the ideologies of each political line up and important historical character to be able to understand the motivations that led to certain decisions.

This awareness of politics also extends towards the method of governing a country, whether democratic, a monarchy or a dictatorship. Therefore, in many cases, historians look at modern politics with a more critical eye than that of a normal citizen. And then this critical eye becomes even more acute when it has seen firsthand how other political systems work. This is what happens to those of us born overseas.

Italian politics has a specific aspect that we cannot fail to consider, the constitution that was drawn up immediately after the fall of a dictatorship that took the country into three wars and left the country in ruins, not in the figurative sense, and with many dead in Italy and overseas in the course of more than twenty years.

Thus the main aim of the Italian constitution was to avoid the return of a dictatorship in the future.

Sadly this same aim ensured that the Italian political system would find it hard to form strong, stable governments. In fact, the subsequent need to form government coalitions ensured that governments were weak, as in fact happened to nearly all the Italian government since 1946.

Making this situation even more bitter was the improper political weapon used all too often for reasons that were not purely institutional but for reasons of problems within the coalition, whether within one of the parties or between parties.

This improper weapon is the secret vote in parliaments that originates from well before 1946 but goes back to the Albertine Constitution of 1848 and now included in the constitution of a country that did not exist at the time, in a world that was radically different from today.

 

Representation

Normal citizens demand and expect that their parliamentarian represents them in the House. But we only have to ask a simple question to understand that the real situation is not at all like this; with the secret vote how does a citizen understand how his or her parliamentarian thinks and behaves politically?

The answer is easy and obvious, the citizen does not. In many cases, the parliamentarians are forced to follow the orders and lines of the party or movement with no possibility of acting autonomously. However, we must ask ourselves if this is truly the spirit of the country’s Magna Charta.

Article 67 states “Every Member of Parliament represents the Nation and exercises his or her functions without the restrictions of a mandate”, in other words, without the restrictions of a party. But often this article is used to justify a parliamentarian who leaves a party without remembering the deepest sense that the parliamentarian represents the voters and not the party.

The existence of this article shows that some of the founders of the Republic in 1946 understood this problem that hits many other political systems around the world but the existence of the secret vote in parliament makes it easier to play the byzantine political games that all too often brought about the fall of national governments.

 

Courage under fire

With the secret vote, the Italian parliamentarian can act freely without having to answer to the electors for his or her actions.   The confidence vote used in the House is an attempt to prevent the actions of those parliamentarians defined, not tenderly, as franchi tiratori (snipers) but the history of parliament and the country shows that on its own the confidence vote is not enough.

However, other countries have found solutions that make their parliamentary systems more open and transparent.

In the British/Westminster system the vote in the House is by voice but a single parliamentarian can ask for an open vote which means that the parliamentarians must be present physically in the House because those for and against must be divided physically to in order to count the vote.

In this system, the dissident parliamentarian must physically leave his or her party colleagues to line up with the opposition. These moments are always highly dramatic and require courage on the part of the parliamentarian to do so.

But the secret vote in Italy needs no courage, only the simple click of a button to carry out the act of dissidence. Nobody will ever know with certainty who voted against a proposed law or against the will of his or her voters in the electorate.

 

Constitution

The result of this situation in Italy is that from their behavior many Italian parliamentarians are not fully aware that basically they do not represent a party or movement of any type but are elected to represent the interest of all the citizens.

The secret vote in the ballot box is right because it guarantees that the parliamentarian will never know who effectively voted for him or her. And it is for this very reason that the secret vote in parliament is an improper political weapon that does not let the citizens understand if their representatives really carry out their duty in their interests.

But the barrier that blocks an easy solution to this problem is the constitution that many consider as untouchable as we saw in the referendum in 2016.

 

Pact

Do we have a chance of seeing a change in this system? We really fear not because the priority of the heads of the parties and movements is directed towards the parliamentary tactics that guarantee the hold on government instead of honoring the political pact represented by the constitution.

As Winston Churchill said “democracy is the worst form of government, except for all the others”, Democracy certainly has faults and problems that must be solved, and not only in Italy, but “those other forms of government” are often the result of the failure of democracy in various countries, such as Italy and Germany in the first half of the 20th century.

The “protest vote” we often hear about over the years is not enough if the parliamentarians act secretly that does not let the electors understand if their representatives act according to their electoral premises.

If our country really wants to take concrete steps to form strong and stable governments our national politics must swallow the bitter pill and make the reforms needed to solve the problems we all know.

And the first step is to abolish the secret vote in parliament that has only become the means of guaranteeing the survival of parties and movements.

Democracy must be open and not secret and a series of intraparty conspiracies.

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