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Ambiente & Turismo

Abruzzo. Frattura Vecchia, il borgo che non c’è più

Titty Marzano

Pubblicato

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Tra il cuore del lago di Scanno e la montagna lunare di Genziana, il borgo fantasma.

 

Percorrendo la Valle del Sagittario, tra panorami mozzafiato salendo fino ai 1300 metri, a otto chilometri da Scanno, in provincia de L’Aquila, sorge Frattura Vecchia, un borgo fantasma.

La strada confluisce in una stradina e quando questa lascia il posto allo sterrato ciò che appare è sicuramente insolito: da un lato il panorama quasi lunare del monte Genzana e la sua frattura, che lascia esposta la parte sedimentosa biancastra poco ricoperta di piccola vegetazione, dall’altro i boschi lussureggianti della Valle del Sagittario. Davanti agli occhi i resti del castello medievale e le antiche mura di cinta.

Ad introdurre al borgo, immersi in un prato la piccola chiesa dell’Immacolata ed il vecchio cimitero.  Il borgo si sviluppa intorno alla piazza, in cui è collocata una fontana del 1834, da cui si diramano quattro strette vie che portano ad abitazioni ed orti, luoghi fermi dal 13 gennaio 1915.

Nella parte più alta Del paese svettano i ruderi della torre campanaria della chiesa di San Nicola. Sull’antico reliquiario della chiesa, scolpita, la data 1106 che pare sia da attribuire alla fondazione del piccolo paese. Nel corso dei secoli il borgo, nato proprio sul terreno formatosi dai detriti della grande frana, divenne possedimento dei vari signori locali e l’abitato crebbe proprio dietro l’antico castello posto a guardia della valle. Le attività che resero ricco il territorio furono l’agricoltura e la pastorizia.

L’antico nome di Castello dei Numi venne modificato in Frattura a seguito del sisma del 1915 che provocò una frana nel monte Genzana. I detriti scendendo a valle, bloccarono il fiume Sagittario dando origine al lago di Scanno, unico al mondo per la sua forma: un cuore.

La mattina del sisma, proprio a causa della natura del terreno, il borgo viene raso al suolo.

A salvarsi saranno solo i pastori che praticavano la transumanza e pochi sopravvissuti, che si trasferiranno in quella che è l’attuale Frattura Nuova.

Durante i mesi estivi il borgo torna a popolarsi grazie al restauro di parte dell’abitato e alla rete di escursionisti.

Grazie al fitto intarsio di sentieri è infatti possibile pianificare trekking di più giorni.

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