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Primo piano

An – il primo padre degli dei

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L’imperituro culto del Cielo nell’antico Medio Oriente

Di Alessandro De Blasi

anu ascendsRoma, 18 gennaio – Per decine di migliaia di anni sulla Terra è esistito un culto dedicato ad una delle divinità più venerate che siano mai esistite ma della quale forse in pochi hanno sentito parlare: il suo nome è AN. L’epiteto di questa divinità può essere semplicemente ed inequivocabilmente tradotto con “cielo”. A lui viene attribuita la paternità delle altre due divinità mesopotamiche maggiori Enki ed Enlil, ma a differenza degli altri dei non è fisicamente presente sulla Terra. La continuità dell’ ”onnipresenza” di An nei millenni alla guida dei pantheon mesopotamici ha dell’incredibile se pensiamo a come guerra e conflitto nel corso dei secoli distruggano le tradizioni, i culti e molte delle prove legati ad essi. I Sumeri hanno avuto uno scambio linguistico e culturale nel corso dei millenni con i popoli semitici accadici nella Mesopotamia settentrionale. Questo confronto durò per generazioni e proseguì anche dopo l’ usurpazione dei loro territori da parte di Sargon di Akkad nel 2340 a.C. Quella che definiamo  mitologia  per i sumeri erano una serie di racconti ed eventi trascritti , delle “inaffondabili” credenze cosi radicate nel tessuto sociale che ,anche alla fine di questo glorioso primo Impero “post-diluviano” ogni pratica religiosa fu assorbita e plasmata,  gettando anche le basi di quelle che sarebbero poi divenute le attuali culture araba, ebraica e cristiana. Ogni divinità di Sumer aveva una sua figura in Akkad  ed il termine stesso Akkad (per i sumeri era ki-uri, letteralmente città sulla Terra) fu utilizzato per rendere omaggio a quella che alcune delle tavolette risalenti a tutto il periodo (sumero, babilonese, accadico, assiro e hittita) descrivono come la leggendaria città degli dei, il loro luogo d’ origine aldilà della volta celeste.

3a-Anu-vrs.-Alalu-now-buried-on-MarsUn mito ancestrale narra di un regno che è supremo nei cieli, dove sorge la prima delle città;  nella lingua corrente è Agade, capitale divina e casa di An. Il dio sumero An per gli accadi era Anu.  Anche quando Babilonia prevalse sulla Mesopotamia meridionale dalla metà del XVII secolo a.C., durante il periodo antico babilonese,il culto di An, il sumero e le lingue accadiche furono mantenute nel tessuto sociale del regno; la maggior parte delle ricostruzioni della letteratura mitologica sumera deriva da questo periodo, come ad esempio l’Epopea di Gilgamesh. Grandi frammenti della cultura sumera e accadica possono essere trovati all’interno della letteratura mitologica Babilonese e il più grande esempio è l’  Enûma Eliš, conosciuta anche con il nome di “Epopea della Creazione”. Tenendo da parte le scritture sacre, vi sono  testi che molto dettagliatamente descrivono le poche, periodiche “visite di stato” di An. C’è da sapere  prima con quanta parsimonia questi popoli portavano a termine determinati compiti, molto ardui persino per un uomo modernamente civilizzato, come ad esempio il calcolo di diverse effemeridi*, la costruzione di templi architettonicamente avanzati o la “apparentemente” semplice conoscenza del terzo movimento del nostro pianeta, la precessione  terrestre. * Per chi non lo sapesse, le effemeridi (dalla parola greca ἐφημερίς,  ephemeris) sono tabelle strutturate per valori calcolati di diverse grandezze astronomiche variabili;  esse si possono dunque  utilizzare per calcolare ed anticipare le posizioni degli astri e quindi sapere esattamente cosa guardare nei cieli e, soprattutto, dove. Questa frammentata traduzione appartiene ad una delle 30.000 tavolette ritrovate nel 1889 da  Robert F. Harper  assieme  e all’interno della perduta  biblioteca di Nippur, sebbene gli eventi descritti avvengano ad Uruk (la biblica Erech). Oltre alle tavolette furono riportati alla luce lo Ziqqurat e il tempio di Enlil. Testi simili provenienti da diversi siti archeologici come Eridu, Uruk e Sippar che descrivono eventi e festività legate al dio An possono essere consultati sui siti di diversi centri di ricerca universitaria, musei e privati, laddove disponibili.

 

 

 

3b-Abgal-Enki-wear-the-Fishs-Suit1 ..Essi (gli altri dei) scenderanno nella maestosa Corte 
e si volgeranno verso il dio An…

 

Il sacerdote della purificazione —  solleverà lo scettro,
e colui che porta lo scettro entrerà e si siederà…

 

— e gli abitanti di tutta la regione accenderanno fuochi nelle loro dimore

Le guardie delle città accenderanno fuochi nelle strade e nelle piazze..

 

A questo punto giunge una lunghissima descrizione di un rituale per l’ osservazione dell´ ”astro che è sacro agli dei”, dove vengono posizionati strumenti astronomici sul tempio E.ANNA (Casa di Anu, Casa del Cielo). Prosegue poi con il ritorno nei cieli degli dei Anu e Antu.

 

spadeIl diciassettesimo giorno —
quaranta minuti dopo il sorgere del sole,
la porta si aprirà davanti agli dei Anu e Antu..

ponendo fine al loro soggiorno..

 

In un frammento di questo testo si cita anche l’E.NIR (casa della sovranità), un “palazzo reale”  che teoricamente  aveva lo scopo di ospitare An e la sua sposa Antu in occasioni di questo genere. AN aveva, come ogni divinità in Mesopotamia, un numero di riferimento nel pantheon  ed il suo era il 60; essendo i  popoli mesopotamici  culture con una matematica basata sul concetto di misura sessagesimale* il suo rango era il massimo ottenibile.

* Il sistema sessagesimale è di origine proto-sumera e si usa tuttora per le misure di tempo, in cui l’ora è divisa in 60 minuti e ciascuno di questi ultimi è diviso in 60 secondi e per le misure degli angoli; un sistema avanzato e complicato che ricordiamo in uso più di settemila anni fa. Gli Hurriti “riscoprirono” il dio accadico Anu  reinserendolo nel loro pantheon qualche tempo più tardi, più precisamente nel 1200 a.C., mantenendone il numero di potere e la posizione religiosa.

AN è dunque colui che ha creato la figura del “padre degli dei” che possiamo ritrovare in ogni cultura mai esistita. Gli echi di questo antico dio definiranno i culti di Odino, di Urano e di altri popoli,  ponendo le basi di quasi tutte le civiltà conosciute.

 

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Italia

Arleo su Legge di bilancio: bene le misure per il decollo delle zes e aumento dei beneficiari di Resto al Sud

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Il responsabile dell’Osservatorio sulla ricostruzione economica post COVID-19 di Competere.eu commenta alcune novità della Legge di Bilancio finalizzate a rilanciare l’economia nel Mezzogiorno

“Ben vengano le misure relative alle zone economiche speciali e all’ampliamento della platea dei beneficiari di Resto al Sud al fine di aiutare le start up nelle Regioni meridionali”. 

Lo dichiara Giuseppe Arleo, responsabile dell’Osservatorio sulla ricostruzione economica post COVID-19 di Competere.eu.
“Con i commi 173-176 e 170 della Legge di Bilancio – spiega Arleo – si definiscono misure molto importanti al fine di aiutare in maniera concreta coloro che intendano avviare un’attività imprenditoriale al Sud.  Nel primo caso è prevista una rilevante agevolazione fiscale per chi avvia un’attività d’impresa nelle zone economiche speciali istituite nel Mezzogiorno d’Italia, pari al 50% a decorrere dal periodo d’imposta nel corso del quale è stata intrapresa l’attività e per i 6 periodi d’imposta successivi. Con il comma 170, invece, si amplia la platea dei beneficiari delle agevolazioni di Resto al Sud, portando da 45 a 55 il limite d’età per poter accedere alle incentivazioni stabilite.

Sono due azioni diverse in tema di politiche agevolative, una fiscale l’altra finanziaria, ma entrambe sicuramente destinate a produrre risultati positivi, se saranno attuate in maniera rapida e veloce, pertanto riducendo al minimo il periodo di attesa dei passaggi burocratici necessari in modo da renderle immediatamente operative”.

Per il responsabile dell’Osservatorio sulla ricostruzione economica post COVID-19 di Competere.eu, i commi da 173 a 176 possono rappresentare finalmente l’auspicata svolta per le Zes. “Potrà essere finalmente valorizzata l’istituzione di questo nuovo strumento, la cui messa in pratica è stata di fatto rimandata per diversi anni. Con l’incentivo fiscale le Zes diventano concretamente attrattive per un sistema impresa che voglia tornare a essere protagonista, superando il periodo drammatico che ancora stiamo tutti vivendo”.

Giudizio positivo anche per le modifiche di Resto al Sud, incentivo gestito da Invitalia e che agevola l’avvio di attività nelle Regioni del Mezzogiorno e nelle aree del Centro colpite dal sisma nel 2016 e 2017. “L’innalzamento dell’età a 55 anni”, sottolinea Arleo, “consente a coloro che, per via della crisi generata dalla pandemia, non abbiano più un contratto di lavoro o vogliano riconvertire la propria attività, di avere una possibilità concreta di avviare una nuova iniziativa imprenditoriale, con un incentivo che copre l’intero investimento da realizzare. Resta purtroppo ancora escluso dalle agevolazioni il settore commerciale”.

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Crotone, episodio di violenza tra due giovani. Pestaggio ripreso con un telefonino

Benedetta Parretta

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Ripreso con uno smartphone il pestaggio di un adolescente, il filmato fa il giro del web. L’aggressore del coetaneo è figlio del pugile crotonese Tobia Giuseppe Loriga.

Nei giorni scorsi è stato diffuso in rete un video ripreso a Crotone nel quale si vedono due giovani ragazzi litigare violentemente tra di loro. In particolare uno di essi viene ripreso mentre con calci e pugni colpisce l’altro ragazzo inerme a terra, intimandogli di non reagire sennò continuerà a picchiarlo fino ad ucciderlo, mentre il povero malcapitato tenta di coprirsi il volto con le mani.

Altri ragazzi riprendono la macabra scena che si tinge del color rosso del sangue della vittima, che inorridito non reagisce più.

Alcune grida di altri coetanei suggeriscono l’utilizzo di alcune mattonelle per continuare a colpire il ragazzo, e negli occhi del ragazzino è palese la paura di morire, quando viene colpito da più testate violente restando visibilmente stordito.

I poliziotti della squadra mobile della Questura hanno in breve tempo identificato aggressori e complici protagonisti della vicenda, avvenuta a Crotone nello scorso mese di dicembre in un magazzino abbandonato della città a quanto pare per futili motivi, i partecipanti sono tutti minorenni.

Non si sa ancora quali sono i motivi della lite, ma si conosce il nome dell’aggressore che riempie di botte l’altro ragazzo nel video. Si tratta del figlio del pugile crotonese Tobia Giuseppe Loriga.

Per questo la Procura della Repubblica di Crotone ha trasmesso gli atti alla Procura per i minori di Catanzaro che sta valutando le responsabilità di ognuno dei protagonisti e le relative ipotesi di reato. “Quanto accaduto – si legge in una nota della Questura di Crotone – deve essere sicuramente stigmatizzato e pertanto si invita la cittadinanza a denunciare alle forze di polizia eventuali analoghe situazioni, al fine di prevenire il compimento di gesti emulativi”.

La Crotone degli adulti dovrebbe dimostrare in modo chiaro e tangibile che è contro la violenza, contro il bullismo. Un gesto concreto verso chi è vittima di pestaggi brutali è il minimo. Anche perché quando un minore si macchia di episodi di grave violenza i veri responsabili sono gli adulti, siamo noi che non sappiamo infondere i giusti messaggi e la morale, siamo sempre noi gli adulti che diamo l’esempio e dobbiamo preservare e riempire di contenuti il futuro dei nostri figli.

Qui di seguito il messaggio su FB del campione di pugilato Tobia Giuseppe Loriga in risposta a quanti lo hanno attaccato dopo l’episodio di violenza perpetrato dal figlio ai danni di un coetaneo. E anche se Facebook è una sorta di Agorà anche del mondo degli adulti, forse qualcosa di più poteva essere fatto per essere esempio costruttivo e non solo…’personaggi in cerca d’autore’!

Non posso che condannare, come padre, come atleta e come cittadino, il gesto fatto da mio figlio, divenuto in queste ore di dominio pubblico. Occorre però effettuare, sin da subito, alcune importanti precisazioni. Preliminarmente, i fatti sono stati commessi nel mese di dicembre, prima della celebrazione del Natale. Preso coscienza dei fatti – come mia abitudine e costume – ho incontrato immediatamente i genitori del ragazzo dove, a colloquio, alla presenza anche di Pierfrancesco, abbiamo voluto capire cosa fosse successo. Sempre in quella occasione, poi – come mia abitudine e costume – ho chiesto scusa al ragazzo ed alla famiglia. Sempre durante il privato colloquio, i ragazzi,oltre a chiarirsi e stringersi la mano in segno di pace, non riferivano di quanto si vede nel video, da me appreso, con forte rammarico, solo in queste ore. Ulteriore colloquio privato poi è stato tenuto, nuovamente con i genitori del minore, alla presenza delle Forze dell’Ordine DA ME PERSONALMENTE PORTATE! Anche in quella occasione ho chiesto umilmente scusa, l’ho invitato a venire in palestra gratuitamente – con la felicità e complicità del padre che mi rassicurava che lo avrebbe portato lui personalmente – e per sempre, nonostante porto ancora in cuore il rammarico e la delusione per quanto accaduto. E’ inutile dire che con il padre del ragazzo ci siamo pacificamente chiariti. Ancora, sempre successivamente al predetto incontro, il ragazzo commentava alcuni miei post con dei cuori. Ora, chi ha imparato a conoscermi, sia come uomo che come atleta, sa quanto sia contrario alla violenza, in qualsiasi forma essa si presenti. Chi mi conosce sa bene che insegno ai miei allievi la non violenza ed anzi, utilizzare la nobile arte fuori dalla palestra – qualunque sia il motivo – vuol dire essere immediatamente espulsi. Cresco ed accudisco i miei allievi come figli, cercando di non far loro compiere gli stessi miei errori commessi in gioventù. Sfido qualsiasi padre a dire diversamente. Chi non ha mai commesso errori in gioventù? E chi vorrebbe che i figli commettano gli stessi errori dei padri? Sono però rammaricato anche per le aspre e gratuite critiche che mi vengono mosse come padre e genitore. Ho dato a Pier tutta l’educazione possibile. Gli ho dato i migliori consigli che un padre possa dare. Gli ho insegnato che si è forti se si è buoni nell’animo e non violento nella mani. Ma a quanto pare l’opinione pubblica dimentica come alle volte sia difficile essere genitore ma si vuole, a tutti costi, colpevolizzare, puntare il dito e denigrare. Lo ripeto, più volte sono stato a colloquio con la famiglia del ragazzo e con lo stesso ragazzo e, per quanto nelle mie facoltà, ho fatto ciò che potevo fare. Mi spiace leggere commenti ed incitamenti a chiedere pubblicamente scusa – come se l’averlo fatto in privata sede e non averlo reso pubblico non abbia la stessa valenza. Sono stato messo in queste ore alla gogna perchè sarei “un genitore che insegna la violenza”. AVETE OGGETTIVATO UNA IMMAGINE DISTORTA DELLA MIA PERSONA, FORSE COMPRENSIBILE COME ATLETA, MA NON COME PADRE E PER QUESTO NON ACCETTO DA NESSUNO CRITICHE ASSOLUTAMENTE GRATUITE E FUORI LUOGO. Per il resto, aspettiamo che la Magistratura faccia il suo corso. Come disse Gesù, chi è senza peccato scagli la prima pietra.

Tobia Giuseppe Loriga

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Cisl Medici Lazio: campagna vaccinale anti COVID-19 non è una gara a chi vaccina di più

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La Cisl Medici Lazio ha pubblicamente apprezzato la campagna vaccinale anti COVID-19 portata avanti dalla Regione Lazio ma ammonisce ‘non è una gara a chi vaccina di più. Assessore alla Sanità sia rigoroso e vigile nel far somministrare seconda dose a 21 giorni di distanza’

di Vanessa Seffer

 

Sarebbe estremamente grave – evidenzia la Cisl Medici Lazio in un comunicato – se gli operatori sanitari che si sono sottoposti alla prima iniezione del vaccino anti COVID dovessero rimanere senza la seconda dose di vaccino da somministrare a 21 giorni di distanza. 

Sarebbe grave perché non verrebbe rispettata la esatta sequenza temporale dettata dalla azienda produttrice del vaccino, e confermata dalla comunità scientifica, e non ci sarebbe alcuna certezza sulla possibilità di mettere in sicurezza gli operatori sanitari.

Sarebbe grave perché nessuno sa cosa accade a chi si è vaccinato la prima volta ed ora rischia di vedere slittare la seconda dose di vaccino. E certo non potremmo accontentarci delle eventuali rassicurazioni che qualche presenzialista televisivo finirà per emettere per accontentare magari chi avrebbe dovuto garantire una adeguata programmazione vaccinale.

Sarebbe grave perché aumenterebbero i numerosi dubbi sulla campagna vaccinale che non può essere fatta nelle Asl del Lazio con accelerazioni dettate dalla voglia di primeggiare nei numeri per vincere la gara a chi vaccina di più.

Sarebbe grave a fronte della risonanza mediatica che si è data alla necessità di vaccinare le categorie più fragili e gli anziani ultraottantenni.

E come Cisl Medici Lazio avevamo visto giusto considerato che pochi giorni fa, in un precedente comunicato, scrivevamo che occorreva evitare quella che sembrava già una gara al primato di chi vaccina di più.

La Cisl Medici Lazio ha pubblicamente apprezzato la campagna vaccinale anti COVID-19 portata avanti dalla Regione Lazio, per i medici e il personale sanitario, sulla base di una adesione  “libera e volontaria” e quindi senza alcuna obbligatorietà. Oggi invitiamo l’Assessore alla Sanità a non attardarsi sul tema del certificato vaccinale da rilasciare a partire da febbraio, dopo la somministrazione della seconda dose, bensì a garantire la somministrazione stessa della seconda dose facendo la voce grossa a tutti i livelli istituzionali per mettere in sicurezza gli ospedali e gli operatori sanitari e di conseguenza mettere in sicurezza i pazienti e i cittadini.

E invitiamo fermamente l’Assessore alla Sanità del Lazio a fare la voce grossa anche con le direzioni strategiche delle Asl e delle Aziende ospedaliere affinché accelerino con le assunzioni di personale necessarie a dare stabilità e continuità alla lotta contro le altre malattie acute e croniche trascurate a causa della pandemia – conclude il comunicato della Cisl Medici Lazio.

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