Primo piano

An – il primo padre degli dei

By 19 Gennaio 2016 No Comments

L’imperituro culto del Cielo nell’antico Medio Oriente

Di Alessandro De Blasi

anu ascendsRoma, 18 gennaio – Per decine di migliaia di anni sulla Terra è esistito un culto dedicato ad una delle divinità più venerate che siano mai esistite ma della quale forse in pochi hanno sentito parlare: il suo nome è AN. L’epiteto di questa divinità può essere semplicemente ed inequivocabilmente tradotto con “cielo”. A lui viene attribuita la paternità delle altre due divinità mesopotamiche maggiori Enki ed Enlil, ma a differenza degli altri dei non è fisicamente presente sulla Terra. La continuità dell’ ”onnipresenza” di An nei millenni alla guida dei pantheon mesopotamici ha dell’incredibile se pensiamo a come guerra e conflitto nel corso dei secoli distruggano le tradizioni, i culti e molte delle prove legati ad essi. I Sumeri hanno avuto uno scambio linguistico e culturale nel corso dei millenni con i popoli semitici accadici nella Mesopotamia settentrionale. Questo confronto durò per generazioni e proseguì anche dopo l’ usurpazione dei loro territori da parte di Sargon di Akkad nel 2340 a.C. Quella che definiamo  mitologia  per i sumeri erano una serie di racconti ed eventi trascritti , delle “inaffondabili” credenze cosi radicate nel tessuto sociale che ,anche alla fine di questo glorioso primo Impero “post-diluviano” ogni pratica religiosa fu assorbita e plasmata,  gettando anche le basi di quelle che sarebbero poi divenute le attuali culture araba, ebraica e cristiana. Ogni divinità di Sumer aveva una sua figura in Akkad  ed il termine stesso Akkad (per i sumeri era ki-uri, letteralmente città sulla Terra) fu utilizzato per rendere omaggio a quella che alcune delle tavolette risalenti a tutto il periodo (sumero, babilonese, accadico, assiro e hittita) descrivono come la leggendaria città degli dei, il loro luogo d’ origine aldilà della volta celeste.


3a-Anu-vrs.-Alalu-now-buried-on-MarsUn mito ancestrale narra di un regno che è supremo nei cieli, dove sorge la prima delle città;  nella lingua corrente è Agade, capitale divina e casa di An. Il dio sumero An per gli accadi era Anu.  Anche quando Babilonia prevalse sulla Mesopotamia meridionale dalla metà del XVII secolo a.C., durante il periodo antico babilonese,il culto di An, il sumero e le lingue accadiche furono mantenute nel tessuto sociale del regno; la maggior parte delle ricostruzioni della letteratura mitologica sumera deriva da questo periodo, come ad esempio l’Epopea di Gilgamesh. Grandi frammenti della cultura sumera e accadica possono essere trovati all’interno della letteratura mitologica Babilonese e il più grande esempio è l’  Enûma Eliš, conosciuta anche con il nome di “Epopea della Creazione”. Tenendo da parte le scritture sacre, vi sono  testi che molto dettagliatamente descrivono le poche, periodiche “visite di stato” di An. C’è da sapere  prima con quanta parsimonia questi popoli portavano a termine determinati compiti, molto ardui persino per un uomo modernamente civilizzato, come ad esempio il calcolo di diverse effemeridi*, la costruzione di templi architettonicamente avanzati o la “apparentemente” semplice conoscenza del terzo movimento del nostro pianeta, la precessione  terrestre. * Per chi non lo sapesse, le effemeridi (dalla parola greca ἐφημερίς,  ephemeris) sono tabelle strutturate per valori calcolati di diverse grandezze astronomiche variabili;  esse si possono dunque  utilizzare per calcolare ed anticipare le posizioni degli astri e quindi sapere esattamente cosa guardare nei cieli e, soprattutto, dove. Questa frammentata traduzione appartiene ad una delle 30.000 tavolette ritrovate nel 1889 da  Robert F. Harper  assieme  e all’interno della perduta  biblioteca di Nippur, sebbene gli eventi descritti avvengano ad Uruk (la biblica Erech). Oltre alle tavolette furono riportati alla luce lo Ziqqurat e il tempio di Enlil. Testi simili provenienti da diversi siti archeologici come Eridu, Uruk e Sippar che descrivono eventi e festività legate al dio An possono essere consultati sui siti di diversi centri di ricerca universitaria, musei e privati, laddove disponibili.

 

 

 

3b-Abgal-Enki-wear-the-Fishs-Suit1 ..Essi (gli altri dei) scenderanno nella maestosa Corte 
e si volgeranno verso il dio An…

 

Il sacerdote della purificazione —  solleverà lo scettro,
e colui che porta lo scettro entrerà e si siederà…

 

— e gli abitanti di tutta la regione accenderanno fuochi nelle loro dimore

Le guardie delle città accenderanno fuochi nelle strade e nelle piazze..

 

A questo punto giunge una lunghissima descrizione di un rituale per l’ osservazione dell´ ”astro che è sacro agli dei”, dove vengono posizionati strumenti astronomici sul tempio E.ANNA (Casa di Anu, Casa del Cielo). Prosegue poi con il ritorno nei cieli degli dei Anu e Antu.

 

spadeIl diciassettesimo giorno —
quaranta minuti dopo il sorgere del sole,
la porta si aprirà davanti agli dei Anu e Antu..

ponendo fine al loro soggiorno..

 

In un frammento di questo testo si cita anche l’E.NIR (casa della sovranità), un “palazzo reale”  che teoricamente  aveva lo scopo di ospitare An e la sua sposa Antu in occasioni di questo genere. AN aveva, come ogni divinità in Mesopotamia, un numero di riferimento nel pantheon  ed il suo era il 60; essendo i  popoli mesopotamici  culture con una matematica basata sul concetto di misura sessagesimale* il suo rango era il massimo ottenibile.

* Il sistema sessagesimale è di origine proto-sumera e si usa tuttora per le misure di tempo, in cui l’ora è divisa in 60 minuti e ciascuno di questi ultimi è diviso in 60 secondi e per le misure degli angoli; un sistema avanzato e complicato che ricordiamo in uso più di settemila anni fa. Gli Hurriti “riscoprirono” il dio accadico Anu  reinserendolo nel loro pantheon qualche tempo più tardi, più precisamente nel 1200 a.C., mantenendone il numero di potere e la posizione religiosa.

AN è dunque colui che ha creato la figura del “padre degli dei” che possiamo ritrovare in ogni cultura mai esistita. Gli echi di questo antico dio definiranno i culti di Odino, di Urano e di altri popoli,  ponendo le basi di quasi tutte le civiltà conosciute.

 


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