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Diritti umani

Alla Lidu onlus un incontro per comprendere “Odio e cattiveria, memorie divise ma da condividere”

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Il 12 febbraio 2022 nella sede nazionale della Lidu Onlus a Roma si é svolta la riunione organizzata dal Comitato Giovani sul tema dell’odio e della cattiveria.

di Alessandro Cammareri

“Io non ho paura della cattiveria dei malvagi ma del silenzio degli innocenti” parole del Presidente nazionale della Lidu onlus ( lega Italiana dei diritti dell’Uomo), Eugenio Ficorilli che ha introdotto la riunione del 12 febbraio dal titolo  “Odio e cattiveria, memorie divise ma da condividere” parlando della malvagità dell’uomo nei campi di concentramento di Auschwitz e dei massacri delle foibe, con un monito rivolto a tutti noi: “non dobbiamo essere innocenti in questo caso ma urlare il nostro dolore e la nostra ribellione con la volontà che in futuro certi fatti non capitino più”.

Subito dopo é intervenuto l’avvocato Oreste Bisazza Terracini che è anche vicepresidente della Lega italiana dei Diritti dell’Uomo, che in prima persona da bambino ha vissuto l’orrore dalle leggi razziali ed é stato autore di tante battaglie importanti a difesa dei diritti umani. Pur ricordando ai presenti che Olocausto e Foibe non sono fatti storici che hanno alcunchè in comune, a parte l’orrore perpetrato contro vittime innocenti, nel suo intervento ha voluto dare risalto all’esodo istriano iniziato dalla fine della seconda guerra mondiale, su cui l’avvocato ha letto e commentato una sua poesia contraddistinta da un forte ermetismo, ma allo stesso tempo simbolicamente carica di significato.

 

Nella seconda parte della riunione il professore Do Nascimento che insegna diritto pubblico all’Università di Parigi sud, ha parlato del genocidio degli Herero e dei Nama avvenuto tra il 1904 e il 1908 in Namibia da parte dei colonizzatori tedeschi che ha ucciso quasi 80.000 persone, sterminando l’80% della comunità degli Herero e il 50% dei Nama un massacro simile a quello successivo della Shoah che coinvolse indistintamente uomini donne e bambini. In seguito furono creati i primi campi di concentramento, tra cui famoso quello di Shark Island in cui i tedeschi internarono i superstiti di guerra, sottoponendoli ai lavori forzati e tra i vari orrori vennero persino usati come cavie per esperimenti sul cervello umano.

In chiusura la professoressa Caneva ha analizzato la differenza tra etnocentrismo e razzismo, sottolineando come il fenomeno del razzismo sia nato nel periodo dell’espansione coloniale e ha introdotto una riflessione sulla ricerca costante da parte dell’essere umano del nemico, citando una frase tratta dal libro Costruire il nemico di Umberto Eco: “Pare che del nemico non si possa fare a meno. La figura del nemico non può essere abolita dai processi di civilizzazione. Il bisogno é connaturato anche all’uomo mite e amico della pace”.

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