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Ambiente & Turismo

Abruzzo. Gessopalena, il Museo del gesso all’aperto

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La città bianca simbolo della resistenza ai nazisti

Alle pendici della Maiella, nella provincia di Chieti, su uno sperone roccioso a 654 metri sul livello del mare, l’antica Gessopalena domina la valle in cui scorre l’Aventino.

 

Il borgo fantasma, il cui nome deriva dalla massiccia presenza nel territorio delle rocce dalle quali si ricava il gesso (gypsum) e l’indicazione geografica (propre Palenam) vicino Palena, sembra sparire tra le rocce quando il sole percuote la roccia bianca facendo affiorare le mura megalitiche di epoca preromana, costituenti parte del sistema difensivo dei Carricini, una delle quattro tribù del gruppo etnico sannitico ricordato dalle fonti antiche soprattutto da Tacito, Plinio e Tolomeo con notevole varietà di forme come Caraceni, Carecini e Caretini.

L’esatta forma latina, Carricini, si deve al ritrovamento di due importanti documenti epigrafici: una lastra di bronzo rinvenuta a San Salvo (CH), che porta inciso un decreto del 384 d.C. relativo all’assemblea municipale della città di Cluviae, dove si menzionano i “Cluvienses Carricini” e un’iscrizione della fine del II sec. d.C. rinvenuta su un cippo commemorativo in cui si nomina un “curator rei publicae Cluviensium Carricinorum”.

Fu colonia romana e dall’VIII al XI secolo fu sotto la signoria benedettina di Montecassino. Nonostante sia stata infeudata e più volte donata a principi, a partire da Carlo I D’Angiò, l’influsso benedettino fu sempre molto forte e sul territorio crebbero luoghi monastici due dei quali, il monastero di San Giovanni Battista ed il convento di Santa Maria dei Raccomandati rimasero attivi fino alle soppressioni napoleoniche. Inserita nella ripartizione territoriale francese, nel distretto di Lanciano vi rimase sino al 1861, quando fu inclusa nella provincia di Chieti mantenendo la dignità di comune autonomo.

Gessopalena fu terra di notai ed avvocati che agirono in tutto l’Abruzzo e diede i natali a Guglielmo di Mastro Bernardo, miniaturista trecentesco, a Marino Turchi, rettore dell’Università di Napoli e patriota del Risorgimento, a Niccolò Melchiorre, giurista e parlamentare dell’Ottocento impegnato nelle conquiste civili.

Nel 1933 fu colpita da un terremoto verificatosi al centro della Majella, e riportò gravi danni al centro antico che non fu risparmiato nel tardo dicembre ’43 dai nazisti, che operarono la tecnica spietata della “terra bruciata”. A riconoscimento del coraggio e della dignità che i gessani dimostrarono in quei giorni terribili, continuando a compiere innumerevoli atti di solidarietà anche verso i profughi di altra provenienza, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il 16 settembre 2005, conferiva la Medaglia d’Oro al Merito Civile al Comune di Gessopalena

L’ambiente suggestivo del diruto Borgo medioevale, visitabile e messo in sicurezza, con il patrocinio dell’associazione culturale “Terre del Sangro – Aventino” rappresenta  uno spettacolo unico ed una casa abbastanza conservata è stata scelta simbolicamente come sede amministrativa del Corpo volontari “Brigata Maiella”, che ha il compito di ricordare gli avvenimenti bellici nel territorio del Sangro-Aventino, e di promuovere attività rievocative culturali. È stato deciso di non ricostruire il paese ex novo, ma di mantenere in buono stato gli edifici già danneggiati dai tedeschi, e di lasciarli nella loro forma mutila (chiese comprese), per educare i giovani e i turisti al ricordo della strage nazista.

Scendendo verso il borgo nuovo l’ampia piazza accoglie un’artistica fontana monumentale realizzata da Carlo Fontana nel 1921: una conchiglia nella quale si erige la statua della dea della vittoria che guida la nave dalla “prora terribile” a forma di vomere. Sulla piazza, al termine di una imponente scalinata, l’ottocentesca facciata neoclassica della Chiesa di S. Maria dei Raccomandati, di origine romanica. L’interno, a tre navate gotiche con abside semicircolare, è decorato da un trittico della Madonna della Misericordia del XVI secolo.

Sul lato opposto la Chiesa di S. Maria Maggiore, limitante con la torretta dell’orologio. notevole per i muri esterni in pietra, le colonne, l’armoniosa cupola e l’eleganza degli stucchi. Sulla facciata laterale sinistra fa bella mostra il portale gotico, riferibile al XIV secolo, che fu della demolita Chiesa dell’Annunziata.

A fare da sfondo l’incomparabile scenario della Maiella, in tutta la maestosa successione di vette e là dove scorrono i torrenti San Giusto, Rio secco, Mazzetta e Cesa il grande affioramento calcareo, La Morgia, che secondo leggenda fu installata in questo luogo dal gigante Sansone, sulla quale l’artista greco Costas Varotsos ha installato una sua opera dal titolo “Orizzonti”.

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