Alfredo Arpaia gestisce il commissariamento della LIDU

By 12 gennaio 2018Diritti umani

L’Onorevole Arpaia, incaricato del ruolo di Commissario, rilascia alcune dichiarazioni. Sfiduciato l’ex-presidente Antonio Stango. Sul documento del Comitato Esecutivo si legge: «(…) un comportamento al limite dell’illecito e con una, questa sì, stravagante interpretazione dello Statuto (…)».

 di Antonio Dentice d’Accadia

 

Tra ente commissariante, commissario e commissariato, esiste un’ontologia trinitaria simile a quella della teologia di Sant’Atanasio, colla differenza che una delle tre Persone termina in funzione adamitica, fuori dal relativo Eden.

Secondo le dichiarazioni ufficiali del Comitato Esecutivo, contenute nel documento “Promemoria sul funzionamento e sulle regole della Lidu onlus”, trasmesso dalla Segreteria Nazionale LIDU il 3 novembre 2017, possiamo teatralmente figurarci la scenografica di un pianerottolo romano il 6 ottobre 2017, diviso tra la coreografia di quasi una ventina di membri della Lidu fuori la porta e Antonio Stango all’interno, un ex-presidente pieno di iniziativa. Non aveva “sentito il campanello” – spiega – alla minaccia di ricorrere alle Forze dell’Ordine.

Tra le persone in attesa sul pianerottolo, l’Onorevole Alfredo Arpaia (classe 1930), locatario della sede, che da anni paga di propria tasca l’affitto, mai rimborsato dall’associazione. Un buon nonno, insomma

Altri fatti altrettanto colorati arricchirebbero piacevolmente questa storia, atti d’inventiva e di innovazione. Per citarne alcuni contenuti nel documento dell’Esecutivo testé citato: 1) Imperfette notifiche inerenti un sito internet LIDU dichiarato finanziato dalla Indra S.p.a. e poi scoperto finanziato dalla multinazionale Trasteel di Lugano; 2) Operazioni dell’ex-presidente e dell’ex-tesoriere attuate senza informare l’Esecutivo; 3) Qualche tentativo di cambiare il regolamento secondo procedure forse poco canoniche; 4) Alcuni (fondamentali) verbali non consegnati al Comitato Centrale; 5) Rifiuto di rispondere agli interrogativi posti dal Vice-presidente su questioni varie, con successivo tentativo di defenestrare lo stesso per fantasiosa e improbabile “morosità”.

Sul documento compare anche: «(…) un comportamento al limite dell’illecito e con una, questa sì, stravagante interpretazione dello Statuto (…) L’augurio e il nostro impegno è che venga convocato, dopo la prevista Conferenza programmatica, un necessario Congresso che nomini un vero Presidente che abbia come unico faro gli interessi della nostra gloriosa Lidu, cioè il rispetto e la tutela dei Diritti Umani».

L’epilogo? L’ex-presidente Antonio Stango, sfiduciato e Alfredo Arpaia, incaricato del ruolo di Commissario pro tempore dal Comitato Centrale, organo sovrano della gestione della LIDU. Arpaia, storico membro dell’istituzione per i diritti umani, assicurerà la continuità e la coerenza delle attività nazionali e locali.

Esistono cicli, nella storia, nell’uomo e nell’universo. Quindi c’è un momento per tornare a essere l’eredità di Ernesto Nathan.

L’Arpaia ci rilascia alcune dichiarazioni sullo stato di salute della LIDU e sulla visione valoriale di antefatti e conseguenze delle recenti scelte gestionali.

Onorevole, una simile situazione, così ben descritta dal documento dell’Esecutivo “Promemoria sul funzionamento e sulle regole della Lidu onlus”, immaginiamo costituisca un fatto inedito nella storia dell’istituzione italiana dedita alla tutela dei diritti umani. Le chiedo di aprire l’argomento iniziando dalla “dottrina”, quei presupposti sacri e fondamentalissimi costituenti il presupposto stesso della Lidu.

 L’assalto di un gruppo ben determinato a impossessarsi della LIDU per raggiungere obiettivi personalistici assume le caratteristiche di “fatto inedito” nella misura in cui episodi simili, in cento anni di storia della LIDU, non si erano mai verificati.

Quando la storia di un’Associazione come la LIDU, sempre in prima linea nella difesa libera e incondizionata dei diritti dell’Uomo, in stretta osservanza dei principi illuministici di libertà, uguaglianza e fratellanza e dei valori espressi nella D.U.D.U ( Dichiarazione universale diritti umani), diventa merce di scambio per compromessi mercantili, si distrugge l’anima, la ragion d’essere della LIDU ma, nello stesso tempo si mettono in moto forze e meccanismi spontanei che riportano la LIDU nel solco originario.

Quanti tra i membri dell’istituzione appoggiano la posizione dello Stango, o si ritrovano espulsi/sospesi? E rispetto alla totalità della Lidu nazionale, che percentuale costituiscono?

Data l’esiguità dei seguaci del “re travicello” la percentuale è molto bassa; comunque il “re travicello” è stato sospeso e i tre sostenitori sono decaduti dall’Esecutivo – Prosit –

Quattro persone in tutto. Mi ricordano gli anni Novanta e nello specifico unacanzone di Gino Paoli, “Eravamo quattro amici al bar”: «si parlava con profondità di anarchia e di libertà, tra un bicchier di coca ed un caffè, tiravi fuori i tuoi perché e proponevi i tuoi farò…».

L’ex-presidente oggi sfiduciato, come replica? E Lei, brevemente, come confuta ogni elemento utilizzato dallo Stango?

Il Presidente sospeso dal “Comitato Centrale”, organo che decide della vita dell’Associazione in attesa del Congresso, replica affidandosi alla sua “idea fissa”, monotematica, secondo la quale è valida solo la sua interpretazione dello Statuto e regolamento.

Si comprende facilmente, pertanto, perché il sottoscritto non ritiene opportuno discutere con tale soggetto e preferisce prendere le decisioni con gli Organi collegiali.

Vedi “paranoia” in greco.

Quali sono le prove documentali convalidanti le Sue affermazioni e quelle dell’Esecutivo?

Il documento dell’Esecutivo da Lei citato nella prima domanda risponde in modo appropriato anche a questa domanda.

Viceversa, quali e dove sono le prove documentali convalidanti le accuse o repliche dell’ex-presidente?

Il Presidente sospeso Stango ritiene prove documentali le interpretazioni da lui stesso date allo Statuto e regolamento, per cui ha diffidato tutti senza mai passare ai fatti.

Dall’alto della Sua esperienza, come evolverà questa bizzarra parentesi della Lidu?

Sono convinto che questa “bizzarra” (non tanto) parentesi della LIDU, sarà una buona occasione per far riprendere forza e vigore attraverso un Congresso di alta levatura politico-culturale. Il girino si riscopre, un domani, rana. E cos’è il girino? Uno stadio larvale, con una profonda e naturale utilità, a patto di comprenderne la relatività!

 Ipoteticamente, molto ipoteticamente, se lo Stango dovesse tornare sui suoi passi, scusarsi e ammettere le responsabilità, Lei cosa farebbe? Scherzandoci un po’, se l’ex-presidente venisse “a’ se piglià o’ perdon”, avrebbe la benedizione dell’Onorevole Alfredo Arpaia?

E’ molto difficile, perché sono convinto che “chi nasce tondo non può morire quadrato”. Ciononostante penso sia “nu brav’ guaglione”. In fondo.

4 Comments

  • GIAN PIERO CALCHETTI ha detto:

    L’ONOREVOLE ARPAIA E’ PERSONA TALMENTE PER BENE, CHE, NON SOLO LE SUE PAROLE, SONO, A MIO PARERE, VERITA’ INCONTROVERTIBILI, MA SONO ANCHE SICURO CHE IL SUO COMMISSARIAMENTO, RESTITUIRA’ PACE AI VERTICI DELLA LIDU, DOPO CHE UN PRESIDENTE, TRA L’ALTRO SUGGERITO DALLO STESSO ARPAIA, UNA VOLTA ELETTO HA SUBITO UNA PERICOLOSA METAMORFOSI DI AUTOESALTAZIONE DEL SUO RUOLO DA NON TROVARE, NEGLI ANNALI PIU’ CHE SECOLARI DI QUESTO BENEMERITO SODALIZIO, GLI AZZARDI COMPORTAMENTALI, CHE NE HANNO CONTRADDISTINTO IL BREVE PERIODO D’INSEDIAMENTO. AZZARDI CHE, SE SI ADDICONO, PER QUANTO IO NE SO, AD UNA CONCEZIONE MONOCRATICA DELLA GESTIONE DI QUALSIVOGLIA ORGANISMO DEMOCRATICO, COSTITUISCE, ADDIRITTURA UN PATENTE DISONORE, PER UN’ASSOCIAZIONE, NATA DALLE PIU’ ECCELSE FIGURE DELL’ANTIFASCIMO ITALIANO ESULI IN FRANCIA, TRA CUI SANDRO PERTINI. QUALSIVOGLIA ORGANISMO ATTINENTI, ESCLUSIVAMENTE, METODI DI GESTIONE

  • GIAN PIERO CALCHETTI ha detto:

    L’ONOREVOLE ARPAIA E’ PERSONA TALMENTE PER BENE, CHE, NON SOLO LE SUE PAROLE, SONO, A MIO PARERE, VERITA’ INCONTROVERTIBILI, MA SONO ANCHE SICURO CHE IL SUO COMMISSARIAMENTO, RESTITUIRA’ PACE AI VERTICI DELLA LIDU, DOPO CHE UN PRESIDENTE, TRA L’ALTRO SUGGERITO DALLO STESSO ARPAIA, UNA VOLTA ELETTO, HA SUBITO UNA PERICOLOSA METAMORFOSI DI AUTOESALTAZIONE DEL SUO RUOLO DA NON TROVARE, NEGLI ANNALI, PIU’ CHE SECOLARI DI QUESTO BENEMERITO SODALIZIO, GLI AZZARDI COMPORTAMENTALI, CHE NE HANNO CONTRADDISTINTO IL BREVE PERIODO D’INSEDIAMENTO. AZZARDI CHE, SE SI ADDICONO, PER QUANTO IO NE SAPPIUA, AD UNA CONCEZIONE MONOCRATICA DELLA GESTIONE DI QUALSIVOGLIA ORGANISMO, COSTITUISCE, ADDIRITTURA UN PATENTE DISONORE, PER UN’ASSOCIAZIONE, NATA COL GENERALE CONSENSO DELLE PIU’ ECCELSE FIGURE DELL’ANTIFASCIMO ITALIANO ESULE IN FRANCIA, TRA CUI, BASTA UN NOME, QUELLO DI SANDRO PERTINI.

  • GIAN PIERO CALCHETTI ha detto:

    IL COMMENTO, CHE E’ SPARITO, ASSERIVA CHE LE PAROLE DELL’ONOREVOLE ARPAIA, CONSIDERATA LA SUA STORICA FIGURA DI PRESIDENTE ED IL SUO ARCINOTO ALTRUISMO VERSO LA NOBILE ISTITUZIONE, SONO DA CONSIDERARSI VERITA’ INCONTROVERTIBILI. AGGIUNGEVO PURE CHE IL SUO COMMISSARIAMENTO SERVIRA’ A METTER PACE NEI VERTICI DELLA LIDU, CONCLUDENDO CON UNA CONSIDERZIONE SU STANGO, CHE, UNA VOLTA ELETTO PRESIDENTE DEL SODALIZIO, FORSE PERCHE’ MAL CONSIGLIATO, HA SUBITO UNA METAMORFOSI DI AUTOESALTAZIONE DEL RUOLO APICALE, DA FARGLI ASSUMERE ATTEGGIAMENTI MONOCRATICI TALI DA RENDERLO, DI FATTO E DI DIRITTO, INCOMPATIBILI CON UN’ ASSOCIAZIONE DI TANTO ALTA E PIU’ CHE SECOLARE DEMOCRAZIA, QUAL E’ LA LIDU, FRUTTO DELLE PIU’ ALTE MENTI DELL’ANTIFASCISMO ITALIANO , ESULI IN TERRA DI FRANCIA, TRA CUI, UNA PER TUTTE, QUELLA DI SANDRO PERTINI!

    • Dailycases ha detto:

      Non era sparito nulla, era in attesa di approvazione della redazione. Grazie per il parere davvero illuminato ed illuminante.

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