Allarme attentati in Australia

By 10 Gennaio 2019Featured, Mondo, Primo piano

Mercoledì 9 gennaio a Canberra, Sydney e Melbourne quasi quaranta uffici diplomatici, compreso il Consolato d’Italia a Melbourne, hanno ricevuto pacchi e buste nella posta contenenti polvere sospetta

di Gianni Pezzano

Mercoledì 9 gennaio a Canberra, Sydney e Melbourne quasi quaranta uffici diplomatici, compreso il Consolato d’Italia a Melbourne, hanno ricevuto pacchi e buste nella posta contenenti polvere sospetta. Scattato l’allarme gli uffici sono stati immediatamente evacuati e i locali servizi d’emergenza hanno attivato le loro unità speciali a rimuovere i pacchi .


La stampa australiana ha ripreso i vigili del fuoco e altre unità speciali in tute protettive uscire dagli uffici con sacchi di plastica con la scrittura “Danger asbestos” (Pericolo amianto). Nelle evacuazioni e le rimozioni dei pacchi non ci sono stati feriti o pericoli particolari.

Coinvolte nell’emergenza sono state 38 sedi tra ambasciate e consolati che rappresentavano paesi diversi come l’Italia, Stati Uniti, India, Svizzera, Germania, Pakistan, Egitto Regno Unito, Spagna, Corea del Sud e altri. Nessun si è fatto male e l’emergenza è rientrata una volta che i pacchi sono stati rimossi.

Il Console Generale d’Italia a Melbourne, Pierluigi Trombetta, ha dichiarato a SBS –TV News in Australia “Non sappiamo ancora cosa ci sia nei pacchi. Quello che è certo è che sono stati presi di mira altri consolati e che non si tratta di un attacco diretto specificatamente contro l’Italia”.

La sera stessa la Australian Federal Police ha annunciato l’arresto del presunto responsabile. La mattina di giovedì nelle corti di Melbourne è apparso il quarantottenne Savas Avan della cittadina di Shepparton nello stato di Victoria, con l’accusa di aver inviato pacchi pericolosi per la posta. Savas è stato rinviato alla carcerazione preventiva fino alla prossima udienza in tribunale il prossimo  4 marzo.

Secondo i giornalisti di News Corporation e Sky News l’imputato non ha rilasciato dichiarazioni in aula e la polizia non ha fatto alcun commento  riguardo le sue possibili motivazioni.

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