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Politica

Anticontraffazione: avviata la prima rete nazionale dei comuni

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Ecco i risultati del programma promosso da Mise ed Anci

gentile1Roma, 27 aprile 2016 – L’attivazione sul territorio nazionale della prima Rete di 26 Comuni impegnati nella lotta alla contraffazione, resa possibile grazie a tre azioni fondamentali: l’informazione e la partecipazione della cittadinanza, la costruzione di reti di cooperazione tra tutti i soggetti – istituzionali e non- coinvolti nel contrasto alla contraffazione, il rafforzamento e l’innovazione delle attività di contrasto condotte dai corpi di Polizia Locale. Questo il principale risultato raggiunto dal Programma Nazionale di Azioni Territoriali Anticontraffazione, promosso dalla Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione-Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico in convenzione con l’ANCI presentato oggi a Roma nel corso del convegno “Lotta alla contraffazione per promuovere l’economia. Il Programma Nazionale, avviato con un Avviso pubblico rivolto ai Comuni a presentare proposte per il cofinanziamento di progetti e interventi anticontraffazione, cui hanno risposto 70 Comuni, dei quali 26 poi assegnatari del contributo, ha riguardato nel complesso una popolazione di 5.694.899 abitanti. Per quanto riguarda le attività di formazione e diffusione di una cultura della legalità, grazie al programma sono stati prodotti un totale di 564.600 supporti informativi tra volantini, manifesti e brochure. Particolare attenzione è stata rivolta ai giovani, con un’attività che ha consentito di interagire con quasi 10.000 studenti delle scuole dei Comuni interessati dal Programma attraverso 87 incontri. I Comuni hanno realizzato ulteriori 44 incontri con la cittadinanza e l’associazionismo per favorire la partecipazione nel contrasto alla contraffazione. In tutto, il Programma ha consentito l’attivazione di 34 info-point nei Comuni italiani. Sul terreno della messa a rete dei diversi attori impegnati sul territorio nel contrasto alla contraffazione, il Programma ha favorito l’attivazione in tutti i Comuni di tavoli di confronto permanenti o temporanei.

gentile2Questo ha incrementato il capitale sociale delle istituzioni locali, generando nuovi rapporti fiduciari, favorendo lo scambio di buone pratiche e di informazioni. Infine, in tutti i Comuni sono state intensificate le attività di contrasto e indagine in relazione al fenomeno della contraffazione. Sono principalmente due i fattori capaci di determinare impatti positivi duraturi sul territorio. Il primo è la dotazione ai corpi di Polizia Municipale di nuove strumentazioni tecniche quali telecamere, automobili, computer, software. Il secondo è l’attività di formazione: a livello nazionale sono stati realizzati incontri che hanno coinvolto 695 operatori dei Comuni e dei corpi di Polizia Municipale. “L’impegno del Governo è quello di mettere in campo efficaci strategie di contrasto attraverso un piano nazionale anticontraffazione – ha affermato il Sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico Antonio Gentile, nel corso del suo intervento. Dopo il ‘Piano per la promozione del Made in Italy’ – ha spiegato – stiamo avviando un piano nazionale anticontraffazione in difesa della competitività delle imprese italiane, insidiate dalla concorrenza sleale”. “Il piano si concentra su una proposta strategica integrata per colpire sia la domanda che l’offerta dei prodotti contraffatti. Dobbiamo ulteriormente valorizzare i rapporti di collaborazione istituzionale nell’ambito del sistema italiano di lotta alla contraffazione. Il Programma di Azioni che ci ha visto attori congiunti con ANCI ne è l’esempio virtuoso.” “La lotta alla contraffazione è un tema trasversale che tocca lo sviluppo delle nostre città e delle nostre comunità. Per ottenere risultati concreti è fondamentale sviluppare sul territorio sinergie tra istituzioni, forze dell’ordine, associazioni e soprattutto cittadini”. Così Marco Granelli, Assessore Sicurezza e Coesione sociale, Polizia locale, Protezione civile, Volontariato del Comune di Milano aprendo i lavori del convegno. “L’Italia ogni anno subisce un danno enorme dai prodotti contraffatti, siamo secondi solo agli Stati Uniti a livello mondiale. Ma il danno non è soltanto economico, a pagare il prezzo più caro è il nostro Sistema Paese che si vede sottratto intere fette di ricchezza – ha affermato Umberto di Primio, Vicepresidente ANCI e Sindaco di Chieti nel suo intervento conclusivo. Dobbiamo abbassare la nostra soglia di tolleranza nei confronti anche delle centrali di produzione dei prodotti contraffattati. Ne va della qualità della vita delle nostre comunità e del decoro delle nostre città. E questo aspetto – ha concluso – devi vederci assolutamente coinvolti come Sindaci”

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Crisi di Governo in Italia. Come la vede la stampa internazionale

Tiziana Primozich

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E’ accettabile che la regia dell’attuale crisi di Governo abbia come direttore d’orchestra un portavoce, anche se quello del Premier?

Mentre Renzi attacca deciso e Conte cerca di salvare il salvabile, la stampa internazionale svela una visione della politica interna italiana che considera centrale e decisiva la figura di un semplice portavoce. Quello del premier Giuseppe Conte, Rocco Casalino che nel corso di ben due Governi sembra aver avuto, almeno agli occhi della stampa estera, un ruolo molto più grande di quello che la stessa parola che lo definisce assume come significato.

E’ opportuno ricordare che ‘portavoce’ è, nella sua accezione più semplice come riportato dalla Treccani, un sostantivo maschile che indica un Tubo metallico con imboccatura concava ( boccaglio ) alle due estremità, che serve a trasmettere la voce da un punto a un altro, a distanze limitate

Partendo dal significato originario di ‘boccaglio’, termine che diventa anche parte dell’immaginario popolare con significato umoristico nella favolosa interpretazione del prof. Callisto Cagnato resa da Carlo Verdone, in termini politici “il portavoce è il fiduciario dell’autorità istituzionale per la quale svolge anche una funzione di supporto, ma il suo ruolo è comunicare le politiche di governo e non la politica di un partito di maggioranza piuttosto di un altro: il suo compito fondamentale è, in sintesi, di tradurre e comunicare il programma”. Insomma il portavoce fosse un ‘boccaglio’ o un essere umano, riferisce in modo semplice e chiaro il programma di Governo. Qui si esaurisce il suo compito.

Ma a ben leggere dagli Appennini alle Ande allegoricamente parlando, appare che Casalino sia molto di più. Emerge infatti dalla “RASSEGNA STAMPA ESTERA di Massimo Oldani” che: “ Conte rifiuta di assumersi la responsabilità della crisi derivante dal suo immobilismo e fa fare il lavoro sporco da Casalino”, come riporta il francese Le Figaro. Come anche il New York Times: “Conte aveva il potere di costruire ma non ha resistito alla tentazione prospettata dal suo consigliere Casalino di distruggere e di asfaltare il suo nemico politico”. Ed in effetti abbiamo assistito ad una lotta a colpi di affilati sarcasmi proprio tra Renzi e Casalino, e tenuto conto che il premier è tuttora Giuseppe Conte dal punto di vista della sana politica non ha alcun senso.

Il nostro Paese è talmente democratico che offre ogni possibilità a chiunque abbia capacità e preparazione, ma si resta davvero interdetti nel leggere sulle maggiori testate giornalistiche che pochi giorni fa il Casalino che deve la sua fama al Grande Fratello, possa aver detto riguardo le obiezioni politiche di Matteo Renzi “Se andiamo in Senato lo asfaltiamo, come successo con Salvini”. Pensava forse ‘Rocco il portavoce’ di essere ancora protagonista in un reality? Oppure la nostra Repubblica è scesa ai piani più bassi della democrazia già traballante a causa dell’emergenza pandemica?

Certamente all’estero tutto questo non ci fa brillare e di certo non fa emergere la figura dell’attuale premier come uomo probo e abile in mediazione politica. E cosa altro è la politica se non capacità di mediare per raggiungere obiettivi comuni di servizio al popolo, italiano in questo caso?

A questo si aggiunge che le beghe di cui si è reso protagonista il portavoce di Conte non danno una buona immagine del nostro Paese nel resto d’Europa e nel mondo. E al netto della pandemia che si somma alla crisi di Governo non avevamo alcun bisogno che qualcuno esibisse i propri panni fuori dal ‘boccaglio’, ancorché non titolato a farlo.

Addirittura il Financial Times riporta: “nessuno capisce le motivazioni del premier, perché non risponde a Renzi, perché abbia messo sottosopra Roma con la regia del suo inseparabile guru e maestro della comunicazione Casalino nel tentativo di rafforzare il suo potere di contrasto sul parlamento creando un suo partito personale sull’onda della popolarità acquisita con il dilagare della pandemia” […] “la crisi italiana “minaccia di ostacolare il Recovery plan di Bruxelles e il presidente Conte è ancora in ritardo nel proporre il piano di resilienza richiesto 7 mesi fa”.

Guru? Maestro? Come anticipato il portavoce altro non è che la versione umana della funzione del meccanico ‘boccaglio’, si occupa cioè di trasmettere comunicandolo l’altrui pensiero o programma.

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Italia

Cisl Medici Lazio sigla accordo su premialità Covid19 per comparto sanitario

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Luciano Cifaldi, segretario regionale del Lazio, esprime soddisfazione per l’accordo raggiunto che finalmente compensa anche con riconoscimento economico i sacrifici del personale sanitario impegnato nella lotta al Covid19

La Cisl Medici – dichiara Luciano Cifaldi, segretario regionale del Lazio – , insieme ad altri sindacati della dirigenza, ha siglato venerdì 4 dicembre con la Regione Lazio l’ACCORDO SU PREMIALITA’ COVID-19 – Dirigenza medica e sanitaria avendo condiviso la necessità di riconoscere ai lavoratori dell’Area delle Dirigenze del Servizio Sanitario Regionale impegnati nel contrasto alla pandemia COVID-19, utilizzando le risorse del D.L. 18/2020 e del D.L. 34/2020 destinate a tale personale, un riconoscimento anche di tipo economico legato alla presenza nella propria attività lavorativa in questa seconda fase particolarmente complessa.

Su questa base la Regione e le OO.SS. della dirigenza medica e sanitaria con la firma dell’accordo, hanno concordato di:

  1. ripartire i fondi in premessa sulla base di tutto il personale delle Aree della Dirigenza, dipendente sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, alla data del 31 ottobre 2020, comprendendo tutto il personale dipendente pubblico assegnato al SSR;
  2. prevedere una indennità COVID-19 aggiuntiva per i mesi di novembre e dicembre 2020 legato alla effettiva presenza in servizio e in orario ordinario tenendo conto del fattore di rischio, con i seguenti criteri:

Prima Fascia – 600,00 € mese se raggiunto il pieno debito orario

– Unità operative COVID

– Terapie e sub intensive COVID

– Pronto soccorso e OBI

– Sisp e territorio COVID

– Trasporto in emergenza ARES 118

– Laboratori e radiodiagnostica rete COVID

Secondo Fascia – 300,00 € mese se raggiunto il pieno debito orario 

– tutti gli altri reparti e servizi sanitari

Qualora non si fosse coperto il previsto debito orario ordinario in presenza, il riconoscimento economico sarà proporzionalmente ridotto.

I giorni di assenza per positività da contagio COVID-19 e/o per isolamento fiduciario, dovuti a link epidemiologici interni, saranno conteggiati come presenze ai fini dell’applicazione del presente accordo.

La Regione, entro febbraio 2021, procederà alla verifica degli importi effettivamente erogati dalle aziende in applicazione del presente accordo.

Se, come richiesto dalle regioni, ci sarà il rifinanziamento con provvedimento nazionale della premialità COVID nel 2021 per il periodo dell’emergenza COVID le parti valuteranno la prosecuzione del presente accordo. 

Un accordo in linea con quanto la Cisl Medici Lazio aveva proposto già molti mesi fa e poi riproposto il 14 novembre durante l’incontro via web con la cabina di regia. Ora c’è l’accordo che dovrà essere recepito integralmente dalle Asl e dalle Aziende ospedaliere evitando ogni interpretazione diversa da quanto sottoscritto. La Cisl Medici vigilerà sin da ora sulla corretta applicazione e invita l’Assessore alla Sanità, che ha creduto nella bontà della proposta di accordo, a dettare indicazioni univoche alle Asl – conclude il comunicato di Luciano Cifaldi segretario generale della Cisl Medici Lazio

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Italia

Pompei (Deloitte): «Recovery Fund occasione irripetibile. Urgente definire priorità strategiche, avere una efficace leadership di coordinamento e visione a lungo termine»

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«Una delle priorità di cui tenere conto è la sostenibilità e gli investimenti sostenibili: investimenti che guardino oltre l’orizzonte della legislatura e che siano il frutto di una visione di lungo periodo per il Paese»

«Per affrontare le sfide legate al Recovery Fund è fondamentale avere una visione a lungo termine e definire priorità strategiche. E per realizzare queste priorità serve una leadership che coordini e faccia monitoraggio su tutti i progetti. Questo è l’elemento centrale, perché saranno coinvolti un po’ tutti i ministeri, le amministrazioni regionali e locali. Ma soprattutto credo sia più importante capire quanti saranno e quali saranno i progetti e se, per una volta, riusciremo ad essere selettivi e a fissare delle priorità. Perché questo è l’aspetto principale: è un’occasione irripetibile, dobbiamo essere in grado di fissare gli elementi strategici». Lo ha dichiarato Fabio Pompei, Ceo di Deloitte Italia, intervenendo sul dibattito sul Recovery Fund durante la puntata di Coffee Break, su La7, di questa mattina.

«Una delle priorità di cui tenere conto è la sostenibilità e gli investimenti sostenibili: investimenti che guardino oltre l’orizzonte della legislatura e che siano il frutto di una visione di lungo periodo per il Paese», ha aggiunto Pompei. «Durante un meeting organizzato da Deloitte abbiamo ospitato il primo ministro di Singapore. Parlando di investimenti sostenibili, lui ci ha raccontato che il suo Stato sta prendendo molto sul serio la questione, perché, secondo alcuni studi, Singapore potrebbe finire sommersa dall’acqua entro la fine del secolo. E quindi il Governo ha già avviato gli investimenti necessari per essere in grado di fronteggiare qualunque scenario legato all’innalzamento del livello dei mari. Sono questi gli investimenti sostenibili che potremmo mettere in campo con il Recovery Fund: investimenti che guardino al futuro e creino valore nel lungo periodo», ha concluso Pompei. 

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