Addio a Salvatore Napoli, figlio dei grandi pupari catanesi


È scomparso all’età di 73 anni Salvatore Napoli, membro della famiglia di pupari catanesi, che ha contribuito a mantenere viva la tradizione di famiglia conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo. A dare la notizia, ieri, i parenti su facebook.

Orlando e Rinaldo, Carlo Magno, Angelica e Gano di Maganza, hanno perso un membro della famiglia, andranno in scena con la consapevolezza di non vedere più tra i suoi spettatori e accanto al palco, colui che apparteneva alla tradizione di infondere loro la vita, per poi riporli a riposo in un angolo fino alle prossime imprese, Salvatore Napoli. Si è spento all’età di 73 anni, a darne l’annuncio la famiglia sulla pagina facebook. Figlio d’arte, secondogenito di Natale e Italia Chiesa, era esponente della tradizione secolare dei pupari catanesi, come ideatore delle luci e fonico, apportando negli anni ’60 innovazione con i nuovi sistemi di amplificazione ed illuminazione, contribuendo nell’attività di famiglia a portare avanti la tradizione secolare dei pupari catanesi, affermata in tutto il mondo.

La compagnia venne fondata nel 1921 a Catania, da Gaetano Napoli e oggi, giunta alla sua quarta generazione, rappresenta una significativa e importante realtà dell’opera dei pupi, arte nata nella seconda metà dell’Ottocento, formata non semplici marionette ma da opere d’arte il cui meccanismo è stato perfezionato durante gli anni con la realizzazione di un’asta di metallo, al posto di fili, che dall’interno fa muovere braccia e gambe. Vicinanza al dolore dei parenti è stata espressa dal sindaco di Belpasso, Daniele Motta: «Partecipiamo al cordoglio della famiglia Napoli, per la scomparsa di Salvo “Turi”. Abbiamo avuto il piacere di ospitare i loro spettacoli nel nostro Comune, di apprezzarne la straordinaria competenza e la capacità di “modernizzare” l’opera dei pupi pur restando fedeli ad una complessa arte popolare che per essere espressa a livelli d’eccellenza, come i Napoli fanno da sempre, richiede passione, professionalità e sacrificio».

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