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Albania, le nuove sfide della porta per l’Oriente-Albania, the new challenges facing the gateway to the East

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di emigrazione e di matrimoni

Albania, le nuove sfide della porta per l’Oriente

di Marco Andreozzi

Negli ultimi anni l’Albania sta vivendo una fase di sviluppo economico costante. I tassi di crescita del PIL non sono elevati, ma il posizionamento strategico del Paese – ponte naturale tra l’Italia meridionale e il mondo balcanico – ne fa oggi la prima porta d’Oriente per l’Europa mediterranea. Culturalmente vicina all’Italia e, per alcuni aspetti etnico-religiosi, alla Turchia, l’Albania è ormai riconoscibile sulla mappa europea, ed entro cinque anni è previsto il suo ingresso nell’Unione Europea. Il cambiamento è visibile soprattutto a Tirana, dove le nuove costruzioni ridisegnano il centro e l’aeroporto, rinnovato su progetto dell’architetto Marco Casamonti, richiama nei dettagli architettonici motivi tradizionali. Tutti i taxi della capitale sono oggi elettrici, anche se il traffico è in costante aumento e mancano ancora linee tramviarie o metropolitane.

Negli ultimi mesi, oltre ai frequenti siparietti diplomatici tra i primi ministri Giorgia Meloni ed Edi Rama – incluso il discusso progetto di cogestione dei flussi migratori africani – e alla promozione delle spiagge ‘tosche’ (meridionali) delle “Maldive d’Europa”, un’altra notizia ha catturato l’attenzione internazionale: l’Albania è diventata il primo Paese al mondo con un ministro virtuale basato su intelligenza artificiale. Il nuovo ministro digitale si chiama Diella (che in albanese significa “luce del sole”) e sarà responsabile degli appalti pubblici. È già nota ai cittadini grazie alla piattaforma e-Albania, che consente l’accesso alla quasi totalità dei servizi governativi, sebbene necessiti ancora di ottimizzazioni. Diella ha persino un avatar: una giovane donna in abiti tradizionali albanesi. Una potenziale “grande sorella”?

Parallelamente, una nazione che cinque anni fa è uscita dall’UE ha registrato una svolta simile. ‘Canale 4’, concorrente della BBC, ha trasmesso un documentario interamente condotto da una presentatrice televisiva generata dall’intelligenza artificiale. «Non sono reale. Per la prima volta in una TV britannica, sono in realtà una presentatrice IA. Alcuni di voi l’avranno intuito», rivela alla fine del programma l’avatar, rappresentato come una giovane donna in abiti contemporanei urbani. Il documentario, intitolato “L’intelligenza artificiale mi ruberà il lavoro?”, esplora il rischio che l’IA possa superare i professionisti in campi come la medicina, il diritto o la fotografia di moda, prevedendo che «nei prossimi due anni l’intelligenza artificiale toccherà la vita di tutti noi», come prevede sibillina questa “grande sorella”.

Oggi, gli ecosistemi informativi e le piattaforme di comunicazione sincrona e asincrona facilitano già servizi sempre più avanzati ai cittadini, monitorando costantemente le abitudini degli utenti. Negli appalti pubblici, la qualità e la contrattualistica restano ambiti in cui la supervisione umana è imprescindibile. La televisione è un media ormai considerato obsoleto da decenni per chi aspiri a maggiore libertà di pensiero e sviluppo cerebrale (resiste invece la radio). La medicina utilizza tecnologie diagnostiche sempre più sofisticate, accessibili e ben gestibili da infermieri specializzati; il sistema giuridico si fonda su banche dati condivise e consultabili. Quanto alla fotografia di moda, è tautologico che le nuove figure digitali – come le avatar albanese e britannica – risultino fotogeniche.

Allo stesso tempo, l’industria dei videogiochi è oggi, di gran lunga, il settore a più rapida espansione dell’intero comparto mediatico, seconda industria dell’intrattenimento con oltre 200 miliardi di dollari di fatturato, il doppio rispetto al 2016. Una crescita vertiginosa che trova un parallelo nel mondo del fumetto, la cui economia globale sfiora ormai i 12 miliardi di dollari. Queste tendenze sono confermate dal successo del Lucca Comics & Games (appena concluso), un appuntamento internazionale annuale, secondo soltanto al Comic-Con di San Diego. L’evento toscano richiama ogni anno una folla cosmopolita di appassionati, molti dei quali travestiti e truccati, in un caleidoscopico spettacolo che fa eco al celebre vicino Carnevale di Viareggio. Le monumentali mura che racchiudono il pregiato centro storico di Lucca – costruite a partire dalla fine Rinascimento quando la repubblica cittadina preferì chiudersi mentre il mondo si apriva, con i portoghesi già a Malacca e Macao – oggi diventano la scenografia di questa nuova apertura al mondo. Nuova forma di “circenses”, garantiti dall’evoluzione delle tecnologie digitali, mentre il pane qui non manca.

Eppur tuttavia, un buon medico o un buon avvocato – uomini o donne che siano, ovviamente – si riconoscono per libertà di pensiero in un continuo ‘sviluppo cerebrale’ con il passare del tempo, competenza, e l’empatia autentica che deriva anche dalla passione per il proprio mestiere: qualità umane che portano all’interazione profonda con chi ci circonda e alimentano altresì la vera innovazione. La vera intelligenza naturale rimane quella capace di creare, relazionarsi e comprendere, ben oltre ogni variazione morfologica di genere del più venduto romanzo di George Orwell. Sospendendo il giudizio sull’ipotesi di una possibile sostituzione dei ministri politici con sistemi di intelligenza artificiale, vale piuttosto la pena segnalare il volume di Michele Piccini, “Conversando con Debussy. Dialogo con un’IA”. Un testo appena pubblicato che si propone come lettura illuminante per chi desideri comprendere più a fondo potenzialità, limiti, e gli aspetti manipolativi già presenti negli attuali ecosistemi generativi integrati. Nel complesso, tali strumenti trovano il loro impiego più appropriato nell’acquisizione rapida e sintetica di informazioni aggregate, piuttosto che nell’interrogazione del sistema IA su questioni d’indole esistenziale o sentimentale – come l’amore – che costituisce, non a caso, il pretesto narrativo da cui prende avvio quest’opera originale.

di emigrazione e di matrimoni

Albania, the new challenges facing the gateway to the East

by Marco Andreozzi

In recent years, Albania has been experiencing steady economic development. GDP growth rates are not high, but the country’s strategic position—a natural bridge between southern Italy and the Balkans—now makes it the leading gateway to the East for Mediterranean Europe. Culturally close to Italy and, in some ethnic and religious terms, to Turkey, Albania is now recognizable on the European map, and it is expected to join the European Union within five years. The change is particularly visible in Tirana, where new buildings are reshaping the skyline, and the airport, renovated to a design by Italian architect Marco Casamonti, recalls traditional motifs in its architectural details. All taxis in the capital are now electric, even though traffic is constantly increasing and tram or subway lines are still lacking.

In recent months, in addition to the frequent diplomatic skits between Prime Ministers Giorgia Meloni and Edi Rama—including the controversial project to co-manage African migration flows—and the promotion of the Toskeria (southern) beaches of the “Maldives of Europe”, another piece of news has captured international attention: Albania has become the first country in the world with a virtual minister powered by artificial intelligence. The new digital minister is called Diella (which means “sunshine” in Albanian) and will be responsible for public procurement. She is already known to citizens thanks to the e-Albania platform, which provides access to almost all government services, although it still requires optimization. Diella even has an avatar: a young woman in traditional Albanian dress. A potential ‘big sister’?

In parallel, a nation that left the EU five years ago has also seen a similar breakthrough. Channel 4, the public broadcaster competing with the BBC, aired a documentary entirely hosted by a television presenter generated by artificial intelligence. “I’m not real. For the first time on British TV, I’m actually an AI presenter. Some of you may have guessed,” the avatar, depicted as a young woman in contemporary urban clothing, reveals at the end of the program. The documentary, titled “Will AI Take My Job?”, explores the risk that AI could overtake professionals in fields such as medicine, law, or fashion photography, predicting that “in the next two years, artificial intelligence will touch all of our lives,” as this sibylline ‘big sister’ predicts.

Today, information ecosystems and synchronous/asynchronous communication platforms already facilitate increasingly advanced services to citizens, constantly monitoring user habits. In public procurement, quality and contractual arrangements remain areas where human oversight is essential. Television is a media now considered obsolete for decades by those aspiring to greater freedom of thought and brain development (radio, however, remains). Medicine uses increasingly sophisticated diagnostic technologies, accessible and easily managed by specialized nurses; the legal system is based on shared and searchable databases. As for fashion photography, it is tautological that new digital humans – like the Albanian and British avatars – are photogenic.

At the same time, the gaming industry is now by far the fastest-growing in the entire media sector, the second largest entertainment industry with a turnover of over $200 billion, double that of 2016. This dizzying growth is paralleled by the world of comics, whose global economy is now approaching $12 billion. These trends are confirmed by the success of the recently concluded Lucca Comics & Games, an international annual event second only to the San Diego Comic-Con. Each year, the Tuscan event draws a cosmopolitan crowd of enthusiasts, many of them dressed in costumes and makeup, in a kaleidoscopic spectacle that echoes the famous nearby Viareggio Carnival of Versilia Riviera. The monumental walls that enclose Lucca’s prized historic center—construction began in the late Renaissance, when the city republic chose to close itself off while the world opened up, with the Portuguese already in Malacca and Macau—now become the backdrop for this new opening to the world. A new form of “circenses”, guaranteed by the evolution of digital technologies, while there is no shortage of bread here. Reference is made to “panem et circenses” (bread and circus games), a Latin phrase (Juvenal) that refers to the imperial Roman strategy of distributing food and entertainment to the masses to gain consensus.

Yet, a good doctor or a good lawyer are recognized for their freedom of thought within a continuous ‘brain development’ with seniority, competence, and that authentic empathy that also comes from passion for their profession: human qualities that lead to profound interaction with those around us and also fuel true innovation. True natural intelligence remains that which is capable of creating, relating, and understanding, far beyond any morphological variation of gender in George Orwell’s best-seller. Suspending judgment on the possibility of replacing government political ministers with artificial intelligence systems, it’s instead worth highlighting Michele Piccini’s book, “Chatting with Debussy. Dialogue with an AI.” This recently published text offers enlightening reading for those wishing to better understand the potential, limitations, and the manipulative aspects already present in today’s integrated generative ecosystems. Overall, these tools are best used for the rapid and concise acquisition of aggregated information, rather than interrogating the AI system on existential or sentimental questions—such as love—which, not coincidentally, constitutes the narrative pretext from which this original work begins.

 

Marco Andreozzi, è Dottore in Ingegneria Meccanica, Economia/Amministrazione (Politecnico di Torino). Tecnologo industriale e specialista del settore energetico, proviene da esperienze professionali in cinque multinazionali in Italia e paesi extra-europei, e come direttore generale da un quarto di secolo; nomade digitale dal 2004 al 2019, e’ sinologo, parla correntemente il mandarino e in Cina e’ stato docente a contratto.

Marco Andreozzi, is a Doctor in Mechanical Engineering, Economics/Administration (Polytechnic of Turin). Industrial technologist and specialist in the energy sector, he comes from professional practices in five corporates in Italy and non-European countries, and as managing director for a quarter of a century; digital nomad from 2004 to 2019, he is a sinologist, speaks fluent Mandarin and was a visiting professor in China.

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