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Moda

Alla fashion week di Milano Chiara Salomone la stilista del benessere 

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Alla fashion week di Milano Chiara Salomone la stilista del benessere 

Tra Idee, novità, sorprese e seduzioni, alla fashion week di Milano  c’era anche ‘dress the gap’ la proposta neuro fashion di Chiara Salomone 

 di Macri Martinelli Carraresi 

A Milano la Fashion week ha chiuso il sipario, felicemente come sempre e tra le tante idee e sorprendenti proposte si è fatta notare la collezione firmata da Chiara Solomone la stilista psicologa che ha mostrato dress the gap la sua nuova elaborazione neuro fashion fra urban e anni ’80. Neuro fashion è lo studio dell’etica e del pensiero per vestire non solo le persone ma soprattutto il loro spirito. L’obbiettivo di Chiara Salomone (www.chiarasalomone.it) è quello di diventare il primo e commerce di abiti, basato sulla psicologia della moda.   “Uno spazio in cui l’abito diventa strumento e messaggio di benessere” cosi sottolinea Chiara Salomone. 

Le linee della sua collezioni sono morbide, urban, non hanno sesso, nè età, nè stagione e tutti i capi hanno categoricamente l’etichetta all’ esterno. Tanta passione , entusiasmo, coraggio e fiducia sono gli ingredienti che animano il lavoro di Chiara Salomone che vuole per le sue creazioni comodità, felicità, sostenibilità ed eleganza che infatti nasce dall’ armonia e così racconta il suo progetto, 

pensiamo all’ abito non come involucro,  ma come strumento di benessere, un mezzo per prenderci cura di noi mentre ci prendiamo cura di ciò che ci circonda, la nostra filosofie e non essere mai schiavi di tendenza,   ma solo costruttori di immagine, dando voce all’interiorità. Proponiamo un’idea che copre il corpo senza costringerlo ma abbracciandolo, per questo non esistono taglie, né genere, né stagioni.  Penso ad un’idea sostenibile adatta a tutte le occasioni e pronta ad affrontare le sfide del tempo e dello spazio, un velo che si adagia su corpo, che gioca con il vuoto, che diventa inclusione. Siamo un progetto che mette a servizio del benessere attraverso studi in psicologia e neuroscienza. Abbiamo immaginato degli abiti che fossero volume intorno al corpo ma che non lo legassero. Attraverso gli abiti vogliamo vestire i corpi dando loro un habitat, un ambiente protetto dove vivere e dove trasformarsi, una seconda pelle che riflette e presenta le emozioni. Abbiamo concentrato i tratti nei colori bianco e nero, per valorizzare l’energia individuale, perchè crediamo gli abiti funzionano attraverso il corpo, si adattano ad esso e alla sua meravigliosa e perenne modificazione”.