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Ad ogni Governo la sua Croce

By 1 Ottobre 2020 Ottobre 16th, 2020 No Comments

E la croce di questo Governo sarà il MES

di Paolo Buralli Manfredi

Tutti i governi che si sono susseguiti in Italia hanno dovuto portare una croce che poi, come sempre, è la stessa croce con cui sono stati crocifissi. E la croce che crocifiggerà questo Governo ha un nome ben preciso: “MES”.

Dall’inizio della pandemia intorno a febbraio abbiamo assistito alla presa di potere del governo Conte tramite la dichiarazione dello stato d’emergenza ( va ricordato il 30 gennaio scorso) che ha dato allo stesso la possibilità di procedere con i ben noti a tutti DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) che si utilizzano in casi d’emergenza e che possono essere presi senza discussione Parlamentare.


Il Presidente del Consiglio dunque, con l’applicazione dello stato d’emergenza ha, di fatto, assunto una sorta di pieni poteri e si è caricato di tutte le responsabilità che deriveranno dalle sue decisioni; purtroppo però il Presidente del Consiglio non ha un suo partito e dunque la sua permanenza sulla poltrona più importante del Governo è legata ad equilibri sottilissimi, che devono prevedere la gestione di concessioni a coloro che lo sostengono e sono collegati a partiti politici, PD, M5S, Italia Viva, Leu in primis e queste continue negoziazioni interminabili hanno e logorano l’Esecutivo giorno dopo giorno.

Ed è ormai chiaro che le scelte fatte anche per quanto riguarda gli investimenti a sostegno di un sistema economico-finanziario e sociale completamente distrutto dalla crisi globale e dalle conseguenze della pandemia ne sono la prova provata. Sì perché, come tutti avrete notato, in Italia la visione politica è il bonus di turno, ed il bonus di turno è lo strumento classico che viene utilizzato per dare un colpo al cerchio ed un colpo alla botte, accontentando così, tutte le richieste degli attori sopra citati, ma è altrettanto chiaro che questo modus operandi non potrà essere utilizzato per i miliardi concordati e legati al Recovery Fund.

Allora, quale sarà la croce su cui Giuseppe Conte verrà inevitabilmente crocifisso? Sarà il MES, e lo sarà perché la Commissione Europea, non potrà consegnare più di 209 miliardi di euro ad un Presidente del Consiglio che, di fatto, è ostaggio di forze politiche che hanno dimostrato di non avere a cuore l’interesse Nazionale, ma si muovono solo su interessi partitici senza avere nessuna visione politica; per questo il Quirinale probabilmente entro la fine dell’anno potrebbe far riflettere tutti su un eventuale ristrutturazione dell’Esecutivo e quindi, sull’uscita di scena dell’Avvocato degli Italiani.

Tutto ciò però, non potrà accadere prima che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte faccia la richiesta ufficiale per ottenere il MES che, non potrebbe mai essere chiesto dal prossimo Presidente del Consiglio che arriverà per gestire quell’enorme somma di denaro, e che deve essere utilizzata per ristrutturare il sistema Italia che ormai fa acqua da tutte le parti e che non potrebbe mai essere ristrutturato da coloro che hanno visioni partitiche e non politiche.

E se osserviamo come si sta muovendo lo scacchiere europeo, notiamo che la prima pedina posizionata dalla Commissione Europea tramite l’OMS per la gestione del comparto sanitario, Mario Monti, fa supporre che per la parte economico-finanziaria il nome più garantista per la stessa non può essere che Mario Draghi uomo dei poteri forti che si dichiara Social-Liberal-Democratico e che non è legato a nessun partito politico italiano.

Questa lettura delle cose nasce dal fatto che in più di un’occasione anche il Presidente della Repubblica ha non detto, dicendo, che il Governo non sta gestendo al meglio le opportunità che gli sono state concesse con la possibilità di aumentare il proprio debito sforando, di molto, i parametri europei.

La riflessione dunque, non può che chiudersi con l’auspicio che l’opposizione faccia realmente l’opposizione e crei le condizioni di poter andare al voto per dare la parola agli Italiani. Ma, purtroppo, sino ad ora l’impressione è che come al solito le ristrutturazioni lacrime e sangue siano destinate ai soliti governi di transito creati dalle istituzioni interne ed esterne al Paese, Quirinale e Commissione Europea, proprio perché la maturità politica degli attori in campo e quella degli Italiani non prevede la consapevolezza che bisogna, oggi più che mai, prendere atto che se non si procede facendo esattamente quello che bisogna fare, cioè senza promettere l’improponibile, le cose in Italia non cambieranno mai; dunque accomodiamoci alla finestra e vediamo cosa succederà nei prossimi mesi, e soprattutto se questo Esecutivo riceverà a Natale 2020 doni o carbone.


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